"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2024 Pagina 172 di 236

Fatima e gli errori della Russia nel mondo

 Corrispondenza romana – 1 Maggio 2024 ore 15:30

di Maria Madise

Il ruolo del gigante russo sulla scena geopolitica non può essere ignorato. Ma da quando è scoppiata la guerra con l’Ucraina, nel febbraio 2022, anche chi in Occidente si trova ben oltre i confini della Russia è consapevole della sua presenza, in un modo o nell’altro.

Nel corso degli ultimi due anni, un numero crescente di conservatori occidentali, e di cattolici, è diventato più simpatizzante della Russia e della sua attuale leadership che dei propri governanti. Queste persone, che tengono in giusta considerazione la morale, essendo insoddisfatte dei loro leader liberali, sia politici che ecclesiastici, vedono in Putin almeno un uomo autorevole con idee chiare per la propria nazione, a prescindere dai suoi difetti. Di fronte agli attacchi incessanti alla fede e alla morale cristiana in Occidente, sono pronti a mettere da parte quasi mille anni di scisma russo, concentrandosi invece sulla riserva di valori cristiani che vedono nella religione “ortodossa”. Ma è la debolezza dell’Occidente, non la forza dell’Oriente, a favorire queste inclinazioni.

Inoltre, l’Ortodossia orientale sembra soffrire proprio del medesimo tipo di dolorosa tensione interna vissuta anche dai cattolici in Occidente. In un recente saggio, “Chi custodisce i guardiani?” (Rev. Dr. John Behr, Public Orthodoxy, 24 April 2024) il dottor John Behr, Professore Regio di Umanistica presso l’Università di Aberdeen, ha descritto le ragioni della riluttanza dei leader ortodossi a sfidare l’idea del Russkii mir (Mondo Russo ndt.), promossa il 27 marzo al Consiglio Mondiale del Popolo Russo dal Patriarca di Mosca Kirill attraverso una “guerra santa”. Citando l’arcidiacono John Chryssavgis, il dottor Behr si chiede se la loro riluttanza derivi da «un’angosciosa, anche se non dichiarata, presa d’atto che anche loro sono fondamentalmente afflitti dalle stesse vulnerabilità e dagli stessi difetti». L’arcidiacono Chryssavgis si chiede poi: «Quante Chiese ortodosse tendono alla glorificazione della nazione e dello Stato? Quante nazioni a maggioranza ortodossa confondono l’adorazione di Dio con il saluto alla bandiera? È possibile che la maggior parte, se non tutte, le Chiese ortodosse siano in realtà molto più vicine di quanto possano ammettere alla perversa ideologia russa?».

Mentre si va delineando una situazione sempre più complessa a livello mondiale, siamo chiamati ad elevarci dal punto di vista meramente geopolitico ad una prospettiva soprannaturale. L’apparizione della Madonna a Fatima, alla vigilia della Rivoluzione d’Ottobre del 1917, non può essere disgiunta da tale prospettiva.

A Pasqua, nel maggio 1917, la Prima Guerra Mondiale aveva reso l’Europa simile a un’anticamera dell’inferno, come ha osservato lo storico americano Warren Carroll in un eccellente libretto intitolato (1917: Red Banners, White Mantle, Christendom Press, 1981). Papa Benedetto XV parlò di un “suicidio dell’Europa civile” e il 5 maggio 1917 si appellò alla Regina della Pace con le seguenti parole: «A Maria, dunque, che è la Madre della Misericordia e onnipotente per grazia, salga l’appello amorevole e devoto da ogni angolo della terra – dai nobili templi e dalle più piccole cappelle, dai palazzi reali e dalle dimore dei ricchi come dalle capanne più povere – dalle pianure e dai mari insanguinati. Che porti a Lei il grido angoscioso delle madri e delle mogli, il lamento dei piccoli innocenti, i sospiri di ogni cuore generoso: affinché la Sua tenerissima e benigna sollecitudine sia commossa e la pace che chiediamo sia ottenuta per il nostro mondo agitato».

Otto giorni dopo, il 13 maggio, la Madonna venne di persona, apparendo in un campo di Cova da Iria, in Portogallo, a tre pastorelli, Lucia e i suoi due cugini, Giacinta e Francesco. La Santissima Vergine diede loro istruzioni per far trionfare il Suo Cuore Immacolato, affinché fosse concesso un periodo di pace al mondo devastato dalla guerra. In primo luogo, la preghiera – in particolare il Santo Rosario; in secondo luogo, la riparazione per i peccati e gli oltraggi perpetrati contro i Santi Cuori di Gesù e di Maria; in terzo luogo, la Madonna chiese che la Russia fosse consacrata al Suo Cuore Immacolato.

«Se le mie richieste saranno ascoltate, – disse– la Russia si convertirà e ci sarà la pace; altrimenti, diffonderà i suoi errori in tutto il mondo, causando guerre e persecuzioni della Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno annientate».

La consacrazione della Russia in modo tempestivo si è rivelata un compito difficile che ha portato a notevoli controversie negli anni successivi. A prescindere dai meriti che si possono attribuire ai tentativi di consacrazione apparentemente incompleti o ritardati, non si può negare che la Russia abbia diffuso i suoi errori in tutto il mondo e che, a tutt’oggi, non si sia convertita.

L’errore principale della Russia si rivelò essere il comunismo, un progetto rivoluzionario per costruire un mondo senza Dio, che ha conquistato territori più a ovest di quanto l’Armata Rossa abbia mai potuto fare. La diffusione dell’ateismo materialista, il crollo delle norme morali e la legalizzazione dell’aborto e dell’omosessualità – peccati che gridano vendetta al cielo – sono tutte prove del suo successo. Il suo affronto a Dio è dimostrato dall’intervento stesso della Madonna, che nel 1917, non è scesa dal cielo per condannare la massoneria, il globalismo o l’Islam. È apparsa per condannare il comunismo.

L’obiettivo del comunismo era quello di ridefinire tutte le strutture sociali per escludere Dio. E per farlo doveva innanzitutto abolire la famiglia, che riflette l’ordine divino.

La famiglia è il luogo in cui la vita umana viene generata, nutrita e protetta. A livello naturale, dà uno scopo alla vita umana. Il modo più efficace per controllare una nazione è attaccare i suoi figli. Catturando i loro cuori e le loro menti, si decide il futuro di un Paese. I comunisti sono stati i primi a bramare il diritto dei genitori di educare i propri figli.

Nel Manifesto del Partito Comunista (1848), Karl Marx e Friedrich Engels difesero il loro slogan “Abolizione della famiglia!” con queste parole: «Ci accusate di voler fermare lo sfruttamento dei bambini da parte dei loro genitori? Di questo crimine ci dichiariamo colpevoli». (Manifesto del Partito Comunista, capitolo II, 1848).

L’approccio “scientifico” dei marxisti alla famiglia negava la legge naturale a cui è soggetta la natura umana. Secondo loro, la materia, animata dal movimento e dal progresso, è tutto ciò che esiste. La famiglia è quindi un assetto sociale transitorio che, col tempo, lascerà il posto a una forma superiore di società – una società di veri eguali che godono di risorse comuni, dove le donne non sono più oppresse dagli uomini né i bambini “sfruttati” dai genitori.

Non appena i bolscevichi presero il potere in Russia nell’ottobre 1917, poche settimane dopo l’ultima apparizione di Nostra Signora a Fatima, lanciarono il loro programma di abolizione della famiglia.

Nel dicembre 1917 fu introdotto il divorzio, sancito dal Codice di Famiglia del 1918, che poteva essere facilmente ottenuto “senza motivo”. Nel 1920, la Russia sovietica divenne il primo Paese al mondo a legalizzare l’aborto, scatenando un flagello che ha distrutto più vite di tutte le guerre della storia umana.  L’istituzionalizzazione totale dell’istruzione costituiva una parte cruciale del programma comunista. Nel 1920, Aleksandra Kollontai, una donna molto influente nel partito bolscevico e primo Commissario del Popolo per il benessere, scrisse in Kommunistka: «La società comunista si assumerà tutti gli oneri legati all’educazione di un bambino» (Alexandra Kollontai, “Communism and the Family”, Kommunistka, n. 2, 1920).

Nel 1922, la prostituzione e l’omosessualità furono eliminate dal Codice penale.

La rivoluzione politica del regime bolscevico fu accompagnata dalla preparazione della rivoluzione culturale, che fin dall’inizio fu soprattutto una rivoluzione sessuale. L’obiettivo era quello di ridefinire non solo la società, ma la stessa natura umana.

Come ha sottolineato il prof. Roberto de Mattei, l’Istituto Marx-Engels di Mosca aveva legami con organismi analoghi in Germania, come ad esempio l’Istituto per la ricerca sessuale (Institut für Sexualwissenschaft) del dottor Magnus Hirschfeld, fondato nel 1919, con l’obiettivo di normalizzare l’omosessualità ( “A history of revolutions and their consequences for the family”, discorso tenuto in occasione del Rome Life Forum, 18 maggio 2017).

Nel 1929, la leadership sovietica invitò Wilhelm Reich a Mosca per tenere una serie di conferenze. Reich era un allievo di Sigmund Freud, la cui piattaforma ideologica contrapponeva alla morale cristiana – basata sul sacrificio e sulla carità verso il prossimo – l’edonismo basato sul piacere individuale. Reich sosteneva la “cancellazione” della famiglia e il passaggio da atteggiamenti “sessuo-negativi” ad atteggiamenti “sessuo-positivi” nella società.

Reich era anche un ammiratore di Vera Schmidt, la cui Detkski Dom – “casa dei bambini” – a Mosca conduceva esperimenti psicoanalitici e sessuali con bambini piccoli. Reich lodò questo lavoro come una conferma della sessualità infantile. Tali “scoperte”, sviluppate dagli esperimenti criminali di Alfred Kinsey negli Stati Uniti un paio di decenni più tardi (Riportati nei cosiddetti Kinsey Reports: Sexual Behavior in the Human Male, 1948 e Sexual Behavior in the Human Female, 1953), hanno contribuito a formare l’idea fondamentale dei programmi di educazione sessuale, promossi dai governi nazionali e dalle agenzie delle Nazioni Unite in tutto l’Occidente odierno, ovvero che i bambini hanno inclinazioni sessuali fin dalla nascita (Si vedano, ad esempio, Judith Reisman, Kinsey, Crimes & Consequence, 2004 e Stolen Honor, Stolen Innocence 2013).

Mentre gli architetti della rivoluzione sessuale avevano potenti alleati tra i dirigenti del regime comunista (come Leon Trotsky), Joseph Stalin vide in essa una minaccia al suo potere politico. Aveva bisogno di una Russia forte e per questo motivo ribaltò molte delle leggi anti-familiari introdotte dal regime: il divorzio divenne complicato e l’aborto illegale; le relazioni omosessuali tornarono a essere un reato.

Respinti da Stalin, gli ideologi della rivoluzione sessuale fuggirono nella Germania di Weimar, dando vita alla cosiddetta Scuola di Francoforte, dove continuarono il loro lavoro come think tank di scienziati sociali marxisti. Da lì, questi intellettuali si diressero negli Stati Uniti, dove occuparono posizioni chiave in università come Harvard, Columbia, Princeton, Berkeley e altre istituzioni che da allora hanno formato la maggior parte dei leader civili e politici americani.

È per questo motivo che le politiche promosse oggi in Occidente ricalcano il comunismo. Questi sono gli errori della Russia, non il patrimonio dell’Occidente.

Gli ideologi sessuali dell’Occidente oggi continuano fedelmente a portare avanti l’ideale comunista della società senza Dio. Si tratta di una rivoluzione culturale continua e paziente, che si concentra sull’istruzione, sui media e sulla cultura popolare. Tuttavia, rimane comunista: cerca ancora di distruggere l’ordine naturale ridefinendo la natura umana; continua ad annullare le strutture sociali basate sulla famiglia e sulle norme morali della legge naturale; i diritti dei genitori come educatori primari dei loro figli sono minati e attaccati; l’innocenza dei bambini è sistematicamente distrutta nelle scuole da un indottrinamento sessuale che mira a rompere la loro riserva naturale attraverso la volgarità e la promozione di pratiche immorali, soprattutto l’omosessualità.

L’odierno “politically correct” può essere ricondotto alla Scuola di Francoforte. Il suo obiettivo era quello di conformare tutto il linguaggio, i pensieri e i comportamenti ai principi del marxismo culturale, creando un nuovo codice morale che etichettasse qualsiasi espressione della morale cristiana come “crimine d’odio”. In questo modo il problema è rappresentato da chi non accetta l’omosessualità, piuttosto che da chi cerca di imporla al pubblico; la minaccia è costituita dai genitori che non accettano l’idea che il proprio figlio sia nato in un corpo sbagliato, piuttosto che da chi indottrina i bambini con l’ideologia gender, e così via.

Gli autori della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (UDHR) del 1948 hanno riconosciuto molti dei problemi del marxismo culturale a livello naturale e hanno cercato di offrire una risposta laica. La UDHR difende la vita e i diritti dei genitori, poiché alla fine della Seconda Guerra Mondiale era evidente che un padre di famiglia non può essere un cittadino libero se non governa la propria casa e deve competere con lo Stato per la formazione delle coscienze dei propri figli.

Nell’ONU di oggi si tiene poco conto dei suoi documenti fondativi e si promuove invece la visione marxista dell’educazione da parte dello Stato. La lobby del controllo demografico ha assunto un ruolo di primo piano nella definizione dei programmi di educazione sessuale e delle politiche familiari internazionali. Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, l’Agenda globale 2030, ad esempio, esercitano una pressione schiacciante sugli Stati membri affinché «garantiscano l’accesso universale ai servizi di assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva, compresi quelli per la pianificazione familiare, l’informazione e l’educazione, e l’integrazione della salute riproduttiva nelle strategie e nei programmi nazionali» (Obiettivo 3.7).

Ciò significa accesso universale alla contraccezione, all’aborto, alla promozione dell’omosessualità e all’indottrinamento dei bambini nelle scuole – in altre parole, la distruzione istituzionalizzata della famiglia.

Naturalmente ogni cattolico deve opporre resistenza a tutto questo. Ma non si può farlo abbracciando una falsa alternativa. Non si tratta di preferire un’agenda globale a un’altra o di schierarsi con una di esse, rifiutando l’altra. Si tratta piuttosto di scegliere la dottrina della Chiesa cattolica rispetto alla quale tutte le visioni del mondo devono essere giudicate.

L’Occidente non è i suoi leader né i valori liberali che essi proclamano. Il vero Occidente è la cristianità, la fede e la cultura plasmate dagli insegnamenti della Chiesa cattolica, dei suoi santi e martiri. Attualmente, questo Occidente sembra essere stato cancellato, ma è stato solo eclissato. Dietro le ombre, il sole rimane. Non dobbiamo cercare di sfuggire all’eclissi a costo di rinunciare al sole.

La necessità di ricostruire la Russia dopo la devastante perdita di manodopera e lo sconvolgimento sociale della guerra rese inevitabile l’introduzione da parte di Stalin di leggi per incoraggiare il matrimonio e la natalità. Tuttavia, nonostante queste “buone politiche”, la storia non lo considera un leader favorevole alla famiglia. Al contrario, lo ricorda come un dittatore responsabile di un sanguinoso terrore che è costato milioni di vite umane. Questo esempio dovrebbe far suonare un campanello d’allarme per coloro che esaltano gli attuali leader russi per la promozione di politiche a favore della vita e della famiglia rifiutate dalle loro controparti occidentali.

Analizzando le conseguenze del comunismo, David Satter sostiene che «la Russia di oggi è perseguitata da atti non esaminati e parole non dette, da siti che non sono stati riconosciuti e da fosse comuni che sono state commemorate parzialmente o per niente […]. L’incapacità di affrontare le implicazioni morali dell’esperienza comunista, tuttavia, ha fatto sì che non fosse possibile un vero cambiamento in Russia. La psicologia del dominio statale è rimasta intatta per influenzare la nuova Russia post-comunista» (It Was A Long Time Ago And It Never Happened Anyway: Russia and the Communist Past, Yale, 2012, p. 300). Finché la Russia rimarrà perseguitata dai suoi errori – finché la Russia sarà scismatica, anticattolica e comunista – non potrà guarire le ferite che i suoi errori hanno inflitto all’Occidente.

San Pio X diceva: «Il desiderio di pace è certamente un sentimento comune a tutti, e non vi è alcuno che non la invochi ardentemente. La pace, tuttavia, una volta che si rinneghi la Divinità è assurdamente invocata: dove è assente Dio, la giustizia è esiliata; e tolta di mezzo la giustizia, invano si nutre la speranza della pace» (Pio X, E Supremi, n. 7). Il mondo secolarizzato, che oggi avvolge sia l’Occidente che l’Oriente, dice di volere la pace ma dimentica di aver dichiarato guerra a Dio sfidando le leggi che Egli ha scritto nel cuore dell’uomo. Il messaggio di Fatima ci ricorda che non ci sarà pace se prima non ci sarà la conversione. L’avvertimento che valeva per la Russia nel 1917 deve ora essere ascoltato in tutto il mondo, che ha adottato gli errori comunisti come propri. Non ci può essere pace duratura senza giustizia, ma questo significa che non ci può essere vera pace prima che le nazioni tornino a essere cattoliche.

Fonte: https://voiceofthefamily.com/the-errors-of-russia/

🔴LIVE VIDEO🔴INCONTRO DI P. LIVIO CON VICKA E JAKOV VEGGENTI DI MEDJUGORJE {2014}

Loading the player...

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sul Rosario che è l’arma della vittoria

Cari amici, il mese di maggio è particolarmente legato al Cuore Immacolato di Maria, è il mese mariano per eccellenza. La preghiera del Rosario ha una lunga storia nella pietà cristiana, ma nel corso dei secoli è diventata un’arma spirituale nelle mani dei mariani. Un’arma con la quale si sono vinte le guerre di difesa dall’Islam, che tentava di conquistare l’Europa.

Nei tempi moderni con le apparizioni della Madonna a Fatima, il Santo Rosario è diventato un’arma per fermare le guerre. Infatti, a Fatima la Gospa ha insegnato ai bambini la recita del Santo Rosario perché la guerra finisse quanto prima. Soprattutto, nelle apparizioni della Regina della Pace a Medjugorje esso è diventato l’arma invincibile. Con la preghiera e con il digiuno, le rinunce e i fioretti si possono fermare le guerre per quanto disastrose esse siano.

Satana ha in mano armi per distruggere il mondo, la Madonna ha messo in mano nostra un’arma facile, accessibile a tutti, che si può portare in tasca e in mano: «Con il Rosario vincerete tutti gli ostacoli che Satana, in questo momento, vuole procurare alla Chiesa cattolica» (25 giugno 1985); «Cari figli, rivestitevi dell’armatura contro Satana e vincetelo con il Rosario in mano» (8 agosto 1985). Satana è colui che vuole l’odio e la guerra, colui che miete le anime, che distrugge la fede. Siamo muniti dell’arma, ma solo Dio sa quanti la useranno: «Figlioli, quanto avete risposto alla mia chiamata, Dio sa» (25 settembre 2018).

Sarebbe restrittivo limitare l’uso del Rosario in funzione della pace, per quanto sia un problema importante. Ma il problema più grande è la perdita delle anime. Nel 1991 la Madonna dette un Messaggio drammatico, quando cadde l’unione sovietica. In previsione di questo evento, Maria disse: «Cari figli, anche oggi vi invito alla preghiera, ora come non mai, da quando il mio piano ha cominciato a realizzarsi. Satana è forte e vuole disturbare i miei progetti di pace e di gioia e farvi pensare che mio Figlio non sia forte in ciò che ha deciso. Perciò vi invito, cari figli, a pregare e a digiunare ancora più intensamente. Vi invito a qualche rinuncia per la durata di nove giorni, affinché con il vostro aiuto si realizzi tutto ciò che voglio realizzare secondo i segreti iniziati a Fatima. Vi invito, cari figli, a comprendere l’importanza della mia venuta e la serietà della situazione. Voglio salvare tutte le anime e presentarle a Dio. Perciò preghiamo affinché tutto quello che ho cominciato si realizzi completamente. Grazie per aver risposto alla mia chiamata» (25 agosto 1991).

Dobbiamo pensare che il Cielo ha una visione diversa. Ha una gerarchia di preoccupazioni diverse dalle nostre. La nostra prima preoccupazione è la vita sulla Terra, il futuro dell’umanità. Il Cielo invece, sa che Cieli e Terra passeranno, ma le anime eterne non passeranno. Quindi, la prima preoccupazione del Cielo è la salvezza delle anime.

Il Santo Rosario ha una funzione estremamente efficace in questo senso, è un’arma di battaglia che ha come primo obiettivo la salvezza eterna delle anime. Questo ci riguarda personalmente. La recita del Santo Rosario con i quattro Misteri è una panoramica meravigliosa dell’opera della Redenzione. Nel Santo Rosario è racchiusa tutta l’opera della Redenzione, dal momento in cui il Verbo si è fatto carne nel grembo della Vergine Maria e alla gloria degli angeli e dei Santi, con il giudizio finale e la Resurrezione della carne.

Se recitiamo il Rosario con attenzione ai Misteri, fortifichiamo straordinariamente la nostra fede. Non si tratta solo di recitare ma di vivere il Rosario, con i suoi Misteri. Ogni Mistero ha una pienezza che riguarda l’opera della Redenzione in generale e che riguarda la nostra collocazione all’interno di essa. Si può applicare ogni Mistero a se stessi.  Chiediamo a Maria la grazia di dire il nostro Sì alla missione che Dio ci ha dato. Pensiamo al secondo Mistero e alla sollecitudine con cui Maria è andata a portare la buona novella e il Verbo. Chiediamo di essere zelanti come Lei per portare Gesù alle anime. Continuiamo con il terzo Mistero e la gioia per la nascita di Gesù nella grotta di Betlemme. La nostra anima diventa il grembo che accoglie Gesù, diciamo il nostro Sì a Lui, con Maria, gli angeli e i Santi in Cielo per tutta l’eternità.

Applichiamo tutti i Misteri o con intenzioni che riguardano il mondo, la Chiesa o a noi stessi, rivivendo ogni Mistero. Dicendo il Rosario intero ogni giorno, si rivisitano tutti i Misteri . Questo appuntamento quotidiano diventa così un percorso spirituale nell’opera della Redenzione, rivivendo quello che Gesù e Maria hanno vissuto. Si riversano i frutti sul mondo e sulla Chiesa.

Ogni Mistero può diventare qualcosa di straordinario, uno squarcio di vita spirituale di inestimabile valore. Con perseveranza, senza cedere alla stanchezza, vivendo in questa situazione ci si fortifica enormemente. Ogni Mistero diventa una fonte di grazia, un invito al rinnovamento, a fare i propositi, diventa un appuntamento a cui non si può rinunciare. Se ci sono le abitudini del corpo, ci sono anche le fami dell’anima che si rafforzano man mano che viene alimentata dai fiumi della grazia di Dio.

Oggi, siamo tutti turbati per ciò che accade, ma se tutti pregassimo il Santo Rosario per la pace nel mondo, avremmo la pace nel mondo. Quando è scoppiata la guerra in Bosnia, la Madonna disse: «Cari figli, io desidero che voi capiate quanto è seria la situazione e che molto di quello che accadrà dipende dalla vostra preghiera» (25 luglio 1991). Dopo tre anni, la guerra non finiva ma diventava sempre più devastante. Allora Maria nel Messaggio disse: «Voi parlate, ma non vivete: è per quello, figlioli, che questa guerra dura così a lungo» (25 ottobre 1993). Quando arrivò il quarto anno invece: «Cari figli, oggi vi ringrazio per le vostre preghiere. Voi tutti mi avete aiutata a far sì che questa guerra finisca il più presto possibile» (25 febbraio 1994).

Armiamoci del Santo Rosario per la nostra vita spirituale perché insieme all’Eucarestia, alla Parola di Dio, ai Sacramenti che viviamo, esso è una fonte della grazia. Teniamo sempre con noi la Corona del Rosario, preghiamo dappertutto. Riempiamo di preghiere le nostre giornate, non c’è nulla di più bello e Santo, che ci porta al cuore stesso della Redenzione. Nel mese di maggio non stanchiamoci mai di recitare il Santo Rosario.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

«LA CHIESA ORTODOSSA È PEGGIO DI PUTIN E VI SPIEGO PERCHÉ»

Intervista a Don Stefano Caprio

30/04/2024  – Famiglia Cristiana

La sospensione di due sacerdoti “dissidenti” è solo l’ultimo atto di una Chiesa sempre più contigua al regime dello “zar”, come ci racconta don Stefano Caprio, che parla anche della morte di Navalny, di come potrebbe finire il conflitto in Ucraina e di quanto sia urgente una nuova rinascita religiosa per Mosca

Matteo Menegol

L’ultimo atto è stata la sospensione, decisa dal patriarca di Mosca Kirill, di due sacerdoti, Dmitry Safronov, con l’accusa di aver celebrato una funzione in memoria di Alexei Navalny a 40 giorni dalla morte del dissidente russo, e Alexander Vostrodymov, reo di aver condiviso sui propri profili social alcune riflessioni cristiane sulla pace. Da questi “capi d’imputazione” si evince non soltanto quali siano i tabù del governo russo, ma anche quanto marcata sia la contiguità della Chiesa ortodossa col regime di Vladimir Putin. Ne abbiamo parlato con don Stefano Caprio, docente di storia, filosofia, teologia e cultura russa che ha vissuto per diverso tempo a Mosca.

Don Stefano, partiamo dall’attualità: la sospensione dei due sacerdoti può sfociare in un arresto?

«Nel caso di Dmitry Savfronov, che ha celebrato una Messa in memoria di Navalny, si tratta di una misura puramente ecclesiastica, la cui durata, peraltro, è ancora imprecisa, ma potrebbe arrivare fino a tre anni. Al momento, parliamo di un trasferimento in un’altra parrocchia dove non potrà celebrare alcuna funzione, ma soltanto fare il cantore o il lettore. Il significato, semmai, sta nel fatto che quella preghiera era rivolta a Navalny. Per quanto riguarda Vostrodymov, essendo stata avviata anche un’indagine, potrebbe ricevere una multa, ma non credo che si arriverà all’arresto».

C’è la possibilità che a entrambi venga tolto il sacerdozio?

«Sul piano ecclesiastico, sì. Lo stesso patriarca Kirill ha minacciato l’utilizzo di questa misura per coloro che si rifiutano di recitare la preghiera per la vittoria russa nella guerra in Ucraina. Vostrodymov si è limitato ad alcune riflessioni sulla pace, ma nel caso di Safronov l’essersi rifiutato di recitare quella preghiera, peraltro in una funzione in memoria di Navalny, credo che gli faccia correre questo rischio».

Quanti casi di dissidenza all’interno della Chiesa russa si sono registrati dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina?

«All’inizio del conflitto, ci fu la lettera sottoscritta da 300 sacerdoti contrari all’invasione. Diverse decine di loro vennero posti sotto osservazione».

Questo cosa implica?

«Si apre un procedimento presso il Tribunale ecclesiastico della singola diocesi. In certi casi si arriva direttamente al Tribunale di Mosca del patriarcato, come nel caso di Aleksei Uminsky, immediatamente ridotto allo stato laicale e costretto a fuggire in Lituania, dov’è stata aperta una sezione del patriarcato di Costantinopoli, che accoglie tutti i preti russi contrari alla guerra».

Ci sono stati altri preti costretti alla fuga?

«Alcuni sono andati all’estero, altri ci hanno provato. Altri ancora, invece, sono in bilico: preferiscono non esporsi troppo perché hanno una famiglia…».

E il governo russo quanto incide su questo?

«In Russia esiste un vero e proprio gemellaggio, una “sinfonia” come la chiamano loro, tra lo zar e il patriarca. E nonostante le proteste e i dissidi, ormai è diventato impossibile rovesciare il sistema. Anche a livello ecclesiastico. C’è una forte manipolazione delle coscienze per cui la Chiesa ortodossa sostiene la propaganda di Stato per dimostrare che la Russia è il bersaglio dell’Occidente e, per questo, tutti devono contribuire alla causa per difendere i valori tradizionali».

Nemmeno con la morte di Navalny, che pure ha scosso parecchie coscienze, c’è stato un sussulto nella Chiesa russa?

«Assolutamente no. Peraltro, a differenza di Putin, che a un certo punto si è trovato costretto a giustificare l’accaduto, senza ovviamente assumersene la responsabilità,  il patriarcato moscovita ha ignorato tutta la vicenda. Non ha mai detto una parola, neanche dopo la morte di Navalny».

Vuole dire che, da questo punto di vista, la Chiesa ortodossa è peggio di Putin?

«Certo che sì. Parliamo di una struttura che vigila ormai sull’aspetto ideologico e, dunque, anche per non dare segnali di cedimento, non può né deve dire alcunché a riguardo».

Possiamo quindi affermare che la Chiesa ortodossa è la cassa di risonanza della propaganda putiniana?

«In un certo senso, sì. Con l’avvento di Putin al potere, la Chiesa ispirò la popolazione russa attraverso concetti come difesa, sovranità e identità. Poi, quando Putin ha deciso di prendere in mano la situazione in modo aggressivo, prima con l’invasione della Georgia e poi dell’Ucraina, si è limitata a fare da eco alla sua propaganda, aggiungendo giustificazioni di natura religiosa».

E non è mai stato possibile ribellarsi a quella violenza?

«A dire il vero, Kirill inizialmente non appoggiò Putin. Il momento più clamoroso fu l’annessione della Crimea nel 2014: il patriarca non partecipò ai festeggiamenti. Questa sua contrarietà derivava dal fatto che capì il rischio, in quel frangente, di inimicarsi l’Ucraina, dove la Chiesa ortodossa è molto più popolare e radicata. Anche all’inizio dell’invasione del 2022 sembrava non volersi esporre più di tanto, optando per il silenzio. Una settimana più tardi, però intervenne per ribadire la difesa contro l’Occidente».

A proposito del conflitto in Ucraina, come pensa che si potrà risolvere la questione?

«Ci sono tre possibilità. La prima è che la Russia riesca a sfondare e a vincere del tutto: non credo che riuscirà a conquistare l’intera Ucraina, ma sicuramente a rivendicare i territori occupati perché, in questo momento, la guerra è a suo favore. Una seconda opzione è che, messa alle strette, decida di scatenare la Terza guerra mondiale utilizzando armi nucleari, cosa che, tuttavia, mi pare gli stessi russi vogliano evitare. La terza variante è che non ci saranno vinti o vincitori, ma una situazione di stallo, una specie di guerra fredda che potrà durare decenni come accadde con Breznev alla fine della Seconda guerra mondiale».

Per un cambiamento nella Russia del futuro, pensa che sarà la Chiesa ortodossa dall’interno o quella cattolica da fuori a giocare un ruolo decisivo?

«Temo che la Chiesa cattolica avrà un ruolo molto ridotto, perché rappresenta una minoranza in Russia. Non ha grande capacità d’influenza e, per sopravvivere, è costretta talvolta a sottomettersi un po’a quella ortodossa. Quest’ultima, sebbene completamente squalificata così com’è, ha un grandissimo peso. Per cambiare occorrerebbe tornare alla situazione che c’era alla fine dell’Urss, quand’era guardata male proprio per l’appoggio che dava alle politiche sovietiche. Bisogna attendere una nuova rinascita religiosa, perché, ad oggi, non esiste alcuna alternativa in Russia».

Medjugorje: i tre giorni della salvezza – Catechesi a cura di Padre Livio – Puntata 13

Loading the player...

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Loading the player...

☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

“Nella Chiesa vedo che molti pensano che Lei sia un po’ matto”

Caro Padre Livio,

ho ascoltato la sua trasmissione di questa mattina, come quelle di ogni giorno; io vedo che nessuno ci crede o poche anime umili e semplici; anche nella Chiesa vedo che molti pensano che lei sia un po’ matto, un po’ fissato e mi dispiace perché io le credo davvero.

Penso che proprio per questo abbiamo bisogno dello Spirito Santo che insieme a Maria credo verrà nel tempo dei segreti per aprire le nostre menti e i nostri cuori, io intendo in questo senso l’illuminazione di cui si parla in altre apparizioni anche di santi, anche se magari non nelle modalità in esse descritte.

E questi veggenti di Medjugorje, tutti e sei e da tutti questi anni, miei coetanei, ma chi glielo fa fare, se non è vero? Basta questo per credere!

Eppure la nostra intelligenza e soprattutto quella dei giovani è piena di scientismo e di modernismo, anche le persone più ricche di fede fanno fatica a credere, siamo come quel cieco che manco chiedeva la guarigione, Gesù stesso gli ha buttato il fango sugli occhi per guarirlo, lui non sapeva di essere cieco e così questa generazione.

Io prego ogni giorno perché il Signore ci mandi il suo Spirito, ci apra gli occhi e il cuore, Gesù stesso nel vangelo ci invita a  chiederLo al Padre.

“Vieni Santo Spirito, vieni per Maria!”

Grazie Daiana


Cara Daiana,

non è che mi dispiaccia di essere ritenuto un po’ matto, anzi a volte lo penso anch’io, diversamente non farei quello che faccio ogni giorno, ormai da quasi quarant’anni, qui a Radio Maria.

Sono matto, ma sono felice e ringrazio la Gospa per la pazzia che mi ha donato in abbondanza e con la quale spero di raggiungerLa in paradiso.

Perciò sii benvenuta nel nostro Club di candidati al TSO cara Daiana!

Ti assicuro che non ti pentirai né tu né i tuoi figli né i figli dei tuoi figli.

Ave Maria

Padre Livio

🔴LIVE VIDEO🔴INCONTRO DI P. LIVIO CON VICKA VEGGENTE DI MEDJUGORJE {1988}

Loading the player...

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

E ogni giorno la sua forza è sempre più forte attraverso coloro che hanno scelto la morte e l’odio”. Con queste parole la Madonna ci avverte che si sta preparando il regno dell’Anticristo.

Buongiorno carissimo Padre.

Ieri, ascoltandola, in particolare quando ha detto che i segreti sono sempre più vicini, non ho potuto fare a meno di pensare che, prima ancora dei segreti, è vicino a noi il regno dell’Anticristo.

Almeno questo è quanto mi suggeriscono le parole della Gospa riportate nell’oggetto.

Infatti credo, e la prego di correggermi se sbaglio, che prima sorgerà il regno dell’Anticristo e poi, proprio in conseguenza delle scelte e delle azioni intraprese da quest’ultimo, si manifesteranno gli eventi dei segreti, che serviranno per debellare la sua forza e liberarci dal suo giogo.

Insomma, come per il faraone in Egitto, quando il potere dell’Anticristo giungerà al culmine e scatenerà la massima persecuzione, Dio interverrà per infrangerlo.

Dio interviene sempre all’ultimo momento, sia per mettere alla prova la nostra fede, sia per dare tempo e modo al buon grano di distinguersi e separarsi dalla zizzania.

Inoltre, la ripetizione delle parole FORTE, FORZA e poi di nuovo FORTE da parte della Madonna mi ha suggerito l’idea di un concatenarsi veloce di eventi che, inaspettatamente da parte nostra, ma ben chiaro nella visione celeste, porteranno, nel giro di poco tempo, ad un progressivo sconvolgimento dell’assetto mondiale, sia sul piano politico (non a caso quest’anno è caratterizzato dalle elezioni), sia sul piano bellico (la situazione in Medio Oriente è sempre più in bilico).

Non mi stupirei se già il prossimo anno si manifestassero i primi due segreti…

Cerchiamo rifugio sotto i sacri manti della Santa Vergine Maria e di San Giuseppe.

Un caro saluto.

                          Monica di Baldissero. 


Cara Monica,

sappiamo come la tematica dell’Anticristo sia di radice biblica e appartenga anche all’insegnamento della Chiesa che mette in guardia dalla “massima impostura religiosa che  è quella dell’Anti-cristo, cioè di uno pseudo messianismo in cui l’uomo glorifica se stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne”( C.C. C. 675)

Questo è esattamente quello che abbiamo sotto gli occhi, che la Madonna stessa ci descrive nei suoi messaggi, ma che tuttavia non nomina mai espressamente nel suo piano di salvezza da Fatima a Medjugorje. Perché?

Al riguardo possiamo fare solo delle ipotesi, anche perché alcuni collocano la manifestazione dell’Anticristo alla fine del mondo, quando Cristo verrà nella gloria.

Altri invece la anticipano al momento attuale identificandolo con le due bestie, quella del potere umana assoluto e quella della falsa religione.

Altri invece identificano l’Anticristo con Satana stesso che si manifesta con la sua sacrilega volontà di dominio al posto di Dio sia ora sia alla fine del mondo. Questa prospettiva mi sembra più coerente con la Sacra Scrittura, in particolare con l’Apocalisse.

In ogni caso dobbiamo partire dalla realtà che la Madonna ci rivela ed è quella del mondo nel quale viviamo  che  non vuole Dio e che rifiuta Cristo. Dobbiamo quindi aspettarci il Regno dell’Anticristo un un futuro ravvicinato?

Lo sostiene Maria Valtorta con una rivelazione da brivido, nella qual precisa che già nel 1943 erano vivi alcuni che avrebbero visto la manifestazione dell’Anticristo. Ecco le sue parole:

 “Del resto a voi non tocca gustare quell’orrore e perciò… Non vi resta che pregare per coloro che lo dovranno subire, perché la forza non naufraghi in essi e non passino a far parte della turba di coloro che sotto la sferza del flagello non conosceranno penitenza e bestemmieranno Iddio in luogo di chiamarlo in loro aiuto. Molti di questi sono già sulla Terra e il loro seme sarà sette volte sette più demoniaco di essi.” (Quaderni del 1943 – Cap. 96).

Da molti segni possiamo ipotizzare che l’impostura anti-cristica sia in preparazione. La Madonna non ne parla esplicitamente perché fa parte del silenzio sui segreti ormai prossimi. Lascia che siamo noi a fare discernimento.

Chi vivrà vedrà. Ma guai a quelli che si troveranno nella parte sbagliata.

Ave Maria

Padre Livio

Pagina 172 di 236

Radio Maria ETS - Via Milano 12, 22036 Erba (Co) - CF 94023530150

Privacy policy