"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Novembre 2025 Pagina 10 di 31

🔴LIVE🔴⭐️CATECHESI GIOVANILE⭐️P.LIVIO: LE TROMBE DELL’APOCALISSE – Puntata 3🙏

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🔴LIVE🔴 MAGNIFICAT: IL POEMA DI MARIA – a cura di PADRE LIVIO – Puntata 16 – L’ESALTAZIONE DELL’UMILE – LA FAME DI DIO

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PENSIERO QUOTIDIANO

43. La preghiera personale

L’essenza della preghiera è la elevazione dell’anima a Dio. Detto in parole più semplici è un tu per tu con Dio. Questo avviene sia quando sei solo, sia quando preghi con altri.

Quando sei tu solo davanti a Dio la preghiera ha un valore particolare, perché Dio è tutto rivolto a te e tu sei tutto rivolto a Lui. Questa forma di preghiera è particolarmente impegnativa, perché in quei momenti non puoi distrarti, non puoi assentarti, non puoi fare altre cose.

Nella preghiera personale non ci sono altri che sono presenti, sui quali puoi deviare l’attenzione o che puoi chiamare al tuo fianco a condividere con te questo momento. Sei tu solo davanti a Dio che ti guarda e che ti ascolta.

Non sei davanti a un uomo che non ti conosce, che non vede i tuoi pensieri e i movimenti del tuo cuore. Non sei davanti a qualcuno al quale ti puoi nascondere e che potresti tentare di ingannare. Lui ti vede come sei e nulla di te gli è ignoto.

Davanti a Dio puoi tenere un solo atteggiamento conveniente, che è quello della sincerità assoluta. Aprigli il cuore con fiducia totale. Solo Lui ti può capire e Lui solo può guarirti.

Dio ti ascolta come nessuno ti potrebbe ascoltare. Non gli sfugge nessuna delle parole che gli rivolgi, ma le comprende tutte cogliendo i movimenti più intimi della tua anima.

Non dilungarti troppo quando sei davanti al tuo Creatore e Signore, perché c ‘è un momento in cui tu stesso devi ascoltare, come Lui ti ha ascoltato tendendo il suo orecchio alla porta del tuo cuore.

Afferra ogni parola che sussurra al tuo orecchio, ogni sguardo che accarezza la tua anima, ogni sorriso che illumina il suo volto che irradia bontà e misericordia.

Bastano alcuni instanti di preghiera personale quotidiana, per riempire il cuore di pace e di gioia, per rinfrancare l’anima indebolita dalle fatiche, per dissipare le nebbie del dubbio e dell’inquietudine, per ridarti la serenità e la determinazione nella santa battaglia.

🔴LIVE🔴Incontro di Padre Livio con la veggente Vicka di Medjugorje – Dicembre 2005 – Prima parte

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L’Ue contro il piano Witkoff: senza Kyiv e Bruxelles la trattativa non inizia

David Carretta – 20 novembre 2025 – IL FOGLIO

“L’Ue ha un piano molto chiaro in due punti: primo, indebolire la Russia, secondo, sostenere l’Ucraina”, dice l’Alto rappresentante Kallas, minimizzando l’importanza del piano dell’inviato speciale di Trump. L’idea è chiara, ma la sua esecuzione un po’ meno: i paesi europei non possono sostenere Zelensky da soli

Sullo stesso argomento:

Bruxelles. I ministri degli Esteri dell’Unione europea hanno minimizzato l’importanza del piano che l’inviato speciale di Trump, Steve Witkoff, ha preparato con il consigliere di Vladimir Putin, Kirill Dmitriev, per imporre all’Ucraina la capitolazione. “I ministri nella stanza sono stati solidi e abbastanza calmi. Lo abbiamo già visto prima: i piani di pace non possono funzionare senza gli ucraini e senza gli europei”, ha detto l’Alto rappresentante, Kaja Kallas.

 Prestito di riparazione da 140 miliardi, nuove sanzioni, caccia alla flotta di petroliere ombra: l’Ue deve “concentrarsi su quello che possiamo fare noi”, ha detto Kallas. Ma il senso d’urgenza manca, come dimostrano i ritardi sul prestito di riparazione. Il piano Witkoff-Dmitriev basterà a smuovere i leader dell’Ue?

Il piano in 28 punti per la capitolazione dell’Ucraina non è un accordo di pace, ma una replica delle richieste massimaliste di Putin per porre fine alla guerra. Secondo i media che lo hanno rivelato – Axios, Financial Times e New York Times – l’Ucraina dovrebbe cedere la parte del Donbas che la Russia non è riuscita a conquistare con le armi, i territori occupati dovrebbero essere riconosciuti come russi, l’esercito ucraino dovrebbe essere ridotto della metà. A Kyiv sarebbe vietato avere missili a lunga gittata, mentre i suoi alleati dovrebbero interrompere le forniture di armi. La presenza di una forza militare di dissuasione nell’ambito della coalizione dei volenterosi sarebbe esclusa. Le sanzioni contro la Russia dovrebbero essere cancellate. L’Ucraina dovrebbe abbandonare le inchieste per crimini di guerra contro i responsabili russi, riconoscere il russo come lingua di stato e reintrodurre lo status della Chiesa ortodossa russa.

Il presidente Volodymyr Zelensky ha definito queste richieste inaccettabili ogni volta che Putin è riuscito a convincere Trump a inserirle nei suoi piani per l’Ucraina. Le condizioni sono inaccettabili anche per gli europei, la cui sicurezza dipende dall’Ucraina. “Gli ucraini, che da oltre tre anni resistono eroicamente all’aggressione incondizionata della Russia, rifiuteranno sempre qualsiasi forma di capitolazione”, ha detto il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot. “Non è la vittima che deve vedersi imporre delle restrizioni sulla sua capacità di difendersi, ma l’aggressore”, ha spiegato il suo omologo polacco, Radoslaw Sikorski. “Gli ucraini soffrono” per gli attacchi russi prima dell’inverno e vogliono la pace, ma “il prezzo non può essere cedere il paese”, ha aggiunto Kallas. Secondo l’italiano, Antonio Tajani, “la trattativa ancora non è iniziata” perché “non si può fare senza l’Ucraina e senza l’Europa”. E’ la linea ufficiale. E’ l’Ucraina che deve decidere quali sono le condizioni accettabili di una pace giusta e duratura.

L’Ue ha la sua parola da dire, perché gran parte delle sanzioni che colpiscono la Russia sono state decise dai ventisette e non possono essere revocate da un ordine esecutivo di Donald Trump. Kaja Kallas ha dato la sua interpretazione all’improvviso attivismo diplomatico di Witkoff e Dmitriev: le difficoltà sempre più serie in cui si trova la Russia sul piano economico. I russi “sono spaventati dal prestito di riparazione. Stanno arrivando al punto in cui stanno esaurendo i soldi. Vogliono mostrare che sono super forti, ma non è così”, ha detto l’Alto rappresentante.

Questo dovrebbe spingere gli europei a “essere forti e fare più pressioni sulla Russia”, ha spiegato Kallas: “L’Ue ha un piano molto chiaro in due punti: primo, indebolire la Russia, secondo, sostenere l’Ucraina”.

Il piano può essere chiaro, ma la sua esecuzione lascia a desiderare. Dalla fine dell’estate la priorità è il prestito di riparazione da 140 miliardi di euro per evitare che l’Ucraina rimanga senza fondi alla fine di febbraio. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, e il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, hanno proposto in settembre di usare gli attivi sovrani russi congelati.

Sono passati due mesi e mezzo e la proposta si è trasformata in una serie di opzioni alternative, allungando i tempi della discussione e dei negoziati tra i governi dell’Ue. Il lavoro sul ventesimo pacchetto di sanzioni non è ancora iniziato, malgrado la richiesta di diversi stati membri. Una maggioranza di paesi è pronta a modificare il regime sanzionatorio per colpire in modo più rapido le navi che fanno parte della flotta ombra russa, ma non c’è ancora l’unanimità necessaria a un accordo.

Sullo sfondo rimane il grande interrogativo a cui nessuno vuole rispondere pubblicamente: l’Ue è in grado di sostenere l’Ucraina da sola, se gli Stati Uniti taglieranno le armi e l’intelligence per il rifiuto di Zelensky di capitolare? La questione è posta dal primo incontro fra Trump e Zelensky alla Casa Bianca del 28 febbraio. Nove mesi dopo la risposta è sempre la stessa: no.

Preghiamo la Madonna per l’Ucraina e stiamo vicini a questo popolo valoroso che lotta per la sua libertà e la sua dignità. Un giorno non lontano potrebbe toccare a noi.

Corriere della Sera – 21 Novembre 2025

Zelensky: «Non tradirò l’Ucraina, la prossima settimana sarà molto difficile»

Il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, e il vicepresidente degli Stati Uniti, James David Vance, hanno discusso al telefono oggi, 21 novembre, del piano di pace proposto da Washington per porre fine alla guerra nel Paese dell’est Europa. Lo riferisce il giornalista di Axios Barak Ravid sul proprio profilo X, citando una fonte a conoscenza del dossier. Come riferito dai media Usa, l’amministrazione del presidente Donald Trump sta esercitando «forti pressioni» sull’Ucraina affinché approvi entro il Giorno del Ringraziamento, il prossimo 27 novembre, il piano di pace negoziato con la Russia, che prevede concessioni significative a Mosca.

«Ora l’Ucraina potrebbe trovarsi davanti a una scelta molto difficile: o la perdita della dignità, o il rischio di perdere un partner chiave», ha annunciato pochi minuti fa sul proprio canale Telegram il presidente ucraino in un discorso alla nazione, sottolineando che lui non tradirà il suo Paese. «Ucraini, ucraine, nella vita di ogni nazione arriva un momento in cui tutti devono parlare onestamente, con calma, senza supposizioni, voci o pettegolezzi, senza tutto ciò che è superfluo, così come è, come io cerco sempre di parlare con voi. Ora siamo in uno dei momenti più difficili della nostra storia. Ora la pressione sull’Ucraina è tra le più forti. Ora l’Ucraina potrebbe trovarsi davanti a una scelta molto difficile: o la perdita della dignità, o il rischio di perdere un partner chiave», ha dichiarato Zelensky. «O 28 punti complessi, oppure un inverno estremamente duro. Il più difficile e con rischi ulteriori. Una vita senza libertà, senza dignità, senza giustizia. E dover credere a chi ha già attaccato due volte», ha proseguito il presidente ucraino.

Padre Livio: La guerra si avvicina all’Europa – 21/11/2025

La Presentazione di Maria, il significato della festa

Antonio Tarallo – La Nuova Bussola – 21 Novembre 2025

Secondo l’apocrifo Protovangelo di Giacomo, Maria fu presentata dai genitori al Tempio all’età di tre anni. Ma qual è l’origine e il significato della memoria liturgica odierna? La Bussola intervista padre Antonio Luigi Piccolo, rettore generale dell’Ordine della Madre di Dio.

Protovangelo di Giacomo riguardo alla Presentazione di Maria al Tempio, di cui oggi ricorre la memoria liturgica. Un episodio che non viene descritto nelle Sacre Scritture, è importante ricordarlo, ma appunto è presente in questo testo apocrifo del II secolo che in alcuni suoi elementi è stato accolto dalla tradizione cattolica. E per comprendere meglio come nasce questa memoria liturgica mariana così importante La Nuova Bussola ha intervistato padre Antonio Luigi Piccolo, rettore generale dell’Ordine dei Chierici regolari della Madre di Dio, l’istituto religioso fondato a Lucca l’1 settembre 1574 da san Giovanni Leonardi, che alla Vergine ha dedicato l’intera sua esistenza e ministero.

Padre Piccolo, qual è la storia della memoria liturgica della Presentazione della Beata Vergine Maria?
Bisogna dire che la festa ha origini antiche anche perché lo stesso culto della Vergine è antico. Le prime tracce possiamo trovarle già fin dalla nascita della Chiesa. I cristiani hanno rivolto alla Vergine una grande attenzione fin dall’inizio del cristianesimo. Questo fa comprendere come la sua figura sia profondamente radicata nella memoria fin dalle origini. La data della festività, il 21 novembre, deriva dal giorno di consacrazione della basilica di Santa Maria Nova, nella città di Gerusalemme, nel 543. La prima celebrazione della Presentazione viene fatta risalire al calendario di Basilio II di Bisanzio, imperatore dell’XI secolo. L’episodio della vita della Vergine che viene celebrato è quello della piccola bambina Maria – il Protovangelo di Giacomo ci dice che aveva solamente tre anni – che viene presentata al Tempio del Signore dai suoi genitori Gioacchino e Anna. Si tratta di una festa che veniva celebrata nel rito bizantino. A questo punto è necessario fare una precisazione: l’anno liturgico nel rito bizantino era e tuttora è scandito da dodici feste. Ebbene, ben quattro di queste erano e sono feste mariane. La Chiesa di Roma, evidentemente, aveva risentito fortemente di questo influsso dal mondo bizantino. Andiamo avanti con il tempo fino ad arrivare al XIV secolo. All’epoca il pontefice, Gregorio XI,  si trovava nella cosiddetta “cattività di Avignone”. A lui giunsero notizie della sontuosa festa del rito bizantino e così, colpito dal racconto, decise di introdurla nel calendario cattolico romano. Ma, solo nel 1585, venne adottata da papa Sisto V, per tutta la Chiesa occidentale. Papa Clemente VIII diede alla festa ancora più rilevanza nella Chiesa. Fino ad arrivare alla rivisitazione del calendario liturgico seguita al Concilio Vaticano II quando la festa è divenuta vera e propria memoria liturgica. San Giovanni Paolo II scelse la data del 21 novembre come giornata dedicata alle consacrate claustrali.

Cosa ci dice questo importante episodio della vita di Maria?
Partiamo prima di tutto dal testo: «Quando la bambina compì i tre anni, Gioacchino disse: “Chiamate le figlie senza macchia degli Ebrei: ognuna prenda una fiaccola accesa e la tenga accesa affinché la bambina non si volti indietro e il suo cuore non sia attratto fuori del tempio del Signore”. Quelle fecero così fino a che furono salite nel tempio del Signore. Il sacerdote l’accolse e, baciatala, la benedisse esclamando: “Il Signore ha magnificato il tuo nome in tutte le generazioni. Nell’ultimo giorno, il Signore manifesterà in te ai figli di Israele la sua redenzione”». Focalizziamo l’attenzione su un dato: Anna e Gioacchino non avevano avuto figli e ciò era visto dal popolo ebraico come una sorta di sventura “mandata” dal Signore. Anna, allora, decise di fare un voto a Dio: se lei e Gioacchino avessero avuto un primogenito (maschio o femmina) l’avrebbero consacrato al Signore. Ecco come nasce la presentazione di Maria al Tempio. Una volta nata la piccola, dovevano dunque adempiere la promessa fatta a Dio. E a dircelo è sempre questo vangelo apocrifo: «Per mantenere la promessa fatta, conduciamola al Tempio del Signore».

Dunque, davanti a noi abbiamo la Vergine Maria che entra nel Tempio. Pensare a questa bambina davanti a un mistero così immenso ci fa molta tenerezza. Una domanda, allora: così piccola poteva essere già consapevole del progetto di Dio su di lei?
Sarebbe bello poter entrare nel cuore di Maria, in quel momento, per poter rispondere a questa domanda. Penso che la parola “consapevolezza”, in merito al progetto di Dio su di lei, sia troppo forte, vista anche la tenera età della bambina. Ma sicuramente nel salire quelle scale sentiva nel cuore una grandissima gioia.

Abbiamo parlato di progetto di Dio. E allora come si inserisce questo momento così importante della sua infanzia in questo disegno così vasto e misterioso?
L’episodio ci presenta una bambina che non ha timore: il distacco dai genitori poteva essere qualcosa di traumatico e, invece, eccola entrare nel Tempio con la piena fiducia nel Signore. Non si volge indietro, anzi come il Protovangelo ci narra, «il Signore Iddio la rivestì di grazia; ed ella danzò con i suoi piedi» nel salire gli altri scalini. Maria danza. È una danza che tanto ricorda il Magnificat che canterà nel momento in cui sarà definita la «benedetta fra le donne» (Lc 1,42). Esulterà piena di gioia in quell’istante. E così fa nella Presentazione al Tempio. E poi, sempre per quanto ci dice il Protovangelo, sale delle scale. Il verbo “salire”: quanti significati importanti nella fede. Quel salire, quell’andare verso il Padre, nel Suo Tempio, sembra ricordare quell’«Eccomi sono la serva del Signore, si compia in me la Tua Parola» (Lc 1,38). Già nel momento della Presentazione, Maria è tutta fiduciosa nella Parola di Dio, nel suo Signore. Le immagini che questo episodio della Vergine ci presenta sono cariche di significato; e meditare su tutto ciò, credo sia quasi una necessità-dovere per ogni cristiano, figlio di Maria. Capire la fanciullezza della propria madre, per ognuno, vuol dire anche comprendere le proprie origini. Ma una cosa mi affascina sempre e mi fa riflettere: Maria entra nel Tempio, sì. Ma poi in quel luogo cosa accade? Questo non è scritto. È molto probabile che quel periodo sia servito a Maria quasi come una “palestra” per il dopo. Per l’adempiersi del progetto divino su di lei. Sicuramente, in questo periodo, si sarà addentrata meglio nelle Scritture ebraiche. Nel silenzio. Un silenzio che ritroveremo più avanti nella sua biografia: «E serbava tutte queste cose nel suo cuore».

Presentazione della Beata Vergine Maria al Tempio

Ermes Dovico – La Nuova Bussola – 21 Novembre 2021

Attraverso l’influsso dell’Oriente questa celebrazione si diffuse in Occidente a partire dal 1372. Diverse le congregazioni intitolate alla Presentazione di Maria.

Con la memoria liturgica della Presentazione della Beata Vergine Maria, la Chiesa cattolica ricorda la presentazione di Maria bambina al tempio di Gerusalemme, celebrata nello stesso giorno dagli ortodossi con il titolo di «Ingresso della Madre di Dio al tempio».

La ricorrenza affonda le sue origini nella consacrazione nel 543, a Gerusalemme, della Basilica di Santa Maria Nuova, costruita per volere di Giustiniano I. Solo in seguito nacque però la vera festa della Presentazione, di cui vi è una prima traccia nel calendario dell’imperatore bizantino Basilio II Bulgaroctono (958-1025). Attraverso l’influsso dell’Oriente la celebrazione si diffuse in Occidente a partire dal 1372, quando Gregorio XI la inserì nel calendario della Curia Romana. Il papa era stato persuaso dall’ambasciatore a Cipro, Filippo di Mézières, che gli raccontò come gli ortodossi celebrassero l’evento con grande solennità. Nei secoli successivi la Presentazione si affermò in tutta la Chiesa cattolica come festa, a parte una temporanea soppressione nel XVI secolo. La riforma del calendario liturgico del 1969 ne ha ridotto il rango liturgico a memoria.

Questo mistero della vita di Maria non è menzionato nei Vangeli, ma compare per la prima volta nell’apocrifo Protovangelo di Giacomo, scritto verso la metà del II secolo. Di questo testo la tradizione cristiana ha accolto alcuni contenuti relativi alla vita della Beata Vergine e dei suoi genitori, i santi Anna e Gioacchino, mentre ha rigettato come non ispirate altre narrazioni lontane dallo stile asciutto e sobrio dei quattro evangelisti. Secondo il racconto del Protovangelo, Maria fu presentata ai sacerdoti e ai sommi sacerdoti all’età di un anno; a tre anni i genitori la condussero al Tempio perché vi fosse allevata.

Sull’evento dell’offerta di Maria bambina a Dio si è sviluppata la riflessione degli autori cristiani, come san Germano di Costantinopoli (634-733), che in un’omelia sulla celebrazione odierna disse: «Oggi la porta del tempio divino, spalancata, riceve la sigillata porta dell’Emmanuele che entra rivolto verso l’Oriente».

Sono diverse le congregazioni intitolate alla Presentazione di Maria e di essa parla estesamente anche la venerabile Maria di Agreda nella Mistica Città di Dio (cap. 1, libro 2°). La religiosa spagnola sottolinea la differenza tra le processioni solenni dell’Arca antica, «figura di questa, vera e spirituale, del Nuovo Testamento», e l’umiltà con cui Anna e Gioacchino condussero Maria al tempio: «Dio volle che tutta la gloria e la maestà di questa processione fosse invisibile e divina, poiché i misteri di Maria Santissima furono così sublimi e nascosti che ancora oggi molti di essi continuano a essere tali secondo gli imperscrutabili giudizi del Signore, il quale ha stabilito il tempo opportuno per ogni cosa»

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