"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Marzo 2025 Pagina 25 di 29

RITAGLI DI PAGINE INEDITE

IL SEGNO DI MEDJUGORJE SCUOTERA’ IL MONDO (22)

 – 22 – Ritagli di pagine inedite dal #bestseller di P. Livio: Il segno di #MEDJUGORJE scuoterà il mondo [a cura di Roberta]
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🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – Puntata 267 – LO SPIRITO DI CRISTO NELLA PIENEZZA DEL TEMPO

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DIARIO RADIOFONICO QUOTIDIANO

TROVI LE PRECEDENTI PUNTATE NELLA SEZIONE “IL DIARIO DI PADRE LIVIO”

20. La Regina della pace è la Donna dell’Apocalisse

La figura biblica a cui la Regina della pace fa direttamente riferimento è la Donna vestita  di sole del capitolo dodicesimo dell’Apocalisse. Non è da trascurare il fatto che, nella S. Messa della beatificazione dei due pastorelli di Fatima, Francesco e Giacinta, durante la quale è stato rivelato il terzo segreto, una delle letture scelte era il brano dell’Apocalisse, come a indicare una analogia fra il testo biblico e quello del segreto.

Nessuno meglio di S. Giovanni Paolo II poteva cogliere un riferimento all’attuale momento storico, nell’attacco drammatico dell’ “enorme drago rosso” alla Donna vestita di sole. Infatti la beatificazione dei due pastorelli, nel cuore del grande Giubileo del duemila, coincideva col momento in cui la Regina della pace invitata alla consacrazione al suo Cuore Immacolato “ora che satana è sciolto dalle catene”.

Il Pontefice polacco meglio di qualsiasi altro era in grado di comprendere il ruolo anti-cristico svolto dalla Russia nel mondo, a causa della quale “molte nazioni saranno distrutte” e nel medesimo tempo il significato del crollo sorprendente e inatteso del comunismo, che la Madonna aveva preannunciato già nel primo anno delle apparizioni a Medjugorje.

La prospettiva con la quale S. Giovanni Paolo II guardava al piano di pace di Maria da Fatima a Medjugorje è quella della guerra senza quartiere che il Drago combatte contro la Donna celeste, tentando invano di ghermirla. Il Pontefice era consapevole che il crollo delle ideologie del male, il nazismo e il comunismo, non aveva fermato azione del drago che, nel frattempo, era riuscito a sedurre il mondo con una ideologia ancora peggiore, “il nuovo totalitarismo”, una forma di pensiero che esclude Dio e ogni forma di trascendenza e fa dell’uomo il padrone del mondo. Una ideologia, affermava con angoscia il Pontefice, che  prelude a un peccato collettivo contro lo Spirito Santo. Infatti come è possibile ottenere la grazia della misericordia divina quando il mondo si è rinchiuso nel limite oscuro di una totale immanenza?    

Il riferimento all’Apocalisse è esplicito nel modo stesso in cui la Regina della pace si presenta. Il suo capo è circondato da una corona di lucentissime stelle, particolare distintivo di Medjugorje, che non è presente in altre apparizioni dei tempi moderni. Inoltre la nuvola su cui la Gospa posa i suoi piedi,  nascondendoli alla nostra vista, è un segno apocalittico che riguarda la seconda venuta di Cristo: “Vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nuvole del cielo con grande potenza e gloria” (Mt 25, 30).

Mentre nelle apparizioni ordinarie porta una veste grigia, segno di penitenza, e un velo bianco, segno di pienezza di grazia, i medesimi sono splendenti d’oro nelle grandi solennità liturgiche. L’insieme dei segni indicano la presenza di Maria nello splendore della sua regalità, come colei che è inviata da Dio per la battaglia e per la vittoria.

La Donna dell’Apocalisse e la Regina della pace sono le medesima persona e significano Maria e la Chiesa nel momento dell’attacco decisivo dell’impero delle tenebre. Non vi è dubbio che il testo dell’Apocalisse non si riferisce solo a un momento particolare della guerra contro la Chiesa che continuerà fino alla fine del mondo. Tuttavia  è ora che viene sferrato l’attacco più distruttivo, col quale satana tenta di impadronirsi del mondo.

Nel collegarsi ai segreti di Fatima la Gospa ha consegnato alla nostra riflessione una interpretazione del momento storico di un’intensità drammatica sconvolgente. Mentre nello scenario dell’Apocalisse ci viene mostrato il drago che, nel suo furore, cerca di divorare il bambino che sta per essere partorito e, non riuscendovi, si avventa contro la Donna,  in quello del segreto di Fatima la descrizione è storicamente circoscritta e riguarda la via Crucis della Chiesa in un mondo in balia della potenza delle tenebre.

La vera comprensione della storia è quella che viene dalla luce della fede. La Madonna non fa analisi sociologiche o politiche degli avvenimenti dell’ultimo secolo, ma descrive quello che si vede dal cielo e che riflette ciò che accade sulla terra. La guerra, la distruzione e  la morte imperversano in un mondo dove il disprezzo di Dio, l’odio e il peccato sovrabbondano, In questo quadro infernale la Chiesa, in unione col suo Salvatore, percorre la sua Via Crucis, fino in cima al Calvario, dove il sangue dei martiri viene raccolto in anfore e versate sulle anime per lavarle e riportarle in vita. Questa è la chiave di interpretazione del nostro tempo sul quale si posa l’occhio della Madre per  smascherare il piano infernale di satana e salvare le anime dalla rovina.

La sua presenza come Regina della pace preannuncia una vittoria che salva il mondo dall’autodistruzione e apre la prospettiva di un tempo nuovo nella storia dell’umanità. Il quadro del segreto di Fatima, nelle sue tre parti, riguarda il secolo che abbiamo alle spalle nel suo drammatico svolgimento e nel medesimo tempo quello che abbiamo dinanzi. Il segreto di Fatima e quelli di Medjugorje fanno parte di un unico scenario del quale la Donna e il drago sono protagonisti.”

Lo spirito di Quaresima negli anni del Giubileo

Corrispondenza Romana  1888

5 Marzo 2025 – di Roberto de Mattei

La maggior parte delle persone ignora o ha dimenticato che cosa è la Quaresima. Eppure il Catechismo Maggiore di san Pio X era molto chiaro, definendola «un tempo di digiuno e di penitenza istituito dalla Chiesa per tradizione apostolica». Nel paragrafo successivo san Pio X ne spiegava le finalità: «Per farci conoscere l’obbligo che abbiamo di far penitenza in tutto il tempo della nostra vita; per imitare in qualche maniera il rigoroso digiuno di quaranta giorni, che Gesù Cristo fece nel deserto; per prepararci col mezzo della penitenza a celebrare santamente la Pasqua» (n. 36). 

Spesso però per i buoni cattolici che non dimenticano la Quaresima, questa si riduce ad alcune pratiche ascetiche: digiuno, mortificazioni, elemosina, certamente lodevoli e da sempre raccomandate dalla Chiesa, ma non sufficienti a trasmetterci lo spirito della Quaresima, che è innanzitutto quello di distaccarci più profondamente dal peccato e abbracciare con maggior generosità la volontà di Dio.

Benedetto XVI, nel suo Messaggio per la Quaresima del 2009, ricorda che nelle prime pagine della Sacra Scrittura il Signore comanda all’uomo di astenersi dal consumare il frutto proibito: «Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare perché, nel giorno in cui tu ne mangerai, certamente dovrai morire» (Gn 2, 16-17). Questa ingiunzione data da Dio ad Adamo è il primo precetto di astinenza dal cibo che l’uomo riceve. Commentando l’ingiunzione divina, san Basilio scrive che «il ‘non devi mangiare’ è, dunque, la legge del digiuno e dell’astinenza» (Sermo de jejunioPG 31, 163, 98). Se pertanto Adamo disobbedì al comando del Signore «di non mangiare del frutto dell’albero della conoscenza del bene e del malecon il digiuno – osserva ancora Benedetto XVI – il credente intende sottomettersi umilmente a Dio, confidando nella sua bontà e misericordia» (Messaggio dell’11 dicembre 2008).

Lo spirito di penitenza si manifesta, prima di ogni altra pratica, nello sforzo di uniformarsi alla volontà di Dio in ogni momento, anche doloroso e umiliante della nostra vita. Il 26 marzo 1950, in occasione della Quaresima del Grande Anno Santo, Pio XII, così si rivolgeva ai fedeli: «Saper sopportare la vita! È la prima penitenza di ogni cristiano, la prima condizione e il primo mezzo di santità e di santificazione. Con quella rassegnazione docile che è propria di chi crede in un Dio giusto e buono, ed in Gesù Cristo maestro e guida dei cuori, abbracciate con coraggio la spesso dura croce quotidiana. A portarla con Gesù il suo peso diventa lieve». 

Lo sforzo di unire la nostra volontà con la volontà di Dio precede ogni pratica ascetica. Per questo Gesù mette in luce la ragione profonda del digiuno, stigmatizzando l’atteggiamento dei farisei, i quali osservavano con scrupolo le prescrizioni rituali imposte dalla legge, ma il loro cuore era lontano da Dio. Il vero digiuno, spiega il divino Maestro, è piuttosto compiere la volontà del Padre celeste, il quale «vede nel segreto, e ti ricompenserà» (Mt 6, 18). Egli stesso ne dà l’esempio rispondendo a satana, al termine dei 40 giorni passati nel deserto, che «non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio» (Mt 4, 4). «Il vero digiuno – conclude Benedetto XVI – è dunque finalizzato a mangiare il “vero cibo”, che è fare la volontà del Padre» (cfr. Gv 4, 34).

Chi ama la volontà del Padre detesta il peccato, che è la violazione della legge divina. E allora, in questo tempo di Quaresima del Giubileo del 2025, come non fare proprie le parole che Pio XII rivolgeva ai fedeli di tutto il mondo per prepararli alla Quaresima nel Giubileo del 1950: «Misurate, se vi regge l’occhio e lo spirito, con l’umiltà di chi forse deve riconoscersene in parte responsabile, il numero, la gravità, la frequenza dei peccati nel mondo. Opera propria dell’uomo, il peccato ammorba la terra e deturpa come macchia immonda l’opera di Dio. Pensate alle innumerevoli colpe private e pubbliche, nascoste e palesi; ai peccati contro Dio e la sua Chiesa; contro sé stessi, nell’anima e nel corpo; contro il prossimo, particolarmente contro le più umili e indifese creature; ai peccati infine contro la famiglia e la umana società. Alcuni di essi sono tanto inauditi ed efferati, che sono occorse nuove parole per indicarli. Pesate la loro gravità: di quelli commessi per mera leggerezza e di quelli scientemente premeditati e freddamente perpetrati, di quelli che rovinano una sola vita o che invece si moltiplicano in catene d’iniquità fino a divenire scelleratezze di secoli o delitti contro intere nazioni. Confrontate, alla luce penetrante della fede, questo immenso cumulo di bassezze e di viltà con la fulgida santità di Dio, con la nobiltà del fine per cui l’uomo è stato creato, con gl’ideali cristiani, per cui il Redentore ha patito dolori e morte; e poi dite se la divina giustizia possa ancora tollerare tale deformazione della sua immagine e dei suoi disegni, tanto abuso dei suoi doni, tanto disprezzo della sua volontà, e soprattutto tanto ludibrio del sangue innocente del suo Figliuolo.

Vicario di quel Gesù, che ha versato fin l’ultima goccia del suo sangue per riconciliare gli uomini col Padre celeste, Capo visibile di quella Chiesa che è il suo Corpo mistico per la salvezza e la santificazione delle anime, Noi vi esortiamo a sentimenti e ad opere di penitenza, affinché si compia da voi e da tutti i Nostri figli e figlie sparsi per il mondo intero il primo passo verso la effettiva riabilitazione morale della umanità. Con tutto l’ardore del Nostro cuore paterno vi domandiamo il sincero pentimento delle colpe passate, la piena detestazione del peccato, il fermo proposito di ravvedimento; vi scongiuriamo di assicurarvi il perdono divino mediante il sacramento della confessione e il testamento di amore del Redentore divino; vi supplichiamo infine di alleggerire il debito delle pene temporali dovute alle vostre colpe con le multiformi opere di soddisfazione: preghiere, elemosine, digiuni, mortificazionidi cui offre facile opportunità ed invito il volgente Anno Santo».

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Chiarificazione su Maria Valtorta

Caro padre Livio, sono un suo affezionatissimo ascoltatore, medjugorjano e appassionato di Maria Valtorta. Per caso facendo una ricerca di “Valtorta” su Google ho trovato questo comunicato che mi ha lasciato un poco amareggiato

Luca


Caro Luca,

Il testo del Dicastero non dice nulla di nuovo riguardo all’opera di Maria Valtorta, ma ribadisce quello che ha sempre detto la Chiesa.

 I Vangeli divinamente ispirati sono solo quattro e solo di loro si può dire che sono Parola di Dio, mentre di altre opere come i vangeli apocrifi e tanti altri testi di grande valore spirituale che ci hanno donati i Mistici, si può dire che sono opere edificanti, che fanno bene all’anima di chi li legge, come sicuramente sono le pagine scritte da Maria Valtorta che hanno una grande eco nel mondo.

A una domanda fatta dalla veggente Marija alla Madonna, su richiesta di un Sacerdote, riguardante il Poema dell’uomo Dio, la Gospa ha risposto che ”si può leggere”, ma non ha detto che si “deve credere” come invece è necessario per i quattro  Vangeli che sono Parola di Dio e quindi esigono l’obbedienza  della fede soprannaturale.

Ave Maria

Padre Livio


DICASTERO PER LA DOTTRINA DELLA FEDE 

Comunicato circa gli scritti di Maria Valtorta

Spesso pervengono alla Santa Sede, da parte sia di ecclesiastici che di laici, richieste di chiarimento circa la posizione della Chiesa riguardo agli scritti di Maria Valtorta, quali l’opera Il poema dell’Uomo Dio, oggi conosciuta con il titolo L’Evangelo come mi è stato rivelato, e altre pubblicazioni.

A tal riguardo, si ribadisce che presunte “visioni”, “rivelazioni” e “comunicazioni” contenute negli scritti di Maria Valtorta, o comunque ad essi attribuite, non possono essere ritenute di origine soprannaturale, ma devono essere considerate semplicemente forme letterarie di cui si è servita l’Autrice per narrare, a modo suo, la vita di Gesù Cristo.

Nella sua lunga tradizione, la Chiesa non accetta come normativi i Vangeli apocrifi e altri testi simili, in quanto non ne riconosce l’ispirazione divina, rinviando alla lettura sicura dei Vangeli ispirati.

Città del Vaticano, 22 febbraio 2025

☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

🔴LIVE🔴 I DUE ASSOLUTI CHE DIVIDONO IL MONDO – Editoriale di Padre Livio


🔴LIVE🔴IO SONO CRISTIANO E LA CHIESA E’ LA MIA FAMIGLIA – Pensiero Spirituale di Padre Livio


SIANO LODATI GESU’ E MARIA

DALLA SEDE DI RADIO MARIA BUONA GIORNATA

Segno della Croce

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen

Ti adoro

Ti adoro, mio Dio e ti amo con tutto il cuore.
Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questa notte.
Ti offro le azioni della giornata, fa che siano tutte secondo la Tua santa volontà e per la maggior Tua gloria.
Preservami dal peccato e da ogni male.
La Tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari.
Amen

Padre Nostro

Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il Tuo nome,
venga il Tuo regno,
sia fatta la Tua volontà,
come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
Amen

Gloria

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio e ora e sempre
nei secoli dei secoli.
Amen

Ave Maria

Ave Maria, Piena di Grazia,
il Signore è con te,
tu sei benedetta fra le donne
e benedetto è il frutto del tuo seno: Gesù.

Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi peccatori,
adesso e nell’ora della nostra morte.
Amen

Credo

Io credo in Dio,
Padre Onnipotente,
creatore del cielo e della terra;
e in Gesù Cristo, suo unico Figlio,
nostro Signore,
il quale fu concepito di Spirito Santo
nacque da Maria Vergine,
patì sotto Ponzio Pilato,
fu crocifisso, morì e fu sepolto;
discese agli inferi;
il terzo giorno risuscitò da morte;
salì al cielo, siede alla destra di Dio
Padre onnipotente;
di là verrà a giudicare i vivi e i morti.

Credo nello Spirito Santo,
la santa Chiesa Cattolica,
la comunione dei Santi,
la remissione dei peccati,
la risurrezione della carne,
la vita eterna.
Amen

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA


Giovedì 6 Marzo 2025

h. 9: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)


 h. 9.00 –  IO SONO CRISTIANO E LA CHIESA E’ LA MIA FAMIGLIA

Pensiero Spirituale (15 minuti)

h. 9.15 – I DUE ASSOLUTI CHE DIVIDONO IL MONDO  

Editoriale di P. Livio (54) minuti)

BLOG: blogdipadrelivio.it

Il punto della situazione: lettera di Padre Livio

Il Diario radiofonico quotidiano (19)

Ritagli di pagine inedite (21)


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