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Programma di Padre Livio – Mercoledì 20 novembre 2025
h. 8.50 : Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)
h. 8.50 – 9.25: ATTUALITA’ MONDO – CHIESA
+L’Ucraina sventrata da Putin
+Guerra in Ucraina: un accordo che non sta in piedi
+Il disarmo di Hamas è un rebus
h. 9.25 – h. 9.35: VIATICO QUOTIDIANO
Pensieri sulla Fede (39)
h. 9.35 – 9.55: MEDJUGORJE: LE MIE PAROLE VENGONO DAL CIELO
30. “Figlioli vi guidi la fierezza di essere miei” (25 Luglio 2024)
+Quelli che si vergognano di Gesù Cristo
+Quelli che si vergognano della Croce
+Quelli che mettono l’uomo al posto di Dio
+Quelli che hanno rimpicciolito Cristo a un semplice uomo
+Quelli che si vergognano di Maria
+ Quelli che la sottodimensionano
+Quelli che non la pregano
+Quelli che non dicono il rosario
+Il cristiano non si vergogna della Croce di Cristo
+Il cristiano è orgoglioso di avere Maria come Madre
h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO
BLOG: blogdipadrelivio.it
Pensiero quotidiano: Affrontare Satana col Rosario in mano
h. 10.05: FIGLIOLI VI ABBRACCIO CON TENEREZZA (7)
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L’Ucraina sventrata da Putin
Paola Peduzzi – 19 novembre 2025 – IL FOGLIO
La Russia attacca sempre più forte il territorio ucraino. I numeri dell’impunità
Nella notte tra il 18 e il 19 novembre, la Russia ha lanciato 476 droni e 48 missili (47 da crociera, uno balistico) contro l’Ucraina. La difesa aerea ucraina ha intercettato 442 droni, 34 missili da crociera Kh-101 e sette missili da crociera Kalibr. Ma gli altri sette missili e gli altri 34 droni che non sono stati fermati da una contraerea in sofferenza – a causa principalmente dei tentennamenti e dei ritardi degli alleati dell’Ucraina, cioè noi – hanno colpito 14 località, e i detriti dei velivoli abbattuti sono caduti su altre sei, uccidendo 25 civili e ferendone almeno 115.
Le vittime accertate sono per lo più a Ternopil, una città che sta a centinaia di chilometri dal fronte ed è più vicina al confine con la Polonia che a Kyiv (infatti i caccia polacchi si sono alzati in volo nella notte per via dell’attacco russo alle regioni più occidentali dell’Ucraina): sono stati colpiti i palazzi, in particolare uno, distrutto nella parte alta, come tanti altri edifici ucraini, che restano lì, come moncherini, con le macerie dei tinelli, delle cucine, delle camere da letto in bella vista, a mostrare la quotidianità sventrata degli ucraini.
A Leopoli è stato colpito l’ufficio delle poste appena aperto, non ci sono state vittime, ma sono andati distrutti i circa 900 pacchi e lettere che dovevano essere spediti, altri pezzi di vita distrutti e non più recuperabili. I droni e i missili russi hanno colpito anche la martoriata Kharkiv e una centrale elettrica della Dtek, la principale compagnia elettrica privata del paese: la società non ha specificato in che regione è stata danneggiata la centrale, ma da ottobre le sue infrastrutture sono state colpite già cinque volte. La temperatura media in Ucraina la notte scorsa era di meno tre gradi.
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha ripetuto di aver bisogno di armi per la difesa aerea, gli attacchi russi si sono intensificati e, secondo i dati delle Nazioni Unite, il numero dei morti tra i civili ucraini è aumentato del 27 per cento nell’ultimo anno – l’anno in cui è arrivato alla Casa Bianca Donald Trump, che ha aperto negoziati diretti (e inutili) con il presidente russo Vladimir Putin. L’analisi dei numeri fornisce elementi chiari, che smentiscono tutte le chiacchiere che si fanno sul negoziato, sulla fine della guerra, finanche sulla pace: la Russia attacca più di prima, l’Ucraina riesce a difendersi meno di prima.
Che è come dire: Putin resta impunito, gli ucraini hanno meno armi per contrastare la furia russa. Nel frattempo gli europei, ai quali Trump ha delegato la gestione di una guerra che non considera sua (dice sempre che se fosse stato lui presidente, la guerra non sarebbe scoppiata; ma aveva anche detto che con lui la guerra si sarebbe risolta in due giorni), non riescono a mettersi d’accordo né sulle armi da spedire a Kyiv (la mobilitazione è lenta, gli acquisti dall’America anche) né sui soldi necessari a evitare il default dello stato ucraino, che resterà senza fondi a febbraio, quando inizierà il quinto anno della guerra unprovoked scatenata dai russi.
Fin dal primo dei quasi milletrecentosettanta giorni di aggressione russa, gli ucraini misurano la lentezza e l’indecisione degli alleati in vite perse, e per quanto si siano inventati un modo tutto nuovo – e più autonomo e indipendente – di difendersi dalla Russia e di colpire gli arsenali e le raffinerie russi, hanno bisogno della solidarietà occidentale per continuare a mantenere la propria indipendenza.
Ma gli europei sembrano più sensibili agli scandali di corruzione in Ucraina, alle elucubrazioni sulla tenuta della leadership di Zelensky e dei suoi consiglieri, ai chilometri di terreno persi dagli ucraini (che sono molto pochi se si considera che, come ha detto il ministero della Difesa britannica, i russi hanno perso un milione di uomini dal dicembre del 2022 a oggi a fronte dell’1,1 per cento di territorio ucraino conquistato) che alla propria inefficacia, per non parlare del fatto che, mentre noi centelliniamo armi e soldi, la catena di approvvigionamento iraniana, cinese e nordcoreana per la macchina bellica russa si rafforza sempre di più.
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41. Affrontare satana col Rosario in mano
In questo lungo tempo della sua presenza in mezzo a noi, la Madonna ci ha svelato l’azione di Satana per portare le anime alla perdizione e l’umanità alla distruzione di sé stessa.
La Vergine potente contro il male ci ha messo in guarda da Satana “sciolto dalle catene”, da satana che “regna”, da satana che “miete le anime” e da satana che non è mai stato “così forte come ora”.
Il monito della Madonna è arrivato proprio in un momento in cui l’oscuramento della fede ha avuto l’effetto di nascondere il nemico per eccellenza del genere umano e di lasciarlo operare a suo piacimento.
Di qui il dilagare del male in ogni ambito della vita personale e sociale, il crollo degli argini morali e il degrado della società verso forme sempre più aberranti di immoralità.
Di qui la necessità da parte dei credenti di opporre una resistenza che sia efficace e che impedisca alle porte dell’inferno di prevalere.
L’aiuto più necessario che Dio ci ha dato in questa lotta è la stessa presenza della Vergine potente contro il male, perché ci sostenga nella santa battaglia fino alla vittoria.
L’arma che la Madonna ci ha messo in mano è il Santo Rosario, da recitare con fede e devozione, in modo tale che i misteri della Redenzione mettano in fuga la falsa forza degli spiriti maligni
Ogni giorno incominciamo la giornata stringendo in mano la corona del Rosario e teniamola costantemente con noi come stimolo alla preghiera e metterci sotto la protezione dei Cuori di Gesù e di Maria.

Chiesa cattolica | Corrispondenza Romana 1925
19 Novembre 2025
di Redazione
Pubblichiamo oggi un brano del libro La Madre del Salvatore del teologo francese padre Réginald Garrigou-Lagrange sulla Mediazione universale di Maria (Parte II, Cap. II, Art. I).
La Chiesa ha approvato sotto Benedetto XV, il 21 gennaio 1921, l’Ufficio e la Messa propria di Maria Mediatrice di Tutte le Grazie, e molti teologi considerano questa dottrina contenuta a sufficienza nel deposito della Rivelazione per essere un giorno solennemente proposta come oggetto di fede da parte della Chiesa infallibile; è insegnata di fatto dal magistero ordinario che si manifesta con la liturgia, le encicliche, le lettere dei vescovi, la predicazione universale e le opere dei teologi approvati dalla Chiesa.
Vediamo cosa si deve intendere per questa mediazione, quindi come viene affermata dalla tradizione e stabilita dalla ragione teologica.
San Tommaso ci dice parlando della mediazione del Salvatore: «Il mediatore tra Dio e gli uomini, ha il compito di unirli tra loro» (S. Th. III, q. 26, a. 1), vale a dire, come è spiegato nello stesso luogo (a. 2), il mediatore deve offrire a Dio le preghiere degli uomini e soprattutto il sacrificio, atto principale della virtù di religione, e deve anche distribuire agli uomini i doni di Dio che santificano, la luce divina e la grazia.
C’è quindi una duplice mediazione, l’una ascendente sotto forma di preghiera e sacrificio, l’altra discendente attraverso la distribuzione dei doni divini agli uomini.
Questo ufficio di mediatore non conviene perfettamente che a Cristo, Uomo-Dio, il quale solo ha potuto riconciliarci con Dio offrendogli, per tutta l’umanità, un sacrificio di valore infinito, quello della croce, che è perpetuato nella sostanza in quello della messa; lui solo inoltre, come capo dell’umanità, ha potuto meritarci per giustizia le grazie necessarie alla salvezza e le distribuisce a tutti gli uomini che non si sottraggono alla sua azione santificatrice. È dunque mediatore come uomo, in quanto la sua umanità è personalmente unita al Verbo, e ha ricevuto la pienezza di grazia, la grazia capitale, che deve riversarsi su di noi. Così dice san Paolo: «Uno solo, infatti, è Dio e uno solo il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù, che ha dato se stesso in riscatto per tutti» (1 Tim 2, 5-6).
Ma nulla impedisce, dice san Tommaso, «che ci siano tra Dio e gli uomini, al di sotto di Cristo, dei mediatori secondari che cooperano alla loro unione in modo dispositivo o ministeriale» (loc. cit., a. 1), cioè disponendo gli uomini a ricevere l’influenza del mediatore principale o trasmettendola, ma sempre in dipendenza dai meriti di Cristo.
Così nell’Antico Testamento i profeti e i sacerdoti del sacerdozio levitico erano dei mediatori per il popolo eletto annunciando il Salvatore e offrendo sacrifici che erano figura del grande sacrificio della croce. I sacerdoti del Nuovo Testamento possono anche dirsi mediatori tra Dio e gli uomini, in quanto ministri del mediatore supremo, perché, in suo nome; offrono il santo Sacrificio e amministrano i sacramenti.
Ci si domanda allora se Maria, in maniera subordinata e in dipendenza dai meriti di Cristo, è mediatrice universale per tutti gli uomini sin dalla venuta di Nostro Signore per l’ottenimento e la distribuzione di tutte le grazie in generale e anche in particolare. Non lo è propriamente in qualità di ministro, ma come associata all’opera redentrice di suo Figlio, secondo l’espressione di sant’Alberto Magno «non in ministerium, sed in consortium et in adjutorium» (Mariale, q. 42).
I protestanti lo negano. Invece alla domanda così posta, il senso cristiano dei fedeli formati nel corso dei secoli dalla liturgia cattolica, espressione del magistero ordinario della Chiesa, è subito portato a rispondere: “Maria, nella sua qualità di Madre di Dio, Redentore di tutti gli uomini, è perfettamente designata a essere mediatrice universale, poiché è veramente intermediaria tra Dio e gli uomini, più particolarmente tra suo Figlio e noi”.
Lei rimane, infatti, perché creatura, sempre inferiore a Dio e a Cristo, ma è elevata al disopra di tutti gli uomini dalla grazia della maternità divina, che è per suo termine di ordine ipostatico, dalla pienezza di grazia, ricevuta nell’istante della sua Immacolata Concezione e che non ha cessato di crescere in seguito, e infine dal privilegio della preservazione da qualsiasi colpa.
Si vede dunque che cosa bisogna intendere per questa mediazione che la liturgia e il senso cristiano dei fedeli attribuiscono a Maria. Si tratta di una mediazione, propriamente parlando, subordinata e non coordinata a quella del Salvatore, per cui dipende interamente dai meriti di Cristo Redentore universale: si tratta anche di una mediazione non necessaria (perché quella di Gesù è già sovrabbondante e non ha bisogno di alcun complemento), ma è stata voluta dalla Provvidenza, come un irraggiamento di quella del Salvatore, e tra tutti l’irraggiamento più eccellente. La Chiesa la considera utilissima ed efficace per ottenerci da Dio tutto ciò che può condurci direttamente o indirettamente alla perfezione e alla salvezza. Infine, si tratta di una mediazione perpetua, che si estende a tutti gli uomini e a tutte le grazie, senza eccettuarne alcuna, come vedremo più avanti.
In questo senso preciso la mediazione universale è attribuita a Maria dalla liturgia, nella festa di Maria Mediatrice, e dai teologi che hanno recentemente pubblicato numerose opere su questo argomento.
La testimonianza della tradizione
Questa dottrina è stata affermata in modo generale e implicito fin dai primi secoli, in quanto Maria è stata chiamata dal II secolo in poi la nuova Eva, la Madre dei viventi, come abbiamo detto sopra, tanto più che questo titolo le è sempre stato riconosciuto non solo perché ha concepito e dato alla luce fisicamente il Salvatore, ma anche perché ha cooperato moralmente alla sua opera redentrice, soprattutto unendosi molto intimamente al sacrificio della croce.
Dal IV secolo e soprattutto dal V secolo, i Padri affermano distintamente che Maria intercede per noi; che tutti i benefici e i soccorsi utili alla salvezza giungono a noi attraverso di lei, attraverso il suo intervento e la sua speciale protezione. A partire dalla stessa epoca è chiamata mediatrice tra Dio e gli uomini o tra Cristo e noi.
Studi recenti hanno gettato una grande luce su questo punto.

30. «Figlioli vi ho scelti e vi guido» (25 luglio 2024)
La Madonna chiama non solo ad andare a Medjugorje, il pellegrinaggio non è alla portata di tutti per svariati motivi, ma si può rispondere alla chiamata spiritualmente, è ovvio. Di fatto, chi può va e si rende conto di quanto fosse congrua la chiamata perché lì si incontra veramente la Madonna.
La Regina della pace ha tenuto a sottolineare che è lei a chiamare sia coloro che intraprendono il pellegrinaggio sia coloro che aderiscono leggendo i suoi Messaggi e mettendoli in pratica. La lunga permanenza della Regina della pace in tutti questi anni è volta a formare la schiera degli Apostoli del suo amore, coloro che lei stessa chiama e forma per la grande battaglia spirituale che già oggi è in atto. Quotidianamente dobbiamo già combattere per conservare la fede, testimoniarla, custodirla, diffonderla; nel tempo dei Segreti questa battaglia spirituale sarà ancora più aspra.
La Regina della pace sta già preparando ora il suo esercito chiamando e formando le persone. Già questo è il tempo della risposta, della testimonianza e del combattimento. La Madonna chiama il popolo di Dio, persone semplici, umili, anziani, ragazzi, sposi, adulti; tutti possono rispondere alla chiamata. La Regina della pace chiama, fortifica nella fede e nella vita cristiana e ci prepara alla testimonianza nel tempo dei Segreti.
Nel tempo dei Segreti la battaglia è la risposta della fede alla presenza della Madonna che è una presenza salvifica. Rispondendo con la fede, testimoniando e prendendo per mano coloro che sono lontani, noi facciamo la nostra battaglia. Non si tratta, allora, di compiere atti eroici, dobbiamo combattere quotidianamente, interiormente ma con una grande forza del cuore che non dubita, che non vacilla e che si affida.
Tutti quelli che credono alla Regina della pace e hanno risposto alla sua chiamata devono avere la consapevolezza di avere avuto una grazia particolare. La Madonna chiama molta più gente rispetto al numero di quelli che risponde. Rispondere alla chiamata della Regina della pace cambia la vita. Io stesso posso testimoniare che ero molto impegnato nella mia Parrocchia quando ho sentito la chiamata a Medjugorje e ho dato la risposta che mi ha cambiato la vita.
La risposta alla Regina della pace dev’essere quotidiana, continua, prolungata nel tempo. La gioia della risposta alla chiamata dev’essere consolidata nel tempo; quando il diavolo perde una preda tenta in tutti i modi di riconquistarla. Bisogna lottare quotidianamente per rimanere fedeli alla Madonna e coerenti nella risposta. La Regina della pace richiede tanta preghiera e santità di vita cristiana, oltre che la testimonianza. Tutto questo dà alla vita uno stile diverso rispetto a quello che si aveva prima di rispondere alla chiamata. La vita prende così una dimensione di santità e di testimonianza dell’incontro con Dio.
In questo Messaggio la Madonna sottolinea di averci scelto con gioia. Il fatto che la Madonna ci scelga con gioia mi ha molto colpito; è la gioia di avere degli Apostoli che lavorano per lei, è la gioia che lei prova vedendo la nostra risposta. Il cuore della Madonna si riempie di gioia quando rispondiamo alla sua chiamata; nel medesimo tempo anche il nostro cuore si riempie di gioia e questa è un’esperienza che facciamo tutti. L’incontro con la Regina della pace è molto più di un atto devozionale.
L’esperienza che si fa arrivando a Medjugorje è proprio quella della gioia che diventa commozione se ci si accosta lì al Sacramento della Riconciliazione specialmente se lo si è trascurato per molti anni. A Medjugorje ci sono le file ai confessionali ed è bello ed emozionante vedere le lacrime di gioia scorrere sui volti di chi riceve l’Assoluzione e sperimenta dopo tanto tempo la bellezza indescrivibile dell’abbraccio con Gesù.
Molti che vanno a Medjugorje hanno la consapevolezza di essere scelti, indubbiamente è un fatto positivo. Gesù ha scelto i dodici Apostoli tra le decine di discepoli che lo seguivano; allo stesso modo la Regina della pace chiama e sceglie quelli che devono diventare gli Apostoli del suo amore a quali ha dedicato tantissimi Messaggi del 2 del mese, dati alla veggente Mirjana. Questa consapevolezza di essere stati scelti come Apostoli del suo amore è qualcosa di molto positivo e quindi ci impegna più degli altri, fa di noi persone che nel piccolo hanno una leadership spirituale attirando anche chi è lontano.
È giusto un santo orgoglio che viene dalla consapevolezza di essere scelti. Non bisogna fermarsi ma impegnarsi e, nell’umiltà, darsi da fare per diventare Apostolo dell’amore di Maria, lievito che fermenta nella famiglia in cui si vive, nei cari, nelle relazioni umane quotidiane. La Madonna è qui per creare questa rete che sarà fondamentale nel momento della prova.
In questo Messaggio la Regina della pace dice anche che ci guida. La Madonna aveva detto anche all’inizio delle apparizioni che ha scelto la Parrocchia di Medjugorje per guidarla con i suoi Messaggi. La Madonna è Madre della Chiesa, è la Piena di grazia, colma di doni dello Spirito Santo, è la Sede della Sapienza; di qui il suo ruolo di guida della Chiesa che nei Messaggi di Medjugorje non ha trovato alcun errore, anzi sono edificanti, perfetti. La Regina della pace sceglie gli Apostoli e li guida. Questa è la realtà nella quale ci troviamo ora; in tutti questi anni la Madonna ha tenuto viva la fede con i suoi Messaggi, dall’altra ha creato una schiera di Apostoli che sarà fondamentale nel tempo dei Segreti.
Molti di questi Apostoli sono i numerosissimi sacerdoti che in questi anni sono andati a Medjugorje e che nel tempo dei Segreti indicheranno a tutti la presenza di Maria, nei momenti di oscurità, di falsi profeti e di tradimenti. Nei momenti in cui il diavolo farà scendere in campo tutte le sue orde, gli Apostoli di Maria avranno il compito di speronare il popolo di Dio, sorreggerlo perché non ceda alle potenze del male.
Quelli che hanno risposto alla chiamata e hanno perseverato siano consapevoli soprattutto degli obblighi che hanno di vivere sulla via giusta, testimoniare e trainare quelli che vacillano. Entriamo nella risposta a questa chiamata, ogni giorno controlliamo noi stessi ed esaminiamoci sulla risposta che abbiamo dato e che stiamo dando. Quelli che sono andati in pellegrinaggio a Medjugorje, sono tornati fervorosi ma dopo qualche settimana hanno perso l’entusiasmo colgano il momento per applicare a se stessi queste parole della Madonna: «Figlioli vi ho scelti e vi guido». Ricordiamoci di della scelta che è stata fatta, della vocazione che abbiamo avuto di essere Apostoli di Maria e di farci guidare da lei.
«Cari figli! Con gioia vi ho scelti e vi guido perché in voi, figlioli, vedo persone di fede, speranza e preghiera. Figlioli, vi guidi la fierezza di essere miei, e io vi guido a Lui che è via, verità e vita. Sono anche con voi affinché la pace vinca in voi ed attorno a voi, perché Dio mi ha mandato a voi per questa intenzione. Grazie per aver risposto alla mia chiamata» (25 luglio 2024)