"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Gennaio 2026 Pagina 21 di 36

VIATICO QUOTIDIANO – di P. Livio – Puntata 59

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Programma di Padre Livio – Mercoledì 14 Gennaio 2026

h. 8.50: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)


h. 9.30: UNO SGUARDO SULL’ ATTUALITA’

1 – Il lavaggio quotidiano dei cervelli

+Il dominio della cultura atea e materialista

+ Il compito formativo della famiglia cristiana e della Chiesa

+ La capacità di un giudizio critico sulla mondanità

2 – La strage dei ragazzi in Iran


h. 9.30- 9.40: VIATICO QUOTIDIANO

Pensieri sulla preghiera (59)


h. 9. 40 – 10.00: I SEGRETI DI MEDJUGORIE

2) I Segreti sono profezie che riguardano il nostro futuro

+ Il piano di Maria da Fatima a Medjugorje

+ Le profezie che si sono già avverate

+ Le profezie che si devono realizzare secondo Giovanni Paolo II

+ La profezia più importante: Il trionfo del Cuore Immacolato di Maria

h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO


BLOG: blogdipadrelivio.it

h. 10.05: CREDO  IN GESU’ CRISTO (1)


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La strage dei ragazzi in Iran: chi erano Rubina, Akram, Amir e gli altri giovani uccisi. Le famiglie: «Per i corpi ci chiedono cifre enormi»

di Greta Privitera – Corriere della Sera – 13 Gennaio 2025

Le ong sono al lavoro per identificare le (moltissime) vittime dei massacri compiuti dagli apparati repressivi della Repubblica islamica

In alto da sinistra: Akram Pirgazi, Amirali Heidari e Mehdi Salahshour. Sotto: Amir Mohammad Koohkan, Rubina Aminian e Ako Mohammadi

Li schedano per non perderne le tracce. Verificano nomi, cognomi, età, storie per non rischiare che rimangano solo numeri di una cifra che di ora in ora cresce. Sono i morti iraniani. Gli uomini e le donne, i ragazzi e le ragazze, uccisi dalle Guardie rivoluzionarie di Ali Khamenei. Colpiti alla fronte, alle spalle, al cuore.

 «Facciamo questo lavoro di raccolta per ricordare al mondo che erano persone come noi, che erano in strada a protestare per chiedere una vita normale. Volevano diritti che noi diamo per scontati», ci dice Mahmood Amiry-Moghaddam di Iran Human Rights, che con altre ong sta cercando di identificare le vittime del massacro iraniano. «In risposta — continua — si sono trovati davanti a guardie armate che li hanno uccisi per mantenere in vita il re.

A oggi, i morti identificati sono 648. Ma Moghaddam ritiene credibili i numeri che arrivano da dentro il Paese: «Saranno migliaia». Da cinque giorni il blackout di Internet e delle comunicazioni rende impossibile comprendere la portata di quello che sta succedendo nelle città iraniane.

Ma qualche nome, qualche storia riesce a superare i confini della Repubblica islamica. Come quella di Rubina Aminian, studentessa di moda all’università Shariati di Teheran. Giovedì esce dal college e si unisce alle manifestazioni che tagliano le strade e le piazze. È curda di Kermanshah, ma studia nella capitale. Era, racconta lo zio, «una ragazza forte e coraggiosa, che difendeva i diritti delle donne».

 In un Paese che, su quei diritti negati, ha costruito la sua macchina repressiva. Rubina combatteva gli ayatollah in modo pacifico, disobbedendo alle loro leggi ingiuste. Non mettendo il velo, vestendosi alla moda, sognando una vita libera. Le sparano alla nuca, di spalle, a distanza ravvicinata: un’esecuzione. AvvertOno la famiglia che corre a Teheran. Una fonte racconta che i genitori vengono portati vicino al college dove fino al giorno prima Rubina studiava, e si sono trovati di fronte ad altri centinaia di corpi di giovani, tra i 22 e i 28 anni. Frugano tra i sacchi neri, alla ricerca della figlia.

 All’inizio le autorità non vogliono consegnare il corpo, quando lo rilasciano, la famiglia corre verso casa, a Kermanshah. Al loro arrivo scoprono che l’intelligence ha circondato l’abitazione. Nuovo ordine: non hanno il permesso di seppellirla. Riprendono la macchina e la seppelliscono lungo la strada tra Kermanshah e Kamyaran. Sono ancora in attesa di farle il funerale.

Tra gli identificati, ci sono più nomi di uomini che di donne. «Ma temiamo che da Teheran arriveranno notizie di molte ragazze uccise. Lì, il movimento femminile e femminista è molto forte. Sono appena arrivate le storie di altre due studentesse», continua Moghaddam.

La prima donna a essere identificata è Akram Pirgazi. Aveva 40 anni ed era la mamma di due bambine. Di Nishapur, nella provincia di Razavi Khorasan, Akram viene uccisa il 7 gennaio da colpi d’arma da fuoco alla testa, sparati dalle forze della Repubblica islamica, mentre protesta nella sua città. La portano in ospedale, ma non ha speranze: Akram muore.

Muore anche Amir Mohammad Koohkan, aveva 26 anni, era un allenatore e arbitro di calcio a cinque. Viene ucciso il 3 gennaio durante le proteste a Niriz, nella provincia di Fars. Amir lo ammazzano sul colpo. Le guardie prelevano il corpo dalla strada e la sua famiglia non riesce ancora ad averlo indietro. Koohkan aveva lavorato come allenatore a Niriz e Shiraz e, negli ultimi due anni, era stato anche arbitro. Poco prima di essere ucciso, scrive sui social: «Non lo so. Voglio solo andarmene, ma ho dei pensieri in testa». 

Nell’album della morte, c’è anche la fotografia di Amirali Heidari, un ragazzo curdo di 17 anni di Kermanshah. Sembra un bambino. Lo uccidono l’8 gennaio nel quartiere Elahiyeh con un colpo al cuore. Per consegnare il suo corpo, le autorità chiedono alla famiglia un miliardo di toman, che equivale a oltre 800 euro, una cifra altissima per le famiglie iraniane. Non contenti, chiedono ai genitori di raccontare che il figlio è morto per una caduta dall’alto.

Ako Mohammadi aveva 22 anni, era curdo e abitava a Qeshm. Anche lui viene ucciso sul colpo, anche alla sua famiglia viene chiesto un miliardo di toman per la consegna del corpo. Viene trucidato l’8 gennaio, quel giorno fanno la stessa fine altre 15 persone, tra cui due donne della provincia di Ilam.

Mehdi Salahshour era uno scultore e un professore. Era il padre di due figli. Lo uccidono in piazza a Mashhad. «Molti dei nomi che abbiamo identificato vengono dal Kurdistan», racconta Moghaddam. «Non perché nelle altre città i morti siano di meno, ma perché all’inizio le proteste erano più grandi nell’Ovest del Paese. Poi hanno spento la luce». Per dire, nei video girati davanti dell’obitorio di Teheran si contano almeno 250 corpi.

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PENSIERO QUOTIDIANO

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Chi resiste nel bene provoca il crollo del male

La lotta contro il male è la più ardua che esista. Il male infatti attacca e si diffonde con la menzogna e la prepotenza. Sono i mezzi con i quali satana conquista i cuori degli uomini e consolida il suo Regno nel mondo.

Il bene, al contrario, rinnegherebbe se stesso se usasse i medesimi mezzi e finirebbe, senza volerlo,  a rafforzare ulteriormente il male e a diffonderlo.

Il bene deve quindi reagire e far fronte all’iniquità con i mezzi che gli sono propri, quelli con i quali Cristo ha sconfitto Satana e che sono l’opposto di quelli dell’avversario.

Se satana si impone e regna con la menzogna e la prepotenza, il Regno che Gesù è venuto a instaurare si diffonde con la forza mite della verità e dell’amore.

Questa strategia divina è necessaria in tutti gli ambiti, nei rapporti sociali come in quelli personali. La menzogna infatti cede alla verità, come le tenebre alla luce e l’odio si piega all’amore come il ferro al fuoco.

Cristo ha vinto il mondo testimoniando la verità e l’amore, fino alla morte in Croce, e chiede ai suoi seguaci di seguirlo su questa strada stretta e in salita.

Sono queste persone che permettono all’umanità di resistere in questi tempi in cui l’inferno ha invaso la terra, per trasformala in una propaggine di tenebre e di morte.

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🔴LIVE🔴 I DIECI COMANDAMENTI – di Padre Livio – Puntata 40 – DOVERI DEI FIGLI VERSO I GENITORI

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🔴LIVE🔴 LA CONFESSIONE – Puntata 12 – DIO TI VIENE A CERCARE

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Adesso📍 #Medjugorje – Cristo Risorto ✝️

Ancora una volta condividiamo questo segno che tanti pellegrini conoscono bene:
dal ginocchio del Cristo Risorto scende una lacrima 💧 per lasciarci toccare il cuore ❤️, rinnovare la fede ✝️ e vivere questo luogo come un dono

I Segreti di Medjugorje

1.I Segreti di Medjugorje sono all’origine delle apparizioni

Il Nulla Osta di Papa Francesco è stato una grande grazia della Madonna, molto importante perché ha dato un giudizio molto positivo sui frutti dei Messaggi. La Chiesa non ha dato giudizio sulle apparizioni, ma ciò non esclude che lo possa dare in futuro, quando ci sarà il segno sulla Montagna. Dando un giudizio di soprannaturalità sul segno sulla collina la Chiesa riconoscerà anche le apparizioni.
Quando è stato riconosciuto il Nulla Osta non sono stati nominati i Segreti. Non significa che la Chiesa esclude i Segreti, ma che non ritiene importante esprimersi in questo momento. La ragione principale può essere quella che ha detto la Madonna in due Messaggi fondamentali: «Affinché con il vostro aiuto si realizzi tutto ciò che voglio realizzare secondo i segreti iniziati a Fatima» (Messaggio del 25 agosto 1991); «Pregate con me affinché si realizzi ciò che ho iniziato a Fatima e qui» (Messaggio del 25 gennaio 2023); la Regina della pace, quindi, è venuta a Medjugorje per realizzare i Segreti che ha iniziato a Fatima.       
La Chiesa conosce bene i tre Segreti di Fatima. San Giovanni Paolo II a Fulda nel 1980 aveva in parte rivelato il terzo Segreto di Fatima, dove parlò delle grandi persecuzioni della Chiesa, di eventi catastrofici, oceani che straripano trascinando con sé milioni di persone. Nel 2000 ha rivelato nella totalità il terzo Segreto, ma probabilmente è stato tolto qualcosa che riguarda le responsabilità politiche della persecuzione alla Chiesa.     
La Chiesa ai massimi livelli conosce i Segreti di Fatima e siccome i Messaggi di Medjugorje sono l’attuazione di essi è proprio per questo motivo che la Chiesa non ha ritenuto opportuno parlarne. I Segreti sono una tematica molto importante nelle apparizioni di Medjugorje, sono nell’intenzione della Madonna fin dai primi giorni. Il fatto che la Chiesa non parli nel Nulla Osta dei Segreti di Medjugorje non significa che non dia importanza o non li riconosca.        
La Chiesa ha interrogato i veggenti sui Segreti e alla Commissione Ruini hanno risposto dicendo che avrebbero chiesto alla Madonna se fosse possibile rivelarli. La Gospa è di una severità assoluta, infatti, non è trapelato nulla ma solo ciò che Lei ha permesso e voluto.      
Io stesso, parlando con i veggenti, quando mi avvicino ad argomenti che per loro diventano soggetto di segretezza, noto che deviano il discorso. Maria protegge i suoi Segreti ed è anche per questo che i veggenti non ne parlano molto o con termini succinti. Il fatto che anche i veggenti ne parlano poco non significa che non sono importanti, ma il contrario.       
È impossibile immaginare Medjugorje senza i suoi Segreti, come è impossibile immaginare Fatima senza i suoi. Si tratta di un’unica apparizione, di un unico piano di Maria che è una profezia che si realizza nella Storia.      
La Chiesa ha presentato Medjugorje senza i Segreti e aveva una ragione; tuttavia, non bisogna tirare conclusioni affrettate. La Chiesa è molto interessata al terzo Segreto che sarà un segno che viene dal Signore, indistruttibile, visibile, durevole nel tempo e sul quale la Chiesa sarà chiamata al giudizio. La Chiesa sarà coinvolta nei Segreti fin dal primo. 
Mirjana darà il rotolo di pergamena, in cui sono scritti i Segreti, al sacerdote che li rivelerà. Non sappiamo chi sarà, lo deciderà la Chiesa o il Papa. Nessun sacerdote può rivelare o leggere i Segreti se non ha il permesso della Chiesa.  
Nelle prime settimane nelle quali la Gospa ha introdotto il tema dei Segreti, i veggenti si lamentavano che molti non credevano alle apparizioni. Chiesero alla Madonna un segno per far sì che la gente avesse la certezza della Sua presenza. In poco tempo il villaggio si è convertito nella fede e nelle apparizioni, grazie all’intercessione della Regina della pace. Tuttavia, dopo questa conversione Maria chiese ai veggenti per quale motivo non le chiedessero più del segno. In quel momento, la Madonna ha incominciato con la rivelazione dei Segreti.          
Mirjana scrisse nel suo libro che già nel Natale del 1982, aveva avuto i dieci Segreti e il rotolo di pergamena con scritto il momento, cosa sarebbe successo e la durata.  
Nel 1985, aveva dato dieci Segreti a Ivanka, successivamente nell’apparizione annuale del 25 giugno ha iniziato a spiegarli.       Jakov ha avuto l’ultima apparizione nel 1998 e successivamente ogni Natale, nelle quali la Gospa ha tenuto vivo il tema dei Segreti.     
Marija, Vicka e Ivan, nei primi tre anni hanno avuto l’apparizione dei primi nove Segreti. Per tutti questi anni – oltre quaranta – non hanno ancora ricevuto il decimo. Nel momento in cui lo riceveranno, non avranno più le apparizioni quotidiane eccetto uno.  
La Madonna con molta attenzione, precisione e cura ha organizzato la comunicazione dei Segreti in modo tale che diventassero un patrimonio per tutti e sei i veggenti e che avessero una cura particolare in una persona: Mirjana, che ha il compito di indicare il sacerdote che li rivelerà dieci giorni prima che accada. 
I Segreti sono importantissimi, nel piano della Madonna è inimmaginabile parlare di Medjugorje senza parlare dei Segreti. Non si può parlare di Medjugorje senza fare riferimento a Fatima, perché Maria stessa dà indicazioni molto precise a riguardo. Il 25 agosto 1991 e il 25 gennaio 2023 Maria ha detto che è venuta a Medjugorje per realizzare quello che ha iniziato a Fatima. Nel 1991 l’ha dato per indicare il crollo del Comunismo, nel 2023 per indicare che questa concretizzazione dei Segreti dei Fatima è pienamente in atto. Nel 2023, infatti, la Russia invase l’Ucraina e manifestava al mondo il suo piano imperiale con bombe atomiche. La Regina della pace ha voluto sottolineare che i suoi Segreti che riguardano la salvezza del mondo dall’autodistruzione sono più che mai presenti ai suoi occhi.

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