la Madonna tiene molto all’anno del Giubileo e ha voluto dedicare a questo tema l’intero Messaggio del nuovo anno. La Madonna lo ha fatto esponendo un vero e proprio programma, che sarà di grande beneficio per la Chiesa della quale è Madre e Maestra.
Innanzi tutto ha messo in cima al programma spirituale del Giubileo l’invito alla Conversione, che è anche il Messaggio più importante che ha dato a Medjugorje.
L’appello alla Conversione costituisce il primo annuncio del Vangelo e nel medesimo tempo è il mandato che Gesù ha affidato alla Chiesa inviandola in tutto il mondo.
Si tratta di un appello universale a ritornare a Dio che si è manifestato in Gesù Cristo, nostro Signore e Salvatore, in un momento in cui il Cristianesimo è rifiutato e rimosso anche nei paesi di antica cristianità.
La Madonna, sia pure in modo sintetico, ci spiega in che cosa consiste la Conversione e di indica i passi che dobbiamo fare lungo il cammino.
Innanzi tutto è necessario mettere Dio al centro del nostro vivere, perché Lui è il nostro Creatore e Redentore e senza Lui la nostra vita va in perdizione.
Quindi Dio al primo posto nei nostri pensieri, nei nostri progetti, nei nostri affetti, nelle nostre attività. Dio creduto, Dio servito e Dio amato con tutto il cuore, con tutta l’anima con tutta la mente e con tutte le nostre forze.
Quando Dio è vivo in noi e noi siamo una solo cosa con Lui i frutti saranno abbondanti, come quelli dei tralci che sono uniti alla vite.
Il primo frutto dell’amore verso Dio sarà l’amore verso il prossimo, perché il prossimo è immagine di Dio ed è suo figlio, con una vocazione alla vita eterna, e quindi è in ogni caso un nostro fratello.
Quando l’amore di Dio ha conquistato il nostro cuore, sentiremo il bisogno di riversarlo sul nostro prossimo e incominceremo a vivere la nostra vita come un dono che ci rende decisi e gioiosi nella testimonianza.
La Madonna ci ricorda che l’annuncio della fede incide sugli altri se noi la viviamo con impegno e convinzione. Diversamente rischiamo di essere dei cembali squillanti.
La testimonianza della fede è veritiera e non ipocrita e ingannatrice se è accompagnata dalla santità della vita.
La Madonna cammina con la Chiesa e questo messaggio nella sua essenzialità è uno programma per il cammino di santità che noi dobbiamo fare rinnovando la nostra vita cristiana.
Questa foto inviatami da un pellegrino di Medjugorje risale al 1986, anno in cui ho affiancato la Veggente Vicka nell’accoglienza dei pellegrini all’esterno della sua casa natale.
Questo impegno, spesso spossante, durava tutta la giornata e offriva un panorama straordinario di popoli delle varie parti del mondo, in particolare dell’Europa.
Vicka fissava a ogni gruppo il suo orario e incominciava con l’esposizione dei messaggi della Madonna, che lei aveva sintetizzato in una silloge ben ordinata.
Poi le persone facevano le loro domande che, secondo le possibilità, io traducevo in croato. D’altra parte lei ben presto ha imparato l’italiano.
Si incominciava e si terminava ogni incontro con la preghiera e un saluto particolare ai malati e ai bambini. A volte qualcuno chiedeva un breve colloquio personale.
Mi sono applicato a questo servizio circa un mese all’anno (il tempo delle mie ferie) per oltre una ventina di anni. In questo modo ho potuto conoscere a fondo le apparizioni, i rapporti dei veggenti con la Madonna, i loro pensieri e riflessioni e, nel medesimo tempo, rendermi conto del loro cammino spirituale.
Molto di questo è stato da me direttamente registrato e fatto ascoltare innumerevoli volte a Radio Maria, oltre ad aver offerto materiale per una trentina di libri su Medjugorje
Questo riguarda non solo Vicka, ma anche gli altri veggenti, di cui ho potuto conoscere direttamente la testimonianza anche attraverso ampie interviste, oltre che con la frequentazione quotidiana.
Nonostante le critiche e i dubbi che sono stati assiduamente alimentati, io non ho mai avuto incertezze sulla veridicità delle apparizioni e sulla sincerità dei veggenti, come d’altre parte non ne ha mai avuto la popolazione locale.
Alla fine ognuno raccoglierà quello che ha seminato, chi la zizzania, chi il buon grano. Il momento della Verità non è lontano.
Commento al Vangelo di Benedetto XVI all’Angelus di Domenica 27 Gennaio 2013
“Cari fratelli e sorelle
La liturgia odierna ci presenta, uniti insieme, due brani distinti del Vangelo di Luca. Il primo (1,1-4) è il prologo, indirizzato ad un certo «Teofilo»; poiché questo nome in greco significa «amico di Dio», possiamo vedere in lui ogni credente che si apre a Dio e vuole conoscere il Vangelo.
Il secondo brano (4,14-21), invece, ci presenta Gesù che «con la potenza dello Spirito» si reca di sabato nella sinagoga di Nazaret. Da buon osservante, il Signore non si sottrae al ritmo liturgico settimanale e si unisce all’assemblea dei suoi compaesani nella preghiera e nell’ascolto delle Scritture.
Il rito prevede la lettura di un testo della Torah o dei Profeti, seguita da un commento. Quel giorno Gesù si alzò a leggere e trovò un passo del profeta Isaia che inizia così: «Lo Spirito del Signore Dio è su di me, / perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione; /mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri» (61,1-2).
Commenta Origene: «Non è un caso che egli abbia aperto il rotolo e trovato il capitolo della lettura che profetizza su di lui, ma anche questo fu opera della provvidenza di Dio» (Omelie sul Vangelo di Luca, 32, 3). Gesù infatti, terminata la lettura, in un silenzio carico di attenzione, disse: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete [ora] ascoltato» (Lc 4,21).
San Cirillo d’Alessandria afferma che l’«oggi», posto tra la prima e l’ultima venuta di Cristo, è legato alla capacità del credente di ascoltare e ravvedersi (cfr PG 69, 1241). Ma, in un senso ancora più radicale, è Gesù stesso «l’oggi» della salvezza nella storia, perché porta a compimento la pienezza della redenzione.
Il termine «oggi», molto caro a san Luca (cfr 19,9; 23,43), ci riporta al titolo cristologico preferito dallo stesso Evangelista, cioè «salvatore» (sōtēr). Già nei racconti dell’infanzia, esso è presentato nelle parole dell’angelo ai pastori: «Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, Cristo Signore» (Lc 2,11).
Cari amici, questo brano interpella «oggi» anche noi. Anzitutto ci fa pensare al nostro modo di vivere la domenica: giorno del riposo e della famiglia, ma prima ancora giorno da dedicare al Signore, partecipando all’Eucaristia, nella quale ci nutriamo del Corpo e Sangue di Cristo e della sua Parola di vita.
In secondo luogo, nel nostro tempo dispersivo e distratto, questo Vangelo ci invita ad interrogarci sulla nostra capacità di ascolto. Prima di poter parlare di Dio e con Dio, occorre ascoltarlo, e la liturgia della Chiesa è la “scuola” di questo ascolto del Signore che ci parla.
Infine, ci dice che ogni momento può divenire un «oggi» propizio per la nostra conversione. Ogni giorno (kathēmeran) può diventare l’oggi salvifico, perché la salvezza è storia che continua per la Chiesa e per ciascun discepolo di Cristo. Questo è il senso cristiano del «carpe diem»: cogli l’oggi in cui Dio ti chiama per donarti la salvezza!
La Vergine Maria sia sempre il nostro modello e la nostra guida nel saper riconoscere e accogliere, ogni giorno della nostra vita, la presenza di Dio, Salvatore nostro e di tutta l’umanità.
Dal Vangelo secondo Luca Lc 1,1-4; 4,14-21
Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.
In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.
Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
In quest’ anno di grazia vi invito alla conversione. Cari figli, mettete Dio al centro del vostro vivere ed i frutti saranno l’amore verso il prossimo e la gioia di testimoniare; la santità della vostra vita diventerà la testimonianza veritiera della fede. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
Cari amici, dopo l’operazione alle corde vocali devo stare in silenzio assoluto per 15 giorni e poi incominciare gradualmente ad usare la voce. Stamane, però, essendo il 25 del mese, ho voluto fare una prova per vedere se si incomincia a sentire qualcosa. Dopo solo 4 giorni mi è stato possibile recitare un’Ave Maria con un tono di voce che mi fa ben sperare. Come non vedere qui il dito della Gospa?
Grazie infinite per le vostre preghiera…Ma siamo solo all’inizio.
COMMENTO AL MESSAGGIO
Di Padre Livio Fanzaga
il 26 Gennaio 2025
in COMMENTO AI MESSAGGI DELLA REGINA DELLA PACE
COMMENTO AL MESSAGGIO DEL 25 GENNAIO 2025
Cari amici,
la Madonna tiene molto all’anno del Giubileo e ha voluto dedicare a questo tema l’intero Messaggio del nuovo anno. La Madonna lo ha fatto esponendo un vero e proprio programma, che sarà di grande beneficio per la Chiesa della quale è Madre e Maestra.
Innanzi tutto ha messo in cima al programma spirituale del Giubileo l’invito alla Conversione, che è anche il Messaggio più importante che ha dato a Medjugorje.
L’appello alla Conversione costituisce il primo annuncio del Vangelo e nel medesimo tempo è il mandato che Gesù ha affidato alla Chiesa inviandola in tutto il mondo.
Si tratta di un appello universale a ritornare a Dio che si è manifestato in Gesù Cristo, nostro Signore e Salvatore, in un momento in cui il Cristianesimo è rifiutato e rimosso anche nei paesi di antica cristianità.
La Madonna, sia pure in modo sintetico, ci spiega in che cosa consiste la Conversione e di indica i passi che dobbiamo fare lungo il cammino.
Innanzi tutto è necessario mettere Dio al centro del nostro vivere, perché Lui è il nostro Creatore e Redentore e senza Lui la nostra vita va in perdizione.
Quindi Dio al primo posto nei nostri pensieri, nei nostri progetti, nei nostri affetti, nelle nostre attività. Dio creduto, Dio servito e Dio amato con tutto il cuore, con tutta l’anima con tutta la mente e con tutte le nostre forze.
Quando Dio è vivo in noi e noi siamo una solo cosa con Lui i frutti saranno abbondanti, come quelli dei tralci che sono uniti alla vite.
Il primo frutto dell’amore verso Dio sarà l’amore verso il prossimo, perché il prossimo è immagine di Dio ed è suo figlio, con una vocazione alla vita eterna, e quindi è in ogni caso un nostro fratello.
Quando l’amore di Dio ha conquistato il nostro cuore, sentiremo il bisogno di riversarlo sul nostro prossimo e incominceremo a vivere la nostra vita come un dono che ci rende decisi e gioiosi nella testimonianza.
La Madonna ci ricorda che l’annuncio della fede incide sugli altri se noi la viviamo con impegno e convinzione. Diversamente rischiamo di essere dei cembali squillanti.
La testimonianza della fede è veritiera e non ipocrita e ingannatrice se è accompagnata dalla santità della vita.
La Madonna cammina con la Chiesa e questo messaggio nella sua essenzialità è uno programma per il cammino di santità che noi dobbiamo fare rinnovando la nostra vita cristiana.
Vostro Padre Livio