Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen
Ti adoro
Ti adoro, mio Dio e ti amo con tutto il cuore. Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questa notte. Ti offro le azioni della giornata, fa che siano tutte secondo la Tua santa volontà e per la maggior Tua gloria. Preservami dal peccato e da ogni male. La Tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari. Amen
Padre Nostro
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il Tuo nome, venga il Tuo regno, sia fatta la Tua volontà, come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Amen
Gloria
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen
Ave Maria
Ave Maria, Piena di Grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno: Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen
Credo
Io credo in Dio, Padre Onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti.
Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa Cattolica, la comunione dei Santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen
Gli eventi dei Segreti si distinguono da tutti gli altri perché sono profezie con le quali il Cielo ci interpella.
Buongiorno caro Padre Livio
quando leggo le tue considerazioni su quanto e come è stata la risposta alla grazia di quasi 44 anni di presenza e messaggi della nostra Mamma Celeste a Medjugorje non posso che concordare con quello che dici, penso però che nulla sia a caso, nel senso che tutto è previsto nel piano di Dio (come potrebbe non esserlo?) e anche se è difficile penso che dobbiamo avere Speranza e Fede perché la Gospa ci ha assicurato che il trionfo del Suo Cuore Immacolato ci sarà.
A volte la nostra mente razionale ci porta a fare considerazioni sulla realtà dei fatti attuali, ma la nostra mente ci inganna ed è comunque molto limitata (dobbiamo riconoscere che questo vale per tutti noi) e non mi sorprende che i veggenti siano sempre persone semplici e umili.
Detto questo volevo fare con te una considerazione sui primi Segreti (i primi due in particolare) perché temo che tutti noi dormiamo un po’ sugli allori, tranquilli che tanto i primi due Segreti saranno a Medjugorje… lo dico soprattutto per la nostra natura umana che si “sveglia” solo quando qualcosa di “importante” ci tocca personalmente, da vicino…
Punto primo: la Gospa non ha mai detto che non ci saranno altre prove prima del primo Segreto (il covid, solo per fare un esempio, ha riguardato tutti, in diverso modo)
Punto secondo: sul primo Segreto ultimamente ho letto le dichiarazioni di Mirjana del 25 ottobre 1985: “mi ha mostrato come in un film, la realizzazione del primo segreto: lo stato desolato e desolante del mondo dopo questo primo avvertimento, lo sconvolgimento di una regione del mondo” (tratto da un libro di Saverio Gaeta che cita R. Laurentin)
Io posso solo citare fonti, tu Padre Livio li hai frequentati per anni, vissuto e parlato con loro quindi correggimi se quello che riporto non è corretto.
Se queste parole sono corrette una considerazione sorge naturale, Mirjana parla dello sconvolgimento di una regione del mondo… abbiamo saputo poi negli anni che sarà coinvolta soprattutto Medjugorje e che sarà un evento naturale… ma la Gospa non ha mai detto che riguarderà solo Medjugorje… e anzi le parole di Mirjana sembrano indicare un territorio abbastanza vasto, una “regione del mondo” …
Dico questo perché non accada che rimaniamo troppo sorpresi, tranquilli e addormentati sulla certezza che prima tanto riguarderà Medjugorje…
Io penso che la nostra Gospa ci sorprenderà comunque…
Alessio – Ave Maria
Caro Alessio
I Dieci segreti di Medjugorje, salvo il primo che viene da Dio, sono presumibilmente opere della natura o degli uomini.
Sicuramente si tratta di fenomeni sconvolgenti avendo Padre J. Bubalo constatato che i veggenti erano sbiancati durante l’apparizione in cui la Madonna aveva mostrato delle immagini di ciò che sarebbe successo.
Tuttavia non si può escludere che nel mondo accadano cose catastrofiche prima o durante il tempo specifico dei dieci Segreti.
Basti pensare alla strage della guerra civile in Ruanda, alle carneficine della guerra nei Balcani, in Ucraina e nel Medio Oriente, per non citare un evento catastrofico mondiale come il Covid.
Andando avanti, col dilagare dell’incredulità e dell’ iniquità, eventi del genere si moltiplicheranno al di là di ogni nostra immaginazione.
Tuttavia gli eventi racchiusi nel Rotolo che la Madonna ha dato a Mirjana si distinguono da tutti gli altri che accadono nel mondo perché sono profezie rivelate tre giorni prima con estrema esattezza, indicando che cosa accade, dove accade, il momento in cui accade e la durata nel tempo.
Questo fatto conferisce all’evento preannunciato un valore straordinario in chiave soprannaturale, perché dimostra l’esistenza di Dio, la sua signoria sulla Storia e la sua presenza salvifica nella persona di Maria Sua inviata.
Questi eventi si distinguono da altri, che potrebbero accadere nel contempo, perché sono rivelati in anticipo per suscitare la fede, testimoniare la presenza di Maria e indicare l’unica via di salvezza.
I primi due eventi di Medjugorje saranno due catastrofi locali, non necessariamente più gravi di quelli che avvengono in altre parti del mondo, ma, come dice Mirjana, la gente del posto capirà subito che sono un messaggio divino che richiama la presenza della Gospa.
D’altro parte come potrebbe la Madonna lasciare un segno sulla collina delle prime apparizioni in un contesto dove c’è chi non crede né alle apparizioni né ai Segreti?
Dobbiamo capire che, se non si crede e non si fa penitenza, i conti con Dio non tornano. Questo vale per Medjugorje e per il mondo intero. Noi siamo solo dei sevi inutili.
Nonostante quello che la Madonna ci ha rivelato sui Segreti, alle nostre menti ottenebrate non è facile capire e dobbiamo dedicarci alla preghiera e alla purificazione della mente e del cuore per entrare in profondità nel mondo soprannaturale.
Le conferenze formative che dalla fine dell’Unione sovietica chiudono la stagione natalizia a Mosca sono la massima rassegna ideologica della nuova Russia ortodossa. Da Kirill l’appello alla mnogočadie, la “multifigliolanza” come stile di vita indispensabile: “Siamo il Paese più grande per la sua superfice geografica, ma siamo troppo pochi per tutto questo spazio”.
Si sono tenute a Mosca dal 26 al 30 gennaio le “Letture natalizie internazionali formative” organizzate dal patriarcato di Mosca, giunte ormai alla XXXIII edizione. Si tratta di un evento pensato subito dopo la fine dell’Unione Sovietica, dopo che il 7 gennaio 1992 si era celebrato per la prima volta il Natale di Cristo in un contesto di liberazione definitiva dall’ideologia ateista che aveva dominato per settant’anni, anche se di fatto già negli anni della perestrojka di Gorbačev si viveva in condizioni di libertà religiosa sempre più evidente e confermata dalle leggi. Per diversi anni le Letture Natalizie sono state un ambito di incontro tra ortodossi, cattolici e protestanti, intellettuali russi e stranieri di diverso orientamento filosofico e culturale, che attiravano moltissime persone in un movimento generale di rinascita religiosa della Russia.
Nell’era putiniana, dopo le celebrazioni giubilari e presidenziali del 2000, le Letture sono diventate di fatto la massima rassegna ideologica della nuova Russia ortodossa, in cui si esprimono le categorie fondamentali del Mondo Russo e dei “valori tradizionali” che la politica deve riuscire a imporre alla popolazione e a tutti coloro che intendono avere relazioni politiche, culturali ed economiche con la Federazione russa. Quest’anno la manifestazione è stata infatti dedicata alla tematica già proposta dallo stesso presidente Vladimir Putin, “80° anniversario della Grande Vittoria: memoria ed esperienza spirituale delle generazioni”, il senso più decisivo e “mistico” della grandezza militare staliniana e sovietica, da cui rinasce oggi la Russia militante e apocalittica nella sua natura più profonda.
A imitazione delle Letture patriarcali, anche la Duma di Mosca ha cominciato dal 2012 a tenere in parallelo gli “Incontri natalizi parlamentari”, a cui si invitano il patriarca o i metropoliti, e varie personalità dal mondo ortodosso. Vista l’importanza del tema bellico-spirituale, il patriarca Kirill è intervenuto alla Duma con un’ampia relazione, confermando la “grande importanza di un dialogo su questi temi tra la Chiesa e i rappresentanti del potere legislativo, in un tempo in cui nei Paesi che si ritengono più progrediti vengono distrutte le fondamenta morali dell’essere, della vita familiare e delle relazioni tra i sessi e le generazioni”. Di fronte a questa crisi mondiale, “la Russia si dirige per una via alternativa e particolare dello sviluppo civilizzatore”.
Il patriarca ammonisce che “quando le norme e le leggi contraddicono i comandamenti divini e distruggono la natura morale, spirituale e perfino fisica della persona umana, questo è un segnale dell’incapacità di esprimere una vera civiltà vivente”, e quindi si impedisce qualunque progresso politico e sociale. Egli assicura che “anche se spesso non veniamo capiti all’esterno, una parte molto significativa dei cittadini dei Paesi dove avvengono questi pericolosi processi è in realtà dalla nostra parte, anche se purtroppo non sempre essi hanno la possibilità di esprimere il proprio parere”. Questo sembra essere in effetti il vero scopo dei proclami e della propaganda di Stato e Chiesa in Russia: non tanto convincere i propri sudditi, che comunque non hanno la possibilità di contraddire i capi politici e religiosi, ma appellarsi alla parte più sensibile alle idee del “sovranismo etico” nel resto del mondo, sottoposta alla censura dei potenti che vogliono “cancellare la natura umana”.
“Quelli come noi sono la maggioranza”, insiste Kirill dal suo trono di patriarca universale, e il compito della Russia è dare voce a questo popolo oppresso. In questo senso sono molto importanti gli sforzi e le iniziative legislative del parlamento russo, che cercano in tutti i modi di “rafforzare le basi tradizionali, morali e spirituali della vita della società”, come il divieto di adottare bambini per chi proviene dai Paesi “degenerati”, le limitazioni dei contenuti diffusi sulla rete internet, tanto importanti per le generazioni più giovani, e il sostegno a un ideale di massima fertilità generativa. “Noi siamo il Paese più grande per la sua superfice geografica, ma siamo troppo pochi per tutto questo spazio, solo una normale vita di famiglia con tanti figli può garantire la sopravvivenza della nostra civiltà e lo sviluppo della nostra Patria”, insiste il patriarca usando un neologismo derivato da espressioni slavo-ecclesiastiche, mnogočadie, la “multifigliolanza” come stile di vita indispensabile.
La Chiesa russa appoggia convintamente anche le tante leggi approvate per il controllo della sfera migratoria, e la nuova strategia illustrata a fine anno dal presidente Putin per “la contrapposizione all’estremismo in tutti gli ambiti, compreso quello della migrazione”, indicando nella migrazione illegale la causa della crescita della criminalità in Russia. Si sorvola sulle violenze dei soldati di ritorno dal fronte, che del resto spesso sono delinquenti efferati e seriali, che grazie all’esercito hanno ottenuto sconti di pena e riabilitazione sociale. Ringraziando i deputati anche per le tante misure a protezione delle proprietà ecclesiastiche, per le esenzioni fiscali e la speciale attenzione alla presenza della Chiesa nel settore sanitario, il patriarca si è quindi dedicato all’esaltazione della mistica della Vittoria.
Kirill sottolinea che “la Vittoria nella Grande Guerra patriottica non è stata soltanto il più grande successo militare di tutto il Paese, ma anche la grande impresa morale del nostro popolo”, utilizzando il termine podvig, che esprime la vetta dell’esercizio ascetico e del sacrificio monastico. Per questo oggi “il nostro sacro dovere consiste nel conservare nel nostro cuore la verità sulle guerre del passato e su questi avvenimenti storici, contrapponendoci attivamente ai tentativi cinici e continuativi di sminuire il ruolo del popolo sovietico nella sconfitta del nazismo”. La grande Vittoria è il risultato di un “grandioso servizio di dono di sé stessi, nell’unità delle persone e del popolo russo”, da esaltare in quanto “di fronte alle sfide contemporanee queste qualità assumono un valore ancora più importante”.
Come spiega il patriarca, “l’unità del popolo non è soltanto una dimensione politica o sociale, ma una realtà spirituale che si fonda sui valori comuni, sulla presa di coscienza degli obiettivi da raggiungere, sulla responsabilità comune per il destino del Paese”. Di fronte alla minaccia della globalizzazione e delle guerre informative, che tentano di imporre “ideologie estranee”, bisogna stringere le fila e non dare spazio agli “agenti stranieri” che si infiltrano nelle vene del corpo sano per avvelenarlo. L’attenzione ai valori tradizionali, soprattutto a quelli della famiglia, sono stati proposti con insistenza e al massimo livello negli ultimi anni, come nel 2023 declamato “Anno della Famiglia”; ma Kirill si chiede “quanto questi valori sono diventati parte della vita reale dei nostri concittadini, quanto riflettono davvero la mentalità dei russi?”, esprimendo un fondo di scetticismo inevitabile, vista anche la sempre più scarsa frequenza alle liturgie ortodosse, che a Natale non sono riuscite a radunare più di due milioni di fedeli in tutta la Russia.
“Spesso i nostri fratelli non capiscono bene che cosa siano i valori tradizionali”, ammette il patriarca, sulla base anche dell’esperienza dei sacerdoti che sono preoccupati in quanto “nella coscienza delle persone rimane una notevole tolleranza verso l’aborto, i tradimenti e le rotture familiari, la convivenza immorale e molti altri vizi e comportamenti sbagliati”, ereditati da una società che per decenni ha cercato di cancellare le tradizioni, difficili da far rinascere solo con proclami e imposizioni dall’alto.
Gli ammonimenti del patriarca sono stati sostenuti dai tanti interventi alle Letture natalizie, a cominciare da quello del rappresentante del Sinodo ortodosso per i rapporti con le Forze Armate, il protoierej Dimitrij Vasilenkov, secondo il quale “la guerra è una prova di eccezionale importanza per gli esseri umani, e vince l’esercito che mostra la maggiore forza spirituale… i nostri avversari sono guidati da un’ideologia neo-pagana e conoscono solo l’istinto di uccidere, come le fiere, mentre noi dobbiamo essere la luce che vince le tenebre. L’uomo credente non teme la morte, perché essa è già stata sconfitta, ed egli combatte per amore”.
Agli appelli per il “combattimento spirituale” si associano i relatori intervenuti sulle “Antiche tradizioni monastiche nelle condizioni del mondo contemporaneo”, come il giovane vescovo bielorusso Porfirij (Prednjuk) che ha esaltato il grande significato degli ottant’anni dalla Vittoria per l’unione dei popoli di Russia e Bielorussia, in cui si realizza il vero ideale del monachesimo, mirnoe i bezmolvnoe žitje, la “vita pacifica e silenziosa”. Con questa invocazione presa dalla liturgia ortodossa, il vescovo voleva forse accennare alla devota sottomissione del popolo bielorusso al suo grande batka (padrino), il presidente Aleksandr Lukašenko appena riconfermato dopo oltre trent’anni di dominio, quanto da queste parti si ritiene più simile all’autentica paternità spirituale.
DAL MAGAZZINO DI RADIO MARIA PARTONO CASSE DI MATERIALE PER REALIZZARE POSTAZIONI E RETI RADIOFONICHE IN OGNI PARTE DEL MONDO E IL TUTTO CON RISORSE LIMITATE PROVENIENTI DALLA GENEROSITA’ E DAI SACRIFICI DEI NOSTRI ASCOLTATORI.
NON FATE MANCARE QUESTO AIUTO PREZIOSO COL QUALE SONO STATI RELIZZATI NEI CINQUE CONTINENTI 131 CENTRI DI TRASMISSIONE CON OLTRE DUEMILA RIPETITORI.
🙏🙏 GRAZIE!
PROSEGUONO LE CLESSIDRE MISSIONARIE PER: Radio Maria #Angola – #SudSudan- #CentroAfrica – #Uganda 〽- #Libano- #Siria- #Egitto- #TerraSanta〽 #Ucraina – #Bielorussia – #Russia: grazie per ogni tuo aiuto per noi vitale
Modi per aiutare
⭐BONIFICO BANCARIO Intestato a: Radio Maria ETS, Via Milano 12 – 22036 Erba (CO) Banca Intesa Sanpaolo filiale di Milano IBAN: IT26 H030 6909 6061 0000 0126 574
Per versamenti dall’estero Codice BIC: BCITITMM
BOLLETTINO DI C/C POSTALE
CONTO CORRENTE POSTALE – N. 1 4 5 2 2 2 2 1 Intestato a: Radio Maria ETS, Via Milano 12 – 22036 Erba (CO)
VAGLIA POSTALE
Indirizzato a: Radio Maria ETS, Via Milano 12 – 22036 Erba (CO)
GIA’ A PARTIRE DAL 1986 MI SONO RECATO A MEDJUGORJE CON UN PICCOLO REGISTRATORE (VEDI FOTO) COL QUALE HO REGISTATO GLI INCONTRI CON I PELLEGRINI DI VICKA, MARIJA E IVAN CON LA MIA TRADUZIONE DAL CROATO IN ITALIANO. QUESTI FILE SI TROVANO A DISPOSIONE NEL SITO YOUTUBE DI RADIO MARIA E COSTITUISCONO UN MATERIALE DI GRANDE VALORE STORICO SULLA TESTIMONIANZA COERENTE E UNIVOCA DEI VEGGENTI RIGUARDO ALLE APPARIZIONI DELLA GOSPA SENZA MAI CONTRADDIRSI.