Mese: Maggio 2026

Non facciamoci intimidire dai faccendieri del demonio
Carissimo Padre Livio,
La notizia di oggi è che Trump intenderebbe ritirare i militari americani dall’Italia, come pure dalla Spagna e dalla Germania. Questo dopo che l’altro giorno aveva parlato con Putin un’ora e mezzo al telefono.
Lei che ne dice? Non le pare che i due si stiano spartendo le zone di influenza e che l’Europa sia stata data in pasto all’orso russo? Lei da tempo aveva accennato a questo pericolo, soprattutto per l’Italia e Roma.
Fausto da Viterbo
Caro Fausto,
L’attacco di Trump al Papa è stato un segnale chiaro ed è rivelatore di un progetto politico oscuro e perverso.
Tuttavia non dobbiamo temere. La Madonna ha in mano la situazione e la porterà a compimento col trionfo del suo Cuore Immacolato.
Come ci rivela il salmo 2 “Ride Colui che sta nei cieli, il Signore si fa beffe di loro”. Per quelli che si sono messi al posto di Dio non c’è né futuro né vita eterna” ha sentenziato la Regina della pace.
“Non abbiate paura degli uomini” ci ha esortato Gesù. Non facciamoci intimidire dai faccendieri del demonio. I loro giorni sono contati e la loro rovina si sta avvicinando velocemente.
Beati coloro che resisteranno saldi nella fede.
Ave Maria
Padre Livio
di Redazione Online – Corriere della Sera – 1 Maggio 2026
Le notizie di venerdì 1 maggio sull’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran, in diretta. Centcom, «bloccate 42 petroliere, per l’Iran perdita finanziaria di 6 miliardi di dollari»
- Il 28 febbraio Usa e Israele hanno attaccato l’Iran. Uccisi Khamenei e decine di leader di governo. L’Iran ha risposto colpendo Israele, le basi Usa nel Golfo e i Paesi che le ospitano, bloccando il trasporto di petrolio nello Stretto di Hormuz e mobilitando Hezbollah in Libano
- Il 23 aprile è stata annunciata una proroga al cessate il fuoco di 10 giorni tra Israele e Libano iniziato il 17 aprile. La tregua potrebbe rappresentare un primo passo in avanti per un accordo tra Iran e Usa, ma i negoziati sono in stallo. Gli inviati Usa Witkoff e Kushner dovevano incontrare la delegazione iraniana a Islamabad, ma non sono partiti per il Pakistan: Trump li ha fermati
- Dopo l’annuncio del cessate il fuoco Usa-Libano, l’Iran ha riaperto (e poi richiuso) lo Stretto di Hormuz. Trump ha precisato che il blocco navale Usa – in vigore dal 13 aprile e relativo solo a navi che navigano da/per porti iraniani – resta in vigore
- Il ministro iraniano Araghchi: «Valutiamo la richiesta di colloqui diretti con gli Usa». Putin lo riceve a San Pietroburgo. Rubio: «Non possiamo tollerare che Teheran gestisca Hormuz»
| 01 Maggio
Il punto della situazione, ad ora: Trump, la «tempesta inevitabile» e le parole sull’Italia
(Luca Angelini) «La tempesta è ormai inevitabile», tuona Donald Trump sul suo social Truth. Il posto degli americani è «in fondo al mare del Golfo Persico», si era premurato di far sapere, poco prima, Mojtaba Khamenei, l’invisibile Guida Suprema di un Iran la cui popolazione, racconta Greta Privitera, è sempre più allo stremo.
A Trump, i vertici del comando americano Centcom avrebbero presentato opzioni militari che includono piani per raid brevi, intensi e chirurgici, per piegare Teheran e costringerla a negoziare. Il regime si dice pronto a rispondere colpo su colpo, ma anche diversi esperti dubitano che questa strategia possa sbloccare lo stallo. L’ex generale americano Mark Kimmitt dice: «Credo che se ci aspettiamo che una breve serie di attacchi contro di loro li costringa a tornare ai negoziati alle nostre condizioni, dobbiamo ripensarci».
Commenta l’ambasciatore Giampiero Massolo: «Qui entra in gioco l’apoteosi della minaccia della forza, mista allo stupore che ad essa non corrisponda l’immediata resa della controparte iraniana. L’escalation verbale per evitare di far seguire i fatti (densi di rischi) alle parole. Inconcepibile per lui che non si ceda al più forte. In fondo, è la stessa logica applicata agli alleati europei: codardi da sanzionare, con sprezzo e ignoranza dei loro vincoli costituzionali e di bilancio. Sgrammaticature americane, certo. Ma è ancora la geopolitica a riproporsi. Il richiamo alla realtà. Davvero gli ayatollah credono di poter conservare a lungo il loro potere mentre l’Iran rischia la distruzione? E gli europei per quanto tempo ancora pensano di potersi estraniare da un conflitto che coinvolge la loro stabilità economica, energetica e sociale? La geopolitica ha le sue regole. Talvolta, fermarsi alle parole può far perdere il senso delle cose».
In ogni caso, anche ieri Trump ha trovato tempo e modo di attaccare pure i Paesi alleati, Italia inclusa. «Ha parlato della possibilità di ritirare alcuni soldati dalla Germania. Prenderebbe in considerazione di fare la stessa cosa con la Spagna e l’Italia?» – gli chiesto ieri sera una giornalista americana, durante una conferenza stampa-fiume di 50 minuti nello Studio Ovale. E Trump ha replicato: «Sì, probabilmente, perché non dovrei? L’Italia non è stata d’alcun aiuto. E la Spagna è stata orribile, assolutamente orribile. Sapete, è la Nato». Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, commenta: «Non capirei le ragioni di un ritiro».
Oggi dovrebbero scadere i 60 giorni dopo i quali il presidente dovrebbe chiedere l’autorizzazione al Congresso per continuare la guerra in base al War Powers Act; ma il capo del Pentagono Pete Hegseth ha sostenuto ieri al Senato che il conteggio dei 60 giorni si è interrotto per via del cessate il fuoco.
Ma è sul fronte libanese che la pressione si fa insostenibile: ieri, almeno 28 persone sarebbero state uccise nei raid aerei israeliani nel sud del Libano, segno che la guerra continua a correre. In un colloquio con Axios, Trump ha rivelato di aver chiesto a Benjamin Netanyahu di intraprendere solo azioni «chirurgiche», ammonendo: «Non abbattere edifici. Non può farlo. È terribile e fa fare brutta figura a Israele». Ma è lo stesso Trump che non perde occasione per richiedere al presidente israeliano, Isaac Herzog, di concedere a Netanyahu la grazia, definendolo un «eroe nazionale» ingiustamente perseguitato.

Programma di Padre Livio – Venerdì 1 Maggio 2026
h. 8.50: Diretta su Radio Maria – Diretta video su blogdipadrelivio.it – su Facebook – su Digitale terrestre can 789 delle Tv Smart – su YouTube (in differita)
h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE
I cinque minuti dello Spirito Santo
h. 9.00: EDITORIALE
Da Fatima a Medjugorje. Il piano di Maria per salvare il mondo
h. 10.00: CATECHESI