"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2025 Pagina 59 di 367

Maria nell’esperienza del Card. John Henry Newman

Una riproposta dell’intervento del 2010 ai “Sabati Mariani” di Maria Marcellina Pedico, Prof.ssa alla Pontificia Facoltà Teologica «Marianum», una relazione che ha messo in evidenza la grande capacità  di far dialogare Ragione e Fede di chi, a pochi mesi sarebbe diventato beato, e soprattutto di essere un testimone credibile del dialogo ecumenico.

Due sono le angolature con le quali la professoressa Pedico ha presentato il Cardinale Newman: quando era ancora di professione anglicana e dopo la conversione al cattolicesimo. Maria Marcellina Pedico quindi ha messo in evidenza dapprima l’aspetto di Maria in Newman anglicano: “La Vergine ha un ruolo significativo –ha affermato la prof. Pedico – nella vita di Newman anche da anglicano.

Con ragione Giovanni Velocci – uno dei massimi studiosi del nostro autore – mette in risalto che «la conoscenza progressiva del mistero di Maria scandisce il cammino personale di Newman verso tutta la verità cattolica». “Fin dall’inizio del suo libro autobiografico – ha continuato la prof. Maria Pedico – c’è un episodio nell’infanzia di Newman che ha tutta l’aria di un presagio: da quel momento fino agli ultimi mesi della sua vita quando, vecchio e debole cardinale, non può più celebrare la messa né recitare il breviario e riesce appena a usare il suo rosario, la Beata Vergine è una presenza costante nella sua esistenza.

Nella vita di Newman un avvenimento colpisce e rimane impresso: la conversione al cattolicesimo a 44 anni, che costituisce il momento più drammatico del suo itinerario religioso. La conversione viene preparata da un lungo travaglio, da pazienti ricerche, da riflessioni accurate, e comporta il superamento di molte difficoltà.

Una delle più notevoli è il culto reso a Maria nella Chiesa cattolica che Newman ritiene, con tutti gli anglicani, contrario alla rivelazione e all’onore dovuto a Dio solo. Leggiamo nell’Apologia pro vita sua: «Durante il Movimento di Oxford ritenevo che il peccato essenziale della Chiesa romana consistesse negli onori che essa attribuiva alla beata Vergine e ai santi; e quanto più crescevo nella mia devozione verso i santi e verso la Madonna, tanto più diventavo intollerante delle pratiche romane, come se quelle creature glorificate da Dio dovessero sentirsi gravemente offese dalla venerazione indebita della quale erano oggetto».

In questo testo autobiografico, Newman sintetizza il suo atteggiamento verso Maria: da una parte condanna le forme devote verso di lei, dall’altra avverte una vera devozione. In questo atteggiamento strano e contraddittorio il suo spirito è attraversato da due correnti: una superficiale ed esterna, l’altra intima e profonda. Tale situazione si spiega alla luce della vita e dell’educazione religiosa e culturale di Newman.

Egli cresce nell’anglicanesimo e si forma nello studio della sua teologia, che ha come punto fermo l’incontro diretto e immediato con Dio; nessun intermediario può esserci tra l’anima e il suo Creatore. Newman matura in quegli anni ancora giovanili la certezza interiore: «due, e solo due esseri assoluti, di un’intrinseca e luminosa evidenza: me stesso e il mio Creatore» (Apol. 18), certezza che resterà una delle sue note fondamentali e quasi il sigillo della sua vocazione religiosa.

La fedeltà alla Chiesa anglicana e l’ascolto della voce della coscienza lo portano a disapprovare le usanze religiose esteriori, contrarie, a suo giudizio, all’adorazione del Dio unico.” “Ma in Newman – ha detto ancora Maria Pedico – c’è un’altra corrente più profonda dello spirito, che suscita in lui la vera devozione alla Madre del Signore. Questa deriva da uno di quei princìpi che sempre lo hanno orientato, e cioè l’evento essenziale del cristianesimo: l’Incarnazione di Cristo, principio dogmatico su cui fonda la devozione verso la Vergine.

Newman è fortemente colpito dalla verità di fede secondo cui il Figlio di Dio, che vive da tutta l’eternità, ha voluto nascere nel tempo e assumere la natura umana da una donna. Concezioni così chiare e precise sull’Incarnazione erano rare nel mondo anglicano al tempo di Newman, quando molti travolti dal razionalismo, rifiutano il soprannaturale; altri, vinti da pigrizia mentale e trattenuti dall’altezza del mistero, rifuggono da speculazioni ardite e si adagiano in una credenza superficiale.

Newman invece, animato da fede forte e vissuta, abbraccia la rivelazione nella sua pienezza e s’impegna a studiarla in tutti gli aspetti. E qui si alimenta il suo vero culto verso Maria. Questa sua devozione anglicana si basa su quello che conosce della Scrittura riguardo al mistero dell’Incarnazione e della vicinanza di Maria a Cristo. Quando inizia a studiare i Padri della Chiesa cominciano a presentarsi alla sua mente nuove possibilità di sviluppo dei fatti embrionali del testo sacro.

Tuttavia, in ciò che dice e scrive mantiene solitamente un tono di riserva e moderazione, sia per non turbare i suoi amici anglicani, come anche per la paura di essere invischiato in dottrine e usi cattolici che ancora considerava fallaci. In Newman si coglie una particolare devozione personale verso Maria, la Madre del Salvatore.

Non c’è dubbio su questo; lui stesso lo testimonia nel libro autobiografico: «Nonostante la mia inveterata paura di Roma…, nonostante il mio affetto per Oxford e per Oriel, io provavo in segreto uno struggente amore per Roma, madre del cristianesimo inglese, e avevo una sincera devozione per la Beata Vergine: io vivevo nel suo collegio, servivo il suo altare, e avevo esaltato la sua immacolata purezza in uno dei primi sermoni che avessi dato alle stampe».

Il sermone al quale si riferisce Newman viene da lui pronunciato per la festa dell’Annunciazione del 1832. È considerato dagli studiosi un brano eccezionale nella letteratura religiosa e il più straordinario sermone di Newman anglicano su Maria, nel quale ci offre una delle migliori sintesi del suo pensiero. In esso sono messe in risalto le parole rivolte alla Vergine dall’angelo Gabriele, parole che costituiscono il fondamento biblico dell’insegnamento della Chiesa sulla maternità di Maria, la perpetua verginità, l’Immacolato concepimento della Vergine.

Riassumendo i motivi di questo sermone, per cui la Vergine è chiamata «beata» nella Scrittura, Newman espone quasi tutto il suo pensiero anglicano su di lei. Il primo motivo deriva dal parallelismo tra Maria ed Eva nella storia salvifica, aspetto distintivo della mariologia di Newman. In Maria – scrive – «la maledizione pronunciata contro Eva è stata tramutata in benedizione» (Maria Pagine scelte, Paoline, p. 117).

Il secondo motivo deriva dal fatto che la sottomissione della donna all’uomo a causa della disobbedienza di Eva, viene riscattata attraverso l’obbedienza di Maria. Cristo difende i diritti e l’onore di sua Madre e, attraverso di lei, di tutte le donne, secondo il progetto di Dio per la creazione. Newman tocca qui un argomento di estrema rilevanza oggi: la dignità e il ruolo della donna.

 Anche la Chiesa, nel suo insegnamento ufficiale, guarda a Maria nel mistero dell’incarnazione come alla persona in cui ogni donna trova il modello della propria grandezza e del genio femminile (cf MD 11). Il terzo motivo della beatitudine di Maria è collegato con la sua santità, derivata dalla sua vicinanza a Cristo, il Figlio incarnato di Dio.

Proprio questo suo rapporto con Cristo e con il mistero dell’Incarnazione è alla base del suo insegnamento su Maria. Dalla verità dell’Incarnazione, così come è rivelata nella Scrittura, consegue che Maria è la madre di Cristo. Newman ancora anglicano ha il massimo rispetto per Maria e ne ammira la santità.

 Ci si potrebbe comunque chiedere se la sua opinione sulla santità di Maria si spinge tanto in là da includere l’esenzione dal peccato anche al momento del suo concepimento. Dobbiamo ricordare che la Chiesa cattolica non aveva ancora definito il dogma dell’Immacolata Concezione. In questo terzo motivo del perché Maria è «beata» c’è un passo che lascia sottintendere ai suoi ascoltatori che la natura umana di Maria è sempre stata in uno stato santificato di grazia, e perciò sempre senza peccato.

Gli studiosi discutono su quello che Newman veramente crede da anglicano riguardo alla dottrina dell’Immacolata Concezione e sono in disaccordo. Alcuni ritengono che egli, finché non diviene cattolico non comprende pienamente questa dottrina e non vi crede; altri sostengono che giunge personalmente a questa convinzione, ma si astiene dal dichiararlo esplicitamente per non offendere i suoi compaesani. Può darsi che ci sia qualche esitazione iniziale, ma si può certamente dire che vi sono tutte le premesse per tale convinzione.

“Maria in Newman cattolico” è il secondo aspetto del documento scritto dalla professoressa Maria Marcellina Pedico. In esso l’insigne studiosa ha affermato “Cercando di introdurre un breve resoconto della presenza di Maria in Newman cattolico, possiamo facilmente cogliere alcuni tratti caratteristici.

Da notare in primo luogo che Giovanni Velocci nei suoi studi su Newman scrive che forse nessuno più di lui era adatto a trattare l’argomento su Maria. E questo per vari motivi: la sua esperienza personale, la conoscenza delle opposizioni degli eretici, la sua capacità eccezionale di afferrare le difficoltà altrui.

Innanzitutto Newman si sforza di operare la distinzione tra fede e devozione: la fede, o dottrina, è il Credo e l’assenso ad esso; la devozione sono gli onori religiosi dovuti agli oggetti della fede, e la loro relativa manifestazione. La dottrina (fede) riguardante la Beata Vergine è stata fissata una volta per sempre fin dal principio e sostanzialmente è la stessa ora e al tempo degli apostoli.

La devozione, al contrario, è qualcosa di accidentale, è conseguente alla fede, e perciò col passare del tempo può essere soggetta a mutamenti. Le pratiche di pietà sono quindi infinite nello loro manifestazioni; differiscono da luogo a luogo, da individuo a individuo secondo i tempi.” “Newman –ha sottolineato nel documento la professoressa Maria Pedico – dà la sua preferenza a quelle più confacenti al carattere e alla cultura inglese.

Egli evita sempre le esagerazioni non compatibili con la teologia nella devozione mariana. Inoltre, egli pone una solida base dogmatica per il culto della Beata Vergine. La dottrina mariana, egli afferma, come conseguenza della dottrina dell’Incarnazione, è attestata dall’antichità ed è un legittimo sviluppo dell’insegnamento primitivo. Sant’Atanasio († 373), il primo grande maestro dell’Incarnazione, ha il merito di aver posto delle solide fondamenta per la devozione a Maria.

 È vero che talvolta questa devozione può aprire la via ad eccessi, abusi o superstizioni; tuttavia, nonostante tutto, rimane dottrinalmente ben fondata. L’unione talmente intima di Maria al suo Divin Figlio giustifica, secondo Newman, l’onore che la Chiesa cattolica le riconosce. Al riguardo si domanda: «Quale altezza di gloria non possiamo attribuire a lei? E cosa dobbiamo dire di coloro che, per ignoranza, si oppongono alla voce della Scrittura, alla testimonianza dei Padri, alla tradizione dell’Oriente e dell’Occidente, e parlano e agiscono con disprezzo nei confronti di colei che il Signore si è compiaciuto di onorare?».

 Le glorie di Maria, sottolinea Newman, dipendono dal Figlio; Maria è interamente dipendente da lui e tutto ciò che ella ha contribuisce alla lode.” “Nell’esperienza di Newman cattolico – e questo l’aspetto centrale della mariologia del cardinal Newman – si coglie la sua sensibilità ecumenica nel trattare temi mariani. Egli fonda le sue riflessioni sulla Scrittura dove si trova il motivo profondo della sua spiritualità.

L’altra fonte, anch’essa di enorme importanza, sono i Padri della Chiesa, che Newman ha studiato e amato intensamente.” “Il suo spirito ecumenico – ha concluso Maria Pedico – risalta soprattutto nella Lettera a Pusey, il suo capolavoro di teologia mariana –che scrive nel 1865,. Maria è sempre presente nella sua attività di oratore, come documentano le meditazioni sulle Litanie Lauretane pronunciate varie volte per il mese di maggio nella chiesa dell’Oratorio di Birmingham; e nel corso dell’anno liturgico tiene spesso le meditazioni sui misteri di Maria.

 Sono degni di rilievo anche i discorsi mariani rivolti ai cattolici e ai protestanti nei quali risaltano il suo spirito ecumenico e il suo tentativo di riavvicinare i membri delle due confessioni contrastanti. Da ricordare anche i testi di preghiere e altri scritti spirituali e poetici.” Da notare che è in corso la causa di beatificazione del Cardinale Newman proprio per il suo spirito profondamente ecumenico e chissà se questa possa dare un impulso forte, con l’aiuto della Vergine Maria, al processo di unificazione di queste due grandi confessioni cristiane : quella protestante e quella cattolica.

 Come si diceva Newman divenne beato il 16 settembre 2010. Fare memoria storica (a 214 anni dalla sua nascita) di beati e santi rafforza la Fede e fa crescere la Chiesa : questo il fine ultimo di quest’articolo.


Preghiera a Maria del Nuovo Dottore della Chiesa

O Maria, vorrei aver visto…

Quell’anima virginale
cerca sempre il suo Amato che è in cielo,
e Lo vede in qualsiasi cosa amorevole sulla Terra,
amando gli amici terreni assai teneramente,
ma al loro giusto posto, come Suoi doni,
e Suoi rappresentanti,
amando solo Gesù con affetto supremo,
e sopportando di perdere tutto
per poter tenere Lui.

O Maria, vorrei aver visto come ti comportavi
nei confronti di tuo padre e di tua madre,
soprattutto con Sant’Anna,
e come ti comportavi con i sacerdoti del tempio,
e poi con San Giuseppe,
e con Santa Elisabetta, con San Giovanni Battista,
e poi con gli apostoli, soprattutto San Giovanni.

Vedrei come eri dolce e amorevole nei confronti di ciascuno di loro,
anche se il tuo cuore era solo con Gesù.
E loro lo capirebbero bene,
nonostante la tua gentilezza nei loro confronti.

O Maria, quando guadagnerai per me un po’ di questa purezza celestiale,
questo vero candore dell’anima,
perché possa concentrare il mio cuore sul mio vero amore?

 San John Henry Newman 

🔴LIVE🔴Incontro di Padre Livio con la veggente Vicka di Medjugorje – Agosto 2003 – Seconda Parte

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MEDJUGORJE: LE MIE PAROLE VENGONO DAL CIELO

25. «I Santi siano per voi intercessori ed esempi da imitare» (25 ottobre 2024)

Spesso nel Messaggio del 25 ottobre la Regina della pace fa un richiamo alla festa di Tutti i Santi e alla Commemorazione di tutti i fedeli defunti, è un messaggio importante per un mondo che pratica la religione dell’ateismo di massa. La Madonna stessa ha usato espressioni di questo genere nei confronti di coloro che avevano perso ogni riferimento al Cristianesimo. Nel nostro mondo – anche in Paesi dell’antica cristianità come l’Italia – l’ateismo si è espanso con una velocità impressionante. Basta vedere lo stato delle chiese alla domenica che testimoniano un calo vertiginoso di presenze alla Santa Messa, il calo dei Matrimoni religiosi, per non parlare dei Battesimi.  La Gospa è stata molto chiara su questo punto dicendo che gli uomini hanno rifiutato la fede e la Croce, assumendo come religione questa visione atea e materialistica della vita, secondo la quale veniamo dalla materia e dal caos. Per tutti la vita è un pellegrinaggio in una valle di lacrime; la malattia, la vecchiaia, il peccato, la morte, la violenza, sono tutti aspetti che toccano ciascuno di noi. Abbiamo perso ogni riferimento a Dio e quindi alla salvezza. Abbiamo creduto che la tecnica e la scienza ci potessero salvare, ma in realtà il mondo ha costruito armi di distruzione che possono annientare in un istante le nostre vite e il pianeta sul quale viviamo. I mezzi umani non ci liberano dal male, dalla cattiveria, dalla morte, dal tedio della vita e dall’abisso delle tenebre nel quale siamo immersi.In questa situazione, tuttavia, c’è una grazia speciale: la Madonna viene dal Cielo ogni giorno. La gente non crede più nell’Aldilà e nel giorno della Commemorazione dei fedeli defunti le persone ricordano il giorno della morte, ma questo non basta. In realtà, la morte falcia innumerevoli vite ogni giorno. Se non c’è Dio che cos’è la vita? L’unica speranza è Cristo Risorto, senza questa prospettiva la vita umana diventa un cammino verso l’abisso e il dissolvimento nel nulla.  La grande grazia che si fa fatica ad accettare è il fatto che la Madonna ogni giorno scende sulla Terra e ci ricorda che il Cielo esiste, è popolato da una moltitudine immensa di angeli e santi. La grazia più grande che la Regina della pace sta facendo alla nostra generazione è quella di portare ogni giorno il Cielo sulla Terra. Questa consapevolezza apre a una visione diversa della vita: il Cielo è aperto, guarda la Terra, si preoccupa per noi. Abbiamo perso la convinzione nell’Aldilà nel momento in cui abbiamo rinnegato la fede e possiamo riacquistarla solamente quando ritorneremo ad essa. Dobbiamo recuperare nuovamente la dimensione trascendente della vita, che è un cammino verso l’eternità.Il fatto che Chiesa celeste interceda per noi è una grande grazia. Queste anime partecipano alla gloria di Dio e alla Liturgia celeste di cui Cristo è il centro; è una liturgia di lode alla Santissima Trinità, ma anche una liturgia di intercessione perché in Cielo si chiedono grazie e benedizioni per le anime dei vivi. La Madonna lo ricorda: «I Santi siano per voi intercessori»; bisogna affidarsi alla loro preghiera. Gli angeli e i Santi in Cielo intercedono per noi e hanno dei compiti particolari da assolvere nella grande opera di salvezza delle anime. Non dobbiamo avere paura ad affidarci all’intercessione dei Santi, alla protezione degli angeli.  
Papa Francesco stabilì che Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis dovessero essere elevati agli altari; ha voluto accelerare i tempi il più possibile perché convinto che i giovani avessero bisogno di esempi concreti di vita santa da imitare. Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis hanno portato alla Chiesa un modo nuovo e più moderno di essere Santi e questo ci fa capire che la santità è alla portata di tutti, è un cammino di vita felice, e non eleva solamente la singola persona ma, spingendo gli altri al bene, migliora di gran lunga la dimensione della società di oggi che è pervasa dal male. C’è bisogno della conversione dei cuori ed è importante che il male non prevalga; questo è possibile grazie a persone sante, che amano, che credono, che sono oneste, che sono generose e miti. La Chiesa Cattolica è costellata di figure bellissime di Santi e Sante da imitare, chiediamo la loro intercessione e imitiamoli.È soltanto attraverso le persone buone, affidabili, generose e resistenti alla potenza del male che la società può cambiare. Dobbiamo imitarli e renderli presenti, far sì che noi stessi diventiamo quei Santi di cui la società ha bisogno.         
I mass media e i giornali presentano solo il male, parlano di omicidi, assassini, mettono nelle prime pagine esempi negativi e nocivi per la società. Questo perché il male attira più del bene, pertanto gli idoli dei nostri ragazzi sono persone mondane. Per cambiare la società dobbiamo dare diversi punti di riferimento ed essere noi per primi degli esempi positivi, questo è particolarmente importante per i sacerdoti e per i genitori. Bisogna chiedersi quali valori morali e quale visione della vita presentiamo, con quale coerenza e credibilità viviamo agli occhi dei nostri giovani. 
L’unica salvezza per i cadaveri spirituali schiacciati dalle intemperanze della vita, è la santità e la rettitudine della vita, virtù quali l’onestà, il coraggio, la generosità. È la grande battaglia fra il bene e il male. Il bene rende gioiosi, illumina, fa scoprire la bellezza e la grandezza della vita. Il male deprime, corrode, distrugge, imbruttisce.    
Il bene è Dio che è Amore e Verità. Il male distrugge tutto ciò che c’è di bello, di buono e di giusto nel mondo e ci porta nel fondo dell’abisso che è l’inferno dove il male ha messo le radici e cerca di dominare la Terra.     
Facciamo questa battaglia spirituale prima di tutto dentro di noi e accogliamo l’invito della Madonna a guardare al Cielo: «I santi siano per voi intercessori ed esempi da imitare per vivere una vita santa».

«Cari figli! In questo tempo, quando celebrate il giorno di tutti i Santi, chiedete la loro intercessione e preghiere, affinché nella comunione con loro, troviate la pace. I santi siano per voi intercessori ed esempi da imitare per vivere una vita santa. Io sono con voi ed intercedo presso Dio per ciascuno di voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata». 25 ottobre 2024 (Con approvazione ecclesiastica)

Medjugorje: Le mie parole vengono dal Cielo – di P. Livio – puntata 25 – “I Santi siano per voi intercessori ed esempi da imitare” (Messaggio del 25 ottobre 2024)

🔴LIVE🔴 Il Viatico quotidiano – di P. Livio – Puntata 35


🔴LIVE🔴IL CORAGGIO DEL PERDONO – Catechesi di P. Livio – Puntata 20

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🔴LIVE🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA – di P. Livio – 07/11/2025

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Programma di Padre Livio – Venerdì 7 Novembre 2025

h. 8.50: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)


 h. 8.50 – 9.25: ATTUALITA’ MONDO – CHIESA

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h. 9.25 – h. 9.35: VIATICO QUOTIDIANO

Pensieri sulla Fede (34)


h. 9.35 – 9.55: MEDJUGORJE: LE MIE PAROLE VENGONO DAL CIELO

“I Santi siano per voi intercessori ed esempi da imitare” (25 Ottobre 2024)

+Lo sguardo di fede del cristiano verso l’aldilà

+In Cielo gli angeli e i Santi sono attivi nell’opera della nostra  salvezza

+ La presenza degli angeli contro i demoni

+L’incessante  preghiera di intercessione della Chiesa celeste

+La vita dei santi che dimostra che il cristianesimo è possibile ed è felice

+“Se questo e quello, perché non io?”  ( Sant’Agostino)

+La scelta dei Santi protettori


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Pensiero quotidiano: la triste realtà di un ateismo di massa


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Il colonnello trincerato a Pokrovsk: «Lottiamo casa per casa. I russi ci sovrastano in numero, ma noi resistiamo. Per ora»

di Lorenzo Cremonesi – Corriere della Sera – 7 Novembre 2025

Il colonnello ucraino Kmytiuk trincerato nella città: «Non siamo alla fine. Il vero incubo? È in corso una gigantesca sfida per il controllo dei cieli, dominata dai droni»

«Si combatte la classica battaglia urbana nell’era dei droni. Piccolissime unità, tre o quattro uomini, si muovono tra le macerie e gli edifici ancora in piedi. È la sfida casa per casa, cantina per cantina, non sai mai cosa c’è di fronte a te, o dietro. Giornate stressanti, con il meglio dei battaglioni russi che sono penetrati in città. Per ogni soldato nostro o loro l’incubo peggiore sono i droni. Nei cieli si sentono ronzare di continuo e non sappiamo se siano loro o nostri». 

Il tenente colonnello 32enne Mykhailo Kmytiuk da Pokrovsk ci racconta gli scenari di quello che in questo momento è il campo di battaglia più sanguinoso e rilevante dell’intero teatro di guerra russo-ucraino. Mykhailo, nome di battaglia Michel, comanda la «Taifun», l’unità specializzata nell’utilizzo dei droni e inquadrata nei ranghi della Guardia Nazionale, si trova in questo settore dall’ottobre 2024: riusciamo a parlargli mentre si muove con la sua jeep.

Da Mosca dicono che siete circondati e Pokrovsk cadrà presto nelle loro mani. Gli ucraini stanno perdendo? 
La situazione resta difficile. Ma un poco meglio che tre o quattro giorni fa, abbiamo ricevuto rinforzi e nuove armi. La guerra urbana continua, molto crudele. Ma adesso per noi appare più stabile e più sotto controllo di prima. Siamo anche riusciti a fermare l’attacco russo in zone limitrofe come Dobropillia. Ma è ovvio che Putin vorrebbe prendere tutto il Donbass per poi concentrarsi su Zaporizhzhia».

Come reagiscono i russi all’arrivo dei vostri rinforzi?
«Stanno attaccando e lo fanno intensificando i lanci di droni e bombe plananti, che vengono tirate dagli aerei lontano dal fronte e arrivano in planata molto veloce, difficili da colpire. Noi non abbiamo ancora risposte precise a questi tipi di arma».

Ma perché per voi ora andrebbe meglio?
«Sono arrivati i ricambi per migliaia di soldati che erano davvero esausti in tutte le unità, possiamo avvicendarci».

Mosca sostiene che siete totalmente circondati…
«Non è vero, possiamo ancora entrare e uscire dalla città, sebbene con enormi difficoltà. Anche per loro i movimenti sono complicati e molto pericolosi. Lo vedo tutte le volte che osservo gli schermi nel nostro bunker comando: è in corso una gigantesca sfida per il controllo dei cieli dominata dai droni».

Le fonti aperte degli osservatori militari americani valutano che i russi controllino almeno il 60 per cento dell’area urbana. Conferma?
«Impossibile dire, c’è una gigantesca area grigia tra le case dove le pattuglie russe e ucraine stanno combattendo. Il fronte cambia di minuto in minuto». 

In primavera noi giornalisti potevamo ancora visitare Pokrovsk, i russi si trovavano a una decina di chilometri dalle periferie orientali. Come mai verso fine luglio sono riusciti a entrare?
«Mosca ha bombardato con ordigni giganteschi, pesanti oltre tre tonnellate. Poi hanno inviato il meglio delle loro brigate, con unità speciali addestrate per la guerriglia urbana».

Si stimano 170 mila soldati russi concentrati nella zona. Concorda? 
«Crediamo anche di più».

E quanti civili restano dei 60 mila abitanti originari? 
«Purtroppo ancora tanti, credo 3 o 4 mila. Per noi rappresentano un problema: non sappiamo se stiano con noi, oppure con i nemici. Temiamo che chi resta diventi spia e informatore dei russi, rivelano ai loro cecchini le postazioni dei nostri soldati. Ogni volta che li incontriamo nelle cantine, nascosti, cerchiamo di parlare con loro, di capire cosa pensino, ma è difficile. E la domanda è sempre la stessa: perché restate, visto che la morte è tutta attorno a voi?».

Cosa può dire dei soldati caduti, davvero i russi perdono tanti uomini?
«Impossibile dare un quadro generale. Posso dire che la nostra unità nel suo settore ha di fronte un centinaio di soldati russi e in media ne uccide 2-3 al giorno, i feriti sono tra gli 8 e 12. Noi per lo più subiamo feriti perché siamo trincerati».

Ma quanti sono i vostri caduti?
«Abbiamo molti feriti leggeri e una media quotidiana di 2 o 3 gravi».

Putin vorrebbe occupare Pokrovsk entro la fine dell’anno: ci riuscirà?
«Mi sembra ancora una storia lunga. Certo è che i russi hanno tanti soldati e ne continuano a inviare».

Che armi vi mancano?
«Ci servono droni ad ala fissa, che possono colpire le retrovie russe, anche a 20 chilometri dal fronte dove sono le loro basi e soprattutto i comandi dei loro droni. La novità è che adesso l’area pericolosa si è allargata parecchio, supera i 25 chilometri e dunque occorrono droni dotati di maggiore autonomia».

IL PENSIERO QUOTIDIANO

36. La triste realtà di un ateismo di massa

Nel lungo tempo in cui la Regina della pace ci ha accompagnato nel nostro cammino di fede, ha descritto l’affermarsi di un ateismo di massa che ha cloroformizzato le menti e i cuori particolarmente in Occidente.

Gli ammonimenti della Madonna si sono moltiplicati, mentre noi rimanevamo increduli quando svelava che Satana “miete le anime” e che noi cristiani eravamo diventati “pagani”.

In realtà Dio non solo è scomparso dal tessuto sociale, ma anche e soprattutto nella vita personale, perché ormai la maggior parte della gente vive in una prospettiva terrena e non vuole essere disturbata, convinta com’è di ave trovato la soluzione di un vivere piacevole.

In realtà non solo la vita si è trasformata in un vagare qua e là senza obbiettivi che la elevano e la motivano, ma si è andata rapidamente degradando senza speranze di salvezza.

Infatti chi e come è in grado di salvare l’esistenza umana dal non senso, dal male e dalla morte? Ogni uomo è in balia di questa realtà distruttiva, che è fuori di lui e dentro di Lui e che lo divora suo malgrado.

La salvezza a portata di mano, grazie alla scienza e alla tecnica, è l’ennesimo inganno di una ragione accecata dalla presunzione e dall’arroganza.

Eppure la verità che salva è alla portata di tutti, ma la vedono soltanto gli umili di cuore. È lo sguardo della fede che illumina e ti manifesta Dio, Creatore e Padre, origine e fine ultimo della vita umana.

Anche tu, come tanti altri, lo ritroverai dopo averlo perduto. Alzati da dove sei precipitato, esci dalla palude immonda del peccato, scuotiti il fango di dosso e ritorna alla casa del Padre, dove finalmente troverai il caldo abbraccio di chi ti vuole bene e potrai finalmente fare festa.

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