"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Novembre 2024 Pagina 9 di 23

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🔴LIVE🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

 Mercoledì 20 Novembre 2024

H. 9: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivo.it – Facebook – YouTube (in differita)


OGNUNO NEL SUO CUORE HA A CHE FARE CON DIO

Ogni essere umano è creato per incontrare Dio

Con la sua intelligenza lo può conoscere

Con il suo cuore lo può amare

Nell’umiltà può chiedere perdono

Nel momento della morte può abbracciarlo

PUTIN: PER USARE L’ATOMICA BASTA UNA “MINACCIA CRITICA” A RUSSIA O A BIELORUSSIA

«In seguito all’insorgere di nuovi rischi e pericoli militari per la Russia», così spiega la Tass, l’agenzia di Stato incaricata di rendere note e spiegare le leggi appena approvate dal Cremlino, viene confermato il principio secondo cui la Russia può usare l’atomica in risposta a un attacco contro sé stessa o la Bielorussia, avvenuto con l’impiego di armi convenzionali, a patto che minacci la sovranità e l’integrità territoriale.

Marco Imarisio – Corriere della Sera – 19 Novembre 2024

LA MADONNA IMPEDIRA’ L’USO DI ARMI ATOMICHE

Il piano di satana è distruggere il pianeta e i suoi abitanti

Finora non ha potuto realizzarlo

Questo è il momento della preghiera e del digiuno

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Il prossimo Giubileo e i Segreti di Medjugorje

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Putin e la nuova dottrina nucleare: per usare l’atomica ora basta una «minaccia critica» a Russia o Bielorussia

di Marco Imarisio – 19 Novembre 2024

La nuova dottrina sostituisce quella del 2020, la quale a sua volta riscriveva quella del 2010. Confermato il principio secondo cui la Russia può usare l’atomica in risposta a un attacco contro sé stessa o la Bielorussia

Tutto come previsto. Ma con una scelta di tempo che meno casuale di così non potrebbe essere. Con la firma del decreto numero 991, «Le basi della politica statale nel campo della deterrenza nucleare», Vladimir Putin parla senza dire una parola. Lascia capire, senza esporsi in modo diretto. Il suo portavoce lo aveva aveva fatto intuire nei giorni scorsi, che il presidente non avrebbe commentato una notizia non confermata da fonti dirette com’era quella del via libera della Casa Bianca all’uso di armi a lunga gittata in territorio russo da parte dell’esercito ucraino.

La nuova dottrina, che sostituisce quella del 2020 la quale a sua volta riscriveva quella del 2010, era stata annunciata all’inizio della scorsa primavera, durante uno dei tanti momenti di alta tensione con l’Occidente. Per essere poi lasciata in naftalina. Fino a martedì mattina. Sette pagine in tutto, e una premessa benevola. «La Federazione Russa considera l’arma nucleare come uno strumento di deterrenza il cui uso è una misura estrema e obbligata, e intraprende tutti gli sforzi necessari per diminuire la minaccia nucleare e scongiurare un inasprimento dei rapporti interstatali capace di provocare conflitti militari compresi quelli nucleari».

Ma dopo le buone intenzioni, ecco le novità, che poi tali non sono, in quanto già ampiamente anticipate a mezzo stampa, come avvenne lo scorso 12 settembre. «In seguito all’insorgere di nuovi rischi e pericoli militari per la Russia», così spiega la Tass, l’agenzia di Stato incaricata di rendere note e spiegare le leggi appena approvate dal Cremlino, viene confermato il principio secondo cui la Russia può usare l’atomica in risposta a un attacco contro sé stessa o la Bielorussia, avvenuto con l’impiego di armi convenzionali, a patto che minacci la sovranità e l’integrità territoriale. Mentre prima si parlava di «minaccia all’esistenza stessa dello Stato», qui la soglia dell’asticella viene abbassata fino a una più generica e sindacabile «minaccia critica».

A partire dal giorno della firma, quindi con effetto immediato, l’aggressione di qualunque Stato appartenente a una coalizione militare contro la Russia e i suoi alleati, viene considerata come un’aggressione della coalizione intera. Anche un attacco da parte di uno Stato non-nucleare, vedi alla voce Ucraina, con la partecipazione o con il sostegno di uno Stato nucleare sarà considerato come un attacco congiunto e quindi passibile di una risposta nucleare. 

La risposta atomica è possibile anche in caso di «informazione veritiera» riguardo un lancio di missili balistici contro la Russia o su suoi obiettivi militari ubicati fuori dai suoi confini, e pure in presenza di «un’informazione attendibile» sul lancio o sul decollo in massa di «mezzi di attacco aereo» in territorio russo.

Il semplice dispiegamento da parte dell’avversario potenziale di sistemi e mezzi della difesa antimissilistica, di armi ipersoniche ad alta precisione, e di droni d’urto, può invece autorizzare il Cremlino a far scattare una eventuale deterrenza nucleare. Così come da oggi potrebbe essere sufficiente a raggiungere lo stato d’allerta nucleare anche la semplice progettazione e lo svolgimento di grosse manovre militari in vicinanza ai confini della Russia e «la formazione o l’allargamento delle coalizioni militari esistenti che avvicinano la loro infrastruttura alla Russia».

Il messaggio è chiaro. Più che i contenuti, conta il momento. Putin conosce bene qual è la grande paura dell’Occidente e di tutto il mondo. Il presidente sa anche che si tratta di una partita che non può permettersi di giocare, una sfida al rialzo per la quale, ammesso e non concesso che ci stia davvero pensando, gli mancano le risorse. Ma la scelta di sbrinare un decreto che era evidentemente pronto da mesi non è solo rivolta al mondo esterno. Dopo la notizia non ufficiale giunta venerdì dagli Usa, l’opinione pubblica russa, soprattutto quella televisiva, ha subito gonfiato i muscoli dell’orgoglio nazionale. 

I talk show serali del lunedì hanno toccato vette altissime. «Non è difficile intuire la nostra risposta se le indiscrezioni che giungono dall’America dovessero diventare realtà» ha detto un esperto militare sul primo canale di Stato, mostrando una cartina con tutte le capitali e luoghi sensibili d’Europa potenzialmente raggiungibili dai missili del suo Paese, per poi concentrarsi sul «nemico principale», ovvero il Regno Unito. «Bastano tre missili ben piazzati e l’intera civiltà britannica crollerà e sarà distrutta per sempre».

Non importa se i pochi media più avveduti e le persone con reale conoscenza delle intenzioni di Putin e del suo circolo ristretto continuano a escludere il ricorso all’arma totale. Questa è l’aria che tira e che viene fatta soffiare in Russia, come conseguenza di una propaganda che negli ultimi anni ha sempre più veicolato messaggi di natura ultranazionalistica, spesso andando oltre le intenzioni originarie. Putin non poteva parlare, ma doveva dare una risposta.

«L’uso dei missili dell’Alleanza può essere ora qualificato come aggressione dei Paesi del blocco contro la Russia. In questo caso sorge il diritto di assestare un colpo di risposta con l’arma di sterminio di massa su Kiev e sui principali obiettivi della Nato ovunque si trovino. E questa è già la Terza Guerra Mondiale. Forse il vecchio Biden ha deciso davvero di lasciare la vita in bella maniera portandosi dietro una buona parte dell’umanità». Firmato Dmitry Medvedev, uno dei pochi politici ad avere commentato finora il nuovo trattato firmato dal Cremlino, l’ex enfant prodige della politica russa che all’estero gode ancora di ampia visibilità proprio in virtù delle sue invettive senza freni. La doppia narrazione andrà avanti a lungo, anche in Russia. Con i cavalieri dell’Apocalisse sempre in prima fila.

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Il prossimo Giubileo in rapporto ai Segreti di Medjugorje

Carissimo Padre Livio,

mi chiamo Arianna e le scrivo da Roma. La ringrazio innanzitutto per il suo impegno indefesso verso la grande famiglia di Radio Maria e per guidarci in questi tempi bui.

Prendo spunto da un brano per sottoporre alla sua attenzione una mia piccola riflessione e per porle alcune domande.

Dal Vangelo secondo Luca

Lc 12,54-57

In quel tempo, Gesù diceva alle folle:

«Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: “Arriva la pioggia”, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: “Farà caldo”, e così accade. Ipocriti! Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo? E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto?»

Osservando l’escalation di violenze e di attacchi in Medio Oriente e in Ucraina, temo che possiamo arrivare ad un conflitto più ampio che coinvolga anche altre nazioni. Sono tempi duri che potrebbero lasciare poco spazio alla speranza, se non ci affidiamo con tutto il cuore a Gesù come ci insegna la Regina della Pace. Se mi guardo attorno, infatti, la mia unica speranza è Lei, la Regina della Pace, e le parole che ci ha lasciato a Medjugorje.

Il 2025 sarà un anno molto, molto importante perché ci sarà il Giubileo. Guardo a questo evento come un Faro, una grande Luce che potrà illuminare il cuore di tanti, soprattutto di coloro che ancora non hanno risposto agli appelli della Regina della Pace. Le pongo queste domande: quale ruolo avrà, a suo avviso, il prossimo Giubileo alla luce degli eventi in corso? Potrebbe essere un evento di svolta anche in relazione ai segreti di Medjugorje verso cui ci avviciniamo ogni giorno di più?

La ringrazio molto, che il Signore la benedica e la Madonna la custodisca sempre!

Un caro saluto

Arianna da Roma 


Cara Arianna,

Non vi è dubbio che l’anno del Giubileo sarà di grande importanza per la Chiesa chiamata, come avviene negli appuntamenti straordinari del suo cammino, ad un profondo rinnovamento spirituale.

Dobbiamo pregare perché questa effusione dello Spirito Santo sia abbondante e tale da portare le moltitudini sulla via della conversione e del ritorno a Cristo.

Una Chiesa che diventi sempre più il Sole della terra e la Luce del mondo sarà un punto di riferimento insostituibile perché l’umanità, “che ha deciso per la morte”, ritorni a Colui che è la Via, la Verità e la Vita.

Una nuova Pentecoste per la Chiesa intera è ciò che dobbiamo desiderare ardentemente e che il Cielo ci concederà se preghiamo con fervore e noi stessi ci rinnoviamo.

Solo il Cielo sa quali eventi potrebbero accadere in un tempo così significativo per la Chiesa, ma la cosa più importante è che noi siamo pronti qualunque cosa accada.

Ave Maria

Padre Livio

“VI VOGLIO TUTTI CON ME IN PARADISO”

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UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale su come coltivare l’intima amicizia con Gesù

Quando il Verbo si è fatto carne e si è unito alla natura umana ha chiamato a sé tutte le creature umane che sono orientate a essere una sola cosa con Gesù fin dalla loro nascita.  Con il Battesimo veniamo uniti a Cristo e questo Sacramento segna l’inizio del nostro cammino nel rapporto personale con Gesù. Essere amici di Gesù è una realizzazione di vita piena; vivere ogni giorno nell’amicizia con Gesù è la realizzazione quotidiana del cammino di santità che rafforza la nostra vita spirituale nella comunione con Lui.

La Regina della pace ci incoraggia a instaurare con Gesù un’amicizia così intima e profonda che nessuna tempesta della vita può sciogliere. Se stabiliamo un’intima unione con Cristo nessuna prova può farci distaccare da Lui.

L’amicizia con Gesù si coltiva nella preghiera, nel dialogo intimo con lui, nella fedeltà totale della nostra vita; in questo modo il cammino di santità diventa più gradevole. Le croci sono certamente più leggere se ci lasciamo aiutare da Gesù!

Gesù è quel vero amico che c’è sempre, non manca mai di aiutarci e sostenerci. Il suo amore è così sconfinato che ha dato la vita per noi, per la nostra salvezza eterna: «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici» (Gv 15,13). L’amicizia con Gesù consiste nel vivere quotidianamente in intima unione con Lui, che allevia le nostre sofferenze e ci aiuta ad affrontare le difficoltà. Gesù desidera che il nostro cuore sia un solo cuore con il suo. Cristo è vivo nel nostro cuore.

Se entriamo in questo rapporto stretto con Gesù, testimoniarlo, seguirlo, imitarlo e lavorare per lui diventa un’esigenza d’amore. Obbedire a un Comandamento richiede certamente fatica e impegno, ma se coltiviamo un’amicizia intima con Gesù tutto è più facile e si apre una prospettiva luminosa di amore infinito.

Tutti siamo chiamati a diventare amici di Gesù, che ha dato una dimostrazione di amore infinito per noi, dando la sua vita sulla Croce. La grazia dell’amicizia di Gesù viene offerta a tutti gli uomini. Nonostante la strada per l’amicizia con Gesù sia aperta a tutti, pochi la coltivano svegliandosi al mattino con un saluto rivolto a lui, impostando la giornata insieme, affidandogli la guida della nostra vita e il consiglio nelle scelte. L’amicizia con Gesù si coltiva anche nella richiesta di aiuto e di conforto, nel dialogo intimo e confidenziale con lui.

Chi ha la fede e vive in grazia di Dio, essere in comunione con Gesù, camminare con lui, lavorare per lui è un modo di vivere spontaneo perché è la logica dell’amicizia, è la sequela Christi. Si coltiva l’amicizia amicizia con Gesù essendo una sola cosa con lui. L’unica vera fonte di vita eterna è Dio stesso che ci dà il suo amore mediante suo Figlio Gesù; con questo amore possiamo unirci ai fratelli. Il nostro cuore è assetato di infinito, cerca Dio, cerca l’amore eterno e lo trova solamente in Gesù; questo amore pervade il nostro cuore se lo spalanchiamo a lui e si diffonde per irradiazione a tutti gli altri. In questo amore siamo tutti ricolmati dell’amore che Cristo ci dona, siamo una cosa sola con il cuore di Gesù.

Il rapporto affettivo con Gesù, la devozione del nostro cuore e la testimonianza nelle opere quotidiane non appartengono solamente alla vita dei grandi santi o mistici che hanno costellato la Storia della Chiesa; il rapporto di amicizia intima con Gesù è alla portata di tutti, è la vera vita cristiana. Siamo chiamati tutti alla santità corrispondendo con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la mente all’amore che Gesù offre a ciascuno di noi gratuitamente, incondizionatamente e smisuratamente.

Gesù sia il nostro migliore amico, il nostro primo punto di riferimento, il Re del nostro cuore, la luce del nostro cammino, il faro delle nostre speranze, l’abbraccio che ci consola. L’amicizia con Gesù Cristo è l’unica che può gratificare il bisogno d’amore, di verità e di felicità dei nostri cuori.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

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