Maria è divenuta Madre dell’intera umanità perché ha concepito e generato un bambino che è il Figlio di Dio.
La maternità di Maria è di una grandezza tutta divina. Nessuna maternità umana potrebbe esserle paragonata.
Ogni uomo nato da donna è una creatura mortale. Il Figlio di Maria è Colui che ha affermato di essere il Figlio di Dio e il Salvatore del genere umano. Egli è il Risorto e il Signore del mondo.
La grandezza divina del Figlio illumina quella della Madre. E’ impossibile oscurare lo splendore divino della Madre senza compromettere quello del Figlio.
Professare che Maria è “Madre di Dio” significa collocarsi nel cuore della fede cristiana.
Dio Santissima Trinità l’ha scelta fino dalla fondazione del mondo. “Tutte le cose sono state create per mezzo di Lui e in vista di Lui” (Col 1,16). L’incarnazione del Verbo è il fine dell’opera divina.
Fin dall’eternità Maria è presente nel pensiero divino come Madre del Verbo. Per mezzo di Lei si realizza il progetto dell’Amore misericordioso di rendere l’uomo “partecipe della natura divina” (2 Pt 1,4).
Dio ha concepito questa mirabile creatura fin dall’eternità e in essa ha profuso i doni della sua sapienza, della sua onnipotenza e del suo amore.
Preparando Maria ad essere la Madre del Verbo, l’Altissimo ha realizzato la sua opera più grande.
Cari lettori, iniziamo oggi una rubrica De Maria numquam satis che uscirà ogni settimana in appendice ad ogni numero di Corrispondenza romana dedicata ad onorare la SS.ma Vergine con i più bei brani scritti da Santi, Dottori della Chiesa, Papi, Teologi, Mariologi… nel corso di tutti i secoli. Questa raccolta di testi vuole essere un florilegio che offriamo alla nostra Regina per riparare le offese che Le sono rivolte ed offrirLe il nostro tributo di amore e di fedeltà.
Il primo testo è tratto dal Trattato della vera devozione alla Santa Vergine di san Luigi Maria Grignion de Montfort nel quale il Santo bretone ci spiega chi sono i falsi devoti a Maria.
90. Bisogna ora finalmente fare una buona scelta della vera devozione alla Santa Vergine, poiché vi sono delle false devozioni che è facile prendere come vere. Il demonio, come un falsario e ingannatore sperimentato, ha già raggirato e fatto perdere tante anime con una falsa devozione alla Santa Vergine; e ogni giorno, nella sua diabolica esperienza, si dà da fare per perderne molte altre, illudendole e facendole addormentare nel peccato, con il pretesto di qualche preghiera, recitata male, e di qualche pratica esteriore da lui suggerita. Come un falsario non contraffà di solito che l’oro e l’argento e solo raramente gli altri metalli, perché non ne vale la pena, così lo spirito maligno non falsifica tante altre devozioni, ma quelle di Gesù e di Maria, cioè la devozione all’Eucaristia e quella mariana, perché queste rappresentano ciò che l’oro e l’argento sono in confronto agli altri metalli.
91. E’ dunque molto importante conoscere anzitutto le false devozioni alla Vergine Santa per evitarle, e quella vera per abbracciarla. In secondo luogo, tra le tante e diverse pratiche della vera devozione alla Santa Vergine, bisogna conoscere quella che è la più perfetta e gradita alla Santa Vergine, la più gloriosa per Dio e la più santificante per noi, per impegnarci a viverla.
92. Ho trovato sette specie di false devozioni alla Santa Vergine: 1°. i devoti critici; 2°. i devoti scrupolosi; 3°. i devoti esteriori; 4°. i devoti presuntuosi; 5°. i devoti incostanti; 6°. i devoti ipocriti; 7°. i devoti interessati.
93. I devoti critici sono di solito degli intellettuali orgogliosi, spiriti forti e presuntuosi, che hanno in fondo una certa devozione alla Santa Vergine, ma che criticano quasi tutte le pratiche di essa che le persone semplici rivolgono semplicemente e santamente a questa buona Madre. Le criticano perché tali pratiche non sono di loro gusto; mettono in dubbio tutti i miracoli e i racconti riportati da autori degni di fede, o tratte dalle cronache degli ordini religiosi, che testimoniano le misericordie e la potenza della Vergine Santa; guardano con fastidio le persone semplici e umili inginocchi davanti a un altare, o ad un’immagine della Vergine, a volte in un angolo della strada, per pregare Dio; e li accusano pure di idolatria, come se adorassero il legno o la pietra; dicono che – per quanto li riguarda – non amano per nulla queste devozioni esteriori e che non sono così deboli di spirito da aggiungere alla fede tutti quei racconti e storielle circa la Santa Vergine. Quando vengono poi riferite loro le lodi meravigliose che i santi Padri tributano alla Vergine Santa, essi rispondono dicendo che quelli hanno parlato da oratori, esagerando, oppure ne danno una loro spiegazione alterata. Questa specie di falsi devoti e di persone orgogliose e mondane è molto da temere; essi fanno un torto enorme alla Vergine Santa e riescono ad allontanare il popolo, con il pretesto di estirparne gli abusi
94. I devoti scrupolosi sono persone che temono di disonorare il Figlio onorando la Madre, di abbassare l’uno elevando l’altra. Non sanno accettare che vengano attribuite alla Santa Vergine le lodi giustissime che le hanno dato i santi Padri; accettano con difficoltà che vi sia più gente inginocchiata davanti all’altare della Santa Vergine che davanti al Santissimo Sacramento, come se l’uno fosse contro l’altro, come se coloro che pregano la Santa Vergine non pregassero Gesù Cristo per mezzo di lei! Non vogliono che si parli Spesso della Vergine Santa e che ci si rivolga a lei tanto di frequente. Ecco alcune loro affermazioni ricorrenti: A che servono tanti Rosari, tante confraternite e tante pratiche esteriori di devozione mariana? Quanta ignoranza in questi casi! Si mette in ridicolo la nostra fede! Parlatemi di chi è devoto di Gesù Cristo (e lo nominano senza scoprirsi il capo, lo dico tra Parentesi): bisogna ricorrere a Gesù Cristo, è lui il nostro unico mediatore; bisogna pregare Gesù Cristo, ecco ciò che è serio! Quanto essi dicono è vero da una parte, ma l’applicazione che ne fanno, per impedire la devozione alla Santa Vergine, è molto pericolosa; è un tranello del demonio, con il pretesto di un bene maggiore; infatti non si onora di più Gesù Cristo che quando si onora molto la Santa Vergine; si onora lei allo scopo di onorare più perfettamente Gesù Cristo; si va infatti a lei come alla strada per giungere al traguardo del cammino, che è Gesù.
95. La Santa Chiesa, con lo Spirito Santo, benedice prima la Santa Vergine e poi Gesù Cristo: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo, Gesù». Non perché la Santa Vergine sia, più di Gesù Cristo, o uguale a lui: sarebbe un’eresia intollerabile; ma è che per benedire più perfettamente Gesù Cristo, bisogna prima benedire Maria. Diciamo dunque con tutti i veri devoti della Vergine Santa, contro questi falsi devoti scrupolosi: «O Maria, tu sei benedetta tra tutte le donne e benedetto è il frutto del tuo grembo, Gesù».
96. I devoti esteriori sono persone che fanno consistere tutta la devozione alla Santa Vergine nelle pratiche esteriori; esse non gustano che l’esteriore della devozione alla Santa Vergine, perché non hanno uno spirito interiore; recitano molti Rosari, ma in fretta; ascoltano molte Messe, ma senza attenzione; vanno alle processioni, ma senza devozione; si iscrivono a tutte le confraternite, ma senza cambiare vita, senza vincere le loro passioni e senza giungere a imitare le virtù di questa Vergine santissima. Non amano che l’aspetto sensibile della devozione, senza gustarne la sostanza; se non trovano gusto sensibile nelle loro pratiche, credono che non siano efficaci e se ne distaccano, le abbandonano, o le fanno a capriccio. Il mondo è pieno di questa specie di devoti esteriori e nessuno più di loro critica le persone di orazione, che si applicano all’interiore come all’essenziale, senza disprezzare l’esteriore di modestia, che sempre accompagna la vera devozione.
97. I devoti presuntuosi sono dei peccatori abbandonati alle proprie passioni, o degli amanti del mondo, i quali, sotto il bel nome di cristiani e di devoti della Santa Vergine, nascondono l’orgoglio, o l’avarizia, o l’impurità, o l’ubriachezza, o la collera, o la bestemmia, o la maldicenza o l’ingiustizia, ecc. Essi dormono tranquilli nelle loro cattive abitudini, senza sforzarsi molto per correggersi, con la scusa che sono devoti della Vergine e pensano che Dio li perdonerà e che non moriranno senza essersi confessati e che non andranno dannati perché recitano il Rosario, digiunano il sabato, sono iscritti la confraternita del Santo Rosario o a quella dello Scapolare, o perché sono membri di un’associazione, o portano l’abitino o la catenella della Santa Vergine, ecc. Quando si dice loro che questa devozione non è che una illusione del demonio e una pericolosa presunzione, capace di perderli, essi non lo vogliono credere; rispondono che Dio è buono e misericordioso, che non ci ha creati per dannarci e che non c’è uomo che non pecchi; dicono che non moriranno senza confessarsi e che un buon mea culpa in punto di morte basterà; e aggiungono che in più sono devoti della Santa Vergine, portano lo scapolare e recitano in suo onore ogni giorno sette Pater e sette Ave fedelmente e senza ostentazione, e anzi ogni tanto recitano pure il Rosario e l’ufficio della Santa Vergine e che digiunano, ecc. A conferma di quanto dicono e per accecarsi ancor più, raccontano qualche episodio, sentito o letto sui libri, non importa loro se vero o falso, in cui si dice di qualcuno, morto in peccato mortale e senza confessarsi, e che, avendo in vita recitato qualche preghiera o compiuto qualche pratica di devozione alla Santa Vergine, sarebbe stato fatto risuscitare per confessarsi, o che la sua anima sarebbe rimasta miracolosamente nel corpo fino a che non avesse potuto confessarsi, oppure che, per la misericordia della Vergine Santa, abbia ottenuto da Dio, in punto di morte, la contrizione e il perdono dei suoi peccati e con questo sia stato salvato. E concludono dicendo che sperano la stessa cosa per loro stessi.
98. Nulla, nel cristianesimo, è più condannabile di una simile presunzione diabolica; come si può dire infatti di amare e onorare davvero la Santa Vergine, quando a causa dei propri peccati, si continua a colpire, a trafiggere, a mettere in croce e ad offendere senza pietà Gesù Cristo suo Figlio? Se Maria si facesse un dovere di salvare con la sua misericordia simili persone, sarebbe come se autorizzasse la colpa e contribuisse ad oltraggiare e a crocifiggere il Figlio suo; chi oserebbe mai pensare questo?
99. Io sono convinto che se si abusa in questo modo della devozione alla Santa Vergine, che è la più santa e la più solida delle devozioni, dopo quella a Gesù Cristo Signore, si commette un orribile sacrilegio, il più grave e meno perdonabile, dopo quello della Comunione ricevuta indegnamente. Ammetto che per essere un vero devoto della Vergine Santa, non è strettamente necessario essere cosi santo da evitare ogni peccato, anche se ciò sarebbe augurabile, ma – si noti bene ciò che dico – bisogna almeno: 1°. essere sinceramente decisi ad evitare almeno tutti i peccati mortali, che offendono tanto la Madre quanto il Figlio; 2°. sforzarsi di evitare ogni altro peccato; 3°. iscriversi alle confraternite, recitare il Rosario o altre preghiere, digiunare il sabato, ecc.
100. Tutto questo è mirabilmente utile alla conversione di un peccatore, anche indurito. Se tu che leggi fossi uno di questi, se avessi pure un piede sull’abisso, io ti consiglio queste pratiche, ma a condizione che tu compia tali buone opere con l’intenzione di ottenere da Dio, per intercessione della Vergine Santa, la grazia della contrizione e del perdono dei tuoi peccati e per vincere le tue cattive abitudini, e non per rimanere pigramente nello stato di peccato, resistendo ai rimorsi di coscienza, all’esempio di Gesù Cristo e dei santi e agli insegnamenti del santo Vangelo.
101. I devoti incostanti sono coloro che manifestano devozione alla Santa Vergine solo a intervalli e in modo volubile: ora sono fervorosi e ora tiepidi; ora sembrano pronti a tutto per servirla e poco dopo non sono più gli stessi. A un momento vorrebbero abbracciare tutte le pratiche di devozione alla Santa Vergine, dare il nome a tutte le confraternite, e poi non ne praticano per nulla le regole con fedeltà; cambiano come la luna, e Maria li mette sotto i suoi piedi come questa, perché sono instabili e non meritano di essere posti tra i servitori di questa Vergine fedele, i quali invece hanno come divisa la fedeltà e la costanza. Piuttosto che caricarsi di tante preghiere e pratiche di devozione, è meglio farne poche con amore e perseveranza, resistendo al mondo, al demonio e alla carne.
102. Vi sono altri falsi devoti della Vergine Santa che sono gli ipocriti. Questi coprono i loro peccati e le cattive abitudini sotto il manto di questa Vergine fedele, per apparire agli occhi degli altri diversi da quello che sono.
103. Un’altra categoria sono i devoti interessati, i quali ricorrono alla Vergine Santa solo per vincere qualche processo, o per evitare un pericolo, guarire da una malattia, o per qualche altro bisogno di questo genere; senza queste circostanze la dimenticherebbero. Gli uni e gli altri sono falsi devoti, senza valore davanti a Dio e alla sua santa Madre.
104. Facciamo dunque bene attenzione per non essere nel numero dei devoti critici, che non credono a nulla e criticano tutto; né dei devoti scrupolosi, che temono di essere troppo devoti della Santa Vergine in rapporto a Gesù Cristo; né dei devoti esteriori, che fanno consistere tutta la devozione in pratiche esteriori; né dei devoti presuntuosi, che con il pretesto della loro falsa devozione alla Santa Vergine marciscono nel peccato; né dei devoti incostanti, che cambiano con leggerezza le loro pratiche di devozione, o alla prima tentazione le abbandonano del tutto; né dei devoti ipocriti, che si iscrivono alle confraternite e portano le insegne della Vergine Santa per farsi credere buoni; né infine dei devoti interessati, che ricorrono alla Vergine Santa solo per essere liberati dai mali del corpo, o per ottenere dei beni temporali.
di Paolo Mieli| 4 novembre 2025 – Corriere della Sera – 5 Novembre 2925
Anche l’eventuale presa di Pokrovsk sarebbe per la Russia più immagine che sostanza. La necessità di arrivare alla pace
Se domattina i russi riuscissero a conquistare la città ucraina di Pokrovsk — che da settimane Putin a dispetto di ogni evidenza sostiene di aver accerchiato neutralizzandone le difese — avrebbero ottenuto, i russi stessi, un risultato da sbandierare come una grande vittoria ma assai modesto sotto il profilo militare.
Pokrovsk contava, prima dell’attacco, poco più di sessantamila abitanti, più o meno come Caltanissetta (pur avendo, senza che si offenda il capoluogo siciliano, un rilievo strategico assai superiore a quello che diede i natali a tanti illustri nisseni). Per sconfiggerla si è resa necessaria la mobilitazione di un numero di soldati russi dieci volte superiore a quello dei resistenti ucraini. I combattimenti sono iniziati quattordici mesi fa.
Per fare un paragone (con ampi margini di fantasia come ogni comparazione storica) è come se le truppe angloamericane, sbarcate in Sicilia agli inizi di luglio del 1943, fossero riuscite a conquistare Caltanissetta alla fine di settembre dell’anno successivo. Mentre è noto che a giugno di quell’anno, il 1944, pur avendo avuto difficoltà non lievi nello scontro con i tedeschi a Montecassino, gli alleati erano riusciti ad entrare a Roma che li accolse in un clima festante. E a fine settembre avevano scavallato l’Appennino toscano.A Pokrovsk, semmai riusciranno ad impadronirsene, i russi non troveranno poi folle festanti e bambini con le bandierine, ma cumuli di rovine da essi stessi provocate.
Cumuli sotto cui resteranno sepolti i corpi di civili che non si può dire abbiano provocato un’ondata di commozione pari a quella di altre guerre del nostro tempo. Di quei morti verrà incolpato da coloro che l’hanno avuto in antipatia fin dal febbraio del 2022 Volodymir Zelensky. Quel Zelensky che, con l’unanime consenso dei suoi collaboratori, non si è voluto arrendere accettando la legge del più forte. E ha voluto dar retta a quanti tra i suoi erano determinati a difendere i confini del Paese visto che i precedenti del 2014 (la cessione della Crimea, silenziosamente accettata dall’intero mondo occidentale) ad ogni evidenza non aveva saziato l’ingordigia russa.
La volontà e la capacità di resistenza ucraina sono state attribuite da osservatori superficiali alle armi fornite dall’Occidente. Strano: gli occidentali avevano armato e addestrato gli afghani per ben venti anni e non appena gli americani hanno lasciato Kabul (agosto 2021) l’esercito locale si è dissolto nel giro di poche ore. Diciamo che armi e addestramento contano sì, ma non sono tutto. Ci vuole anche (se non soprattutto) la determinazione di cui sta dando prova chi si batte in questi giorni a Pokrovsk. Accompagnata, questa determinazione, da un sostegno di popolo che fino ad oggi in Ucraina non è mai mancato.
Due anni fa, il consenso alla decisione iniziale di Zelensky è parso venir meno. L’Economist — su suggestione del capo delle forze armate ucraine, Valery Zaluzhny (reduce dall’insuccesso della controffensiva estiva del 2023) — descrisse il clima di «stanchezza» che si era diffuso a Kiev. Zaluzhny fu poi rimosso, si mostrò da allora assai critico nei confronti di Zelensky ma la guerra è continuata. Senza che i russi riuscissero a sfondare a causa di una insospettabile capacità di resistere da parte degli ucraini (della quale adesso prende atto anche l’Economist).
I quali ucraini, da quando Donald Trump è entrato alla Casa Bianca (20 gennaio scorso), sono stati strattonati al punto di sentirsi costretti ad accettare l’idea di una pace — ancorché provvisoria — lungo la linea del cessate il fuoco. Ma qui Putin ha avanzato sorprendenti pretese su territori che non era riuscito a conquistare e ha lasciato intendere che la sua opzione preferita era quella di continuare la guerra fino a quando non piegherà le numerose Pokrovsk che incontrerà sul suo cammino.
Chi sosteneva fin dall’inizio che la pace consisteva nel cedere a quelle pretese, è tornato a raccontarci la storia di un’Ucraina ormai sconfitta a cui dovremmo suggerire di mettersi in ginocchio. Peccato che gli ucraini, adesso come nel 2022, non vogliano saperne.
Tanto più che l’Europa, quantomeno una parte di essa, si è mostrata disponibile a fornire ulteriore sostegno a Kiev.
Sicché a questo punto o Putin siederà a un tavolo con Trump (e prima o poi con Zelensky) per abbozzare un accordo di pace o la guerra continuerà verso il traguardo del quarto anno. Quattro anni. Quanto è durata la Prima guerra mondiale. Una durata che dovrebbe suggerirci qualche riflessione in più.
E la storia che l’eventuale caduta di Pokrovsk spianerebbe la strada ai russi per conquistare in un battibaleno il resto dell’Ucraina è simile a quella che ci è stata raccontata troppe altre volte perché si possa darle credito.
Le città ucraine hanno dato prova di una capacità di resistenza mai conosciuta prima. Perciò o Putin si rassegna a firmare un trattato che faccia cessare i combattimenti o, nonostante la sproporzione delle forze a suo vantaggio, potrà andare incontro a sorprese per noi (ma anche per lui) inimmaginabili.
23.«Aprite la porta del vostro cuore a Gesù» (Natale 2024 a Jakov)
Nelle Apparizioni di Medjugorje la Madonna appare come Madre. Una maternità che si esprime nei Messaggi e nella cura con la quale si rivolge alla parrocchia. Maria ha il compito importantissimo di essere Madre della Chiesa, un ruolo che San Giovanni Paolo II ha sottolineato più volte riferendosi alla morte di Gesù, quando Cristo affida sua Madre a Giovanni e viceversa. La maternità di Maria emerge nei numerosi Messaggi dati ai veggenti con espressioni quali: «vi porto a mio Figlio» (Messaggio del 2 novembre 2007). Questo è il suo compito: portare noi, che siamo i figli di Dio e figli suoi, a Colui che è il Verbo fatto carne, fonte di salvezza. In questa luce va coltivata l’autentica devozione mariana. La Madonna a Medjugorje esorta a ringraziare suo Figlio perché le permette di stare per così tanto tempo con noi. Lei sa benissimo di essere inviata perché noi – figli di Dio e fratelli di Gesù Cristo – ci siamo perduti, abbiamo perso e rifiutato la fede e andiamo verso la perdizione. La Madre con il suo cuore straziato è in mezzo a noi per esortarci a tornare a suo Figlio. L’opera di Maria in questi 45 anni è visibile nella Chiesa e ha un valore grande e immenso, specialmente nel nostro tempo perché l’umanità sta andando verso la rovina e possiamo vederlo nella crescita continua del male. Possiamo comprendere il cuore straziato della Madonna, che viene ogni giorno sulla Terra per portarci il suo amore, la sua luce, la speranza, la pace, la sua vicinanza, ci conforta e rafforza nella fede. La maternità di Maria è una grazia immensa, anche se la Chiesa ha fatto fatica ad accoglierla. Il modernismo lascia le sue tracce nefaste anche nei nostri cuori; perciò, anche la Gospa sa che vi è un numero enorme di anime che non l’ha presa nemmeno in considerazione. Dobbiamo prendere atto che Cristo nella sua infinità bontà e amore ha inviato Maria. La cooperazione nell’opera della Redenzione non è solamente ciò che ha fatto nella sua vita accanto a Gesù, ma c’è anche nell’opera nei confronti della Chiesa. La presenza di Maria non è necessariamente legata alle apparizioni, ma è quotidiana e materna nella Chiesa. La Madonna intercede per ottenere delle grazie dal Cuore di Cristo ininterrottamente in questi duemila anni di Storia della Chiesa. Questo la rende presente nelle situazioni concrete ed è una caratteristica delle apparizioni mariane: dove c’è bisogno rafforza la fede e fortifica la Chiesa, come ha fatto Gesù con i discepoli. Le apparizioni sono una grazia di cui abbiamo bisogno. Siamo in un mondo incredulo, dove ogni traccia del soprannaturale viene eliminata. Cerchiamo di prendere atto della strategia divina che è quella delle manifestazioni del soprannaturale, come a Santa Faustina Kowalska, Santa Margherita Alacoque che ha creato delle devozioni meravigliose al Sacratissimo Cuore di Gesù. Durante la Storia della Salvezza sono apparsi i Santi, gli angeli; quindi, prendiamo atto che il Cielo di manifesta volentieri qui sulla Terra perché lo vuole Dio. Il quadro nel quale dobbiamo collocare la nostra devozione mariana è quello dove Dio ha voluto darci un Madre che ci dona Gesù. Questo è il suo compito, Maria non ci attira a sé ma ci porta a Dio perché è tutta orientata a suo Figlio. In questo modo, quando guardiamo a lei stiamo guardando a Gesù. È una Madre che dona suo Figlio che si è fatto carne nel suo grembo, lo ha partorito e lo ha voluto mostrare ai pastori, ai Magi e a tutto il mondo. È un’adozione di tipo soprannaturale ma una maternità reale. In tutti i Messaggi di Medjugorje la Regina della pace ci indica sempre suo Figlio perché lei stessa è tutta orientata a lui. La devozione mariana ci porta a Gesù, a essere uniti a lui insieme alla Madonna. Vuole farci conoscere Cristo come lei lo ha conosciuto. Nella contemplazione del mistero della Santissima Trinità è presente anche Maria. Attraverso la Madre conosciamo il Figlio e siamo protetti in quello che è l’Atto di fede fondamentale, che è la divinità del Verbo. Anche a Kibeho la Madonna ha voluto identificarsi come Madre del Verbo perché suo Figlio venisse adorato. Maria è un passaggio, uno strumento attraverso il quale Cristo dona le grazie. Ovviamente lo Spirito Santo ha la sua immensa libertà e quando è sceso sugli Apostoli c’era anche la Madonna. Da questo punto di vista non è Maria la fonte della grazia, ma lo strumento attraverso cui la grazia entra nel mondo. Questi sono i punti fondamentali della devozione mariana che ci deve guidare: Maria ci guida verso suo Figlio, ci dona suo Figlio, ci fa conoscere suo Figlio, intercede presso suo Figlio, ci dona le grazia di suo Figlio. Siamo nei tempi della più grande epopea mariana della Storia. Siamo liberi di credere o meno alla presenza di Maria da quel 24 giugno 1981 ad oggi, ma dobbiamo tenere conto che ci troviamo nei tempi della grande battaglia apocalittica. La Bibbia parla del futuro dell’umanità; quindi, Dio ci ha rivelato il nostro futuro non solo nell’Apocalisse ma anche nei Vangeli, negli scritti apostolici. Nel capitolo XII dell’Apocalisse viene descritta la grande battaglia tra la Donna e il drago. La Donna coronata di dodici stelle è Maria con la Chiesa, il drago è satana con tutti i suoi seguaci e le due Bestie. Siamo in questa fase della storia nella quale dobbiamo, con l’aiuto della Madonna, impedire a satana di prevalere, di distruggere l’opera della Creazione e della Redenzione. È il momento in cui dobbiamo in modo particolare seguire la Madonna, con tutta la Chiesa. È un piano divino nel quale seguiamo la Madonna o ci perdiamo. Perché solo lei può conoscere la via per il trionfo del Suo Cuore Immacolato, che è previsto nel piano di Dio preannunciato a Fatima. Questa Apparizione, che è stata riconosciuta senza esitazioni, è una grande profezia mariana che avrà al termine il Cuore Immacolato di Maria e che avrà il passaggio a questo trionfo con la grande persecuzione della Chiesa. Questo è ciò che ci aspetta: salire verso il Calvario insieme a Maria. San Giovanni Paolo II vedeva la prospettiva davanti a noi in questi termini del capitolo XII dell’Apocalisse, ovvero di camminare in questa luce con coraggio e combattere la battaglia necessaria perché la Chiesa si rinnovi radicalmente. San Giovanni Paolo II ha detto che nel Segreto di Fatima vi è una grande persecuzione alla Chiesa, un passaggio necessario. Questa prospettiva ci invita a preparaci e ci motiva nella fatica del cammino di santità.
«Cari figli, oggi in questo giorno di grazia, in modo particolare vi invito a non vivere la vita tendendo verso gli obiettivi terreni e a non cercare la pace e la gioia nelle cose terrene perché in questo modo la vostra vita è avvolta dalle tenebre e non vedete il senso della vostra vita. Figlioli, aprite la porta del vostro cuore a Gesù, permettetegli di avvolgere tutta la vostra vita perché possiate iniziare a vivere nell’amore e nella misericordia di Dio. Figli miei soltanto con Gesù nei vostri cuori conoscerete il vero obiettivo della vostra vita e tenderete verso la salvezza eterna. Io vi benedico con la mia benedizione materna» 25 dicembre 2024 (Con approvazione ecclesiastica)