Mese: Novembre 2025 Pagina 4 di 31

Programma di Padre Livio – Venerdì 28 Novembre 2025
Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)
h. 8.50: In pellegrinaggio con Papa Leone a Nicea
h. 9.20: EDITORIALE
“Chi rivelerà al mondo i Segreti di Medjugorje? (34 minuti)
h. 10.00: Nuova puntata del libro: Figlioli vi abbraccio con tenerezza (10)
di Gian Guido Vecchi – Corriere della Sera – 27 Novembre 2025
ll Papa è arrivato in «pellegrinaggio» per celebrare, domani, i 1.700 anni del concilio di Nicea, oggi Izinik, a un centinaio di chilometri da Istanbul

Ankara (Turchia) – Una ghirlanda di fiori al mausoleo di Atatürk, padre della Turchia moderna, poi al Palazzo presidenziale per un incontro privato con Recep Tayyip Erdogan che precede il discorso pubblico alle autorità. Gli inni, le salve di cannone, l’aria assorta del Papa accanto al presidente turco. Il primo viaggio internazionale di Leone XIV, sei giorni tra la Turchia e il Libano, va subito al cuore del suo pontificato:
«L’ho atteso tanto per ciò che significa per tutti i cristiani, ma è anche un grande messaggio al mondo», rifletteva in aereo nel salutare i giornalisti: «La presenza mia, della Chiesa e dei credenti, in Turchia ma anche in Libano, speriamo possa annunciare e trasmettere quanto è importante la pace in tutto il mondo. È così importante che oggi il messaggio sia trasmesso in modo da mostrare davvero la verità e l’armonia delle quali il mondo ha bisogno».
La controversia nata da Ario e il «Credo»
Il Papa che si è presentato al mondo inviando la pace «disarmata e disarmante, umile e perseverante del Cristo risorto» è arrivato in «pellegrinaggio» per celebrare, domani, i 1.700 anni del concilio di Nicea, che ora si chiama si chiama Izinik e si trova a un centinaio di chilometri da Istanbul. Dal 20 maggio al 19 giugno 325 l’imperatore Costantino convocò i vescovi di tutta l’oikouméne, la terra allora conosciuta, perché risolvessero la controversia nata dalla dottrina di Ario, un prete libico che negava la piena divinità di Cristo: fu così che il primo concilio ecumenico definì il Credo nel quale si dice che il Figlio è homooúsios, «della stessa sostanza» del Padre, la regola di fede che accomuna tutti i cristiani – cattolici, ortodossi, protestanti – e due miliardi e mezzo di persone, almeno in teoria, hanno imparato a memoria.
Le religioni hanno un ruolo fondamentale per il dialogo
Non sono questioni remote, per Papa Prevost. Il cristianesimo qui risale alle origini neotestamentarie: la prima lettera di Pietro è indirizzata anche ai fedeli delle Bitinia; Paolo era nato a Tarso, sulla costa mediterranea meridionale, e aveva predicato in queste terre della «provincia d’Asia»; e Giovanni aveva scritto il suo Vangelo a Efeso, sull’Egeo, dove secondo la tradizione si era ritirato con Maria, la madre di Gesù.
Oggi i cristiani in Turchia sono poco più di centomila, lo 0,2 per cento, e i cattolici in particolare si fermano allo 0,04 per cento, una quarantina di parrocchie e 33 mila persone su 86 milioni di abitanti, quasi tutti musulmani. Le religioni, per Leone XIV, possono avere un ruolo fondamentale nel favorire il dialogo nel pianeta diviso. Il viaggio era già previsto con Francesco e Leone XIV ha aggiunto la tappa libanese, nel Medio Oriente ferito dalla guerra.
Del resto questa terra, la penisola anatolica, è sempre stata strategica. Nicea era vicina a Nicomedia, la capitale, ma quando riunì il concilio l’imperatore aveva già deciso di fondare poco distante una nuova capitale che portasse il suo nome, Costantinopoli, nell’antica colonia di Bisanzio dall’altra parte della Propontide, l’attuale Mar di Marmara che a un tempo divide e collega l’Europa e l’Asia, il Mediterraneo e il Mar Nero: Odessa sta sulla riva opposta, verso Nord, la guerra russo-ucraina dista poco più trecento miglia marine.

47. La Veggente Mirjana ha dato la giusta intensità alla rivelazione dei Segreti
I Segreti di Medjugorje sono stati confidati dalla Madonna ai sei Veggenti. Nel momento in cui scrivo tre di loro ne hanno ricevuti dieci, mentre gli altri tre solo nove e sono in attesa del decimo.
Tutti hanno il compito di custodire e di testimoniare i Segreti, ma la Veggente Mirjana ha il compito particolare di scegliere un Sacerdote che li riveli al mondo, leggendo esattamente quello che è scritto su un rotolo di pergamena che lo Madonna le ha consegnato.
Mirjana ha parlato dei Segreti in particolare nella sua Autobiografia e nell’intervista che le ha fatto Padre Livio in diretta su Radio Maria.
Mirjana è cosciente che ha un ruolo particolare in relazione ai Segreti, non solo perché ha un compito nel rivelarli al mondo, sia pure mediante un Sacerdote, ma anche perché la Madonna si è molto intrattenuta con Lei su questo argomento.
In effetti Mirjana vive con intensità questo compito che le ha assegnato la Madonna e, fra i Veggenti, è quello che lo assolve con più consapevolezza.
Nelle parole e sul volto di Mirjana, in particolare durante suoi colloqui con la Madonna, , si coglie la drammaticità degli eventi che devono accadere e che invano si cercherebbe di minimizzare.
È a Lei che la Madonna, nel consegnarle il rotolo, ha rivolto le parole più scioccanti: “Mirjana, io ti ho scelta e ti ho detto quanto era necessario. Ti ho anche rivelato molte cose terribili, che dovrai portare con te. Pensa a quante lacrime che anch’io verso. Dovrai essere sempre coraggiosa.” (Messaggio del 25 – 12 – 1982)
La rivelazione dei dieci Segreti tre giorni prima che gli eventi accadono, è il cuore del piano di Maria per la conversione del mondo e per il trionfo del suo Cuore Immacolato.
È necessario prepararsi con la preghiera e con la fede che smuove le montagne, per resistere alle insidie del demonio. Chi crede trionferà con Maria.



🙏⭐😇GIOIA GRANDE PER I NOSTRI STUDI MOBILI E PER TUTTA LA NOSTRA #ITALIA!!!
✨😇PARTE LA RELIQUIA PELLEGRINANTE DI SAN CARLO #ACUTIS DONATA A RADIO MARIA DALLA MAMMA DI CARLO, SIGNORA ANTONIA! ⭐UNA DELLE RELIQUIE (capelli di Carlo) È PERMANETE NELLA NOSTRA CAPPELLA MENTRE L’ALTRA (capelli di Carlo) ⭐😇PELLEGRINERÀ CON I COLLEGAMENTI DI PREGHIERA ATTRAVERSO I NOSTRI STUDI MOBILI NELLE PARROCCHIE OSPEDALI CARCERI COMUNITÀ … ⭐🙏😇IL PRIMO APPUNTAMENTO DOMANI SERA VENERDÌ 28 Novembre H.20.25 presso la ⭐⭐⭐Parrocchia San Pietro Mosezzo, Santuario Madonna del Latte a Gionzana, in Diocesi e Provincia di #Novara in #Piemonte⭐⭐per trasmettere il Santo Rosario animato dai giovani!
I PARROCI e LE COMUNITÀ CHE DESIDERANO UN COLLEGAMENTO DI PREGHIERA (Rosario Vespri e Santa Messa) CON LA RELIQUIA DI SAN CARLO ACUTIS, POSSONO CONTATTARCI VIA MAIL [email protected] OPPURE ALLA NOSTRA SEGRETERIA 031610600
O TRAMITE MESSAGGIO WHATSAPP 031610610
La reliquia di San Carlo Acutis,
contenuta in una teca e certificata come reliquia di primo grado, comincia proprio da questo luogo un percorso di pellegrinaggio dal territorio della Regione del Piemonte.
Una santa staffetta che coinvolgerà tutti gli studi mobili di Radio Maria in ogni regione attraverso i collegamenti di preghiera.
🙏⭐🙏⭐🙏⭐🙏⭐🙏

26 Novembre 2025
di Redazione – Corrispondenza Romana 1926
Pubblichiamo oggi un brano tratto dall’Enciclica di san Pio X, Ad diem illum laetissimum, del 2 febbraio 1904.
Se il cinquantesimo anniversario dell’atto Pontificio per il quale fu dichiarata senza macchia la Concezione di Maria, deve provocare nel seno del popolo cristiano ardente entusiasmo, la ragione è soprattutto nella necessità che abbiamo esposta nella Nostra precedente Enciclica. Noi vogliamo dire di «tutto restaurare in Gesù Cristo». Poiché chi non accetta che non vi è strada più sicura né più facile se non quella di Maria, per la quale gli uomini possono arrivare fino a Cristo e ottenere mediante Gesù Cristo questa perfetta adozione filiale che rende santi e senza macchia allo sguardo di Dio?
Certo, se è stato detto veramente alla Vergine: «O Beata che avete, creduto, perché le cose che Vi sono state dette dal Signore si avvereranno» (Luc. I, 45), e cioè che Ella concepirebbe e darebbe alla luce il Figlio di Dio; se, conseguentemente, Ella ha accolto nel suo seno Colui che per natura è verità, di modo che «generato in un ordine nuovo… invisibile in sé, si rese visibile a noi»; (S. Leo Magno, Serm. 2, de Nativ. Domini, c. 2), dal momento che il Figlio di Dio è l’Autore e il Consumatore della nostra fede, è necessario che la Madre sia conosciuta come partecipante dei Divini Misteri e in qualche modo la loro custode e che su di Lei, come sul più nobile fondamento, dopo Gesù Cristo, riposi la fede di tutti i secoli. Come potrebbe essere altrimenti?
Dio non avrebbe potuto per altra via mandarci il riparatore dell’umanità e il fondatore della fede? Ma dato che è piaciuto all’eterna Provvidenza del Signore che l’Uomo-Dio ci sia stato dato per il tramite di Maria e poiché questa avendolo ricevuto dalla feconda virtù dello Spirito Santo l’ha portato realmente nel suo seno, non ci rimane che ricevere Gesù dalle mani di Maria. (…)
Che appartenga alla Vergine, a Lei soprattutto, di condurci alla conoscenza di Cristo, non si può dubitare, se si considera fra l’altro che Ella sola al mondo ha avuto con Lui, come si conviene una madre col figlio, una comunità di vita di oltre trent’anni. I mirabili misteri della nascita e dell’infanzia di Cristo, e quelli che si collegano alla Sua assunzione dell’umana natura, principio e fondamento della Nostra Fede, a chi possono essere stati rivelati meglio che alla Madre? «Ella conservava e riviveva nel suo cuore» ciò che aveva visto fare da Lui a Betlemme, ciò che Ella aveva visto a Gerusalemme nel Tempio; non solo ma, iniziata al Suo pensiero e ai Suoi segreti progetti, Ella ha vissuto la vita stessa del Suo Figlio. No, nessuno al mondo quanto Lei ha conosciuto a fondo Gesù; nessuno è miglior maestro e miglior guida per far conoscere Cristo.
Di conseguenza, come abbiamo già accennato, nessuno è più efficace della Vergine per unire gli uomini a Gesù. Se, infatti, secondo la dottrina del Divino Maestro: «La vita eterna consiste nel conoscere Te che sei l’unico, il vero Dio e Colui che hai inviato, Gesù Cristo» (Ioann. XVII, 3) , come noi giungiamo attraverso Maria a conoscere Gesù Cristo, così pure attraverso Lei ci è più facile ottenere quella vita di cui Egli è il principio e la fonte.
E ora, se consideriamo un momento quante e urgenti ragioni vi siano perché la Madre Santissima sia con noi generosa di quei tesori, quanto aumenteranno le nostre speranze!
Non è Maria la Madre di Dio? Dunque è anche nostra Madre. Poiché ciascuno deve avere la ferma convinzione che Gesù, Verbo incarnato, è anche il Salvatore del genere umano. Ora, in quanto Dio Uomo, Egli ha un corpo come gli altri uomini: in quanto Redentore della nostra razza, ha un Corpo spirituale o, come si dice, mistico, il quale non è altro che la società dei cristiani legati a Lui dalla fede. «Numerosi come siamo, formiamo un solo corpo in Gesù Cristo» (Rom. XII, 3). La Vergine non ha concepito il Figlio di Dio soltanto perché ricevendo da Lei natura umana divenisse uomo; ma anche affinché diventasse il Salvatore degli uomini appunto per mezzo di quella natura che aveva ricevuto da Lei. Questa è la spiegazione delle parole degli angeli ai pastori: «Oggi è nato a voi il Salvatore, Cristo Signore» (Luc. II, 11).
Così, nel casto grembo della Vergine dove ha preso la carne mortale, Gesù ha preso anche il Corpo spirituale, formato da tutti coloro «che erano destinati a credere in Lui»: e si può dire che Maria, portando in seno Gesù, vi portava anche tutti coloro la vita dei quali era contenuta nella vita del Salvatore. Dunque, tutti noi che uniti a Cristo siamo, come dice l’Apostolo: «le membra del suo corpo formate dalla sua carne e dalle sue ossa» (Ephes. V, 30), dobbiamo considerarci usciti dal grembo della Vergine come un corpo attaccato alla sua testa.
Per questo in verità noi siamo chiamati, in un senso spirituale e tutto mistico, i figli di Maria ed Ella, per parte Sua, è madre di noi tutti. «Madre secondo lo spirito, ma non per questo meno madre delle membra di Gesù Cristo che siamo noi» (Ioann. IV, 9).
Se dunque la Beatissima Vergine è nello stesso tempo madre di Dio e degli uomini, chi può dubitare che Ella non impiegherà tutte le Sue forze presso Suo Figlio, «testa del Corpo della Chiesa», perché Egli diffonda su di noi che ne siamo le membra i doni della Sua grazia, soprattutto quello di conoscerlo e di «vivere per Lui»? Ma la Vergine non ha soltanto la lode di aver fornito «la materia della Sua carne al Figlio unico di Dio che doveva nascere con membra umane» (S. Bed. Ven., L. IV, in Luc. XI), e di aver così preparato una vittima per la salvezza degli uomini; Ella dovette anche custodirla, quella vittima, nutrirla e presentarla nel giorno stabilito all’altare. Così vi fu tra Maria e Gesù una continua comunione di vita e di sofferenza, di modo che si può applicare tanto all’uno che all’altra la sentenza del profeta: «La mia vita si è consumata nel dolore, i miei anni sono trascorsi nei lamenti». (Ps. XXX, 11). E quando venne per Gesù l’ultima ora e «Sua Madre stava presso la Croce», oppressa dal tragico spettacolo e nello stesso tempo «perché Suo Figlio si immolava per la salvezza del genere umano e d’altronde Ella partecipava talmente ai Suoi dolori, che Le sarebbe sembrato infinitamente preferibile prendere su di sé tutti i tormenti del Figlio, se fosse stato possibile» felice (S. Bonaventura, I. Sent. d. 48, ad Litt. dub. 4).
La conseguenza di questa comunione di sentimenti e di sofferenze fra Maria e Gesù è che Maria «divenne legittimamente degna di riparare l’umana rovina» (Eadmeri Mon. De Excellentia Virg, Mariae, c. 9), e perciò di dispensare tutti i tesori che Gesù procurò a noi con la Sua morte e il Suo sangue. Certo, solo Gesù Cristo ha il diritto proprio e particolare di dispensare quei tesori che sono il frutto esclusivo della Sua morte, essendo egli per Sua natura il mediatore fra Dio e gli uomini. Tuttavia, per quella comunione di dolori e d’angosce, già menzionata tra la Madre e il Figlio, è stato concesso all’Augusta Vergine di essere «presso il Suo unico Figlio la potentissima mediatrice e conciliatrice del mondo intiero» (Pius IX in Bull. Ineffabilis).
La fonte è dunque Gesù Cristo e «noi tutti abbiamo derivato qualcosa dalla Sua pienezza; da Lui tutto il corpo reso compatto in tutte le giunture dalla comunicazione prende gli incrementi propri del corpo ed è edificato nella carità» (Ephes. IV, 16). Ma Maria, come osserva giustamente San Bernardo, è l’«acquedotto» (Serm. de temp., in Nativ. B. V., de Aquaeductu, n. 4), o anche quella parte per cui il capo si congiunge col corpo e gli trasmette forza e efficacia; in una parola, il collo. Dice San Bernardino da Siena: «Ella è il collo del nostro capo, per mezzo del quale esso comunica al suo corpo mistico tutti i doni spirituali» (Quadrag. de Evangelio aeterno, Serm. X, a. 5, c. 3). È dunque evidente che noi dobbiamo attribuire alla Madre di Dio una virtù produttrice di grazie: quella virtù che è solo di Dio. Tuttavia, poiché Maria supera tutti nella santità e nell’unione con Gesù Cristo ed è stata associata da Gesù Cristo nell’opera di redenzione, Ella ci procura de congruo, come dicono i teologi, ciò che Gesù Cristo ci ha procurato de condigno ed è la suprema dispensatrice di grazie. Gesù «siede alla destra della Maestà Divina nell’altezza dei Cieli» (Hebr. I, 3); Maria siede regina alla destra di Suo Figlio, «rifugio cosi sicuro e ausilio cosi fedele in tutti i pericoli, che non si deve temere nulla né disperare sotto la sua guida, i suoi auspici, la sua protezione e la sua benevolenza» (Pius IX in Bull. « Ineffabilis ).
(…) Certamente noi viviamo in un’epoca triste e abbiamo il diritto di lamentarci con le parole del Profeta: «Non c’è più verità, non c’è più misericordia, non c’è più scienza sulla terra. La maledizione e la menzogna e l’omicidio e il furto e l’adulterio, invadono ogni cosa» (Os. IV, 1-2).
Ciononostante, in questo che si può chiamare un diluvio di male, l’occhio contempla, simile a un arcobaleno, la Vergine misericordiosa arbitra di pace tra Dio e gli uomini. «Io porrò un arco nelle nuvole e sarà un segno d’alleanza tra me e la terra» (Gen. IX, 13).
Si scateni dunque la tempesta e una densa oscurità invada il cielo: nessuno deve tremare; la vista di Maria placherà Iddio ed Egli perdonerà. «L’arcobaleno sarà nelle nuvole e nel vederlo io mi ricorderò del patto eterno. E non ci sarà più diluvio per ingoiare la carne del mondo» (Ib. 15).
Non c’è dubbio che, se noi ci affidiamo come conviene a Maria, soprattutto nel tempo in cui solennizzeremo con più ardente devozione la sua Immacolata Concezione; non c’è dubbio che noi sentiremo che Ella è sempre quella Vergine potentissima «che col suo virgineo piede ha schiacciato la testa del serpente» (Off. Imm. Conc. B. M. V).
