"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Settembre 2025 Pagina 11 di 32

Funerale (quasi) di Stato per Kirk. Gli Stati Uniti piangono ma sono spaccati sulla libertà di parola

di Viviana Mazza – Corriere della Sera – 21 Settembre 2025

Fiori, croci e vangeli davanti alla sede dell’organizzazione fondata dall’attivista ucciso. La destra risponde alle accuse di censura: è solo «cultura delle conseguenze». Ma crescono le voci critiche anche tra i repubblicani

DALLA NOSTRA INVIATA
PHOENIX -Davanti al quartier generale di Turning Point USA, l’organizzazione conservatrice fondata all’età di 18 anni da Charlie Kirk, il marciapiede è ricoperto di fiori, bandiere americane, palloncini, vangeli, crocifissi, peluche e messaggi lasciati da ammiratori che arrivano, spesso accompagnati da bambini piccoli, per dargli l’ultimo saluto. La cerimonia di oggi nello stadio da oltre 60 mila posti di Glendale sarà simile a un funerale di Stato, con tutte le preoccupazioni annesse per la sicurezza: venerdì un uomo armato è stato arrestato mentre si aggirava nella zona in modo sospetto. 

Il ruolo della moglie

Parlerà la moglie di Kirk, Erika, madre dei loro due bambini piccoli, diventata il volto e la leader del movimento che avevano costruito insieme. Parleranno Donald Trump, che ha detto che Kirk avrebbe potuto un giorno diventare presidente, e JD Vance che lo ha riconosciuto come uno dei fautori della sua ascesa alla vicepresidenza. L’omicidio di Kirk è stato un terremoto politico che avrà conseguenze non ancora del tutto chiare. Ha generato un dolore diffuso nel Paese, come pure la promessa dei conservatori di prendere di mira le organizzazioni di sinistra che considerano radicali.

Intanto, online vengono segnalate migliaia di persone accusate di diffondere l’odio con i loro commenti su Kirk (a volte hanno celebrato la sua morte, altre volte hanno detto che odiavano le sue politiche e che non erano particolarmente tristi per la sua scomparsa). E si è aperto un dibattito sulla tutela costituzionale della libertà di espressione e anche sulla libertà di esprimere odio (ma anche a destra il commentatore Tucker Carlson ha invitato alla «disobbedienza civile» se verrà soppressa). Al sondaggista Nate Silver tutto questo ricorda il clima «sei con noi o contro di noi» che si creò dopo l’11 settembre, «quando l’orrore immediato portò all’aspettativa nazionale che ogni dissenso rispetto alla linea dominante del governo costituisse un’offesa contro i morti».

Dopo che Brendan Carr, capo della Federal communication commission, ha minacciato «conseguenze», Disney ha sospeso il comico Jimmy Kimmel, il quale aveva suggerito che il killer di Kirk fosse di destra (anziché di sinistra come affermano la procura e la famiglia). Ma Trump ha presto portato su di sé il discorso, dichiarando che le tv potrebbero perdere la licenza perché i loro contenuti sono per il 97% a lui ostili. E ieri il presidente ha aggiunto che la copertura televisiva critica nei suoi confronti è illegale: «Prendono una grande storia e la rendono negativa. Penso che sia davvero illegale. Non puoi avere frequenze gratis dal governo». 

Ted Cruz contro Carr

Una rara critica a Carr proveniente da destra è arrivata dal senatore texano Ted Cruz, che l’ha paragonato a un mafioso. «È come una scena di Quei Bravi Ragazzi (il film di Scorsese). Un mafioso va al bar e fa: “Bello questo bar. Sarebbe un peccato se succedesse qualcosa”. Può farci sentire bene adesso minacciare Jimmy Kimmel, ma quando questo verrà usato per zittire ogni conservatore in America, ce ne pentiremo». Il deputato Wesley Hunt, anche lui texano, però gli ha risposto: «Quando i conservatori venivano censurati, banditi, espulsi dalle piattaforme social e perdevano il lavoro per aver osato contraddire la narrazione del governo, la sinistra rideva e la chiamava “cultura delle conseguenze”». 

Guerra di definizioni

Il New York Times fa risalire l’origine di questa espressione al 2021, quando il presentatore di Fox News Lou Dobbs perse il suo programma con l’accusa di diffondere teorie complottiste sulle macchine usate per votare e un esperto di media sulla Cnn commentò: «Non è cancel culture, è consequence culture. Sono le conseguenze di irritare la gente con bugie avventate su questa democrazia celebrata dagli americani». Ora i sostenitori di Kimmel accusano la destra di abbracciare la stessa cancel culture che una volta criticavano, ed è la destra a rispondere: «Non è cancel culture, è cultura delle conseguenze». Ce lo dice davanti al memoriale di Kirk, Alex Bruesewitz, consigliere di Trump che ha lavorato con Turning Point per mobilitare i giovani elettori.

«Quando qualcuno dice qualcosa che un sacco di gente trova offensiva e stupida in tempo reale e quella persona viene punita, non è cancel culture, è la conseguenza delle tue azioni», afferma Dave Pornoy, fondatore del sito di giornalismo sportivo Barstool Sports. Davanti al memoriale di Kirk, Mike Yarusso, di origini calabresi, venuto dal Nevada, distribuisce crocifissi di legno. Seguiva Kirk per il suo messaggio cristiano, non per quello politico. Tatuato sulla mano, ha un messaggio contro il suicidio, perché suo padre si tolse la vita. «Tutto questo — commenta indicando fiori e bandiere — non è per Charlie, ma per la sua famiglia. Charlie è libero. E so dov’è la sua anima. Non so invece dov’è l’anima di mio padre. Non so dov’è quella dell’America».

🔴LIVE🔴 IL DISCERNIMENTO SPIRITUALE – di Padre Livio – Puntata 31 – La lettura della Bibbia nello Spirito Santo

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🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

I Segreti di Medjugorje: ci siamo

Carissimo Padre Livio buonasera,

le scrivo per condividere con lei la situazione geopolitica molto seria e pericolosa in cui ci troviamo.

Putin ormai sta testando le nostre capacità di difesa e reazione nel caso di un attacco aereo. 

Ci sfida, non ci teme, non teme nemmeno Trump che, di fatto, ad oggi, fa parte ancora della Nato. 

Temo che Trump sia arrivato al limite di sopportazione anche se non è riuscito, o non ha voluto, contrastare Putin diplomaticamente.

Ne risulta una condizione mondiale, ma soprattutto europea, molto grave. 

Tutto questo ci dovrebbe rendere tutti molto consapevoli che i segreti sono imminenti, anche quelli dal quarto al decimo e per questo la Madonna, nell’ultimo messaggio del 25 agosto scorso, ci ha incalzati alla preghiera per la realizzazione delle sue parole e delle sue intenzioni.

Dobbiamo prepararci, Padre, al peggio. L’unica speranza ci viene dall’abbraccio della Madonna che sarà con noi ma che non potrà proteggere tutti dal male, nel senso che molti di noi saranno destinati al martirio.

Sono troppo pessimista? Può darsi, ma gli eventi di questi giorni non presagiscono nulla di buono e il mondo sembra non accorgersene. 

Sono molto preoccupata per i miei figli, il futuro del mondo. Che succederà loro ?

Solo una potente preghiera e una fede incrollabile ci potranno aiutare a superare il buio e a ritrovare la tanto agognata pace mondiale. Ma solo se preghiamo tutti, ma proprio tutti.

La saluto affettuosamente e la ringrazio sempre per le sue bellissime catechesi.

Ave Maria

Barbara


Cara Barbara,

i Dieci Segreti, salvo il terzo che viene direttamente da Dio, maturano lungo il corso della storia, fino poi ad esplodere fragorosamente, siano essi eventi della natura o provocati dagli uomini.

La verità delle profezie mariane diventa sempre più visibile col passare dei giorni. La Madonna ci ha già rivelato tutto a Fatima e successivamente lo sta facendo a Medjugorje, dimostrando di avere tutto in mano, per cui la pretesa dei “bulli” di diventare padroni del mondo è solo un’illusione passeggera.

In particolare  si manifesta con chiarezza  il ruolo anticristico della Russia, volto a soggiogare il mondo, sia pure col rischio di distruggerlo. 

Nel mirino della terza Roma (Mosca), capitale del nuovo impero mondiale russo- ortodosso, non vi è soltanto il dominio universale, ma anche e soprattutto la Sede di Pietro, conquista necessaria per l’incoronazione del nuovo “Messia”.

Noi non dobbiamo e non possiamo avere paura perché la Madonna è qui in mezzo a noi e  da tempo ha preparato il suo piano di salvezza che incomincerà già col primo segreto.

Chi si metterà umilmente sotto il manto di Maria si salverà, secondo come Dio dispone, o andando direttamente in Cielo o godendo sulla terra  il tempo della pace.

Non dobbiamo temere il martirio, che è una morte dal valore inestimabile. La Madonna ha detto a Mirjana che nel tempo dei Segreti sarà un vantaggio il fatto di avere dei figli.

Perciò stiano saldi nella fede e nella pace di Cristo e guardiamo al futuro nella luce della speranza, perché Dio è onnipotente e misericordioso, mentre quella di Satana è solo un falsa forza.

Ave Maria

Padre Livio

Pensieri sui Vangeli Festivi: XXV Domenica del Tempo Ordinario – di Padre Livio

Vangelo

Non potete servire Dio e la ricchezza.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 16,1-13
 
In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli:
 
«Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”.
 
L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”.
 
Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”.
 
Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.
 
Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.
 
Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?
 
Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».

Parola del Signore

PENSIERO QUOTIDIANO

3. Perché la Madonna è venuta come Regina della pace?

Quando la Madonna a Medjugorje ha rivelato di essere venuta come Regina della pace, la gente si meravigliò, perché il mondo in quegli anni sembrava essere in pace e la ex Jugoslavia in particolare apparteneva allo schieramento dei paesi non allineati.

Negli anni successivi però la Madonna ha spiegato che il pericolo per la pace viene dall’odio col quale satana “scardina i cuori”, distruggendo le famiglie e le relazioni umane, provocando delitti sempre più efferati, fino voler distruggere il mondo con la guerra.

In tutti questi anni noi abbiamo visto come quest’opera disgregatrice di Satana si sia diffusa ovunque, rendendo invivibile innanzi tutto la vita quotidiana e aizzando gli uomini gli uni contro gli altri.

La Madonna ci ha insegnato che la pace incomincia nel nostro cuore, aprendolo all’amore di Dio e purificandolo dai veleni del male. Ci ha insegnato a perdonare, come Dio ci perdona, e vedere in ogni essere umano un nostro fratello e sorella.

In questo passaggio storico, nel quale satana cerca di prevalere con l’odio e la violenza, noi dobbiamo essere dei veri figli della Regina della pace, coltivando il rispetto, la comprensione, la compassione e il perdono.

Tutto questo si deve manifestare nell’atteggiamento, nello sguardo, nel linguaggio e nel comportamento. La Madonna è stata perentorio : “Siate uomini di pace”.

I figli della Gospa sono chiamati a dare questa testimonianza quotidiana, perché, quando il cuore è in pace, diventa una fortezza inespugnabile, contro la quale si infrangono i tentativi di satana di trasformare la vita sulla terra in una propaggine dell’inferno.

( (20 Settembre 2025)

Il treno da Mosca a Kaliningrad potrebbe far scoccare la scintilla: gli scenari possibili di una guerra nei Paesi Baltici

di Marta Serafini – Corriere della Sera – 20 Settembre 2025

Estonia, Lettonia e Lituania: alta tensione in tutto il fianco a Est, dove si teme un’invasione delle truppe di Putin

DALLA NOSTRA INVIATA 
KIEV – Prima dell’invasione in Ucraina quando agli analisti militari della Nato venne chiesto di preparare un piano in caso di invasione russa dell’Europa questo prevedeva un attacco contro Lettonia e Lituania, a partire dalle basi russe nella regione di Kaliningrad e in Bielorussia. Le truppe Nato di stanza nel Mar Baltico si sarebbero dovute ritirare in attesa dell’arrivo dei rinforzi, previsti dopo 10 giorni. Nel mentre, gli Stati baltici si sarebbero dovuti difendere con le forze e con l’aiuto di 800 soldati della Bundeswehr dispiegati in Lituania. Secondo questo scenario, la Russia avrebbe potuto occupare la Lettonia in tre giorni e avanzare verso la Lituania, ma i battaglioni Nato avrebbero stretto ai fianchi l’esercito russo sconfiggendolo. Nel peggiore dei casi la Lituania avrebbe potuto restare «devastata e in parte occupata».

Quando gli analisti fecero questa previsione nessuno di loro aveva ancora visto le fotografie di Bucha e Mariupol. E non le avevano viste semplicemente perché non era ancora successo. Le fosse comuni, le stragi, gli stupri e i bombardamenti sui palazzi civili con le città messe sotto assedio dai carri armati erano scenari che tutti pensavano appartenere a un passato dimenticato, quantomeno in Europa. Oggi nonostante i russi chiamino la regione con disprezzo Pribaltika, la propaganda putiniana, come successo per la Crimea, la Georgia, il Donbass e l’Ucraina, insiste con fervore sulla necessità di riconquistarla. Ragion per cui sia a Tallinn che a Riga e Vilnius la spesa per la difesa è aumentata superando di un bel po’ l’obiettivo di spesa del 2% del Pil. Inoltre, dall’adesione dei tre Paesi nel 2004 ad oggi, i piani Nato hanno visto salire costantemente il numero di uomini e mezzi destinati alla loro protezione. Dal Baltic Air Policing passando per l’Enhanced Forward Presence fino all’operazione Sentinella dell’Est il fianco orientale dell’Alleanza ha cercato di blindarsi. A terra, i Paesi baltici e la Polonia a sud con la Linea di Difesa Baltica hanno creato un’imponente fila di recinzioni, bunker, blocchi di cemento progettati per fermare i carri armati.

In realtà gli analisti militari occidentali sono piuttosto scettici sugli scenari di un’invasione russa su vasta scala dell’Europa. E pensano che siano più probabili operazioni di guerra ibrida. Tuttavia il nervosismo sul fianco Est cresce di settimana in settimana. E di sicuro ieri gli animi a Tallinn non si sono placati.

Le ragioni per cui Mosca fa paura sono molteplici. E la prima, come spesso accade quando si parla di affari militari, ha a che fare con la geografia. Solo 200 chilometri separano il confine russo dal Mar Baltico. Poi c’è il corridoio Suwalki, lungo 100 km, che collega la Lituania alla Polonia ma è stretto tra l’enclave russa di Kaliningrad a ovest e la Bielorussia a Est. «Purtroppo, non siamo così strategicamente profondi come l’Ucraina, e questo è un problema», è solito ripetere il presidente lettone Gitanas Nauseda quando parla dell’ipotesi che Riga viva lo stesso orrore di Kiev. Prossimità geografica significa poi prossimità linguistica. Tra le città più vicine al confine c’è la estone Narva, al 90% russofona. Ancora oggi, la propaganda del Cremlino i denuncia come i suoi abitanti russi siano oppressi dagli estoni. E ancora: Vilnius, la capitale della Lituania, è a soli 30 km dal confine con la Bielorussia, Stato vassallo di Mosca.
 
A preoccupare è anche il dato demografico. La popolazione complessiva degli Stati baltici è di poco superiore ai sei milioni, il che consente di disporre di forze armate relativamente ridotte. I tre governi stanno potenziando le proprie capacità militari: la Lituania mira ad avere 17.500 soldati entro il 2030; l’Estonia ha una forza di guerra di circa 43 mila uomini; la Lettonia ha reintrodotto la coscrizione obbligatoria. Tutti e tre i Paesi stanno inoltre collaborando per sviluppare piani congiunti di evacuazione di massa. E se confidano nel sostegno della Nato sia a livello di mezzi che di uomini, ancora una volta sono gli scenari di guerra ibrida a preoccupare di più, proprio quelli per cui l’Alleanza sembra meno preparata.

Un possibile casus belli è il treno passeggeri Mosca-Kaliningrad, che collega regolarmente la capitale russa alla semi-exclave tra Lituania e Polonia. «Uno scenario è che la Russia simuli un guasto a un treno che trasporta cittadini russi e dica che necessitano di essere salvati. Potrebbe a quel punto inviare unità di sicurezza rinforzate con truppe, e la situazione potrebbe degenerare rapidamente», ha avvertito l’ex ministro degli Esteri lituano Gabrielius Landsbergis. Inoltre, la Russia potrebbe organizzare una provocazione nel corridoio di Suwałki, cosa che per altro ha già fatto. Nel 2021 pochi mesi prima dell’invasione in Ucraina, le autorità bielorusse, con il sostegno di Mosca, hanno indirizzato decine di migliaia di migranti dal Medio Oriente e dall’Africa verso la Polonia e gli Stati baltici proprio attraverso questa stretta fascia di territorio, in un’operazione che i Paesi occidentali hanno interpretato come un attacco volto a destabilizzare l’Unione europea. Scenari che insieme agli sconfinamenti dei tre Mig di ieri non fanno ben sperare. I Paesi baltici. E non solo.

Santi Martiri Coreani


Nome: Santi Martiri Coreani

Titolo: Religiosi

Ricorrenza: 20 settembre

Martirologio: edizione 2004

Tipologia: Memoria liturgica

Ha il sapore degli Atti degli apostoli il racconto della fondazione della comunità cristiana in Corea e del martirio dei suoi primi membri tra la fine del Settecento e l’Ottocento.

La vicenda ebbe inizio nel 1782, quando alcuni letterati incaricarono il giovane Ni-Tek-tso, che si doveva recare in Cina, di assumere maggiori informazioni sulla religione cattolica, della cui esistenza avevano letto in alcuni libri. Due anni dopo Ni ritornò battezzato con il nome di Pietro e a sua volta amministrò il sacramento ai letterati.

Con il fervore degli inizi essi svilupparono un forte movimento di proselitismo. Al suo arrivo nel 1794 il sacerdote cinese Giacomo Zhu trovò nel Paese circa 4000 cristiani. Questo numero andò crescendo nel corso dell’Ottocento, nonostante tre gravi persecuzioni durante le quali furono messi a morte più di diecimila cristiani.

Tra di loro Andrea Kim, il primo sacerdote coreano. Di nobile famiglia, era stato inviato a studiare a Macao. Ritornò nove anni dopo, subito dopo l’ordinazione, e aiutò il vicario apostolico monsignor Ferréol e il missionario Nicola Daveluy a entrare clandestinamente nel Paese. Arrestato, venne trasferito a Seul e giustiziato dopo che risultarono vani tutti i tentativi per farlo abiurare. Insieme con lui venne ucciso anche il padre, Giuseppe.

Quando il figlio venne arrestato, si presentò alle autorità dichiarandosi cristiano. Venne battezzato dal figlio in carcere prima di ricevere insieme con lui la corona del martirio. Andrea Kim e suo padre Giuseppe con altri 101 martiri vennero proclamati santi da Giovanni Paolo Il nel 1984 in occasione del secondo centenario della fondazione della Chiesa Cattolica in Corea. Altri 124 furono beatificati da papa Francesco il 16 agosto 2014

PRATICA: Meditiamo sulla sofferenza dei Santi martiri coreani, per riscoprire la profondità dell’amore senza limiti di chi dona tutto se stesso, uniformandosi alla passione di Cristo.

PREGHIERA: Signore, mandaci i Tuoi doni, affinché anche la nostra vita sia pura e senza compromessi, per poter testimoniare il nostro amore per Te e lottare, insieme con i nostri fratelli di tutte le religioni e di tutte le razze, per l’ unità, la libertà, la pace su questa nostra Terra, imbevuta del sangue di tanti Tuoi santi martiri e godere in cielo la luce della Tua gloria.

MARTIROLOGIO ROMANO. Memoria dei santi Andrea Kim Taegon, sacerdote, Paolo Chong Hasang e compagni, martiri in Corea. In questo giorno in un’unica celebrazione si venerano anche tutti i centotrè martiri, che testimoniarono coraggiosamente la fede cristiana, introdotta la prima volta con fervore in questo regno da alcuni laici e poi alimentata e consolidata dalla predicazione dei missionari e dalla celebrazione dei sacramenti. Tutti questi atleti di Cristo, di cui tre vescovi, otto sacerdoti e tutti gli altri laici, tra i quali alcuni coniugati altri no, vecchi, giovani e fanciulli, sottoposti al supplizio, consacrarono con il loro prezioso sangue gli inizi della Chiesa in Corea.

🔴LIVE🔴🙏⭐️CATECHESI GIOVANILE⭐️P.LIVIO: VOI SIETE LA MIA SPERANZA – Puntata 3🙏

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