"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Giugno 2026 Pagina 24 di 38

Leone e lo storico discorso sui migranti dal «porto della vergogna»: «Mi inchino alla vostra dignità. Non possiamo abituarci a che il Mediterraneo sia un cimitero»

di Gian Guido Vecchi – Corriere della Sera – 11 Giugno 2026

Nel corso della sua visita in Spagna, papa Leone ha fatto tappa a Las Palmas de Gran Canaria, dove ha tenuto un discorso sui migranti – sulla falsariga di quello che Francesco tenne a Lampedusa. «Ogni vita umana è una benedizione. Nessuno può comprarla, venderla, usarla o scartarla»

DAL NOSTRO INVIATO

LAS PALMAS DE GRAN CANARIA (SPAGNA) «Cristo cammina sulle acque e, di fronte alla tempesta, pronuncia una parola sovrana: “Taci, calmati!” Quella voce continua a risuonare contro le forze che divorano, schiavizzano e scartano tanti nostri fratelli e sorelle. Lì dove Cristo ordina al mare di tacere, la Chiesa non può rimanere muta di fronte a coloro che sono abbandonati alle sue acque». Leone XIV parla al porto di Arguineguín, nella costa meridionale di Gran Canaria.

 «Oggi, in riva al mare, il Vangelo ci strappa dal posto comodo dello spettatore e ci pone di fronte al fratello che arriva. Ci chiede se abbiamo saputo riconoscere Cristo in coloro che sbarcano segnati dalla paura, dalla fame e dalla violenza, dopo il deserto, la notte e il mare».

Sole, vento, il Papa getta una corona di fiori in mare e benedice una Croce intagliata nel legno d’un relitto, tutt’intorno ci sono gli operatori del Salvamento Marítimo, gli operatori della Caritas, i tanti migranti aiutati in questi anni, nonostante tutto. E davanti a loro il Papa scandisce un discorso ancora più duro di quello ormai storico di Francesco nel 2013, la «globalizzazione dell’indifferenza» denunciata a Lampedusa, dove Leone tornerà il 4 luglio. 

«Come potete vedere, porto alla mano l’anello del Pescatore. Il suo stesso nome ci conduce al lago di Galilea, dove Cristo chiamò Pietro e gli disse: “D’ora in poi sarai pescatore di uomini”». Ecco, alza lo sguardo Prevost: «Vi sono persone soccorse in mare e corpi senza vita recuperati dalle acque. Per questo il Successore di Pietro non può disinteressarsi di questi approdi. La Chiesa non può ignorare queste acque, né alcun luogo dove la fame, la sete, la violenza, la paura o l’esilio continuano a ferire la dignità umana. I discepoli di Gesù non possono considerare estraneo il clamore di chi grida dalla notte».

La dignità umana

Giusto domani entra in vigore Patto sulla migrazione e l’asilo della Ue che introduce restrizioni sull’immigrazione irregolare e apre agli hub per le espulsioni. Il Papa si rivolge anzitutto al Vecchio Continente, guarda il migranti radunati nel porto e dice:

 «Il vostro dramma deve diventare un esame di coscienza: per le nazioni di origine, che devono creare condizioni di pace, giustizia e sviluppo; per le nazioni di transito, chiamate a proteggere e a non lasciare deboli nelle mani di reti criminali; per l’Europa, che non può proclamare la dignità umana e abituarsi a che il Mediterraneo e l’Atlantico siano cimiteri senza lapidi; per la comunità internazionale, chiamata a una cooperazione efficace e perseverante».

Perché «non possiamo abituarci a contare i morti: la dignità umana non ha passaporto né perde valore quando attraversa una frontiera». Così «da quest’isola, vorrei che la voce di coloro che hanno parlato oggi raggiungesse chi ha in mano responsabilità decisive – autorità civili, parlamenti, governi e organizzazioni internazionali – e anche le comunità cristiane, le altre tradizioni religiose e tutti gli uomini e le donne di buona volontà», sillaba Prevost:

«Non basta gestire gli arrivi, distribuire cifre, rafforzare le frontiere o lamentare le morti quando sono già avvenute. Ogni barca che arriva non porta solo migranti; porta con sé una domanda: che mondo abbiamo costruito, se tanti fratelli devono rischiare la morte per cercare la vita?».

I migranti

Ora il punto di arrivo principale è La Restinga, sull’isola di El Hierro, ma Arguineguín a Gran Canaria resta un luogo simbolico, il «molo della vergogna» sul quale nel 2020 tremila persone rimasero ammassate per mesi in uno spazio di duecento metri. Dalla costa occidentale dell’Africa avevano attraversato una sessantina di miglia nautiche a bordo di cayucos, le canoe in legno usate dai pescatori in Senegal. 

Ma era appena scoppiata la pandemia e rimasero isolati, solo la Caritas si organizzò per portare cibo e medicine. In trent’anni si calcola che più di duecentomila migranti abbiano preso il mare dalle coste nordoccidentali dell’Africa per raggiungere l’arcipelago spagnolo e quindi l’Europa. I primi si chiamavano Baijea e Bachir, due giovani di 24 e 22 anni del Sahara Occidentale. Il 28 agosto 1994, sbarcarono da un vecchio peschereccio a Las Salinas del Carmen, nell’isola di Fuerteventura. Arrivavano della costa del Marocco, una cinquantina di miglia marine attraversate in un giorno di navigazione.

 Las Salinas era allora un villaggio di pescatori con le saline più antiche delle Canarie, nessuno aveva mai visto nulla di simile, le rotte dei migranti dall’Africa verso la Spagna passavano dallo Stretto di Gibilterra. I due ragazzi avevano l’aria sfinita e spaventata, due agenti della Guardia civil li portarono a mangiare in una trattoria. Furono loro ad aprire la nuova rotta.

Nel 2025, lungo la rotta delle Canarie sono morte 1.172 persone, secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni; la ong «Caminando Fronteras» calcola 1.317 persone nei primi cinque mesi nel 2026, 3090 l’anno scorso: tra cayucos e pateras, dei barconi a fondo piatto, decine di imbarcazioni non hanno lasciato traccia di sé nell’oceano, le stime degli annegati variano.

Le testimonianze

Sul molo si alternano la testimonianze e tra queste c’è quella di una donna nigeriana, Blessing, vittima della tratta, è un’altra donna che per sicurezza legge il suo racconto: «Ho aspettato sei mesi per poter partire. Sei mesi senza quasi mangiare, senza potermi lavare per settimane, vivendo in condizioni che non auguro a nessuno. 

E quando è arrivato il momento di attraversare il mare, ho visto morire annegate le persone che erano partite prima di noi quello stesso giorno». Arrivata in Spagna, le hanno portato «mi hanno portato via il bambino per costringermi a prostituirmi. Mi hanno trattato molto male. Mi hanno separata da mio figlio. Aveva 11 mesi quando la polizia ha arrestato le persone che mi tenevano prigioniera, e finalmente ho potuto riaverlo con me».

Leone XIV le assicura che «Dio non ha mai smesso di guardarti come una persona di valore inestimabile», e aggiunge: «La dignità umana esige vie legali e sicure, soccorso e assistenza, cooperazione reale contro i trafficanti, protezione effettiva delle vittime, processi seri di accoglienza e integrazione, e politiche che permettano a ogni persona di vivere con dignità nella propria terra».

Del resto, «se esiste il diritto di cercare rifugio quando la vita è minacciata, esiste anche il diritto di non dover migrare: il diritto di rimanere nella propria casa senza fame, senza guerra, senza persecuzioni, senza violenza, senza che la terra diventi inabitabile, senza che la corruzione rubi il pane ai poveri, senza che le armi distruggano il futuro dei bambini». Di certo «non possiamo abituarci a contare i morti: la dignità umana non ha passaporto né perde valore quando attraversa una frontiera».

Citazioni bibliche

Il tono del pontefice è solenne, intessuto di citazioni bibliche. Nella Bibbia il mare evoca oscurità e caos, vi compaiono Leviatano e Rahab, «nome che evoca la superbia dei poteri che si levano contro Dio e la vita», spiega Leone: «Anche oggi esistono mostri che si aggirano in questi mari: mafie che trafficano nella disperazione, trafficanti che riducono in schiavitù donne e bambini e l’indifferenza di molti che permette i poveri siano inghiottiti dallo sfruttamento o dall’oblio».

Eppure «la fede non rimane paralizzata di fronte alla potenza del mare. Crediamo in un Dio che soggioga il caos, pone un limite al male e apre una via quando sembra prevalere la morte».

Alla fine, il Papa cita San Giovanni della Croce, mistico spagnolo del Cinquecento: «Il Dio che “al tramonto della vita ci giudicherà sull’amore” ci conceda di riconoscerlo oggi nei poveri e negli stranieri, e ci liberi dal guardare il dolore altrui come se non ci appartenesse».

E conclude: «Che la storia non debba accusarci di aver trasformato il dolore di chi soffre in un paesaggio abituale delle nostre coste…Oggi, qui in riva al mare, ogni vita che arriva ci chiede che cosa resta della nostra umanità. Prima o poi, si saprà se questa umanità abbiamo saputo custodirla o se abbiamo lasciato che l’indifferenza parlasse per noi».

🟢P. LIVIO🟢 PERCHE’ CREDO A MEDJUGORJE – Catechesi di P. Livio – Puntata 5 ~ IN RADIOVISIONE SU DIGITALE TERRESTRE al CANALE 789

60. Il significato teologico del tempo dei Segreti

Il problema delle apparizioni di Medjugorje è la comprensione del loro valore teologico. Quando il primo Segreto accadrà dopo essere stato preannunciato tre giorni, molte false convinzioni cadranno perché sarà evidente che Medjugorje è nel piano di Dio. La Madonna stessa, apparendo come la Donna dell’Apocalisse già il 24 giugno 1981 e fino ad oggi, è sempre apparsa con una corona di dodici stelle sul capo e con i piedi poggiati su una nuvola. I Messaggi della Regina della pace sono scenari apocalittici, cioè interventi di Dio per salvare il mondo in un momento di attacco straordinario delle potenze del male. L’Apocalisse è un momento in cui il male cerca di prevalere ma Dio interviene per fermarlo.

Le apparizioni di Medjugorje devono essere collocate proprio in questa prospettiva, sono le ultima perché appartengono al tempo dell’Apocalisse. Questa è, a mio parere, la chiave che ci permetterà di capire i Segreti, di essere protagonisti e soprattutto essere i portatori della speranza che è intrinseca al messaggio apocalittico che prevede un traboccare delle potenze del male e l’intervento liberatore di Dio. Le potenze del male faranno di tutto per distruggere l’Opera della Creazione e della Redenzione ma Dio interverrà con i Segreti rivelati tre giorni prima e quelli che crederanno si salveranno. Questa è, a mio avviso, la chiave teologica che ci aiuta a capire il grande valore delle apparizioni di Medjugorje. Quando si capisce che si tratta di un evento apocalittico, di conseguenza ci si prepara. L’umanità sta entrando nel tempo dell’Apocalisse in cui vedremo cose terribili, come quando Dio è intervenuto per salvare il popolo ebraico con le piaghe d’Egitto e poi con il passaggio nel Mar Rosso.

Le cose terribili sono interventi salvifici di Dio. Sperimenteremo tutto questo fin dal primo Segreto. Il 24 giugno 1981 la Madonna ha inaugurato il tempo dell’Apocalisse e in tutto questo tempo ci stiamo preparando con Lei agli eventi dei dieci Segreti. Entrando in questa prospettiva, comprendiamo la grandezza del tempo che stiamo vivendo, ci sintonizziamo con il momento di Dio. L’Apocalisse è il tempo in cui Dio interviene per salvarci ed è il tempo della nostra militanza personale. Ci prepariamo, lasciamo la fiera delle vanità che è diventato questo mondo pieno di iniquità e tenuto in piedi dalla pazienza dei fedeli a Dio. Se capiamo questo possiamo prepararci adeguatamente e diventiamo veramente apostoli di Maria.

Capire il valore del tempo che stiamo vivendo e che ci prepara ad eventi straordinari per i quali ci vogliono la fede, la speranza, la carità, la fortezza e tutte le virtù cristiane, è importante affinché ci disponiamo alla battaglia che si prospetta all’orizzonte. La Madonna ci sollecita a uscire fuori dalle false speranze, dalle false felicità, dai falsi splendori nei quali siamo immersi proprio per entrare nella santa militanza di Cristo Crocifisso. È su questa lunghezza d’onda che dobbiamo camminare ed è anche bello e corroborante farlo.

Il male è una grande banalità che illude e delude. Dobbiamo uscire fuori dal mondo per rientrarci cambiati, come luce e come sale. Con la prima apparizione della Regina della pace, il 24 giugno 1981, siamo entrati nel tempo dell’Apocalisse. La Madonna è qui per formare i suoi Apostoli e noi dobbiamo entrare in questa schiera. Entriamo in questa prospettiva perché i Segreti si realizzeranno, la Regina della pace cambierà il mondo e lo introdurrà nel tempo di pace prima del combattimento escatologico finale e la venuta di Cristo.

I segreti di Medjugorje – di P. Livio – Puntata 60 – Il significato teologico del tempo dei Segreti di Medjugorje

☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

🟢P. LIVIO🟢 SCRIVO A VOI GIOVANI PERCHE’ SIETE FORTI – Catechesi di P. Livio – Puntata 5 ~ IN RADIOVISIONE SU DIGITALE TERRESTRE al CANALE 789

La purificazione delle anime del purgatorio

La vita è un pellegrinaggio in salita, ha una partenza e un punto di arrivo che è quello in cui si passa dal tempo all’eternità. È molto importante, quando si arriva al termine della vita, che ci rapportiamo all’eternità e ci chiediamo se siamo sul sentiero che porta al Paradiso o dove stiamo camminando. Con l’ultimo istante veniamo giudicati, avremo o la gioia del Paradiso, o la temporanea purificazione del purgatorio, oppure l’eterna dannazione delle pene dell’inferno.

Nel Messaggio del 2 novembre 1983 la Regina della pace ha detto: «La maggior parte degli uomini, quando muore, va in purgatorio. Un numero pure molto grande va all’inferno. Soltanto un piccolo numero di anime va direttamente in Paradiso. Vi conviene rinunciare a tutto pur di essere portati direttamente in paradiso al momento della vostra morte». Questo significa che la maggior parte delle persone che muore va in un purgatorio perché è in grazia di Dio, se ha commesso peccati gravi si è confessata, si è pentita, ha ascoltato la voce della coscienza e ha chiesto perdono a Dio.

Lo sguardo rivolto a Dio è il presupposto per la salvezza, anche se si ha molto da purificare in noi stessi perché non possiamo entrare in Paradiso senza la veste candida, senza l’amore perfetto. Sulla sica della tradizione e di testi biblici, la Chiesa ha insegnato che per tutti quelli che sono in grazia di Dio ma che hanno ancora molto da purificare, devono stare temporaneamente in purgatorio che è un luogo di sofferenza perché l’anima desidera vedere Dio ma per il momento è lontana dalla visione beatifica e quindi soffre per essere lontana dal suo Signore che lei ama con tutto il cuore. La sofferenza del purgatorio purifica l’anima, affina la sua capacità di amare, la rende pronta per entrare in Paradiso.

Noi possiamo aiutare le anime del purgatorio con le nostre preghiere, in particolare con la Santa Messa. Con le nostre preghiere e i nostri sacrifici possiamo abbreviare il tempo di purificazione che un’anima deve passare in purgatorio.

Da una parte le anime del purgatorio gioiscono perché sono nel luogo della salvezza e sanno che vedranno il Signore, andranno in Paradiso; nel medesimo tempo soffrono perché ne sono separate. La Madonna ci ha invitato a non sottovalutare le sofferenze del purgatorio, ha proprio detto che la cosa più conveniente è andare direttamente in Paradiso: «Vi conviene rinunciare a tutto pur di essere portati direttamente in Paradiso al momento della vostra morte». Nei Messaggi precedenti la Commemorazione di tutti i fedeli defunti, la Madonna per anni ci ha ricordato che è il Cielo è la meta a cui tendere e ci ha parlato della carità che possiamo esercitare nei confronti delle anime del purgatorio. A uno dei veggenti la Regina della pace ha affidato il compito particolare di pregare proprio per le anime del purgatorio che i veggenti hanno visto e hanno raccontato che si tratta di un luogo in cui non si vede nulla, c’è una densa nebbia e si sentono le grida sofferenti delle anime purganti. Il purgatorio è un luogo di sofferenza, non c’è l’oscurità totale ma nemmeno il Sole.

Le anime del purgatorio attendono le nostre preghiere e i nostri sacrifici per abbreviare la loro permanenza lì, pensiamo quanto ci sono grate queste anime a cui abbreviamo i patimenti. È molto importante far celebrare Messe per le anime del purgatorio, anche le nostre preghiere sono importanti così come l’offerta di piccoli sacrifici. Specialmente ai nostri cari defunti possiamo manifestare concretamente il nostro amore abbreviando il tempo del purgatorio. La mamma della veggente Ivanka è morta due mesi prima dell’inizio delle apparizioni di Medjugorje; quando la ragazza ha chiesto notizie della mamma alla Madonna le ha detto: «Tua mamma è con me». La veggente ha raccontato questa cosa alla gente di Medjugorje che era gioiosa per quella notizia anche perché la mamma di Ivanka era una donna semplice, come tante altre e il fatto che fosse andata direttamente in Paradiso ha confortato molto la gente. Successivamente, in un’altra apparizione, Ivanka ha chiesto alla Madonna se la mamma avesse qualcosa da dirle e la Madonna ha detto che la mamma le mandava a dire di essere obbediente alla nonna. La Madonna, poi, è apparsa alla veggente con a fianco la mamma e per Ivanka è stata una grande gioia. Questi aneddoti sono molto importanti perché ci fanno capire che i nostri cari in Cielo sanno e vedono quello che noi facciamo, vedono anche i nostri bisogni e in Cielo pregano per noi.

Anche di Padre Slavko sappiamo che è andato direttamente in Paradiso. Il 24 novembre 2000 Padre Slavko è morto sul Križevac, dopo aver pregato la Via Crucis; il giorno successivo la Regina della pace ha dato questo Messaggio: «Cari figli, oggi che il Cielo vi è vicino in modo particolare, vi invito alla preghiera perché attraverso la preghiera mettiate Dio al primo posto. Figlioli, oggi vi sono vicina e benedico ognuno di voi con la mia benedizione materna perché possiate avere la forza e l’amore per tutte le persone che incontrate nella vostra vita terrena e perché possiate dare l’amore di Dio. Gioisco con voi e desidero dirvi che il vostro fratello Slavko è nato al Cielo e intercede per voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».

Andare direttamente in Paradiso, allora, non è così difficile se conduciamo una vita da buoni cristiani, teniamo curata la nostra anima con i Sacramenti della Confessione e dell’Eucarestia. Teniamo anche sempre presente le raccomandazioni della Regina della pace di pregare per le anime del purgatorio proprio per abbreviare le loro sofferenze e affinché possano entrare presto in Paradiso. Per affrettare la purificazione del purgatorio la Chiesa a raccomanda le preghiere, in particolare la Santa Messa in suffragio, le elemosine e le opere di carità, le opere di penitenza e le indulgenze a favore dei defunti. Il purgatorio è transitorio e terminerà con la fine del mondo, quando tutte le anime del purgatorio andranno in Paradiso.

Ecco cosa dice il Catechismo della Chiesa Cattolica a proposito del purgatorio:

Coloro che muoiono nella grazia e nell’amicizia di Dio, ma sono imperfettamente purificati, sebbene siano certi della loro salvezza eterna, vengono però sottoposti, dopo la loro morte, ad una purificazione, al fine di ottenere la santità necessaria per entrare nella gioia del cielo (CCC 1030).

La Chiesa chiama purgatorio questa purificazione finale degli eletti, che è tutt’altra cosa dal castigo dei dannati. La Chiesa ha formulato la dottrina della fede relativa al purgatorio soprattutto nei Concili di Firenze e di Trento. La Tradizione della Chiesa, rifacendosi a certi passi della Scrittura, parla di un fuoco purificatore: «Per quanto riguarda alcune colpe leggere, si deve credere che c’è, prima del giudizio, un fuoco purificatore; infatti, colui che è la Verità afferma che, se qualcuno pronuncia una bestemmia contro lo Spirito Santo, non gli sarà perdonata né in questo secolo, né in quello futuro (Mt 12,32). Da questa affermazione si deduce che certe colpe possono essere rimesse in questo secolo, ma certe altre nel secolo futuro» (CCC 1031).

Questo insegnamento poggia anche sulla pratica della preghiera per i defunti di cui la Sacra Scrittura già parla: «Perciò [Giuda Maccabeo] fece offrire il sacrificio espiatorio per i morti, perché fossero assolti dal peccato» (2 Mac 12,45). Fin dai primi tempi, la Chiesa ha onorato la memoria dei defunti e ha offerto per loro suffragi, in particolare il sacrificio eucaristico, affinché, purificati, possano giungere alla visione beatifica di Dio. La Chiesa raccomanda anche le elemosine, le indulgenze e le opere di penitenza a favore dei defunti: «Rechiamo loro soccorso e commemoriamoli. Se i figli di Giobbe sono stati purificati dal sacrificio del loro padre, perché dovremmo dubitare che le nostre offerte per i morti portino loro qualche consolazione? […] Non esitiamo a soccorrere coloro che sono morti e ad offrire per loro le nostre preghiere» (CCC 1032).

🟢LIVE P. LIVIO🟢 LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA ~ IN RADIOVISIONE SU DIGITALE TERRESTRE al CANALE 789 – 11/06/2026

VIATICO QUOTIDIANO – di P. Livio – Puntata 119

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Programma di Padre Livio –  Giovedì 11 Giugno 2026

h. 8.50: Diretta su Radio Maria – Diretta video su blogdipadrelivio.it – su Facebook – su Digitale terrestre can 789 delle Tv Smart – su YouTube (in differita)

h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE

I cinque minuti dello Spirito Santo

h. 8.55 – 9.15: ALMANACCO DELLA FEDE

La purificazione delle anime del Purgatorio

È necessaria per chi muore in grazia di Dio ma imperfettamente purificato

Con essa si ottiene la necessaria santità per entrare nella gioia del Cielo

Questa purificazione dei salvati è tutt’altra cosa dal castigo dei dannati

Per affrettare la purificazione del Purgatorio la Chiesa da raccomanda le preghiere, in particolare la Santa Messa in suffragio, le elemosine e le opere di carità, le opere di penitenza e le indulgenze a favore dei defunti.

Il purgatorio è transitorio e terminerà con la fine del mondo.

h. 9.15: LA CITAZIONE DEL GIORNO (4)

Tratta dal Libro: Siate le mie mani di luce

h. 9.15: ATTUALITA’

Il Papa alla “Sagrada familia”

Il castello di Beaufort (di Roberto de Mattei)

h. 9.35 – 9.45: VIATICO QUOTIDIANO

Pensiero sulla grandezza dell’umiltà

h. 9.40 – 10.00: I SEGRETI DI MEDJUGORJE

60. Il significato teologico del tempo dei Segreti

Il tempo dei Segreti fa parte dell’Apocalisse

Con l’apparizione della Madonna a Medjugorje è iniziata l’Apocalisse

La Madonna è apparsa come la Donna del cap. 12 dell’Apocalisse

La Madonna ha detto che in futuro non apparirà più sulla terra

Con l’inizio dei Segreti l’umanità entra nel primo combattimento escatologico

Questa fase della Storia della salvezza è rivelata ampiamente nella Sacra Scrittura ed è insegnata dal Magistero della Chiesa.

La Regina della pace cambierà il mondo e lo introdurrà nel tempo di pace

prima del combattimento escatologico finale e la venuta di Cristo.

h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO

h. 10.05: CATEHESI DI PADRE LIVIO

Scrivo a voi giovani perché siete forti

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