Mese: Marzo 2026 Pagina 27 di 34
Via Crucis dalla chiesa di Mar Korkis ad Ankawa
صوم_مبارك
diFederico Rampini| 6 marzo 2026
Colpendo in rapida successione Venezuela e Iran, Trump si è intromesso nella questione energetica (e di sicurezza) della Cina. La cui economia attraversa un periodo di fatica sempre più intensa. E in questo quadro entra anche la questione di Taiwan
Geopolitica, attenzione ai simboli, galateo diplomatico e cerimoniale. Tutto si mescola quando una fonte autorevole da Pechino suggerisce questo calendario: l’annuncio o previsione di Donald Trump che la guerra potrà durare quattro settimane, la farebbe concludere subito prima che il presidente americano arrivi alla corte di Xi Jinping.
Previsione? Auspicio? «Intelligence»?
L’attacco americano contro l’Iran non può essere compreso se lo si guarda soltanto attraverso la lente mediorientale, o quella europea, oppure la politica interna americana. C’è una quarta angolatura: vista dall’Estremo Oriente, questa guerra assume un significato diverso. In un certo senso, diventa più razionale.
Prendo a prestito le analisi che circolano sui media asiatici, come quella di un esperto osservatore giapponese della Cina, Katsuji Nakazawa; sul Nikkei Asia ha scritto un articolo che cattura l’attenzione fin dal titolo e sottotitolo: «Perché Xi Jinping non può cancellare la visita di Trump dopo l’attacco all’Iran. I guai economici e politici interni della Cina limitano le sue critiche all’America».
Fra le ragioni d’interesse di questa analisi c’è il calendario che lega le operazioni militari a un summit molto atteso: la visita di Trump da Xi a fine mese.
Venezuela e Iran – ricorda l’esperto giapponese – rappresentano da anni due pilastri della strategia energetica e geopolitica di Pechino: regimi ostili agli Stati Uniti e contemporaneamente preziosi fornitori di petrolio. Colpire uno e destabilizzare l’altro significa intervenire direttamente su una delle vulnerabilità strutturali della potenza cinese.
La tempistica della crisi è rivelatrice. L’operazione militare contro Teheran è arrivata mentre la Casa Bianca prepara il viaggio di Trump a Pechino. Il presidente americano dovrebbe essere ospite in Cina dal 31 marzo al 2 aprile. Tre giorni appena: pochi per una classica visita di Stato ricca di cerimonie e incontri, abbastanza però per suggerire che Washington abbia voluto accelerare i tempi in vista dell’offensiva contro l’Iran.
Trump sembra aver calcolato che Xi non può permettersi di annullare o rinviare quell’incontro, neppure dopo un attacco americano che ha eliminato la guida suprema iraniana Ali Khamenei. In altre parole, la Casa Bianca ritiene di aver individuato un punto di debolezza della leadership cinese.
Per Xi quella visita ha un valore simbolico e politico enorme. Il leader cinese attende da tempo l’occasione di rilanciare la propria dottrina di «diplomazia tra grandi potenze», una formula con cui Pechino ambisce a trattare con gli Stati Uniti alla pari in un duopolio globale. L’immagine di Xi come interlocutore indispensabile sulla scena mondiale conta quasi quanto i risultati concreti della diplomazia. Si direbbe che Putin non è l’unico a sentirsi bisognoso di legittimazione…
Quando Trump ha evocato una sorta di G-2 con la Cina, un direttorio per regolare gli affari globali, ha fatto risuonare una musica soave alle orecchie del leader comunista.
La convinzione americana che Pechino difficilmente reagirà con durezza non nasce oggi. Già all’inizio dell’anno Trump aveva messo alla prova la pazienza cinese con l’operazione spettacolare in Venezuela. Il 3 gennaio forze speciali americane effettuarono un raid a Caracas catturando il presidente Nicolás Maduro e la moglie Cilia Flores, trasferiti poi a New York per affrontare accuse legate al narcotraffico.
L’episodio fu umiliante per Pechino perché avvenne poche ore dopo che Maduro aveva ricevuto una delegazione ministeriale di alto livello inviata dal governo cinese. Eppure la reazione ufficiale della Cina rimase moderata. Un segnale che a Washington è stato interpretato come la prova che Pechino preferisce evitare uno scontro frontale con l’amministrazione Trump.
La posta in gioco è soprattutto energetica. La Cina è oggi il primo importatore mondiale di petrolio e dipende per circa il settanta per cento da forniture esterne. Iran e Venezuela figurano tra i suoi partner più importanti. Se Washington riesce a influenzare la politica interna di quei due paesi – o a controllarne in parte le esportazioni – può incidere sulla sicurezza energetica cinese. Nel caso venezuelano questo meccanismo è già in funzione.
La prudenza di Pechino si vede anche nel linguaggio diplomatico. Il ministero degli Esteri cinese ha criticato l’operazione americana in Iran, ma evitando attacchi personali contro Trump. Anche il ministro degli Esteri Wang Yi ha mantenuto un tono misurato. Un atteggiamento che contrasta con la violenza verbale usata da Pechino contro altri interlocutori, per esempio il Giappone, quando il primo ministro Sanae Takaichi ha evocato la possibilità che una crisi su Taiwan costituisca una minaccia esistenziale per Tokyo (e quindi possa costringerlo a intervenire).
Dietro questa cautela si intravedono le difficoltà interne della Cina. L’economia continua a essere appesantita dalla lunga crisi immobiliare; i profitti delle imprese rallentano; i consumi restano deboli; la disoccupazione giovanile rimane elevata. In questo contesto una visita di Trump accompagnato da un folto gruppo di grandi imprenditori americani rappresenterebbe per Xi un segnale di fiducia internazionale. Se il viaggio saltasse, l’attenzione globale si concentrerebbe ancora di più sulle fragilità dell’economia cinese.
L’ultimo vertice tra Trump e Xi, avvenuto a Busan lo scorso ottobre, aveva prodotto una tregua temporanea nella guerra commerciale tra le due potenze. Ma si tratta di un equilibrio fragile. Oltre ai problemi economici, Pechino affronta anche tensioni all’interno dell’apparato militare. La recente epurazione del generale Zhang Youxia, per anni uno degli alleati più fidati di Xi e al vertice dell’Esercito popolare di liberazione, ha rivelato contrasti interni sulla gestione delle forze armate.
A complicare ulteriormente il quadro c’è la questione di Taiwan. Washington sta preparando una massiccia vendita di armi all’isola, con un pacchetto annunciato da circa undici miliardi di dollari. Per Xi sarebbe un colpo politico delicato alla vigilia del congresso del Partito comunista del 2027, quando punta a ottenere un quarto mandato alla guida del paese.
Alcuni analisti americani leggono l’offensiva contro l’Iran come una mossa indiretta contro la Cina. Secondo un commento pubblicato dall’Hudson Institute, l’operazione Epic Fury punta a indebolire l’influenza cinese in Medio Oriente e permetterà agli Stati Uniti di concentrare più risorse strategiche nell’Indo-Pacifico.
In questa interpretazione l’attacco all’Iran non è il fine, ma l’inizio di una strategia più ampia: l’apertura di quello che alcuni definiscono il “secolo indo-pacifico”, il grande confronto tra Washington e Pechino.
La posta in gioco torna così a essere Taiwan. Trump vuole impedire che la Cina tenti contro
l’isola ciò che gli Stati Uniti hanno fatto prima in Venezuela e poi in Iran: un’azione rapida capace di rovesciare equilibri regionali. Colpendo il principale alleato mediorientale di Pechino, Washington manda un segnale preventivo.
Non è un caso che la Cina acquisti gran parte del petrolio iraniano a prezzi scontati. Per Pechino quelle forniture rappresentano una sorta di assicurazione strategica: una riserva energetica utile nel caso di sanzioni occidentali durante una crisi su Taiwan.
In questa triangolazione tra Washington, Pechino e Teheran si intrecciano curiosi parallelismi storici. Nel gennaio 1979 gli Stati Uniti e la Cina stabilirono relazioni diplomatiche ufficiali proprio mentre lo scià filoamericano veniva rovesciato dalla rivoluzione iraniana. Negli anni Ottanta Pechino divenne uno dei principali fornitori di armi di Teheran durante la guerra Iran-Iraq. E il 4 giugno 1989 – giorno della morte dell’ayatollah Khomeini – coincise con la repressione di Piazza Tiananmen.
Oggi la morte del suo successore Khamenei in un attacco americano riporta ancora una volta quei tre paesi dentro lo stesso scenario geopolitico.
Se il conflitto con l’Iran dovesse protrarsi, il viaggio di Trump a Pechino può ancora essere rinviato. Ma una cosa appare già chiara: l’offensiva americana non è soltanto una partita mediorientale. È un rischio calcolato in una competizione globale. E mentre il mondo osserva le conseguenze della crisi iraniana, c’è un punto di osservazione alternativo: nello stretto di Taiwan e nell’equilibrio di potenza nel Pacifico.
23. In quali luoghi accadranno i Segreti?
Siamo entrati nel tempo dell’Apocalisse perché mai in quasi duemila anni di Storia, si era verificata la possibilità che l’uomo distruggesse il mondo. È la prima volta nella Storia che l’uomo con i suoi armamenti ha la possibilità di distruggere il mondo, la vita, la natura e il pianeta sul quale viviamo. Questa possibilità è già un segno dell’Apocalisse. Mai è accaduto in duemila anni di Storia cristiana, che ci fosse un rifiuto così vasto del Cristianesimo, specialmente nei Paesi dell’antica cristianità per cui possiamo dire che l’uomo si è messo al posto di Dio. La morte del Cristianesimo è profetizzata dagli studiosi, la crisi della fede è nella realtà. A Paolo VI, in un dialogo con Jean Guitton un intellettuale cattolico francese, veniva da pensare se il tempo nel quale viviamo non sia quello di cui parla Gesù. Si chiedeva se quando verrà il Figlio dell’Uomo sulla Terra troverà ancora la fede. Siamo in una fase di liquidazione della fede con il tentativo di satana di prevalere. Nei discorsi di Gesù nei Vangeli, le tematiche apocalittiche sono sempre presenti nella storia, stanno raggiungendo una visibilità e una forza tali da minacciare di travolgere il mondo. I segni dell’Apocalisse, di cui parla Gesù nei Vangeli, sono quelli che abbiamo sotto gli occhi, cioè i falsi Cristi e i falsi profeti. Sono tutte quelle ideologie che hanno sostituito la fede cristiana in Occidente. La crisi del Cristianesimo, a livello delle classi colte è partita già dal 1700, a livello popolare nel ‘900. Dopo la Prima Guerra Mondiale, e soprattutto con la Seconda Guerra Mondiale, siamo arrivati a una scristianizzazione di massa. I falsi profeti sono tutti quelli che hanno promosso le ideologie contemporanee, che sono state chiamate da Giovanni Paolo II: le ideologie del male. Molti verranno nel nome di Gesù, ingannando la gente. I giovani che hanno fatto la Comunione e la Cresima che sono cresciuti, di Cristianesimo non sanno nulla. Dispiace per queste persone perché siamo in un tempo in cui satana miete le anime. I conflitti sono stragi vere e proprie: 20.000.000 nella Prima Guerra Mondiale, 70.000.000 milioni nella Seconda Guerra Mondiale, preghiamo Dio che non ci sia una terza Guerra Mondiale con le bombe atomiche. Questi rumori di guerre, terremoti, carestie e pestilenze in vari luoghi, ma anche questi cambiamenti climatici che mettono a soqquadro l’habitat umano, diventano l’emblema delle catastrofi spirituali. La crisi spirituale nel mondo, dove l’iniquità aumenta e dove la fede e l’amore di Dio si raffredda, sono tutti segni del tempo dell’Apocalisse di cui parla il Vangelo. Satana scardina i cuori con l’odio.
Ci saranno anche dei segni cosmici che saranno quelli più visibili nel tempo dei Segreti. Non saranno da sottovalutare, infatti la Madonna nel 1917 a Fatima profetizzò un segno della grande guerra che sarebbe arrivata e nel 1938 diede inizio all’aurora boreale. Gesù ha detto che avremo dei segni nel sole, nella luna e nelle stelle. Credo che nel tempo dell’Apocalisse vedremo numerosi spettacoli cosmici, ma soprattutto il Segno del terzo Segreto di Medjugorje, bellissimo, indistruttibile, durevole, che viene dal Signore che attesta la sua signoria nel caos universale. La Madonna ha detto che Dio l’ha manda in questi tempi difficili, per salvare le vostre vite e il pianeta sul quale viviamo.
Anche l’evangelizzazione mondiale, considerando nel nostro piccolo Radio Maria, è un segno apocalittico perché è nata dal nulla e ora si trova in tutto il mondo. In Cina Radio Maria trasmette tutto il giorno sia in lingua mandarina che cantonese, tutti i musulmani del mondo possono ascoltare Radio Maria in arabo, stiamo lavorando per far sì che questo accada anche per il popolo indiano pieno di dialetti, abbiamo delle trasmissioni meravigliose in lingue inglese negli Stati Uniti e nei Paesi africani. Le popolazioni di tutto il mondo devono essere nella condizione di poter ascoltare i Messaggi della Regina della pace nella grande prova. È un segno dell’Apocalisse perché vediamo il Vangelo predicato in tutto il mondo. Questo è il panorama nel quale siamo entrati. Il discorso sui Segreti di Medjugorje è apocalittico e non può essere rimosso, ma preso in considerazione specialmente dai credenti e da Medjugorje. La Gospa ha rivelato i dieci Segreti, il trionfo del suo Cuore Immacolato e la conversione della Russia che darà inizio al tempo della pace sulla Terra.
L’Apocalisse ha tre tempi: il primo è la grande battaglia fra la Donna e il drago; il secondo è la pace sulla Terra; il terzo è satana in persona che arriverà sulla Terra e Gesù verrà nella gloria del Cielo, gettandolo all’inferno insieme a tanti che si saranno fatti ingannare dal drago infernale.
La Madonna permette di essere a conoscenza di ciò che Lei ritiene opportuno. Possiamo dire con certezza che i primi tre Segreti accadranno a Medjugorje. I primi due saranno ammonimenti per la popolazione di Medjugorje, questi eventi avranno lo scopo di purificare il popolo prima del Segno sulla montagna ed elevare le anime a una missione spirituale meno legata alle cose quotidiane. Medjugorje nel tempo dei Segreti sarà il luogo della speranza universale, perché il Segno sulla montagna sarà per tutti. Sarà un luogo Santo e diventerà un centro di preghiera universale. Illuminati dal Segno di Medjugorje, i sette flagelli diventano anch’essi strumenti di purificazione del mondo, non di distruzione.
I Segreti di Medjugorje riguardano soprattutto la Chiesa e il terzo Segreto di Fatima profetizza la persecuzione alla Chiesa con l’uccisione del Papa e di molti rappresentanti della Chiesa da soldati in divisa. Tutto questo deve ancora accadere, al contrario di quello che ha affermato Giovanni Paolo II, perché la Madonna stessa ha detto che è venuta a Medjugorje per realizzare ciò che ha iniziato a Fatima. La protagonista sarà la Russia che mira al Papato e a diventare leader del Cristianesimo mondiale. Hanno demonizzato tutte le chiese, comprese quelle ortodosse che fanno capo a Costantinopoli, le chiese protestanti e quella cattolica. I Segreti, secondo la mia personale opinione, avverranno in Italia. La Madonna se è qui da così tanto tempo è perché sarà la Chiesa e il suo capo, il rappresentante di Cristo in Terra, che viene assalito da satana. La Beata Aiello e Bruno Cornacchiola lo confermano con le loro visioni. È bene tenere presente questa ipotesi che l’Italia sia il luogo più importante dove accadranno i Segreti di Fatima, almeno quelli che riguarderanno la persecuzione alla Chiesa.
Pertanto, i primi tre Segreti accadranno a Medjugorje, il Segno sulla collina farà dei Segreti un evento mondiale, per gli altri Segreti, invece, non ci sono tracce del luogo in cui accadranno. A mio parere, per quanto riguarda il terzo Segreto di Fatima, l’uccisione del Papa potrebbe accadere a Roma. Per quanto riguarda gli altri flagelli che sono guerre ed eventi naturali, possono accadere ovunque in Europa, in Asia o in America.
Una domanda che dovremmo farci è come reagiranno i mass media mondiali nel tempo dei Segreti. Sarà molto importante che ci sia una comunicazione cristiana, cattolica in azione in questo tempo, perché la gente conosca le parole della Madonna e come dobbiamo comportarci. Ci renderemo conto di quanto è importante Radio Maria.
Oggi il diavolo agisce indisturbato
Una delle caratteristiche del mondo nel quale viviamo, soprattutto nei Paesi di antica cristianità, una delle eresie che circolano è quella della negazione di satana. Oggi con la scristianizzazione si nega Dio, l’Aldilà, la vita eterna, la legge morale naturale, la legge rivelata nei dieci Comandamenti, ma si nega anche l’esistenza di satana, dell’inferno, del maligno. Questa negazione ha richiesto l’intervento dei Papi. Paolo VI intervenne con molta decisione per ribadire l’esistenza di satana, dicendo che è uno spirito soggettivo pervertito e pervertitore. Alcuni avevano liquidato tutto ciò che il Vangelo scriveva del demonio dicendo che è un simbolo del male. Invece, Paolo Vi ha ribadito che è uno spirito, quindi ne ha affermato la soggettività, è un angelo pervertito che per odio contro Dio tenta l’uomo al male e lo porta alla perdizione. Questa è la fede cattolica che deve essere difesa. I Vangeli e il Nuovo Testamento sono pieni della presenza del maligno, perché la presenza di Cristo che è la luce vera che illumina il mondo, ha fatto sì che satana uscisse dalle sue caverne. Quando Gesù passava tra la folla, gli indemoniati incominciavano a gridare, perché il diavolo stesso non sopportava la presenza di Cristo. Nel mondo in cui la fede in Cristo e la preghiera diminuiscono, satana silenziosamente si impossessa delle anime e del mondo. Tutto questo avviene soprattutto nel mondo contemporaneo, come conferma l’espressione della Madonna «satana regna» nel Messaggio del 25 marzo 2020. Maria invita a unirsi in modo particolare al suo Cuore e al Cuore di suo figlio Gesù. La medesima cosa la disse vent’anni prima, all’inizio del nuovo millennio, sul Podbrdo: «Cari figli, questa sera in modo speciale vi ho voluto qua. In modo speciale adesso in cui Satana è sciolto dalle catene. Io vi invito a consacrarvi al mio Cuore e al Cuore di mio Figlio» (Messaggio del 1° gennaio 2001). Siamo nel clima del nuovo secolo nel quale l’uomo ha incoronato se stesso al posto di Cristo. Alla negazione di Dio e del maligno, corrisponde il tentativo di satana di prevalere, come ha detto la Madonna: «Il bene e il male lottano e vogliono prevalere nel mondo e nei cuori degli uomini» (Messaggio del 25 agosto 2024). La chiamata al combattimento spirituale è rivolta in modo particolare al mondo d’oggi, nel quale satana regna attraverso l’incredulità, la negazione di Dio, la negazione della fede, il rifiuto della legge morale di Dio, della regalità di Cristo: «La croce e la fede sono rifiutate» (Messaggio del 25 luglio 2020). Il tempo dei Segreti sarà questa battaglia nella quale Lucifero cerca di prevalere, ma Dio ha mandato Maria per schiacciare la testa al serpente. Luigi Maria Grignion de Montfort dice che il calcagno della Madre che schiaccia la testa del serpente, siamo tutti noi fedeli di Maria e di Cristo chiamati al combattimento spirituale e alla vittoria sul serpente antico. Buttando fuori dalla nostra vita e dal nostro cuore il maligno, facciamo in modo che Cristo regni in noi. La negazione del demonio è un’eresia vera e propria, una negazione della fede cattolica.
La presenza di satana la possiamo trovare anche nelle altre religioni come l’Islam e nelle religioni orientali. La presenza dello spirito maligno si percepisce nella presenza del male nel mondo. È una realtà presente in tutte le religioni che nascono con il desiderio di vincere il male nel mondo. Non è soltanto una rivelazione biblica – una rivelazione nella luce della Verità – ma tracce di questa presenza c’è in tutte le religioni.
Chi è satana nella sua essenza? La sua essenza l’ha definita Gesù Cristo nel capitolo di San Giovanni in cui viene descritto come mentitore e omicida fin dall’inizio. Ha indotto al peccato Adamo ed Eva mentendo sul precetto di Dio, affinché entrassero nella critica nei suoi confronti. È l’ingannatore menzognero che presenta il male sotto colore di bene, come dice Santa Caterina da Siena. Fa credere che i suoi “doni” possano darci la felicità; invece, si comporta come il pescatore che getta l’esca ai pesci. Satana inganna, studia a fondo un’anima, vede le fessure nelle quali può entrare, basta un piccolo vuoto per prendere il posto e iniziare il suo lavoro di perversione, finché non siamo avvolti dalle spire della serpe. È omicida nel senso che porta l’uomo alla morte spirituale eterna già in questa vita sulla Terra, porta al degrado, alla distruzione. I Messaggi della Regina della pace descrivono l’attività di satana usando spesso la parola “distruggere”, ad esempio il Messaggio del 25 giugno 2025: «Le ideologie che demoliscono voi e la vostra vita spirituale sono passeggere». Le ideologie del male sono forme di pensiero negatrici di Dio.
Con parole classiche nella spiritualità cristiana si può descrivere l’attività di satana. Tra queste possiamo usare la parola “tentazione” con la quale satana ci presenta il male come fosse bene. Ci invita a prendere i veleni che ci distruggono falsificando. L’uomo sente una forte attrazione verso quello che satana propone e se non si resiste viene travolto. Dopo che si è accorto di essere caduto nel fango, interviene la coscienza che rimorde e rimprovera, spingendo alla confessione e a rialzarsi. Se non ci pentiamo finiamo nel fuoco eterno: “Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno” (Matteo 25:41).
Oggi è un tempo particolare perché è l’era di satana in cui cerca di impadronirsi del mondo. La Madonna nei suoi Messaggi ha detto molte volte che satana tenta di prevalere e ci invita a resistere. L’ha ripetuto soprattutto durante le guerre, come in Ucraina: «Figlioli, aiutatemi con la preghiera affinché satana non prevalga. Il suo potere di morte, odio e paura ha visitato la Terra» (Messaggio del 25 febbraio 2022). La presenza della Regina della pace conferma la presenza anche del diavolo. Satana vuole distruggere la fede, la Chiesa e mediante la guerra distruggere il mondo nel quale viviamo. Questo è quello che la Gospa in tutti i suoi Messaggi ci ha rivelato. L’attuale situazione del mondo è gravissima e delicata, richiede tanta preghiera per impedire all’odio che bolle nei cuori di prevalere e di scoppiare in una guerra globale. Maria ci sta formando affinché la aiutiamo a resistere a questa forza infernale animata dall’odio contro Dio, tutto ciò che è divino, contro la Chiesa e tutto ciò che è bello, buono e santo. Siamo nel tempo del grande combattimento e dobbiamo rivestirci delle armi di cui parla San Paolo: l’elmo della fede, la corazza che impedisce alle frecce sataniche di compirci, la spada della Verità.
La Madonna ha detto che siamo addormentati: «ma voi siete addormentati» (Messaggio del 25 febbraio 2026). Dobbiamo vegliare e pregare come ci invita a fare Gesù, per non cadere nelle trappole sataniche del mondo d’oggi, nelle ideologie che ci distolgono dalla Verità, nel bombardamento mass mediatico del mondo senza Dio. Sono passati i tempi della cristianità, un tempo c’era una società dove il Vangelo plasmava la vita quotidiana e la comunicazione. Adesso, siamo in un tipo di società pagana, viviamo senza renderci conto che stiamo perdendo la fede. «Figlioli, siate diversi dagli altri» (Messaggio del 25 gennaio 2026), ma noi siamo diversi dagli altri perché siamo di Cristo, non siamo del demonio o del mondo, dobbiamo saper criticare la mondanità, gli atteggiamenti, le parole, i comportamenti mondani. Dobbiamo essere figli della luce, di Dio, di Cristo, portatori del Vangelo, figli di Maria e dobbiamo vivere nella società in questo modo. Invece, ci siamo fatti trascinare dall’incredulità dilagante, dall’immoralità, abbiamo perso l’anima e meritato l’inferno, perché viviamo nel peccato mortale. Apriamo gli occhi, svegliamoci dal sonno stanco delle nostre anime.
NON PREVALEBUNT

