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Mese: Aprile 2025 Pagina 19 di 34

55. Un precedente biblico del Segno di Medjugorje
Che cosa sia il Segno di Medjugorje rimane un mistero, nonostante che i 6 Veggenti ne abbiamo dato una descrizione molto precisa: “Bellissimo, indistruttibile, durevole, che viene dal Signore”. Esercitare la fantasia per cercare di indovinare sarebbe velleitario e inutile.
Tuttavia noi sappiamo che la Madonna usa spesso linguaggio, immagini e riferimenti biblici nei suoi Messaggi, come si conviene alla Madre del Verbo. Questo basta per indirizzarci a cercare tracce del segno promesso nella Sacra Scrittura.
Tenendo conto che la Madonna ha voluto collegare i dieci Segreti di Medjugorje con le dieci piaghe d’Egitto, è nel libro dell’Esodo che bisogna cercare qualche traccia che ci porti al segno sul Podbrdo. Non dobbiamo al riguardo aspettarci una identità materiale fra i due segni, ma piuttosto una affinità spirituale, in quanto ambedue rivolti a fortificare la fede e a proteggere dai pericoli.
Questa appare chiaramente in Esodo 13, 21-22: Il Signore marciava alla loro testa di giorno con una colonna di nube, per guidarli sulla via da percorrere, e di notte con una colonna di fuoco per far loro luce, così che potessero viaggiare giorno e notte. Di giorno la colonna di nube non si ritirava mai dalla vista del popolo, né la colonna di fuoco durante la notte.
Ciò che è particolarmente significativo e che rimanda al Segno di Medjugorje è il fatto che la Colonna di nube di giorno e la Colonna di fuoco di notte sono strumenti con i quali il Signore guida il suo popolo e certifica la sua divina presenza senza mai abbandonarlo.
Che altro è il Segno di Medjugorje se non qualcosa che renda visibile al mondo la presenza del Signore e la sua Signoria sugli eventi che dovranno accadere?
Questo è manifesto nei versetti successivi, quando il Signore prende l’iniziativa per portare il popolo alla salvezza, lasciando che l’esercito del Faraone venga travolto dalle acque:
“ Gli Egiziani sapranno che io sono il Signore, quando dimostrerò la mia gloria contro il faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri». L’angelo di Dio, che precedeva l’accampamento d’Israele, cambiò posto e passò indietro. Anche la colonna di nube si mosse e dal davanti passò indietro. Venne così a trovarsi tra l’accampamento degli Egiziani e quello d’Israele. Ora la nube era tenebrosa per gli uni, mentre per gli altri illuminava la notte; così gli uni non poterono avvicinarsi agli altri durante tutta la notte (Es 13,18-20).
Il segno sulla collina di Medjugorje, come la colonna di fuoco dell’Esodo sarà tenebroso per i non credenti e una luce che illumina le tenebre per i credenti in tutto il tempo dei Segreti successivi, i sette flagelli con i quali i novelli faraoni affogheranno nelle acque delle loro iniquità.
Non sappiamo ovviamente che cosa sia in realtà il Segno promesso dalla Madonna, ma sappiamo che avrà il significato della colonna di nube e di fuoco, cioè di rendere sicuri della presenza del Signore e certi della sua protezione nell’infuriare delle potenze del male.

Pensiero Spirituale sulla Passione di Gesù – Lunedì Santo
Gesù Cristo ha espiato i nostri peccati sulla Croce e ha salvato il mondo dal male, dal peccato, dall’inferno. La Regina della pace ha detto tante volte di prendere in mano la Croce e guardarla, meditarla. La Croce è un mistero immenso d’amore. Dalla Croce si manifesta tutto l’amore di Dio e allo stesso tempo tutta la potenza del male e la malizia che ha conquistato il cuore dell’uomo.
Nei giorni della Passione, a Gerusalemme, c’è stato lo scontro fra l’impero delle tenebre e il Verbo che si è fatto uomo e che ha voluto patire per i nostri peccati.
Cristo ha patito per il nostri peccati. È un mistero d’amore che dobbiamo meditare e fare nostro; gli Apostoli non avevano capito nulla di tutto ciò che Gesù aveva anticipato loro, sono rimasti nella prospettiva di un messianismo trionfale. Quando è arrivato il momento della Verità, quando la potenza del male si è manifestata nei cuori delle persone, dei sacerdoti, degli scribi, dei farisei e del popolo al grido di: «Crucifige! Crucifige!», proprio in quel momento gli Apostoli hanno dimostrato di non essere preparati e sono fuggiti.
Gli Apostoli hanno capito quello che era accaduto solo dopo la discesa dello Spirito Santo. Con l’Omelia a Gerusalemme nel giorno della Pentecoste Pietro convertì cinquemila persone; in quell’occasione riuscì a verbalizzare il perché Cristo aveva abbracciato la Croce, accettando che il male si riversasse su di lui con tanta violenza. Gesù è morto per i nostri peccati ma noi facciamo fatica a capire questa espressione, siamo come oscurati, siamo complici del peccato che è latente in noi e non ci rendiamo conto della gravità del peccato, che è come un tumore silenzioso e latente che da dentro ci distrugge. Non c’è male paragonabile al peccato, che quando è mortale dà la morte eterna all’anima.
Meditando la Passione del Signore ci rendiamo contro della gravità del peccato il cui riscatto è stato possibile solamente grazie al Verbo che si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi. Cristo, Agnello di Dio, ha portato su di sé tutti i peccati del mondo e li ha espiati sulla Croce.
Chiediamo la luce dello Spirito Santo perché ci aiuti a comprendere la gravità del peccato, a capire la situazione spirituale in cui ci troviamo se viviamo in stato di peccato mortale che è il male assoluto. In questa condizione maleodorante siamo ormai assuefatti e non ci rendiamo conto di essere totalmente immersi in questa situazione. Il peccato è il tumore dell’anima, ci corrode giorno dopo giorno, offusca la mente, la rende squallida, inquina il cuore, lo rende impietoso e superbo.
Ci meravigliamo di quello che la cronaca quotidiana descrive, dalle bramosie di potere di chi si crede invincibile ai delitti familiari consumati fra le mura domestiche. Ma ormai siamo tristemente abituati proprio perché il cuore dell’uomo anziché essere abitato da Dio è intriso di male. Purtroppo, anche la bellezza che c’è nel mondo si sta deturpando, siamo diventati incapaci di vederla e di apprezzarla. L’umanità ha veramente scelto per la morte.
Prendiamo consapevolezza del male che è in noi e che ci divora. Chiediamo allo Spirito Santo di darci la grazia di vederci come Dio ci vede. La Regina della pace ha detto che versa lacrime di sangue per ogni suo figlio che si perde nel peccato: «Vi prego, non permettete che il mio Cuore pianga lacrime di sangue per le anime che si perdono nel peccato» (Messaggio del 24 maggio 1984). Chiediamo allo Spirito Santo la grazia di fare un esame di coscienza sincero. Facciamo un’attenta revisione interiore proprio per capire in che stato è la nostra anima; se siamo lontani da Dio torniamo a lui!
Guardiamo a Cristo, che nella Passione ha preso su di sé i peccati del mondo, li ha distrutti nel suo immenso amore. Cristo ha ottenuto il perdono dei peccati di tutti gli uomini di tutti i tempi proprio con il suo amore di uomo; con il suo intelletto umano Gesù ha accolto la missione che il Padre gli ha dato, l’ha compresa e l’ha accettata. Con la sua sapienza Gesù ha abbracciato tutto il male del mondo e lo ha avvolto nella sua Misericordia. Con la sua volontà d’amore Cristo ha distrutto il male.
L’amore di Gesù per noi ha bruciato tutti i peccati, di tutti gli uomini, di tutti i tempi. Ne deriva che, se chiediamo perdono dei nostri peccati per quanto gravi essi siano, ci vengono perdonati perché Cristo ha patito al nostro posto e per nostro amore.
Cristo ci ha amato fino a dare la sua vita al nostro posto e per nostro amore. Contempliamo, allora, il Crocifisso in ogni dettaglio: le braccia spalancate, i chiodi, la corona di spine, l’espressione del volto, i segni dei flagelli. Gesù ha sopportato tutto nel silenzio, per amore di ciascuno di noi.
Nei giorni della Passione, a Gerusalemme, si è manifestato nei cuori degli uomini tutto il male di cui sono capaci. Satana ha scatenato tutto il male possibile che è in suo potere, gli uomini non sono riusciti a resistere e, come belve affamate, hanno rifiutato Cristo, lo hanno umiliato e condannato. L’umanità ha rifiutato la fede e la Croce ed è diventata un branco di belve affamate. È bene, allora, esaminarsi profondamente e capire se siamo tiepidi, o addirittura ostili, nei confronti di Dio. Esaminiamo la nostra supponenza, la nostra sufficienza, la nostra aggressività e tutto ciò che ci porta a disprezzare le cose divine e a preferire gli sterchi satanici che il diavolo riversa sul mondo.
Estirpiamo le radici del male e versiamovi sopra il sale della divina sapienza affinché non germoglino più e la nostra anima sia un bellissimo giardino di fiori odorosi e colorati.

Lunedì 14 Aprile 2025
h. 9: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)
h. 9.00: NEL SILENZIO DELL’ANIMA MEDITIAMO LA PASSIONE DI GESU’
Nella passione si manifesta l’empietà del mondo
Nella Passione di Gesù si rivela l’amore di Dio
Riflettiamo sulla nostra tiepidezza, indifferenza, sufficienza e ostilità
Apriamo i cuori all’Amore che guarisce il male che ci distrugge
h. 9.15: “SONO VOSTRA MADRE E VI AMO” (1)
Lettura a puntate del nuovo Libro sulla Madonna
h.10.00: IL QUARESIMALE DI PADRE LIVIO: IL MIRACOLO DELLA CONVERSIONE (16)
BLOG: blogdipadrelivio.it
Il Diario radiofonico quotidiano (54)
Ritagli di pagine inedite (55)
Il video della processione delle Palme a Gerusalemme
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54. Tutti i Segreti sono illuminati dal terzo: il segno sulla collina delle prime apparizioni
Solo uno dei 10 Segreti di Medjugorje viene direttamente da Dio ed è il segno che apparirà sulla collina delle prime apparizioni: bellissimo, indistruttibile, durevole, che viene dal Signore, come lo descrivono i Veggenti.
Al contrario, gli altri nove eventi vengono dagli uomini o dalla natura e, per ammissione dei Veggenti stessi, si configurano come catastrofi. Vi è quindi una continuità fra le rivelazioni di Fatima e di Medjugorje.
Nel medesimo tempo vi è anche una profonda diversità. Gli eventi di Fatima, così come descritti da Suor Lucia in un celebre visione, e come sintetizzati da San Giovanni Paolo II a Fulda, non hanno due particolarità tipiche di Medjugorje: il segno che viene da Dio sulla collina delle prime apparizioni e la rivelazione degli eventi tre giorni prima.
Questi due elementi, che manifestano la Divina Misericordia, sono di una importanza fondamentale perché danno agli eventi dei Segreti una chiara finalità salvifica. Dio li permette non tanto per punire il mondo, ma per offrire agli sventurati una via di salvezza.
Infatti la rivelazione tre giorni prima di ogni evento, eseguita per volontà della Madonna, è un chiaro segno della presenza divina che governa la storia, indirizzandola verso il suo fine che è la salvezza delle anime.
A sua volta il segno apparso sulla collina delle prima apparizioni è una testimonianza permanente dell’esistenza di Dio e della sua provvidenza, che sarà ben difficile da negare se non per partito preso.
Il segno infatti ha caratteristiche che non si trovano nella natura come noi la conosciamo. Cioè il fatto che sia durevole e indistruttibile. Inoltre la sua apparizione improvvisa, senza che ve ne sia una causa, lo rende un enigma inspiegabile.
Inoltre il segno viene descritto dai sei Veggenti come “bellissimo”. Non è mai trapelato nulla riguardo al segno che la Madonna ha mostrato a tutti e sei i ragazzi. Tuttavia il fatto che venga descritto come proveniente dal Signore sta a significare una bellezza divina, ben superiore a quella che si vede sulla terra.
Il fatto che non va sottovalutato è l’effetto straordinario che questo segno avrà sull’umanità in tutto il tempo dei Segreti, quando satana darà spettacolo con le sue malvagità. Gli uomini potranno rendersi conto dell’abisso incolmabile che vi è fra il Cielo e l’inferno e fare le scelte conseguenti.
Per la prima grande battaglia escatologica che la vedrà vincitrice, la Madonna ha predisposto delle ancore di salvezza alle quali aggrapparci con la nostra debole fede.
