"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Ottobre 2024 Pagina 7 di 20

🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – Puntata 138 – CONCLUSIONI – CREDO IN GESU’ CRISTO

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Il Nulla Osta: una grazia da accogliere

Caro Padre Livio,

nei giorni seguenti il 19 u.s., Lei ha detto che, fiutando l’aria, ci sarebbe stato da aspettarsi il tentativo, da parte dei perennemente dubbiosi di Medjugorje, di smorzare la straordinaria decisione di cui in oggetto. Personalmente ho condiviso la sua ipotesi ( anzi per Lei e per me una tesi ).

Ma al tempo stesso, avendone facile opportunità, ho voluto fare una sorta di ricerca di mercato. Per devozione od attività di volontariato, frequento almeno cinque Chiese ed ho un cognato cappuccino. Bene, anzi male, nessuno dei Consacrati che incrocio ha detto parola sull’argomento. Né in privato né tantomeno durante le celebrazioni cui m’è capitato di assistere. 

Bah.

Inoltre quel che mi ha lasciato un po’ lì è stato che anche durante i quotidiani collegamenti di Radio Maria per le Sante Messe, non abbia mai sentito un accenno al documento vaticano. Chiaramente non è pensabile che possa venire una sorta di invito vincolante da parte dell’emittente. Avrebbe dovuto, e dovrebbe essere, una cosa così spontanea ed entusiasta. Niente. 

Amen. 

Avanti con la Preghiera, più forti e convinti che mai. 

Grazie. 

Cordiali saluti 

Andrea Giorgio

Caro Andrea,

il vento soave della Regina della pace ha incominciato a soffiare a partire da quel 24 Giugno 1981 in ogni angolo delle terra, anche nei luoghi più inaccessibili, come ognuno di noi potrebbe constatare.

Nessuno lo ha potuto fermare e ha raccolto moltitudini sempre più numerose da ogni parte del mondo.

Quando sarà il momento la Madonna chiamerà i suoi a raccolta e li metterà al riparo sotto il suo manto. Dove porrebbero trovare un luogo più sicuro?

E gli altri che faranno quando le potenze dei cieli saranno sconvolte, i fiumi e i mari strariperanno e i demoni faranno scorribande per riempire le loro bisacce?

Ave Maria

Padre Livio

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla vera pace che viene soltanto dalla preghiera

Cari amici, nel Messaggio della Regina della pace del 25 settembre 2024, vi è un’espressione molto importante: «La vera pace viene soltanto, attraverso la preghiera».

Nel linguaggio della Gospa “la vera pace” è quel dono straordinario che viene da Dio e che ha come destinatario il cuore dell’uomo. Quando una persona ha questa grazia, non desidera nient’altro dalla vita e non può essere insidiata – se non vogliamo – perché è basata sulla nostra unione con Dio. Essa è più preziosa della gioia e della felicità, perché essi sono stati d’animo transeunti. Se non si compromette questa grazia non si rischia di perderla.

Nella nostra quotidianità, possiamo riconoscere le persone in pace perché sono miti, umili e silenziose, che coltivano questo anticipo del Cielo già su questa Terra. Tuttavia, bisogna essere in grado di riconoscere la vera luce, che viene dall’unione con Dio, dalla falsa luce, basata su fattori umani e contingenti. I tentativi di pace senza il rapporto con Dio sono come castelli di carta che al primo soffio crollano inesorabilmente.

Per questo motivo l’affermazione della Regina della pace: «La vera pace viene soltanto, attraverso la preghiera» (25 settembre 2024) ha un grande valore esistenziale. Viviamo in un mondo “nemiran” ovvero senza pace, che è una condizione tipica dell’uomo contemporaneo. L’uomo moderno allontanatosi da Dio, si ritrova immerso nelle cose effimere, in balia dei venti del male che soffiano e delle onde che squassano rischiando di mandarci a fondo. La Regina della pace è venuta per rimettere la barca dell’umanità su una rotta che la porti alla salvezza, in una tempesta di insoddisfazione esistenziale generalizzata.

Sant’Agostino ha definito la vera pace come “la tranquillità dell’ordine”, uno stabile rapporto di comunione con Dio possibile solo attraverso la preghiera. Aprendo il nostro cuore a Dio, entriamo in comunione con Lui. Nella Sua luce, scopriamo la sua Misericordia, il suo perdono, professiamo la volontà di cambiare, di diventare figli fedeli. Questo lavorio interiore è la preghiera vera nella quale ci professiamo Sue creature, peccatori, bisognosi, ci umiliamo, lasciamo che ci prenda tra le sue braccia. Mediante questo affidamento i nostri mali e le nostre ferite vengono guariti.

Questa è la pace che vogliamo e desideriamo. È un atto di Misericordia che Dio ci concede e nel quale noi giuriamo fedeltà e amore filiale. L’abbraccio di Dio consolida e fortifica nella pace. Questo è il lavoro che dobbiamo fare quotidianamente dentro di noi, alimentando nella preghiera il nostro rapporto con il Signore. L’identità della religione cristiana è proprio quella di essere una religione filiale nella quale Dio si manifesta come Amore e Padre. Egli ha inviato il Figlio affinché ci insegnasse come rivolgersi a Lui e come diventare a nostra volta figli, chiamandolo “Abba Padre”.

Il Cristianesimo è la via della pace, ritornare ad essere figli, umili, fedeli, affidati, sottomessi, devoti. Essere cristiani significa entrare in Gesù Cristo, invocare il nome di Dio come Padre, recitare “sia fatta la Tua Volontà”. Il cristiano vive costantemente in questa luce dell’umiltà, della consapevolezza di essere povere creature e di avere una grande dignità. Nella nostra piccolezza abbiamo ricevuto la grazia di essere uniti al Figlio nella lode del Padre. Sarà proprio questa nostra piccolezza e umiltà a prepararci all’abbraccio del Padre Celeste che accoglie, perdona, stringe a sé, non abbandona, salva dalla potenza del male e della morte.

Soltanto nella preghiera arriva la pace nel cuore, la pace dei figli amati e perdonati, reintegrati come il figliol prodigo nella legge del Padre, quindi predestinati alla vita eterna. Nel cammino della vita, per quanto sia tremendo, abbiamo la protezione di Dio sotto il Suo manto paterno, dobbiamo solo affidarci, credere e perseverare. Questo deve essere il nostro combattimento spirituale quotidiano: rinnovare la nostra unione con Dio, il nostro amore con Gesù e Maria e con loro seminare pace, amore, perdono, parole di luce e di incoraggiamento.

Maria vuole che combattiamo attraverso la diffusione del dono della pace che riceviamo attraverso Dio nella preghiera. In questo modo possiamo cambiare il mondo, Dio vincerà e si costruirà un futuro di pace. Scriviamo nel nostro cuore le parole della Regina della pace: «La vera pace viene soltanto, attraverso la preghiera» (25 settembre 2024).

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

🔴LIVE🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

 Martedì 22 Ottobre  2024 –

H. 9 : Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube  (in differita)

“LA VERA PACE VIENE SOLTANTO DALLA PREGHERA”

La pace personale con Dio è il primo passo

Ognuno deve cercarla attraverso la preghiera e la conversione

I cuori pacifici salvano il mondo

GIOVANNI PAOLO II HA SEGNATO IL FUTURO DEL MONDO

(Oggi la Chiesa celebra la sua Memoria Liturgica)

TRUMP STA RIMONTANDO

A due settimane dal voto, sul fronte dei sondaggi il vento è cambiato, dopo un periodo abbastanza favorevole a Harris che ora punta sul pericolo che corre la democrazia Usa. E il Wall Street Jorunal  torna sulle ragioni per cui la maggior parte degli americani non considerano l’ex tycoon una minaccia

Federico Rampini – Corriere della Sera – 22 Ottobre

IL SIGNIFICATO UNIVERSALE DEL SEGNO DI MEDJUGORJE

Non sappiamo che cosa sia il segno promesso, ma le sue caratteristiche

metteranno l’intera umanità di fronte all’Onnipotenza divina

BLOG:

Ci attendono tempo eletrizzanti

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Rimonta di Trump e allarme fascismo: a che punto è la campagna elettorale negli Usa

di Federico Rampini – Corriere della sera – 22 ottobre 2024

A due settimane dal voto, sul fronte dei sondaggi il vento è cambiato, dopo un periodo abbastanza favorevole a Harris che ora punta sul pericolo che corre la democrazia Usa. E il Wall Street Jorunal  torna sulle ragioni per cui la maggior parte degli americani non considerano l’ex tycoon una minaccia

Fra questi due eventi c’è probabilmente un legame. Il primo è la recente rimonta di Donald Trump nei sondaggi. Il secondo: negli ultimi comizi di Kamala Harris, e nei media progressisti, torna l’allarme sul «fascismo in agguato» se lui vince il 5 novembre.

Mancano due settimane al voto, e comincio con il ricordare un dettaglio tecnico non irrilevante. Molti americani hanno già votato o stanno votando, con due opzioni disponibili in diversi Stati Usa (le regole elettorali precise variano da stato a stato, e sono di competenza locale): recandosi negli appositi seggi elettorali già aperti perché abilitati ad accogliere il voto anticipato; oppure votando per corrispondenza. Io, ad esempio, ho già fatto il mio dovere di elettore a New York, usando l’opzione del voto per corrispondenza, in modo da essere più libero per il mio lavoro il 5 novembre, soprattutto in caso di forte affluenza, code e attese nell’Election Day canonico. Ricordo questo aspetto tecnico perché una parte degli americani, che va crescendo di giorno in giorno, hanno già deciso e votato. Ma non sappiamo come (qui lo speciale elezioni).

Intanto, sul fronte dei sondaggi, il vento è cambiato, dopo un periodo abbastanza favorevole a Kamala Harris che era stata aiutata dalla convention di Chicago (metà agosto) e dal duello televisivo con il suo rivale (10 settembre). Cito tre segnali degli ultimi giorni. Nate Silver e Nate Cohn, i due esperti «omonimi e concorrenti» che su New York Times e Substack analizzano una sintesi costante e aggiornata di tutti i sondaggi disponibili, hanno segnalato dalla scorsa settimana una risalita di Trump. È questione di piccoli numeri, percentuali modeste, che non sconvolgono una situazione di sostanziale parità e quindi di estrema incertezza. Però danno adito al dubbio che proprio in vista del traguardo sia percepibile un «effetto slancio» (momentum è il termine usato dai sondaggisti americani) in favore del repubblicano. Una conferma viene dal settimanale britannico The Economist che ha un suo modello previsionale, basato su una serie di indicatori diversi dai tradizionali sondaggi: è passato dal favorire Harris al segno opposto. Infine, cito Mark Penn, che fu a lungo un sondaggista democratico nonché consigliere di Bill e Hillary Clinton: oggi sostiene che Trump è più credibile sui tre terreni che contano cioè inflazione (economia), immigrazione, ordine pubblico e criminalità. Inoltre, per quanto i temi internazionali non siano importanti, anche sulla politica estera una maggioranza di elettori pensano che l’America sarebbe più sicura con Trump. Trovo significativo che Penn non voglia dargli torto, alla luce del caos globale sotto Biden-Harris.

Tutto ciò non deve suggerire conclusioni affrettate. La gara resta sostanzialmente aperta, le probabilità statistiche sono 50/50. E sorvolo su tante incognite quali: i possibili errori dei sondaggi; lo scenario di ricorsi e contestazioni post-scrutinio; la possibilità che un partito conquisti la Casa Bianca, ma non la maggioranza al Congresso per cui avremmo una presidenza dimezzata, eccetera. Sta di fatto che al cambio di segno nei sondaggi più recenti corrisponde un nuovo tono nella campagna Harris. La vicepresidente all’inizio aveva impostato una campagna positiva, ottimista: si era detta la candidata della «gioia», si era presentata come portatrice di cambiamento, aveva promesso di rilanciare il “Sogno americano” di una società ricca di opportunità per tutti. Di colpo negli ultimi giorni il messaggio è cambiato: il tema dominante è diventato la minaccia che corre la democrazia americana, e Trump è stato definito apertamente un fascista, o aspirante dittatore. Si ha l’impressione che l’apparato democratico non sia più convinto dell’efficacia di una campagna positiva, e voglia cavalcare l’allarme dittatura per risalire in extremis. I media più noti, che sono schierati con Harris, hanno ripreso queste accuse con grande enfasi, e così alimentano l’impressione che il 5 novembre si vada a votare non per questo o quel candidato, ma pro o contro la democrazia stessa.

Per il resto del mondo, in particolare per l’opinione pubblica europea, definire Trump un fascista può sembrare legittimo, visto il disprezzo per la democrazia che lui mostrò il 6 gennaio 2021. Ma per collocare l’accusa di fascismo in una giusta prospettiva, è utile leggere l’editoriale del Wall Street Journal di oggi. Ricordando questo: il Wall Street Journal nella sezione delle opinioni e commenti è schierato a destra ma rappresenta l’anima tradizionale del partito repubblicano, non quella attuale. Dunque ha una linea conservatrice, liberista, e anti-trumpiana. Per esempio, si è sempre opposto a Trump su tre temi qualificanti: immigrazione, dazi, Putin-Ucraina. Eccovi alcuni estratti dell’editoriale della direzione. «Diamo per scontato che ci sono molte ragioni per temere un ritorno di Trump al governo. Il suo linguaggio è spesso volgare e divisivo. I suoi elogi a personaggi come Vladimir Putin e Xi Jinping sono offensivi. Il suo tentativo di ribaltare il risultato elettorale nel 2020 fu sciagurato. Il nostro giornale aveva indicato di preferire ogni altro candidato repubblicano al posto suo. Ma nonostante tutto ha vinto la nomination per la terza volta, avrebbe vinto contro Biden, è in parità con Harris. Forse decine di milioni di americani sono favorevoli a un colpo di Stato fascista? La verità è che la maggioranza degli americani non crede ai meme sul fascismo, e ha delle buone ragioni. La prima è nella storia del primo mandato Trump. A prescindere da quali fossero le sue intenzioni, lui fu ostacolato dai contropoteri e bilanciamenti del sistema istituzionale americano. L’opposizione, la stampa, la burocrazia federale contrastavano costantemente i suoi atti, e lo farebbero anche in futuro». L’editoriale prosegue ricordando che «il peggior strappo ai limiti del potere esecutivo» della prima amministrazione Trump avvenne quando una piccola porzione del bilancio della Difesa (400 milioni) fu riallocata per costruire il Muro con il Messico. Spiccioli, osserva il Wall Street Journal, rispetto agli abusi del potere esecutivo avvenuti sotto l’amministrazione Biden-Harris: i miliardi regalati agli studenti universitari per cancellare i loro debiti, le migliaia di miliardi spesi per azioni coercitive che impongono agli americani scelte ideologiche sul clima o sulla woke culture, spesso in dispregio della Costituzione.

In quanto alle minacce di Trump di usare la polizia e perfino le forze armate contro i propri oppositori, il WSJ ricorda che lui ha precisato di riferirsi agli estremisti che ricorrono alla violenza di piazza. «In ogni caso, qualsiasi intenzioni lui abbia – prosegue l’editoriale – dovrà vedersela con gli ostacoli insiti nelle istituzioni americane. Gli stessi giudici da lui nominati respinsero le sue accuse sui brogli elettorali, e i repubblicani bloccarono i suoi tentativi di sovvertire il risultato. Noi abbiamo fiducia che la Corte suprema, le forze armate, il Congresso, impediranno qualsiasi attentato alla Costituzione». Quindi il giornale torna sulle ragioni per cui la maggior parte degli americani non considerano Trump una minaccia unica contro la democrazia: «Perché hanno visto i democratici calpestare ogni sorta di regole pur di sconfiggerlo». L’editoriale ricorda la bufala del Russiagate nel 2016, un castello di menzogne fabbricate dallo staff di Hillary Clinton. I tentativi di far fuori Trump attraverso i processi, con il procuratore generale di New York che fece la sua campagna elettorale «promettendo di trovare qualcosa, qualsiasi cosa, pur di incriminarlo». E prosegue: «È stato sovvertito così un principio fondamentale della giustizia americana. I democratici – Harris inclusa – dicono esplicitamente di voler compromettere l’indipendenza della Corte suprema imponendole nuove regole e controlli. Vogliono abolire la maggioranza qualificata nelle votazioni al Senato: questa secondo noi è una minaccia alla Costituzione più grave di qualsiasi cosa Trump sia in grado di fare». La conclusione: «La paura del fascismo sarebbe più credibile se i democratici non abusassero del potere. Se perdono quest’elezione contro Trump, visti i suoi difetti, non sarà perché lui è un aspirante Mussolini. La ragione sarà il bilancio del governo Biden-Harris».

🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – Puntata 137 – TU NON L’HAI ABBANDONATO IN POTERE DELLA MORTE

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🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Prepariamoci a tempi eletrizzanti

Giovedì 17 Ottobre a Medjugorje

Carissimo Padre Livio

Mi dicono che in questo mese di ottobre l’afflusso dei pellegrini a Medjugorje è stato soddisfacente.

Tutto sembra svolgersi secondo gli intendimenti della Chiesa  e sotto il suo vigile controllo.

La fila ai confessionali sono sempre molto lunghe e ancora di più quelle alla Comunione.

Dulcis in fundo: sono rimasti pochi a cercare i veggenti.

Che cosa desiderare di più direbbe qualcuno?

Lei caro Padre ha qualcosa da obbiettare?

Mario da Bergamo


Caro Mario,

col mondo che rischia di esplodere non credo che la Gospa lascerà dormire sonni tranquilli.

Di certo non consulterà il consiglio pastorale della parrocchia nel caso avesse bisogno di una nuova novena sul Podbrdo.

Lei ci ha detto più volte che il demonio non dorme… e quindi  non permetterà che ci abbandoniamo a sonni prolungati.

Inoltre non vorrei perdermi quello che succederà il giorno in cui dovrà essere annunciato il primo segreto…

Prepariamoci a tempi elettrizzanti e a insonnie prolungate

Ave Maria

Padre Livio

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla Nota di approvazione di Medjugorje: 15. La vita eterna

Cari amici, completiamo l’analisi sul documento della Santa Sede con una riflessione sui Messaggi che parlano della vita eterna. La stessa Madonna che scende sulla Terra è un messaggio ben preciso, ovvero tendere alla meta che è il Cielo. I Messaggi sull’Aldilà sono tantissimi e molto belli, a volte con un taglio esistenziale che riflette la bellezza dei Salmi e i brani della Sacra Scrittura.

La vita eterna

26. In tanti messaggi c’è un forte invito a risvegliare il desiderio del paradiso e dunque la ricerca del senso ultimo dell’esistenza nella vita eterna:

«Cari figli, oggi desidero invitarvi tutti a far sì che ognuno di voi si decida per il Paradiso» (25.10.1987). «Dio mi manda per aiutarvi e condurvi verso il paradiso che è la vostra meta» (25.09.1994). «Desidero fare di voi un bouquet molto bello preparato per l’eternità» (25.07.1995). «Senza Lui non c’è futuro né gioia, ma soprattutto non c’è salvezza eterna» (25.04.1997). «Decidetevi per la santità, figlioli, e pensate al paradiso» (25.05.2006). «Nel vostro cuore nascerà il desiderio del cielo. La gioia comincerà a regnare nel vostro cuore» (25.08.2006). «Voi siete così ciechi e legati alle cose della terra e pensate alla vita terrena. Dio mi ha mandato per guidarvi verso la vita eterna» (25.10.2006).

Il solo fatto che la Regina della pace appare è un richiamo per il Cielo e per la meta alla quale è predestinata la nostra vita. Dio ci dona tutte le grazie necessarie per raggiungere il Paradiso, sta a noi accoglierle nel modo più giusto.

«Non dimenticate che siete pellegrini sulla strada verso l’eternità» (25.11.2006).

La vita è un pellegrinaggio con tutto quello che comporta: sacrifici, impegno e perseveranza. Solo in questo modo meriteremo il Paradiso e la vita eterna.

«Non dimenticate che siete passeggieri come un fiore in un campo» (25.01.2007).

Molti Messaggi che riguardano l’aldilà sono presi proprio dai Salmi. D’altronde, la Madonna conosce a fondo la Sacra Scrittura, tanto che le Sue parole sono intessute anche dei pensieri e delle vibrazioni più sottili della Bibbia.

«Non dimenticate che siete pellegrini su questa terra» (25.12.2007).

Come veri discepoli di Gesù, dobbiamo lasciare tutto e portare con noi soltanto le opere buone.

«Tutto passa, figlioli, solo Dio rimane» (25.03.2008).

In un tempo come il nostro, in cui il modernismo dilaga e le cose di questo mondo sono idolatrate, bisogna rammentare che Dio è eterno. Anche nel momento in cui perdiamo delle persone care, in noi vi è un grande dolore ma, nella luce della fede e della Resurrezione di Cristo, ogni separazione di questo genere è un arrivederci in Paradiso, nel Regno di Dio. La morte cristiana è nella luce della speranza di ritrovarci, è una certezza, è la fede al futuro.

«Desidero, figlioli, che ognuno di voi si innamori della vita eterna che è il vostro futuro» (25.01.2009).

Per questo futuro è necessario un lungo lavoro di purificazione del cuore perché purtroppo nasciamo con le conseguenze del peccato originale, che comporta in noi la Triplice Concupiscenza della carne, degli occhi, la superbia della vita. Queste tre componenti si possono sintetizzare in un’espressione molto semplice: la fame di mondo. Il retaggio del peccato originale è la fame di cose, di potere, di ricchezze, di avere, di essere superiori agli altri, tutte cose passeggere e che non soddisfano la nostra fame. Come dice Dante Alighieri: “ché questa bestia, per la qual tu gride,/non lascia altrui passar per la sua via,/ma tanto lo ‘mpedisce che l’uccide/e ha natura sì malvagia e ria,/che mai non empie la bramosa voglia,/e dopo ‘l pasto ha più fame che pria” (Divina Commedia – Inferno – Canto I – vv.61-99).

Amare Dio sopra ogni cosa e amare la vita eterna più delle cose che passano, è un lungo cammino di purificazione. Anche se non vogliamo farlo, Dio provvede. Invece di diventare preda della nostra fame, nella luce di Dio può diventare un dono che Egli ci dà e che possiamo usare per il Suo Regno. Questa bramosità di impossessarsi delle cose che passano è la causa della nostra infelicità.

Come diceva il compianto padre Slavko, il Messaggio più importante della Regina della pace è Lei stessa. Lei è il Cielo sulla Terra, è la felicità che ci aspetta e che ci viene incontro.

Il Nulla Osta avvalla i frutti di Medjugorje che sono dovuti a un miracolo della grazia che cambia i cuori e che sono dovuti alla consapevolezza e alla certezza delle persone. Se c’è la Madonna il Cristianesimo è vero.

Sentendo la parola Medjugorje la prima volta, ho subito creduto. Nel marzo del 1985 sono partito e in un giorno di pioggia sono entrato in Chiesa. Alla Messa erano presenti tantissime persone, sia del posto che pellegrini. Mentre camminavo verso la Sacrestia, passando tra la gente ho avuto una luce interiore che è stata come una chiarezza, una scritta che si è stampata nel mio cuore. Dentro di me si sono palesate queste parole: “Qui c’è la Madonna”. Questo è ciò che ho provato e anche molti altri hanno sperimentato. Il Cristianesimo è l’unica vera religione, perché la Regina della pace è presente, viva e scende sulla Terra.

È importante e decisivo per la fede il credere che ci sia la Gospa. La Chiesa non impedisce ai fedeli di credere e arriverà il momento in cui la Chiesa stessa quando riconoscerà la soprannaturalità, dirà chiaramente che a Medjugorje è apparsa la Madonna. Il fatto che per ora la Chiesa approvi i frutti e i Messaggi, significa molto. Infine, bisogna ricordare che la Chiesa non ha mai impedito di credere. Infatti, il primo giorno che sono andato a Medjugorje, il vescovo di Mostar mi disse che io ero libero di credere o non credere, ma di seguire comunque le disposizioni disciplinari della Chiesa.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

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