"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Ottobre 2025 Pagina 4 di 36

MEDJUGORJE: LE MIE PAROLE VENGONO DAL CIELO

20. «Siate le mie mani di pace e di preghiera» (25 febbraio 2025)

Questo Messaggio è uno spunto per riflette sul nostro rapporto con la Madonna. In generale i credenti si rivolgono a Maria come i figli alla madre, per chiederle le grazie e l’aiuto di cui abbiamo bisogno. La Madonna è contenta di questo rapporto affettuoso e nell’apparizione a Rue du Bac a Parigi le mani della Vergine erano ornate di anelli tempestati di pietre preziose che proiettavano raggi di luce di diversa intensità e colore verso il basso. La Madonna spiegò a Caterina Labouré che quei raggi erano “il simbolo delle grazie che io spargo sulle persone che me lo domandano”; quelli che non brillavano erano le grazie che la Madonna avrebbe concesso ma che non sono state chieste. Difatti, dopo la Celebrazione della Santa Messa nella chiesa di Rue du Bac si forma una lunga fila di fedeli che si accostano alla statua della Madonna per chiedere le grazie di cui hanno bisogno proprio perché lei stessa ha detto che tutte le grazie che vengono chieste davanti a quell’altare verranno concesse.

Il rapporto con Maria non può limitarsi a chiedere grazie, anche se capisco che venga spontaneo visto che è Madre di Cristo e quindi anche Madre nostra. Bisogna fare un passo avanti e, come lei stessa ci ha esortato a fare, dobbiamo cambiare interiormente e riprodurre in noi la sua immagine di Ancella del Signore. La Madonna vuole che le assomigliamo interiormente e a Medjugorje ha detto di essere le sue mani, il suo cuore, le sue parole, il suo amore, la sua luce.

Riflettere in noi l’immagine di Maria è una tappa fondamentale e perfino necessaria per essere immagine viva di Cristo. San Paolo nella sua esperienza personale ha detto: «Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me» (Gal 2,20). Il punto finale dell’itinerario spirituale è che Cristo viva in noi in tutte le dimensioni del nostro essere, nei pensieri, nelle parole, nei comportamenti. Effettivamente i santi riflettono una parte dell’immensa santità di cui Cristo è ricolmo.

Per arrivare a questo c’è un itinerario che dev’essere fatto con la Madonna: più diventiamo simili a lei e più diventiamo simili a Gesù Cristo. Questo cammino deve realizzarsi e concretizzarsi imitando alcune virtù che sono proprio caratteristiche della Madonna, quelle virtù che evidenziano la sua pienezza di grazia. La prima virtù è l’umiltà. Se la Madonna non fosse un abisso di umiltà, Dio non avrebbe potuto ricolmarla di tutti i doni di cui l’ha ricolmata, non avrebbe potuto portarla a un livello di santità che per noi è irraggiungibile, oltre che impensabile. La Madonna è stata preservata dal peccato originale in vista dei meriti di Cristo.

L’umiltà di Maria è una virtù straordinaria ma è molto difficile da realizzare nella vita; lei si è guardata nella luce di Dio, si è riconosciuta creatura davanti al Creatore ed è rimasta sempre in questa umiltà. Se vogliamo diventare immagine di Maria dobbiamo partire proprio da questa virtù; per essere persone umili bisogna affidarsi alla grazia dello Spirito Santo. Se non si fa attenzione agli inganni della carne, la nostra volontà di essere umili viene inficiata dalla nostra volontà di prevalere ed essere più santi degli altri. Essere umili è un mistero di grazia che dev’essere chiesto con la preghiera e va esercitato nell’accettare di essere persone nascoste, disprezzate, umiliate. L’umiltà è un cammino in cui bisogna farsi prendere per mano dalla Madonna. Una volta raggiunta l’umiltà spontanea e la consapevolezza che tutto viene da Dio, che siamo servi inutili e senza Dio non potremmo fare nulla, tutte le altre grazie ci vengono date in sovrabbondanza perché nessuna grazia che ci viene data non la useremo per emergere.

Molte usiamo le grazie che Dio ci concede per metterci al di sopra degli altri. Imploriamo dalla Madonna la grazia immensa dell’umiltà con cui diventiamo come lei capaci di ricevere tutte le altre grazie e di diventare sua immagine. Dobbiamo chiedere e custodire la grazia di metterci alla scuola dell’imitazione di Maria, per fare in modo che la sua immagine sia riflessa nella nostra vita, nel nostro cuore, nella nostra anima, nei nostri occhi, nelle nostre parole, nei nostri pensieri. L’umiltà è una virtù di cui oggi si parla poco ma è la chiave di tutte le altre.

La purezza è un’altra virtù caratteristica di Maria. Intendo soprattutto la purezza dei sentimenti. È certamente un cammino spirituale lungo, ma quanto è bello sperimentare questa grazia che tanti santi e tante sante hanno vissuto e testimoniato al mondo. Ci sono delle figure splendide di sante della purezza, esempi di vita da seguire e da imitare: Santa Maria Goretti, Santa Cecilia, Sant’Agnese, Santa Lucia. Si tratta di persone che hanno praticato la purezza dell’anima, dei pensieri, dei sensi, dei sentimenti, del linguaggio, degli sguardi. Oggi più che mai c’è bisogno di questa luce, dobbiamo pregare e supplicare Dio perché ci dia la grazia di essere umili e puri come Maria.

Maria, come abbiamo già detto, è un abisso di virtù ma ce n’è un’altra che l’umanità di oggi deve necessariamente chiedere ed è la dolcezza. La Madonna è una madre dolcissima, ha il cuore tenero e compassionevole per i suoi figli, si prodiga per chi ha bisogno, per chi è nella miseria, per chi ha fame, per chi è lontano da Dio e vive nel buio spirituale. Si tratta di una dolcezza che si riflette nel sorriso, negli sguardi, nel linguaggio. Santa Caterina da Siena aveva parole vigorose e tremende quando era necessario, ma le pronunciava con una dolcezza infinita; si narra che avrebbe raccolto delle arance, poi candite, da portare a Urbano VI. Il dono voleva dimostrare al Papa, conosciuto per il suo difficile carattere, che anche un frutto aspro potesse potenzialmente divenire dolce.

Non basta chiedere alla Madonna le grazie, il nostro rapporto con lei non può esaurirsi unicamente in questo; bisogna che la Madonna sia viva in noi. Come San Paolo scrive «Cristo vive in me» noi dobbiamo dire «Maria viva in noi», nei nostri pensieri, nei nostri sentimenti, nelle nostre mani, nel nostro cuore, nel nostro sguardo, nel nostro sorriso.

Se Maria è viva in noi possiamo raggiungere la pienezza di Cristo in noi stessi.

«Cari figli! Questo tempo primaverile sia per voi l’esortazione alla conversione personale affinché con le vostre vite possiate amare e pregare Dio al di sopra di ogni cosa, per tutti coloro che sono nel bisogno. Figlioli, siate le mie mani di pace e di preghiera, siate amore per tutti coloro che non amano, non pregano e non vogliono la pace. Grazie per aver risposto alla mia chiamata». 25 febbraio 2025 (Con approvazione ecclesiastica)

🔴LIVE🔴 Il Viatico quotidiano – di P. Livio – Puntata 30


🔴LIVE🔴IL CORAGGIO DEL PERDONO – Catechesi di P. Livio – Puntata 14

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🔴LIVE🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA – di P. Livio 29/10/2025

L’inganno di Halloween, la bellezza di Ognissanti

28 Ottobre 2025

di padre Francesco Bamonte, Vicepresidente dell’Associazione Internazionale Esorcisti

Pochi sanno che dal 22 settembre di ogni anno i gruppi e movimenti della neo-stregoneria Wicca e del satanismo iniziano una “quaresima” blasfema che va avanti per quaranta giorni, caratterizzata da azioni e rituali sempre più turpi per giungere al loro culmine nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre, che essi chiamano la notte di Halloween, ma che per i cattolici di tutto il mondo è invece la bellissima luminosa notte della Festa di Tutti i Santi.

A differenza della Festa di Tutti i Santi, Halloween propone temi oscuri quali la violenza omicida, l’irrisione della morte o la sua esaltazione disperante, il macabro, l’orrore, l’occulto, la stregoneria, il demoniaco. I personaggi di Halloween, che ispirano il travestimento di minori e adulti, sono mostri, vampiri, fantasmi, scheletri, licantropi, zombie, streghe, diavoli.
L’attrattiva e il fascino per questi costumi e per questi temi è il segno evidente di una grave forma di malessere interiore diffuso nella società odierna. Halloween esalta così la bruttezza e celebra il raccapricciante e l’oscurità, instillando l’orrido nella mente dei più piccoli e dei giovani, per poi esporli a incubi e terrori notturni.

Questa festa collettiva, consumistica e allo stesso tempo irrazionale, da un lato conferma le profonde trasformazioni culturali causate dalla secolarizzazione con il suo contraddittorio recupero della mentalità magica culminante in un revival neopagano; dall’altro, ci mostra la macchina commerciale che l’alimenta e che si impone nei contesti geografici e culturali più disparati, Africa inclusa, non rispettando tradizioni e sensibilità religiose locali.

Da alcuni anni, in Italia e all’estero, circoli occultistici e satanici mascherati sotto l’etichetta di associazioni culturali, organizzano per l’occasione, già nelle settimane che precedono il 31 ottobre, spettacoli che fanno parte di una precisa strategia che non è per nulla casuale. Si arriva persino a organizzare scuole di magia e stregoneria con intenti giocosi, apparentemente innocui… si tratta di un inganno per le famiglie e di una trappola per ragazzini e giovani.

Ricordiamo che Halloween, considerata da tante famiglie come occasione di gioco e divertimento per i propri figli, è una ricorrenza contraddistinta dall’occulto, dalla magia, dalla stregoneria e dal demoniaco che affonda le sue radici in una celebrazione religiosa pagana: la festa di Samhain che ebbe origine tra i Celti, una popolazione che si stabilì in antico in molte aree del continente, dalle isole britanniche all’Italia settentrionale.

Perciò Halloween non è affatto una ricorrenza laica, un’innocua festa globale di massa, perché in realtà ci troviamo davanti a una vera e propria ripresentazione e al rilancio di una festa religiosa pagana durante la quale venivano eseguiti rituali magici con sacrifici animali e persino umani.

La neo-stregoneria dei nostri tempi, che si è organizzata in movimento con il nome di Wicca, nelle sue feste principali dell’anno celebra, come facevano i Celti, la ricorrenza di Samhain. Questa celebrazione, secondo il calendario della Wicca, dà il via al nuovo anno della stregoneria, la notte appunto fra il 31 ottobre e il 1° novembre.
Anche per i cultori del demonio, i satanisti, la principale festa delle loro immonde celebrazioni – l’inizio dell’anno satanico – è proprio quella notte.

Il fatto che tale ricorrenza, che negli ultimi cinquant’anni ha sempre più esaltato la morte, la violenza, l’orrore e il demoniaco, e ha inglobato in sé la rappresentazione occulta della stregoneria e il satanismo, venga persino inserita nella programmazione scolastica, è un ulteriore fatto di una gravità inaudita. Festeggiare Halloween sul piano sociale con una pericolosa superficialità invece di promuovere i valori della non violenza, della pace, della bellezza e dell’armonia, è un segno di grave oscuramento delle coscienze.

Chi festeggia Halloween, pertanto, anche se non ha l’intenzione di aggregarsi alla stregoneria e non ha intenzione di celebrare il demonio, di fatto si mette in comunione con queste realtà tenebrose.

Orientare mediante Halloween le nuove generazioni al brutto e all’oscuro, significa indicare loro una direzione opposta a ciò che è buono e vero, e quindi a Dio che è la fonte del vero, del buono e del bello.

I satanisti, ad esempio, sono ben consapevoli e felici che i cristiani festeggino Halloween, proprio perché sono convinti che chi lo festeggia onori implicitamente il demonio e di conseguenza si apra al suo influsso nocivo. Il fondatore della Chiesa di Satana negli Stati Uniti, Anton LaVey, affermava soddisfatto: «Sono contento che i genitori cristiani permettano ai loro figli di adorare il diavolo almeno una notte all’anno. Benvenuti ad Halloween!».

Quest’atmosfera malefica, questo alone oscuro che avvolge Halloween fa sì che il periodo preparatorio a questa festa diventi un momento privilegiato di contatto dei ragazzi e dei giovani con sette e gruppi del mondo dell’occultismo. Alcuni siti internet per bambini, dove si descrivono personaggi e scenari horror, presentano persino dei link con i quali si accede direttamente a siti di satanismo e magia nera.

Davanti a questo innegabile scenario tenebroso come si può ancora sostenere che Halloween sia una festa innocua e innocente?  Sotto la forma del gioco e del divertimento, essa introduce e abitua i bambini e i giovani al “buio” sia fisico che morale, perché fa diventare per loro normale la “cultura di morte”. Tutto questo fenomeno ha come conseguenza lo spegnimento della speranza nelle nuove generazioni e l’esaltazione della disperazione e della violenza.

Come arginare e trasformare questo triste e doloroso fenomeno? Innanzitutto, non si può prescindere da un passo fondamentale: favorire una nuova evangelizzazione. Il fenomeno Halloween è cresciuto nel momento in cui il cristianesimo ha cominciato ad avere sempre meno influenza sulla società.

La nuova evangelizzazione sarà pertanto tanto più efficace e libererà i cuori dalla bruttezza e dall’oscurità che scaturiscono da Halloween, come anche da altri fenomeni negativi della società odierna, nella misura in cui i cuori dei vescovi e dei sacerdoti, dei consacrati e delle consacrate, dei genitori e degli educatori, di tutti i cristiani e le cristiane conosceranno profondamente e ameranno appassionatamente Gesù e la Vergine Maria, la sua e nostra Madre Santissima, trasmettendo alle nuove generazioni il fascino per il mondo divino nel quale si contempla la bellezza meravigliosa alla quale siamo chiamati e nella quale la nostra esistenza si realizza pienamente. Il mondo soprannaturale divino è infatti portatore della verità e della bontà che Dio, infinitamente vero, infinitamente buono e infinitamente bello, vuole partecipare alle sue creature.

I bambini, gli adolescenti, i giovani hanno bisogno di bellezza, non di bruttezza; hanno bisogno di bontà, non di cattiveria; hanno bisogno di verità, non di menzogna; hanno bisogno del bene, non del male. La bellezza soprannaturale, quella che splende in Cristo, nella Vergine Maria, negli Angeli e nei Santi li aiuta a distinguere tra ciò che è vero e ciò che è falso, tra ciò che buono e ciò che è cattivo.
È consolante e riempie il cuore di gioia il fatto che nella sera e nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre, in alternativa ad Halloween, sempre più sacerdoti organizzano iniziative varie, quali processioni dei Santi, rappresentazioni della vita dei Santi nelle sale parrocchiali, ore di adorazione del Santissimo Sacramento in riparazione e varie altre proposte orientate alla sensibilizzazione cristiana della celebrazione della festa di Tutti i Santi. Così come la luce è la bella alternativa al buio, queste iniziative rilanciano tra le nuove generazioni gli splendidi volti dei Santi invece delle orride maschere di Halloween.

Tra queste iniziative è da segnalare, da alcuni anni, la “Notte dei Santi” organizzata in varie diocesi.
Lodevolissime sono poi anche le Veglie di preghiera con turni di adorazione del Santissimo Sacramento. Lo scorso anno vari gruppi di giovani in tutta Italia si sono alternati tutta la notte in adorazione davanti al Santissimo Sacramento. L’adorazione si è conclusa alla mattina con il momento del sorteggio del santo. Il santo che hanno estratto è stato il proprio patrono per un anno. Chi lo ha estratto si è impegnato a leggerne la vita e a chiederne la sua intercessione presso Dio.

Altre lodevoli iniziative, da parte dei sacerdoti, sono aiutare i piccoli e gli adulti a distinguere ciò che è innocuo da ciò che non lo è, anche parlando loro dei nostri Santi e della comunione che ci lega con essi e con nostri cari defunti.

Una bella iniziativa che vi racconto fu quella di una mamma che organizzò un gruppo di 6/7 ragazzi, tra i quali suo figlio di 9 anni, inviandoli la sera del 31 ottobre vestiti normalmente, nelle case e nei negozi, a distribuire immaginette di Santi. Nelle case e nei negozi i ragazzi furono accolti aspettandosi che avrebbero detto la formula “dolcetto o scherzetto?” e la gente era già pronta a regalare caramelle o cioccolatini. Con grande loro sorpresa, però, le persone si vedevano donare dai ragazzi semplicemente l’immaginetta di un Santo senza dire alcuna formula. Tutti la prendevano e alcuni anche volentieri. Dopodiché regalavano ugualmente loro dei dolci. Questa bella iniziativa mi è stata riferita da un seminarista che era proprio quel bambino di 9 anni che la mamma aveva inviato con gli altri suoi amici ai negozi e alle case la sera del 31 ottobre. E il seminarista conclude la sua testimonianza dicendo: «Ho un bel ricordo di quella sera in compagnia dei miei amici e del cesto piene di immaginette. Ripensandoci ora che sono più grande, mi rendo conto quanto la festa di Halloween nasconda e faccia dimenticare la vera festa, quella di Tutti i Santi».

Quest’anno l’Associazione Internazionale Esorcisti ha realizzato l’importante iniziativa di un video che fino a questo momento è stato prodotto in italiano, inglese, spagnolo, portoghese, tedesco e coreano. Il video dura 4 minuti e mezzo, e propone un efficace e meditato decalogo che smaschera la realtà occulta che si nasconde dietro questo fenomeno di massa. Il video è uno strumento educativo e pastorale che la nostra Associazione diffonde mediante il proprio sito. Basta scrivere sul motore di ricerca Associazione Internazionale Esorcisti Halloween e vi uscirà questo video che potete scaricare e condividere con i vostri contatti.

Spero che quanto sin qui scritto sia stato utile per scoprire meglio le radici del fenomeno Halloween con la sua valenza negativa e comprendere quanto sia importante per i cattolici festeggiare i Santi, che hanno testimoniato Dio, la luce e la gioia dell’esistenza e che con la loro intercessione possono ottenerci tante grazie. Accanto ai Santi non dimentichiamo di commemorare i nostri cari defunti, che attendono le nostre preghiere e con i quali un giorno speriamo di congiungerci, per l’eternità.

«L’ascesa della Cina non sarà pacifica», lo dicono i falchi di Pechino

diFederico Rampini| 28 ottobre 2025

Che cosa ha in serbo Xi Jinping per l’America e il resto del mondo?

Nella sua tournée asiatica Donald Trump sta visitando alcuni alleati storici dell’America – in testa Giappone e Corea del Sud – e giovedì incontra il leader del rivale numero uno, la Cina. È evidente che questo presidente americano esercita in Asia lo stesso impatto destabilizzante che ha in Europa. Mette in discussione le alleanze, al fine di riequilibrare i rapporti sul fronte militare e su quello commerciale. Può quindi aprire delle opportunità per un rivale come la Cina, anche se finora il teorema della sua «attrazione fatale» verso gli autocrati non si è tradotto in nulla di concreto. 

Poiché l’attenzione di tutti è smisuratamente focalizzata su quel che dice o fa Trump, è meno studiata e discussa la strategia della Cina. A parte le ovvie misure difensive per arrivare a un accordo con Trump limitando i danni del protezionismo americano, che cosa ha in serbo per l’America e per il resto del mondo Xi Jinping?

I suoi predecessori, da Deng Xiaoping fino a Hu Jintao, adottarono una politica estera dal profilo cauto e prudente. Per rassicurare i partner stranieri usarono espressioni seducenti: la globalizzazione come un «win-win game», gioco a somma positiva dove tutti raccolgono benefici; le relazioni internazionali come un sistema «armonioso»; la crescita cinese come «pacifica». 

*Ma Xi dalla sua ascesa al potere oltre dieci anni fa si è distinto per aver abbandonato la modestia, abbracciando un linguaggio più nazionalista.

Per aprire uno squarcio sull’autentica visione cinese oggi vi propongo la teoria di uno studioso autorevole e organico al regime: Jin Canron, autore di un saggio dal titolo esplicito: Perché l’ascesa della Cina potrebbe non essere pacifica. Appartiene alla scuola di quelli che nell’ambiente diplomatico cinese sono stati chiamati Guerrieri Lupo, una nuova generazione di ambasciatori addestrati a un piglio aggressivo

Jin Canron è un teorico dell’ala dei falchi in seno al partito comunista, spesso la più rappresentativa del pensiero di Xi. Questo intervento mi è segnalato da un trio di esperti della Cina contemporanea che seguo: Thomas des Garets Geddes, James Farquharson e William A. Callahan. Lo stesso Jin Canron in passato si è distinto per i suoi attacchi contro l’ala che lui definisce «pacifista» in seno al partito, la cui influenza vuole estirpare dall’élite.

I punti chiave del suo intervento sono questi:
1. Se la Cina vuole stabilire nuove norme e istituzioni globali, è probabile che la violenza sarà necessaria — la storia mostra che ciò avviene quasi sempre.
2. Da un punto di vista diplomatico, la scelta di Pechino di usare il termine «sviluppo pacifico» è pragmatica, per non suscitare apprensione negli altri Stati.
3. Tuttavia, un’enfasi esclusiva sulla pace non è coerente con la realtà di ciò che potrebbe essere necessario per l’ascesa della Cina.

Pur essendo la pace preferibile alla guerra, negare la possibilità di conflitto è auto-ingannarsi: vincola le opzioni strategiche future della Cina.

Qualche informazione sull’autore. Jin Canrong (62 anni), è docente con cattedra alla School of International Studies, Renmin University of China; Direttore del Centre for China’s Foreign Strategy Studies. Ma il suo ruolo più significativo è quello di consigliere dell’Assemblea del Popolo, il Parlamento cinese, nonché consulente per vari ministeri e dipartimenti governativi. È quindi una figura di spicco fra i cervelli del regime.

Eccovi alcuni estratti del suo saggio:
«Davvero, tra le grandi potenze odierne la Cina è quella che aderisce più fermamente al percorso dello sviluppo pacifico — è la sua politica nazionale di base. Eppure oggi ci troviamo di fronte a un problema: nella storia dell’umanità sono molto rari i casi di grandi potenze che emergono pacificamente.

La natura umana comprende un lato razionale e uno irrazionale. Nel corso della storia, la crescita di quasi tutte le grandi potenze è stata accompagnata dalla guerra: gli Stati Uniti non fanno eccezione. Nel 1898 gli Usa provocarono intenzionalmente un conflitto, dichiarando guerra alla Spagna e occupando Cuba, Guam, le Filippine e altri territori.

È sorprendente che la Spagna, a quel tempo, avesse in larga misura acconsentito alle richieste statunitensi e fosse disposta ad inginocchiarsi o prostrarsi su comando — completamente sottomessa, si può dire. Eppure gli Stati Uniti scelsero comunque di infliggerle una dura lezione. 
Dato tutto ciò, se la Cina riuscirà a realizzare la riunificazione nazionale e la grande rinascita della nazione cinese senza ricorrere alla guerra resta, francamente, una questione aperta. Su determinate questioni potremmo non avere scelta se non dimostrare la nostra forza.
La mia visione della storia è la seguente: la violenza costituisce la logica sottostante del moto storico. Ciò che distingue gli esseri umani dagli animali è il possesso di istituzioni, ma la creazione delle istituzioni è in ultima analisi inseparabile dalla violenza. L’attività economica si svolge entro il quadro delle istituzioni, e ogni comportamento economico deve aderire a norme politiche; altrimenti torna a forme economiche primitive.
Perché la Cina possa emergere, deve instaurare le proprie istituzioni e norme nella comunità internazionale. Tuttavia, la storia dimostra che l’instaurazione di nuove istituzioni e norme è quasi sempre accompagnata da misure violente. La Cina può davvero sfuggire a questo modello storico? Ho i miei dubbi. I cinesi sono anch’essi esseri umani e, per quanto capaci, non possono trascendere le leggi fondamentali della società umana. Ci sforzeremo naturalmente di fare affidamento sulla nostra diligenza e ingegno per raggiungere lo sviluppo, ma su questioni di fondamentale interesse nazionale dobbiamo anche essere pronti a “mostrare i muscoli” quando necessario.
Nella fase iniziale della riforma e apertura (“riforma e apertura” è la definizione delle politiche di Deng Xiaoping dopo la morte di Mao: transizione all’economia di mercato e aumento degli scambi con l’estero, ndr) abbiamo promosso il concetto di “sviluppo pacifico”. Successivamente, con i risultati dello sviluppo, almeno una porzione della comunità internazionale ha cominciato a riconoscere la realtà dell’ascesa cinese. Ma se avessimo continuato a enfatizzare puramente lo “sviluppo pacifico”, sarebbe divenuto sempre più difficile rispondere alle preoccupazioni esterne circa la crescita della potenza cinese.
Fu in questo contesto che alcuni studiosi nazionali proposero il concetto di “ascesa pacifica”. In termini semplici, nell’ambito generale del nostro “sviluppo pacifico” riconosciamo la realtà della “crescita” cinese enfatizzandone al contempo il carattere “pacifico”. All’epoca però molti diplomatici di alto rango si opposero, sostenendo che si trattava di una mossa poco saggia: il termine “ascesa” era troppo provocatorio e poteva facilmente aumentare tensione e vigilanza nella comunità internazionale. Perciò il governo centrale smise di usare questa espressione e ritornò alla formula del “sviluppo pacifico”.
In realtà sembra più un tentativo auto-ingannevole di evitare conflitti. Valutati i nostri reali interessi, non possiamo garantire in modo assoluto che la Cina possa crescere pacificamente. Dobbiamo prima riconoscere il fatto dell’ascesa cinese, chiarendo al contempo che ci impegneremo in coscienza a raggiungerla pacificamente. Tuttavia non dovremmo fare promesse assolute circa una “ascesa pacifica”. Dopotutto, qualsiasi promessa assoluta rischia di legarci le mani.
Le considerazioni sopra sono semplicemente le mie riflessioni provvisorie — una scuola di pensiero offerta come riferimento. Non fraintendetemi: non ho alcuna intenzione di fare propaganda per la guerra.
Perché la Cina moderna nel XIX e XX secolo rimase indietro? Perché tanti Paesi riuscirono a invaderla? Perché il Giappone osò lanciare una guerra d’aggressione su vasta scala? La ragione fondamentale è che la forza industriale della Cina a quel tempo era molto inferiore a quella dell’Occidente. Dopo la fondazione della Repubblica Popolare nel 1949, il leader Mao Zedong identificò correttamente questa contraddizione centrale e dedicò immense energie all’industrializzazione, creando infine il più grande sistema industriale del mondo. È proprio perché abbiamo costruito questa base industriale comprensiva che non temiamo più alcun avversario.
Oggi dobbiamo consolidare ulteriormente i nostri vantaggi industriali e, partendo da questa forte capacità produttiva, sviluppare capacità militari e tecnologiche più avanzate. Abbiamo ripetutamente esortato il Giappone a riflettere sulla sua storia, ma poiché rifiuta, così sia. Se in futuro dovessero scoppiare contrasti tra Cina e Giappone, li risolveremo con la forza assoluta». 

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Programma di Padre Livio – Martedì 29 ottobre 2025

h. 9.00: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)

 h. 8.50 – 9.25: ATTUALITA’ MONDO – CHIESA

+“L’ascesa della Cina non sarà pacifica”

+Dilexi te: La prima esortazione di Papa Leone (Prof. Roberto de Mattei)


h. 9.25 – h. 9.35: VIATICO QUOTIDIANO

Pensieri sulla Fede (30)


h. 9.35 – 9.55: MEDJUGORJE: LE MIE PAROLE VENGONO DAL CIELO

“Siate le mie mani di pace e di preghiera” (25 Febbraio 2025)

Il rapporto con Maria non può limitarsi a chiedere grazie

La Madonna vuole un rapporto intimo quale dei figli con la madre

Innanzi tutto vuole che siamo sua immagine

Vuole che rendiamo viva la sua presenza

Vuole che siamo il suo prolungamento

Per questo vuole che diciamo il suo “Sì” alla volontà di Dio

Vuole che diciamo sì missione che Lei ci affida

Vuole che siamo persone di sua fiducia


h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO

BLOG: blogdipadrelivio.it

Il pensiero quotidiano: Perché i Segreti di Medjugorje sono dieci?


h. 10.05: IL CORAGGIO DEL PERDONO (13)


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🔴LIVE🔴 IL DISCERNIMENTO SPIRITUALE – di Padre Livio Puntata 67 – La paternità spirituale

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PENSIERO QUOTIDIANO

30. Prepararsi ai Segreti formando gruppi di preghiera

Nel messaggio del 25 ottobre 2025 la Gospa ha esortato ancora una volta a formare gruppi di preghiera. “Figlioli, pregate e amate, formate i gruppi di preghiera per esortare al bene”.

Si tratta di una diposizione che la Madonna ha già dato in passato, ma che nel presente ha un significato particolare, perché mai prima satana è stato così forte, ha ammonito la Madonna.

Infatti, più ci avviciniamo al tempo dei Segreti e più il male si manifesta con la sua forza di seduzione e di distruzione, di fronte alla quale le persone più deboli vengono travolte.

I gruppi di preghiera hanno lo scopo di non lasciare le persone sole nella lotta quotidiana contro forze soverchianti che assalgono e trascinano alla rovina.

Come i primi cristiani si raccoglievano nelle catacombe per sfuggire alla persecuzione e con la preghiera si rafforzavano nella fede, così ora, nel momento in cui satana è sciolto dalle catene, c’è bisogno dell’aiuto reciproco.

Questo è il primo obbiettivo del gruppo di preghiera, sostenere i partecipanti ed esortali al bene. Il secondo obbiettivo è quello di pregare per la pace e per la conversione dei non credenti.

Infatti, come ha svelato la Madonna, “ci sono molte creature che non hanno la pace e non hanno conosciuto il Dio d’amore” e il nostro compito è quello di essere le mani tese di Maria per salvarli.

Il Santo Rosario è la preghiera che la Madonna raccomanda ai gruppi di preghiera, è l’arma per combattere e resistere, è lo strumento del trionfo del suo Cuore immacolato.

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