I Sacramenti sono una componente fondamentale della fede, sono strumenti della salvezza perché attraverso di essi ci viene data la grazia della Redenzione. Difatti, attraverso il Sacramento del Battesimo si diventa cristiani; attraverso l’Eucarestia riceviamo la forza di affrontare le difficoltà della vita; con la Riconciliazione abbiamo la possibilità di tornare ad essere creature nuove dopo aver commesso il peccato. Dobbiamo riscoprire queste fonti di grazia, dell’amore che Dio ci dona e che si diffonde nei nostri cuori per fare di noi delle nuove creature.
I Sacramenti sono sette, non uno in più e non uno in meno, la Chiesa Cattolica li conserva nella loro integrità come un dono di grazia. I Sacramenti sono segni sensibili della grazia, istituiti da Gesù Cristo per santificarci e ciascuno ha una determinata collocazione nel corso della vita.
I Sacramenti sono segni sensibili, infatti la grazia viene donata attraverso segni visibili; ad esempio, la grazia del Battesimo che purifica dal peccato originale viene data attraverso l’acqua. Pensiamo anche al dono immenso del Corpo e del Sangue di Cristo che ci vengono dati attraverso il Sacramento dell’Eucarestia nel pane e nel vino consacrati.
I Sacramenti sono segni che vengono amministrati dalla Chiesa ma è Gesù Cristo stesso che li ha istituiti per donarci la grazia della Redenzione, per fortificarci nel cammino di santità. La finalità dei Sacramenti è quella di inserirci in Cristo, di purificarci, di rafforzarci, di fare di noi delle creature nuove. Senza i Sacramenti l’anima è come un vaso di fiori in cui non viene messa mai l’acqua, alla fine muore.
Perché un Sacramento sia tale si richiedono tre cose: la materia, la forma e il ministro, il quale abbia l’intenzione di fare ciò che fa la Chiesa. La materia è, ad esempio, l’acqua del Battesimo; non si può usare altro, se manca il segno sacramentale non si può celebrare il Sacramento. La forma è intesa come la formula che si usa quando viene amministrato un Sacramento, sono le parole che il ministro deve proferire nell’atto stesso di applicare la materia. C’è concomitanza fra la materia e le parole con cui vengono amministrati i Sacramenti. Il ministro del Sacramento è la persona capace che lo fa o lo conferisce, in nome e per autorità di Gesù Cristo. Se manca la materia, la forma e il ministro il Sacramento non può essere celebrato.
Il ministro, inserito in Cristo con il carattere sacerdotale, opera in nome di Cristo e in Suo nome trasforma il pane e il vino (materia) in Corpo e Sangue recitando la formula (forma). Non ci si può confessare da un laico, i peccati rimangono anche se pronuncia la formula dell’assoluzione; le sue parole non sono valide perché non è un ministro. È il sacerdote ad assolvere dai peccati perché lui stesso, con il Sacramento dell’Ordine, ha ricevuto l’autorità di Cristo. Il ministro dei Sacramenti non è sempre il sacerdote; ad esempio, nel Sacramento del Matrimonio i ministri sono gli sposi, il sacerdote è un testimone privilegiato, è il celebrante.
La materia, la forma e il ministro sono le tre componenti sono fondamentali perché un Sacramento si efficace della grazia. Cristo ha dato i Sacramenti alla Chiesa ed essi diventano operativi nella misura in cui noi siamo in sintonia con la Chiesa. Al di fuori della Chiesa i Sacramenti non sono efficaci. I Sacramenti sono efficaci nella misura in cui sono espressione della fede della Chiesa che, a sua volta, è inserita in Cristo e quindi comunica la Sua grazia.
I Sacramenti sono fonti di grazia necessari, fondamentali per i cristiani. È importante, anzi urgente, oggi riscoprirne il valore, la bellezza, la grandezza dei Sacramenti.