


LA CATTEDALE RICONSACRATA DI ALEPPO

Cari amici,
riscontro da una parte una certa impazienza perché il tempo in cui iniziano i Segreti si prolunga, nel medesimo tempo colgo una certa tiepidezza, un certo allontanamento come se le apparizioni di Medjugorje – che hanno alle spalle quasi mezzo secolo – non avessero un loro scopo, una finalità, un traguardo.
La Madonna ha organizzato tutto nei minimi particolari e i Segreti inizieranno a tempo debito, quando sarà il momento giusto. Non dobbiamo, allora, essere impazienti perché i Segreti non si manifestano, dobbiamo invece essere grati perché possiamo usufruire di questo tempo per un’adeguata preparazione spirituale.
Gli eventi dei Segreti stanno maturando nel mondo, è importante arrivare preparati a quel momento perché poi potrebbe essere troppo tardi. La Regina della pace ci ha assicurato che il Suo Cuore Immacolato trionferà. Ringraziamo Dio per questo tempo di grazia di cui possiamo godere, anche se non sappiamo quanto durerà. Quando il primo Segreto si manifesterà non sarà un evento indolore, ma si farà sentire!
È bene prepararsi e approfittare di questo tempo per rafforzare la nostra fede, per mettere a posto la nostra anima, per metterci in grazia di Dio qualunque cosa accada, proprio per assicurarci un posto in Paradiso. Cerchiamo di essere preoccupati per la vita eterna, occupiamoci della nostra anima. Le possibilità sono due, lo ha detto Cristo stesso: o la gioia eterna o il fuoco eterno! La Chiesa ha sempre insegnato questa duplice possibilità che dipende da ciascuno di noi, non lasciamoci ingannare dai falsi profeti.
Verremo giudicati secondo il merito: il premio o la pena eterna. Si tratta di riflessioni serie, è la nostra fede! È il senso vero della vita. Entriamo, allora, in quest’ottica interiore di serietà, consapevoli che le cose materiali sono effimere e la vera ricchezza è la nostra anima.
Questo tempo di grazia che stiamo vivendo sia un’occasione per assumere un atteggiamento di serietà e di impegno per portare la barchetta della nostra vita al porto sicuro dell’eternità.
Vostro padre Livio

Venerdì 25 Luglio 2025
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Nome: San Giacomo il Maggiore
Titolo: Apostolo
Nascita: Betsaida
Morte: 43 circa, Gerusalemme
Ricorrenza: 25 luglio
Protettore: dei pellegrini,
Luogo reliquie:Cattedrale di Santiago da Compostela
S. Giacomo il Maggiore fu uno dei dodici Apostoli. Perché i Samaritani non avevano voluto ricevere i discepoli mandati da Gesù, Giacomo, col fratello Giovanni, si accostò al Divino Maestro e gli disse: « Signore, vuoi che diciamo al fuoco di discendere dal cielo a consumarli? ». Ma Gesù benignamente rispose: « Non sapete di che spirito siete. Il Figlio dell’uomo non è venuto a perder le anime, ma a salvarle ». E S. Giacomo mostrò poi d’aver fatto frutto dell’eloquente lezione.
Nacque in Galilea circa dodici anni prima di Gesù. Era fratello di S. Giovanni, figlio di Zebedeo pescatore in Betsaida, sul lago di Tiberiade e di Salome, discepola di Gesù. L’appellativo « maggiore » gli venne dal fatto che la sua chiamata fu antecedente a quella dell’altro S. Giacomo, figlio di Alfeo, che fu detto perciò « minore ».
Chiamato all’apostolato da Gesù stesso, lo segui generosamente, abbandonando le reti e la barca del padre. Questa generosità gli fruttò una speciale benevolenza da parte del Divin Maestro sì da aver parte alle più intime confidenze di Lui: assistette con S. Pietro e S. Giovanni alla risurrezione della figlia di Giàiro, alla tua Trasfigurazione, partecipando pure molto da vicino all’agonia di Gesù nell’orto del Getsemani.
Essendo anch’egli uomo soggetto alle miserie, con S. Giovanni, come narra il Vangelo, consigliò sua madre Salome di domandare a Gesù che essi potessero entrare nel suo regno, e sedere alla destra e alla sinistra di Lui. Ed il Divin Maestro volto a loro disse: « Potete voi bere il calice che sto per bere, ed essere battezzati col battesimo col quale io sarò battezzato? ». « Si, lo possiamo », risposero in fretta i due Apostoli. Ma Gesù replicò che in effetto essi avrebbero bevuto il suo calice, ma quanto all’essere collocati nei primi posti nel regno dei cieli era cosa spettante al Padre suo.
Disceso lo Spirito Santo nella Pentecoste, S. Giacomo fu uno dei più zelanti predicatori del Vangelo. tanto da spingersi fino in Spagna. Quivi lasciò un’impronta tale che molti secoli dopo, quando i Mori invasero quella terra mettendola a ferro e a fuoco, S. Giacomo era universalmente invocato e più di una volta fu veduto un guerriero celeste su di un cavallo bianco che faceva terribile strage degli infedeli.
Dalla Spagna tornato in Gerusalemme verso il 43, per ordine del re Erode Agrippa che voleva rendersi grato ai Giudei, fu fatto incarcerare e poi decapitare. L’eroica confessione della sua fede convertì il soldato che l’aveva condotto ai giudici, il quale perciò ebbe anch’egli la grazia di morire martire. Il suo corpo, mèta di continui pellegrinaggi, riposa nella basilica di Compostela in Spagna.
Il Cammino di Santiago di Compostela è legato alla presenza della tomba di Giacomo e al suo ritrovamento, che risale al IX secolo. Sebbene l’Apostolo venne decapitato in Palestina nell’anno 44 d.C. dal re Erode Agrippa I, la Legenda Aurea racconta che i suoi discepoli, con una barca guidata da un angelo, ne trasportarono il corpo in Galizia, regione dove Giacomo si spinse per evangelizzare le popolazioni di cultura celtica, per poi seppellirlo in un bosco vicino a Iria Flavia, il porto romano più importante della zona.
PRATICA. In ogni sventura vediamo noi pure la mano di Dio che ci porge il calice, e diciamo prontamente: «O Signore, sia fatta sempre la tua santa volontà».
PREGHIERA. O Signore, santifica e custodisci il tuo popolo, affinchè, muniti dell’assistenza del tuo apostolo Giacomo, possiamo piacerti con una degna vita, e servirti con tranquillità di spirito.
MARTIROLOGIO ROMANO Festa di san Giacomo, Apostolo, che, figlio di Zebedeo e fratello di san Giovanni evangelista, fu insieme a Pietro e Giovanni testimone della trasfigurazione del Signore e della sua agonia. Decapitato da Erode Agrippa in prossimità della festa di Pasqua, ricevette, primo tra gli Apostoli, la corona del martirio.
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