Pensiero spirituale sull’umiltà di rialzarsi ogni volta che si cade

Cari amici, la visione cristiana della vita è come un pellegrinaggio verso l’eternità pieno di insidie che vengono da noi stessi. La natura umana è sostanzialmente buona, ma con il peccato originale ci sono le spinte al male, alla triplice concupiscenza.

Il primo motivo di cadute – più o meno gravi nella tentazione – vengono dalla debolezza della natura umana, la quale potrebbe evitarle affidandosi alla grazia, pregando e fortificandosi in Dio. Senza la preghiera siamo in balia delle potenze del male che da soli non siamo in grado di vincere. Questa è la prospettiva di vita: un cammino verso l’eternità pieno di insidie che vengono da noi, ma anche dal mondo nel quale viviamo che diventa sempre più tentatore. Questi tranelli inoltre vengono dal demonio che vuole circuire e deviare soprattutto le anime perseveranti nel cammino di santità, spesso riuscendoci. Luigi Maria Grignion de Montfort diceva che spesso sono proprio i cedri del Libano quelli che vengono abbattuti dal vento.

La prospettiva della vita cristiana è una lotta che ha in palio la salvezza eterna della nostra anima. Come dice Gesù: “E che gioverà a un uomo se, dopo aver guadagnato tutto il mondo, perde poi l’anima sua?” (Matteo 16,21-28). La salvezza o la perdizione sono eterni, quindi non ci sarà la possibilità di cambiare il proprio destino.

Bisogna affrontare questo cammino con lo spirito giusto, preparandosi e allenandosi con i giusti mezzi. La visione mondana, invece, afferma che la vita è un tempo nel quale afferrare le gioie passeggere, spesso ingannatrici, che invece di fortificarci e di realizzarci, corrodono, deprimono e mettono in balia della potenza del male, cieca e malvagia. Dobbiamo recuperare la visione cristiana della vita che è un pellegrinaggio, come ha detto la Regina della pace: «Figli miei soltanto con Gesù nei vostri cuori conoscerete il vero obiettivo della vostra vita e tenderete verso la salvezza eterna» (Messaggio del 25 dicembre 2024 a Jakov).

Coloro che sono nel mondo sono sotto l’influsso del maligno sono in balia dell’effimero. Questa parte dell’umanità sedotta e ingannata viene incatenata dai demoni inferiori, mentre satana si occupa delle anime impegnate al raggiungimento della santità.

Un’arma fra le più insidiose che il demonio adotta, per ingannare coloro che percorrono il cammino verso l’eternità, è quella dello scoraggiamento. Per arrivare a uno stato di saldezza e stabilità nella grazia, occorrono tanti combattimenti e tante vittorie. Non si può arrivare stabili in grazia facilmente. Alcuni Santi hanno conservato per tutta la vita l’innocenza battesimale ma il più delle volte anche loro hanno avuto cadute. Ma con la conversione sono riusciti a riprendere in mano la loro vita sul cammino della perseveranza e della santità.

Dopo il fervore della conversione, arriva l’asprezza e l’aridità del combattimento spirituale. I vizi che sembravano essere vinti si riaffacciano e riprendono vigore. Proprio come satana sconfitto andò alla ricerca dei sette spiriti peggiori di lui per rinnovare l’assalto. La caduta è inevitabile.

Il demonio invita ad arrendersi, convince la persona di non essere in grado di arrivare alla vittoria. Porta alla resa di fronte al male che conquista, divora e spinge alla perdizione l’anima. È importantissimo essere umili portando a Dio la propria fragilità e la propria debolezza, ma nella consapevolezza che con il Suo aiuto possiamo vincere e lottare per respingere la forza di seduzione.

In questa luce possiamo comprendere l’esperienza di re Davide che quando è caduto in azioni gravissime (adulterio e omicidio), umilmente dice: “Dal profondo a te grido, o Signore; Signore, ascolta la mia voce. Siano i tuoi orecchi attenti alla voce della mia preghiera” (Salmo 130). Nel cammino per essere saldi in Dio, solidi nella fede e nell’osservanza dei comandamenti, è necessaria una lunga lotta che prevede delle cadute ma che è possibile vincere se umilmente ci si rimette in piedi. Si ricomincia da capo, con rinnovata energia e ottimismo della grazia. Con Gesù possiamo fare tutto, nulla è impossibile a Dio.

La superbia invece fa sì che – dopo l’impegno sul cammino di perfezione e di santità – con la caduta rovinosa non ci perdoniamo. Questo è quello che vuole il demonio perché nel disprezzo di noi stessi ci arrendiamo al male. Ogni volta che capitano questi episodi, dobbiamo rivolgerci a Dio e ammettere le nostre debolezze e la nostra fragilità. Solo dopo essere caduti più volte, Dio comincerà a far sentire la Sua grazia e la Sua forza. Questo dono viene dato solo a coloro che sono umili e non pretendono di essere loro i vincitori ma si affidano al Suo volere.

Queste cadute sono mortali se ci si arrende e diventano vittorie se umilmente si chiede perdono e si riprende la lotta. Tuttavia, la situazione di stabilità in grazia non deve creare in noi una falsa sicurezza, perché il demonio tenta di più e cerca di sviare le anime con la superbia. Bisogna stare attenti alla presunzione e alla vana gloria.

I peccatori che si pentono sono coloro che Gesù abbraccia con amore.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”