"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Luglio 2025 Pagina 5 di 27

〽🙏DALLA TERRA SANTA : CI TROVIAMO A #SEFORIS PER TRASMETTERE LE CELEBRAZIONI A SANT’ANNA! UNA PREGHIERA PER VOI DAVATI ALLA BELLA STATUA DI SANT’ANNA PORTATA QUI DALL’#ITALIA!!!🩵RADIO MARIA #NAZARET

SEFORI E’ A 6 KM DA NAZARETH. GIUSEPPE E GESU’ ANDAVANO A LAVORARE LI’.

SANT’ANNA CON MARIA SANTISSIMA

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Dal Salmo 115: Mi stringevano funi di morte, ero preso nel laccio degli inferi

Caro Padre Livio,

Il Signore la benedica e la protegga!

Condivido un pensiero, se può essere utile ad altri fratelli. 

Ascoltando il messaggio della nostra Mamma, mi è venuta in mente la testimonianza di una persona convertita che ho avuto la grazia di ascoltare; ha descritto il proprio stato prima della conversione con le parole del salmo 115: “funi di morte”, un odio così gelido, raccontava, da bloccare ogni moto della sua anima. 

In ginocchio invocando Gesù ha iniziato la sua conversione.

Invochiamo Gesù con le successive parole dello stesso salmo e saremo liberati: “Ti prego Signore, salvami”.

Grazie per tutto l’amore di Radio Maria per noi.

Francesco


Caro Francesco,

ti ingrazio per questa tua testimonianza con la quale ha riportato alla Sacra Scrittura le parole del Messaggio della Regina della pace.

Infatti non è certo la prima volta che la Madonna nei sui Messaggi riecheggia i pensieri e le parole della Bibbia. Lo fa con una  finezza, una profondità e un conoscenza del Libro Sacro da lasciar stupefatti.

E’ una ragion in più, nel caso che ce ne fosse bisogno, per credere all’origine celeste dei Messaggi di Medjugorje e al loro autore, la Madre del Verbo, che si è fatto carne nel suo grembo.

Nessun teologo, per quanto colto e santo, sarebbe capace di confezionare questi capolavori traboccanti di sapienza e di santità e, meno ancora, lo sono  i Veggenti che li ricevono e che fanno fatica a capirne il significato.

 Eppure, per grazia, riescono a scriverli con esattezza, subito dopo averli ricevuti, per poi dimenticarli come accade a noi.

In questo caso la Madonna voleva far riferimento alla tremenda situazione esistenziale  di coloro che il serpente antico assale e avvolge nelle sue spire, con le quali li soffoca e li stritola.

Di qui il suo accenno al salmo 115 che descrive lo stato di prigionia e di morte nel quale si trovano coloro che satana assale e conquista e dal quale non posso svicolarsi.

Il Salmo, come lo stesso Messaggio è un invito a lottare e a non soccombere nella certezza che Dio misericordioso viene in soccorso di chi lo invoca.

Ave Maria

Padre Livio


MESSAGGIO 25 Luglio 2025

Cari figli, in questo tempo di grazia nel quale l’Altissimo mi ha permesso di amarvi e guidarvi sulla via della santità, satana vuole aggrovigliarvi con la corda dell’inquietudine e dell’odio. Non permettetegli di prevalere, ma lottate, figlioli, per la santità di ogni vita umana. Grazie per aver risposto alla mia chiamata

(Con approvazione ecclesiastica)


Salmo 115

Amo il Signore perché ascolta
il grido della mia preghiera.
2 Verso di me ha teso l’orecchio
nel giorno in cui lo invocavo.
3 Mi stringevano funi di morte,
ero preso nei lacci degli inferi.
Mi opprimevano tristezza e angoscia
4 e ho invocato il nome del Signore:
«Ti prego, Signore, salvami».
5 Buono e giusto è il Signore,
il nostro Dio è misericordioso…

Pensieri sui Vangeli Festivi: XVII Domenica del Tempo Ordinario – Di Padre Livio

Vangelo

Chiedete e vi sarà dato.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 11,1-13

Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
“Padre,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione”».
 
Poi disse loro: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”; e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
 
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
 
Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».

Parola di Dio


BENEDETTO XVI

ANGELUS

Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo
Domenica, 25 luglio 2010

Cari fratelli e sorelle!

Il Vangelo di questa domenica ci presenta Gesù raccolto in preghiera, un po’ appartato dai suoi discepoli. Quando ebbe finito, uno di loro gli disse: “Signore, insegnaci a pregare” (Lc 11,1). Gesù non fece obiezioni, non parlò di formule strane o esoteriche, ma con molta semplicità disse: “Quando pregate, dite: «Padre…»”, e insegnò il Padre Nostro (cfr Lc 11,2-4), traendolo dalla sua stessa preghiera, con cui si rivolgeva a Dio, suo Padre.

San Luca ci tramanda il Padre Nostro in una forma più breve rispetto a quella del Vangelo di san Matteo, che è entrata nell’uso comune. Siamo di fronte alle prime parole della Sacra Scrittura che apprendiamo fin da bambini. Esse si imprimono nella memoria, plasmano la nostra vita, ci accompagnano fino all’ultimo respiro. Esse svelano che “noi non siamo già in modo compiuto figli di Dio, ma dobbiamo diventarlo ed esserlo sempre di più mediante una nostra sempre più profonda comunione con Gesù. Essere figli diventa l’equivalente di seguire Cristo” (Benedetto XVI, Gesù di Nazaret, Milano 2007, p. 168).

Questa preghiera accoglie ed esprime anche le umane necessità materiali e spirituali: “Dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, e perdona a noi i nostri peccati” (Lc 11,3-4). E proprio a causa dei bisogni e delle difficoltà di ogni giorno, Gesù esorta con forza: “Io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto” (Lc 11,9-10). Non è un domandare per soddisfare le proprie voglie, quanto piuttosto per tenere desta l’amicizia con Dio, il quale – dice sempre il Vangelo – “darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!” (Lc 11,13).

Lo hanno sperimentato gli antichi “padri del deserto” e i contemplativi di tutti i tempi, divenuti, a motivo della preghiera, amici di Dio, come Abramo, che implorò il Signore di risparmiare i pochi giusti dallo stermino della città di Sòdoma (cfr Gen 18,23-32).

Santa Teresa d’Avila invitava le sue consorelle dicendo: “Dobbiamo supplicare Dio che ci liberi da ogni pericolo per sempre e ci tolga da ogni male. E per quanto imperfetto sia il nostro desiderio, sforziamoci di insistere in questa richiesta. Che ci costa chiedere molto, visto che ci rivolgiamo all’Onnipotente?» (Cammino, 60 (34), 4, in Opere complete, Milano 1998, p. 846).

Ogniqualvolta recitiamo il Padre Nostro, la nostra voce s’intreccia con quella della Chiesa, perché chi prega non è mai solo. “Ogni fedele dovrà cercare e potrà trovare nella verità e ricchezza della preghiera cristiana, insegnata dalla Chiesa, la propria via, il proprio modo di preghiera… si lascerà quindi condurre… dallo Spirito Santo, il quale lo guida, attraverso Cristo, al Padre» (Congregazione per la Dottrina della Fede, Alcuni aspetti della meditazione cristiana, 15 ottobre 1989, 29: AAS 82 [1990], 378).

🔴LIVE🔴 COMMENTO DI PADRE LIVIO AL MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE – 25 LUGLIO 2025

🔴LIVE🔴 Incontro di Padre Livio con la veggente Vicka di Medjugorje – Settembre 1987

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MESSAGGIO 25 LUGLIO 2025

MESSAGGIO 25 Luglio 2025

Cari figli,

in questo tempo di grazia nel quale l’Altissimo mi ha permesso di amarvi e guidarvi sulla via della santità, satana vuole aggrovigliarvi con la corda dell’inquietudine e dell’odio.

Non permettetegli di prevalere, ma lottate, figlioli, per la santità di ogni vita umana.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata

(Con approvazione ecclesiastica)


Poruka, 25. srpanj 2025

„Draga djeco! U ovom milosnom vremenu, kad mi Svevišnji dozvoli da vas ljubim i vodim putem svetosti, sotona vas želi zapetljati užem nemira i mržnje. Ne dozvolite mu da prevlada, nego, dječice, borite se za svetost svakog života! Hvala vam što ste se odazvali mome pozivu.“ (S crkvenim odobrenjem)


h.21 P. Livio legge e commenta il messaggio in diretta Radio – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)

Santi Anna e Gioacchino


autore: Giovanni Carnovali anno: 1826 titolo: Educazione della Vergine luogo: Chiesa di San Bartolomeo Apostolo, Almenno San Bartolomeo

Ricorrenza: 26 luglio

S. Anna nacque a Betlemme in umile dimora, e fu predestinata da Dio ad andare sposa a Gioachino. Entrambi erano della stirpe di David. I due sposi scelti dal Cielo a darci l’Immacolata da tanti anni sospiravano un figlio e pregavano con lacrime l’Onnipotente affinché esaudisse i loro desideri. Come l’antica Anna, madre di Samuele, effondeva presso il Signore le sue preci e faceva voto di consacrargli interamente il figlio che le avrebbe mandato, così la madre di Maria prometteva di consacrare a Dio la prole che le avrebbe concesso.

Avanzata ormai d’età e sterile, il suo stato era allora considerato come un castigo del cielo, come un’esclusione dal partecipare alla nascita del Messia. Tanto che Gioacchino, giunto in tarda età senza prole, venne allontanato dal tempio di Gerusalemme dallo scriba Ruben, perché non era consentito accedervi a chi non avesse procreato.

Gioacchino si ritirò nel deserto, tra i pastori. Mentre era separato da Anna un angelo le sarebbe apparso e le avrebbe annunciato l’imminente concepimento di un figlio: lo stesso angelo sarebbe apparso contemporaneamente in sogno anche a Gioacchino. I due si ricongiunsero alla Porta Aurea di Gerusalemme scambiandosi un affettuoso bacio e in quell’istante si narra si ebbe l’Immacolata Concezione di Maria.

Anna seppe così pazientare e soffrire la ignominia e il compatimento delle donne nazaretane e Iddio le preparò la più grande consolazione, eleggendola a genitrice della Madre del Salvatore.

I due si ritirarono in disparte per pregare e ottenere da Dio la grazia che arrivò con l’annuncio di un angelo: «Anna, il Signore ha ascoltato la tua preghiera e tu concepirai e partorirai e si parlerà della tua prole in tutto il mondo ».

«Veramente beata, e mille volte beata sei tu, o Anna, esclama il Damasceno, che hai messo al mondo quella bambina che Dio ricolmò di beatitudine, Maria, che il suo nome stesso rende singolarmente veneranda; la quale ha prodotto Cristo, il fiore di vita: la Vergine, la cui nascita fu gloriosa, e il suo parto sarà ancor più sublime. Noi pure, o beatissima donna, ci felicitiamo con te d’aver avuto il privilegio di darci la speranza di tutti i cuori, la prole cioè della promessa. Sì, sei beata, e beato è il frutto del tuo seno. Le anime pie glorificano il tuo germe, ed ogni lingua celebra con gioia la tua maternità. E certo, è degno, sommamente degno, lodare colei che Dio favorì di un oracolo e diede a noi il meraviglioso frutto, donde è uscito il grazioso Gesù ».


La santità di Anna fu certamente in rapporto con la sua dignità. La fede, l’amore vivissimo a Dio, l’intima unione con Lui, l’esattissima osservanza della legge divina, la purità, la carità, la prudenza, la fortezza, tutte le virtù si intrecciarono in lei. La santità eccelsa della figlia doveva pure esser per lei un continuo stimolo per crescere ogni giorno nella virtù. E se la Vergine, col visitare S. Elisabetta e col trattenersi con lei per tre mesi, riempì di benedizioni quella casa, chi può mai dire quanto abbondantemente fosse ricolma di grazia Anna, che per più anni visse con la Vergine e l’ebbe soggetta ed ubbidiente?

Maria contava tre anni ed allora Anna con Gioachino, suo santo sposo, condusse la figliuola al Tempio e l’abbandonò nelle mani di Dio. Fu grande dolore per lei, ma lo seppe sopportare con la serenità dei giusti che vedono in tutti gli eventi un disegno della Provvidenza per il bene delle anime.
La missione a lei assegnata era ormai compiuta ed ella spirava in Gerusalemme tra le braccia della figlia benedetta. Pare che morisse all’età di 69 anni.

PREGHIERA Doloroso fu per Anna il distacco dall’eletta figliuola, ma seppe compierlo prontamente. Sappiamo anche noi lasciar liberi i figli di seguire la via per cui Dio li chiama.

DA RADIO MARIA IN SIRIA: gli studi mobili non si fermano anche se la benzina manca, utilizzano le biciclette per assicurare le Sante Messe e la preghiera liturgica

LA CATTEDALE RICONSACRATA DI ALEPPO

🔴LIVE🔴 LOTTE E TENTAZIONI DEI PADRI DEL DESERTO – di P. Livio – Puntata 5

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🔴LIVE🔴CHI E’ IL PADRONE DEL MONDO? La profezia sull’anticristo su Robert Benson – Editoriale di P. Livio – 04/05/2023

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