"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Settembre 2025 Pagina 3 di 32

🔴LIVE🔴 IL DISCERNIMENTO SPIRITUALE – di Padre Livio – Puntata 39 – Come ascoltare la voce della coscienza

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PENSIERO QUOTIDIANO

6. Un pellegrinaggio breve ma intenso

Cari amici,

grazie per averci seguito in questo Pellegrinaggio a Medjugorje breve ma intenso. In questo tre giorni ho potuto constatare come la Madonna stia facendo maturare il suo piano di salvezza silenziosamente ma inesorabilmente, nonostante limiti, debolezze e calcoli umani.

Nulla e nessuno la potrà fermare perché la posta in gioco è troppo alta, per poter concedere a satana un solo millimetro di vantaggio.

Quelli che non credono o fanno finta di credere, quelli che seminano zizzania, quelli che tendono insidie e che si fanno i loro affari, avranno l’esito che si meritano. “Deus non irridetur”: prendere in giro Dio significa scavarsi la fossa.

I credenti umili e fervorosi, che amano la Madonna, che ascoltano i suoi Messaggi, che sopportano lo sguardo altezzoso dei supponenti, che non si stancano di pregare e di bene operare, non si scoraggino, ma riprendano forza, perché il momento è vicino in cui Maria “rovescerà i potenti dai troni e innalzerà gli umili”, cambiando radicalmente questo miserabile mondo immerso nel male e nell’incredulità.

Si avvicina il momento della prova della fede e la scelta che essa comporta: dovremo sceglie fra La Madonna e Satana, fra Cristo e l’anticristo, fra la Verità e la menzogna, fra l’Amore e l’odio, fra la Vita e la morte.

Possiamo sbagliare tutto, ma non questa scelta.

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Si possono cambiare i Segreti?

Caro Padre Livio,
sarò brevissimo:
A CASA DI VICKA – 25/9/25 ORE 9:20 Lei ha sentito la veggente affermare che: si possono cambiare i segreti, com’è stato cambiato il settimo, se preghiamo!
Può commentare questa affermazione?
Grazie.
Eduardo  da Palermo.


Caro Eduardo,

innanzi tutto bisogna dire che la Madonna ha affermato a chiare lettere che tutti i Segreti che ha confidato si realizzeranno. Il mio libro che uscirà a fine gennaio 2026 ha proprio questo titolo.

Tuttavia Vicka, riguardo ai Segreti, ha sempre detto che si possono cambiare e su questo punto è irremovibile. C’è forse una contraddizione nella comunicazione della Madonna? È assolutamente da escludere. Allora tocca a noi riflettere e cercare di capire.

 A mio avviso al riguardo occorre fare una distinzione fra l’accadimento degli eventi e le loro conseguenze sulle popolazioni che abitano nei luoghi che verranno indicati volta per volta.

Infatti, sul rotolo di Mirjana, di ogni Segreto è scritto che cosa accade, dove accade, il momento in cui accade e quanto dura.

Quanto all’accadimento è certo che ogni Segreto rivelato accadrà nel luogo e nel momento che verranno comunicati tre giorni prima.

Quanto alle conseguenze invece ci potrebbero essere delle differenze enormi fa un evento e l’altro e questo dipende dal comportamento della gente.

Infatti, se la gente del luogo indicato crede e si mette in salvo, non avrà nessuna conseguenza, se non la perdita eventuale di beni materiali.

Se invece non crede, oltre ai beni materiali rischia di perdere anche la vita e, Dio non voglia, la propria anima.

Siamo dinanzi a una vera e propria prova della fede e ognuno dovrà scegliere: da una parte ci sarà l’Anticristo e dall’altra Maria, È per questo che la Madonna ha detto che l’umanità è dinanzi al bivio della vita e della morte.

Quindi, in questa prospettiva, le conseguenze negative di un Segreto potrebbero essere annullate dalla fede della gente che crede alla presenza della Madonna e si mette in salvo.

Ave Maria

Padre Livio

Papa Leone XIV: “La vita di tutti può cambiare, perché Cristo è risorto dai morti”

Il Pontefice: “Il Catechismo è lo strumento di viaggio che ci ripara dall’individualismo e dalle discordie, perché attesta la fede di tutta la Chiesa cattolica

Papa Leone XIV |  | Vatican MediaPapa Leone XIV | | Vatican Media

Di Marco Mancini

Città del Vaticano, domenica 28 settembre 2025, 10:46 (ACI Stampa).

Proseguono le celebrazioni giubilari presiedute da Papa Leone XIV: stamane in Piazza San Pietro il Pontefice ha celebrato la Messa per il Giubileo dei Catechisti.

Commentando il Vangelo odierno Leone osserva: “Lazzaro viene dimenticato da chi gli sta di fronte, eppure Dio gli è vicino e ricorda il suo nome. L’uomo che vive nell’abbondanza, invece, è senza nome, perché perde sé stesso, dimenticandosi del prossimo. I suoi beni non lo rendono buono”.

Questa storia – denuncia il Papa – “è, purtroppo, molto attuale. Alle porte dell’opulenza sta oggi la miseria di interi popoli, piagati dalla guerra e dallo sfruttamento. Attraverso i secoli, nulla sembra essere cambiato: quanti Lazzaro muoiono davanti all’ingordigia che scorda la giustizia, al profitto che calpesta la carità, alla ricchezza cieca davanti al dolore dei miseri! Eppure il Vangelo assicura che le sofferenze di Lazzaro hanno un termine. Finiscono i suoi dolori come finiscono i bagordi del ricco, e Dio fa giustizia verso entrambi”.

Dopo aver ricordato il dialogo tra il ricco e Abramo, Leone XIV aggiunge: “Ascoltare Mosè e i Profeti significa fare memoria dei comandamenti e delle promesse di Dio, la cui provvidenza non abbandona mai nessuno. Il Vangelo ci annuncia che la vita di tutti può cambiare, perché Cristo è risorto dai morti. Questo evento è la verità che ci salva: perciò va conosciuta e annunciata, ma non basta. Va amata: è quest’amore che ci porta a comprendere il Vangelo, perché ci trasforma aprendo il cuore alla parola di Dio e al volto del prossimo”.

Rivolgendosi poi ai catechisti il Papa rileva: “voi siete quei discepoli di Gesù, che ne diventano testimoni: il nome del ministero che svolgete viene dal verbo greco katēchein, che significa istruire a viva voce, far risuonare. Ciò vuol dire che il catechista è persona di parola, una parola che pronuncia con la propria vita. Perciò i primi catechisti sono i nostri genitori, coloro che ci hanno parlato per primi e ci hanno insegnato a parlare. Come abbiamo imparato la nostra lingua madre, così l’annuncio della fede non può essere delegato ad altri, ma accade lì dove viviamo. Anzitutto nelle nostre case, attorno alla tavola: quando c’è una voce, un gesto, un volto che porta a Cristo, la famiglia sperimenta la bellezza del Vangelo”.

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“Tutti – prosegue Papa Leone – siamo stati educati a credere mediante la testimonianza di chi ha creduto prima di noi. I catechisti ci accompagnano nella fede condividendo un cammino costante, come avete fatto voi oggi, nel pellegrinaggio giubilare. Questa dinamica coinvolge tutta la Chiesa: il Catechismo è lo strumento di viaggio che ci ripara dall’individualismo e dalle discordie, perché attesta la fede di tutta la Chiesa cattolica. Ogni fedele collabora alla sua opera pastorale ascoltando le domande, condividendo le prove, servendo il desiderio di giustizia e di verità che abita la coscienza umana.

“Ricordiamoci – conclude Leone XIV – che nessuno dà quello che non ha. Se il ricco del Vangelo avesse avuto carità per Lazzaro, avrebbe fatto del bene, oltre che al povero, anche a sé stesso. Se quell’uomo senza nome avesse avuto fede, Dio lo avrebbe salvato da ogni tormento: è stato l’attaccamento alle ricchezze mondane a togliergli la speranza del bene vero ed eterno. Quando anche noi siamo tentati dall’ingordigia e dall’indifferenza, i molti Lazzaro di oggi ci ricordano la parola di Gesù, diventando per noi una catechesi ancora più efficace in questo Giubileo, che è per tutti tempo di conversione e di perdono, di impegno per la giustizia e di ricerca sincera della pace”.

Il Papa ha poi conferito il ministero di catechista ad alcuni uomini e donne provenienti da ogni angolo del pianeta.

P.LIVIO-Benedizione: 26ma Domenica del tempo ordinario

I droni russi sull’Europa, dalla guerra alla paura ancestrale

di Stefano Caprio- Asia News – 28 Settembre 2025

Tra i tanti obiettivi della “guerra ibrida” di Mosca la Moldavia che va alle elezioni parlamentari il 28 settembre appare uno dei più prossimi. Mentre i velivoli anonimi svolazzanti sui cieli dell’Europa si ergono come totem minacciosi, evocando quello sciamanesimo dalle radici siberiane che oggi in Russia è una delle espressioni più radicali della “difesa dei valori tradizionali” contro la depravazione occidentale.

Appaiono sempre più spesso oggetti volanti non identificati sui cieli dei Paesi europei, dalla Polonia alla Danimarca e alla Norvegia, dall’Estonia alla Romania, bloccando gli aeroporti e incutendo oscuri timori sulla possibile e irrefrenabile escalation della guerra tra la Russia e l’Occidente. I comandanti della Nato cercano di mantenere il sangue freddo, e condannano queste incursioni come “dettagli di un quadro generale provocato dal comportamento irresponsabile di Mosca”.

Il 23 settembre il servizio di intelligence della Nato ha comunicato di aver disposto alcune divisioni in Romania, nei pressi della frontiera con la Moldavia, e anche dei gruppi di militari dalla Francia e dalla Gran Bretagna sono giunti in Ucraina a Odessa, per il “controllo della zona vicina alla Transnistria”. Tra i tanti obiettivi della “guerra ibrida” russa, in effetti, la Moldavia appare uno dei più prossimi e dei più simbolici insieme all’Estonia, dove i russi sentono di dover imporre la propria “missione di salvezza” per i popoli storicamente legati a Mosca. A Chişinău respingono gli allarmi sull’influenza russa, affermando che “la Ue si allarga per accogliere Paesi nello spazio della pace e del benessere”, ma l’interesse dei russi sul futuro della Moldavia è comunque evidente, nella prossimità delle elezioni parlamentari del 28 settembre.

Lo scopo del Cremlino, dopo aver imposto l’orrore della guerra, è quello di diffondere la paura per il futuro, creando ulteriori tensioni in tutta l’Europa a cominciare dai territori più vicini, e la partita in Moldavia appare particolarmente importante. La presidente Maia Sandu si è rivolta all’elettorato, chiedendo di sostenere le forze filo-europee, poiché “la Russia sta spendendo centinaia di milioni di dollari per comprare i voti dei cittadini moldavi” e sistemare al potere i suoi scagnozzi, mentre i servizi russi diffondono false informazioni sull’intenzione dell’Unione europea di “occupare la Moldavia”, pubblicando comunicati secondo cui “gli euroburocrati di Bruxelles hanno tutte le intenzioni di mantenere i moldavi nel corso della politica russofobica”.

Il propagandista più altisonante della Russia, il conduttore televisivo Vladimir Solov’ev, ha rovesciato sulla Sandu le accuse di acquisto dei voti degli elettori moldavi, affermando che “è riuscita a diventare presidente comprandosi 300mila preferenze, che su 3 milioni di persone che vivono in Moldavia non è male come percentuale”. Dalla Russia l’oligarca moldavo in esilio Ilan Šor continua a fomentare la campagna di opposizione alla presidente e al governo di Chişinău, con una rete di partiti che vengono regolarmente sciolti e poi riformati sotto altre spoglie, e le voci sulla “occupazione europea” della Moldavia spingono sempre più verso un conflitto generalizzato tra filorussi e russofobi in tutti i Paesi Ue. Putin accusa apertamente la Nato di “mettere a rischio la stabilità strategica”, e per questo a febbraio non sarà rinnovato il trattato con gli Usa sulle armi strategiche, assicurando che “la Russia è in grado di rispondere a qualunque minaccia presente e futura, e non a parole, ma utilizzando misure militari e tecnologiche”, come ha affermato durante la riunione del Consiglio di sicurezza del Cremlino.

Il professor Aleksandr Astrov, dell’università del Centro-Europa, sostiene che “secondo Putin l’Europa in realtà non esiste, divide il mondo tra Russia e America, secondo le potenzialità belliche e tecnologiche, il resto sono solo chiacchiere”, e quindi gli europei “possono andare a fumare in corridoio, mentre Vladimir e Donald si mettono d’accordo sulle cose importanti”. Non esiste più una vera “alleanza transatlantica”, anzi oggi questa linea di accordo non riguarda più l’Europa, ma si unisce direttamente tra Mosca e Washington, sia da occidente che da oriente, come ha dimostrato l’incontro in Alaska tra Putin e Trump.

Secondo la psicologa e pubblicista Kira Merkun, questa evoluzione delle “minacce celesti” sull’Europa è una dimostrazione ulteriore del contenuto profondo dell’ideologia putiniana, che ha un substrato religioso che non dipende tanto dall’ortodossia cristiana, quanto dal “paganesimo sciamanico”, dalla necessità di trovare elementi che incutano timore e affermino la prevalenza di forze oscure. Del resto, la Russia odierna è ben rappresentata da due figure simboliche: il cantante Šaman, autore dell’inno-rock nazionale Ja russkij!, “Io sono russo e vado fino in fondo”, e dallo sciamano oppositore della Jacuzia, Aleksandr Gabiščev, che da anni minaccia di andare a Mosca per gettare una maledizione su Putin, e per questo è detenuto in manicomio.

Lo sciamanesimo, che in Russia è ammesso come una delle “religioni tradizionali” minori dopo l’Ortodossia, e per cui lo stesso Putin ha mostrato più volte una certa simpatia, si basa sull’agitazione di totem minacciosi, che i droni anonimi svolazzanti rappresentano con notevole efficacia. Perfino nei nuovi manuali russi di aviazione e cosmonautica ci sono dei capitoli sullo sciamanesimo, poiché l’esperienza degli sciamani, evidentemente, aiuta a collegarsi con l’Universo, favorendo il successo dei nuovi progetti tecnologici. In fondo anche il marxismo-leninismo s’imponeva nelle avventure spaziali degli aeronauti sovietici, e a Mosca dominano figure totemiche assolute come il mausoleo di Lenin sulla piazza Rossa, e il vertiginoso monumento a Jurij Gagarin, il primo uomo nello spazio, che apre il grandioso Leninskij prospekt, il viale più lungo e solenne della capitale, che conduce verso l’Ucraina.

Esistono scuole di dottrina sciamanica in tutta la Siberia, nelle regioni mongoliche di Tuva e Buriazia, ma anche in Jacuzia e nella regione dell’Altaj, al confine con la Cina, a cui ci si può iscrivere sia per nascita che per “chiamata interiore”. Mentre a Mosca e San Pietroburgo si perfezionano i sistemi di difesa antiaerea contro i “droni maledetti” provenienti dall’Ucraina, in Siberia e nell’Estremo oriente russo si impegnano gli sciamani a respingere gli spiriti maligni, per proteggere i giacimenti di minerali e pietre preziose, fondamentali per la vacillante economia russa. L’esaltazione dello sciamanesimo è una delle espressioni più radicali della “difesa dei valori tradizionali” contro la depravazione occidentale, e si coniuga facilmente con i solenni rituali dell’ortodossia.

A fine estate si è tenuto un gigantesco festival dello sciamanesimo, detto Sajanskoe Koltso, “Anello di Sayan” nel villaggio di Šušenskoe, nel sud della regione siberiana di Krasnojarsk, alla confluenza dei fiumi Šuš e Enisej, dove Lenin trascorse un periodo al confino prima di diventare il capo della rivoluzione. Dopo la morte del leader mondiale del proletariato, qui venne fondato un museo memoriale, “Esilio siberiano di Lenin”, che occupa un territorio di ben 6,6 ettari di terreno ed è formato da 200 esposizioni di vario genere, per raccontare della vita, delle attività e perfino delle “credenze” di Vladimir Ilič, in sintonia con le popolazioni locali di fine Ottocento-inizio Novecento, essendo egli rimasto in quel luogo dal 1897 al 1900 e lì si era sposato con Natalia Krupskaja, non si sa bene con quale rito. Di fatto Lenin ha lodato in seguito la “semplicità, l’energia e la dedizione” degli uomini poveri della ricca Siberia, che divennero per lui un’ispirazione per la difesa delle classi oppresse dal capitalismo mondiale. In questo senso, lo sciamanesimo può ben rappresentare anche la continuità ideologica tra l’impero sovietico e la Russia putiniana, in forme arcaiche di religiosità naturale.

Non a caso il simbolo della “Russia Unita”, il partito di Putin, è l’orso siberiano, l’animale-totem degli abitanti della Russia asiatica, e il presidente del partito è il sovreccitato delfino di Putin, Dmitrij Medvedev, il cui cognome significa appunto “Dell’Orso” e che esegue regolarmente i rituali di maledizione verso il mondo intero, testimonianza vivente del proverbio russo secondo cui “da presidenti ci si dimette, da sacerdoti mai”, e come conferma la Merkun “si ubriaca e si scatena, fomentando l’aggressione della sua tribù”. Anche Lenin nel bosco del Šuš si dedicava ad attività selvatiche, appassionandosi alla caccia e ordinando con orgoglio non un qualsiasi fucile a doppia canna Tula, ma un’arma della ditta belga “Auguste Francotte” e fino alla fine dei suoi giorni abbatteva con grande piacere gli animali. Del resto anche Stalin, Khruščev, Brežnev, Černenko e Eltsin erano degli appassionati cacciatori, come il nuovo totem Vladimir Putin, che vaga per le steppe di Tuva con l’amico Sergej Šojgu in cerca di fiere, e ama lanciare ed abbattere i droni della nuova religione universale della Russia. Gli unici leader che non si facevano vedere con il fucile in mano erano Andropov e Gorbačev, entrambi nativi delle terre ucraine.

In russo esiste il verbo šamanit, “creare confusione” alla maniera degli sciamani, che pare sia stato coniato prima di tutti dagli sciamani dell’Alaska, terra particolarmente cara ai russi e soprattutto a Putin, visto il caos universale che sta suscitando dopo averla visitata.

PELLEGRINAGGIO BREVE MA INTENSO

Cari amici,

grazie per averci seguito in questo Pellegrinaggio breve ma intenso. In questo tre giorni ho potuto constatare come la Madonna stia facendo maturare il suo piano di salvezza silenziosamente ma inesorabilmente, nonostante limiti, debolezze e calcoli umani.

Nulla e nessuno la potrà fermare perché la posta in gioco è troppo alta, per poter concedere a satana un solo millimetro di vantaggio.

Quelli che non credono o fanno finta di credere, quelli che seminano zizzania, quelli che tendono insidie e che si fanno i loro affari, avranno l’esito che si meritano. “Deus non irridetur”: prendere in giro Dio significa scavarsi la fossa.

I credenti umili e fervorosi, che amano la Madonna, che ascoltano i suoi Messaggi, che sopportano lo sguardo altezzoso dei supponenti, che non si stancano di pregare e di bene operare, non si scoraggino, ma riprendano forza, perché il momento è vicino in cui Maria “rovescerà i potenti dai troni e innalzerà gli umili”, cambiando radicalmente questo miserabile mondo immerso nel male e nell’incredulità.

VI DO APPUNTAMENTO A LUNEDI’ MATTINA CON UN NUOVO EDITORIALE COL QUALE FAREMO IL PUNTO DELLA SITUAZIONE-

Vostro Padre Livio

🔴LIVE🔴 IL DISCERNIMENTO SPIRITUALE – di Padre Livio – Puntata 38 – La coscienza

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Pensieri sui Vangeli Festivi: XXVI Domenica del Tempo Ordinario – di Padre Livio

🔴LIVE🔴🙏⭐️CATECHESI GIOVANILE⭐️P.LIVIO: VOI SIETE LA MIA SPERANZA – Puntata 4🙏

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