Mese: Gennaio 2026 Pagina 20 di 36
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L’umanità è come ai tempi di Noè
L’umanità sta attraversando una delle fasi più drammatiche della sua storia, ma non sembra che ne sia consapevole. La possibilità di una nuova guerra mondiale si avverte nell’aria, ma non si vede la disponibilità di fare qualche passo indietro.
Nella sua infinita bontà Dio ha inviato Maria, come Regina della pace, per fermare la corsa verso una esplosione di violenza che distruggerebbe la vita, la natura e lo stesso pianeta.
Dopo quasi mezzo secolo di presenza quotidiana con le sue apparizioni e i suoi messaggi, la Madonna non ha potuto fermare il precipitare verso l’abisso, perché solo un numero relativamente piccolo ha risposto alla chiamata.
Sedotto dall’ingannatore, l’uomo pensa di essere il padrone del mondo e non si rende conto che cosa significhi voltare le spalle al Creatore, alla sua provvidenza e al suo amore.
Quando il mondo senza Dio incomincerà a vacillare e le false sicurezze a crollare nella polvere, che cosa faranno gli uomini in balia della potenza del male? Dove si rifugeranno? A chi si rivolgeranno?
Accadrà come ai tempi di Noè, quando l’uomo di Dio preparava l’arca della salvezza e i suoi contemporanei lo guardavano con scherno, come se fosse diventato pazzo.
“Come avvenne al tempo di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, si ammogliavano e si maritavano, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece perire tutti.” (Luca 26,37).
Ora è ancora il tempo di grazia, nel quale accogliere l’appello della Madonna alla conversione. Ascoltiamo l’invito rivolto della Madre ai suoi cari figli. Con Lei siamo al sicuro.

FONTE IMMAGINE: Diocesi di Ventimiglia (https://www.diocesiventimiglia.it/)
di Fabio Fuiano, CR 1933 – 14 Gennaio 2026
In un precedente articolo abbiamo parlato dell’iniziativa del vescovo di Ventimiglia-Sanremo, mons. Antonio Suetta, di istituire una campana per ricordare i bambini vittime dell’aborto. Le reazioni del mondo abortista, come prevedibile, sono state ampie e violente. Il Consigliere della Parità della regione Liguria, era arrivata a scrivere una lettera di protesta direttamente a papa Leone XIV. L’ultima notizia è quella di una manifestazione pubblica, in programma per sabato 17 gennaio a Sanremo, promossa da Radicali Italiani e diverse associazioni del territorio.
Nel loro comunicato, i promotori hanno criticato le affermazioni di mons. Suetta riguardo alla 194 e, in particolare, il suo appello al rispetto del diritto naturale, evidenziando come «gesti simbolici che alimentano senso di colpa o giudizio morale non favoriscono il dialogo». Provvidenzialmente, il Pontefice ha risposto con parole molto chiare, in occasione del discorso al Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede del 9 gennaio scorso. Partendo dalla sapiente visione dell’opera De Civitate Dei di Sant’Agostino, il Papa ha sottolineato come «per dialogare occorre intendersi sulle parole e sui concetti che esse rappresentano. Riscoprire il significato delle parole è forse una delle prime sfide del nostro tempo. Quando le parole perdono la loro aderenza alla realtà e la realtà stessa diventa opinabile e in ultima istanza incomunicabile, si diventa come quei due, di cui parla Sant’Agostino, che sono costretti a rimanere insieme senza che nessuno di loro conosca la lingua dell’altro».
Non c’è dialogo possibile con chi nega il dato di realtà, in special modo relativamente alla natura umana e alla legge naturale, inscritta nel cuore dell’uomo, che da essa deriva. Infatti, prosegue il Pontefice, ai nostri giorni «il significato delle parole è sempre più fluido e i concetti che esse rappresentano sempre più ambigui. Il linguaggio non è più il mezzo privilegiato della natura umana per conoscere e incontrare, ma, nelle pieghe dell’ambiguità semantica, diviene sempre più un’arma con la quale ingannare o colpire e offendere gli avversari. Abbiamo bisogno che le parole tornino ad esprimere in modo inequivoco realtà certe. Solo così può riprendere un dialogo autentico e senza fraintendimenti».
Si pensi, per esempio, alla negazione dell’umanità del concepito, che l’abortismo degrada alla sua mera componente cellulare senza minimamente considerare quella perfetta organizzazione, orchestrata dall’anima umana razionale, che lo porterà in breve tempo ad assumere la forma umana. Uno degli errori di fondo di alcuni abortisti sta nel capovolgere il legame che lega la natura umana alla forma umana: non è questa a determinare quella, ma il contrario. Anche se nelle primissime fasi il concepito non condivide la forma di un uomo (cosa che, comunque, avviene ben presto), ciò non implica che non ne condivida la natura. Se il concepito non fosse un essere umano, già dal principio, non potrebbe mai attualizzare le successive fasi della sua crescita. Embrione, feto, bambino, adolescente, adulto e anziano sono infatti solo fasi – dapprima potenziali mache col passare del tempo si attualizzano in sequenza – di una medesima natura, quella umana, già in atto dal concepimento. Il valore di un essere umano non dipende dalla fase in cui si trova, ma dal fatto di essere uomo: un bambino non “vale meno” di un adulto, così come un embrione non dovrebbe valer meno di un bambino.
Chiarire i termini significa riagganciarli alla verità che essi esprimono e costruire quel fondamento senza il quale non è possibile intendersi. Senza la verità, non avrebbe senso discutere perché nulla potrebbe essere affermato. In effetti, continua papa Leone XIV, «il paradosso di questo indebolimento della parola è sovente rivendicato in nome della stessa libertà di espressione. Tuttavia, a ben vedere, è vero il contrario: la libertà di parola e di espressione è garantita proprio dalla certezza del linguaggio e dal fatto che ogni termine è ancorato alla verità. Duole, invece, constatare come, specialmente in Occidente, si vadano sempre più riducendo gli spazi per l’autentica libertà di espressione, mentre va sviluppandosi un linguaggio nuovo, dal sapore orwelliano, che, nel tentativo di essere sempre più inclusivo, finisce per escludere quanti non si adeguano alle ideologie che lo animano».
Da questa deriva ne conseguono altre «che finiscono per comprimere i diritti fondamentali della persona, a partire dalla libertà di coscienza. In tale contesto, l’obiezione di coscienza consente all’individuo di rifiutare obblighi di natura legale o professionale che risultino in contrasto con princìpi morali, etici o religiosi profondamente radicati nella sua sfera personale: che si tratti del rifiuto del servizio militare in nome della non violenza o del diniego di pratiche come l’aborto o l’eutanasia per medici e operatori sanitari».
Se non si parte dalla realtà del concepito, dalla sua reale identità, è impossibile comprendere per quale motivo l’aborto, lungi dall’essere un diritto, sia in verità un delitto la cui esecuzione entra in conflitto con la coscienza morale.
Le parole del Pontefice giungono provvidenzialmente in risposta a coloro che attaccano un vescovo semplicemente per aver ricordato una verità elementare sull’essere umano. Infatti, il Papa ha voluto mettere l’accento sulla difesa della vita nascente e sulle condizioni necessarie per attuarla: «la vocazione all’amore e alla vita, che si manifesta in modo eminente nell’unione esclusiva e indissolubile tra la donna e l’uomo, impone un imperativo etico fondamentale: mettere le famiglie nelle condizioni di accogliere e prendersi cura pienamente della vita nascente. Ciò è quanto mai prioritario specialmente in quei Paesi che stanno vivendo un drammatico calo del tasso di natalità. La vita, infatti, è un dono inestimabile che si sviluppa all’interno di un progetto di relazionalità basato sulla reciprocità e sul servizio».
Proprio alla luce di questa profonda visione della vita come dono da accudire e della famiglia come sua custode responsabile, si impone «il rifiuto categorico di pratiche che negano o strumentalizzano l’origine della vita e il suo sviluppo. Tra queste c’è l’aborto, che tronca una vita in crescita e rifiuta di accogliere il dono della vita. In tal senso, la Santa Sede esprime profonda preoccupazione in merito ai progetti volti a finanziare la mobilità transfrontaliera finalizzata all’accesso al cosiddetto “diritto all’aborto sicuro” e ritiene deplorevole che risorse pubbliche vengano destinate alla soppressione della vita, anziché essere investite nel sostegno alle madri e alle famiglie. L’obiettivo primario deve rimanere la protezione di ogni nascituro e il supporto effettivo e concreto a ogni donna affinché possa accogliere la vita».
Il Pontefice ha ragione a porre tra virgolette le parole “diritto” e “sicuro” in relazione all’aborto. Se si riconosce che l’aborto consiste nell’intenzionale soppressione di un essere umano innocente è impossibile parlare di “diritto”, come già ricordato in passato. D’altro canto, l’unica accezione in cui si potrebbe legare la parola “sicuro” all’aborto, è considerarlo come sicuramente lesivo della vita del concepito nonché mortale per l’anima della madre e di chi lo esegue. Altrettanto vero è che, in base all’iniqua 194, l’aborto viene sovvenzionato col denaro dei contribuenti, facendo sì che tutti, volenti o nolenti, siano indirettamente cooperatori di questo massacro silenzioso.
Di fronte all’imperterrita violenza del mondo abortista, la tentazione di indietreggiare e la paura di essere isolati possono essere grandi. Ma la speranza è che le parole di papa Leone XIV possano rinfrancare l’anima di tutti i pro-life continuamente in trincea per difendere la vita umana innocente in ogni sua fase.

2.I Segreti sono profezie che riguardano il nostro futuro
Riprendo un’intuizione molto profonda del cardinale Carlo Caffarra, il quale sosteneva che Fatima era un’apparizione diversa da tutte quelle che sono avvenute nella storia della Chiesa.
Le altre apparizioni hanno come scopo quello di suscitare la devozione e di rafforzare la fede, quindi l’incremento della vita cristiana, ma Fatima è molto di più, è qualcosa di unico e di irrepetibile nella storia delle apparizioni.
Quest’osservazione del cardinale Caffarra è molto interessante. Egli diceva che Medjugorje ha come suo elemento specifico il fatto di essere una grande profezia storica. Le parole che la Madonna ha detto ai tre bambini costituiscono il Segreto di Fatima che è distinto in tre parti. La prima parte è l’esistenza dell’inferno: elemento fondamentale in una profezia storica perché mostra qual è il giudizio finale di Dio su coloro che lottano contro Lui. La seconda parte è la rivelazione dedicata alla Russia: è strano perché Fatima era una ragazza di un villaggio musulmano che si è convertita al Cristianesimo e che cercò di affratellare i musulmani con i cattolici. Non sappiamo se i bambini conoscessero il nome della Russia, ma Lucia si è ricordata molto bene la seconda parte nella quale viene citato questo Paese che emerge fra i popoli della Terra, che seminerà nel mondo i suoi errori – il comunismo – e perseguiterà la Chiesa. La terza parte, invece, vede la Madonna affermare che se il mondo non si convertirà avrà una guerra peggiore di quella precedente. La profezia riguarda l’evoluzione anticristica della Russia e la Seconda Guerra Mondiale. Mai era accaduto che ci fossero profezie di questo genere in tutte le mariofanie della Storia. La Gospa ha dato la possibilità di evitare la Seconda Guerra Mondiale se il mondo si fosse convertito e se si fosse consacrata la Russia al suo Cuore Immacolato. Una profezia straordinaria che ha fatto pensare e riflettere anche la Chiesa, soprattutto Pio XII che vide l’apparizione di Fatima – con il sole che girava – nei giardini Vaticani prima di morire.
La prima e la seconda parte della profezia di Fatima sono state rese note da Pio XII nel 1938. Mancava la terza parte che suor Lucia scrisse anni dopo, nel gennaio del 1943. Prima di scrivere il terzo Segreto di Fatima, suor Lucia ebbe una visione tremenda nella quale vide un angelo del Cielo che ferma la giustizia divina dal distruggere il mondo. Nel medesimo tempo, trema la Terra e gli oceani iniziano a esondare, milioni di persone nel caos sentono la voce della salvezza della Chiesa cattolica. Alla fine della visione, suor Lucia, vide il Trionfo del Cuore Immacolato di Maria.
Dopo aver scritto questa visione, la spedì al vescovo di Leira che lo inviò a Pio XII dicendo che la terza parte del Segreto di Fatima non poteva essere resa nota se non dopo il 1960.
I Papi che si sono susseguiti hanno guardato questo Segreto e la visione di suor Lucia.
Papa Giovanni non volle renderlo noto dopo il 1960 ma fu San Giovanni Paolo II nel 1980 nel monastero di Fulda in Germania a rivelarlo. Egli rivelò la visione di suor Lucia degli oceani che esondano e la grande persecuzione. San Giovanni Paolo II disse che la Chiesa per essere veramente rinnovata deve subire la persecuzione come nei secoli passati.
Nel 1980 è stato rivelato il Segreto di Fatima e nel 1981 il Papa è stato colpito in piazza San Pietro, seguente a questo evento, credette fosse lui stesso il Papa della profezia di Fatima. Ma nella profezia è scritto che cadde morto mentre lui non morì. Pertanto, sarà nel futuro che si avvererà questa grande persecuzione della Chiesa con l’uccisione del Papa. Le rivelazioni mariane sono fortemente intrecciate con l’attività dei Pontefici.
La seconda parte del Segreto riguarda il passato – in particolare la Seconda Guerra Mondiale – la terza parte invece riguarda il futuro e pone molti interrogativi: chi sarà lo Stato che perseguiterà e cercherà di distruggere la Chiesa cattolica?
Quando la Madonna fa delle profezie ci dà delle immagini o delle parole che sono molto significative, ma non le comprendiamo. Quando utilizza il termine “soldati” significa che richiama ad una nazione; quindi, sono i militari di una nazione ben precisa. Essi uccideranno il Papa e stermineranno gran parte della Chiesa, a Roma. Sarà un popolo che riuscirà ad arrivare in Italia e vorrà occupare Roma perché pensa che siano i successori del popolo romano; pertanto, devono consacrare Roma nella loro dignità imperiale e papale.
Il peso che hanno le apparizioni di Fatima nella storia contemporanea è enorme e sono in riflesso ai dieci Segreti di Medjugorje, che riguardano il nostro futuro concreto. Ci sarà una guerra che vedrà sconvolgimenti e il tentativo di distruggere la Chiesa Cattolica e di sostituirla con qualcosa d’altro.
È stata molto profonda la considerazione del Cardinale Caffarra e a sostegno di tale affermazione, vi sono i Messaggi della Regina della pace nei quali afferma di essere venuta a Medjugorje per realizzare ciò che ha iniziato a Fatima.
La guerra diventerà mondiale con il pericolo di distruggere l’umanità e il futuro del mondo, con satana che tenterà di eliminare il Cristianesimo cattolico e sostituirlo con lo pseudo-cristianesimo.
Ci sono sei persone che sanno quello che accadrà alla Chiesa nel futuro e sono i veggenti di Medjugorje. Uno di loro, Mirjana, avrà un’apparizione annuale il 18 marzo, non perché è il suo compleanno ma perché è collegato a un evento dei Segreti. Non sappiamo altro, ma il 18 marzo è la festa nazionale della Russia, è il giorno dell’incoronazione di Putin a Presidente. Non si possono sottovalutare queste rivelazioni della Madonna.
Quando avverrà tutto questo, pregate Dio di essere pronti ad affrontarle.
Attraverso i vari mass media che si sono susseguiti dal dopoguerra (radio, televisione, internet) fino ad oggi la comunicazione è diventata un contenitore straripante che ci propina qualunque cosa a ogni ora del giorno e della notte. La nuova cultura va diffondendosi attraverso i vari canali comunicativi e passa anche nelle scuole e quindi ormai è assimilata nel processo di formazione dei bambini, dei ragazzi e dei giovani. Benché siamo nati e cresciuti nella culla del Cristianesimo che è l’Europa oggi ci troviamo immersi in una comunicazione non cristiana, è atea e materialistica; il Magistero della Chiesa ha inquadrato questa situazione e ha avuto una posizione critica dal dopoguerra in poi nei confronti della cultura contemporanea. Già Pio XII criticava le ideologie del suo tempo, Paolo VI ha dato un allarme con il suo Credo del popolo di Dio (30 giugno 1968), professando la fede solennemente in San Pietro proprio per mettere in guardia dalla nuova ideologia che si stava diffondendo in Occidente.
Parlando con l’amico filosofo Jean Guitton nel 1977, Paolo VI espresse preoccupazione per la crisi di fede nella Chiesa, chiedendosi se Cristo, al suo ritorno, avrebbe trovato ancora la fede sulla terra, e notando segni che lo facevano riflettere sulla fine dei tempi, pur mantenendo la speranza e di un piccolo gregge fedele. Ricordo che commentai ai microfoni di Radio Maria questa riflessione di Paolo VI con l’allora vescovo di Como, Mons. Alessandro Maggiolini; abbiamo fatto una lunga chiacchierata in diretta, ci siamo soffermati a lungo su quell’evento in Piazza San Pietro.
Giovanni Paolo II, successivamente, disse che alla cultura cristiana della vita si era sostituita la cultura della morte del nostro tempo. Benedetto XVI disse che siamo in un tempo in cui viene negata la Verità cristiana, cioè la Verità rivelata, e viene sostituita con la dittatura del relativismo, c’è un ritorno al paganesimo. Papa Francesco, poi, ha coniato l’espressione del lavaggio quotidiano dei cervelli. Chi è nato nel dopoguerra può dire di essere nato in un contesto cristiano ma andava manifestandosi una cultura alternativa al cristianesimo che aveva le sue radici nel secolo precedente. Questo pensiero alternativo si è diffuso nelle classi colte, ma nel dopoguerra è diventato un fatto popolare e il curriculum formativo scolastico si è costruito sui testi elaborati dalla cultura alternativa al Cristianesimo. Ci siamo trovati relegati, per quanto riguarda la formazione cristiana, unicamente nelle parrocchie, nelle famiglie che hanno resistito e nelle scuole cristiane che hanno conservato un filo culturale cattolico. La cultura in generale però è stata improntata alla cultura del relativismo che oggi trionfa nel senso che il Cristianesimo viene considerato un fenomeno in estinzione.
Siamo immersi nella cultura atea e materialistica che ci viene propinata da mattina a sera attraverso tutti i canali massmediatici, a eccezione di Radio Maria. La comunicazione cattolica stessa ormai si adegua a quanto accade quasi che il Verbo cristiano si possa pronunciare solamente in chiesa, siamo tornati ai tempi delle catacombe! Radio Maria è nata in contro tendenza assoluta perché abbiamo proposto la preghiera, la teologia, la spiritualità, la cultura cristiana da testimoniare da mattina a sera, giorno e notte. Ovviamente questo fenomeno inedito ha influenzato anche il resto della comunicazione che era tendente a una laicità per cui la fede era quasi nascosta.
Le ideologie che si sono susseguite nel tempo sembrano diverse fra loro ma hanno un denominatore comune, la radice di quello che viene insegnato nelle scuole e viene trasmesso attraverso i mass-media è una visione della vita intramondana. L’umanità è rientrata nella caverna descritta da Platone, l’uomo moderno pensa che tutto finisca lì. Le religioni sono nate come un tentativo di uscire dal buio della caverna; la nostra generazione è riuscita a uscire dalla finitezza ed è entrata nell’immensità, nell’infinità di Dio, nella trascendenza, nella visione della vita oltre la morte. È accaduto che tutto questo è stato abbandonato e siamo ritornati nella caverna, richiudendoci dentro. Questa è la situazione che la Madonna ha descritto con pochissime parole quando ha detto che siamo diventati pagani.
Conservare la fede oggi è molto difficile. Un ragazzo, ad esempio, nasce e cresce tendenzialmente in una famiglia in cui la fede non è né vissuta né testimoniata; i mass-media e la società che lo circondano crescendo non sono altro che una fiera delle vanità, delle opinioni, delle mode dove manca la Verità e se ne nega l’esistenza. Ma la Verità esiste ed è una Persona, è Gesù Cristo, Figlio di Dio e Redentore del mondo. Gesù è l’unico Salvatore, è l’unico che può tirarci fuori dalla caverna nella quale siamo imprigionati dalla nascita alla morte. Nel mondo dove è stata espulsa la Verità cristiana nasciamo condannati all’ergastolo nella caverna buia e finita, chi esce perché crede in Dio è considerato un pazzo. Questa è la mentalità dominante oggi ed è una realtà che fa paura.
Siamo in una situazione in cui c’è ancora la libertà di religione ma, come diceva Benedetto XVI negli ultimi anni di vita, l’Occidente perseguita questa libertà di essere cristiani e testimoniare la propria fede. La persecuzione avviene in diversi modi: culturalmente, denigrandola, delegittimandola, irridendola. Accadrà in tempi brevi che si passi all’imposizione con la forza della religione fittizia che nega l’esistenza di Dio, la trascendenza, l’Aldilà, bestemmiando e riducendo la vita a un caso e l’uomo a materia che alla fine si dissolve in un pugno di fosfati.
Questa visione atea e materialistica della vita per cui nasciamo già condannati all’ergastolo, alla fine provoca un suicidio personale perdendo il tempo della vita sbattendola nei vizi e un suicidio collettivo che l’umanità intera sta approntando. Se Dio non ci fosse la vita non avrebbe senso, ma Dio c’è e infatti è bellissima. I cristiani danno un valore altissimo al senso della vita, i non credenti la disprezzano. Con la nuova religione che mette l’uomo al posto di Dio stiamo correndo verso il suicidio collettivo, in attesa del quale ciascuno singolarmente butta via la vita in vari modi distruggendola con i vari vizi.
Il Verbo di Dio si è fatto uomo ed è venuto in mezzo a noi, ci ha redenti con la Sua gloriosa Resurrezione dopo essere morto in Croce; ha vissuto portando il bene, la verità, l’amore, la pace, la concordia, il perdono. Il Salvatore c’è, corriamo verso di lui, apriamoci a lui. Diamo un calcio alla mondanità. Usciamo fuori dalla caverna, ritorniamo alla fede cristiana. Cari ragazzi, uscite fuori dalla fiera dell’inganno che vi distrugge, vi consuma e vi consegna al fuoco eterno dell’inferno. Dio c’è ed è anche dentro di noi, ci chiama ma noi non lo vogliamo. L’uomo moderno non vuole Dio e va verso la perdizione. Il cuore umano anela alla felicità e ormai la si va a cercare dove il diavolo conduce e cioè sulla strada della perdizione.
Papa Francesco ci metteva in guardia dal lavaggio quotidiano dei cervelli nel quale perdiamo la nostra identità cristiana, la nostra libertà, la nostra gioia e perdiamo la bellezza e la grandezza della vita.
