"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Maggio 2026 Pagina 12 di 34

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Lei con i Segreti di Medjugorje sta facendo ridere tutta Italia

Padre, lei coi segreti di Medjugorje sta facendo ridere tutta Italia. Si faccia furbo. La smetta

Marco


Caro Marco,

la tua simpatica e-mail mi ha fatto ridere come da tempo non ridevo. Ci vogliono tipi come te per tenere allegra la gente nel tempo dei Segreti.

Dopodomani parto per Medjugorje… sei il primo a saperlo.

Un caro saluto

Padre Livio

🟢LIVE IN RADIOVISIONE: <:::::::::::::>——+ #ROSARIO PER LA #PACE 🕊️COI GIOVANI DI RADIO MARIA

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Pomeriggio insieme con Roberta: La fede insegnata ai figli

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La Chiesa perseguitata in Cina: da Mao a Xi Jinping

La Chiesa perseguitata in Cina: da Mao a Xi Jinping

Chiesa cattolica | CR 1951 20 Maggio 2026

di Roberto de Mattei – 20 Maggio 2026

Durante il suo viaggio in Cina, il presidente americano Trump ha sollevato conil presidente comunista cineseXi Jinping la questionedi Jimmy Lai, detenuto dal 2020 in una prigione di Hong Kong. Trump ha riferito così l’esito del colloquio: «Direi che la risposta non è stata positiva. Ha detto che è stato una specie di incubo per lui». Ma chi è Jimmy Lai?

Jimmy Lai, pseudonimo di Chee-Ying Lai, è nato a Canton nel 1947 in una famiglia poverissima e conobbe fin dall’infanzia le privazioni e le violenze della Cina comunista. Ancora adolescente riuscì a fuggire clandestinamente a Hong Kong, allora colonia britannica, dove iniziò a lavorare come operaio tessile. Grazie a una straordinaria capacità imprenditoriale, costruì in pochi decenni un vero impero economico nel settore dell’abbigliamento e dell’editoria, diventando uno degli uomini più noti della città. Convertitosi al cattolicesimo, Jimmy Lai maturò progressivamente la convinzione che la libertà economica dovesse accompagnarsi alla libertà politica e religiosa. Per questo motivo mise la propria ricchezza, la propria influenza e i suoi giornali al servizio della difesa delle libertà civili di Hong Kong, minacciate dall’espansione del controllo del regime comunista cinese. 

Dopo l’imposizione della legge sulla sicurezza nazionale da parte della Cina, Lai divenne uno dei simboli della resistenza democratica di Hong Kong. Arrestato più volte dalla polizia locale, ormai strettamente subordinata al potere di Pechino, subì processi sempre più duri e restrizioni crescenti della libertà personale. Nonostante l’età avanzata e la possibilità di lasciare il Paese, rifiutò di abbandonare Hong Kong, scegliendo di condividere il destino del suo popolo. Nel febbraio 2026 è stato condannato a vent’anni di reclusione per “sedizione” e “cospirazione” contro il regime comunista.

La sua vicenda si inserisce nella lunga storia delle persecuzioni in Cina, che inizia fin da quando il regime maoista ha conquistato il potere nel 1949, imponendo un controllo totale sulla società attraverso il terrore ideologico e la repressione. Nel caso del cattolicesimo, il problema principale per il regime era la fedeltà al Papa, considerata incompatibile con la sovranità ideologica dello Stato socialista. Per questo negli anni Cinquanta Pechino creò la “Associazione Patriottica” cinese, una struttura controllata dal Partito destinata a costruire una Chiesa “indipendente” da Roma. I vescovi e i sacerdoti che rifiutarono di aderire alla nuova organizzazione furono accusati di essere “controrivoluzionari” o “agenti imperialisti”. Molti finirono, senza processo, nei laogai, i campi di lavoro forzato del sistema repressivo cinese.

Tra le figure simbolo della persecuzione vi è Ignatius Kung Pin-mei, vescovo di Shanghai, arrestato nel 1955 insieme a centinaia di sacerdoti e fedeli. Trascorse oltre trent’anni tra carcere e isolamento per essersi rifiutato di rompere la comunione con il Papa.  Un’altra figura emblematica fu Fan Xueyan, vescovo clandestino di Baoding, arrestato ripetutamente e morto nel 1992 in circostanze mai chiarite dopo anni di torture e detenzione.  

Gerolamo Fazzini nel suo Libro rosso dei martiri cinesi (Edizioni San Paolo, 2006) raccoglie   la testimonianza di quattro cattolici esemplari: Gaetano Pollio, arcivescovo di Kaifeng, arrestato e mandato ai lavori forzati per sei mesi; Domenico Tang, gesuita, arcivescovo di Canton,  detenuto per 22 anni, dato già per morto anche dalla sua famiglia; padre Leone Chan, 4 anni e mezzo di carcere, uno dei primi sacerdoti a far conoscere in Occidente l’incubo comunista cinese per essere riuscito a fuggire nel 1962; Giovanni Liao Shouji giovane catechista cinese anche egli internato per oltre 22 anni nei laogai. Condannati con procedimenti farsa sulla base di crimini mai compiuti furono costretti a torture e umiliazioni di ogni genere mentre in Europa, negli anni Sessanta – annota   Fazzini – il verbo del maoismo veniva propagandato come il “volto buono” del comunismo, arruolando simpatizzanti anche in casa cattolica. 

Robert W. Greene (1911- 2003), un missionario americano in Cina della congregazione di Maryknoll, ha raccontato a sua volta la sua testimonianza di fede durante la persecuzione comunista in Cina negli anni Cinquanta. Dopo la vittoria dei comunisti di Mao Zedong, padre Greene fu arrestato dalle autorità comuniste, accusato di essere una “spia americana” e sottoposto a lunghi interrogatori, umiliazioni e torture. Rimase prigioniero e arrivò persino a essere condannato a morte e destinato alla decapitazione durante la persecuzione anticristiana del 1952, ma venne improvvisamente liberato e deportato a Hong Kong. Una delle immagini più ricordate della sua prigionia è quella del sacerdote che, privo del rosario, utilizzava fiammiferi spezzati per contare le Ave Maria nella cella. 

Dopo il ritorno negli Stati Uniti, Robert Greene continuò a testimoniare pubblicamente la situazione della Chiesa perseguitata in Cina attraverso conferenze e scritti. La sua autobiografia Calvario in Cina. L’ultimo parroco di Tong’an, è stata pubblicata lo scorso anno in italiano dalla casa editrice Ares. In un articolo sul quotidiano“Libero” (Quando il comunismo cinese cominciò a conquistare il mondo, 7 dicembre 2025), attraverso le testimonianze drammatiche di padre Greene, Antonio Socci ha ricordato come funzionava la macchina infernale del maoismo: bambini trasformati in delatori, famiglie distrutte dalla propaganda e persecuzioni contro i cristiani e gli oppositori.

Per decenni, migliaia di cristiani hanno subito arresti, torture, lavori forzati e morte nei campi di rieducazione. Secondo gli studi del PIME, il Pontificio Istituto per le Missioni Straniere, migliaia di sacerdoti e religiosi scomparvero durante le campagne maoiste, specialmente nel periodo della Rivoluzione culturale (1966-1976), quando chiese, monasteri e seminari vennero devastati dalle Guardie Rosse. Molte delle loro storie sono rimaste nascoste dietro la censura del regime, ma missionari, storici e testimoni hanno progressivamente ricostruito il dramma della Chiesa perseguitata in Cina…

🟢IN RADIOVISIONE: IL FALSARIO: LA LOTTA QUOTIDIANA CONTRO SATANA – PUNTATA 64


Trump, Putin e la strategia cinese

 20 Maggio 2026 

di Roberto de Mattei – Corrispondenza romana 1951

Il viaggio a Pechino di Donald Trump ha avuto un significato ben diverso da quello, compiuto nel 1972, del presidente Richard Nixon insieme al suo consigliere per la sicurezza nazionale Henry Kissinger. Nixon perseguiva allora un obiettivo strategico preciso: tentare di separare la Cina maoista dall’Unione Sovietica, che allora costituiva il grande avversario degli Stati Uniti. Questa strategia, nel lungo periodo, si rivelò tuttavia fallimentare. L’apertura diplomatica e commerciale verso la Repubblica Popolare Cinese pose infatti le basi per il suo successivo sviluppo economico, industriale e tecnologico. Gli Stati Uniti e le grandi economie occidentali considerarono per lungo tempo questo processo come vantaggioso per tutti. Da un lato, le imprese occidentali potevano beneficiare di una manodopera a basso costo e di un enorme mercato; dall’altro si diffuse la convinzione che l’integrazione economica avrebbe gradualmente trasformato la Cina, conducendola verso forme di liberalizzazione politica. La previsione si rivelò un grave errore di valutazione. Il Partito Comunista Cinese non rinunciò mai al monopolio del potere, né ai principi fondamentali della propria ideologia. Al contrario, utilizzò l’apertura economica come uno strumento per rafforzare lo Stato, modernizzare il sistema produttivo e costruire una potenza nazionale capace di competere con l’Occidente. Nel giro di pochi decenni, la Cina ha raggiunto una posizione paragonabile a quella degli Stati Uniti come grande potenza globale, sul piano politico, economico, tecnologico e militare.

Il vertice del 13-15 maggio 2026 è stato dunque un incontro da pari a pari e l’obiettivo di Donald Trump è stato quello di aprire una trattativa per arginare l’espansione della potenza cinese. Il 19 maggio, una settimana dopo la visita di Trump, è giunto a Pechino Vladimir Putin per rinsaldare le relazioni con Xi Jinping, che il 23 marzo 2023 aveva dichiarato: «Ci sono cambiamenti che non si vedevano da cento anni e siamo noi a guidarli insieme». L’arrivo di Putin ha segnato il nono faccia a faccia con Xi dall’inizio della guerra in Ucraina nel febbraio 2022. Ma se il presidente della Federazione russa rivendica l’Ucraina, Xi Jinping vuole riappropriarsi della Siberia, che fino al 1860 apparteneva, come parte della Manciuria, al Celeste Impero. Negli ultimi decenni la Siberia ha conosciuto, accanto al calo demografico russo, un’impressionante immigrazione cinese. I cinesi sono più laboriosi, gentili e longevi dei russi che vivono in questi territori e, giunti in Siberia, sposano e mettono al mondo figli, avviando la medesima politica di sostituzione che l’Islam ha pianificato per l’Europa. La Russia è ormai sottomessa alla Cina, che si presenta come la più grande potenza comunista della storia, assai più forte e strutturata di quanto non fosse l’Unione Sovietica durante la Guerra fredda. Oggi, se il post-stalinista Putin inserisce il comunismo nella tradizione imperiale russa, il neo-maoista Xi lo innesta nella cultura nazionale confuciana. Ma, a differenza dell’Urss, che possedeva soprattutto una forza militare e ideologica, la Cina unisce alla forza politica del Partito comunista, anche una potenza economica, industriale e tecnologica.

Durante l’incontro con Trump, Xi Jinping ha evocato la cosiddetta “Trappola di Tucidide”. L’espressione, coniata da Graham Allison, professore dell’Università di Harvard, si riferisce allo storico greco Tucidide che, narrando la guerra del Peloponneso tra Atene e Sparta, osservava come il conflitto divenne inevitabile quando la potenza emergente ateniese minacciò il predominio spartano. Secondo il politologo americano, negli ultimi cinque secoli si possono individuare sedici casi storici nei quali una potenza emergente ha tentato di sostituirsi a una dominante; in dodici casi la rivalità è sfociata in una guerra devastante. Xi Jinping, rifacendosi a questa teoria, ha affermato che la Cina non accetta più una posizione subordinata nell’ordine internazionale e in caso del fallimento della politica di cooperazione, è pronto anche alla guerra.

 Xi Jinping ha lanciato dunque una sfida aperta agli Stati Uniti. In Occidente pochi mostrano di comprendere il carattere ideologico di questa sfida.  Eppure in Cina c’è l’obbligo di studiare Marx, Lenin, Mao e lo stesso “Pensiero di Xi Jinping”, al fine di rafforzare il “senso di identità nazionale” e la fedeltà al Partito Comunista Cinese. Secondo un’inchiesta del The Guardian, i nuovi programmi scolastici di Hong Kong rappresentano un ulteriore passo verso l’integrazione dell’ex-colonia britannica nell’universo ideologico di Pechino. Questo mostra anche quale potrebbe essere il destino di Taiwan se perdesse la propria indipendenza entrando nell’orbita politica della Cina comunista.

La politica di Xi Jinping si accompagna inoltre al culto della sua personalità, come già era accaduto per Mao e Stalin. Un articolo di Tempi descrive come, in alcune regioni rurali della Cina, le immagini sacre cristiane siano state sostituite da ritratti del leader cinese. La fedeltà al Partito viene presentata come una sorta di “religione civile” obbligatoria, mentre continuano le persecuzioni contro cristiani, dissidenti e minoranze religiose nell’ambito della politica di “sinizzazione” delle religioni voluta da Xi. Le epurazioni interne volute dal dittatore cinese nel 2025 sono state tra le più aggressive nella storia della Repubblica popolare e rientrano in una vasta operazione di consolidamento personale del suo potere. 

La sfida cinese è rivolta non solo agli Stati Uniti, ma all’intero Occidente. La destabilizzazione psicologica causata dalla pandemia di Covid-19, partita da Wuhan, ha rappresentato uno spettacolare successo della guerra ibrida di Pechino. La mossa attuale è quella di approfondire il solco tra l’Europa e gli Stati Uniti, presentando questi ultimi agli europei come un concentrato di errori e di nequizie. La Cina continua ad espandere la propria influenza geopolitica, alimentando l’antiamericanismo e rafforzando rapporti strategici con i peggiori nemici dell’Occidente. Come ha osservato Micol Flamini su Il Foglio del 16-17 maggio, Cina, Russia e Iran sono oggi indispensabili l’uno all’altro: Pechino rappresenta la potenza economica e industriale; Mosca apporta l’esperienza militare sul campo; Teheran offre le proprie risorse energetiche e la sua posizione strategica regionale. 

L’ex segretario di Stato americano Mike Pompeo ha scritto il 14 maggio su X: «Ho incontrato alcune delle persone peggiori al mondo, ma Xi Jinping è senza dubbio la persona più fredda e spietata che abbia mai conosciuto. Non dobbiamo illuderci sulle sue intenzioni maligne nei confronti degli Stati Uniti o di qualsiasi potenza che lo sfidi sulla scena mondiale» (Epoch Times Italia.) In Europa tuttavia, mentre Donald Trump viene spesso descritto come un leader folle, o quanto meno imprevedibile, Xi Jinping continua ad essere considerato un interlocutore pragmatico e affidabile, Lo slogan lanciato nel 2009 da Romano Prodi “Fidiamoci della Cina”, è stato fatto proprio dall’attuale presidente dei Cinque Stelle Giuseppe Conte e dal segretario di Stato vaticano Pietro Parolin, discepoli entrambi di quella “Scuola di Villa Nazareth”, che espresse l’artefice dell’Ostpolitik Agostino Casaroli.  Xi Jin Pin conosce forse Tucidide di seconda mano, ma certo non ignora la frase attribuita a Lenin: «I capitalisti ci venderanno la corda con cui li impiccheremo», e probabilmente anche l’analisi di Antonio Gramsci, secondo cui il cattolicesimo modernista «fa ciò che il comunismo non potrebbe: amalgama, ordina, vivifica e si suicida». Sembra questo l’inesorabile itinerario del nostro tempo

I segreti di Medjugorje – di P. Livio – Puntata 51 – La terza guerra mondiale fra la Chiesa e il Padrone del mondo

I SEGRETI DI MEDJUGORJE

51. La terza guerra mondiale fra la Chiesa e il padrone del mondo

La lunga profezia da Fatima a Medjugorje è stata descritta in questi più di quarant’anni dai Messaggi della Regina della pace. Nei Messaggi di Medjugorje la Madonna ha rivelato il futuro che è quello dei dieci Segreti. Personalmente penso che nel 2033 si concluderanno i Segreti. Gli eventi dei Segreti sono il primo grande combattimento apocalittico tra la Donna vestita di Sole e il dragone rosso infernale. Gli eventi dei Segreti sono il tentativo di satana di distruggere il mondo e la Chiesa. La Madonna lo ha detto apertis verbis già nel Messaggio del 25 gennaio 1991: «Cari figli, oggi, come mai prima, vi invito alla preghiera. Che la vostra preghiera sia preghiera per la pace. Satana è forte e desidera distruggere non soltanto la vostra vita umana, ma anche la natura e il pianeta sul quale vivete. Perciò, cari figli, pregate per poter essere protetti attraverso la preghiera con la benedizione della pace di Dio. Dio mi ha mandato tra voi per aiutarvi. Se volete, afferrate il Rosario; già il solo Rosario può fare miracoli nel mondo e nella vostra vita. Io vi benedico e rimango con voi finché Dio lo vuole. Grazie perché voi non tradirete la mia presenza qui. Grazie perché la vostra risposta serve al bene e alla pace. Grazie per aver risposto alla mia chiamata» Lì per lì fu difficile interpretare questo Messaggio e capire cosa la Madonna volesse veramente dire. Da allora c’è stata un’escalation di situazioni nel mondo sempre più ostili a Dio.

Stiamo andando verso la grande battaglia spirituale e lo deduciamo dai Messaggi della Regina della pace. Da una parte ci sarà la Donna vestita di Sole con la corona di dodici stelle e dall’altra satana con i potentati umani ostili alla Chiesa. Questo è già visibile oggi, già vediamo i potentati umani che si dividono il mondo e che sono ostili a una regalità che non è la loro, che viene dall’alto ed è quella che il Santo Padre sta testimoniando giorno per giorno, è quella di Cristo. Queste cose possiamo vederle se apriamo gli occhi della fede.

In questa prospettiva, con gli occhi fissi sulla Madonna e sul Papa, dobbiamo camminare sulla strada di Dio. La Madonna ci porterà alla salvezza, i potentati umani ci porteranno alla rovina. Dobbiamo scegliere chi seguire. Nel tempo dei Segreti, quando gli eventi verranno rivelati tre giorni prima che accadono, si salverà chi crede alla rivelazione e perirà chi non crede. La Madonna ha detto che nel tempo dei Segreti accadranno molte cose terribili. Il mondo senza Dio crollerà da solo. Tutto questo accadrà e la Madonna trionferà con gli umili, con i poveri, con i credenti, con quelli che si sottomettono a Dio e lo adorano, lo amano, lo seguono.

Questo è il Messaggio cristiano così come oggi viene proposto all’interno del combattimento spirituale che è nella Storia. Ci sarà una terza guerra mondiale e avrà una connotazione profondamente spirituale; sarà una guerra fra la Madonna e satana con i loro alleati. Gli alleati della Madonna sono la Chiesa Cattolica e tutti gli uomini di buona volontà umili, che cercano la verità; gli alleati del demonio sono tutti potentati umani e quelli che li seguono. I Segreti di Medjugorje verranno rivelati tre giorni prima permettendo alla gente di salvarsi. Si salva chi crede, perisce chi non crede.

Questa battaglia si sta già delineando oggi. Sta già tuonando all’orizzonte. Nel tempo dei Segreti la Madonna indicherà la scelta che porta alla salvezza e satana userà tutti i suoi artifici (seduzioni, inganni, minacce, persecuzioni) per prevalere. Alla fine, la vittoria sarà di Cristo «ma anche satana avrà la sua parte» come ha scritto Vicka nel libro “Mille incontri con la Madonna”. Questo è il futuro che ci aspetta; è un futuro di pace ma dobbiamo prepararci, essere dalla parte di Cristo, suo è il Regno, sua la potenza e la gloria nei secoli.

Perché gli attacchi ucraini in Russia incrinano la narrativa del Cremlino

Mosca non ammette che l’Ucraina è una potenza, ma non può più nascondere i danni dei droni anche alla sua economia. Così tenta di trasformarli nella prova di uno scontro esistenziale con l’occidente. Dati

di Micol Flammini – 19 MAG 26 – IL FOGLIO

A ogni bombardamento russo, corrisponderà una reazione di potenza simile da parte dell’Ucraina. Non ci sono più limiti, i legacci imposti da parte degli alleati occidentali all’uso di alcune armi in territorio russo si sono sciolti, perché l’Ucraina fa da sola, arriva a Mosca, senza dover chiedere il permesso, con le proprie armi. La scorsa settimana, l’esercito russo ha colpito l’Ucraina con un attacco durato trenta ore. I missili e i droni si sono accaniti in modo particolare contro la capitale, Kyiv, dove nella notte fra il 13 e il 14 maggio, è stata colpita con forza un’area residenziale e sotto le macerie sono stati trovati i corpi di più di venti civili. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha minacciato una risposta forte, per la prima volta ha messo in campo una logica mai usata prima: occhio per occhio. 

La risposta è arrivata nel fine settimana, quando i droni di Kyiv sono riusciti a colpire la penisola di Crimea e la regione di Mosca, mostrando di poter eludere le difese, planare e attaccare in gruppo obiettivi sensibili come infrastrutture militari e industriali, depositi di carburante, lanciamissili. Per Mosca è impossibile negare, le conseguenze degli attacchi non si possono nascondere, l’idea della guerra tenuta lontano dai confini non è più una bugia vendibile al popolo russo, allora il Cremlino ha dovuto cambiare strategia. Adesso degli attacchi degli ucraini se ne parla con insistenza, in giornali, salotti televisivi, conferenze stampa.

In risposta, l’esercito russo ha colpito l’Ucraina, puntando a edifici residenziali in diverse regioni. Ha molta capacità di fare male a Kyiv, ma deve trovare il modo di raccontare quello che sta accadendo anche internamente, e non basta dire che le difese russe riescono ad abbattere molti droni ucraini: i danni si vedono ovunque. Ai russi interessa poco se l’esercito colpisce l’Ucraina come rappresaglia se non riesce a fermare gli attacchi che possono arrivare fino alla capitale.

I media russi non negano più, nemmeno il Cremlino lo fa. Per la prima volta le foto di alcuni degli edifici colpiti sono state pubblicate sui giornali russi. Quello che accade non viene nascosto, viene mostrato, anche perché ci sono state vittime, almeno tre. Il Cremlino non ha più paura di mostrare le ferite, ma lo fa seguendo un copione preciso, che piaccia alla popolazione, che la faccia sentire in pericolo, che la motivi a resistere contro un nemico molto grande.

E’ stato Putin a iniziare a ridefinire gli schieramenti e lo ha fatto durante il suo discorso del 9 maggio, quando prima che prendesse inizio la parata militare sulla Piazza Rossa, in occasione del Giorno della vittoria, ha detto che la Russia è in guerra contro la Nato. L’Ucraina è stata descritta sin dall’inizio dell’invasione su vasta scala come una terra di conquista, bisognosa dell’aiuto russo per essere “denazificata” o strumento dell’Alleanza atlantica usata per colpire la Russia.

 Nel racconto di Mosca, Kyiv non ha identità, subisce le decisioni altrui, quindi, anche per parlare degli enormi attacchi che colpiscono le regioni russe, mettono fuori uso depositi di carburante e raffinerie di petrolio, nessuno ammette che l’Ucraina ha raggiunto una capacità straordinaria.

 Quello che la propaganda del Cremlino racconta è che è la Nato a mettere a disposizione di Kyiv gli strumenti adatti per portare avanti la sua guerra per procura contro i russi. Con questo espediente, il Cremlino cerca di far credere alla popolazione che la guerra lunghissima è combattuta contro un nemico molto grande, ricco, numeroso, tentacolare. L’Ucraina viene sminuita, confinata al ruolo della mano che preme il grilletto di una pistola che le è stata messa in mano da altri.

La verità sul campo di battaglia, invece, è che gli ucraini non soltanto sono sempre più forti, ma anche più indipendenti. Hanno sempre bisogno degli alleati, sono alla ricerca di contraerea per proteggersi dagli attacchi russi, ma inventano armi che possono arrivare ovunque. Ieri Zelensky ha pubblicato alcuni dettagli di un rapporto dell’intelligence ucraina, che sarebbe riuscita a leggere alcuni documenti russi, in cui si parla di una riduzione dei pozzi petroliferi attivi, della raffinazione del petrolio scesa del dieci per cento dall’inizio dell’anno fino a ora. E’ facile mentire ai russi, Mosca però è pronta a farlo anche con il resto del mondo.

Vladimir Putin oggi andrà in Cina, incontrerà il leader cinese Xi Jinping, che la scorsa settimana ha ricevuto il presidente americano, Donald Trump. Il rapporto fra Mosca e Pechino è di reciproco vantaggio, ma Putin non può mostrare le sue debolezze all’alleato. Economicamente la Russia registra dati molto negativi, ha bisogno del sostegno finanziario di Xi Jinping.

Gli attacchi ucraini stanno però mostrando che oltre alla debolezza economica, la Russia soffre anche di una debolezza militare e la paura dei leader internazionali di recarsi a Mosca il 9 maggio, ha dimostrato che la fama dei droni ucraini è arrivata ovunque, sicuramente anche in Cina. Il capo del Cremlino arriva a Pechino anche con un altro problema di immagine da risolvere: ieri un drone russo ha colpito un mercantile legato alla Cina nel Mar Nero.

Grandezza e miseria della condizione umana

La condizione umana è caratterizzata da elementi di grandezza e da elementi di miseria. Molte volte ci si sofferma sugli elementi di grandezza e ci si dimentica della miseria. Quando invece si guarda solo alla nostra miseria, al peccato, rischiamo di deprimerci, di volare basso, di pensare dimessamente di noi stessi che pure siamo chiamati alla dignità di figli di Dio.

La sapienza consiste proprio nell’essere consapevoli della nostra grandezza che è straordinaria e della nostra miseria, anch’essa straordinaria. La nostra grandezza sta nel fatto che l’uomo non è come gli esseri che vengono dalla materia; l’uomo nella sua componente corporale certamente viene dalla materia ma nella Sacra Scrittura c’è un’espressione bellissima che dice che Dio ha plasmato l’uomo col fango della terra e gli ha soffiato il ruah, il soffio divino, l’anima spirituale e immortale. L’anima non viene dalla materia, viene direttamente da Dio; la Chiesa insegna che nel momento in cui si forma ogni embrione Dio infonde l’anima spirituale e immortale. Nel momento in cui un essere umano muore l’anima si stacca dal corpo ed entra immediatamente nella luce del Giudizio di Dio.

L’anima spirituale e immortale è un patrimonio dell’umanità, già la Sacra Scrittura la identifica con il soffio di Dio, come qualcosa che viene da Dio, che è immagine di Dio, che è orientata a Dio e ci rende capaci di conoscerlo e amarlo. Nessun animale, per quanto sviluppato, può avere l’anima spirituale e immortale. Questa è la grandezza che c’è in ogni uomo, fin dal concepimento.

L’anima spirituale e immortale informa il corpo e lo eleva, lo rende spirituale. Nella misura in cui l’anima eleva se stessa nella comunione con Dio, nel volto di quelle persone spicca la luce di Dio, la bellezza di Dio, il bagliore di Dio. La grande arte ha sempre puntato a mostrare come nell’uomo si manifesta una bellezza spirituale che non viene dal mondo, ma viene dalla sua anima irrorata dalla luce di Dio. Questa grandezza non va cancellata mai, anche quando l’uomo diventa peccatore. Il peccato è come il fango che copre una bellissima statua d’oro; se ripulita la statua riprende il suo splendore primitivo. Così accade per l’anima umana che imbrattata dal peccato può ritornare al suo splendore originale se ripulita.

Nell’uomo c’è una degradazione vera e propria dalla quale nessuno si può salvare. L’unica creatura esente dalla miseria della condizione umana, ovvero il peccato, è la Vergine Maria. Cristo non è una creatura, è il Figlio di Dio. L’unica creatura che non ha sperimentato il peccato è la Madonna. Tutti gli altri uomini nascono con questa ferita originaria ereditata dai progenitori e la portiamo dentro di noi. È necessario un combattimento spirituale perseverante e umile, sostenuto dalla grazia di Dio per far sì che questa miseria che portiamo dentro e che ci spinge al male non prevalga. I Santi hanno affrontato un lungo cammino di combattimento spirituale nella loro vita accompagnati, indubbiamente, da una sovrabbondanza della grazia dello Spirito Santo per essere il tempio della Santissima Trinità, nonostante la nostra finitezza. Questo cammino possiamo farlo anche noi.

Dobbiamo essere consapevoli della nostra grandezza, che è un dono di Dio, che è il dono dell’anima spirituale e immortale capace di accogliere Dio in se stessa. Nel medesimo tempo, illuminata dalla grazia di Dio, l’anima viene talmente elevata da poter essere rivestita dalla divina figliolanza nel momento del Battesimo.

Le radici del male, però, restano sempre in noi; non dobbiamo dimenticarlo. Se dimentichiamo la nostra miseria finiamo per sopravalutarci, per diventare supponente, per giudicare gli altri e crederci migliori. È questo equilibrio che bisogna raggiungere nella vita; consapevoli della propria grandezza ringraziamo Dio per averci ritenuto degni di essere sua dimora e allo stesso tempo rimaniamo umili. Quando siamo nella miseria del peccato, poi, non dobbiamo dimenticare che il Padre Misericordioso ci aspetta per riabbracciarci.  

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