"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Gennaio 2025 Pagina 12 di 24

SANT’ANTONIO GRAN NEMICO DE LU DEMONIO

“Vidi tutte le reti del Maligno distese sulla terra e dissi gemendo: – Chi mai potrà scamparne? E udii una voce che mi disse:
l’umiltà.”

I Padri del deserto non sottovalutano il maligno: per esperienza ne hanno misurato personalmente la forza e sono ben convinti della sua capacità di tentare tutti gli uomini del mondo. Per permissione divina tutti  vengono passati al vaglio del maligno, e Dio lo permette perché tutti possiamo ottenere la palma della vittoria, cioè la vita eterna . L’immagine del “tendere le reti” esprime bene l’idea dell’astuzia del maligno, che viene presentato come un cacciatore o un pescatore. E’ un’immagine biblica, la si trova nei Salmi. La forza, l’astuzia, la vastità dell’azione del maligno sono ben presenti nella spiritualità dei Padri del deserto. Tuttavia essi sono assolutamente fedeli allo spirito evangelico:  infatti affermano la possibilità di vincere sul maligno con l’aiuto della grazia, per quanto satana sia forte. In molti apoftegmi ricorre il tema di questa lotta, e Cristo, presente nei suoi atleti spirituali, vince il maligno.

 Lo si vince forse con i digiuni, le penitenze, le grandi imprese spirituali? No, lo si vince con l’umiltà. Qui troviamo un insegnamento fondamentale dei Padri del deserto: nell’apoftegma 4 Antonio afferma che “la grande opera dell’uomo è gettare su se stesso la propria colpa davanti a Dio”, cioè professarsi peccatore. La compunzione è uno degli atteggiamenti ricorrenti nei Padri del deserto, ed è un atteggiamento indispensabile anche per noi. Alcuni falsi maestri di spirito rappresentano la lotta contro il demonio come un combattimento titanico di uomini dediti al digiuno e alla penitenza, oppure come l’azione vittoriosa di esorcisti molto potenti: ma in queste immagini è insito un pericolo di vanagloria, di compiacimento e di esaltazione personale, che sono proprio gli atteggiamenti spirituali sui quali il demonio fa leva per vincere la sua battaglia .

 Un falso combattimento contro il maligno è quello rappresentato da Bernanos nel romanzo Sotto il sole di Satana (1926) dove un prete, che si considera santo, crede di lottare contro il maligno con la dialettica teologica: in realtà poi finisce per cadere nell’orgoglio e per diventare una preda di satana. C’è solo un pugnale con cui si trafigge il cuore del maligno, ed è l’umiltà. E’ questa l’arma vittoriosa. Si combatte satana professandosi incapaci, deboli, peccatori, piccoli. Infatti, negli aneddoti dei Padri del deserto, troviamo diversi casi di fratelli che rivendicano a sé grandi grazie spirituali, come apparizioni e visioni: ebbene, sono subito rintuzzati dai più anziani, come se fossero già sulla via della perdizione.

( Padre Livio – Lotte e tentazioni dei Padri del deserto – Sugarco Edizioni)

☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

SIANO LODATI GESU’ E MARIA

DALLA SEDE DI RADIO MARIA BUONA GIORNATA

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Venerdì 17 gennaio 2025

H. 9: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube  (in differita)

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LE PORTE DELL’INFERNO NON PREVARRANNO

La presenza di satana nella storia è una permissione divina

Con essa Dio mette alla prova le anime

Satana si illude di poter prevalere

Quando tutto sembra perduto Dio interviene

Questo sta avvenendo  con la presenza della Regina della pace

18 MARZO 2024: LA GOSPA HA SVELATO IL PIANO DI SATANA

Editoriale di Padre Livio ( 51 MINUTI)

BLOG:

Ci scrivono: E’ il Modernismo che esclude le apparizioni

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🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – Puntata 218 – GESU’ E ISRAELE

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CI SCRIVONO

E’ il Modernismo che esclude le apparizioni (1)

Carissimo Padre Livio,

so che in questi giorni Lei ha altro a cui pensare, ma mi permetta di fare un mio commento alle idee che vengono diffuse su Medjugorje come luogo di grazia ma senza apparizioni.

A me sembra una posizione insostenibile. Da dove infatti verrebbero i messaggi, che pure sono dichiarati dalla Chiesa  conformi alla fede cattolica?  E che dovremmo dire dei veggenti che li ricevono?

Sono forse degli impostori o persone possedute da non so quali spiriti o degli anormali o che altro ancora? Eppure la Chiesa stessa li descrive come persone semplici e normali.

Lei che dice di questa confusione che lascia perplessi non pochi pellegrini?

Anonimo.

Carissimo,

la prima cosa da sapere è che la Chiesa lascia assolutamente liberi i fedeli di credere o di non credere alle apparizioni private, tuttavia li mette in guardia da eventuali deviazioni riguardo alla fede o alla morale. Ho conosciuto qualche ecclesiastico degno di stima  che non credeva in nessuna apparizione, nemmeno a quelle di Lourdes  e di Fatima.

Per quanto riguarda le apparizioni di Medjugorje il Nulla Osta riconosce i frutti e la conformità dei messaggi alla fede. La Chiesa non si è ancora  pronunciata sulla soprannaturalità delle apparizioni ma non proibisce di credere ad esse.

Anzi uomini eminenti di Chiesa, Papi, Cardinali, Arcivescovi, Vescovi innumerevoli sacerdoti, religiosi e religiose e una moltitudine di fedeli di ogni parte del mondo credono alla apparizioni di Medjugorje ed è per questo motivo che hanno cambiato vita, ascoltando i messaggi della Madonna e andando in pellegrinaggio.

Se uno non ci crede è un fatto personale e non si può chiamare in causa la Chiesa per escludere le apparizioni, come se non fossero una realtà di duemila anni di storia cristiana.

La Chiesa cattolica ha sempre ammesso le apparizioni, le ha vagliate e approvate e ha condannato “la peste modernista” ( S. Pio X) che le esclude.

Col dovuto  rispetto per le sensibilità  personali,  va seguita  la posizione ufficiale  della Chiesa che, in particolare riguardo a Medjugorje, lascia liberi i fedeli di credere che è la Madonna che appare e che dà i messaggi. Chi altro per favore?

In ogni caso aspettiamo la rivelazione dei  Segreti, a incominciare dal primo. Non ci annoieremo.

Ave Maria

Padre Livio

(1) Messaggio 25 Settembre 2023

”Cari figli!
Vi invito alla preghiera forte.
Il modernismo vuole entrare nei vostri pensieri e rubarvi la gioia della preghiera e dell’incontro con Gesù. Perciò, cari figlioli miei, rinnovate la preghiera nelle vostre famiglie, affinché il mio cuore materno sia gioioso come nei primi giorni quando vi ho scelti e la risposta era la preghiera giorno e notte ed il cielo non taceva ma ha donato in abbondanza pace e benedizione a questo luogo di grazia.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sull’umiltà di rialzarsi ogni volta che si cade

Cari amici, la visione cristiana della vita è come un pellegrinaggio verso l’eternità pieno di insidie che vengono da noi stessi. La natura umana è sostanzialmente buona, ma con il peccato originale ci sono le spinte al male, alla triplice concupiscenza.

Il primo motivo di cadute – più o meno gravi nella tentazione – vengono dalla debolezza della natura umana, la quale potrebbe evitarle affidandosi alla grazia, pregando e fortificandosi in Dio. Senza la preghiera siamo in balia delle potenze del male che da soli non siamo in grado di vincere. Questa è la prospettiva di vita: un cammino verso l’eternità pieno di insidie che vengono da noi, ma anche dal mondo nel quale viviamo che diventa sempre più tentatore. Questi tranelli inoltre vengono dal demonio che vuole circuire e deviare soprattutto le anime perseveranti nel cammino di santità, spesso riuscendoci. Luigi Maria Grignion de Montfort diceva che spesso sono proprio i cedri del Libano quelli che vengono abbattuti dal vento.

La prospettiva della vita cristiana è una lotta che ha in palio la salvezza eterna della nostra anima. Come dice Gesù: “E che gioverà a un uomo se, dopo aver guadagnato tutto il mondo, perde poi l’anima sua?” (Matteo 16,21-28). La salvezza o la perdizione sono eterni, quindi non ci sarà la possibilità di cambiare il proprio destino.

Bisogna affrontare questo cammino con lo spirito giusto, preparandosi e allenandosi con i giusti mezzi. La visione mondana, invece, afferma che la vita è un tempo nel quale afferrare le gioie passeggere, spesso ingannatrici, che invece di fortificarci e di realizzarci, corrodono, deprimono e mettono in balia della potenza del male, cieca e malvagia. Dobbiamo recuperare la visione cristiana della vita che è un pellegrinaggio, come ha detto la Regina della pace: «Figli miei soltanto con Gesù nei vostri cuori conoscerete il vero obiettivo della vostra vita e tenderete verso la salvezza eterna» (Messaggio del 25 dicembre 2024 a Jakov).

Coloro che sono nel mondo sono sotto l’influsso del maligno sono in balia dell’effimero. Questa parte dell’umanità sedotta e ingannata viene incatenata dai demoni inferiori, mentre satana si occupa delle anime impegnate al raggiungimento della santità.

Un’arma fra le più insidiose che il demonio adotta, per ingannare coloro che percorrono il cammino verso l’eternità, è quella dello scoraggiamento. Per arrivare a uno stato di saldezza e stabilità nella grazia, occorrono tanti combattimenti e tante vittorie. Non si può arrivare stabili in grazia facilmente. Alcuni Santi hanno conservato per tutta la vita l’innocenza battesimale ma il più delle volte anche loro hanno avuto cadute. Ma con la conversione sono riusciti a riprendere in mano la loro vita sul cammino della perseveranza e della santità.

Dopo il fervore della conversione, arriva l’asprezza e l’aridità del combattimento spirituale. I vizi che sembravano essere vinti si riaffacciano e riprendono vigore. Proprio come satana sconfitto andò alla ricerca dei sette spiriti peggiori di lui per rinnovare l’assalto. La caduta è inevitabile.

Il demonio invita ad arrendersi, convince la persona di non essere in grado di arrivare alla vittoria. Porta alla resa di fronte al male che conquista, divora e spinge alla perdizione l’anima. È importantissimo essere umili portando a Dio la propria fragilità e la propria debolezza, ma nella consapevolezza che con il Suo aiuto possiamo vincere e lottare per respingere la forza di seduzione.

In questa luce possiamo comprendere l’esperienza di re Davide che quando è caduto in azioni gravissime (adulterio e omicidio), umilmente dice: “Dal profondo a te grido, o Signore; Signore, ascolta la mia voce. Siano i tuoi orecchi attenti alla voce della mia preghiera” (Salmo 130). Nel cammino per essere saldi in Dio, solidi nella fede e nell’osservanza dei comandamenti, è necessaria una lunga lotta che prevede delle cadute ma che è possibile vincere se umilmente ci si rimette in piedi. Si ricomincia da capo, con rinnovata energia e ottimismo della grazia. Con Gesù possiamo fare tutto, nulla è impossibile a Dio.

La superbia invece fa sì che – dopo l’impegno sul cammino di perfezione e di santità – con la caduta rovinosa non ci perdoniamo. Questo è quello che vuole il demonio perché nel disprezzo di noi stessi ci arrendiamo al male. Ogni volta che capitano questi episodi, dobbiamo rivolgerci a Dio e ammettere le nostre debolezze e la nostra fragilità. Solo dopo essere caduti più volte, Dio comincerà a far sentire la Sua grazia e la Sua forza. Questo dono viene dato solo a coloro che sono umili e non pretendono di essere loro i vincitori ma si affidano al Suo volere.

Queste cadute sono mortali se ci si arrende e diventano vittorie se umilmente si chiede perdono e si riprende la lotta. Tuttavia, la situazione di stabilità in grazia non deve creare in noi una falsa sicurezza, perché il demonio tenta di più e cerca di sviare le anime con la superbia. Bisogna stare attenti alla presunzione e alla vana gloria.

I peccatori che si pentono sono coloro che Gesù abbraccia con amore.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

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LA FORZA DI SATANA È SEMPRE PIÙ FORTE – Editoriale di P.LIVIO

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