"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Luglio 2025 Pagina 4 di 29

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San Gregorio VII un Papa combattente

23 Luglio 2025 

di Roberto de Mattei – CR 1908

Nel maggio del 1085, 940 anni fa, morì il Papa san Gregorio VII, Ildebrando di Soana (1030ca-1085), il più grande riformatore del suo tempo e anche uno dei più grandi Papi della storia. 

Ildebrando, malgrado la sua riluttanza, fu eletto al soglio pontificio il 29 aprile 1073, a sessant’anni di età. Così egli si esprimeva appena eletto: «Voglio che voi sappiate fratelli carissimi che siamo stati posti in tal luogo da essere costretti, volenti o nolenti, ad annunciare la verità e la giustizia a tutte le genti, soprattutto alle genti cristiane, poiché ha detto il Signore: grida, non stancarti di gridare, leva la tua voce come una tromba e annuncia al mio popolo i suoi delitti». 

Gregorio VII affrontò di petto i mali morali del suo tempo. Pochi mesi dopo la sua elezione, nel 1074, convocò a Roma un Concilio e vi fece approvare due importanti decreti: il primo contro i preti trasgressori della legge sul celibato, il secondo contro la simonia; inviò quindi da ogni parte legati e lettere, imponendo ai vescovi di tenere concili dove promulgassero e facessero osservare tali decreti. In un secondo concilio nel 1075 condannò l’investitura laica dei vescovi. 

Per Gregorio esisteva uno stretto nesso tra la simonia e la politica delle investiture. I pubblici poteri (imperatore, re, duchi e conti) infatti designavano i prelati, ne imponevano la scelta e talvolta li creavano consegnando loro il pastorale o l’anello, insegna dei loro uffici religiosi. Obiettivo di Gregorio era quello di ripristinare la dignità e l’indipendenza dell’episcopato, opponendosi all’investitura laica da parte dell’imperatore o di altri poteri secolari.

Si ribellarono al Papa l’imperatore Enrico IV, il clero di Germania e quello di Lombardia. Gregorio citò Enrico a comparire in Roma, in un dato giorno, con minaccia di scomunica se egli avesse mancato. Allora Enrico convocò un Concilio contro Gregorio a Worms e si accordò con il prefetto di Roma, Leucio, per destituire il Papa. Leucio, nella notte di Natale del 1075, entrò con i suoi armati in Santa Maria Maggiore, dove il Pontefice celebrava una cerimonia, lo strappò dall’altare ferendolo nel capo e lo fece prigioniero. Ma il popolo poche ore dopo liberò il Papa. Gregorio adunò un nuovo Concilio (1076) nel quale solennemente scomunicò Enrico e dichiarò i sudditi di Germania e di Italia sciolti dal giuramento di fedeltà, scrivendo però ai principi tedeschi che non abusassero della scomunica contro il Re, ma cercassero di farlo ravvedere. 

La sentenza del Papa fu un colpo terribile per la causa di Enrico in Germania. Molti dei signori a lui soggetti gli si ribellarono e convocarono una dieta per nominargli il successore. Enrico allora, visto il pericolo, scese in Italia per riconciliarsi con il Papa (1077). Gregorio, che si era mosso da Roma per recarsi in Germania per assistere alla dieta di Augusta, saputo del viaggio di Enrico in Italia, da Mantova, dove si trovava, si portò a Canossa, nel castello della contessa Matilde, a lui fedele. Era il mese di gennaio. Gregorio, all’inizio, si rifiutò di ricevere Enrico, ma questi giunse al castello di Canossa, camminando a piedi nella neve, rivestito di una tunica di lana grezza. Il Papa nutriva diffidenza verso quel pentimento così improvviso, ma la contessa Matilde e l’abate Ugo di Cluny implorarono il Pontefice di non ricusare le suppliche di un penitente. Dopo tre giorni di attesa, il 28 gennaio (1077), Enrico venne ufficialmente ammesso alla presenza del Papa, perdonato e assolto dalla scomunica. 

Dopo circa sette secoli da che l’Imperatore Teodosio si era inginocchiato penitente di fronte al vescovo Ambrogio di Milano, un nuovo imperatore si inginocchiava di fronte all’autorità religiosa della Chiesa. Ma il pentimento di Enrico IV, a differenza di quello di Teodosio, non fu sincero. Il sovrano non rimase fedele alle sue promesse e nonostante gli fosse stata vietata dal Papa l’incoronazione come re d’Italia, si fece coronare e prese le armi contro Rodolfo di Svevia che intanto era stato eletto imperatore in sua vece dai principi tedeschi. 

Gregorio VII reagì con fermezza rivendicando la sua autorità. Egli sintetizzò la sua posizione nel Dictatus Papae, una raccolta di sentenze che mostra le relazioni che devono esistere fra il Sacro Romano Impero e il Papato. Si aprì una guerra tra i fedeli dell’imperatore e quelli del Papa. 

Gregorio trovò appoggio in Matilde di Canossa, una donna straordinaria, di stirpe longobarda. Suo marito era stato assassinato e Matilde era rimasta sola a governare un vasto Stato, nel centro dell’Italia, di cui, non avendo eredi, fece dono a Gregorio nel 1079, in aperta sfida con l’imperatore. Enrico IV convocò a Bressanone un Concilio, in cui fece deporre il Papa e decretò Matilde deposta e bandita dall’impero. Il sovrano tedesco scese quindi su Roma e assediò il Papa in Castel Sant’Angelo. Gregorio fu deposto e l’antipapa Clemente fu intronizzato solennemente al suo posto. Il giorno di Pasqua (31 marzo 1079) Enrico, insieme con la moglie Berta, ricevette la corona imperiale dall’antipapa. Il principe normanno Roberto il Guiscardo accorse in aiuto di Gregorio VII, ma il saccheggio della città a cui si abbandonò il suo esercito provocò la reazione del popolo che, sobillato dalla fazione contraria al Papa, si sollevò in armi. 

Gregorio, protetto dalle armi di Roberto il Guiscardo, fu costretto a fuggire e si recò in volontario esilio a Salerno, dove rinnovò la scomunica contro Enrico e l’antipapa Clemente e poco dopo morì, il 24 maggio 1085. Fu canonizzato nel 1606 da papa Paolo V e le sue spoglie sono venerate nel Duomo di Salerno.

Si dice che le sue ultime parole furono: «Dilexi iustitiam, et odivi iniquitatem, propterea morivi in exilio», riecheggiando quella del salmista: «Amasti la giustizia e odiasti l’iniquità, perciò ti mosse il Signore con l’oblio della letizia dei tuoi pari» (Salmo 44, 9).

La vita di san Gregorio VII ci insegna molte cose. Vorrei intanto sottolinearne una. Il Papa, come Gesù Cristo di cui è Vicario, è sempre stato segno di contraddizione dentro e fuori la Chiesa. La vita di Gregorio VII fu una lotta continua. Qualcuno pensa che nel Medioevo, o in altre epoche, i cristiani potessero vivere disinteressandosi di ciò che diceva e faceva il Papa. Non è così. Nel Medioevo, come in ogni epoca storica, tutti i cristiani, anche i più semplici furono chiamati a rendersi consapevoli delle lotte che la Chiesa affrontava e a dover scegliere tra un Papa e un antipapa, tra un Papa e un imperatore, assumendosi davanti a Dio le responsabilità della propria scelta. La vita del cristiano, come quella della Chiesa, è lotta, e non ci si può sottrarre a questa lotta, limitandosi a seguire l’insegnamento e i riti della Chiesa, senza prendere parte alla battaglia che essa combatte ogni giorno contro i suoi nemici interni ed esterni. 

GIUBILEO DEI GIOVANI

STANNO ARRIVANDO GRUPPI DA OGNI PARTE DEL MONDO

Delegazione di Radio Maria dall’Australia

Delegazione di radio Maria Spagna e di Radio Maria Paraguay

Delegazione di Radio Maria Chile nella nostra cappella di Roma

✅ LIVE ✅dalla Sede di Famiglia Mondiale di Radio Maria a #Roma❣❣❣ #GIUBILEO DEI #GIOVANI – QUI DELEGAZIONE GIOVANI DA #TAIWAN ospiti ai microfoni di Radio Maria #Cina

TAIWAN

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Il Cambiamento deve essere totale e veloce

Gent.mo Padre Livio,

Sono rimasto molto colpito dall’impostazione che la Madonna ha dato a questo messaggio. (25 Luglio 2025)

È un messaggio duro, che non lascia la possibilità di fraintendimenti. 

Non riesco a capire. 

Sembra che la Pedagogia Divina stia cambiando. 

La visione del futuro prossimo, in questo Messaggio, ci prospetta una situazione cruenta, fondata sul combattimento. 

Il verbo lottare è una rarità nella terminologia Divina, se non in momenti altamente drammatici. 

Il mondo attraversa una fase terribile di guerra a pezzi, e la “lotta” purtroppo, nel linguaggio umano, è ormai sinonimo di quotidianità. 

Ma nei messaggi Divini, se i verbi usati, inneggiano al cruento spirituale, significa che “il momento” sta per giungere. 

Al riguardo, istintivamente, nella rilettura del Messaggio, mi sono fermato al tempo verbale passato, e non presente, usato dalla Madonna. 

Perché la Vergine dice “mi ha permesso” e non dice “mi permette”? 

È come se una fase temporale si sia conclusa o si stia per concludere. 

Insomma, nelle parole della Madonna si percepisce l’urgenza di un qualcosa. 

Certamente, immagino, che il qualcosa sia la conversione di ognuno di noi. Ma la durezza del messaggio va oltre l’invito al cambiamento. 

Il cambiamento semplice non è più sufficiente, perché il tempo a disposizione potrebbe non bastare più. 

Il cambiamento deve essere totale e veloce. 

Caro Padre Livio, confesso la mia inettitudine, e non saprei mettermi nei panni di un Prete, ma Lei come Sacerdote, come Padre spirituale, come Pedagogo di anime, come Direttore di Radio Maria, con la Sua enorme, unica, esperienza, non “legge” nelle Parole del Cielo un certo sdegno nei confronti dell’umanità? Per essere più esatti di “questa” attuale umanità? 

Giusto una grande dose di superficialità non consente all’uomo odierno di cogliere la lunga serie di ultimatum  che arrivano dall’Alto. 

Veramente è tutto incomprensibile. 

In ogni caso, grazie Padre Livio, per la Sua santa insistenza, e per la “lettura”  dei Messaggi, che Lei riesce a trasferirci con l’infinito amore che solo un vero Pastore di anime è in grado di fare. 

Grazie… 

Il Signore La benedica!!!! 

Claudio 


Caro Claudio,

La Madonna che ci parla è la Donna del cap. 12 dell’Apocalisse, incoronata di 12 Stelle, che vede il Drago famelico avventarsi sull’opera divina della Creazione e della Redenzione per farne scempio, mentre noi siamo imbelli e ignari di quello che sta per accadere.

Lei vede quello che noi non vediamo, non ostante che il Cielo ci abbia inviato molte Voci che ci hanno svelato i piani di distruzione e di morte di “Satana sciolto dalle catene”.

La voce di Maria è come il seme del buon Seminatore che, solo in parte, cade sulla terra buona per fruttificare. Il più rimane inerte e infruttuoso perché i cuori sono oppressi dal vizio e dall’incredulità.

La Madre di Dio, in tutto questo tempo delle sue ultime apparizioni, ha rivelato i piani del maligno e dei suoi seguaci e ha dato le prove della sua presenza in mezzo a noi con segni e miracoli inequivocabili.

Ciononostante rimaniamo impantanati nelle paludi dell’iniquità, che inesorabilmente inghiottono tutti quelli che non alzano gli occhi al Cielo per chiedere umilmente aiuto.

Ci siamo arresi al male e alla morte, come ha detto la Madre, che versa lacrime di sangue per ogni suoi figlio che si perde nel peccato.

Che fare? “Pregate, pregate pregate”! Non permettiamo a Satana di prevalere e lottiamo con fiducia e con coraggio.

Alla fine il Cuore Immacolato di Maria trionferà. Ma quanti periranno per non essersi pentiti e non aver aperto il cuore all’Amore misericordioso?

Ave Maria

Padre Livio

Medjugorje: perché non ho dubbi – Di P. Livio – 24. Col terzo Segreto la Chiesa riconoscerà le apparizioni? – 28/07/2025

🔴LIVE🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Lunedì 28 Luglio 2025

h. 9: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)

+h. 9: ATTUALITA’ CHIESA – MONDO

Il Giubileo dei giovani al via

La Parola di Papa Leone all’Angelus

I Dazi e l’Occidente

h. 9.30 – MEDJUGORJE: PERCHE’ NON HO DUBBI

Col terzo Segreto la Chiesa riconoscerà le apparizioni? (24)

Il Nulla Osta è importante ma non basta alla Madonna

Perché la Madonna lascia un segno soprannaturale sul Podbrdo?

Il Segno di Maria dividerà la Chiesa e il mondo

Chi sono quelli che si inginocchieranno ma non crederanno?

Quale sarà la sorte di chi crede e di chi non crede?

+ h. 10 COMMENTO AL MESSAGGIO


BLOG: blogdipadrelivio.it

Lettera di Francesco sul Messaggio della Madonna


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COMMENTO AL MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE

25 LUGLIO 2025

Commento al Messaggio della Regina della pace del 25 luglio 2025 alla veggente Marija

Messaggio della Regina della pace – 25 luglio 2025

«Cari figli! In questo tempo di grazia, in cui l’Altissimo mi ha permesso di amarvi e guidarvi sulla via della santità, satana vuole aggrovigliarvi con la corda dell’inquietudine e dell’odio. Non permettetegli di prevalere ma lottate, figlioli, per la santità di ogni vita umana. Grazie per aver risposto alla mia chiamata». (Con approvazione ecclesiastica)

Cari amici, vedete, il messaggio parla da solo. È un Messaggio molto forte come lo era quello   dell’anniversario del 25 giugno scorso. Potrei definire questi due Messaggi di chiaro carattere apocalittico. Non dimentichiamo che la Madonna che ha dettato queste parole è la Madonna che è incoronata di dodici stelle. Cioè, la Madonna quando appare a Medjugorje, a volte ce lo dimentichiamo, appare con dodici stelle vivissime intorno alla sua testa. È la Madonna dell’Apocalisse che appare e sappiamo che nel capitolo XII dell’Apocalisse c’è sì la Madonna, ma sotto i suoi piedi c’è il drago pronto ad azzannare il Figlio della Donna. Questo è quello che appare chiaramente in questo Messaggio, come in quello dell’ultima volta, dove si parlava delle ideologie che distruggono «voi e la vostra vita»; sono quelle espressioni che evocano il grande combattimento spirituale in atto nel mondo, però visto nella luce della fede, visto nella luce di Dio.

È la realtà della Storia della Salvezza; che poi la Storia umana è tutta una Storia della Salvezza, cioè è una Storia nella quale Dio è impegnato per portare il mondo al suo traguardo finale che è la vita eterna. Dall’altra parte c’è satana, cioè l’angelo ribelle che invece vuole distruggere l’opera della Creazione e della Redenzione. Questa battaglia è incominciata fin dalle origini, quando Lucifero si è ribellato a Dio e quando i nostri progenitori hanno seguito la medesima via. Da allora, la Storia della Salvezza è diventata una ricerca della pecorella perduta che è l’umanità e quindi ci sono stati tutti gli interventi di Dio nella Storia della Salvezza fino all’Incarnazione. Questa fase è l’ultima della Storia della Salvezza in cui noi vediamo chiaramente i protagonisti. In questo Messaggio che ci descrive un furibondo combattimento spirituale in atto, guardiamo chi sono i protagonisti. Da una parte c’è la Donna vestita di Sole, incoronata di dodici stelle, che dà il Messaggio e che esorta alla battaglia, che esorta alla lotta. E dall’altra c’è satana che fa quello che sta facendo fin dalle origini, ma che ha intensificato molto di più da quando è risultato perdente perché è stato sconfitto dalla Croce e quindi è furioso perché vuole riprendersi il mondo che aveva conquistato e vuole imporre la sua legge che è la distruzione e la morte.

Sono queste le parole che noi troviamo nei Messaggi dalla Madonna. La Madonna usa il suo linguaggio che è quello dell’amore, del perdono, della santità e tutto ciò che c’è di più bello e di più santo e che viene da Dio. Dall’altra parte c’è il demonio che istiga, che agita, che circuisce, che distrugge, che inganna. Insomma, questo è lo spettacolo che ci dà la Madonna in questi affreschi che noi non vediamo con gli occhi della carne, però un po’ li vediamo, perché guardiamo un po’ il mondo nel quale viviamo e vediamo che veramente si sta aggrovigliando «con la corda dell’inquietudine e dell’odio». Era veramente difficile tradurre questo passaggio dal croato in italiano per dare la sensazione di prigionia; la parola corda, in questo caso, significa proprio qualcosa che imprigiona, che lega, che soffoca, che aggroviglia. Satana fa proprio questo: prende l’uomo e lo distrugge, come ha detto la Madonna nel Messaggio precedente. La Madonna riassume tutte le ideologie nel modernismo, strumento col quale satana ci devia e ci mette sulla sua via. In questo Messaggio la Regina della pace usa un’altra espressione per quello che il diavolo vuol fare; ci ha detto tante volte che vuol distruggere la vita e il pianeta sul quale viviamo e adesso dice che vuole legarci, vuole aggrovigliarci, in modo tale che siamo imprigionati dall’odio e dall’agitazione, siamo sue prede. Satana ci afferra come fa il leone che addenta e non molla.

Quelle che la Madonna ha usato sono espressioni molto forti e molto rare. Forse è la prima volta che la Regina della pace usa queste due parole croate che sono state tradotte molto bene, che danno il senso proprio della ferocia con cui satana ci vuole aggrovigliare, come quando una serpe ci avvolge nelle sue spire. Ecco, forse questa è l’immagine più adatta: satana è la serpe che ci avvolge e ci soffoca con l’incredulità, con la cattiveria, con l’agitazione, con l’odio.

Quindi, noi vediamo chiaramente uno scenario apocalittico, da grande combattimento spirituale che, come sappiamo, si va intensificando fin quando non entreremo nel tempo dei Segreti. Ma già ora lo vediamo chiarissimo e la Madonna lo ha evocato in tanti Messaggi, specialmente da quando satana è sciolto dalle catene, cioè dal nuovo millennio, quando la Madonna il 1° gennaio 2001 ha detto: «Cari figli, questa sera in modo speciale vi ho voluto qua. In modo speciale adesso in cui Satana è sciolto dalle catene. Io vi invito a consacrarvi al mio Cuore e al Cuore di mio Figlio. In modo speciale adesso, cari figli miei, vi invito a essermi vicini. Io vi benedico tutti con la mia benedizione materna. Andate in pace, cari figli miei». Con queste parole la Madonna ha fatto lo squillo di tromba per l’inizio del tempo della grande battaglia, fino a quando questa battaglia entrerà nella parte finale che è il tempo dei Segreti.

È proprio tutto l’insieme delle apparizioni di Medjugorje che va visto in questa prospettiva. Cioè, la Madonna vede il mondo e soprattutto la Chiesa sotto attacco. La Gospa ha usato anche questa espressione: “sotto attacco la famiglia”, “sotto attacco la pace”. La Madonna ci vede sotto attacco. Adesso sotto attacco è la vita umana, in tutte le sue espressioni. Siamo sotto attacco di satana che vuol distruggere la nostra vita e la Madonna ci vuole aprire gli occhi, perché non ci rendiamo conto in che in che situazione ci troviamo, ci muoviamo in cisterne brulicanti di serpenti e di scorpioni. E così satana vuole ridurre il mondo.

La Regina della pace ha usato espressioni molto forti in questo Messaggio per dire che satana sta meditando, pensando, tramando di prevalere, cioè di intimarci la resa, di farci alzare le mani, di gettare la spugna e di consegnarci a lui. E, difatti, quanti lo fanno? Quanti sono quelli che si arrendono? Quanti sono quelli che hanno rifiutato la fede e la Croce? Quanti sono quelli che si sono allontanati da Dio e, pur essendosi allontanati, portano con sé il rancore, portano con sé qualcosa di negativo che impedisce loro di vedere il male che hanno fatto, i peccati che hanno compiuto e soprattutto la situazione di pericolo, di perdizione eterna nella quale si trovano. 

Possiamo anche chiederci: è un mondo che in gran parte si è allontanato da Dio? Come ha detto la Madonna. È un’umanità che ha scelto per la morte? Come ha detto la Madonna. È l’uomo moderno che non vuole Dio e va verso la perdizione? Come ha detto la Madonna. L’umanità non sente la voce di Dio che chiama, non sente la voce del Buon pastore, non ascolta l’invito della Madonna che è qui, che ci chiama con grande amore. Sono pochi quelli che ascoltano ed è per quello che andremo incontro a un tempo nel quale sicuramente anche quelli che non vogliono sentire, sentiranno, e anche quelli che non vogliono vedere, vedranno.

È inconfutabile la visione chiara che ci presenta la Madonna. È in atto un grande combattimento in cui vediamo chiaramente la furia del demonio, la furia dell’inferno che si riversa sulla Terra e vuole distruggere – come ha detto la Madonna in un Messaggio – tutto quello che c’è di buono, di bello e di santo nel mondo. Satana vuol distruggere tutte le vite, qualsiasi vita, partendo da quella concepita, pensate le vite concepite, le vite che sono state eliminate, buttate via, le vite che sono refrigerate, che sono nei freezer, gli embrioni che sono nei freezer, le vite che sono macellate con gli aborti. E poi il massacro degli esseri umani. Mi ha molto colpito questa espressione della Madonna: «lottate, figlioli, per la santità di ogni vita umana»; ogni vita umana dal momento del concepimento fino alla fine è sacra, porta in sé il sigillo di Dio, non la si può toccare! Chi la tocca dovrà rendere conto a Dio. 

Questo è il mondo che la Madonna ci descrive e non è che vada giù pesante. È ancora leggera, perché se vedessimo il male che c’è, non potremmo resistere, non potremmo sopportarne la vista, non potremmo neanche più vivere se vedessimo gli abissi di male che vengono operati nel mondo. E questo perché satana è il male personificato e solamente lui conosce gli abissi del male. Noi non riusciamo a conoscerli, ma ci trascina dentro, ci trascina giù fino in fondo, fino a toccare il fondo del male. E questa è la china lungo la quale sta rotolando l’umanità che non riesce a fermarsi.

Allora, in questo quadro, che è sicuramente altamente drammatico se lo vogliamo prendere sul serio, noi ci chiediamo qual è il nostro compito. Ci sono due poli, c’è la Madonna da una parte e satana dall’altra, ambedue hanno i loro due eserciti. La prima cosa che dobbiamo fare è chiederci a quale esercito apparteniamo. Siamo fra quelli che hanno rifiutato la fede e la Croce? Siamo fra quelli che praticano l’odio e si fanno prendere dal male che è dentro di noi e cioè dai vizi e della fame di mondo, dai vizi capitali. E poi chiediamoci, riflettendo su quell’espressione che la Madonna ha utilizzato per la prima volta (satana vuole aggrovigliarvi con la corda dell’inquietudine e dell’odio) se noi siamo persone libere, siamo persone che hanno il cuore libero, il cuore leggero, il cuore aperto a Dio, il cuore che sorride al prossimo. O siamo aggrovigliati nei risentimenti, nelle cattiverie, nel farla pagare, nell’odio, nella superbia, nella vendetta, in tutte le forme della violenza, dell’ingordigia, della prepotenza. Guardiamoci da che parte siamo.

Se siamo tra quelli che satana tiene al guinzaglio corriamo davanti alla Croce, inginocchiamoci, chiediamo perdono e spezziamo le catene che ci tengono legati. Spezziamo il guinzaglio col quale satana ci porta dove vuole lui. È questa la prima cosa da fare. E poi entriamo nelle schiere di coloro che seguono la Madonna. Come? Nella lotta, prima di tutto, contro satana. E la lotta contro satana si fa soprattutto dentro di noi, facendolo sloggiare: “Vai fuori, maledetta bestia!” È questo che dobbiamo fare. Se avete una serpe in casa, la tenete? Allora non teniamo le serpi nel nostro cuore. Sloggiamole via prima di tutto. Questa è la prima cosa da fare prima che arrivino i Segreti, perché non si sa se ci sarà il tempo per confessarci. 

Quindi, prima di tutto, schieriamoci dalla parte giusta. Diciamo no al peccato e ciò significa fare una bella Confessione, con sincero pentimento e con il proposito di una vita nuova. In questo modo, per quanto siano spesse, pesanti, le catene di satana vengono tagliate, cadono e noi siamo liberi, possiamo volare via. Diversamente resteremo in gabbia in eterno. Allora, questa è la prima cosa da fare. L’altra è fortificarci, perché ci vuole il tempo per farlo. Fortificarci nella lotta al peccato, nella pratica delle virtù, rafforzandoci nella preghiera che diventi il respiro della giornata, ritornare alle sorgenti di grazia dei Sacramenti, in modo particolare della Confessione e dell’Eucaristia. Ritornare alla pratica della Messa domenicale e, per le persone che hanno tempo, anche la Messa quotidiana. Non mangiamo forse tre volte al giorno? Non abbiamo il tempo per la Messa quotidiana? Parlo per le persone che hanno una certa età che sono da tutte le parti fuorché in chiesa. Scrolliamoci la polvere di dosso, perché siamo in una situazione di scelta radicale, siamo veramente al bivio. Guardiamo bene su che strada stiamo camminando. E se stiamo camminando sulla via della perdizione, facciamo alla svelta a cambiarla. È tutto a nostro vantaggio farlo. 

Devo dire che tutto il Messaggio mi ha molto colpito, perché la Madonna usa parole estreme. La Regina della pace usa parole estreme, come raramente ha fatto nei suoi Messaggi e alcune le aveva mai usate. Cioè, per esempio, “aggrovigliarvi” è un termine raro che indica il peggio del peggio, l’essere legati dal maligno. E poi la parola “corda” che vuol dire prigione, catene, ferri come quelli con cui venivano legati ai polsi e alle caviglie i prigionieri nel Medioevo. Queste espressioni la Madonna le aveva mai usate e le usa adesso per descrivere quello che sta accadendo. Domandiamoci se noi non siamo protagonisti di questa prigionia tremenda che è quella appunto del maligno. E poi guardiamo anche le espressioni che la Madonna ha usato raramente e cioè: non permettetegli di prevalere. Cioè noi ci dobbiamo mettere davanti alla porta del cuore e dire: “tu di qui non entri. Tu qui non entri”. Entriamo nella battaglia e non tiriamoci indietro finché non l’abbiamo sconfitto. Dobbiamo essere spietati. Contro la serpe infernale dobbiamo essere spietati. Non mollare finché non gli abbiamo schiacciato la testa e finché non si muove più. Non permettiamogli di prevalere.

Non permettiamo a satana di prevalere nella nostra vita, nelle nostre famiglie con l’incredulità, con l’odio, con la cattiveria, con la superbia. Non permettiamoglielo a livello della società, a livello mondiale, a livello dei rapporti fra i popoli. Non permettiamo al demonio di prevalere, di portarci alla guerra, all’autodistruzione, all’empietà, perché ormai dobbiamo dire che la guerra tocca i vertici dell’empietà. È un’offesa a Dio prima ancora che al prossimo, è qualcosa di orribile. E poi, lottiamo. Non permettiamo a satana di prevalere, lottiamo.

L’orizzonte di questa battaglia è l’essere umano, dal momento del concepimento fino alla morte naturale. L’essere umano, dal momento del concepimento fino alla morte naturale, è sacro. È sacro! È proprietà divina. È immagine divina. Ognuno di noi faccia i conti se ha mai ammazzato qualcuno nella vita e si penta, perché ormai la cronaca riporta notizie di guerra e di violenze in casa, i femminicidi, gli omicidi. È una cosa incredibile. Forse è sempre stato così? Non credo perché comunque ormai si stanno superando i limiti, si sta andando al di là, si va verso il diabolico ormai. E se la Madonna ci richiama in questo modo è perché lei vede quello che noi non vediamo. Perciò ricordiamoci che le armi della lotta le abbiamo, le possiamo maneggiare tutti, dai bambini agli anziani, chi lavora e chi non lavora. Tutti possiamo maneggiare le armi della battaglia ed essere dei guerrieri temibili per le porte dell’inferno. Queste armi sono la preghiera, prima di tutto, perché ci dà la forza e la sapienza di Dio, il coraggio della testimonianza. Non vergogniamoci di essere cristiani, non vergogniamoci di andare controcorrente, non lasciamoci influenzare.

E poi pratichiamo le opere di amore che devono arricchire la nostra giornata. E tutto questo va fatto secondo quello che la Madonna ha detto e cioè nella tensione verso la santità della nostra vita, che poi si concentra nel Comandamento dell’amore di Dio sopra ogni cosa e del nostro prossimo come noi stessi.

Vi vorrei esortare a non limitarvi a lamentarvi del male che dilaga. Questo lo facciamo spesso. Certo, prendere consapevolezza che il male dilaga è importante perché molti neanche se ne accorgono, neanche si accorgono che stiamo costruendo un inferno. Però dobbiamo essere più concreti, più attivi e più efficaci. Cioè, se il male dilaga diamoci da fare per non farlo prevalere, imbracciamo le armi della luce e combattiamo. La Madonna è qui da così tanto tempo proprio per questo, per aiutare la Chiesa a reggere all’attacco dell’impero delle tenebre, per respingere gli assalti che arrecano alla Chiesa perdite enormi; specialmente in Occidente sappiamo quanti hanno rifiutato la fede e la Croce. Quindi, non limitiamoci a lamentarci, le lamentele servono a nulla. Piuttosto prendiamo in mano la Corona del Rosario e preghiamo. Che cosa stiamo a vedere la televisione? A che serve? A diventare peggiori di prima! Salvo qualche buon spettacolo, per carità. Si può vedere il Papa ogni volta che la televisione lo trasmette. Qualche cosa di buono qua e là c’è, ma nell’insieme è un lavaggio di cervello, è una rappresentazione del male nel mondo, senza la speranza cristiana. Noi, piuttosto, prendiamo in mano la Corona e diciamo tutti e quattro i Rosari. Ogni giorno. Facciamo le cose concrete, queste opere le ritroveremo al termine della nostra vita. Queste cose le portiamo con noi nell’Aldilà. Ma tutto il resto rimane nell’aldiquà e se lo mangiano gli altri. Chi ha dedicato la vita ad accumulare quello che adesso non si può portare nell’aldilà, che cosa farà? Sarà troppo tardi ormai. Chi invece ha pregato, ha testimoniato, ha fatto opere di bene, allora morirà tranquillo, sereno, senza paura e sentirà le parole del Signore: “Vieni, servo buono e fedele. Sei stato fedele nel poco, ti renderò padrone o membro della vita eterna”.

I Messaggi della Madonna sono abissali, non si finisce mai di scrutarli, di capirli e di mangiarli, per così dire, e di digerirli e di farne carne della nostra carne e sangue del nostro sangue. Che la Madonna ci aiuti a capire questo Messaggio, ci aiuti a viverlo e a essere dei soldati al suo servizio. Dei soldati, altro che influencer! Dei testimoni fino al martirio, altro che influencer!

Padre Livio – Radio Maria

Il Papa: ogni persona ha un’intrinseca dignità, negoziare futuro di pace per tutti

Forte appello di Leone XIV ai governanti per porre fine a tutti i conflitti, al termine dell’Angelus in Piazza San Pietro. Ricorda gli scontri tra Thailandia e Cambogia, nel sud della Siria e la gravissima situazione umanitaria a Gaza. Nella V Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani invita a stringere con loro “un’alleanza di amore e di preghiera”. Ringrazia i media vaticani per la postazione inaugurata sotto il colonnato del Bernini e saluta i giovani arrivati a Roma per il loro Giubileo

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

Il cuore del Papa è vicino a tutti coloro “che soffrono a causa dei conflitti e della violenza nel mondo”, dalle persone al confine tra Thailandia e Cambogia, a chi vive nel sud della Siria, e naturalmente a Gaza, dove è gravissima la situazione umanitaria. Rinnova l’appello per il cessate il fuoco, la liberazione degli ostaggi e “il rispetto integrale del diritto umanitario”. Si rivolge poi così “alle parti in tutti i conflitti”:

Ogni persona umana ha un’intrinseca dignità conferitale da Dio stesso: esorto le parti in tutti i conflitti a riconoscerla e a fermare ogni azione contraria ad essa. Esorto a negoziare un futuro di pace per tutti i popoli e a rigettare quanto possa pregiudicarlo. Affido a Maria, Regina della pace, le vittime innocenti dei conflitti e i governanti che hanno il potere di porvi fine.

Gli scontri tra Thailandia e Cambogia, e il dramma di Gaza

Riferendosi agli scontri tra Thailandia e Cambogia, Leone XIV prega specialmente “per i bambini e le famiglie sfollate. Possa il Principe della pace ispirare tutti a cercare il dialogo e la riconciliazione”. Come pure per le vittime “delle violenze nel sud della Siria”.

Seguo con molta preoccupazione la gravissima situazione umanitaria a Gaza, dove la popolazione civile è schiacciata dalla fame e continua ad essere esposta a violenze e morte.  

La postazione di Radio Vaticana/Vatican News sotto il colonnato del Bernini

In seguito, il Pontefice guarda alla nuova postazione dei media vaticani davanti ai suoi occhi, al Braccio di Carlo Magno.

Saluto Radio Vaticana/Vatican News che, per essere più vicina ai fedeli e pellegrini durante il Giubileo, ha inaugurato una piccola postazione sotto il colonnato del Bernini insieme all’Osservatore Romano. Grazie per il servizio in tante lingue, che porta la voce del Papa nel mondo. E grazie a tutti i giornalisti che contribuiscono ad una comunicazione di pace e di verità.

Il saluto ai giovani arrivati per il loro Giubileo

Papa Leone XIV si rivolge poi ai giovani di tanti Paesi arrivati a Roma per il Giubileo dei Giovani, che si apre il 28 luglio

Auspico che esso sia per ciascuno un’occasione per incontrare Cristo ed essere da Lui rinsaldati nella fede e nell’impegno di seguirlo con coerenza.

Saluti in inglese e spagnolo. La tradizione della Madonna “fiumarola”

Il Papa saluta anche, in inglese i fedeli da Kearny (New Jersey), il Catholic Music Award group, la EWTN Summer Academy, e tutti i giovani pellegrini arrivati a Roma per il loro Giubileo. “Spero – dice – che questa sia un’occasione  per ciascuno di voi di incontrare Cristo e di essere rafforzati da Lui nella vostra fede e nel vostro impegno a seguirlo con integrità di vita”. Stesso auspicio rivolge ai giovani pellegrini di lingua spagnola, in un saluto nella loro lingua. E infine ricorda che stasera si svolgerà la processione della Madonna “fiumarola” sul Tevere. “Possano i partecipanti a questa bella tradizione mariana” è il suo augurio, “imparare dalla Madre di Gesù a praticare il Vangelo nella vita quotidiana!”

Leone XIV: il Signore ci ascolta sempre, non smettiamo di pregare con fiducia

All’Angelus dell’ultima domenica di luglio, il Papa si sofferma sull’importanza dell’affidamento a Dio che usa una sapienza che va al di là della nostra comprensione. Il Pontefice avverte: “Non si può pregare Dio come Padre e poi essere duri e insensibili nei confronti degli altri”

Antonella Palermo – Città del Vaticano

Rivolgersi al Dio cristiano chiamandolo “abbà”, “padre” è una forma di tenerezza, amicizia, intimità che si esprime in modo emblematico in quella preghiera del Padre nostro che Gesù insegnava ai discepoli e su cui il Papa si sofferma nel suo Angelus domenicale, il primo dal suo rientro da Castelgandolfo. Una preghiera che, osserva il Successore di Pietro, implica necessariamente un affratellamento, il superamento della durezza di cuore nei confron

Dio non ci volta mai le spalle

Il Papa cita il Catechismo della Chiesa cattolica per evidenziare i tratti della paternità di Dio. E ricorda quanto si rafforza, proprio ricorrendo con fiducia al Padre, il riconoscimento di essere “figli amati” da un amore grande. Rinsalda, poi, una certezza:

Dio non ci volta mai le spalle quando ci rivolgiamo a Lui, nemmeno se arriviamo tardi a bussare alla sua porta, magari dopo errori, occasioni mancate, fallimenti, nemmeno se, per accoglierci, deve “svegliare” i suoi figli che dormono in casa (cfr Lc 11,7). Anzi, nella grande famiglia della Chiesa, il Padre non esita a renderci tutti partecipi di ogni suo gesto d’amore.

Il Signore ci ascolta sempre

Papa Leone rassicura sulle presunte mancate “risposte” alle invocazioni di chi chiede aiuto. C’è un mistero che supera il limite umano, da assecondare:

Il Signore ci ascolta sempre quando lo preghiamo, e se a volte ci risponde con tempi e in modi difficili da capire, è perché agisce con una sapienza e con una provvidenza più grandi, che vanno al di là della nostra comprensione. Perciò anche in questi momenti, non smettiamo di pregare con fiducia: in Lui troveremo sempre luce e forza.

Amare come Dio ci ama, senza calcoli

Il Pontefice torna ai Padri della Chiesa, in particolare a San Cipriano da Cartagine e a San Giovanni Crisostomo, per affermare la necessità di una coerenza interiore: percepirsi figli di Dio significa mostrarsi amorevoli, non disumani, con gli altri. “Amare come Dio ci ama: con disponibilità, discrezione, premura vicendevole, senza calcoli”, questo è l’invito del Papa alla luce del Vangelo di oggi. 

Non si può pregare Dio come “Padre” e poi essere duri e insensibili nei confronti degli altri. Piuttosto è importante lasciarsi trasformare dalla sua bontà, dalla sua pazienza, dalla sua misericordia, per riflettere come uno specchio il suo volto nel nostro.

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