"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

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IL DOCUMENTO SULLE APPARIZIONI

TRASCRIZIONE DEL VIDEO ( Indicare la fonte)

Il documento sulle apparizioni conferma Medjugorje

Nel nuovo documento del Dicastero per la Dottrina della Fede, pubblicato venerdì 17 maggio 2024 ed entrato in vigore domenica 19 festa di Pentecoste, vengono aggiornate le norme per il discernimento dei presunti fenomeni soprannaturali. A mio parere questo documento (Reperibile sul Sito della Santa Sede) è molto vantaggioso per i pellegrini che vanno a Medjugorje, ed è bene farne una sintesi oggettiva e ragionata, perché purtroppo i mass-media tendono a manipolare  questo tipo di notizie, soprattutto perché il diavolo è un nemico di Medjugorje. Dobbiamo essere didattici e corretti, leggere il documento seriamente senza inquinarlo con false affermazioni, come purtroppo sta accadendo.

Questo documento sarà molto utile in vista del tempo dei Segreti quando assisteremo a numerose false apparizioni; la Regina della pace ha già detto che quelle di Medjugorje sono le sue ultime apparizioni sulla Terra e da questo documento possiamo evincere dei punti che fortificano la nostra fede nella Gospa.

Per renderne più semplice la comprensione, ho redatto sei punti chiave di questo documento.

1 .Si ritorna alla prassi dei secoli passati: se ci sono tutte le condizioni previste dal documento la Chiesa lascia la libertà di credere e promuove la devozione, il culto e i pellegrinaggi.

La prassi per cui c’è il riconoscimento da parte della Chiesa è recente, è dell’ultimo secolo e mezzo. Le apparizioni che hanno usufruito di questa procedura del riconoscimento ufficiale di soprannaturalità da parte della Chiesa sono meno di dieci. Le moltissime apparizioni del passato che hanno popolato di migliaia di santuari il mondo non hanno mai avuto quella procedura che è stata introdotta, appunto, nell’ultimo secolo e mezzo e che termina con una dichiarazione di “evento soprannaturale” da parte della Chiesa. Con questo documento è stato deciso che si ritorna al passato quando la Chiesa, di fronte agli eventi soprannaturali faceva un discernimento, vedendo se erano conformi alla Verità, considerando la vita dei veggenti e constatandone i frutti spirituali; successivamente la Chiesa stessa, non solo permetteva il culto, la devozione e i pellegrinaggi, ma li promuoveva. Questo vale per innumerevoli Santuari che ci sono in Italia e nel mondo. Tale documento, allora, ritorna alla prassi del passato. Adesso non c’è più il riconoscimento di soprannaturalità ma, se ci sono tutte le condizioni previste dal documento stesso, la Chiesa lascia liberi di credere e di promuovere la devozione, il culto e i pellegrinaggi. È quanto avviene già per Medjugorje.

2. L’Autorità Ecclesiastica non si impegna più in dichiarazioni ufficiali di soprannaturalità salvo il Papa in via eccezionale.

La Chiesa, né quella locale né quella centrale, né il vescovo né il Sant’Ufficio, non si impegna più in dichiarazioni di soprannaturalità, salvo che il Papa decida diversamente per una eccezione. A mio parere, questo punto del documento è un “suggerimento” della Regina della pace.

3. Questo significa che i fedeli possono credere alle apparizioni di Medjugorje seguire i messaggi della Madonna, andare in pellegrinaggio.

4. Significa soprattutto che nessuno può dire che per credere bisogna aspettare il riconoscimento di soprannaturalità della Santa Sede perché non lo dà più.

Questo punto è importantissimo. Molti, anche a Medjugorje recentemente, pensano che siccome la Chiesa non ha ancora riconosciuto la soprannaturalità della apparizioni non si possa credere. Questo non si può più dire, il documento parla chiarissimo. La Santa Sede non darà più il riconoscimento di soprannaturalità. La Santa Sede lascia liberi di credere.

5. Il Papa, in occasione del terzo Segreto di Medjugorje, il segno sulla collina del Podbrdo, potrebbe, data la eccezionalità dell’evento, aprire la causa di soprannaturalità.

Il Santo Padre potrà eccezionalmente pronunciarsi sulle apparizioni di Medjugorje, per esempio in occasione del terzo Segreto. Il segno sulla montagna – bellissimo, indistruttibile, durevole e che viene da Dio – è l’appuntamento che la Madonna ha dato alla Chiesa dicendo che serve a dimostrare che Lei è stata lì e che le apparizioni sono vere. Di fronte a un segno di questo genere il Santo Padre potrebbe aprire una causa di riconoscimento di soprannaturalità delle apparizioni di Medjugorje e quindi schierare la Chiesa dalla parte della Regina della pace. Non ho dubbi sul fatto che la Madonna stessa abbia messo la mano su alcuni punti di questo documento.

6. In sostanza per i fedeli della Gospa il nuovo documento rappresenta un chiarimento e un vantaggio rispetto alla situazione precedente.

Per quanto riguarda Medjugorje la Chiesa ha già fatto un lungo percorso: ha permesso il culto, la devozione, la pubblicazione dei Messaggi e i pellegrinaggi stessi. A Medjugorje la Chiesa ha già dato di fatto  il Nihil Obstat e lascia i fedeli liberi di credere. La Regina della pace ha detto: «Dite a quei sacerdoti che non credono alle mie apparizioni che io da sempre trasmetto al mondo messaggi da parte di Dio. Mi dispiace che non credono, ma non si può obbligare nessuno a credere» (Messaggio del 31 dicembre 1981).

In sostanza, a mio parere, il documento rappresenta un miglioramento e un chiarimento per quanto riguarda le apparizioni di Medjugorje. Bando alle chiacchiere infondate allora; i mass-media vogliono sistematicamente denigrare le apparizioni di Medjugorje ma il documento parla chiaro.

Come sempre la Chiesa è molto saggia nelle decisioni in cui è impegnata la massima Autorità Ecclesiastica. Si vede chiaramente che c’è un aiuto speciale di Dio

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Nel tempo dei segreti Satana vuole impadronirsi del “Papato”

Carissimo Padre Livio,

Non mi dilungo a ringraziarla per l’enorme lavoro che sta facendo per il bene delle nostre anime in questi tempi in cui molti si perdono nella confusione generale.

C’è una domanda che da tempo desidero farle, se non sono indiscreto. Lei parla come se avesse la certezza che sarà presente anche nel tempo dei segreti. Questo sembra infatti ciò che la fatto capire la veggente Vicka nell’intervista del 2006, pubblicata  sul vostro sito.

Però il tempo passa inesorabilmente. E’ sempre dello stesso parere, oppure le sue prospettive sono cambiate?

Con grande stima

Antonio da Palermo


Caro Antonio,

Ovviamente il tempo passa per tutti, anche per i veggenti e per la persona che Mirjana avrebbe scelto per rivelare i segreti. Tuttavia i  veggenti conoscono la data di ogni segreto, quindi l’inizio e la fine.

Per quanto mi riguarda seguo il consiglio evangelico di vivere giorno per giorno, nella consapevolezza che sarebbe troppo pesante aggiungere quella futura alla fatica del presente.

Nel frattempo ho maturato la convinzione che l’Italia avrà una collocazione centrale nel tempo dei segreti, che riguardano più la Chiesa che il mondo.

La nostra nazione, in particolare Roma, sarà l’epicentro della lotta scatenata da Satana per distruggere la Chiesa cattolica, i cui effetti si faranno sentire in tutto il mondo.

Gli strumenti di questo attacco saranno la Russia e l’Islam, come aveva ben chiaro San  Giovanni Paolo II.

In questo contesto mi pare provvidenziale il compito di Radio Maria, non  solo nel tempo dei segreti ma anche nel momento attuale.

Satana in particolare vuole impadronirsi del “Papato”  e noi, vivi o morti, dobbiamo impedirglielo. A ben vedere il terzo segreto di Fatima è molto eloquente al riguardo.

Ave Maria

Padre Livio

🟢LIVE🟢 : INCONTRI CON #VICKA VEGGENTE DI #MEDJUGORJE – a cura di P.LIVIO – Gennaio 1991

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I DONI DELLO SPIRITO SANTO

Caro amico, il cammino di perfezione è lungo ed aspro e per arrivare alla  meta hai bisogno delle ispirazioni e delle le illuminazioni dello Spirito Santo che silenziosamente ti conduce, con dolce fermezza.

Nel silenzio della preghiera e nella disponibilità del cuore, nel quale tacciono le passioni, lo Spirito non mancherà di farti sentire la sua voce. Sarà lui la tua guida spirituale insostituibile, che ti prenderà per mano senza mai lasciarti solo.

Lo Spirito farà fiorire i suoi santi doni, grazie ai quali la tua anima viene assimilata a Dio, come il ferro che diventa incandescente nel fuoco.

Grazie al dono della sapienza l’anima acquista uno spiccato senso soprannaturale. Vede e giudica ogni cosa non secondo il metro e la mentalità degli uomini, ma unicamente dal punto di vista di Dio.

Se hai in te la luce della sapienza, saprai vedere la mano provvidente e misericordiosa del Padre celeste anche negli avvenimenti apparentemente insignificanti della tua vita quotidiana.

Allo stesso modo la saprai scorgere anche nei grandi eventi storici, dove, al di là dell’azione degli uomini e della natura, vi è la mano dell’Onnipotente che tutto regge e governa. Imparerai così a ringraziare e a riporre sempre la tua fiducia in Dio.

Grazie al dono dell’intelletto lo Spirito Santo conduce la tua anima alla comprensione profonda delle verità della fede. Per quanto lo studio umano possa essere utile, non ti sarà mai possibile penetrare il significato profondo dei misteri  senza una luce soprannaturale che illumina la tua mente.

Quanti hanno studiato teologia, ma sono poi caduti in gravi errori! Quanti, che si sono fondati sulla scienza umana nello studio delle Scritture, si sono fermati al loro significato superficiale.

Se la tua fede progredisce e si perfeziona, riceverai il dono dell’intelletto, grazie al quale i misteri della fede ti mostreranno il loro splendore e la loro sublime bellezza.

Il dono del consiglio è quella luce che illumina il cammino di santità, impedendoti di compiere dei passi falsi, senza che tu ti sia reso conto di aver sbagliato direzione.

Devi chiederlo allo Spirito Santo, con insistenza e con cuore sincero, perché non abbia mai a confondere il male col bene e perché venga preservato dalle forme più sottili di auto-inganno.

Pensa, caro amico, in quante situazioni della vita è difficile sapere con coscienza certa ciò che è bene e ciò che è male e quale sia la volontà di Dio da compiere.

Solo la luce dello Spirito Santo, che illumina un cuore puro e aperto alla verità, ti può indicare con sicurezza la via da seguire, senza cadere nelle insidie dell’ingannatore.

Non è possibile seguire Cristo lungo la via della croce e fino alla testimonianza del martirio senza il dono della fortezza. E’ questo dono dello Spirito che ti sottrae dalla mediocrità e dalla tiepidezza della carne, per indirizzarti verso la pratica eroica delle virtù.

 Oggi il dono della fortezza è particolarmente necessario, perché il cristiano è chiamato a camminare controcorrente. Pensa a quale triste spettacolo danno vita molti cristiani che pensano e agiscono come il mondo, intruppati nel gregge del materialismo e dell’indifferentismo.

Col dono della scienza imparerai a giudicare rettamente delle creature, vedendole in rapporto al Creatore e a usarle in ordine al tuo fine ultimo, che è la vita eterna.

Il tuo occhio, illuminato dal dono della scienza, scorgerà nella natura il riflesso della divina Bellezza e, come S. Francesco, imparerà a lodarla e a glorificarla.

Tutto ti porterà a Dio. Il fiore del campo, come le mirabili realizzazioni dell’intelligenza umana. Saprai usare ogni cosa terrena per il fine ultimo, che è la salvezza eterna delle anime

Grazie al dono sublime della pietà potrai sentire che Dio è Padre, il quale ti ama con infinita tenerezza e che tu gli sei figlio, di cui egli desidera l’affetto, la dedizione, l’obbedienza e il totale abbandono.

Come il bambino nelle braccia della madre, così tu ti sentirai pieno di fiducia e di sicurezza sul cuore di Dio. Ogni paura si sarà dissolta e scoprirai che Dio è amore.

Tutti i doni dello Spirito Santo confluiscono nel santo timore di Dio. Il timore santo non è paura, ma consapevolezza che l’Onnipotente è santo e non tollera il peccato.

Con questo dono, caro amico, attenderai con “timore e tremore” all’opera della tua salvezza, cercando di essere un figlio di Dio irreprensibile, in mezzo a una generazione allo sbando, nella quale devi risplendere come un astro del cielo.

Messa a Verona, il Papa: lo Spirito Santo è il protagonista, dà coraggio e fa l’armonia

La visita di Francesco nella città veneta si chiude con la celebrazione eucaristica nello Stadio Bentegodi, alla presenza di 32 mila fedeli, tra i quali moltissimi ragazzi e giovani. A loro il Pontefice affida una riflessione sullo Spirito Santo alla vigilia della solennità di Pentecoste, invitando a riscoprire e valorizzare l’azione del Paraclito nella vita cristiana. Perché quando non lo si lascia agire, avverte, si dà spazio alle guerre e alle lotte tra fratelli

Nicola Gori – Città del Vaticano- 18 Maggio 2024

Lo Spirito Santo è il Protagonista, dà il coraggio per vivere cristianamente e fa l’armonia. In un mondo in cui lo Spirito Santo è sconosciuto anche per tante comunità cristiane, Papa Francesco ricorda la sua azione nella vita del cristiano. Ad ascoltarlo 32 mila persone, in maggioranza giovani e adolescenti, che fin dal primo pomeriggio di oggi, sabato 18 maggio, lo hanno atteso sotto il sole nello stadio Bentegodi di Verona. Tra canti, balli e cori, si sono preparati a partecipare alla celebrazione eucaristica della vigilia della solennità di Pentecoste, a conclusione della visita pastorale nella città scaligera.

Omelia interamente a braccio 

Nell’omelia, tutta improvvisata a braccio, il Papa ricorda quanto narrato negli Atti degli Apostoli, quando l’apostolo Paolo si reca nella comunità cristiana di Efeso e chiede se hanno ricevuto lo Spirito Santo. La risposta è un’ulteriore domanda: “Cos’è lo Spirito Santo?”. Ignoravano chi fosse, fa notare Francesco. E lo stesso avverrebbe forse in tante comunità cristiane se venisse posta la domanda: “cosa è lo Spirito Santo?”.

Il Pontefice ricorda anche un aneddoto simpatico. In una messa con circa 200 bambini nel giorno di Pentecoste, egli domandò: “Chi è lo Spirito Santo?”. I piccoli volevano rispondere tutti, ma invitato a farlo, uno di loro disse candidamente: “È il paralitico”. Aveva sentito “Paraclito” ma aveva detto “paralitico”.

Il Protagonista della nostra vita Tornando alla riflessione spirituale, Papa Francesco definisce lo Spirito come il “Protagonista della nostra vita”:

È quello che ci porta avanti, che ci aiuta ad andare avanti, che ci fa sviluppare la vita cristiana. Lo Spirito Santo è dentro di noi. State attenti: tutti abbiamo ricevuto, con il Battesimo, lo Spirito Santo, e anche con la Cresima, di più! Ma io ascolto lo Spirito Santo che è dentro di me? Ascolto lo Spirito che muove il cuore e mi dice: “Questo non farlo, questo sì”? O per me non esiste lo Spirito Santo?

Poi Francesco ricorda che gli apostoli erano riuniti a porte chiuse nel cenacolo perché avevano paura. Ed è in quel momento che lo Spirito Santo con la sua venuta ha cambiato loro il cuore. Così hanno avuto il coraggio di andare a predicare. Infatti, lo Spirito dà il coraggio di vivere la vita cristiana e, in questo modo, cambia l’esistenza.

Per Bergoglio non c’è età per cambiare vita: ogni momento è quello buono, perché lo Spirito può agire anche in un istante. Non serve scoraggiarsi per i propri peccati; importante è ascoltarlo affidarsi a Lui. Da qui, l’invito alla fiducia: “con un solo giorno, lo Spirito ti può cambiare la vita. Ti può cambiare il cuore”. Per questo, Francesco incoraggia i fedeli presenti a ripetere: “lo Spirito ci cambia la vita”.

Gli apostoli, che erano in preda alla paura, quando hanno ricevuto lo Spirito Santo sono andati avanti con coraggio a predicare il Vangelo. E questa è una “lezione” per tutti: tante volte, ricorda Francesco, ci sono cristiani che sono come l’acqua tiepida, né caldi né freddi, perché gli manca il coraggio. Ma non esistono altre strade per trovare coraggio: solo l’affidamento e la preghiera allo Spirito. Ancora una volta il Papa coinvolge l’assemblea dello stadio facendo ripetere: “Lo Spirito ci dà coraggio”

E poi, una cosa molto bella fece lo Spirito quel giorno della Pentecoste. C’era gente di tutte le nazioni, di tutte le lingue, di tutte le culture, e lo Spirito, con quella gente, edifica la Chiesa. Lo Spirito edifica la Chiesa. Cosa vuol dire? Che fa tutti uguali? No! Tutti differenti, ma con un solo cuore, con l’amore che ci unisce. Lo Spirito è Colui che ci salva dal pericolo di farci tutti uguali.

Siamo tutti redenti, afferma Bergoglio: tutti amati dal Padre, tutti istruiti da Gesù Cristo. E lo Spirito che fa? “C’è una parola – risponde – che spiega bene questo: lo Spirito fa l’armonia. L’armonia della Chiesa. Ognuno differente dall’altro, ma in un clima di armonia. Insieme, lo Spirito ci fa l’armonia”. Lo ripete ancora insieme con i presenti: “Lo Spirito ci fa l’armonia”.

Il miracolo di Pentecoste

Il Papa evidenzia che questo è il miracolo della Pentecoste: “prendere uomini codardi, impauriti e farli coraggiosi; prendere uomini e donne di tutte le culture e farne un’unità di tutti, fare la Chiesa”. È importante comprendere che lo Spirito unisce queste persone senza farle uguali. E così Francesco chiede ai presenti di scandire: “lo Spirito fa l’armonia”.

Del resto, fa presente, tutti hanno bisogno dell’armonia. Da qui l’auspicio che lo Spirito dia armonia alla nostra anima, alle famiglie, alle città, alle società, al mondo del lavoro.

D’altra parte, avverte, il contrario dell’armonia è la guerra, è lottare uno contro l’altro. E quando si fa la guerra e si lotta tra fratelli, non è lo Spirito che agisce. Da ultimo Francesco ricorda che con gli apostoli nel giorno di Pentecoste c’era la Vergine Maria. E rivolge, quindi, un invito a chiedere a lei che “ci dia la grazia di ricevere lo Spirito Santo” e che, come Madre, ci insegni a riceverlo.

Il programma di Putin: riscrivere la storia

di Stefano Caprio-  Asia News – 19  Maggio 2024

Il primo decreto approvato appena finita la cerimonia di inizio del quinto mandato riguarda i “Fondamenti della politica di formazione storica”. L’ansia di riscrivere la storia è il sentimento che agita più di tutti la coscienza di Putin e di tutta la generazione afflitta dal risentimento della fine dell’Unione Sovietica. Ed è questa visione globale ed escatologica che Putin cerca oggi di impersonare anche accanto a Xi Jinping in piazza Tiananmen.

Molti commenti di questi giorni sono stati dedicati ai cambiamenti della squadra di governo di Mosca decisi dal neo-rieletto presidente Vladimir Putin, su tutti la sostituzione del ministro della difesa Sergej Šojgu con l’economista Andrej Belousov, che prelude a scenari sempre più apocalittici di conflitto mondiale. In realtà il governo di Mikhail Mišustin è rimasto pressappoco invariato, con l’inserimento di parenti e amici del presidente per avere ancora più garanzie di fedeltà, ma non sembra che si prospetti una grande rivoluzione: le marionette e i “sosia di Putin” si spostano da una poltrona all’altra per questioni di immagine, come il repulisti in atto al ministero della difesa per celebrare la “fine della corruzione”, mentre i vari Šojgu, Patrušev, Medvedev e tanti altri rimangono a fare da suppellettili o ventilatori del “Putin collettivo”, indipendentemente dalla carica che ricoprono al momento.

Quello che veramente indica il senso del “quinto mandato” di Putin, tra le tanti roboanti promesse sulla guerra e sull’economia, è il primo decreto da lui approvato appena finita la cerimonia d’incoronazione, intitolato “Fondamenti della politica di formazione storica”, usando per la “formazione” il termine prosveščenie, “illuminazione” da parte dello Stato verso il popolo per diffondere e impiantare definitivamente nelle menti e nelle anime “le conoscenze storiche corrispondenti alla verità e scientificamente dimostrate”. L’ansia di riscrivere la storia è il sentimento che agita più di tutti la coscienza di Putin, del patriarca Kirill e di tutta la generazione afflitta dal risentimento della fine dell’Unione Sovietica, che doveva essere la “società perfetta” che mette fine alla storia, e ha fatto invece precipitare la Russia fino all’anno zero. Illuminare la storia significa quindi farla ricominciare daccapo, riassumendo tutto quanto è stato perduto in una nuova-antica identità collettiva che dia un senso all’esistenza stessa della Russia nel mondo.

Gli storici sanno bene che i fatti passati non possono essere “scientificamente dimostrati” più di tanto, al di là dei documenti, delle testimonianze e dei resti archeologici, in quanto nella storia conta sempre molto l’interpretazione dei fatti stessi. Di solito la storia la fanno i vincitori, e viene riscritta a seconda del cambio delle posizioni dominanti; quanto più si pretende di imporre una visione definitiva e “illuminata”, tanto più risulta evidente la distorsione ideologica di chi detiene il potere. L’esempio più clamoroso, a cui evidentemente cerca di rifarsi oggi la Russia putiniana, è la Storia del Partito Comunista (Bolscevico) dell’Urss, che Stalin fece scrivere a una commissione incaricata dal Comitato Centrale e da lui presieduta nel 1938, che anche Mao Tse-Tung imponeva come lettura obbligatoria ai comunisti cinesi. Il dittatore georgiano intendeva dimostrare che il comunismo russo era proprio la realizzazione di tutte le aspirazioni dei popoli fin dalle origini della storia, e le scienze stesse venivano messe al servizio di questa definizione: la geografia e la chimica, la fisica e la letteratura erano ugualmente al servizio di questa visione globale ed escatologica, che Putin cerca oggi di impersonare accanto a Xi Jinping in piazza Tiananmen nella sua prima “storica” visita del nuovo mandato.

Il decreto putiniano afferma che la Russia è un “Paese-civiltà”, strana-tsivilizatsija, intendendo non più il sistema “scientifico” del marxismo-leninismo-stalinismo, ma il corifeo dei “valori tradizionali morali e spirituali”, il ritornello degli ultimi anni che accompagna e giustifica tutte le guerre a tutte le latitudini. Il più grande peccato dell’“Occidente collettivo” non è infatti nemmeno la negazione dei principi della famiglia e del genere, la “propaganda Lgbt” o la democrazia affidata ai “poteri forti”, ma è la “negazione dei fatti storici”, cioè il mancato riconoscimento della salvezza del mondo da parte della Russia. Lo scenario evocato è sempre la grande Vittoria sul nazismo, che oggi si intende replicare in Ucraina, e che gli alleati anglosaksy della seconda guerra mondiale pretendono di attribuirsi invece di glorificare il sacrificio escatologico delle armate staliniane. Dietro questi eventi del secolo scorso si “illuminano” tutte le grandi svolte del passato, dell’Europa difesa dagli slavi contro i tartari, dell’Asia conquistata dai cosacchi contro i popoli mongolici, del Medio Oriente protetto dagli zar contro i turchi, dell’Africa colonizzata e dell’America latina rivoluzionaria, fino agli imperi di Roma e Bisanzio, la cui gloria si riversa sulla Terza Roma moscovita.

Non si tratta soltanto della megalomania di un despota che vuole iscrivere il suo nome negli annali, anche se Putin fa di tutto per accentrare su di sé il paragone con i grandi zar e imperatori, risultando peraltro una copia piuttosto grottesca di personaggi già abbastanza mostruosi del passato. È il segnale di un cambiamento della concezione dello Stato nel mondo globale contemporaneo, che non risulta più essere affermata dal libero consenso dei singoli popoli e rappresentata dalle sue istituzioni, ma cerca di ridefinirsi in funzione di una diversa dimensione spazio-temporale. Oggi si annullano le distanze e si disperdono le memorie, mancano punti di riferimento reali e non virtuali, e non a caso le disposizioni di Putin non riguardano soltanto i libri e i manuali, i film e i documentari, ma impongono di regolare perfino i video-giochi e le applicazioni digitali alla “autentica visione” del mondo e della storia.

Si istituiscono le commissioni per “controllare i contenuti della letteratura storica”, per evitare non solo le falsità sul ruolo storico della Russia, ma anche per estirpare ogni altro genere di contenuto “eretico” e sgradito all’ideologia ufficiale, proprio come ai tempi di Stalin. Il decreto putiniano sulla storia si colloca in qualche modo al di sopra della stessa costituzione, già riformata nel 2020 in senso estremamente “sovranista”, in quanto si dichiara che i “Fondamenti” sono “i valori a cui si ispirano tutti i principi e le norme del diritto internazionale, e gli accordi a tutti i livelli accettati dalla Federazione russa”, nonostante le tante contraddizioni che introducono proprio a livello giuridico.

L’articolo 13 della costituzione russa afferma, almeno sulla carta, il principio della “molteplicità ideologica” introdotto ai tempi della prima versione eltsiniana per affrancarsi dall’eredità totalitaria, proibendo di stabilire una “ideologia di Stato”. Evidentemente il dettaglio è sfuggito alle ultime modifiche putiniane, in quanto i “fondamenti della politica statale” ristabiliscono i dettami dell’idea unica a cui sottomettersi, “illuminando” la storia per oscurare ogni versione divergente. Il presidente del Comitato Investigativo centrale della Russia, Aleksandr Bastrykin, aveva in effetti suggerito già qualche tempo fa di cancellare l’indigesto articolo eltsiniano, ma al Cremlino hanno pensato che bastasse calpestarlo senza rimorsi, approvando i decreti presidenziali senza inutili discussioni.

La definizione ufficiale della storia, come recita appunto il decreto, ha lo scopo di “formare una comprensione scientifica del passato e del presente della Russia”, laddove “scientifica” significa propriamente “ideologica”, non solo nelle valutazioni su eventi o protagonisti della storia, ma anche riguardo alla sua stessa metodologia. Si tratta di “comprendere la storia della Russia nello sviluppo del suo autonomo cammino di civilizzazione”, escludendo ogni tipo di influenza esterna, ciò che in realtà non è pensabile per alcun Paese al mondo; tutti siamo “contaminati” dai nostri vicini, tranne la Russia, che per secoli ha cercato in ogni modo di imitare l’Europa e l’Occidente, per poi rifiutare tali influssi all’inizio di ogni secolo, come affermava nei primi anni del Settecento il più occidentale degli zar, Pietro il Grande: “Prenderemo dall’Europa tutto quello che ci serve, e poi gli mostreremo le terga”. Chi oggi in Russia osa soltanto pensare con criteri “occidentali”, viene immediatamente inserito nella lista degli “agenti stranieri”.

Putin proclama la “illuminazione storica” per contrastare la “guerra informativa”, il vero fronte su cui schierare tutte le truppe nelle mobilitazioni, ben più dei chilometri di terreno da conquistare nel Donbass; perché è da quelle armi che potrebbe derivare la “distruzione dell’integrità della società e dello Stato russo”, come si legge al n.6 del decreto. Al n.5 si precisa invece che “la Russia è un grande Paese con una storia millenaria, che ha riunito a sé tutti i rami del popolo russo e molti altri popoli sulle grandi distese dell’Eurasia, in un’unica comunione storico-culturale”. Oltre ai tatari, ai baškiri e ai ciuvasci, è ora il turno non solo degli ucraini, dei kazachi o dei moldavi, ma di ogni popolo al mondo in cerca della sua “illuminazione”.

BUONA DOMENICA

DOMENICA DI PENTECOSTE

Cari amici oggi la Chiesa celebra il giorno della sua nascita, il momento in cui   sugli Apostoli, riuniti nel Cenacolo con Maria, scende lo Spirito Santo, col fragore del vento e del fuoco, dando inizio al suo cammino nel mare agitato nel tempo fino al compimento nell’eternità.

Lo Spirito è la terza  persona della Santissima Trinità, è l’amore del Padre e del Figlio, il dono della Redenzione che nel giorno di Pentecoste è sceso sulla Chiesa, per illuminarla e per fortificarla nel compimento della sua missione.

E’ lo Spirito di verità e di fortezza che trasforma gli apostoli, tanto da renderli irriconoscibili agli tessi avversari per la sapienza  della loro parola e  il coraggio della testimonianza.

La gente, che pochi giorni prima aveva esaltato al Crucifige, ora apre gli occhi accecati e piange sui propri peccati, toccata al cuore dalla predicazione di Pietro.

Ognuno lo ascolta nella sua lingua e, come nella predicazione di Gesù, i sordi odono, i ciechi vedono, i demoni fuggono, i malati guariscono, i morti risorgono.

La Spirito Santo accompagna la Chiesa nel suo cammino ripetendo i prodigi delle origini, ma deve trovare cuori aperti nel fervore  della preghiera , perché si ripetano anche oggi i prodigi della Pentecoste.

Possa la Chiesa, in questi momenti di tenebre, vivere una nuova Pentecoste, perché le menti siano illuminate, i cuori infiammati, le forze rinvigorite.

Possa lo Spirito Santo suscitare nuovi apostoli, anime grandi piene di zelo, di sapienza e di fortezza che , senza temer le potenze del male,  le affrontano a viso aperto.

Possa la Vergine Maria prenderli sotto la sua protezione, plasmarli a sua immagine, guidarli nelle battagliae, sostenerli nelle tribolazioni, portarli alla vittoria.

Vostro Padre Livio


Vangelo

Lo Spirito di verità vi guiderà a tutta la verità.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 15,26-27; 16,12-15

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.

Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Parola del Signore


BENEDETTO XVI

REGINA CÆLI

Piazza San Pietro
Domenica, 12 giugno 2011

 Cari fratelli e sorelle!

La solennità della Pentecoste, che oggi celebriamo, conclude il tempo liturgico di Pasqua. In effetti, il Mistero pasquale – la passione, morte e risurrezione di Cristo e la sua ascensione al Cielo – trova il suo compimento nella potente effusione dello Spirito Santo sugli Apostoli riuniti insieme con Maria, la Madre del Signore, e gli altri discepoli. Fu il “battesimo” della Chiesa, battesimo nello Spirito Santo (cfr At 1,5). Come narrano gli Atti degli Apostoli, al mattino della festa di Pentecoste, un fragore come di vento investì il Cenacolo e su ciascuno dei discepoli scesero lingue come di fuoco (cfr At 2,2-3). San Gregorio Magno commenta: «Oggi lo Spirito Santo è sceso con suono improvviso sui discepoli e ha mutato le menti di esseri carnali all’interno del suo amore, e mentre apparvero all’esterno lingue di fuoco, all’interno i cuori divennero fiammeggianti, poiché, accogliendo Dio nella visione del fuoco, soavemente arsero per amore» (Hom. in Evang. XXX, 1: CCL 141, 256). La voce di Dio divinizza il linguaggio umano degli Apostoli, i quali diventano capaci di proclamare in modo “polifonico” l’unico Verbo divino. Il soffio dello Spirito Santo riempie l’universo, genera la fede, trascina alla verità, predispone l’unità tra i popoli. «A quel rumore la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua» delle «grandi opere di Dio» (At 2,6.11).

Il beato Antonio Rosmini spiega che «nel dì della Pentecoste dei cristiani Iddio promulgò … la sua legge di carità, scrivendola per mezzo dello Spirito Santo non sulle tavole di pietra, ma nel cuore degli Apostoli, e per mezzo degli Apostoli comunicandola poi a tutta la Chiesa» (Catechismo disposto secondo l’ordine delle idee… n. 737, Torino 1863). Lo Spirito Santo, “che è Signore e dà la vita” – come recitiamo nel Credo –, è congiunto al Padre per mezzo del Figlio e completa la rivelazione della Santissima Trinità. Proviene da Dio come soffio della sua bocca e ha il potere di santificare, abolire le divisioni, dissolvere la confusione dovuta al peccato. Egli, incorporeo e immateriale, elargisce i beni divini, sostiene gli esseri viventi, perché agiscano in conformità al bene. Come Luce intelligibile dà significato alla preghiera, dà vigore alla missione evangelizzatrice, fa ardere i cuori di chi ascolta il lieto messaggio, ispira l’arte cristiana e la melodia liturgica.

Cari amici, lo Spirito Santo, che crea in noi la fede nel momento del nostro Battesimo, ci permette di vivere quali figli di Dio, coscienti e consenzienti, secondo l’immagine del Figlio Unigenito. Anche il potere di rimettere i peccati è dono dello Spirito Santo; infatti, apparendo agli Apostoli la sera di Pasqua, Gesù alitò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati» (Gv 20,23). Alla Vergine Maria, tempio dello Spirito Santo, affidiamo la Chiesa, perché viva sempre di Gesù Cristo, della sua Parola, dei suoi comandamenti, e sotto l’azione perenne dello Spirito Paraclito annunci a tutti che «Gesù è Signore!» (1 Cor 12,3).

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🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Pensiero personale sul segno di Medjugorje

Caro Padre Livio buongiorno, sono Antonio di Livorno, è molto tempo che ascolto i suoi editoriali della mattina mentre sono in auto e a seguire ascolto molto della trasmissione di Radio Maria del giorno. A conti fatti devo dire che non ci sono ringraziamenti sufficienti per rendere grazie alla Madonna di questa realtà radiofonica mondiale che senza ombra di dubbio porta la sua Santa Regia. Grazie a Lei e a tutti i conduttori  questa radio, è ascoltata appunto in tutto il mondo, già questo dovrebbe fare rizzare le orecchie a tutti quelli che non credono ma come San Tommaso vogliono la “prova” della presenza di Dio e della Madonna sua Santissima Madre.

 Non voglio dilungarmi troppo per non rubare dello spazio ma vorrei  raccontarLe il risultato del mio pensiero a riguardo di cosa sono convinto che accada col terzo segreto a Medjugorje. La Madonna ha rivelato ai Veggenti che con il terzo segreto, coinvolgerà gli abitanti ed il paese di Medjugorje in primis, ma che in maniera indistruttibile avrà risonanza mondiale.

Mi sono convinto che noi uomini e donne oggi abitanti su questa terra siamo tutti come San Tommaso (più o meno segretamente o palesemente esternato da ognuno di noi) o forse ancora più increduli, se siamo rimasti impassibili dopo tutti questi segnali e apparizioni che ci arrivano con insistenza Materna dalla Madre di Dio da Fatima ad oggi.

Se non ci siamo mossi difronte a questi segni, con la mente e gli occhi obnubilati dalla “sindrome Tommasea” che oggi è figlia del modernismo e della tecnologia, allora abbiamo necessità di vedere il  segno come qualcosa che deve tendere all’irrazionale umano, che deve farci fermare, strabuzzare gli occhi e pensare che non è possibile che esista sulla terra un segno sì fatto. Dobbiamo pensare, a quella vista del segnale, che non esiste scienza o tecnologia o uomo che possa aver fatto quel segno. Qualcosa di così strano che faccia meravigliare.

 L’esempio più semplice che mi è balenato nella mente è stato: “un fenomeno tipo una enorme cascata di acqua senza interruzione ma con direzione terra/cielo e che scompaia tra le nuvole. O ancora un enorme incendio che si sviluppa nel niente o attorno ad un bosco, senza mai consumare il combustibile, senza mai fine, senza emanare calore e fumo, anch’esso di direzione opposta al razionale, dal cielo verso la terra.

Fenomeni che l’uomo, con tutte le sue tecnologie, con tutte le sue intelligenze umane o artificiali, non sia in grado di arginare o fermare. Ecco allora che l’uomo “Tommaseo” dovrà ricredersi e tornare su i suoi passi verso il Divino, verso la Casa di Dio.

L’ultima domanda che mi sono posto è: avremo il tempo di ricrederci? Avremo la possibilità di chiedere al Signore di riconoscerci come suoi Figli? Basterà la sua incommensurabile Misericordia a salvarci? 

Ave Maria

Suo devoto ascoltatore

Antonio


Caro Antonio,

senza dubbio la tua riflessione è coinvolgente. Il segno sarà forse, come tu hai ipotizzato, qualcosa di inatteso, di sorprendente e di scioccante, che ci riporti oltre nostra immaginazione e metta a tacere ogni dubbio e ogni tentativo di negazione dell’uomo “tommaseo” che ci portiamo dentro.

Tuttavia potrebbe anche esser qualcosa di molto semplice, pur nella sua soprannaturale evidenza, come era il sepolcro vuoto di Gesù, con quei panni ordinati e piegati, che fecero filtrare nel cuore dell’apostolo Giovanni la luce della Resurrezione.

Personalmente ho rinunciato a immaginare il segno. Anzi non sono certo se avrò la grazia di vederlo di persona, come pare sia necessario per coglierne tutta la bellezza. Mi accontenterà delle testimonianze di quei fortunati.

Il segno avrà indubbiamente l’effetto di confermare quelli che già credono alle apparizioni, ma non smuoverà gli induriti nel cuore, che “verranno a vedere, si inginocchieranno e non crederanno, come ha già ammonto la Madonna, invitando ad affrettare la conversione.

Tuttavia sarà un aiuto per tutti quelli, e sono moltissimi, che giacciono nelle tenebre ma “cercano il nostro Dio” e per i quali sarà preziosa la nostra testimonianza.

Ave Maria

Padre Livio

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