"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Gennaio 2026 Pagina 32 di 36

VIATICO QUOTIDIANO – di P. Livio – Puntata 54

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Programma di Padre Livio – Lunedì 5 Gennaio 2026

h. 8.50: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)


h. 8.50: UNO SGUARDO SULL’ ATTUALITA’

+ Il Blitz della cattura di Maduro

+ Le conseguenze dell’azzardo di Trump

+ Crans Montana: abbiamo rimosso l’immortalità dell’anima


h. 9.30 – h. 10.30: VIATICO QUOTIDIANO

Pensieri sulla Preghiera (54)


h. 9.35 – 9.55: MEDJUGORJE: LE MIE PAROLE VENGONO DAL CIELO

39 – “Nell’amore è la vittoria”

+ Dio si è manifestato come amore finito

+ Il bene più prezioso da cercare è l’amore di Dio

+ l’amore di Dio è la fonte inesauribile della felicità

+ L’amore di Dio purifica ed eleva chi lo accoglie

+ Dare agli altri l’amore che Dio da a noi.


h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO


BLOG: blogdipadrelivio.it

 Pensiero quotidiano: A satana basta un piccolo vuoto


h. 10.05: IL CORAGGIO DEL PERDONO


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IL MIRACOLO DELLA CONVERSIONE – Catechesi di P. Livio – Puntata 25

Preparazione alla Confessione nel Tempo di Natale

🔴LIVE🔴 🙏🚗⛪️🔔 PELLEGRINO A QUATTRORUOTE – itinerari con Padre Livio – puntata 29: DOZULE’

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Medjugorje in attesa della Santa Messa

🔴LIVE🔴I DIECI COMANDAMENTI – di Padre Livio – Puntata 31 – LA DOMENICA. PROFEZIA DELL’ETERNITA’

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Papa Leone XIV: Ogni creatura umana è riflesso di Dio

All’Angelus di oggi

Papa Leone XIV | Papa Leone XIV | Credit Vatican MediaPapa Leone XIV | Papa Leone XIV | Credit Vatican Media

Di Antonio Tarallo

Città del Vaticano, domenica 4 gennaio 2026, 0:06 (ACI Stampa).

Giornata piovosa, oggi, a Roma. Una pioggia insistente comunque non ha fermato i pellegrini venuti a Roma e desiderosi di ascoltare le parole del pontefice all’Angelus. Il pontefice, nella sua meditazione che precede la recita della preghiera mariana di mezzogiorno, ha subito concentrato la sua attenzione sulla chiusura della Porta Santa della Basilica di San Pietro, il prossimo 6 gennaio, giorno dell’Epifania. Con questa chiusura – dice il pontefice – “concluderemo il Giubileo della speranza, e proprio il Mistero del Natale, in cui siamo immersi, ci ricorda che il fondamento della nostra speranza è l’incarnazione di Dio”. 

Poi, il Vangelo di oggi, il Prologo di Giovanni: «Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi». In merito papa Leone XIV continua: “La speranza cristiana, infatti, non si basa su previsioni ottimistiche o calcoli umani, ma sulla scelta di Dio di condividere il nostro cammino, sperando non siamo mai soli nella traversata della vita. Questa è l’opera di Dio: in Gesù si è fatto uno di noi, ha scelto di stare con noi, ha voluto essere per sempre il Dio-con-noi”. 

La venuta di Gesù nella “debolezza della carne umana” – continua – “se da una parte ravviva in noi la speranza, dall’altra ci consegna un duplice impegno, uno verso Dio e l’altro verso l’uomo. Verso Dio, perché se Egli si è fatto carne, se ha scelto la nostra umana fragilità come sua dimora, allora siamo sempre chiamati a ripensare Dio a partire dalla carne di Gesù e non da una dottrina astratta”. Per questi motivi, ricorda papa Leone XIV, è importante sempre “verificare la nostra spiritualità e le forme in cui esprimiamo la fede, perché siano davvero incarnate, capaci cioè di pensare, pregare e annunciare il Dio che ci viene incontro in Gesù: non un Dio distante che abita un cielo perfetto sopra di noi, ma un Dio vicino che abita la nostra fragile terra, si fa presente nel volto dei fratelli, si rivela nelle situazioni di ogni giorno”.

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“Se Dio è diventato uno di noi, ogni creatura umana è un suo riflesso, porta in sé la sua immagine, custodisce una scintilla della sua luce; e questo ci chiama a riconoscere in ogni persona la sua dignità inviolabile ea esercitarci nell’amore vicendevole gli uni verso gli altri. Così, l’incarnazione ci chiede anche un impegno concreto per la promozione della fraternità e della comunione, perché la solidarietà diventi il ​​criterio delle relazioni umane, per la giustizia e per la pace, per la cura dei più fragili e la difesa dei deboli. Dio si è fatto carne, perciò non c’è culto autentico verso Dio senza la cura per la carne umana” conclude papa Leone XIV.

Papa Leone XIV: “Continuiamo ad avere fede nel Dio della pace”

Il pensiero del pontefice al popolo venezuelano, mentre si erge, forte, l’appello della Conferenza episcopale del Venezuela

Il bombardamento a Caracas | Il bombardamento a Caracas | Credit AciPrensaIl bombardamento a Caracas | Il bombardamento a Caracas | Credit Aci Prensa

Di Antonio Tarallo

Città del Vaticano, domenica 4 gennaio 2026, 12:30 (ACI Stampa).

E dopo la recita dell’Angelus il papa ha lanciato un appello accorato per la situazione venezuelana:  ” Con animo colmo di preoccupazione, seguo gli sviluppi della situazione in Venezuela.  Il bene dell’amato popolo venezuelano deve prevalere sopra ogni altra considerazione e indurre a superare la violenza e intraprendere cammini di giustizia e di pace, garantendo la sovranità del Paese, assicurando lo stato di diritto iscritto nella Costituzione, rispettando i diritti umani e civili di ognuno e di tutti, e lavorando per costruire insieme un futuro sereno di collaborazione, di stabilità e di concordia, con speciale attenzione ai più poveri che soffrono a causa della difficile situazione economica. Per questo prego, e vi invito a pregare, affidando la nostra preghiera all’intercessione della Madonna di Coromoto e dei Santi José Gregorio Hernández e Sor Carmen Rendiles”.        

Inoltre, ha espresso ancora la sua  vicinanza “a quanti sono nel dolore a causa della tragedia avvenuta a Crans – Montana, in Svizzera. Assicuro la preghiera per i giovani defunti, per i feriti e per i loro familiari”.    

Nella mattinata di oggi, intanto, riguardo alla grave situazione che si sta delineando nel Venezuela –  a seguito del bombardamento di Caracas per poter catturare il presidente venezuelano Maduro (e la moglie)  avvenuto alle due del mattino (le 7 in Italia) di sabato 3 gennaio –  la voce dei vescovi del Venezuela echeggia forte oggi: “Perseveriamo nella preghiera per l’unità”, questo l’incipit del messaggio di accompagnamento e vicinanza che la Conferenza episcopale del Venezuela rivolge al popolo di Dio, attraverso i suoi canali sociali. Un messaggio, breve, conciso, senza troppe parole. Ma forte: “Alla luce degli eventi che si stanno verificando oggi nel nostro Paese, chiediamo a Dio di donare a tutti i venezuelani serenità, saggezza e forza”, scrive i vescovi dopo quanto accaduto a Caracas ieri, per catturare il presidente Maduro e la moglie e incriminarli e processarli per narcotraffico e terrorismo.

Inoltre nel messaggio, diffuso via sociale, viene espressa solidarietà ai “feriti” e alle “famiglie di coloro che sono morti”. Infine, un invito alla popolazione “a vivere più intensamente la speranza e la fervente preghiera per la pace” nei “cuori e nella società”.  E aggiungiamo: “Rifiutiamo ogni forma di violenza”. C’è poi l’incoraggiamento all’“incontro” e al “sostegno reciproco” in questo momento così particolare della storia del Venezuela e del mondo. Il messaggio si conclude con l’invocazione alla Madonna di Coromoto perché accompagna il cammino di tutti.

De Maria numquam satis

Chiesa cattolica | CR 1931  31 Dicembre 2025 ore 09:00

di Redazione

Pubblichiamo oggi un brano tratto dall’Enciclica di Pio XII, Ad Coeli Reginam, dell’11 ottobre 1954.

L’argomento principale, su cui si fonda la dignità regale di Maria, già evidente nei testi della tradizione antica e nella sacra liturgia, è senza alcun dubbio la sua divina maternità. Nelle sacre Scritture infatti, del Figlio, che sarà partorito dalla Vergine, si afferma: «Sarà chiamato Figlio dell’Altissimo e il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre; e regnerà nella casa di Giacobbe eternamente e il suo regno non avrà fine» (Lc 1, 32-33); e inoltre Maria è proclamata «Madre del Signore» (Lc 1, 43).

Ne segue logicamente che ella stessa è Regina, avendo dato la vita a un Figlio; che nel medesimo istante del concepimento, anche come uomo, era re e signore di tutte le cose, per l’unione ipostatica della natura umana col Verbo. San Giovanni Damasceno scrive dunque a buon diritto: «È veramente diventata la Signora di tutta la creazione, nel momento in cui divenne Madre del Creatore»(36) e lo stesso arcangelo Gabriele può dirsi il primo araldo della dignità regale di Maria.

Tuttavia la beatissima Vergine si deve proclamare regina non soltanto per la maternità divina, ma anche per la parte singolare che, per volontà di Dio, ebbe nell’opera della nostra salvezza eterna. «Quale pensiero – scrive il Nostro predecessore di felice memoria Pio XI – potremmo avere più dolce e soave di questo, che Cristo è nostro re non solo per diritto nativo, ma anche per diritto acquisito e cioè per la redenzione? Ripensino tutti gli uomini dimentichi quanto costammo al nostro Salvatore: “Non siete stati redenti con oro o argento, beni corruttibili, … ma col sangue prezioso di Cristo, agnello immacolato e incontaminato” (1 Pt 1;18-19). Non apparteniamo dunque a noi stessi, perché “Cristo a caro prezzo” (1 Cor 6, 20) ci ha comprati».(37)

Ora nel compimento dell’opera di redenzione Maria santissima fu certo strettamente associata a Cristo, onde giustamente si canta nella sacra liturgia: «Santa Maria, regina del cielo e signora del mondo, affranta dal dolore, se ne stava in piedi presso la croce del Signore nostro Gesù Cristo».(38) E un piissimo discepolo di sant’Anselmo poteva scrivere nel medioevo: «Come … Dio, creando tutte le cose nella sua potenza, è padre e signore di tutto, così Maria, riparando tutte le cose con i suoi meriti, è la madre e la signora di tutto: Dio è signore di tutte le cose, perché le ha costituite nella loro propria natura con il suo comando, e Maria è signora di tutte le cose, riportandole alla loro originale dignità con la grazia che ella meritò».(39) Infatti: «Come Cristo per il titolo particolare della redenzione è nostro signore e nostro re, così anche la Vergine beata (è nostra signora) per il singolare concorso prestato alla nostra redenzione, somministrando la sua sostanza e offrendola volontariamente per noi, desiderando, chiedendo e procurando in modo singolare la nostra salvezza».(40)

Da queste premesse si può così argomentare: se Maria, nell’opera della salute spirituale, per volontà di Dio, fu associata a Cristo Gesù, principio di salvezza, e in maniera simile a quella con cui Eva fu associata ad Adamo, principio di morte, sicché si può affermare che la nostra redenzione si compì secondo una certa «ricapitolazione»,(41) per cui il genere umano, assoggettato alla morte, per causa di una vergine, si salva anche per mezzo di una Vergine; se inoltre si può dire che questa gloriosissima Signora venne scelta a Madre di Cristo proprio «per essere a lui associata nella redenzione del genere umano»(42) e se realmente «fu lei, che esente da ogni colpa personale o ereditaria, strettissimamente sempre unita al suo Figlio, lo ha offerto sul Golgota all’eterno Padre sacrificando insieme l’amore e i diritti materni, quale nuova Eva, per tutta la posterità di Adamo, macchiata dalla sua caduta miseranda»;(43) se ne potrà legittimamente concludere che, come Cristo, il nuovo Adamo, è nostro re non solo perché Figlio di Dio, ma anche perché nostro redentore, così, secondo una certa analogia, si può affermare parimenti che la beatissima Vergine è regina, non solo perché Madre di Dio, ma anche perché quale nuova Eva è stata associata al nuovo Adamo.

È certo che in senso pieno, proprio e assoluto, soltanto Gesù Cristo, Dio e uomo, è re; tuttavia, anche Maria, sia come madre di Cristo Dio, sia come socia nell’opera del divin Redentore, e nella lotta con i nemici e nel trionfo ottenuto su tutti, ne partecipa la dignità regale, sia pure in maniera limitata e analogica. Infatti da questa unione con Cristo re deriva a lei tale splendida sublimità, da superare l’eccellenza di tutte le cose create: da questa stessa unione con Cristo nasce quella regale potenza, per cui ella può dispensare i tesori del regno del divin redentore; infine dalla stessa unione con Cristo ha origine l’inesauribile efficacia della sua materna intercessione presso il Figlio e presso il Padre.

Nessun dubbio pertanto che Maria santissima sopravanzi in dignità tutta la creazione e abbia su tutti il primato, dopo il suo Figliuolo. «Tu infine – canta san Sofronio – hai di gran lunga sopravanzato ogni creatura. … Che cosa può esistere di più sublime di tale gioia, o Vergine Madre? Che cosa può esistere di più elevato di tale grazia, che per volontà divina tu sola hai avuto in sorte?».(44) E va ancora più oltre nella lode san Germano: «La tua onorifica dignità ti pone al di sopra di tutta la creazione: la tua sublimità ti fa superiore agli angeli».(45) San Giovanni Damasceno poi giunge a scrivere la seguente espressione: «È infinita la differenza tra i servi di Dio e la sua Madre».(46)

Per aiutarci a comprendere la sublime dignità che la Madre di Dio ha raggiunto al di sopra di tutte le creature, possiamo ripensare che la santissima Vergine, fin dal primo istante del suo concepimento, fu ricolma di tale abbondanza di grazie da superare la grazia di tutti i santi. Onde – come scrisse il Nostro predecessore Pio XI di fel. mem. nella lettera apostolica Ineffabilis Deus – «ha con tanta munificenza arricchito Maria con l’abbondanza di doni celesti, tratti dal tesoro della divinità, di gran lunga al di sopra degli angeli e di tutti i santi, che ella, del tutto immune da ogni macchia di peccato, in tutta la sua bellezza e perfezione, avesse tale pienezza d’innocenza e di santità che non se ne può pensare una più grande al di sotto di Dio e che all’infuori di Dio nessuno riuscirà mai a comprendere».(47)

Inoltre la beata Vergine non ha avuto soltanto il supremo grado, dopo Cristo, dell’eccellenza e della perfezione, ma anche una partecipazione di quell’influsso, con cui il suo Figlio e Redentore nostro giustamente si dice che regna sulla mente e sulla volontà degli uomini. Se infatti il Verbo opera i miracoli e infonde la grazia per mezzo dell’umanità che ha assunto, se si serve dei sacramenti dei suoi santi come di strumenti per la salvezza delle anime, perché non può servirsi dell’ufficio e dell’opera della Madre sua santissima per distribuire a noi i frutti della redenzione?

 «Con animo veramente materno – così dice lo stesso predecessore Nostro Pio IX di imm. mem. – trattando l’affare della nostra salute ella è sollecita di tutto il genere umano, essendo costituita dal Signore regina del cielo e della terra ed esaltata sopra tutti i cori degli angeli e sopra tutti i gradi dei santi in cielo, stando alla destra del suo unigenito Figlio; Gesù Cristo, Signore nostro, con le sue materne suppliche impetra efficacissimamente, ottiene quanto chiede, né può rimanere inesaudita».(48) A questo proposito l’altro predecessore Nostro di fel. mem., Leone XIII, dichiarò che alla beata vergine Maria è stato concesso un potere «quasi immenso» nell’elargizione delle grazie;(49) e san Pio X aggiunge che Maria compie questo suo ufficio «come per diritto materno».(50)

Godano dunque tutti i fedeli cristiani di sottomettersi all’impero della vergine Madre di Dio, la quale, mentre dispone di un potere regale, arde di materno amore.

Note

(36) S. IOANNES DAMASCENUS, De fide orthodoxa, 1. IV, c. 14: PG 94, 1158s.B.

(37) PIUS XI, Litt. enc. Quas primasAAS 17(1925), p. 599; EE 5/147. 

(38) Festum septem dolorum B. Mariae Virg., Tractus.

(39) EADMERUS, De excellentia Virginis Mariae, c. 11: PL 159, 508AB.

(40) F. SUAREZ, De mysteriis vitae Christi, disp. XXII, sect. II: éd. Vivès, XIX, 327.

(41) S. IRENAEUS, Adv. haer., V, 19, 1: PG 7, 1175B.

(42) PIUS XI, Epist. Auspicatus profectoAAS 25(1933), p. 80.

(43) PIUS XII, Litt, enc. Mystici corporisAAS 35(1943), p. 247; EE 6/258. 

(44) S. SOPHRONIUS, In Annuntiationem Beatae Mariae VirginisPG 87, 3238D et 3242A.

(45) S. GERMANUS, Hom. II in Dormitionem Beatae Mariae VirginisPG 98, 354B.

(46) S. IOANNES DAMASCENUS, Hom. I in Dormitionem Beatae Mariae VirginisPG 96, 715A.

(47) PIUS IX, Bulla Ineffabilis Deus: Acta Pii IX, I, pp. 597-598; EE 2/app.

(48) Ibidem, p. 618; EE 2/app.

(49) LEO XIII, Litt. enc. Adiutricem populiAAS 28(1895-96), p.130; EE 3.

(50) PIUS X, Litt. enc. Ad diem illumAAS 36(1903-04), p. 455; EE 4/27.

Benedizione di P. Livio 🕯️ Santa Messa 🕯️ Seconda Domenica dopo Natale

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