"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Giugno 2025 Pagina 8 di 31

🔴LIVE🔴 VOI SIETE LA MIA SPERANZA – Catechesi di P. Livio – Puntata 6

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MIRACOLO IN MEDIO ORIENTE

ARRIVATO GIUSTO AL TERMINE DELLA NOVENA PER LA PACE A MEDJUGORJE

Messaggio di Trump (con le maiuscole) che annuncia la tregua

L’annuncio di Donald Trump (a suon di maiuscole e punti esclamativi per una volta non fuori luogo) è arrivato, attraverso il suo social Truth, quando in Italia era già passata la mezzanotte: «È stato pienamente concordato tra Israele e Iran che ci sarà un CESSATE IL FUOCO completo e totale (tra circa 6 ore, quando Israele e Iran avranno concluso e completato le loro missioni finali in corso!), per 12 ore, a quel punto la guerra sarà considerata FINITA! Ufficialmente, l’Iran darà inizio al CESSATE IL FUOCO e, alla dodicesima ora, Israele darà inizio al CESSATE IL FUOCO e, alla ventiquattresima ora, il mondo saluterà la FINE ufficiale della GUERRA DEI 12 GIORNI. Durante ogni CESSATE IL FUOCO, l’altra parte rimarrà PACIFICA e RISPETTOSA. Questa è una guerra che avrebbe potuto durare anni e distruggere l’intero Medio Oriente, ma non l’ha fatto e non lo farà mai!».

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Martedì 24 Giugno 2025

h. 9: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)


+h. 9.oo: ATTUALITA’ DEL MONDO E DELLA CHIESA

Breve prospetto degli eventi più importanti


+h. 9.30: MEDJUGORJE PERCHE’ NON HO DUBBI

8. Il dilagare planetario dell’impostura anticristica

° La dissoluzione della fede e la nuova religione

° Cinque Messaggi contro il modernismo

° La deriva anticristica del mondo contemporaneo

° Le religioni al servizio del potere umano

° Nel tempo dei Segreti il trionfo di Maria con la Chiesa Cattolica


h. 10. VOI SIETE LA MIA SPERANZA (6)

Libro di Padre Livio


Blog: blogdipadrelivio.it

La testimonianza della mamma di Carlo Acutis

+H 14.00. Novena in preparazione all’anniversario in collegamento con la collina delle apparizioni. Salita recitando il Santo Rosario e  i sette Pater Ave e Gloria davanti alla statua della Madonna.


DAI UNA MANO ALLA EVANGELIZZAZIONE DI RADIO MARIA IN ITALIA E NEL MONDO

+Bonifico Bancario Intestato a: Radio Maria ETS, Via Milano 12 – 22036 Erba (CO)

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RITAGLI DI OPERE INEDITE

TROVI LE PUNTATE PRECEDENTI NELLA SEZIONE “CATECHESI DI PADRE LIVIO”

NOVITÀ estrapolazioni da ascoltare ritagli di pagine inedite dal LIBRO di P.LIVIO: “VOI SIETE LA MIA SPERANZA”
{Qui nella versione radiofonica a cura di Roberta
IL LIBRO è DISPONIBILE su
TUTTI gli STORE ONLINE
con messaggio WhatsApp: 031 610610
e-mail [email protected]
segreteria: 031 610600 e
nelle LIBRERIE!

🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – Puntata 375 – IL SENSO CRISTIANO DELLA MORTE – IL GIUDIZIO PARTICOLARE

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💐LE PAROLE CHE POCO FA LA MAMMA DI CARLO #ACUTIS, PRESTO SANTO, HA DEDICATO AL NOSTRO P.LIVIO. CI HA VERAMENTE EMOZIONATI. GRAZIE ANTONIA!

Idf: «Colpito a Teheran l’orologio della “Distruzione di Israele”». Un altro simbolo del potere

di Redazione Online – Corriere della Sera – 23 Giugno 2025

Un display luminoso voluto nel 2017, un monito permanente per ricordare l’odio degli ayatollah per il nemico

In piazza Palestina, a Teheran, spiccava un orologio digitale che non segnava il tempo, ma il conto alla rovescia: le ore che mancavano alla fine di Israele. Un display luminoso voluto nel 2017, un monito permanente per ricordare l’odio degli ayatollah per il nemico. Secondo la «profezia» della Guida suprema Ali Khamenei, entro il 2040 il «regime sionista» sarebbe stato cancellato dalla storia. 

Uno dei simboli della propaganda e della guerra psicologica della dittatura islamista è stato fatto saltare in aria da un raid mirato dell’esercito israeliano.
La notizia l’ha data l’Idf  e secondo le prime informazioni l’orologio è stato gravemente danneggiato dal bombardamento.

🔴LIVE🔴La testimonianza della mamma di Carlo Acutis ai direttori delle Radio Maria nel mondo riuniti ad Assisi per gli esercizi spirituali

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Live da Medjugorje: Novena sulla collina delle Apparizioni – Rosario e Sette Pater Ave e Gloria🙏Gli ascoltatori partecipano alla preghiera mentre saliamo sul Podbrdo🙏

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SIA PER TE UN MOMENTO DI MEDITAZIONE PERSONALE

Khamenei taglia tutti i contatti: è nascosto da quattro giorni. Lite ai vertici sulla risposta agli Usa

di Greta Privitera – Corriere della Sera – 23 Giugno 2025

L’ayatollah in silenzio nel bunker. Anche Rouhani e Larijani non riescono a raggiungerlo

Con voce calma e rassicurante, davanti a una folla di fedeli, Ali Khamenei pronuncia: «La mia vita non ha alcun significato. Anche se mi uccideranno, non consideratelo una perdita, finché rimanete saldi ai principi dell’Imam Hussain. Stiamo vincendo questa guerra finché non ci inchiniamo davanti al potere e all’avidità». È un video molto condiviso dai pochi sostenitori del regime che lo postano per dimostrare a chi non ci crede, che il barbuto leader di 86 anni è un uomo coraggioso, pronto a tutto per il suo Paese. Gli oppositori rispondono con centinaia di commenti a tratti ironici, a tratti furiosi. «È così eroico che nemmeno i suoi sanno dove si trovi», scrive una ragazza. «Nascosto sotto terra come i vermi, mentre il popolo viene bombardato e non ha rifugi dove fuggire dalla morte», risponde un uomo. 

Il bunker 
È quattro giorni che si sono perse le tracce del leader supremo. Si sa che è in un bunker segreto e che con lui c’è la sua famiglia. Si sa che non sta usando alcun dispositivo per comunicare con l’esterno per non essere rintracciato dal nemico. Il New York Times racconta che il religioso avrebbe vietato tutte le comunicazioni elettroniche e parlerebbe con i suoi comandanti tramite un «collaboratore di fiducia» per paura di essere assassinato in stile Hassan Nasrallah. Il secondo fronte della guerra, rappresentato dalle infiltrazioni del Mossad, l’intelligence d’Israele, rende paranoici tutti gli uomini della Repubblica islamica. I media di Stato lanciano un allarme alla popolazione: attenzione al rischio di tracciamento dei cellulari. Spiegano che l’esercito israeliano avrebbe sfruttato il monitoraggio dei telefoni per localizzare gli obiettivi — gli uomini — da eliminare, come gli scienziati nucleari. Questo sarebbe il motivo per cui da giorni l’Iran è isolato e senza Internet. Dicono le autorità di aver staccato la spina «per proteggere gli iraniani». Affermazione messa in dubbio da molti cittadini, il sospetto e la diffidenza degli ayatollah, come sempre, si ritorce contro il popolo: «I checkpoint sono triplicati, così come gli arresti. Hanno appena impiccato un altro ragazzo con l’accusa di essere una spia d’Israele», ci scrive uno studente di Teheran. 

Il silenzio 
Si è già parlato del fatto che né il presidente cosiddetto moderato Masoud Pezeshkian, né il ministro degli Esteri Abbas Araghchi sono riusciti a mettersi in contatto con l’ayatollah. Questo silenzio sarebbe il motivo per cui venerdì è saltato l’incontro segreto con i funzionari statunitensi a Istanbul. Con il senno di poi, forse l’ultima possibilità che Donald Trump avrebbe potuto dare alla diplomazia, prima di schiacciare il bottone «guerra». Due fonti interne rivelano a un giornale iraniano che anche altre figure di spicco, come l’ex presidente Hassan Rouhani, l’ex presidente del parlamento Ali Larijani e l’ex capo della magistratura Sadegh Larijani, avrebbero provato invano a raggiungere Khamenei. Il Corriere non può confermare autonomamente queste affermazioni, ma se non sono speculazioni o propaganda, confermerebbero un silenzio che rischia di destabilizzare. Anche se, come antidoto alla crisi, negli ultimi giorni l’ayatollah avrebbe indicato tre nomi come suoi successori. E qualcuno avrebbe consegnato ad Araghchi  una lettera per Vladimir Putin: è la preghiera della Guida Suprema che chiede il sostegno alla Russia.

La risposta agli Usa 
«Se oggi, davvero, nessuno è in contatto con il leader, è un problema per il regime», racconta al Corriere Saeid Golkar, esperto iraniano e advisor della United Against Nuclear Iran. «Ci sono delle decisioni importanti da prendere. Può intervenire il Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, ma di solito è Khamenei a dettare la linea. La leadership sta litigando sulla scelta di come rispondere agli Usa. Gli intransigenti vogliono un atto forte, i tradizionalisti e i riformisti pensano invece sia meglio attendere o optare per un’azione simbolica», come è successo dopo l’uccisione del generale Qasem Soleimani, dove colpirono due basi americane in Iraq ma non ci furono vittime. Sempre sulla stampa iraniana, si legge che in questo momento d’incertezza, c’è chi sta cercando di prendere spazio. Si fa il nome di Ali Larijani, che starebbe giocando la carta del «salvatore dell’Iran», pronto per la scalata, nel caso Khamenei venisse eliminato.

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