"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2025 Pagina 45 di 367

MARIA DOLCE MADRE

9. MARIA MADRE SEMPRE PRESENTE

Alcuni dicono che i vangeli parlino relativamente poco della Madonna. Si tratta di una affermazione inconsistente, perché la Parola di Dio non si può misurare col criterio della quantità. Ciò che invece colpisce è il fatto che Maria, pur con la discrezione che caratterizza la sua persona, è sempre presente nei momenti fondamentali della vita di Gesù e della Chiesa. La Madonna partecipa da protagonista ai grandi appuntamenti della redenzione. Svolge il suo compito di madre assicurando sempre la sua presenza, quando questa è necessaria. Lei sa quando il suo dovere materno la chiama e non si fa aspettare. Ad ogni evento della vita di Gesù vediamo la Madre al suo fianco, attenta e consapevole del suo compito. La stessa cosa possiamo affermare della vita bimillenaria della Chiesa, la cui traversata, nell’oceano tempestoso della storia, ha avuto nella Madonna la stella fulgente che l’ha guidata.  Ma se ognuno di noi guarda alla sua vita con gli occhi della fede, si renderà conto che Maria gli era vicina nei momenti cruciali.

Qualsiasi tentativo di ridimensionare il ruolo della Madonna nella storia della salvezza è destinato al fallimento, perché cozza contro l’evidenza. La realtà, impossibile da cancellare, è che Maria sta al fianco di Gesù dalla culla alla croce, come pure accompagna il cammino della Chiesa e di ogni anima dall’inizio alla fine, senza distrarsi e senza assentarsi. L’Ancella del Signore si dedica completamente alla missione materna che l’Altissimo le ha affidato e vive solo per essa. Diversamente dagli apostoli nel Getsemani, Lei veglia e prega senza mai addormentarsi. Come una madre che non abbandona mai la casa incustodita, Maria vigila senza mai perdere di vista nulla e nessuno. Lei sa che il nemico si nasconde per sorprendere con le sue insidie. Guai se la Vergine potente contro il male non intervenisse quando il leone ruggente sferra all’improvviso il suo attacco.

La figlia di Sion appare improvvisamente sulla scena del mondo nel momento culminante dell’opera divina della creazione e della redenzione. L’evento dell’incarnazione la trova pronta, protesa nell’ascolto, determinata nella decisione. È il suo “Sì” incondizionato che rende Dio eternamente presente nella storia dell’umanità.  Quando il Figlio, alle nozze di Cana, dà inizio alla sua missione, Lei gli siede accanto, sollecita e attenta, perché non sia turbata la gioia della festa. Ai piedi della Croce la Madre partecipa alla passione del Figlio e con Lui beve fino all’ultima goccia il calice amaro della redenzione. Il suo Cuore è pronto per abbracciare la sua nuova missione di madre dell’umanità. Nel Cenacolo, quando la Chiesa viene battezzata nel fuoco dello Spirito Santo, Maria la stringe al suo cuore, infondendole la sua fede, vivificandola con la sua preghiera e infiammandola con la sua carità.

Nella traversata tempestosa della storia la Chiesa non deve mai temere. La Madonna non l’ha mai abbandonata a sé stessa e mai l’abbandonerà. Quando la barca di Pietro sembra affondare sotto la furia dei marosi, ecco che Maria si fa presente con le sue apparizioni. Chi potrebbe contare gli interventi della Santa Vergine da quando Lei, assunta in Cielo, si è presa cura della navigazione della Chiesa? Il Cielo si è aperto innumerevoli volte su questa terra travagliata: La divina messaggera moltiplica le sue venute e mai sembra essere stanca. La Chiesa è la sua casa e Lei la cura come la più premurosa delle madri. Ma anche ogni uomo è suo figlio e la Madre vigila instancabilmente, pronta a intervenire, anche quando noi non la chiamiamo e pensiamo di non avere bisogno. In particolare Maria è presente oggi, più attiva e sollecita che mai. Come potrebbe la Regina del cielo e della terra abbandonare a sé stessa la Chiesa, quando il drago, sciolto dalle catene, vorrebbe distruggerla e portare l’intera umanità alla rovina?

PENSIERO QUOTIDIANO

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42. Sarà Maria a salvare il mondo dalla catastrofe

Che la storia umana si avvii verso una catastrofe globale è fin troppo evidente per doverlo dimostrare. La carica di odio e di superbia di cui è pieno il mondo, è una bomba nucleare impossibile da disinnescare.

Satana ha predisposto accuratamente un piano che si sta realizzando passo dopo passo. Prima ha declassato il Cristianesimo, oscurando la Fede e la Croce, poi è passato a scardinare i cuori uno ad uno, come ha rivelato la Madonna nei suoi Messaggi.

La Madonna a Fatima, dopo aver rivelato la fine della Prima guerra mondiale, ha cercato di evitare la seconda, chiamando il mondo alla conversione. Non è stata ascoltata e quindi è esplosa causando distruzione e morte come mai era avvenuto prima.

Ora La Regina della pace è qui in mezzo a noi da oltre quattro decenni per evitare una terza guerra, che è già in atto e il cui esito si preannuncia fatale per l’umanità e il pianeta sul quale vive.

La lunga presenza di Maria non ha fermato la corsa verso l’abisso e l’umanità, dimentica degli orrori del passato, si appresta a compiere il passo fatale che satana aspetta da sempre.

Dio però non vuole che il mondo perisca e ha inviato Maria per salvare le nostre vite e la terra sulla quale viviamo. Tuttavia si salveranno quanti apriranno il cuore alla grazia della salvezza.

Nel momento in cui l’impero del male crollerà, con esso saranno travolti tutti coloro che l’hanno sostenuto e sono diventati strumenti del maligno, per realizzare i suoi piani di distruzione e di morte.

Al contrario chi si sarà convertito e, attraverso Maria, sarà ritornato al Dio della pace e dell’amore, troverà la salvezza e la pace.

L’uomo non è il padrone del mondo e neppure satana lo è, benché brami divenirlo. Le schiere degli impenitenti: dei superbi, dei supponenti, dei prepotenti, dei violenti, dei falsari, degli avidi e dei malvagi andranno nell’abisso col loro ispiratore.

🔴LIVE🔴 MAGNIFICAT: IL POEMA DI MARIA – a cura di PADRE LIVIO – Puntata 15 – LA FALSA FORZA DEL MALE – LE ARMI DELLA LUCE

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🔴LIVE🔴Incontro di Padre Livio con la veggente Vicka di Medjugorje – Agosto 2005

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Medjugorje: Le mie parole vengono dal Cielo – di P. Livio – puntata 31 – “Figlioli, vi guidi la fierezza di essere miei” (Messaggio 25 luglio 2024)

🔴LIVE🔴 Il Viatico quotidiano – di P. Livio – Puntata 41


MEDJUGORJE: LE MIE PAROLE VENGONO DAL CIELO

31. «Figlioli vi guidi la fierezza di essere miei» (25 luglio 2024)

Viviamo in un mondo che ha sostituito il Cristianesimo con le ideologie di carattere politico, scientifico, filosofico, di vario genere. Si tratta di correnti di pensiero elaborate dall’intelligenza umana che si sarebbe emancipata dal Cristianesimo e quindi dalla Verità rivelata; l’uomo moderno cerca la verità e rifiuta Colui che incarna la divina Rivelazione e cioè Gesù Cristo che è Via, Verità e Vita. Siamo in un mondo che afferma la superiorità della scienza, della conoscenza umana fino ad attribuire a essa dei miracoli. Conosciamo bene tutte le elaborazioni di carattere intellettuale che poi, alla fine, arrivano al nulla. Oggi persistono ancora tante malattie del corpo che risultano incurabili. La scienza non riesce a guarire le malattie, figuriamoci se riesce a guarire il peccato, la cattiveria umana.

Chi crede in Gesù Cristo, Figlio di Dio e Redentore del mondo e nella salvezza che viene dalla Croce, viene ritenuto un pazzo. C’è un evidente atteggiamento di supponenza e di disprezzo nei confronti dei cristiani. Il credente è ritenuto un essere inferiore, un demente; oggi c’è lo stesso atteggiamento che avevano i pagani quando irridevano i simboli cristiani. In questo contesto si capisce l’esortazione della Regina della pace che ci dice di essere fieri di essere suoi. Dobbiamo avere la consapevolezza della grazia della fede.

Mediante la fede abbiamo una visione superiore della vita, è una grazia immensa. Accogliendo la Divina Rivelazione, che è una grande luce, abbiamo le risposte agli interrogativi più difficili da affrontare. Nella fede troviamo il senso della vita, la prospettiva, la bellezza e la grandezza. Quando al mattino recitiamo le preghiere soffermiamoci sulle parole del Ti Adoro: “ti ringrazio per avermi creato e fatto cristiano”. Bisogna essere consapevoli della grazia della fede, è una ricchezza più grande di qualsiasi eredità.

Non dobbiamo sentirci inferiori davanti alla prosopopea del mondo. Gesù Cristo ha detto che chi non crede è cieco e crede di vedere. La Sacra Scrittura è piena di queste espressioni che smontano la supponenza del mondo. Noi che abbiamo la grazia della fede viviamo in atteggiamento di umiltà proprio perché abbiamo ricevuto un dono da Dio e dobbiamo custodirlo ed esserne grati. Non vergogniamoci di essere figli di Maria, portiamo con orgoglio e convinzione un simbolo cristiano al collo, o al polso. Non vergogniamoci di stringere tra le mani una Corona del Rosario e di avere in casa un quadro o una statuetta della Madonna o di Gesù. Non vergogniamoci di avere il Crocifisso vicino all’ingresso di casa. Senza ostentazione, con molta naturalezza, mostriamo che per noi la fede è un tesoro.

Non vergogniamoci di testimoniare la fede, di dirci cristiani. Non commettiamo l’errore di chi ha rinnegato la fede e la Croce, di chi si vergogna di Gesù Cristo. Il Salvatore del mondo è stato condannato e disprezzato dal mondo, il Re del mondo è stato incoronato di spine, umiliato, condannato. Tutto questo viene dal diavolo, l’angelo ribelle è invidioso. Nella consapevolezza di non farci sobillare come è successo a tanti che si vergognano di Gesù Cristo e non lo riconoscono come Dio ma lo riducono a semplice uomo, viviamo con fierezza il dono della fede.

Oggi accade che molti hanno rifiutato la fede e la Croce ma si inginocchiano e adorano personaggi che si rivelano poi squallidi; allo stesso tempo accade che le persone buone, umili, oneste vengono disprezzate. Entriamo, allora, nella mentalità della consapevolezza della bellezza del Vangelo e della vita cristiana. Non abbiamo bisogno che il mondo ci riconosca; pensiamo alla straordinaria storia di Radio Maria che la gente semplice ha accolto in un modo incredibile, in Italia e nel mondo. Radio Maria si è diffusa molto rapidamente proprio perché le persone semplici l’hanno accolta, allo stesso tempo è stata irrisa dai supponenti che con le loro accuse hanno riempito tante prime pagine di giornali. Radio Maria, essendo la radio della Regina della pace, ha dato fastidio fin da subito al diavolo e i suoi adepti hanno reagito irridendola, accusandola, infangandola. Non abbiamo abbassato la testa, siamo andati avanti con la fierezza di essere di Maria e di averle dato una radio. Questa fierezza ci ha sempre accompagnato e sarà così sempre.

Maria è stata inviata da Suo Figlio per questa svolta della Storia umana e il suo Cuore Immacolato trionferà. Il tempo che stiamo vivendo è la quiete che precede la tempesta, è una calma solo apparente perché da lontano possiamo già scorgere il temporale che sta arrivando e i fulmini che si abbatteranno su di noi, soprattutto nel cuore degli uomini. Proprio in questo tempo, allora, dobbiamo essere molto pazienti, dobbiamo saper attendere, pregare, vivere nella semplicità, andare all’essenziale, coltivare il nostro rapporto intimo con Dio. Viviamo con fierezza e con gioia il nostro essere figli di Dio e di Maria. Non cerchiamo altro, le cose del mondo non ci interessano, sono inutili. Il figliol prodigo condivideva le carrube con i maiali, poi si è reso conto che la casa del padre lo aspettava e lì c’era la vera gioia che invece era andato a cercare per il mondo, ritrovandosi solo, povero e ridotto a vivere come un animale.

Andiamo a cercare Dio che è la più grande ricchezza che si possa avere. La pace di Dio nel cuore, il suo amore, la sua amicizia, la sua benevolenza sono la cosa più desiderabile qui sulla Terra, il resto sono carrube. La Madonna ci invita alla fierezza di essere suoi. Guai a noi se ci vergogniamo di Gesù, guai a noi se saremo fra quelli che rifiutano la fede e la Croce o riducono Cristo a un semplice uomo. Guai a noi se saremo fra quelli che si vergognano di avere Maria come Madre! Guai a noi se saremo fra quelli che non pregano o si vergognano di pregare il Rosario.

Il cristiano è orgoglioso di avere Maria come Madre, Cristo come fratello e Dio come Padre!

«Cari figli! Con gioia vi ho scelti e vi guido perché in voi, figlioli, vedo persone di fede, speranza e preghiera. Figlioli, vi guidi la fierezza di essere miei, e io vi guido a Lui che è via, verità e vita. Sono anche con voi affinché la pace vinca in voi ed attorno a voi, perché Dio mi ha mandato a voi per questa intenzione. Grazie per aver risposto alla mia chiamata» (25 luglio 2024)

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🔴LIVE🔴 FIGLIOLI: VI ABBRACCIO CON TENEREZZA – Catechesi di P. Livio – Puntata 7

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Ucraina, il ritorno della complicità tra Trump e Putin in nome del business (mentre l’Europa viene ignorata)

di Federico Fubini- Corriere della Sera – 20 Novembre 2025

La bozza in 28 punti negoziata da Witkoff e Dmitriev, che porterebbe a un’Ucraina completamente asservita a Mosca

Domani sarebbero dovute scattare le prime sanzioni della Casa Bianca di Donald Trump contro la Russia, mirate sul petrolio. Non accadrà, non in alcune parti nevralgiche. Ieri il prezzo del barile è addirittura crollato fino a meno 2,9% — invece di impennarsi — perché fra Washington e Mosca sta tornando l’atmosfera di complicità del vertice di agosto scorso in Alaska. 

Nelle ultime ore l’amministrazione Trump ha silenziosamente spostato da venerdì 21 novembre al 13 dicembre la scadenza per la vendita di tutte le attività estere di Rosneft e Lukoil, le major del petrolio russo. Queste continuano a far gola ai gruppi americani, ma la Casa Bianca adesso preferisce allentare la pressione: sta tornando ad allungarsi l’ombra di un’intesa russo-americana, discussa sulla testa degli ucraini, senza europei, per assecondare Putin nelle sue richieste in vista di una tregua. 

I contenuti trattati in questi giorni mescolano le pretese del Cremlino avanzate fin dal marzo 2022 alle rivendicazioni presentate a Trump proprio ad Anchorage in agosto. Riaffiorano le tradizionali richieste che il russo sia lingua di Stato e la chiesa ortodossa russa riceva uno status ufficiale in Ucraina. Ma soprattutto, dei negoziati di Istanbul della primavera 2022 torna l’idea di ridurre l’esercito di Kiev a dimensioni inadeguate. Secondo indiscrezioni riportate dal Financial Times, la bozza di piano discusso fra il Cremlino e la Casa Bianca prevedrebbe un dimezzamento degli effettivi ucraini; l’esercito stesso dovrebbe poi rinunciare ad alcuni tipi di armi ed è facile immaginare quali: tutti i mezzi per colpire a decine o centinaia di chilometri i depositi di munizioni, gli assembramenti di forze russe dietro il fronte o le infrastrutture critiche. 

È un ritorno, camuffato, al «memorandum» che il Cremlino presentò a Istanbul nel 2022. 

All’epoca pretendeva di tagliare gli effettivi ucraini a 85 mila e limitare la gittata delle armi a pochi chilometri. Ora prova a convincere Trump a privare Kiev del diritto di usare certi mezzi e a ridimensionare un esercito che oggi conta un milione di soldati. 

Il Paese aggredito a quel punto non sarebbe più in grado di difendere un confine di quasi duemila chilometri, esposto alla continua minaccia di nuove invasioni. Il sistema politico ucraino dovrebbe allora assecondare le preferenze di Mosca, perché il Paese vivrebbe sotto la minaccia delle armi russe, anche se nel piano si accenna a vaghe «garanzie di sicurezza». 

Quanto all’altro cardine della bozza russo-americana, viene dritto dal vertice di Anchorage fra Trump e Putin: l’Ucraina dovrebbe cedere a Mosca tutto il Donbass, il territorio che quest’ultima non è riuscita a conquistare in quasi quattro anni di guerra e dopo oltre un milione fra morti e feriti russi. Ai ritmi ai quali avanza, l’esercito di Putin avrebbe bisogno di anni e di milioni di perdite — ormai insostenibili — per catturare la parte ancora libera del Donetsk. Con quella proposta invece Kiev cederebbe la cintura fortificata fra Druzhkivka, Kramatorsk e Slovyansk. E aprirebbe così ai russi la strada verso Dnipro e all’attacco su Kharkiv da sud. Sarebbe un passo in più nel piano russo per rendere l’Ucraina incapace di esistere, se non agli ordini di Putin

Non è chiaro quanto conti in questa svolta americana lo scandalo Epstein e l’ansia di Trump di spostare altrove le luci della ribalta. Di certo sia da Mosca sia dalla Casa Bianca sono stati incaricati uomini di business a negoziare: Steve Witkoff per Trump, il capo del fondo sovrano Kirill Dmitriev per Putin. Zelensky, alla finestra, naturalmente respingerà; ma Trump e Putin sanno che gli scandali di corruzione a Kiev, esplosi con tempismo sospetto, lo indeboliscono. Forse russi e americani potrebbero ora tentarlo con la promessa di avere salva la vita. La società civile ucraina si rivolterebbe comunque a una pace cartaginese che schiacci il suo anelito a democrazia, indipendenza e integrazione in Europa

Ma servirebbe che quest’ultima desse a Kiev — e a Mosca — un segnale da «whatever it takes». Potrebbe mostrare che sosterrà Kiev fino a quando serve, oltre il limite (non lontanissimo) al quale la guerra diventerà insostenibile per la Russia stessa; potrebbe farlo usando le centinaia di miliardi di euro di riserve del Cremlino e frenando il traffico di greggio russo dal Baltico. L’Europa potrebbe farlo, se accettasse che l’alternativa è peggiore: lo status di vassallo di una spartizione fra Putin e Trump.

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