Mese: Gennaio 2026 Pagina 3 di 36

77. Il segno sulla collina radicalizzerà gli opposti schieramenti
Il segno sulla collina pare essere l’unico dei 10 segreti di Medjugorje in chiave positiva e la sua luce rasserenante si dilata sui successivi eventi, dal quarto al decimo, che molti interpretano come i flagelli dell’Apocalisse. In realtà anche questo evento ha un aspetto drammatico che la Madonna non ha mancato il segnalare fin dall’inizio.
“Anche quando sulla collina lascerò il segno che vi ho promesso, molti non crederanno. Verranno sulla collina, si inginocchieranno, ma non crederanno. È ora il tempo di convertirsi e di fare penitenza” (19 luglio 1981). Rimandare la conversione in attesa del segno è un inganno satanico che porta all’indurimento del cuore e quindi all’incapacità di cogliere i segni del Cielo.
Vicka lo ha voluto sottolineare nel suo libro-dialogo con Padre Janko Bubalo: “Padre mio chi non crede senza il segno, non crederà neppure allora. Però ti dico anche questo: guai a che aspetterà il segno per convertirsi! Mi sembra di avertelo detto una volta; che molti verranno, può darsi che si inchineranno davanti al segno, ma malgrado tutto non crederanno. Sii felice di non essere tra di loro”.
Perché la Madonna ha posto questo segno di speranza al terzo posto nella successione temporale dei segreti? La risposta sta in quello che avverrà dopo, nei sette eventi successivi che riguardano il mondo e la Chiesa, “la guerra distruttrice”, l’apostasia e la persecuzione sanguinosa alla Chiesa (Suor Lucia di Fatima). Il segno è durevole e conforterà i credenti in questo passaggio cruciale.
In questa prospettiva il segno sulla collina è un dono straordinario del Cielo che manifesta la sua presenza e la sua potenza nel momento in cui l’impero delle tenebre tenta di distruggere l’umanità e il pianeta, bruciandoli nel fuoco dell’odio e dell’incredulità. Chi crede terrà gli occhi fissi sul segno, per resistere saldo all’ondata straripante del male.
Il segno potrà aiutare anche gli incerti e i dubbiosi, gli aderenti ad altre religioni e gli uomini di buona volontà a fare una scelta coraggiosa sulla via della Verità ed è per questo che la Madonna esorta i suoi Apostoli ad essere il suo cuore, i suoi occhi, le sue mani per queste anime spaesate che rischiano la morte.
Non vi è dubbio che la presenza del segno compatterà le schiere di quelli che hanno riposto alla chiamata rendendoli più saldi nella fede fino al martirio. Anche la Chiesa sarà scossa da una manifestazione così straordinari della potenza e della misericordia di Dio e si affiderà alla Regina della pace per poter affrontare la persecuzione che incombe.
Il segno di Medjugorje accompagnerà il cammino dei mariani un tutto il tempo dei segreti e anche oltre, perché ogni tentativo di oscurarlo e di svilirlo risulterà vano. La Madonna col segno dà la risposta alla superbia e all’arroganza del mondo che ha messo sé stesso al posto di Dio.
Se per i credenti sarà un segno di gioia, di conforto e di rafforzamento della fede, per i non credenti, intendo quelli che hanno indurito il cuore, sarà una chiara risposta del Cielo alla loro arroganza e alla loro falsa sicumera. Infatti il segno ha delle caratteristiche che li umilia e li fa schiumare di rabbia.
Innanzitutto, viene dal Signore, come dice Mirjana. Non può essere attribuito alla natura o all’inganno umano. Allora come lo spiegheranno? Inoltre è indistruttibile, cioè saranno incapaci di farlo scomparire per affermare in questo modo il loro falso potere. Infine sarà durevole, cioè li tormenterà e li interpellerà fino a quando vivranno.
Col segno sulla collina la Madonna umilia la loro presunzione e la loro pretesa di fare i padroni del mondo al posto di Dio. Ora capisci perché reagiranno violentemente e attaccheranno apertamente tutti coloro che credono in Gesù e seguono Maria. Subito dopo però incominceranno i flagelli, dai quali solo la Vergine potente contro il male potrà salvarci…
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DALLA SEDE DI RADIO MARIA
di Lorenzo Cremonesi – Corriere della Sera – 29 Gennaio 2026
Intervista al presidente del Comitato militare della Nato: «Putin è contrario alla tregua. L’Alleanza deve adattarsi ai cambiamenti»
KIEV – «La Nato ha gli strumenti per rispondere alla crisi e ripensare se stessa. Invece di parlare di esercito europeo, cerchiamo piuttosto nuovi modi di cooperazione militare tra Europa e Stati Uniti». L’Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, che da un anno presiede il Comitato Militare dell’Alleanza Atlantica ed è stato capo di Stato maggiore della Difesa italiano, offre risposte a quella che è stata descritta come la crisi più grave del sistema di difesa occidentale creato dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Il nodo Groenlandia ha fatto esplodere tensioni latenti nella Nato. Il premier canadese Mark Carney sostiene che ormai gli Stati Uniti non si fanno più carico della difesa comune. Cosa fare?
«È nel DNA della Nato riflettere sul proprio ruolo, lo facciamo da 76 anni, continuando ad adattarci ai cambiamenti. I valori della sicurezza collettiva, la difesa della libertà e della democrazia restano centrali».
Nonostante gli attacchi di Donald Trump?
«Abitudine dei nostri ufficiali e anche mia è quella di prendere tempo e lasciare decantare ciò che viene detto sul momento. Però non vedo crisi; anzi, direi che usciamo più coesi e più forti dal dibattito e dagli ultimi stress test».
La priorità?
«Al cuore resta la minaccia russa, che è stata confermata dal 2022 e che guida la nostra strategia. Dobbiamo continuare a esercitare deterrenza. Ed è vero che gli Stati Uniti suonano la carica: hanno dato forti scossoni in nome di una necessità che io ritengo giusta, ovvero che i costi per la difesa collettiva vengano distribuiti in modo più equo. L’ultimo summit dell’Aja l’estate scorsa è stato un successo in questo senso: l’Europa s’impegna a più alte spese militari, adesso vanno assunte maggiori responsabilità operative».
E la crisi esistenziale della Nato?
«La Nato non è assolutamente in crisi. C’era la necessità di un elemento catalizzatore e lo abbiamo avuto. Ora si aprono nuovi orizzonti. Tutte le dichiarazioni, anche brutalmente critiche, vanno valutate con più calma».
Si è temuta persino una guerra aperta tra Usa e Danimarca. Come l’avete valutata?
«Per nostra fortuna, proprio in quei giorni, il 21 e 22 gennaio, si è riunito il Comitato Militare della Nato. Abbiamo lasciato che il tema Stati Uniti, Groenlandia e Danimarca fosse negoziato a livello politico tra loro. Io credo che arriveranno a una soluzione politica. Posso assicurare che nessuno ha valutato potesse scoppiare un conflitto armato tra alleati. Noi ci siamo dunque focalizzati sull’Artico. Molto probabilmente vi incentiveremo le nostre attività: ci saranno spese per adddestramenti in loco e per i necessari equipaggiamenti in climi rigidi».
Cina e Russia negano di avervi accresciuto le operazioni militari. Cosa rilevate?
«L’Artico sta diventando sempre più centrale: i cambiamenti climatici portano allo sciglimento dei ghiacci e all’apertura di nuove rotte commerciali, oltre a rendere accessibili zone ricche di minerali e risorse. I russi sicuramente non vanno in Artico solo per osservare foche e orsi: hanno riaperto basi chiuse da decenni e testato nuove armi».
È preoccupante?
«Secondo me no, grazie alle nostre contromisure. Noi vogliamo un Artico libero, accessibile a tutti, non militarizzato con libertà di navigazione».
Si può quantificare le presenza cinese?
«Non con precisione. Ci sono otto nazioni artiche, sette sono della Nato, l’ottava è la Russia e ora opera di concerto con la Cina, che si qualifica ormai come una nazione quasi artica».
Volodymyr Zelensky parla di esercito europeo e non è il solo. Però Mark Rutte esclude che l’Europa possa fare a meno dell’ombrello Usa. Dove siamo?
«Non sposo l’idea di esercito europeo, resto legato alla Nato assieme agli Usa: un’alleanza virtuosa e navigata. I militari americani rimangono fondamentali, potranno esserci in futuro dei riorientamenti parziali e ci adatteremo in modo flessibile. Oltretutto adesso avremo più fondi grazie agli apporti europei e questo permetterà una più stretta collaborazione con le industrie militari. Leggo le parole di Rutte come uno sprone: si può fare di più, il legame Usa-Ue resta è indiscutibile».
Ma Trump ha preso a schiaffi l’Europa…
«Sì lo ha fatto, però in altri consessi lo stesso Trump ha ribadito la validità della Nato».
Come vede la guerra in Ucraina?
«Siamo quasi all’inizio del quinto anno dell’invasione russa con l’inverno più rigido degli ultimi decenni e gli ucraini proseguono nel darci grandi lezioni di coraggio e capacità di resistenza. La Russia avanza a passi minimi. Negli ultimi 20 mesi è progredita di meno di 50 chilometri, circa 75-100 metri al giorno. Dall’inizo della guerra si stima abbia subito un milione e 200mila soldati tra morti, feriti e dispersi. Noi valutiamo che negli ultimi 10 mesi il dato sia di 300.000 perdite, più o meno 650 soldati al giorno. E’ un prezzo che noi eserciti occidentali non potremmo mai pagare, lo può fare Putin perché loro hanno un rispetto per il valore della vita umana più basso».
Dunque?
«Putin ha un problema di reclutamento, non ricesce a rimpiazzare le perdite: in ottobre 25.000, novembre 30.000, dicembre 35.000».
Come lo spiega?
«Gli ucraini stanno usando al meglio i loro droni. Ormai è chiaro che Putin non ha raggiunto nessuno dei suoi obbiettivi strategici iniziali: mirava a prendere l’intera Ucraina e non ha neppure occupato tutto il Donbass. Si era illuso che la sconfitta della Nato in Afghanistan lo ponesse in vantaggio. Ma oggi la Nato è più forte e coesa di prima proprio grazie alla reazione contro l’invasione dell’Ucraina: siamo passati da 30 a 32 Stati membri; aumentano le spese militari; con l’entrata della Finlandia nell’Alleanza, la Russia si ritrova con 1.340 chilometri di confine in più da dover pattugliare».
Però anche gli ucraini hanno perso 600.000 soldati dal 2022 e sono un quinto dei russi…
«Vero, sono perdite gravissime. Ma i soldati ucraini sono molto più motivati a difendere il loro Paese che i russi siberiani a invaderlo. La Nato continua a lavorare affinchè Kiev possa sedere al tavolo dei negoziati da una posizione non di debolezza».
Cosa si attende dalla prossima tornata di colloqui a Abu Dhabi?
«La speranza c’è sempre che si possa terminare questo orribile massacro. Ma onestamente vedo pochi passi avanti. Putin resta contrario al compromesso».

Chiesa cattolica | CR 1935
28 Gennaio 2026 ore 14:31
di padre Serafino Lanzetta
Riportiamo la prima parte di un articolo su Maria Corredentrice, paradigma di vita cristiana. La sofferenza vicaria, il Corpo mistico e la manifestazione della vera religione di padre Serafino M. Lanzetta.
La Corredenzione di Maria può essere compresa bene alla luce di due feste liturgiche. Il 15 settembre è una grande festa mariana dedicata a Nostra Signora Addolorata ai piedi della Croce. Nel rito antico questa festa è preparata da quella dei Sette Dolori di Maria che si celebra il Venerdì della Settimana di Passione prima della Settimana Santa. Il 14 settembre celebriamo invece l’Esaltazione della Santa Croce. Sono feste importantissime che si annodano l’una all’altra: una cristologica e una mariana. Questo ci fa capire che è sempre doveroso approfondire il mistero della Corredentrice alla luce della Redenzione: Gesù e Maria sono una cosa sola, sempre uniti. Si tratta di vedere insieme la Croce e la Corredentrice. In questa riflessione, che svilupperò in tre parti, ho pensato che fosse opportuno cercare di vedere in un modo più pratico (pastorale) l’importanza della corredenzione per la nostra vita cristiana, delineandone il suo aggancio, anch’esso pratico, alla salvezza operata da Cristo.
Parliamo molto spesso del mistero della corredenzione di Maria ed è certamente una cosa meravigliosa, ma penso che se rimaniamo troppo sul piano teorico, rischiamo di non cogliere l’importanza concreta che questo mistero ha per la nostra vita cristiana. Cercherò di lumeggiare la questione partendo chiaramente da una considerazione dottrinale per arrivare poi a qualcosa di più pratico: vedere cioè la corredenzione all’opera, a partire proprio dall’inizio della nostra salvezza, dal compimento stesso della nostra redenzione operata da Gesù e da Maria. Da lì potremo capire quanto sia fondamentale cooperare con Dio, esattamente come ha fatto la Madonna. Maria ha tracciato il modello perfetto di cooperazione con Dio; questo modello esemplare mariano a sua volta è anche la dimostrazione più perfetta che la religione cattolica è l’unica vera religione. Questo sarà il mio sforzo: cercare di far vedere “le opere” della corredenzione. Nel farlo ci renderemo conto del modo in cui questo mistero manifesta l’unicità storico-salvifica del Cattolicesimo.
Partiamo dalla Redenzione
Dobbiamo necessariamente partire dalla redenzione e rinfrescare la nostra memoria a riguardo. Infatti, la corredenzione è possibile solo se è intimamente unita a ciò che fa fatto Gesù, alla nostra salvezza. Non ci deve essere alcuna ambiguità ovviamente: non si deve mai pensare che la Madonna prenda il posto di Gesù o che voglia mettersi al posto di Gesù nel redimerci. La Madonna è sempre subordinata a Gesù ed è con Lui. La parola stessa “co-redentrice” significa “con” il Redentore, sotto di Lui, ma un solo cuore con Lui, una sola anima con Lui: totalmente unita a suo Figlio. Il punto di partenza rimane la redenzione e quindi il mistero della Croce. L’esaltazione liturgica della Santa Croce rimanda proprio a questo mistero: la redenzione di Cristo.
Nella Croce c’è infatti la sintesi perfetta di questo mistero: la redenzione come via, come atto di carità totale da parte di Cristo, il quale si è offerto al posto nostro per salvarci, per strapparci dalla perdizione eterna. La redenzione è il pagamento di un prezzo per liberarci da una schiavitù, quella del peccato. Letteralmente è il “riscatto” di uno schiavo, un prezzo da pagare affinché una persona torni libera. Ma è anche una via, un soccorso. La redenzione può essere intesa come aiuto soprannaturale di Colui che è venuto per salvarci. Eravamo morti, come caduti in un baratro e Lui, il Signore, è disceso dall’alto per tirarci fuori da quel precipizio. Ci ha rialzato dopo la caduta nell’abisso del peccato. Quindi è una vera e propria operazione di salvataggio. La redenzione può essere compresa proprio quale azione divina di soccorso: un intervento soprannaturale di Cristo che per puro amore gratuito è venuto a salvarci scendendo Egli stesso in questa valle di miseria mettendoci al sicuro, riportandoci in alto, lì dove eravamo prima della caduta.
In pratica, Egli ha fatto per noi ciò che noi non eravamo assolutamente in grado di fare. Eravamo morti, in una condizione di totale infermità: non potevamo fare nulla, non potevamo neanche muoverci. Per rendere meglio l’idea, eravamo completamente paralizzati. Non potevamo salvarci da soli. Ci trovavamo in una situazione di morte, di impotenza, di incapacità di agire. Cristo è venuto a soccorrerci e ha detto: “Quello che tu non puoi fare a causa della tua condizione, lo faccio Io al posto tuo.”
Questo ci fa capire che la redenzione può essere definita anche come “sofferenza ed espiazione vicaria”. Si tratta di una definizione tecnica. “Vicaria” nel senso etimologico: fare qualcosa al posto di un altro. Un’opera vicaria è questo: “Io compio al tuo posto ciò che tu non sei in grado di compiere. Lo faccio per te”. È un’opera sostitutiva, ma in un senso più profondo: “Un’opera realizzata per te proprio perché tu non puoi realizzarla”. Sofferenza vicaria significa quindi che Nostro Signore ha sofferto al posto nostro, ha sofferto per noi. Ha preso su di sé il nostro peccato e tutte le sue conseguenze per espiarlo completamente. Egli ha fatto per noi ciò che noi non potevamo fare. Questa è squisita carità, amore senza alcun interesse.
La co-redenzione quale offerta d’amore in Cristo, legge della vita cristiana
La redenzione dunque è quell’atto di carità totale ed esclusiva di Cristo, il quale ha preso su di sé i nostri peccati e ha espiato per noi, al nostro posto, tutti i nostri peccati e tutte le loro conseguenze nefaste. Alla luce di ciò appare evidente che il mistero della Co-redenzione, cioè la partecipazione di Maria in Cristo alla nostra redenzione, una partecipazione congiunta, non è qualcosa di illogico o di impossibile. Al contrario, è pienamente possibile e conveniente proprio in ragione della sofferenza e dell’opera vicaria di Cristo. Cristo ha fatto qualcosa al posto nostro, è venuto in nostro soccorso.
Proprio in ragione di questo amore totale di Cristo, che si offre al posto di noi peccatori, la Madonna non può rimanere indifferente o estranea all’opera del Figlio. L’amore si diffonde. L’amore immacolato, senza peccato, non ammette egoismo, ma si dona e si offre al posto dei peccatori per salvarli. Maria è stata “chiamata” dal Figlio, dalla voce soave del suo amore, a collaborare con Lui per noi. Lei ha fatto, come Gesù, qualcosa per noi: ciò che noi non eravamo in grado di fare.
Questa, in fondo, è una legge della nostra vita cristiana, la legge della vita cattolica: fare qualcosa per un altro, per il nostro prossimo. Come dubitarne quando si è dinanzi alla perfezione della carità di Gesù e di Maria? Questo è ciò che il Signore ci ha insegnato a vivere e in ciò consiste esattamente la possibilità di edificare il Corpo Mistico di Cristo, la Chiesa. La legge del Corpo Mistico, infatti, è questa: aiutarci gli uni gli altri a portare la croce; fare qualcosa per l’altro che magari da solo non ce la fa. La vera carità presuppone un cuore che vede e che dice, nel silenzio e nel nascondimento: “Tu non riesci a portare quella croce; ti aiuto. Sono qui per te. È la carità di Cristo che mi spinge”.
Questa è la vera carità fraterna che deve sempre guidarci nella vita spirituale. Non si dimentichi il dato di partenza, come spesso si fa mescolando carità e assistenza sociale: è l’opera redentiva di Cristo che suscita questa cooperazione. In modo ordinato, Cristo suscita dapprima la cooperazione di Maria, che è la più perfetta, e poi la cooperazione di ciascuno di noi, ammessi quindi a cooperare grazie alla cooperazione primordiale e strutturale della Vergine Maria.
Si tratta di un’azione, certo, di un fare e non di un rimanere a guardare. Ma già in Cristo stesso c’è una cooperazione tra la Sua natura divina e la Sua natura umana. La sua incarnazione e quindi il mistero della sua Passione e Morte redentrici implicano un’attività della natura umana del Figlio di Dio, libera e meritoria, subordinata ordinatamente alla sua natura divina in comunione con il Padre e lo Spirito Santo. Inoltre, siccome la natura umana di Gesù è la più perfetta, la sua cooperazione con la natura divina del Figlio di Dio implica un’opera salvifica perfetta che va a beneficio dell’umanità peccatrice da salvare. Un’opera vicaria, dicevamo. Perciò, la cooperazione dell’umanità di Gesù con la sua divinità è un mezzo universale di salvezza della natura umana come tale.
Qui si iscrive la necessità della cooperazione dell’uomo con Dio alla sua salvezza; qui si vede l’ancoraggio forte della cooperazione di Maria con Cristo, che a differenza di noi tutti, non è dalla parte dei peccatori, in quanto Immacolata Concezione, ma dalla parte di Cristo che salva noi dal peccato, essendone stata preservata in vista dei meriti del Figlio così da essere attivamente capace di salvare noi con Gesù. La salvezza è sempre cooperazione: prima quella di Cristo uomo con la sua natura divina, poi quella di Maria con Cristo per noi, poi la nostra in Gesù e Maria. Dunque, è in Gesù per Maria che si costituisce il Corpo Mistico di Cristo, la cui essenza è la carità che salva, liberandoci dal peccato e dalla morte.
Perché Gesù ha istituito la Chiesa suo Corpo Mistico? Proprio per essere un solo Corpo, per essere una sola cosa in Lui e, in questo mistero d’amore, aiutarci a vicenda a raggiungere la meta finale: la salvezza eterna. Così siamo redenti, salvati dal vuoto vorticoso del male. Liberati da ogni peccato, viviamo nella grazia. Si capisce così la logica profonda della vita cristiana: cooperare con Cristo come Maria alla salvezza. Di conseguenza, cooperare con ogni altra persona di buona volontà, con ogni fratello, con il mio prossimo perché anch’egli si salvi. Cooperare perché ogni altro fratello possa rimanere in questa comunione del Corpo mistico di Cristo, rimanendo al sicuro per sempre.
Questa è la logica del bene per il nostro prossimo. “Chi è il mio prossimo?” Ricordiamo la parabola del Buon Samaritano. Posero a Gesù quella domanda per metterlo alla prova. Gesù, rispose raccontando la parabola che troviamo nel Vangelo di Luca (10:29-37). Il mio prossimo, ci dice Gesù, è ogni persona che si trova nel bisogno, ogni uomo che ha bisogno dell’amore di Cristo per essere guarito. Quel buon Samaritano non era più straniero, ma un uomo che si fece carico di un altro completamente privo di forze, debole e incapace di salvarsi da solo uscendo da quella condizione disagiata. Quel buon Samaritano era Gesù stesso che si fece carico dell’uomo incappato nei briganti del male. Quel “Va’ e anche tu fa lo stesso” diventerà la legge dell’amore che si carica delle miserie dell’altro, della sua sofferenza, del suo bisogno di salvezza eterna. Questa è la logica della vita cristiana, la logica della carità.
Sul Calvario con Gesù e Maria
Ora, dove troviamo il modello perfetto di questa carità cristiana, legge della vita cristiana? Sul Calvario. Lì, infatti, si compie la salvezza, si realizza pienamente la redenzione. Lì vediamo ciò che Gesù ha fatto per noi morendo in croce, offrendosi al posto nostro: è la sofferenza vicaria per eccellenza. Ed è sempre sul Calvario che vediamo ciò che la Madonna ha fatto per noi insieme a Cristo, imitando perfettamente il suo esempio: amare l’altro, l’intera umanità per un fine salvifico, effondendo, per mezzo della sofferenza espiatrice, il bene della carità soprannaturale. Maria ha imitato l’esempio di Cristo cooperando con Lui, offrendo se stessa al posto nostro e offrendo Gesù per noi. Come Gesù, ha preso su di sé tutti i nostri peccati per espiarli con la sua sofferenza materna, con le sue lacrime, con l’offerta sacrificale di Gesù e di tutta sé stessa insieme a Gesù. Lei era una con Gesù.
Il Calvario è il modello che ci fornisce la condizione per essere discepoli di Cristo. Se penetriamo questa logica del corpo Mistico di Cristo, cioè, fare qualcosa per l’altro, cooperare con Gesù e Maria per la mia salvezza e quella dei miei fratelli, allora abbracciamo la vera vita cristiana, altrimenti ne rimarremo fuori, accontentati di buoni sentimenti. Questo è il mistero della carità: amare Dio, Cristo, la Madonna e amare il prossimo, cioè ogni persona che è nel bisogno, un bisogno di salvezza. La corredenzione, quindi, è il modello della vita cristiana, la vera legge della nostra santificazione. Non c’è santificazione, cioè non c’è partecipazione alla propria salvezza, senza questa imitazione di ciò che il Signore insieme alla sua Madre ha fatto per noi. (continua)
I SEGRETI DI MEDJUGORJE SONO UNA COSA SERIA PER TUTTI
1-PRENDERE IN CONSIDERZIONE I SEGRETI DI MEDJUGORJE E’ IMPORTANTE PER I CREDENTI E PER L’OPINIONE PUBBLICA MONDIALE
+ Dopo quattro decenni della loro comunicazione ai Veggenti sono più che mai all’ordine del giorno
+ Si tratta di una rivelazione di eventi futuri anticipata tre giorni prima.
+ A Fatima il 17 Luglio 1917 Maria aveva già anticipato la fine della prima guerra mondiale e l’inizio di una seconda guerra peggiore se l’umanità non si fosse convertita, ma non è stata ascoltata.
+ Con i Segreti di Medjugorje la Madonna rivela la sua via di salvezza nel momento di una possibile catastrofe globale. Si salveranno quelli che la prenderanno sul serio.
+Una informazione seria sui Segreti è assolutamente necessaria
2-LA POSIZIONE DELLA CHIESA SU MEDJUGORJE: LE APPARIZONI – I SEGRETI – I MESSAGGI – LE CONVERSIONI
+La posizione della Chiesa è molto più positiva di quanto si dica
+ La Chiesa ha lasciato aperta la possibilità di un riconoscimento delle apparizioni di Medjugorje
+ La Chiesa dovrà prendere una posizione sulla soprannaturalità del Segno
3-IL GIUDIZIO POSITIVO DELLA CHIESA SULLE APPARIZIONI DI FATIMA E I SEGRETI CONNESSI
Il Giudizio di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI sull’Attualità di Fatima
La Chiesa conosce i Segreti di Fatima nella loro interezza.
La Chiesa dovrà prendere posizione esplicita sulla soprannaturalità delle apparizioni di Medjugorje in occasione del terzo segreto, il segno sul Podbrdo.
4-DUE MESSAGGI DELLA MADONNA CONGIUNGONO I SEGRETI DI FATIMA CON MEDJUGORJE
+25 Agosto 1991- 25 Gennaio 2023
5-I SEGRETI SONO CUSTODITI E TESTIMONIATI DAI SEI VEGGENTI DI MEDJUGORJE
+La situazione attuale – Tre veggenti aspettano il decimo
+Mirjana ha un ruolo speciale – ma tutti i Veggenti hanno un compito nel tempo dei Segreti
+E’ impossibile che i sei Veggenti si siano inventati tutto questo. La loro testimonianza è concorde, coerente e mai cambiata.
6-I SEGRETI DI MEDJUGORJE NON HANNO PRECEDENTI STORICI
+Il riferimento alle piaghe d’Egitto indica solo che hanno un significato di liberazione
+ Non c’è nulla del genere nella Storia delle apparizioni
+ I Segreti hanno un riferimento al tempo dell’Apocalisse ( ultime apparizioni sulla terra)
7-GLI EVENTI DEI SEGRETI DI MEDJUGORJE SONO GIA’ IN PARTE NOTI
+Le rivelazioni di Suor Lucia nella sua visione del 1944
+Le rivelazioni di San Giovanni Paolo II a Fulda nel 1980
+La rivelazione del 3 Segreto di Fatima nell’anno 2000
+ Le rivelazioni fatte sui primi tre segreti di Medjugorje
+ I Segreti dal quarto al Decimo – Catastrofi naturali – “Guerra distruttrice”- Persecuzioni alla Chiesa – Crollo delle ideologie-
8- I SEGRETI VERRANNO RIVELATI TRE GIORNI PRIMA CHE ACCADONO
Maria interviene direttamente rivelando tre giorni prima i Dieci eventi dei Segreti
La rivelazione avverrà a Medjugorje attraverso la Veggente Mirjana e un rappresentante della Chiesa cattolica.
Gli eventi, specie dal quarto al decimo, sono eventi di distruzione e di morte. Ma rivelati tre giorni prima offriranno una via di salvezza.
Ogni profezia che si realizza rafforza la credibilità della presenza di Maria.
Ogni profezia che si realizza provocherà lo sgretolamento delle potenze mondane.
Ogni profezia che si realizza avvicinerà i popoli a Maria e alla Chiesa cattolica.
Col decimo Segreto anche il popolo russo si convertirà.
9- QUANDO ACCADRANNO I SEGRETI
+ I Veggenti conoscono la data di ogni Segreto
+ I Veggenti conoscono che cosa accade, dove accade, il momento in cui accade, la durata dell’evento
+ Prima che accadano i Segreti, i tre Veggenti attuali che hanno le apparizioni quotidiane ( Vicka, Maria, Ivan) riceveranno il decimo segreto.
+ Uno di loro verrà scelto dalla Madonna per continuare ad avere apparizioni quotidiane e messaggi nel tempo dei Segreti e oltre.
+ Gli altri Veggenti continueranno ad avere apparizioni della Madonna una volta all’anno per tutto il tempo della loro vita.
10. I SEGRETI DIVENTERANNO SEMPRE PIU’ CREDIBILI MAN MANO CHE SI AVVCINANO
+I Segreti, eccetto il terzo che vien dal Signore, riguardano eventi che stanno maturando nella storia
+Si tratta di eventi che sono già stati rivelati nei Vangeli
+quando accadranno per molti sarà troppo tardi
+ La presenza della Madonna è per preparare il mondo e la Chiesa per affrontali
11-COSA ACCADRA’ AL COMPIMENTO DEL SEGRETI
+ I Segreti non preannuncino la fine del mondo, ma la sua purificazione
+Al termine dei Segreti gran parte dell’umanità sopravvissuta sarà ritornata al Dio della pace e dell’amore.
+ Questo è il significato del trionfo del Cuore Immacolato di Maria
