Con il Nulla Osta (inaspettato) tutto cambia nella Chiesa, anche la rivelazione dei segreti.
Caro Padre Livio, volevo condividere alcune considerazioni in merito alla conferenza stampa dell’altro giorno e spero di non sbagliarmi.
Intanto la prima sensazione che ho avuto è stata di grande gioia perché la conferenza è andata oltre le mie aspettative, magari tu sei rimasto meno sorpreso perché avevi già qualche notizia informale in più al riguardo.
Soprattutto mi ha stupito il fatto che si sia data tanta attenzione ad una “presunta”, come la chiamano, apparizione che è tuttora in essere e che avrà sviluppi sulla salvezza dell’umanità con le opportune e comprensibili prudenze che si è presa la Chiesa al momento.
E tutti i titoloni fuorvianti dei giornali laici e pure di ambito ecclesiastico sono irrealistici perché non comprendono o non vogliono comprendere la parte fondamentale di Medjugorje cioè che ci sta fare la Madonna là da oltre quarant’anni e tutt’oggi appare, ma questo al momento può anche non essere necessario per l’opinione pubblica, verrà il tempo in cui lo sarà. Lasciamoli alle loro stupidaggini e alla loro madornale superficialità.
Poi mi son reso conto di quanto abbiano influito gli ultimi Papi su quanto sta nel documento ufficiale. A partire dalle testimonianze di San Giovanni Paolo secondo che avrebbe desiderato ardentemente recarsi a Medjugorje ma glielo hanno di fatto impedito e penso che se la distanza geografica tra Belgrado e Medjugorje non fosse proibitiva vi si sarebbe recato in incognito a venerare la Regina della Pace come fece a Civitavecchia.
Papa Benedetto poi, credo abbia avuto un gran intuito a istituire la commissione Ruini perché le precedenti commissioni erano in gran parte prevenute rispetto al “fenomeno” Medjugorje e sappiamo tutti quanto Ratzinger fosse sempre stato in perfetta sintonia col suo predecessore. Per ultimo Papa Francesco che ha avuto un grandissimo coraggio e ha dimostrato davvero di muoversi secondo lo Spirito Santo al di là delle sue personali sensazioni, e con la sua apertura ha dimostrato di aver difeso davvero Medjugorje da chi voleva seppellirla.
Infine , ho avvertito che la Chiesa ha fortemente teso la mano verso quella della Madonna per camminare insieme, e questo dà una gran pace e una sicurezza che confermano la fede. Ed è giusto così perché i tempi che ci aspettano devono vedere la Madre e la Chiesa sullo stesso sentiero in sintonia perfetta e penso anch’io che il segno sulla montagna darà la svolta definitiva sulla approvazione ma questo è importante ma fino ad un certo punto perché ciò che conta davvero è la presa di posizione della gerarchia ecclesiastica già da oggi che dà tanta speranza.
Sul silenzio dei veggenti negli ultimi tempi, ho l’impressione che sia una richiesta del Delegato della Santa Sede a Medjugorje e credo sia sacrosanto perché con tutto il rispetto e il ringraziamento che vanno ai veggenti per quanto hanno fatto di fondamentale fino ad oggi e dovranno fare nei prossimi mesi, ritengo che nel periodo che precede e che attraverserà il tempo dei segreti dovranno essere la Madre Chiesa assieme al Santo Padre il punto di riferimento per l’umanità. E radio Maria sarà la vera voce della Chiesa come del resto lo è stata fino ad oggi nonostante tutte le difficoltà.
Grazie Padre Livio perché sei stato determinante con le tue catechesi e con la tua fermezza incrollabile per tutti questi anni e lo sarai nei prossimi, perché penso che molti della Gerarchia ecclesiastica che hanno portato a questa tappa riguardo a Medjugorje, ascoltano spesso la radio e sono in sintonia con te anche se non possono ancora sbilanciarsi, e questa sensazione è trasparita nella conferenza stampa.
Buon cammino
Andrea
Caro Andrea, hai fatto una esposizione molto equilibrata che apprezzo. Il nocciolo centrale di ogni riflessione, che non ci deve sfuggire, riguarda il fatto “enorme” della approvazione possiamo dire inaspettata della Chiesa, che ha dato a Medjugorje il massimo della fiducia prevista dalla sua scaletta dai sei gradini.
Le apparizioni sono implicitamente riconosciute in base al principio evangelico posto da Gesù: “Dai loro frutti li riconoscerete”. E proprio dai frutti indicati dalla Chiesa i fedeli riconoscono la presenza della Regina della pace.
La Madonna stessa ha posto come momento necessario alla dichiarazione di soprannaturalità il terzo segreto, che riguarda il segno sulla collina delle apparizioni. Il Nulla Osta va quindi visto come una preparazione a quel momento chiave del piano di Maria, affidatole da suo Figlio.
L’approvazione della Chiesa non è un fatto formale, ma una decisione esistenziale con la quale la Chiesa si affida alla Regina della pace in questo passaggio storico in cui è ad alto rischio la sopravvivenza del mondo e della Chiesa stessa.
L’intera Chiesa dovrebbe rigenerarsi in questo affidamento totale, che la Madonna le chiede grazie al Nulla Osta, e divenire sempre più mariana, come è nella sua natura e nella sua vocazione. Sarebbe grave se quel “numero enorme di fedeli e sacerdoti che neanche l’hanno presa in considerazione”, come Lei ha detto, rimanesse tale e quale.
In particolare, come tu hai notato, l’asse dell’attenzione si è spostato, nel senso che ora non sono più i veggenti al centro dell’arena, benché il loro compito sia prezioso e necessario, ma è l’Autorità Ecclesiastica preposta e in ultima istanza il Papa.
Infatti la gestione dei messaggi e la rivelazione dei segreti sarà il compito della Autorità Ecclesiastica a cui Dio ha affidato il governo della Chiesa. Il Compito dei veggenti, come giustamente è stato sottolineato nella presentazione della Nota, è quello della testimonianza concorde della presenza di Maria e dei suoi messaggi. Il resto è compito della Chiesa alla quale tutti devono una cordiale adesione.
Questo era già stato compreso dalla veggente Mirjana che, nella sua autobiografia, ha sorprendentemente auspicato che fosse lo stesso santo Padre (o un suo Incaricato) a rivelare i segreti al mondo. “Non è forse anch’egli un Sacerdote?” si è chiesta la veggente.
E’ persino ovvio che, in particolare nel tempo dei segreti, tutta la Chiesa abbia come punto di riferimento il Papa, il quale troverà aiuto e conforto nelle apparizioni che la Madonna continuerà ad avere con uno degli attuali tre veggenti (Vicka – Ivan – Marija).
Con il Nulla Osta il quadro d’insieme è stato spostato verso la Chiesa e bisogna che tutti ne prendano atto perché chi naviga per contro proprio difficilmente resterà a galla.
Oggi l’ortodossia in Russia si caratterizza sempre più come una religione a parte, che mantiene l’aspetto formale del cristianesimo di rito slavo-orientale, e allo stesso tempo si estende sempre più ad altre confessioni “patriottiche”, fino ad associare anche l’islam e il buddismo nell’unica espressione della patria trinitaria.
La teoria della Russia che unisce i popoli e i mondi nel “mondo russo”, che da oltre due anni sostiene le motivazioni della guerra in Ucraina e da molto prima ispira la rinascita della grande Russia come centro del mondo, ha una formulazione sostanzialmente trinitaria. A partire dall’ideale tardo-medievale di “Mosca – Terza Roma”, in quanto erede di Roma e di Costantinopoli, le dimensioni della realtà russa vengono declinate in versione triadica per diversi aspetti: quello geografico, che attribuisce alla Russia tre coordinate geografiche, Settentrione-Oriente-Occidente a partire dal Circolo Polare Artico, con la metà orientale dell’Europa e la metà settentrionale dell’Asia, quello storico delle tre capitali di Kiev, Mosca e San Pietroburgo e dei tre popoli di Bielorussia, Russia e Ucraina (Russia Bianca, Grande e Piccola), e quello spirituale del cristianesimo latino, greco e slavo.
La Russia è il “mondo terzo” rispetto alle grandi potenze del passato e del presente, come accade oggi nuovamente nel confronto tra l’America e la Cina, un “popolo nuovo” rispetto agli imperi antichi di Roma e Bisanzio, e a quelli dei secoli successivi di Europa e America. Non a caso l’immagine simbolicamente decisiva della missione bellico-spirituale della Russia del presidente Putin e del patriarca Kirill, con la partecipazione di “terze figure” a turno come il metropolita Tikhon di Crimea o il comandante Prigožin della guerra globale, è l’icona della Santissima Trinità di Sant’Andrej Rublev, il monaco del Quattrocento che interpretava la rinascita della Russia di Mosca dopo il Giogo Tartaro insieme ai suoi due maestri, San Sergij di Radonež e San Stefan di Perm.
La religione è in effetti la principale fonte di ispirazione di tutte le varianti storiche della Russia, compresa quella sovietica nella versione “rovesciata” dell’ateismo di Stato. Oggi l’Ortodossia è la grande giustificazione della “difesa dei valori tradizionali” che mobilita tutta la Russia alla guerra contro l’Anticristo occidentale, e si caratterizza sempre più come una religione a parte, che mantiene l’aspetto formale del cristianesimo di rito slavo-orientale, e allo stesso tempo si estende sempre più ad altre confessioni “patriottiche”, fino a formare una nuova “trinità spirituale” che associa all’ortodossia anche l’islam e il buddismo, fino quasi a non distinguerle, nell’unica espressione della patria trinitaria.
Nel 1997, anno decisivo per la svolta del “sovranismo spirituale” che ha poi generato il regime di Vladimir Putin, la Duma di Mosca approvò una nuova legge sulla libertà religiosa, che correggeva quella troppo “liberale” del 1990 di Eltsin, associata a quella ancora più permissiva del 1991 di Gorbačev, che al tramonto dell’era sovietica permettevano a qualunque confessione religiosa di diffondere liberamente il proprio credo. Nella nuova legge, ispirata dalla Chiesa ortodossa dell’allora patriarca Aleksij II insieme al suo futuro successore, il metropolita Kirill, e sostenuta nella Duma dal risorto partito comunista di Gennadij Zjuganov, si affermava che la Russia ha una religione “storicamente principale”, appunto quella ortodossa, a cui si associavano in scala minore altre quattro “religioni tradizionali”: l’islam, l’ebraismo, il buddismo e il cristianesimo, quest’ultimo distinto dall’ortodossia per indicare le varianti protestante e cattolica, minori ma presenti in Russia da secoli.
La nuova legge, irrigidita ulteriormente con successive modifiche, impone la prevalenza dell’ortodossia rispetto a tutte le altre nello schema “1+4”, riducendo le comunità religiose non comprese nello schema allo stato di “non tradizionali” e quindi bisognose di continue conferme e revisioni per permettere la loro esistenza, fino all’esclusione totale di quelle più refrattarie alla registrazione e al controllo, come i Testimoni di Geova, i Pentecostali e il movimento di Scientology. Le 4 “meno tradizionali” sono comunque confinate per principio all’assistenza delle “etnie minori” dell’islam caucasico, il buddismo asiatico e il cristianesimo polacco-tedesco, presenti in varia misura sui territori della Federazione, mentre i “veri russi” sono comunque associati all’ortodossia, anche senza il battesimo e gli altri sacramenti. Con lo sviluppo bellico-religioso degli ultimi anni, delle quattro “minori” di fatto due si esaltano e due scompaiono: islam e buddismo sono sempre più in linea con l’ortodossia, mentre cattolici/protestanti ed ebrei rappresentano i “popoli ostili”, per quanto le loro gerarchie si sforzino di apparire leali col regime militare vigente.
Un articolo di questi giorni sulla Nezavisimaja Gazeta parla in effetti di un sistema religioso “tripartitico” in Russia. L’ebraismo, che i russi determinano con il titolo in sé poco benevolo di iudaizm, subisce gli effetti di un antisemitismo ancestrale dei russi, con i tanti pogrom che li spinsero dalla Bielorussia verso le terre meridionali della Novorossija, la zona del mar Nero tra Odessa e Soči da cui salparono i fondatori del moderno Stato d’Israele. Per quanto il rabbino capo italo-americano Berl Lazar, in Russia dal 1990, si sforzi di apparire “più russo dei russi”, sostenendo entusiasticamente le politiche del Cremlino, gli ebrei oggi sono nuovamente emarginati e perseguitati, soprattutto nelle regioni islamiche caucasiche, ma anche nel resto della Federazione. Per quanto uno dei soggetti federali sia il “Distretto autonomo ebraico” di Birobidžan nella Siberia orientale, creato ai tempi di Stalin come “ghetto ebraico” dell’impero, di fatto oggi gli ebrei russi cercano il più possibile di fuggire dalla Russia, che sostiene i palestinesi nel conflitto in corso dal 7 ottobre dello scorso anno, cercando di raggiungere Israele, il Paese più russofono dopo quelli ex-sovietici.
Anche i protestanti delle confessioni più storicamente radicate in Russia, come i battisti, i luterani e gli ingermanladtsy (scandinavi e finnici), si presentano in ogni occasione come grandi sostenitori della “guerra santa” contro il mondo occidentale, ma la loro stessa identità germanica, baltica e finnica li collega con le regioni meno allineate con Mosca, e oltre i confini con le nazioni europee meno “amichevoli”. Per non parlare dei cattolici, rappresentati in parte preminente dai polacchi e dai lituani, e dagli stessi tedeschi storicamente presenti sul territorio russo. Anche i sei vescovi cattolici (un italiano, tre tedeschi, un polacco e un russo) professano la loro fedeltà alla Russia senza condannare la guerra pur invocando la pace, e alcuni sacerdoti latini russi sostengono pubblicamente la causa bellica, ma la Chiesa “romano-cattolica” è affiancata anche da diverse comunità greco-cattoliche, molto vicine per tradizione ed etnia ai grandi nemici ucraini, e alcune sono state già soppresse dall’alto come “nemiche della Russia”.
L’articolo della Nezavisimaja Gazeta mette piuttosto in rilievo la centralizzazione delle comunità buddiste in Russia, dopo che la Sangkha si era divisa per anni in diversi centri regionali, quello della Calmucchia, della regione di Tuva e della Buriazia, senza mai trovare forme efficaci di unità. Ora il buddismo russo, che rappresenta almeno 6-7 milioni di persone (protestanti, cattolici ed ebrei a stento radunano 4 milioni tutti insieme), ha una nuova sede a Mosca per tutti, e diffonde le sue lamentele per le offese sacrileghe contro Buddha, mentre sostiene entusiasticamente la guerra in Ucraina, in cui i soldati delle regioni buddiste sono tra le principali riserve di “carne da cannone”, con la presenza di cappellani buddisti arruolati direttamente come militari. Nei giorni scorsi è stato festeggiato il 260° anniversario della gerarchia buddista buriata Khambo-lam, con grandi congratulazioni dal presidente Putin e da tutta la dirigenza del Cremlino, soprattutto dall’ex-ministro della difesa Sergej Šojgu, considerato nella nativa Tuva un eroe buddista semi-divino.
L’islam caucasico e asiatico è da sempre un grande sostenitore dell’ortodossia russa, da tradizioni che risalgono alla conversione maomettana dei Khan tatari quando ancora dominavano la Rus’, in sintonia con la Chiesa ortodossa moscovita che traeva grandi vantaggi dai rapporti amichevoli con l’Orda d’Oro del Volga. In un certo senso, l’alleanza tra ortodossi e musulmani è una garanzia storica del dominio imperiale russo sui diversi popoli, tenendo alla larga le versioni più radicali e terroristiche, pur sempre minacciose a partire dai territori dell’Asia centrale. Con il buddismo, l’islam completa la “trinità delle religioni”, e il patriarca Kirill non perde occasione di mostrare quanto l’ortodossia russa sia in grado di unire i popoli e le confessioni nel grande trionfo dei “valori tradizionali morali e spirituali”.
Alla comunione trinitaria sembra però affacciarsi sempre più una quarta ipostasi, anch’essa discendente dalle tradizioni dei popoli della Russia asiatica, a cui lo stesso presidente Putin guarda con particolare interesse. Si tratta dello sciamanesimo mongolo, riconosciuto in Russia come confessione ufficiale pur “ancor meno tradizionale”, ma nel viaggio recente di Vladimir Putin in Mongolia, passando per Tuva, pare ci sia stato un consulto con alcuni sciamani locali riguardo al corso da tenere nella guerra con l’Ucraina, come affermano diverse fonti. Putin si era recato più volte in queste terre, accompagnato dal fido Šojgu, ma questa volta la causa avrebbe assunto un carattere veramente apocalittico: secondo alcuni, il presidente avrebbe chiesto agli sciamani la benedizione per l’uso delle armi nucleari, ed è tornato rincuorato dalle loro assicurazioni che tale scelta non farebbe troppo infuriare gli spiriti maligni. In questo caso, lo sciamanesimo sorpasserebbe anche la “trinità tradizionale”, imponendo un culto che si dissolve nella spiritualità più pura e assoluta, quella della scomparsa degli esseri umani dalla terra.
N. 0709 Giovedì 19.09.2024 Conferenza Stampa di presentazione della Nota “La Regina della Pace” circa l’esperienza spirituale legata a Medjugorje del Dicastero per la Dottrina della Fede Intervento dell’Em.mo Card. Víctor Manuel Fernández Intervento del Rev.do Mons. Armando Matteo Intervento del Dott. Andrea Tornielli Alle ore 11.30 di oggi, in diretta dalla Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione della Nota “La Regina della Pace”, circa l’esperienza spirituale legata a Medjugorje, del Dicastero per la Dottrina della Fede. Sono intervenuti: l’Em.mo Card. Víctor Manuel Fernández, Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede; il Rev.do Mons. Armando Matteo, Segretario per la Sezione Dottrinale del medesimo Dicastero e il Dott. Andrea Tornielli, Direttore Editoriale del Dicastero per la Comunicazione. Ne riportiamo di seguito gli interventi: Intervento dell’Em.mo Card. Víctor Manuel Fernández Queste mie parole, anche se le pagine stampate verranno distribuite ai giornalisti per il loro uso, non costituiscono un documento ufficiale. Includeranno alcune spiegazioni che possono aiutare a cogliere meglio il senso della decisione presa. Su alcuni dettagli di quanto dirò ci sono già state lunghe discussioni che potrebbero ancora continuare, e io do semplicemente la mia interpretazione di questi dati, condivisa da tante altre persone che hanno studiato la questione. Non ripeterò, dunque, quello che dice la Nota, anche se spero che sia letta accuratamente, perché quello che dirò adesso completa quella Nota, aggiungendo alcuni elementi utili. Conosciamo il parere negativo del Vescovo emerito di Mostar, che si è espresso molte volte e in maniera molto diversa. Lui aveva il diritto e il dovere di farlo. Dato che non c’era un consenso attorno alla sua visione, l’Episcopato dell’allora Iugoslavia ha creato una Commissione di studio e al termine dei lavori, nel 1991, ha rilasciato la cosiddetta Dichiarazione di Zara sugli avvenimenti di Medjugorje. A differenza dell’opinione più decisa del Vescovo di Mostar, la Dichiarazione di Zara dice soltanto che: «sulla base delle ricerche sin qui compiute non è possibile affermare che si tratta di apparizioni e fenomeni soprannaturali». Poi, riferendosi ai numerosi pellegrini, propone che «a Medjugorje e con Medjugorje si possa promuovere una sana devozione verso la Beata Vergine Maria, in armonia con l’insegnamento della Chiesa». Questo rapporto non ha prodotto gli effetti che ci si aspettava per cui Papa Benedetto XVI ha deciso di creare una Commissione Internazionale, estranea ai problemi interni della Chiesa in Iugoslavia. Vediamo le conclusioni di questa Commissione Internazionale della Santa Sede, chiamata “Commissione Ruini”. Riguardo alla fase iniziale del fenomeno “Medjugorje”, la Commissione ritiene che «nelle prime sette apparizioni, tra il 24 giugno e il 3 luglio 1981, i ragazzi, psichicamente sani, non sono stati influenzati da nessuno ed hanno concordemente attestato di vedere la Madonna che affidava loro messaggi di conversione e penitenza. Cioè, la devozione sorta a Medjugorje ha un’origine soprannaturale, è autentica». E questi sono i risultati della votazione sulle prime sette presunte apparizioni: Constat de supernaturalitate: 13 voti favorevoli Constat de non supernaturalite: 1 Nondum decernendum: 1 Riguardo alla soprannaturalità delle successive apparizioni, il rapporto dice che nella fase successiva si può pensare ad un influsso esterno da parte di vari soggetti e le apparizioni diventano quasi “programmate”. Nonostante soltanto 2 Membri abbiano espresso un Constat de non supernaturalite per queste apparizioni successive, 12 Membri invece hanno votato con Nondum decernendum: cioè non si trovavano in condizione di emettere un giudizio definitivo. Riguardo ai frutti del fenomeno, questi sono i risultati: Effetti positivi: 5 voti. Effetti misti, ma prevalentemente positivi: 6 voti. Effetti misti: 3 voti. Come sapete, nel mondo ci sono migliaia di gruppi legati a Medjugorje. In una piccola percentuale (5 o 6 diocesi) si sono verificati problemi importanti, e questo impedisce di parlare di effetti solamente positivi. Per questa ragione alcuni membri parlano di frutti misti. Poi l’opinione è maggiormente favorevole alla nomina di un’Autorità dipendente dalla Santa Sede e all’erezione di un Santuario pontificio. L’atteggiamento dei Sommi Pontefici: San Giovanni Paolo II 2 Il 6 luglio 1995 fu preannunciata una visita di Giovanni Paolo II a Medjugorje, durante il viaggio apostolico a Sarajevo. Il Papa, in alcune lettere private, si era infatti espresso positivamente su Medjugorje e aveva manifestato il desiderio di visitare quel luogo. Informato di ciò, Mons. Perić, Vescovo di Mostar, chiese all’allora Congregazione per la Dottrina della Fede di evitare tale visita. Due lettere del Papa San Giovanni Paolo II sono di speciale importanza, delle quali riporto alcuni passaggi: «(…) Ringrazio Sofia per quello che mi fa sapere su Medjugorje. Anch’io visito ogni giorno questo luogo quando prego: mi unisco a tutti quelli che pregano lì e ricevono da lì una chiamata alla preghiera» (Lettera dell’8 dicembre 1992 a Marek e Zofia Skmarnickidi, in Emmanuel Maillard, Il bambino nascosto di Medjugorje, Shalom, 2012); «(…) Purtroppo non sono mai stato a Medjugorje, anche se il mio sguardo è rivolto verso quel luogo. Dica questo a sua moglie. Guardo verso quella parte e mi sembra che quanto di terribile oggi avviene nei Balcani non si possa capire senza Medjugorje» (Lettera del 6 dicembre 1993 al Signor Marek, Ib.). Secondo diversi testimoni, che ripetono pure quanto detto in queste lettere, il santo Papa diverse volte ha espresso un suo intenso desiderio di visitare Medjugorje. Benedetto XVI Abbiamo un chiaro pensiero dell’allora Cardinale Ratzinger proprio a riguardo di Medjugorje, risalente al 1985. Diceva l’allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede: «Uno dei nostri criteri è separare l’aspetto della vera o presunta “soprannaturalità” dell’apparizione da quello dei suoi frutti spirituali. I pellegrinaggi della cristianità antica si dirigevano verso luoghi a proposito dei quali il nostro spirito critico di moderni sarebbe talvolta perplesso quanto alla “verità scientifica” della tradizione che vi è legata. Ciò non toglie che quei pellegrinaggi fossero fruttuosi, benefici, importanti per la vita del popolo cristiano. Il problema non è tanto quello della ipercritica moderna (che finisce poi, tra l’altro, in una forma di nuova credulità) ma è quello della valutazione della vitalità e dell’ortodossia della vita religiosa che si sviluppa attorno a questi luoghi». Vedete, in questo brano il Card. Ratzinger usa l’espressione: “attorno a”. Nelle Norme recentemente pubblicate si dice: “in mezzo a”, ma in definitiva si afferma la stessa cosa: al di là dell’origine soprannaturale delle apparizioni o meno, cosa succede di fatto “attorno a” o “in mezzo a” Medjugorje? C’è una vitalità spirituale, fede, conversione, frutti positivi? Si vede che Dio sta operando cose buone? Non diciamo che lo fa “a causa di” né “attraverso” le apparizioni, sulla cui origine non esprimiamo un giudizio. Quel criterio dell’allora Card. Ratzinger è lo stesso di Papa Francesco ed è quello che si applica in questa Nota. Francesco La visione di Papa Francesco è molto esplicita nelle parole pronunciate nel volo di ritorno da Fatima nel 2017: «Medjugorje: è stata fatta una commissione presieduta dal Cardinale Ruini. L’ha fatta Benedetto XVI. Io, alla fine del ’13 o all’inizio del ’14, ho ricevuto dal Cardinale Ruini il risultato. Una commissione di bravi teologi, vescovi, cardinali. Bravi, bravi, bravi. Il rapporto-Ruini è molto, molto buono. Poi, c’erano alcuni dubbi nella Congregazione per la Dottrina della Fede e la Congregazione ha giudicato opportuno inviare a ognuno dei membri […] anche le cose che sembravano contro il rapporto-Ruini. […] Non mi è sembrato giusto: era come mettere all’asta – scusatemi la parola – il rapporto-Ruini, che era molto ben fatto. […] Il nocciolo vero e proprio del rapporto-Ruini: il fatto spirituale, il fatto pastorale, gente che va lì e si converte, gente che incontra Dio, che cambia vita… Per questo non c’è una bacchetta magica, e questo fatto spirituale-pastorale non si può negare» (Conferenza stampa del Santo Padre durante il volo di ritorno da Fatima, 13 maggio 2017). In quella conferenza stampa, Papa Francesco ha detto pure di aver deciso di nominare un inviato speciale per vedere le cose sul posto, per poter poi dire una parola al riguardo. 3 Quando Sua Ecc.za Mons. Henryk Hoser è stato nominato Inviato Speciale della Santa Sede “per esaminare” la situazione a Medjugorje, si sa che le conclusioni del suo esame, dopo aver vissuto per un periodo a Medjugorje, sono state molto positive, nella linea del rapporto Ruini. Anni dopo, l’attuale Visitatore apostolico, Sua Ecc.za Mons. Aldo Cavalli, anche se preferisce non dare un parere sulla soprannaturalità dei messaggi, ha avuto anche lui uno sguardo molto favorevole, scaturito dalla sua esperienza maturata sul posto. Giorni fa, infatti, ho parlato a lungo con lui e mi ha raccontato la sua vita quotidiana a Medjugorje, che secondo lui è un’oasi di pace e di fede dove Dio, attraverso la Regina della Pace, fa tanto bene. Poi ci sono gli innumerevoli frutti positivi diffusi in tutto il mondo, che Papa Francesco conosce bene. Il 14 gennaio del 2019 è stata resa pubblica una disposizione del Santo Padre, secondo la quale «è possibile organizzare pellegrinaggi a Medjugorje, sempre che si abbia cura di evitare che siano interpretati come una autenticazione degli avvenimenti». Su questa scia, l’attuale nihil obstat Da quanto abbiamo avuto modo di vedere fino ad ora, quello che risalta nei Pontefici è un atteggiamento di grande rispetto di fronte a una devozione tanto diffusa nel popolo di Dio, che si traduce in un’analisi del fenomeno spirituale positivo che accade nel cuore del popolo, piuttosto che in una conclusione sull’origine soprannaturale o meno del fenomeno. Questo si esprime nel nulla osta previsto dalle nuove Norme del Dicastero. Si analizza il fenomeno che oggi possiamo costatare e si arriva a una conclusione pastorale. Riguardo ad un evento spirituale, i fedeli, tramite il nihil obstat, «sono autorizzati a dare ad esso in forma prudente la loro adesione» (Norme, art. 22, §1: cf. Benedetto XVI, Verbum Domini, n. 14). Questa determinazione indica che i fedeli possono ricevere uno stimolo positivo per la loro vita cristiana attraverso questa proposta spirituale, e si autorizza pure il culto pubblico, perché ad ogni modo in mezzo ad essa (non a causa dei presunti fenomeni soprannaturali) si sono verificati molti frutti positivi e non si avverte il pericolo che si siano ampiamente diffusi nel Popolo di Dio effetti negativi o rischiosi. Anche se il decreto viene emanato dal Vescovo locale, in un caso di così tanta diffusione mondiale, il Dicastero è coinvolto in una maniera del tutto speciale. Infatti, al di là dei pellegrinaggi a Medjugorje, la devozione alla Madre di Dio, Regina della Pace, è diffusa in tutto il mondo. In molte nazioni sono sorti tantissimi gruppi di preghiera e devozione mariana, ispirati all’esperienza spirituale di Medjugorje. Sono nate anche opere di carità legate a diverse comunità e associazioni, in particolare a quelle che si occupano di orfani, tossicodipendenti, alcolisti, disabili e ragazzi con diverse problematiche. Tutto questo non è solo una spiritualità di gruppi ecclesiali, ma è diventato un fenomeno popolare che non tiene conto tanto dei messaggi o delle discussioni sull’origine soprannaturale. Ciò che attira è la Regina della Pace e la presenza della sua immagine che si trova nei posti più diversi. In tanti piccoli paesi, in campagna, dappertutto si trova una nicchia con l’immagine della Regina della Pace. Devo confessare che quando io ero parroco in Argentina, avevo proposto ai fedeli di diversi quartieri di costruire delle edicole con l’immagine della Madonna, e la prima immagine che mi hanno proposto è stata quella della Regina della Pace. I messaggi Insieme ai frutti che sono stati menzionati nella Nota, senza riferirci all’origine soprannaturale, il Dicastero ha dovuto analizzare i messaggi, perché questo è un compito diretto del Dicastero. La maggior parte dei messaggi ha un bel contenuto che può stimolare i fedeli alla conversione, a crescere 4 nell’incontro con Cristo, ad essere costruttori di pace nel mondo. Cioè, ripropongono con altre parole più vicine al linguaggio semplice dei nostri popoli, gli incoraggiamenti e le esortazioni che provengono dal Vangelo. Ci sono pure altri pochi messaggi che possono contenere frasi non precise da un punto di vista accademico, frasi non proprio da san Tommaso d’Aquino. Ad esempio, è stato criticato un messaggio dove si dice che i defunti provano gioia quando si offre la Messa per loro. Si tratta di un linguaggio popolare, poetico, esistenziale, non prettamente teologico. Ma se qualcuno guarda con una lente d’ingrandimento, arriva a dire che questo significa che non c’è nessun condannato, o che non si può parlare di gioia se i defunti sono nel purgatorio. Ma è un altro linguaggio che alla fine trasmette una convinzione molto cattolica: che è bello e buono pregare per i nostri defunti, e che questo atto di carità vale più della nostra tristezza per la loro morte. D’altra parte, bisogna ricordare che, quando ci sono esperienze spirituali di diverso tipo, non c’è un dettato, la Madonna non dice: “ripeti o scrivi parola per parola ciò che ti dico”. La persona percepisce un contenuto e fa lo sforzo di ricordarlo e di esprimerlo come meglio possibile, e può darsi che non trovi le parole più adatte per farlo. Allora ciò significa che questi presunti messaggi non si devono leggere come se fossero un testo magisteriale, un pezzo di teologia accademica o di catechismo. Si deve cogliere il nocciolo, il pensiero profondo che sta dietro all’imperfezione delle parole. Per di più, la Nota ricorda un principio decisivo: quando si riconosce l’azione dello Spirito Santo in mezzo a un’esperienza spirituale, non significa che tutto quello che appartiene a quell’esperienza sia esente da ogni imprecisione, imperfezione o possibile confusione. Va ricordato nuovamente che questi fenomeni «a volte appaiono connessi ad esperienze umane confuse, ad espressioni imprecise dal punto di vista teologico o ad interessi non del tutto legittimi» (Norme, n. 14). Questo, dunque, non esclude la possibilità di «qualche errore d’ordine naturale non dovuto a una cattiva intenzione, ma alla percezione soggettiva del fenomeno» (art. 15,2°). Dopo lo studio della Commissione della Conferenza Episcopale Iugoslava, il Vescovo Segretario della Commissione riconosceva che, anche se alcuni messaggi potevano essere erronei, confusi o senza significato, «la maggior parte di questi messaggi attua l’insegnamento del Vangelo e della Chiesa […] e come tali sono il fondamento del suo rinnovamento e della prosperità di tanti fedeli». Qualcuno potrà ancora contestare questa scelta di dare un nulla osta generale ai testi pubblicati, dicendo che, essendoci altri testi dottrinalmente chiarissimi che i fedeli possono leggere, questi messaggi, che appaiono a volte poco precisi, sarebbe meglio proibirli. Ma se facciamo così non resterebbe molto da leggere neanche tra gli autori spirituali. O resterebbe solo un genere di testi molto precisi col conseguente impoverimento dell’ampia ricchezza spirituale della Chiesa. Si dovrebbero proibire, ad esempio, testi dei dottori della Chiesa come santa Caterina da Siena, santa Teresa di Lisieux o addirittura san Giovanni della Croce. Facciamo un esempio. Nel Poema Fiamma d’amor viva, il santo dottore Giovanni della Croce dice – seguite il ragionamento –: «il centro e il fondo della mia anima è la più pura e intima sostanza di essa» (4, 3). Ma parla pure sull’«infinito centro della sostanza dell’anima» (2, 8). Qui le cose si complicano perché: in che senso la sostanza dell’anima sarebbe infinita? Ma ancora più problematico è il fatto che si afferma che questo «centro dell’anima è Dio» (1, 12). Se non si interpretano adeguatamente, questi testi del santo dottore fanno pensare che la sostanza dell’anima è Dio stesso. Vi sembra un linguaggio preciso, che non potrebbe produrre confusioni? Nel caso di santa Teresina, anche lei dottore della Chiesa, vediamo ad esempio questa frase: «Sento sempre la stessa audace fiducia di diventare una grande Santa, perché non faccio affidamento sui miei meriti, visto che non ne ho nessuno, ma spero in Colui che è la Virtù, la Santità stessa: è Lui solo che, accontentandosi dei miei deboli sforzi, mi eleverà fino a Lui e, coprendomi dei suoi meriti infiniti, mi farà Santa» (Ms A, 32rº: 124). Guardate invece cosa insegna il Concilio di Trento: 5 «Se qualcuno affermasse che i giusti non devono aspettare e attendere l’eterna retribuzione da parte di Dio […] come ricompensa per le buone opere […] sia anatema» (Conc. di Trento, Can. sulla giustificazione, 26). «Se qualcuno dice che le buone opere dell’uomo giustificato in tale modo sono doni di Dio, che non sono anche buoni meriti dell’uomo giustificato stesso… sia anatema» (Can. 32). Quando santa Teresita è stata proposta come dottore della Chiesa, alcuni erano contrari perché dicevano che era luterana, a motivo proprio di questi suoi testi. Non sono mancati, infatti, i fanatici che hanno proposto di proibire che i fedeli leggessero questi autori, come al tempo in cui si proibiva pure la lettura della Bibbia perché portava a confusioni. E sia san Giovanni della Croce che santa Teresina avevano avuto una lunga formazione in convento, a differenza di quei ragazzini di Medjugorje. Anche il linguaggio dei grandi mistici punta a trasmettere ai cuori il desiderio di Dio, la voglia di fidarsi pienamente di lui, la capacità di dimenticare se stessi davanti alla gloria infinita di Dio, e riescono ad attirare tante persone nel cammino di maturazione spirituale. Il loro linguaggio, quello più simbolico e sintetico, punta a questo, e tante volte è molto più efficace per questo scopo della Somma Teologica. Nell’esperienza spirituale dei presunti veggenti di Medjugorje, sia che abbia o meno un’origine soprannaturale diretta, possiamo pensare anzitutto che c’è un vissuto interno che tenta di tradursi in parole, e che essi lo fanno con i pochi elementi che possono aver ricevuto nella catechesi. La domanda è piuttosto questa: a cosa ci stimolano questi testi? Con il loro linguaggio semplice ed esistenziale, attirano molte persone che ne ricavano uno stimolo per la loro vita. Allora, quando dicono che i morti gioiscono quando offriamo la Messa per loro, ci chiamano a un gesto di misericordia verso i defunti e ad avere una profonda fiducia nel valore del sacrificio della Messa, e queste cose sono profondamente cattoliche, in un mondo che non crede a niente, anche se un teologo con la lente d’ingrandimento potrebbe dire giustamente che sono parole poco precise o addirittura errori dottrinali. Noi adesso accogliamo questi messaggi, quelli pubblicati nel volume citato nella Nota, non come rivelazioni private, perché non abbiamo una certezza che siano messaggi della Madonna, ma li accogliamo solo come testi edificanti che possono stimolare una vera e bella esperienza spirituale. Ma su questo punto la Nota insiste su un altro principio: i messaggi vanno accolti e valutati nel loro insieme. È proprio in questa visione d’insieme che i testi meno chiari diventano luminosi e completi. Più che i dettagli, ciò che conta soprattutto sono le grandi esortazioni che appaiono insistentemente nell’insieme dei messaggi. Questo vale sia per i testi dei grandi dottori, come san Giovanni della Croce e Santa Teresita, sia per questi semplici testi di Medjugorje. Allora, cosa possiamo sottolineare come aspetti centrali e specifici di questa esperienza di Medjugorje? In primo luogo, la proposta di pace, che si traduce in una figura simbolica nella Regina della Pace: «Cari figli, sono venuta a voi e mi sono presentata come Regina della Pace perché mi manda mio Figlio. Desidero, cari figli, aiutarvi. Aiutarvi affinché venga la pace» (10.08.2012). «Amatevi gli uni gli altri. Siate fratelli tra di voi ed evitate ogni litigio» (25.12.1981). «Cari Figli, anche oggi vi voglio invitare al perdono. Perdonate, figli miei! Perdonate gli altri, perdonate voi stessi» (13.03.2010). Questa carità, che ci permette di portare la pace nel mondo, implica pure di amare quelli che non sono cattolici. Questo è un punto che si comprende meglio nel contesto ecumenico e interreligioso della Bosnia-Erzegovina, 6 segnato da una terribile guerra con forti componenti religiose: «Sulla terra voi siete divisi, ma siete tutti figli miei. Musulmani, ortodossi, cattolici, tutti siete uguali davanti a mio Figlio e a me. Siete tutti figli miei. Ciò non significa che tutte le religioni siano uguali davanti a Dio, ma gli uomini sì. Non basta, però, appartenere alla Chiesa cattolica per essere salvati: occorre rispettare la volontà di Dio […] A chi poco è stato dato, poco sarà chiesto» (20.05.1982). «Voi non siete veri cristiani se non rispettate i vostri fratelli che appartengono alle altre religioni» (21.02.1983). Come non richiamare a una pace tra le religioni nel contesto di una guerra fortemente segnata dalle diverse identità religiose? Nei messaggi appare, poi, un costante invito ad abbandonare uno stile di vita mondano con frequenti richiami alla conversione, e questo appare come il tema centrale: «Cari figli! Oggi vi invito alla conversione. Questo è il messaggio più importante che vi ho dato qui» (25.02.1996). «Il mio Cuore brucia d’amore per voi. La sola parola che desidero dire al mondo è questa: conversione, conversione. Fatelo sapere a tutti i miei figli. Chiedo soltanto conversione» (25.04.1983). Al tempo stesso, emerge un’insistente esortazione a non sottovalutare la gravità del male e del peccato, ma a prendere molto sul serio la chiamata di Dio a lottare contro il male e contro l’influsso di Satana, senza spaventarsi delle prove. «Voi avete permesso, senza accorgervene, che [Satana] prendesse il sopravvento in voi, che vi dominasse […] Non cedete, figli miei! Asciugate dal mio volto le lacrime che verso osservando quello che fate. Guardatevi intorno! Trovate il tempo per accostarvi a Dio in Chiesa. Venite nella casa del Padre vostro. Trovate il tempo per riunirvi in famiglia e supplicare la grazia da Dio. Ricordatevi dei vostri morti, date loro gioia con la celebrazione della Messa. Non guardate con disprezzo il povero che vi supplica per una crosta di pane. Non cacciatelo dalla vostra mensa piena. Aiutatelo! E anche Dio aiuterà voi […] Voi, figli miei, avete dimenticato tutto questo. In ciò ha contribuito anche satana. Non cedete!» (28.01.1987). La Madonna parla di un’opportunità perché finisca la guerra, ma questo richiede la cooperazione dei cristiani con il dono della propria esistenza. Ciò implica una forte chiamata alla responsabilità: «Voi parlate ma non vivete: è per quello, figliuoli, che questa guerra dura così a lungo. Vi invito ad aprirvi a Dio e a vivere con Dio nel vostro cuore» (25.10.1993). In tale contesto troviamo un invito costante alla preghiera nelle sue diverse forme, ma accanto alla preghiera ci deve essere l’amore fraterno, centro del Vangelo: «Questa è l’unica verità ed è quella che mio Figlio vi ha lasciato. Non dovete esaminarla molto: vi è chiesto di amare e di dare» (02.01.2015). Ci sono, poi, pressanti inviti alla testimonianza personale: «Figli miei, vi è data la grande grazia di essere testimoni dell’amore di Dio. Non prendete alla leggera la responsabilità a voi data» (02.11.2012). «Apostoli del mio amore, figli miei, voi siate come raggi di sole che, col calore dell’amore di mio Figlio, riscaldano tutti attorno a loro. Figli miei, al mondo servono apostoli d’amore» (02.10.2018), Aspetti da considerare con cura Abbiamo detto precedentemente che in queste esperienze spirituali c’è di solito una mescolanza tra quello che potrebbe venire da Dio ed altre cose che possono venire dai desideri, dalle storie vissute, dalla formazione ricevuta, dalla cultura dei presunti veggenti. A ben riflettere, se tutto ciò accade anche nella Bibbia, dove si deve 7 discernere tra quello che è un insegnamento divino e quello che è cultura o debolezza umana, a maggior ragione accade in queste esperienze spirituali. La domanda allora è: quali sarebbero i punti deboli in questi messaggi di Medjugorje? Per alcuni è problematica la frequenza dei messaggi, che in realtà non aggiungono niente e che a volte insistono troppo sulla necessità di ascoltare questi messaggi: “Ascoltate i miei messaggi”, “accogliete i miei messaggi”, “vivete i miei messaggi”. A volte, addirittura la Vergine parla dei suoi piani di salvezza e insiste che siano accolti, come se avesse dei piani diversi da quelli di Dio. In questo senso, appare il pericolo di creare una dipendenza eccessiva rispetto alle apparizioni e ai messaggi. Ma colpisce il fatto che diversi messaggi di Medjugorje avvertono di non cadere proprio in questo rischio: «Non andate in cerca di cose straordinarie, ma piuttosto prendete il Vangelo, leggetelo e tutto vi sarà chiaro» (12.11.1982). «Perché fate tante domande? Ogni risposta è nel Vangelo» (19.09.1981). «Non credete alle voci menzognere che vi parlano di cose false, di una falsa luce. Voi, figli miei, tornate alla Scrittura!» (02.02.2018). «Figli miei, leggete il libro dei Vangeli: è sempre qualcosa di nuovo, è ciò che vi lega a mio Figlio, che è nato per portare parole di vita a tutti i miei figli» (02.11.2019). «Voi cercate i segni e i messaggi e non vedete che Dio vi invita con il sorgere del sole al mattino, che voi vi convertiate e ritorniate sul cammino della verità e della salvezza» (25.09.1998). «Che i campi di grano vi parlino della misericordia di Dio verso ogni creatura» (25.08.1999). «Dio vi vuole salvare e vi manda messaggi attraverso gli uomini, attraverso la natura e attraverso molte altre cose che vi possono aiutare a comprendere che dovete cambiare la direzione della vostra vita» (25.03.1990). «Io vi sono più vicina durante la Messa che durante l’apparizione. Molti pellegrini vorrebbero essere presenti nella stanzetta delle apparizioni e perciò si accalcano attorno alla canonica. Quando si spingeranno davanti al tabernacolo, come ora fanno davanti alla canonica, avranno capito tutto, avranno capito la presenza di Gesù, perché fare la Comunione è più che essere veggente» (12.11.1986). «Voi mi chiedete il segno perché si creda alla mia presenza. Il segno verrà. Ma voi non ne avete bisogno: voi stessi dovete essere un segno per gli altri» (08.02.1982). «Cari figli, io vi parlo come Madre: con parole semplici […] Mio Figlio invece, che viene dall’eterno presente, lui vi parla con parole di vita e semina amore nei cuori aperti» (02.10.2017). Questi messaggi sono chiarissimi e da tenere in speciale considerazione. Così sembra che, nell’insieme dei messaggi, si mescolino inviti preziosi che hanno il profumo del Vangelo con i comprensibili desideri dei presunti veggenti che sperano che questi appelli vengano ascoltati affinché il mondo ascolti Cristo e cambi. Ecco perché, nello stesso momento in cui appare l’insistenza schiacciante nell’ascoltare i messaggi, sembra che la Madre del cielo si sia fatta strada dicendo: non soffermatevi su questi messaggi, leggete il Vangelo, non concentratevi tanto su queste cose straordinarie, cercate Cristo che è l’unico Salvatore. Di conseguenza, il problema che eventualmente si pone viene risolto all’interno dello stesso insieme di messaggi. Questo, quindi, non è problematico perché ciò che dicono i messaggi è il Vangelo stesso espresso in parole esistenziali, attuali, semplici. Quando la Madonna chiede di essere ascoltata, è il suo invito a cercare l’amore di Dio e di Gesù Cristo, che deve essere messo in pratica. Questo è evidenziato molto chiaramente in alcuni messaggi: 8 «Ecco, per questo io sono con voi, per insegnarvi ed avvicinarvi all’Amore di Dio» (25.05.1999). «Non vacillate nella fede e non domandatevi il perché pensando che siete soli e abbandonati ma aprite i vostri cuori, pregate e credete fermamente e allora il vostro cuore sentirà la vicinanza di Dio, e che Dio non vi abbandona mai e che è al vostro fianco in ogni momento» (25.12.2019). «Pregate, e attraverso la preghiera incontratevi con mio Figlio, affinché egli vi conceda la forza, affinché egli vi conceda la grazia» (23.06.2017). «Io non dispongo direttamente delle grazie divine» (31.08.1982). «Vivendo i miei messaggi, desidero condurvi a mio Figlio. In tutti questi anni in cui sono insieme a voi, il mio dito è rivolto verso mio Figlio, verso Gesù» (28.12.2012) «Vi invito, cari figli, affinché la vostra vita sia unita a Lui. Gesù è il Re della Pace e solo Lui può darvi la pace che voi cercate. Io sono con voi e vi presento a Gesù» (25.12.1995). «Fra le mie mani ho il piccolo Gesù, il Re della pace» (25.12.2002). «Con grande gioia vi porto il Re della Pace, affinché Egli vi benedica con la sua benedizione» (25.12.2007). «Desidero avvicinarvi sempre di più a Gesù e al suo cuore ferito affinché siate capaci di capire l’amore senza misura che si è dato per ognuno di voi. Per questo, cari figli, pregate affinché dai vostri cuori sgorghi una fonte di amore su ogni uomo e su quelli che vi odiano e vi disprezzano; così, con l’amore di Gesù, sarete capaci di vincere ogni miseria in quel mondo doloroso che è senza speranza per quelli che non conoscono Gesù» (25.11.1991). Pertanto, quello che conta è stare attenti a ciò che l’insieme delle manifestazioni di Medjugorje ci ricorda circa gli insegnamenti del Vangelo, e ad ogni modo concentrare lo sguardo non sui dettagli. Ma questa insistenza nell’ascoltare i messaggi diventa problematica in alcuni messaggi in cui la Vergine dà degli ordini circa date, posti, aspetti pratici, prende decisioni su questioni ordinarie che si dovrebbero discernere in comunità. È il modello di “Madonna postino” che Papa Francesco rifiuta. Ad esempio, quando dice a che ora deve essere celebrata la Messa, o cosa si deve fare il prossimo Avvento, o quando la Chiesa deve festeggiare la memoria della sua nascita. Ricordiamo il seguente messaggio che fa parte di questa categoria: «Il 5 agosto prossimo si celebri il secondo millennio della mia nascita […] Vi chiedo di prepararvi intensamente con tre giorni […] In questi giorni non lavorate» (01.08.1984). Anche se messaggi di questo tipo non sono frequenti in questa esperienza di Medjugorje e alcuni non sono stati nemmeno pubblicati, ne troviamo alcuni che si spiegano solo a partire dai desideri personali dei presunti veggenti. È ragionevole che i fedeli, facendo uso della prudenza e del buon senso, non prendano sul serio o non diano retta a questi dettagli. Si deve ricordare sempre che nelle esperienze spirituali di questo tipo, insieme agli elementi positivi ed edificanti, ce ne sono altri meno importanti. Pareri negativi. Ombre su Medjugorje Quello che vi ho appena accennato è uno degli argomenti utilizzati da coloro che hanno detto che il fenomeno di Medjugorje è falso e persino dannoso per i fedeli. Rispetto a questi pareri negativi, l’allora Congregazione per la Dottrina della Fede, agli inizi del pontificato di Papa Francesco, si era manifestata molto contraria al rapporto Ruini, basandosi soprattutto sul parere di due persone che concludevano il loro studio orientandosi addirittura verso un’origine demoniaca del fenomeno Medjugorje. 9 Tra i commenti che sostengono un parere negativo su Medjugorje, ne ricordiamo qualcuno. Alcuni indicavano che la vita dei ragazzi non era esemplare. E lo dicevano raccontando alcuni dettagli come ad esempio il fatto che nel periodo anteriore alla prima apparizione una delle ragazze fumava, insinuando il dubbio di aver rubato le sigarette al padre. Si sottolineava pure il fatto che i ragazzi hanno riconosciuto di aver mentito due volte, una per non far conoscere un messaggio che si considerava privato e un’altra sotto pressione del padre Vlasic. Essi hanno riconosciuto che quella è stata l’unica volta in cui il padre Vlasic è riuscito a fare pressione su qualcuno dei ragazzi contro la loro volontà. Alcuni sottolineano l’assenza delle virtù eroiche: ma non è detto che le persone che ricevono doni carismatici o messaggi debbano esercitare le virtù in grado eroico. Ciò è richiesto per una beatificazione, e quando si procede alla beatificazione di qualcuno c’è un criterio molto importante: la beatificazione non implica il riconoscere come autentici i presunti fenomeni soprannaturali vissuti da quella persona. Ambedue queste cose vanno separate. Anche nel caso in cui ci fosse la dichiarazione dell’origine soprannaturale, questo non offre alcuna sicurezza sulla santità delle persone. Sono due cose diverse, perché, come spiega la Nota: «quando si riconosce un’azione dello Spirito per il bene del popolo di Dio “in mezzo a” un’esperienza spirituale dalle sue origini fino ad oggi, i doni carismatici (gratiae gratis datae) – che possano essere collegati ad essa – non esigono necessariamente la perfezione morale delle persone coinvolte per poter agire» (Nota, n. 1). Il fatto è che se una persona ha un carisma, ad esempio un carisma di guarigione, quando cade in peccato non perde quel carisma e continua a curare. Certo è che in alcuni casi, per prudenza, la Chiesa potrebbe proibire l’esercizio di un carisma perché esiste un grave rischio di scandalo o di un uso inadeguato del carisma. Un’altra critica è stata che nessuno dei veggenti sia diventato prete o suora: ma queste esperienze non debbono essere necessariamente collegate alla vita religiosa. Èstato criticato anche il fatto che a volte la Vergine annuncia le apparizioni. È vero che gli eventi iniziali erano inaspettati, mentre in seguito erano prevedibili. Tuttavia, in altre apparizioni, come a Fatima, c’erano anche indicazioni del luogo o dell’ora di un’apparizione. Èstato detto pure che ci sono messaggi contraddittori o non ortodossi, di cui abbiamo già parlato, ma alcuni si sono fermati a denunciare un sincretismo religioso, perché la Madonna avrebbe detto che tutte le religioni sono uguali. Tuttavia, i messaggi su questo punto, che hanno un significato molto prezioso nel contesto della guerra in Bosnia-Erzegovina, non lo affermano. Al contrario, dicono proprio questo: «Ciò non significa che tutte le religioni siano uguali davanti a Dio, ma gli uomini sì» (20.05.1982). Un altro punto è che agli inizi di questi fenomeni ci sono stati sacerdoti non esemplari, persino grandi peccatori, vicini ai presunti veggenti. Il padre Vlasic, che era un grande propagandista di Medjugorje, è stato dimesso. Era un uomo con molti problemi e confusioni, ma bisogna chiarire che le sue mancanze morali e sessuali non coinvolgevano i presunti veggenti ma altre persone esterne, soprattutto in Italia. Non si trattava precisamente di un direttore spirituale, e di fatto un’altra delle critiche è che questi ragazzi non avevano né avevano avuto una vera e propria direzione spirituale che potesse illuminarli e guidarli. Questo padre Vlasic è stato provvisoriamente in carica nella parrocchia di Medjugorje per poco tempo, dopo il padre Jozo. Ma al tempo delle prime apparizioni c’era padre Jozo. Vlasic era molto attivo per diffondere Medjugorje e dal 1986 si è trasferito stabilmente in Italia. Lui cercava i ragazzi, ma non era altrettanto vero che loro fossero attaccati a lui. In realtà le prime apparizioni succedono quando non c’era alcun prete nel Paese, e sono continuate con lo stesso stile quando loro non c’erano più, ma è pure vero che i francescani proteggevano i ragazzi dalla persecuzione del governo comunista; due francescani sono stati dimessi ma dopo riabilitati dalla Segnatura apostolica, diverse volte sono stati messi in prigione del governo comunista. La situazione di questi francescani ha aspetti molto diversi e complessi. Alcuni hanno fatto pure un mea culpa per aver lasciato un po’ soli questi ragazzi in una situazione che li superava. Il punto più oscuro e triste è invece il lungo conflitto tra i francescani ribelli (compresi quelli che lavoravano a 10 Medjugorje) e i Vescovi. Ma questo va molto oltre Medjugorje, incomincia molto prima e non è successo a causa di Medjugorje, ma per altri motivi storici che gettano delle ombre anche sul loro lavoro a Medjugorje. Questo conflitto oggi continua con alcuni francescani ribelli, ma questi non sono per niente legati a Medjugorje. Quelli che aiutano a Medjugorje insieme al Visitatore sono lontani da quegli atteggiamenti. Questo mi è stato confermato sia dal Vescovo di Mostar sia dal Nunzio apostolico che dal Visitatore. Si tratta cioè di acqua passata. Su quei primi tempi di Medjugorje la Commissione Ruini ha indagato e ha concluso che «i ragazzi, psichicamente sani, non sono stati influenzati da nessuno ed hanno concordemente attestato di vedere la Madonna». D’ altra parte alcuni ripetono commenti che sono apparsi nei social senza alcuna conferma. Di una delle veggenti si diceva che aveva comprato un intero edificio molto costoso, ma la realtà era che aveva comprato solo l’appartamento dove viveva. E così si ripetono tanti “avrebbe”, “sarebbe”. Comunque, anche se ci fosse una vera azione divina in queste presunte apparizioni, i veggenti non diventano impeccabili. Potevano e possono peccare. Allora, ci si chiede: potrebbero peccare in futuro? Certo che sì. E tutto questo non farà sì che le cose buone di Medjugorje diventino cattive o demoniache, e la Regina della Pace continuerà a fare del bene. Certamente se ci fosse uno scandalo, un fatto pubblico che possa confondere i fedeli, ci vorrà un intervento sia del Visitatore apostolico sia dei Vescovi della Diocesi coinvolta, sia da parte del Dicastero. Il nihil obstat non risolve né chiude tutto per il futuro. È una determinazione aperta agli sviluppi nel tempo e nello spazio. In questo caso si tratta di persone sposate con figli, gente che lavora nella società, persone che vivono in mezzo al mondo sottoposte a tentazioni come tutti gli altri, e non protette dal contesto religioso di un convento. Comunque, rimarrà sempre ferma l’autorizzazione del culto pubblico a Maria, Regina della pace. Un contesto diverso Ad ogni modo, tutte queste cose che sono state commentate per anni, oggi si collocano in un altro contesto, perché non stiamo riflettendo sull’origine soprannaturale. Queste obiezioni potrebbero avere maggiore importanza se ci fosse una dichiarazione di soprannaturalità, ma hanno un’importanza minore in quanto ciò che si valuta è piuttosto il fenomeno spirituale attuale, i frutti presenti, l’opera che lo Spirito Santo compie in questo tempo “in mezzo a” questo fenomeno e non “a causa di” questo fenomeno. Se dico “a causa di questo fenomeno” o “per mezzo di questo fenomeno”, allora ho bisogno di una certezza morale sulla sua origine soprannaturale. Ma se dico solo che lo Spirito Santo fa cose buone “in mezzo a” questo fenomeno, non è necessaria quella stessa certezza, ma soltanto elementi concreti e oggettivi circa la situazione attuale. Continuiamo quindi a parlare di presunti eventi soprannaturali e di presunti messaggi soprannaturali, ma possiamo riconoscere che lo Spirito Santo opera molto bene in questa devozione alla Regina della Pace, in mezzo ai pellegrinaggi, agli incontri di preghiera e alle altre azioni pastorali svolte in connessione con questa devozione. Lo Spirito Santo vuole approfittare di questa occasione in cui i fedeli si sentono radunati, per operare in loro tante cose buone. E la Chiesa, dando questo nihil obstat e approvando il culto pubblico di Nostra Signora della Pace, esprime che non vuole lasciarli soli. Il futuro Cosa accadrà dopo? Quanto saranno importanti i messaggi futuri, se ce ne saranno? Qualora vi fossero, dovranno essere valutati ed approvati per la loro eventuale pubblicazione, e fino a quando non saranno analizzati, si sconsiglia ai fedeli di considerarli come testi edificanti. Questo implica un rischio futuro? Certo che lo è, ed è per questo che al Visitatore è data l’autorità di prendere decisioni al riguardo, in dialogo con il Dicastero. 11 Potrebbero esserci errori nei nuovi messaggi? È possibile, ma potrebbe esserci anche tanta imprudenza. Cioè comunicare le cose come se venissero dalla Vergine senza un adeguato discernimento sulla loro convenienza ed opportunità. Molti dicono: ma è possibile tacere su qualcosa che si crede che la Vergine abbia comunicato? Certo che lo è, come è accaduto con i segreti di Fatima. Pensate pure che il Papa ha il carisma dell’infallibilità: potrebbe usarlo ogni settimana così è tutto più chiaro, e invece non lo usa perché non lo considera conveniente o prudente. Ricordiamo che quando San Paolo parlava dei doni carismatici, spiegava che essi non operano automaticamente o forzatamente, ma che «gli spiriti dei profeti sono sottoposti ai profeti, perché Dio non è un Dio di confusione, ma di pace» (1 Cor 14, 32-33). Lo stesso san Paolo, pur convinto dei doni e delle missioni che aveva ricevuto dal Signore, si recò tuttavia a Gerusalemme per consultare gli Apostoli e quindi sapere con certezza se «non corressi, o non avessi corso invano» (Gal 2, 2). Sulle questioni più importanti per il bene della Chiesa non possiamo discernere senza la guida delle autorità. Perciò la Vergine non comanda che qualcosa venga comunicato necessariamente o immediatamente; non ci usa come burattini o strumenti morti, lascia sempre spazio a un nostro discernimento responsabile, personale ed ecclesiale, circa la convenienza, l’opportunità, la chiarezza di ciò che può essere trasmesso. Su Medjugorje, il discernimento del Visitatore misurerà l’opportunità. Ci sono già molti messaggi che ripetono molte volte le stesse esortazioni, e ricordiamoci che, come dice Papa Francesco, non è consigliabile essere entusiasti di una Vergine Postina. In ogni caso, come ha notato anche il Visitatore, la grande maggioranza di pellegrini non va a Medjugorje per cercare i veggenti e ascoltare i loro messaggi, ma per cercare la forza, la pace interiore, la grazia di essere più santi. È soprattutto un semplice luogo di pace che fa molto bene. Ma Medjugorje è anche gioia. La spiritualità di Medjugorje è gioiosa, festiva, ed include un invito a vivere l’allegria di seguire Cristo, ringraziando anche per le piccole cose belle della vita: «Desidero continuamente introdurvi nella gioia della vita. Desidero che ciascuno di voi scopra la gioia e l’amore che si trovano soltanto in Dio e che soltanto Dio può dare» (25.05.1989). «Cari figli, vi invito a ringraziare Dio per tutti i doni che avete scoperto durante la vostra vita, anche per il dono più piccolo che avete percepito. Io rendo grazie insieme a voi, e desidero che tutti sentiate la gioia» (25.09.1989). «Chi prega, figlioli, sente la libertà dei figli di Dio […] Perché Dio è amore e libertà» (25.10.2021). «Desidero che ognuno di voi sia felice qui sulla terra» (25.05.1987). Finalmente a Medjugorje è anche chiaro che siamo chiamati ad una vita senza confini, al di là della morte. In tanti messaggi c’è un forte invito a svegliare il desiderio del paradiso, la ricerca del senso ultimo dell’esistenza nella vita eterna: «Cari figli, oggi desidero invitarvi tutti a far sì che ognuno di voi si decida per il Paradiso» (25.10.1987). «Nel vostro cuore nascerà il desiderio del cielo. La gioia comincerà a regnare nel vostro cuore» (25.08.2006). «Dio mi ha mandato per guidarvi verso la vita eterna» (25.10.2006). «Non dimenticate che siete pellegrini sulla strada verso l’eternità» (25.11.2006). «Non dimenticate che siete passeggieri come un fiore in un campo» (25.01.2007). «Desidero figlioli, che ognuno di voi si innamori della vita eterna che è il vostro futuro» (25.01.2009). Queste parole possono essere una combinazione di desideri umani e di mozioni divine, ma non possiamo collegarle con le forze del male. Dio, nei suoi misteriosi disegni, anche in mezzo alle imperfezioni umane, ha 12 trovato in Medjugorje un modo di far scorrere un fiume di bene e di bellezza. Probabilmente continuerà ad essere così. [01424-IT.01] [Testo originale: Italiano] Intervento del Rev.do Mons. Armando Matteo Buongiorno! L’ultima Conferenza Stampa del Dicastero si è tenuta, il 17 maggio scorso, in occasione della presentazione delle nuove Norme per precedere nel discernimento di presunti fenomeni soprannaturali. Queste nuove Norme, entrate in vigore il 19 maggio scorso, hanno permesso al Dicastero, in dialogo con i Vescovi diocesani coinvolti, di poter affrontare diversi casi di presunti fenomeni soprannaturali e di poter trovare una soluzione pastorale ad essi. In questi mesi si è potuto così operare il necessario discernimento relativo ·alla devozione a Maria Rosa Mistica (Montichiari); ·all’esperienza spirituale legata al Santuario della Madonna dello Scoglio in Santa Domenica di Placanica; ·all’esperienza spirituale legata al Santuario di Maccio (Villa Guardia); ·all’esperienza spirituale di Chandavila (Spagna) ·e all’esperienza spirituale di Estelle Faguette. In tutti questi casi si è deciso per la determinazione del nihil obstat previsto dalle Norme. Nei mesi scorsi, poi, il Dicastero ha potuto pure affrontare alcuni altri presunti fenomeni soprannaturali: nello specifico le asserite apparizioni e rivelazioni riferite dalla Sig.ra Gisella Cardia (all’anagrafe Maria Giuseppa Scarpulla) e dal Sig. Gianni Cardia; le presunte apparizioni e rivelazioni degli anni 1945-1959 ad Amsterdam e legate alla devozione della “Signora di tutti i popoli” e la figura di Elenita de Jesús. In tutti questi casi si è proceduto alla determinazione (o alla conferma) di un constat de non. Un ulteriore caso di applicazione delle Norme è, in certo senso, anche la lettera del Prefetto a S.E. Mons. Sagayaraj Thamburaj, Vescovo di Tanjore, circa Santuario della Madonna della Salute, a Vailankanni. Nella sua missiva il cardinale Fernandez afferma che la presenza di tanti pellegrini non cristiani in quel luogo non va considerata come una forma di sincretismo o mescolanza di religioni. In altri casi, per ora riservati, c’è una costante interlocuzione con Vescovi per chiarire la situazione: in molti di questi casi il giudizio corrisponde all’attuale “curatur” delle nuove Norme In questo ampio lavoro di discernimento, si colloca l’odierna Conferenza Stampa, la quale ha a tema l’esperienza spirituale legata a Medjugorje. La Nota al riguardo – che verrà a breve dettagliatamente presentata dal Prefetto – è anch’essa frutto delle nuove Norme. Data l’ampiezza del “fenomeno Medjugorje”, è stato necessario un lungo e approfondito studio nel Dicastero – e qui mi permetto di ringraziare tutti gli officiali di entrambe le Sezioni del Dicastero che lavorano con incredibile dedizione – ed è apparso opportuno confezionare le conclusioni raggiunte in un documento più ampio di una lettera indirizzata al Vescovo diocesano. Prima di passare la parola al Prefetto, desidero brevemente ricordare le tappe relative alla vicenda di Medjugorje. 13 Il fenomeno delle presunte apparizioni della Madonna a Medjugorje riguarda gli eventi iniziati il 24 giugno del 1981 nella parrocchia di San Giacomo a Medjugorje, amministrata dai Padri Francescani O.F.M., della Provincia Erzegovinese, nella Diocesi di Mostar-Duvno in ex Jugoslavia (oggi Bosnia ed Erzegovina). Nel tardo pomeriggio di quel giorno, due ragazze Ivanka Ivanković e Mirjana Dragičević si recano in località Podbrdo, ai piedi della collina Crnica. All’improvviso, Ivanka vede la Madonna (non apparsa a Mirjana). Le due ragazze continuano il cammino per il villaggio. Lo stesso giorno, verso le ore 18, sei ragazzi vedono nello stesso luogo la figura di Maria con un bambino tra le braccia: oltre a Ivanka e Mirjana, sono presenti Vicka Ivanković, Ivan Dragičević, Ivan Ivanković e Milka Pavlović. Marija Pavlović e Jakov Čolo, che fanno tutt’ora parte dei sei veggenti, si uniscono agli altri ragazzi il giorno dopo, il 25 giugno. Il 21 luglio dello stesso anno S.E. Mons. Pavao Žanić, Vescovo di Mostar-Duvno, si incontra con i sei “veggenti”, i quali gli riferiscono l’esperienza da poco vissuta. L’Ordinario resta convinto che «i ragazzi non mentono». Manifesterà tale convinzione anche alcuni giorni dopo, in occasione dell’amministrazione della Cresima nella parrocchia di Medjugorje. Successivamente, il 19 novembre del 1983, S.E. Mons. Pavao Žanić invia all’allora Congregazione per la Dottrina della Fede una relazione confidenziale circa la presunta apparizione di Maria, manifestando i suoi «fortissimi dubbi» al riguardo. Il 12 ottobre dell’anno successivo, la Conferenza Episcopale Jugoslava emette una dichiarazione circa i presunti fatti di Medjugorje, richiamando la competenza dell’autorità ecclesiastica circa la valutazione delle apparizioni e proibendo i pellegrinaggi ufficiali a Medjugorje. Il 19 maggio del 1986, la Commissione diocesana incaricata di valutare le presunte apparizioni a Medjugorje emette il proprio giudizio: per 11 membri contro 4 Non constat de supernaturalitate. Nel corso dello stesso anno, il Pro-Nunzio di Belgrado esprime parere negativo sui lavori della Commissione diocesana. L’allora Congregazione per la Dottrina della Fede decide di affidare alla Conferenza Episcopale Jugoslava un nuovo esame del caso. L’anno successivo, precisamente il 9 aprile hanno inizio i lavori della Commissione della Conferenza Episcopale Jugoslava, che si protrarranno sino all’aprile del 1991. Il 10 di quel mese viene pubblicato il rapporto finale della Commissione della Conferenza Episcopale Jugoslava circa il fenomeno di Medjugorje, conosciuto come la Dichiarazione di Zadar (Zara). Che cito: «I vescovi sin dall’inizio seguono le apparizioni di Medjugorje tramite il vescovo della diocesi, la commissione episcopale e la commissione della conferenza episcopale jugoslava per Medjugorje. Sulla base delle ricerche sin qui compiute non è possibile affermare che si tratta di apparizioni e fenomeni soprannaturali. Tuttavia, i numerosi credenti che arrivano a Medjugorje provenienti da vari luoghi e spinti da motivi religiosi e di altro genere hanno bisogno dell’attenzione e della cura pastorale innanzitutto del vescovo della diocesi e poi anche di altri vescovi così che a Medjugorje e con Medjugorje si possa promuovere una sana devozione verso la Beata Vergine Maria, in armonia con l’insegnamento della Chiesa. A tal fine i vescovi forniranno adeguate indicazioni liturgico‒pastorali e tramite la commissione continueranno a seguire e a far luce sugli avvenimenti di Medjugorje». Passiamo al 1994. È il 28 ottobre di quell’anno, quando Mons. Ratko Perić, nuovo Ordinario di Medjugorje, chiede a Giovanni Paolo II di istituire una Commissione per un verdetto definitivo sulle “apparizioni”. A luglio del 1995, invece, si preannuncia una visita di Giovanni Paolo II a Medjugorje durante il viaggio apostolico a Sarajevo. Il Papa, in alcune lettere private, si è infatti espresso positivamente su Medjugorje e sul suo desiderio di visitare il luogo. Informato di ciò, Mons. Perić chiede all’allora Congregazione per la Dottrina della Fede di evitare tale visita, che di fatto non avrà luogo. Il 2 marzo del 1998, dietro richiesta del Vescovo di Saint-Denis-de-La Reunion, l’allora Congregazione per la Dottrina della Fede risponde che i pellegrinaggi privati a Medjugorje sono permessi, a condizione che non si 14 dichiari Medjugorje luogo di apparizioni autentiche. Si dichiara, inoltre, che la posizione di Mons. Perić circa il giudizio constat de non supernaturalitate non è quella della Congregazione per la Dottrina della Fede. Negli anni a seguire, si succedono varie consultazioni tra l’allora Congregazione per la Dottrina della Fede e la nuova Conferenza Episcopale di Bosnia ed Erzegovina in merito a un nuovo esame dell’intera documentazione. La Conferenza Episcopale di Bosnia ed Erzegovina, tuttavia, dichiara di non essere in grado di intraprendere un nuovo esame né lo giudica opportuno. Il punto di svolta reca la data del 14 gennaio del 2008, quando Benedetto XVI decide di istituire una Commissione internazionale per valutare i presunti fenomeni soprannaturali di Medjugorje. Presidente di tale Commissione è il Card. Camillo Ruini. Nel gennaio del 2014, dopo circa sei anni di lavori, la Commissione internazionale emette il proprio giudizio. Le conclusioni della Commissione Ruini non vengono rese note, e questo a motivo di un’esplicita richiesta dell’allora Congregazione per la Dottrina della Fede. Quest’ultima, negli anni successivi, predispone una serie di approfondimenti dell’intera vicenda relativa a Medjugorje. Si chiede il parere di due esperti che giungono a risultati assai diversi rispetto a quelli della Commissione Ruini. Nel dicembre del 2015, ricevuta tutta la documentazione, Papa Francesco avoca a sé ogni decisione su Medjugorje. Successivamente, l’11 febbraio del 2017, Papa Francesco nomina Mons. Henryk Hoser Inviato Speciale della Santa Sede per esaminare la situazione pastorale a Medjugorje, mentre il 14 gennaio del 2019 viene resa pubblica una disposizione del Pontefice, secondo la quale «è possibile organizzare pellegrinaggi a Medjugorje, sempre che si abbia cura di evitare che siano interpretati come una autenticazione degli avvenimenti». C’è da ricordare, infine, che, il 27 dicembre 2021, Papa Francesco nomina Sua Ecc.za Mons. Aldo Cavalli come nuovo Visitatore apostolico a carattere speciale per la Parrocchia di Medjugorje, a tempo indeterminato e ad nutum Sanctae Sedis. Mons. Cavalli succede all’Arcivescovo polacco Henryk Hoser, morto il 13 agosto di quell’anno. Dopo ben 43 anni dall’inizio di questa vicenda, alla luce delle attuali Norme per precedere nel discernimento di presunti fenomeni soprannaturali, il Dicastero ha predisposto la Nota “La Regina della Pace”, che è stata approvata dal Sommo Pontefice il 28 agosto scorso e che ora verrà presentata dal Prefetto. Grazie per la vostra attenzione! [01416-IT.01] [Testo originale: Italiano] Intervento del Dott. Andrea Tornielli In questo mio breve intervento volevo fornire innanzitutto qualche dato statistico e infine raccontare un’esperienza personale. Se si interrogano i motori di ricerca sul web circa le presenze di pellegrini a Medjugorje si trova l’indicazione approssimativa di circa un milione di presenze l’anno. Secondo quanto affermato da monsignor Henryk Hoser, all’epoca visitatore apostolico al santuario di Medjugorje, l’afflusso era, prima della pandemia, di circa tre milioni di pellegrini all’anno, con una concentrazione soprattutto d’estate. Una parte consistente di pellegrini proviene dalla Polonia e dall’Italia, ma si contano presenze da circa 80 Paesi del mondo. «Il numero è certamente in crescita – disse Hoser nell’agosto 2019 – secondo noi la cifra è intorno ai tre milioni di persone all’anno, il flusso maggiore è d’estate ma ci sono pellegrini durante tutto l’anno. È difficile spiegare 15 che cosa li attira, non è una cosa tangibile, la gente cerca una realtà spirituale che riesce a trovare qui nei momenti di preghiera, l’adorazione eucaristica, la meditazione della Parola di Dio, il sacramento della confessione che è tipico di Medjugorje. La maggior parte dei fedeli arrivano dall’Italia e dalla Polonia ma ci sono anche molti visitatori locali, dalla Bosnia-Erzegovina e dalla Croazia, dai Balcani. Questa atmosfera di pace e silenzio, di momenti con il Signore li attira, stanno vivendo forti esperienze di fede, si riavvicinano a Dio e molti ritornano portando i loro amici». Al di là delle differenti stime, si può di certo affermare che Medjugorje sia uno dei luoghi mariani più visitati, nonostante il problema dei trasporti, non essendo agevole raggiungerlo. Ed è anche un fenomeno e una devozione diffusa in tutto il mondo, tra tante persone che non hanno la possibilità di fare il pellegrinaggio. Ci sono due dati statistici interessanti. Il primo riguarda il numero delle Comunioni distribuite nella parrocchia e nei luoghi legati all’apparizione, che da gennaio 1985 a giugno 2024 sono state 47.413.740. Mentre per quanto riguarda il numero dei sacerdoti che hanno concelebrato a Medjugorje dal dicembre 1986 al giugno 2024 il numero è di un 1.060.799. Siccome molti sacerdoti che si recano a Medjugorje solitamente vi ritornano e quel milione include il numero dei concelebranti divisi per mese durante quell’arco temporale che ho citato, con ogni probabilità ci sono molti che sono rientrati più volte nel conteggio. Le statistiche vengono costantemente aggiornate: il mese scorso, agosto 2024, le comunioni distribuite sono state 325.000 e il numero dei sacerdoti concelebranti 9.582 (309 al giorno). Vorrei ora accennare a un dato riguardante la tipologia dei pellegrini sulla base dell’unico studio scientifico, curato dal sociologo dell’Università Cattolica di Milano Luca Pesenti. La sua ricerca è pubblicata nel volume «La mia vita è cambiata a Medjugorje», curato da Gerolamo Fazzini (Edizioni Ares). Pesenti, che non nasconde la sua «freddezza» rispetto al fenomeno, ha analizzato un campione di 1049 questionari, compilati da pellegrini che Rusconi Viaggi ha portato a Medjugorje tra l’aprile e l’ottobre 2015 in autobus o in aereo. Anche qui va chiarito che si tratta di un campione selettivo, in quanto riguardante una sola agenzia di viaggi specializzata nell’organizzare i pellegrinaggi a Medjugorje. Queste le motivazioni che spingono al pellegrinaggio: per il 38% la ricerca di un conforto spirituale, per il 23% la richiesta di grazie per sé o per altri, per l’11,7 % il ringraziamento per grazie ricevute, fino al 17,7% per una necessità di contatto con il sacro o per il 15% a motivo di un invito. I semplici curiosi sono solo il 5,6%. I pellegrini sono credenti che mettono in cima alle priorità ideali quelle legate all’incontro con i bisogni dell’altro (53,3%) e alla difesa e rispetto della vita in tutte le sue forme (51,4%). Un dato interessante: quasi la metà del campione (48,8%) era già stato in precedenza a Medjugorje e nei due terzi di questi ultimi casi siamo di fronte a una sorta di pellegrinaggio ripetuto più e più volte. Per il 39% è stato il primo luogo di pellegrinaggio in assoluto, mentre per l’8% è stato il primo pellegrinaggio mariano. Da prima a dopo il viaggio cambia il giudizio sulle apparizioni: la sicurezza moderata dell’inizio, segnalata dal 70%, supera l’85% al termine del viaggio, con una certezza «assoluta» raggiunta dal 59% (rispetto al 41% dichiarato alla partenza). «Si tratta – spiega Pesenti – di un effetto di spostamento molto rilevante, che abbatte l’area del dubbio e dello scetticismo sotto il 9% rispetto al 22% di partenza». Solo il 5% degli intervistati è tornato a casa con un giudizio deludente. La grande maggioranza di quelli che fanno ritorno a Medjugorje segnala un cambiamento di vita. Il 48,8% dichiara che «qualcosa» è cambiato dopo la prima visita e che «molto» è cambiato per un ulteriore 30,4%, fino al cambiamento radicale segnalato dal 14,5% dei casi. L’effetto Medjugorje porta a un aumento di frequenza nella pratica religiosa, ai sacramenti e alla preghiera. 16 Permettetemi ora un breve racconto personale. Ho voluto fare il pellegrinaggio a Medjugorje nel giugno 2011, quando stavo iniziando il mio lavoro al quotidiano la Stampa e a Vatican Insider. Ho voluto farlo partendo con un bus di pellegrini da Milano, non in aereo. Ho ascoltato e incontrato la veggente Vicka. Sono salito sul monte delle apparizioni. Due cose mi hanno profondamente colpito. Nonostante fossero giorni infrasettimanali, all’adorazione eucaristica serale dentro la grande chiesa parrocchiale non c’era un centimetro quadrato libero dove potersi inginocchiare, tanta era la gente che vi partecipava. E poi mi hanno toccato il cuore alcune testimonianze di amici dei veggenti, loro coetanei. Non erano stati direttamente coinvolti nel presunto fenomeno soprannaturale, non avevano “visto” nulla. Eppure vivevano un’esperienza di fede intensa, che si riverberava soprattutto nella capacità di perdono e misericordia nei confronti di vicini di casa che si erano macchiati di gravi crimini durante gli anni terribili della guerra fratricida nei Balcani. A me, più che le parole dei veggenti, più che l’interrogarsi sui segreti e sul futuro, hanno colpito e riempito il cuore queste semplici testimonianze di persone che per fede erano capaci di perdonare chi aveva ucciso un loro parente e che fino a poche settimane prima era un normale vicino di casa. Sono tornato indietro con la consapevolezza che lì accade davvero qualcosa di buono per le persone che vivono questa esperienza. [01413-IT.01] [Testo originale: Italiano] [B0709-XX.01]
Gustiamo col cuore questo grande dono del Signore, il giorno di Domenica, il giorno della sua resurrezione, pieno di luce e di speranza che apre gli scenari della vita oltre gli orizzonti del tempo, nell’eternità beata, dove non ci saranno più le sofferenze, il male e la morte.
Dopo la fatica e il logorio della settimana, rinnoviamo noi stessi nell’incontro col Signore, nella sua Chiesa santa, attingendo alle fonti della grazia, alla sua Parola e al Pane della vita, che ci infondono la forza per continuare il nostro impegno di fedeltà e il nostro cammino verso il Cielo.
Il Vangelo ci presenta Gesù che cammina con i suoi apostoli in luoghi deserti, al riparo delle folle, e Gesù ne approfitta per istruire i suoi Apostoli sul senso della sua missione, che non è trionfatrice come loro pensano, ma incamminata verso l’umiliazione della Croce, passaggio necessario per la gloria delle Resurrezione.
Le sue parole sono chiare. Gli apostoli ascoltano, non capiscono e non osano fare domande: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà».
Giunti a casa Gesù chiede loro di che cosa avevano parlato, ma essi tacciono. Infatti avevano fra loro discusso fra loro su chi fosse il più grande. Seguono Gesù, ascoltano le sue parole, hanno davanti agli occhi l’esempio della sua vita, ma il loro modo di vivere di pensare e di palare è mondano.
Così purtroppo accade anche a noi, perché cristiani non si nasce, ma si diventa cambiando la proprio vita, un impegno quotidiano e mai esaurito, perché tale è la conversione.
Gesù però è paziente, sa che gli apostoli sono di pasta buona, che va lavorata con pazienza. Allora spiega loro che nel Regno di Dio chi vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti il servitore di tutti”. Son parole incomprensibili allo spirito del mondo, dove la lotta per il primato è la molla della vita.
Per esser più convincente Gesù chiama a sé un bambino e abbracciandolo dice: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».
Il significato è chiaro: Per essere cristiani che riflettono l’immagine di Gesù dobbiamo avere la piccolezza, la semplicità e la purezza di cuore dei bambini. Nella misura in cui ci gonfiamo ci mondanizziamo. Al contrario la mortificazione del desiderio di eccellere e di prevalere sugli altri offusca in noi l’immagine di Gesù.
Preghiamo spesso con queste belle parole: O Gesù mite ed umile di cuore fa il mio cuor simile al tuo.
Dal Vangelo secondo Marco Mc 9,30-37
In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.
Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti».
E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato”.
La Chiesa ormai ha un controllo totale su Medjugorje
Carissimo Padre Livio,
grazie per tutto quello che anche lei ha fatto, ai microfoni di Radio Maria, in tutta questa lunga avventura di Medjugorje per arrivare al Nulla Osta, un traguardo di grande importanza nel piano della Gospa.
Però mi permetta di vedere anche l’altra faccia della medaglia.
Infatti ora la situazione è quella di un controllo totale della Chiesa sui veggenti, sui messaggi e sui segreti, in pratica, mi permetto di dire, un controllo sulla Madonna.
Possiamo stare tranquilli? Mi dica Lei con la consueta schiettezza.
Eugenio di Monza
Caro Eugenio,
mettiamoci bene in testa che senza la Chiesa una apparizione, anche se autentica, appassisce e muore. E’ quello che probabilmente è accaduto a Garabandal.
L’ approvazione della Chiesa è la premessa necessaria per l’inizio del tempo dei segreti, così come il riconoscimento della soprannaturalità sarà necessario per affrontare i sette flagelli (i segreti dal quarto al decimo)
E’ chiaro che col nulla Osta la Chiesa si è preso sulle spalle il progetto di Maria a Medjugorje, un progetto che riguarda la salvezza del mondo e della stessa Chiesa.
E’ quindi necessario che la Chiesa diventi sempre più consapevole dell’enorme responsabilità che si è presa sulle spalle e la porti avanti con sollecitudine, con fedeltà e con coraggio, nell’umile servizio alla Regina della pace.
La Chiesa dovrà credere nella Gospa, fidarsi di Lei e aderire totalmente alle sue disposizioni. Come potrà la Chiesa salire lungo il Calvario se non si lascerà prendere per mano dalla Madre?
Nel medesimo tempo anche noi, che siamo le pecorelle, dobbiamo avere fiducia nella Chiesa e nei suoi Pastori, che Cristo ha scelti come nostra guida, specialmente in questo tempo di inganni del Falsario.
In ogni caso non dovremo attendere molto: col primo segreto la situazione incomincerà a precipitare e non ci resterà che correre sotto il manto di Maria, nostra speranza e nostra salvezza.
Nota circa l’esperienza spirituale legata a Medjugorje
Premessa
1. È arrivato il momento di concludere una lunga e complessa storia attorno ai fenomeni spirituali di Medjugorje. Si tratta di una storia in cui si sono susseguite opinioni divergenti di Vescovi, teologi, commissioni e analisti.
Le conclusioni che vengono espresse in questa Nota si pongono nel contesto di quanto è determinato nelle attuali Norme per procedere nel discernimento di presunti fenomeni soprannaturali (Dicastero per la Dottrina della Fede, 17 maggio 2024; d’ora in poi abbreviato in Norme). Di conseguenza, la prospettiva dell’analisi è assai differente da quella utilizzata in studi anteriori.
È importante chiarire sin dall’inizio che le conclusioni di questa Nota non implicano un giudizio circa la vita morale dei presunti veggenti. D’altra parte, si deve ricordare che, quando si riconosce un’azione dello Spirito per il bene del Popolo di Dio “in mezzo a” un’esperienza spirituale dalle sue origini fino ad oggi, i doni carismatici (gratiae gratis datae) – che possano essere collegati ad essa – non esigono necessariamente la perfezione morale delle persone coinvolte per poter agire.
2. Sebbene nell’insieme dei messaggi legati a questa esperienza spirituale troviamo tanti elementi positivi che aiutano a cogliere la chiamata del Vangelo, certi messaggi – secondo l’opinione di alcuni – presenterebbero delle contraddizioni o sarebbero legati a desideri o interessi dei presunti veggenti o di altre persone. Non si può escludere che ciò possa essere successo nel caso di alcuni pochi messaggi e questo fatto ci ricorda quanto dicono le Norme di questo Dicastero: che tali fenomeni «a volte appaiono connessi ad esperienze umane confuse, ad espressioni imprecise dal punto di vista teologico o ad interessi non del tutto legittimi» (Norme, n. 14). Questo non esclude la possibilità di «qualche errore d’ordine naturale non dovuto a una cattiva intenzione, ma alla percezione soggettiva del fenomeno» (Ivi, art. 15,2°). Come esempio di questo linguaggio mistico impreciso e in definitiva incorretto dal punto di vista teologico, possiamo menzionare – tra i messaggi collegati a Medjugorje (cfr. Raccolta completa dei messaggi della Regina della Pace. «Vi supplico: convertitevi!», Camerata Picena [An] 2024; in alcuni casi la traduzione è stata migliorata confrontandola con il testo originale) – l’espressione isolata di “mio Figlio, uno e trino, vi ama” (02.11.2017). Non è inusuale che in testi mistici, che vogliono esprimere la presenza di tutta la Trinità nel mistero del Verbo incarnato, si usino parole non adatte come queste. In questo caso, si deve intendere che nel Figlio fatto uomo si manifesta l’amore del Dio uno e trino (cfr. Dicastero per la Dottrina della Fede, “Trinità Misericordia”. Lettera al Vescovo di Como circa l’esperienza spirituale legata al Santuario di Maccio [Villa Guardia], 15 luglio 2024). Inoltre, il lettore avrà l’avvertenza di tenere presente che, ogni volta che nella presente Nota ci si riferisce a “messaggi” della Madonna, si intende sempre “presunti messaggi”.
Per il discernimento degli eventi collegati a Medjugorje, prendiamo in considerazione fondamentalmente l’esistenza di frutti chiaramente verificati e l’analisi dei presunti messaggi mariani.
I frutti
3. Un effetto immediato attorno ai fenomeni di Medjugorje è stato il grande e crescente numero di devoti in tutto il mondo e le numerose persone che vi si recano in pellegrinaggio dalle più variegate provenienze.
I frutti positivi si rivelano soprattutto come la promozione di una sana pratica di vita di fede, d’accordo con quanto presente nella tradizione della Chiesa. Questo, nel contesto di Medjugorje, riguarda sia coloro che erano lontani dalla fede sia coloro che fino a quel momento avevano praticato la fede in modo superficiale. La specificità del luogo consiste in un gran numero di tali frutti: le abbondanti conversioni, il frequente ritorno alla pratica sacramentale (Eucarestia e riconciliazione), le numerose vocazioni alla vita presbiterale, religiosa e matrimoniale, l’approfondimento della vita di fede, una più intensa pratica della preghiera, molte riconciliazioni tra coniugi e il rinnovamento della vita matrimoniale e familiare. Occorre menzionare che tali esperienze avvengono soprattutto nel contesto del pellegrinaggio ai luoghi degli eventi originari piuttosto che durante gli incontri con i “veggenti” per presenziare alle presunte apparizioni.
4. L’intensa pastorale quotidiana nella parrocchia di Medjugorje è aumentata a causa del “fenomeno Medjugorje”. Possiamo osservare ogni giorno la recita di varie parti del Rosario, la Santa Messa (con numerose celebrazioni anche durante i giorni feriali), l’adorazione del SS.mo Sacramento, numerose confessioni. Fuori della chiesa parrocchiale si trovano due Viae Crucis, un grande salone per le catechesi e una cappellina per l’adorazione. Oltre alla vita sacramentale‒spirituale ordinaria, a Medjugorje si svolgono diverse attività regolari, come per esempio seminari annuali di diverso tipo, il Festival della Gioventù, ritiri spirituali per i sacerdoti, per le coppie di sposi, per gli organizzatori di pellegrinaggi, per le guide dei centri della pace e dei gruppi di preghiera.
Da decenni, la parrocchia di Medjugorje continua altresì ad essere una grande meta di pellegrinaggi. A differenza di altri luoghi di culto, legati a delle apparizioni, sembra che a Medjugorje le persone si rechino soprattutto per rinnovare la propria fede piuttosto che in ragione di precise richieste concrete; è registrata persino la presenza di gruppi di cristiani ortodossi e di musulmani.
5. Molti fedeli hanno scoperto la loro vocazione al sacerdozio o alla vita consacrata nel contesto del “fenomeno Medjugorje”. Le storie di queste persone sono assai diverse, convergendo però nella stessa esperienza spirituale di sentirsi chiamate a questo tipo di sequela di Gesù. Alcune persone vi si sono recate per conoscere la volontà di Dio nella loro vita, altre solo per curiosità o non credendoci affatto. Un certo numero di persone, poi, riferisce di aver ricevuto la grazia della vocazione sotto un forte desiderio di donarsi totalmente a Dio sul monte delle presunte apparizioni, altre nel contesto dell’adorazione davanti al Santissimo.
Per tante persone la vita è cambiata dopo aver accolto la spiritualità medjugoriana nella vita quotidiana (messaggi, preghiera, digiuno, adorazione, Santa Messa, confessione…), e come conseguenza hanno preso una decisione a favore della chiamata sacerdotale o religiosa. Certuni sentono di aver ricevuto a Medjugorje la conferma decisiva di una vocazione maturata già da tempo. Ci sono altresì tanti casi di scoperta della vocazione particolare fuori di Medjugorje, ma nel contesto di gruppi ispirati dalla sua spiritualità e dalla lettura di libri attorno a questa esperienza.
Non mancano tante vere conversioni di persone lontane da Dio e dalla Chiesa, le quali sono passate da una vita segnata dal peccato a cambiamenti esistenziali radicali orientati al Vangelo. Nel contesto di Medjugorje si riportano pure numerosissime guarigioni.
Tanti altri hanno scoperto la bellezza di essere cristiani. Per molti, Medjugorje è diventato un luogo scelto da Dio per rinnovare la loro fede: c’è, quindi, chi vive questo luogo come un nuovo punto di partenza per il suo cammino spirituale. In alcuni casi, molti hanno potuto superare le proprie crisi spirituali grazie all’esperienza di Medjugorje. Altri riferiscono il desiderio suscitato nel contesto di Medjugorje di donarsi profondamente al servizio di Dio nell’obbedienza verso la Chiesa o a un maggiore impegno nella vita di fede nella propria parrocchia di origine. In molte nazioni in tutto il mondo, nel frattempo, sono sorti tantissimi gruppi di preghiera e devozione mariana, ispirati dall’esperienza spirituale di Medjugorje. Sono sorte anche opere di carità legate a diverse comunità e associazioni, in particolare quelle che si occupano di orfani, tossicodipendenti, alcolisti, ragazzi con diverse problematiche, disabili.
È particolarmente notevole la presenza di molti giovani, di coppie giovani e di adulti, che riscoprono a Medjugorje la fede cristiana tramite la Madonna: questa esperienza li indirizza verso Cristo nella Chiesa. Una testimonianza della forte presenza dei giovani a Medjugorje sono i Festival annuali della Gioventù.
Al di là di questi frutti concreti, il luogo è percepito come uno spazio di grande pace, di raccoglimento e di pietà sincera e profonda che contagia.
In conclusione, si può riportare un quadro riassuntivo di frutti positivi legati a questa esperienza spirituale che, nel frattempo, si sono separati dall’esperienza dei presunti veggenti, i quali non sono più da percepire come mediatori centrali del “fenomeno Medjugorje”, in mezzo al quale lo Spirito Santo opera tante cose belle e positive.
Aspetti centrali dei messaggi
La Regina della Pace
6. Anche se la Gospa [ossia Signora] attribuisce a sé stessa più frequentemente il nome di Madre, secondo varie espressioni (Madre della Chiesa, di Dio, dei giusti, dei santi ecc.), il titolo più originale è quello di “Regina della Pace” (cfr. messaggio del 16.06.1983). Questo titolo offre una visione teocentrica e molto ricca della pace, che non significa soltanto l’assenza di guerra ma ha un senso spirituale, familiare e sociale. La pace di cui qui si parla, infatti, si realizza soprattutto grazie alla preghiera, ma si diffonde anche attraverso l’impegno missionario. Uno dei tratti prevalenti della spiritualità che emerge dai messaggi è l’affidamento a Dio tramite il proprio pieno affidamento a Maria, in modo da essere strumenti di pace nel mondo. I messaggi attorno a questo tema sono assai numerosi. Ne riportiamo alcuni:
«Cari figli, sono venuta a voi e mi sono presentata come Regina della Pace perché mi manda mio Figlio. Desidero, cari figli, aiutarvi. Aiutarvi affinché venga la pace» (10.08.2012).
«Pace. Pace. Pace. Riconciliatevi. Riconciliatevi con Dio e tra di voi» (26.06.1981).
«Cari figli, senza preghiera non c’è pace. Perciò vi raccomando, cari figli, di pregare per la pace davanti alla Croce» (06.09.1984).
«Vi invito tutti a pregare responsabilmente per la pace. Pregate, cari figli, affinché la pace regni nel mondo, affinché la pace regni nel cuore degli uomini, nel cuore dei miei figli. Perciò siate i miei portatori di pace in questo mondo inquieto; siate il mio segno vivo, un segno di pace» (05.08.2013).
«Cari figli, vi invito tutti voi che avete sentito il mio messaggio della pace a realizzarlo con serietà e amore nella vita. Molti sono quelli che pensano di fare molto parlando dei messaggi, ma non li vivono. Io vi invito, cari figli, alla vita e al cambiamento di tutto ciò che di negativo è in voi, affinché tutto si trasformi in positivo e in vita» (25.05.1991).
«Voi sbagliate quando guardate al futuro pensando soltanto alle guerre, ai castighi, al male. Se pensate sempre al male vi mettete già sulla strada per incontrarlo. Per il cristiano c’è un unico atteggiamento nei confronti del futuro: la speranza della salvezza. Il vostro compito è quello di accettare la pace divina, di viverla e di diffonderla» (10.06.1982).
«Il mondo di oggi vive in mezzo a forti tensioni e cammina sull’orlo di una catastrofe. Può essere salvato soltanto se troverà la pace. Ma la pace potrà averla soltanto ritornando a Dio» (15.02.1983).
«Io mi sono presentata qui come Regina della Pace per dire a tutti che la pace è necessaria per la salvezza del mondo. Soltanto in Dio si trova la vera gioia dalla quale deriva la vera pace. Perciò chiedo la conversione» (16.06.1983).
«Portate la pace nei vostri cuori. Abbiatene cura come di un fiore che ha bisogno di acqua, tenerezza e luce» (25.02.2003).
La pace che sgorga dalla carità
7. Questa pace non è fine a sé stessa né esprime il valore cristiano più alto. È frutto della carità vissuta, che è la virtù più grande e più bella. Si tratta dell’amore che si abbandona all’amore di Dio e si esprime nell’amore fraterno che evita i litigi, non giudica e perdona:
«Amatevi gli uni gli altri. Siate fratelli tra di voi ed evitate ogni litigio» (25.12.1981). «Cari Figli, anche oggi vi voglio invitare al perdono. Perdonate, figli miei! Perdonate gli altri, perdonate voi stessi» (13.03.2010). «Cari figli, questo è il tempo del ringraziamento. Oggi, da voi cerco l’amore, non cercate errori e sbagli negli altri e non giudicateli» (04.05.2020).
Questa carità, che ci permette di portare la pace nel mondo, implica pure l’amore per quelli che non sono cattolici. È vero che non si tratta di proporre un sincretismo né di dire che «tutte le religioni sono uguali davanti a Dio». Ciononostante, tutte le persone sono amate. Questo è un punto che si capisce meglio nel contesto ecumenico e interreligioso della Bosnia ed Erzegovina, segnato da una terribile guerra con forti componenti religiose:
«Sulla terra voi siete divisi, ma siete tutti figli miei. Musulmani, ortodossi, cattolici, tutti siete uguali davanti a mio Figlio e a me. Siete tutti figli miei. Ciò non significa che tutte le religioni siano uguali davanti a Dio, ma gli uomini sì. Non basta, però, appartenere alla Chiesa cattolica per essere salvati: occorre rispettare la volontà di Dio […]. A chi poco è stato dato, poco sarà chiesto» (20.05.1982). «Voi non siete veri cristiani se non rispettate i vostri fratelli che appartengono alle altre religioni» (21.02.1983). Sebbene si ricordila necessità di «conservare a ogni costo la fede cattolica per voi e per i vostri figli» (19.02.1984).
Il Re della Pace
8. Al titolo di “Regina della Pace” corrisponde quello di “Re della Pace” attribuito a Gesù:
«Vi invito, cari figli, affinché la vostra vita sia unita a Lui. Gesù è il Re della Pace e solo Lui può darvi la pace che voi cercate. Io sono con voi e vi presento a Gesù» (25.12.1995). «Fra le mie mani ho il piccolo Gesù, il Re della pace» (25.12.2002). «Con grande gioia vi porto il Re della Pace, affinché Egli vi benedica con la sua benedizione» (25.12.2007).
Soltanto Dio
9. I messaggi offrono una visione fortemente teocentrica della vita spirituale ed è frequente l’invito all’abbandono fiducioso in Dio che è amore:
«Cari figli, oggi vi invito all’abbandono totale a Dio. Tutto ciò che fate e tutto ciò che possedete, datelo a Dio, affinché Lui possa regnare nella vostra vita come Re di tutto. Non abbiate paura» (25.07.1988).
«Cari figli, oggi vi invito a vivere, nel corso di questa settimana, le seguenti parole: IO AMO DIO! Cari figli, con l’amore voi conseguirete tutto, anche ciò che ritenete impossibile» (28.02.1985).
«Cari figli, vi invito all’abbandono totale in Dio. Tutto ciò che possedete sia nelle mani di Dio. Soltanto così avrete la gioia nel cuore. Figlioli, rallegratevi di tutto quello che avete. Ringraziate Dio perché tutto è un suo dono a voi. Così potrete nella vita ringraziare per tutto e scoprire Dio in tutto, anche nel più piccolo fiore» (25.04.1989).
10. Alla luce di tutto ciò, possiamo riconoscere un nucleo di messaggi nei quali la Madonna non pone sé stessa al centro ma si mostra pienamente orientata verso la nostra unione con Dio:
«Ecco, per questo io sono con voi, per insegnarvi ed avvicinarvi all’Amore di Dio» (25.05.1999).
«Vi invito per prima cosa ad amare Dio, Creatore della vostra vita, e dopo riconoscerete ed amerete Dio in tutti» (25.11.1992).
«Io sono con voi e intercedo davanti a Dio per ognuno di voi affinché il vostro cuore si apra a Dio e all’amore di Dio» (25.03.2000).
«Vi invito tutti a crescere nell’amore di Dio come un fiore che sente i raggi caldi della primavera» (25.04.2008).
«Non vacillate nella fede e non domandatevi il perché pensando che siete soli e abbandonati ma aprite i vostri cuori, pregate e credete fermamente e allora il vostro cuore sentirà la vicinanza di Dio, e che Dio non vi abbandona mai e che è al vostro fianco in ogni momento» (25.12.2019).
11. Per questa ragione, Maria invita a incontrare Dio che è sempre presente nella vita di ogni giorno:
«Voi cercate i segni e i messaggi e non vedete che Dio vi invita con il sorgere del sole al mattino, che voi vi convertiate e ritorniate sul cammino della verità e della salvezza» (25.09.1998). «Che i campi di grano vi parlino della misericordia di Dio verso ogni creatura» (25.08.1999). «Dio vi vuole salvare e vi manda messaggi attraverso gli uomini, attraverso la natura e attraverso molte altre cose che vi possono aiutare a comprendere che dovete cambiare la direzione della vostra vita» (25.03.1990).
Cristocentrismo
12. L’intercessione e l’opera di Maria appaiono chiaramente sottomesse a Gesù Cristo come autore della grazia e della salvezza in ogni persona:
«In modo particolare, figlioli, vorrei avvicinarvi di più al Cuore di Gesù. Perciò, figlioli, oggi vi invito alla preghiera indirizzata al mio caro Figlio Gesù, affinché tutti i vostri cuori siano suoi» (25.10.1988). «Non lasciate che la luce del mondo vi seduca. Apritevi alla luce dell’Amore Divino, all’Amore di mio Figlio. Decidetevi per Lui: Egli è l’Amore, Egli è la Verità» (02.05.2016). «Vi invito, cari figli, oggi perché vi siete allontanati da Gesù, perché avete messo in secondo piano Gesù e Lo avete trascurato. Perciò vi invito a decidervi per Lui e a mettere Gesù nella vostra vita al primo posto» (24.04.2017). «Desidero rinnovarvi e condurvi col mio Cuore al Cuore di Gesù che ancora oggi soffre per voi e vi invita alla conversione» (25.10.1996). «Soltanto se vi avvicinate a Gesù capirete l’amore incommensurabile che Lui ha per ognuno di voi» (25.02.1998). «Vi invito ad infiammare i vostri cuori sempre più ardentemente d’amore verso il Crocifisso e non dimenticate che per amore verso di voi ha dato la sua vita perché foste salvati» (25.09.2007).
13. Maria intercede, ma è Cristo chi ci dà la forza. Pertanto, tutta la sua opera materna consiste nel motivarci ad andare verso Cristo:
«Lui vi darà la forza e la gioia in questo tempo. Io vi sono vicina con la mia intercessione» (25.11.1993). «Le mie mani vi offrono mio Figlio, che è Sorgente d’acqua pura. Egli rianimerà la vostra fede e purificherà i vostri cuori» (02.10.2014). «Aprite il cuore e abbandonate la vostra vita a Gesù, affinché Egli operi per mezzo dei vostri cuori e vi fortifichi nella fede» (23.05.1985).
Maria parla con umiltà a proposito delle proprie parole in confronto al Verbo eterno, le cui parole di vita sono efficaci nel trasformarci: «Cari figli, io vi parlo come Madre: con parole semplici […]. Mio Figlio invece, che viene dall’eterno presente, Lui vi parla con parole di vita e semina amore nei cuori aperti» (02.10.2017).
L’azione dello Spirito Santo
14. Molti messaggi invitano a riconoscere l’importanza di chiedere l’aiuto dello Spirito Santo:
«La gente si sbaglia quando si rivolge unicamente ai santi per chiedere qualcosa. L’importante è pregare lo Spirito Santo perché scenda su di voi. Avendolo si ha tutto» (21.10.1983).
«Cominciate a invocare ogni giorno lo Spirito Santo. La cosa più importante è pregare lo Spirito Santo. Quando lo Spirito Santo discende su di voi, allora tutto si trasforma e vi diventa chiaro» (25.11.1983).
«Prima della Messa bisogna pregare lo Spirito Santo. Le preghiere allo Spirito Santo devono sempre accompagnare la Messa» (26.11.1983).
«La gente prega in modo sbagliato. Si reca nelle chiese e nei santuari per chiedere qualche grazia materiale. Pochissimi, invece, chiedono il dono dello Spirito Santo. La cosa più importante per voi è proprio implorare che discenda lo Spirito Santo, perché se avete il dono dello Spirito Santo avete tutto» (29.12.1983).
La chiamata alla conversione
15. Nei messaggi appare un costante invito ad abbandonare uno stile di vita mondano e un eccessivo attaccamento ai beni terreni con frequenti inviti alla conversione, che fa diventare possibile la vera pace nel mondo. La conversione pare essere il fulcro del messaggio della Gospa: «Cari figli! Oggi vi invito alla conversione. Questo è il messaggio più importante che vi ho dato qui» (25.02.1996).
«Il mio Cuore brucia d’amore per voi. La sola parola che desidero dire al mondo è questa: conversione, conversione. Fatelo sapere a tutti i miei figli. Chiedo soltanto conversione» (25.04.1983).
«Cari figli, oggi desidero avvolgervi con il mio manto e condurvi tutti verso la via della conversione. Cari figli, vi prego, date al Signore tutto il vostro passato, tutto il male che si è accumulato nei vostri cuori» (25.02.1987).
«Non potete dire che siete convertiti, perché la vostra vita deve diventare conversione quotidiana» (25.02.1993).
«Svegliatevi dal sonno stanco della vostra anima e dite a Dio con tutta la forza ‘Sì’. Decidetevi per la conversione e la santità» (25.03.2001).
«Convertitevi figlioli, e inginocchiatevi nel silenzio del vostro cuore. Mettete Dio al centro del vostro essere» (25.05.2001).
«Cari figli, anche oggi con grande gioia nel mio cuore vi invito alla conversione […]. Dio desidera convertire il mondo intero e chiamarlo alla salvezza e al cammino verso di Lui che è il principio e il fine di ogni essere» (25.06.2007).
Il forte peso del male e del peccato
16. Allo stesso tempo, appare un’insistente esortazione a non sottovalutare la gravità del male e del peccato e a prendere molto sul serio la chiamata di Dio a lottare contro il male e contro l’influsso di Satana. Altro invito frequente, poi, è quello a non spaventarsi dinnanzi alle prove. Si annuncia, a seconda dei casi, che il presente è un tempo di grazia e un tempo di prova. Quest’ultimo elemento è espresso, a volte, anche con toni molto forti: c’è disperazione ovunque, tutto crolla, etc., ed è legato soprattutto alla mancanza di fede e alla lontananza da Dio di buona parte delle persone. Da qui nasce l’invito ad offrire a Dio ogni sofferenza e difficoltà perché portino frutti di grazia e di consolazione interiore:
«Io non piango solamente perché Gesù è morto. Io piango perché Gesù è morto dando fino all’ultima goccia del suo sangue per tutti gli uomini, ma molti miei figli non vogliono trarre da questo alcun beneficio» (01.04.1983).
«Guardatevi intorno, cari figli, e vedrete quanto è grande il peccato che domina su questa terra. Perciò pregate perché Gesù trionfi» (13.09.1984).
«Cari figli, sapete che vi ho promesso un’oasi di pace, ma sapete che accanto all’oasi esiste il deserto, dove satana sta in agguato e cerca di tentare ciascuno di voi. Cari figli, solo tramite la preghiera potrete vincere ogni influenza di satana nel luogo in cui vivete. Io sono con voi, ma non posso privarvi della vostra libertà» (07.08.1986).
«In qualunque luogo io vada, ed è con me pure mio Figlio, là mi raggiunge anche satana. Voi avete permesso, senza accorgervene, che prendesse il sopravvento in voi, che vi dominasse […]. Non cedete, figli miei! Asciugate dal mio volto le lacrime che verso osservando quello che fate. Guardatevi intorno! Trovate il tempo per accostarvi a Dio in Chiesa. Venite nella casa del Padre vostro. Trovate il tempo per riunirvi in famiglia e supplicare la grazia da Dio. […] Non guardate con disprezzo il povero che vi supplica per una crosta di pane. Non cacciatelo dalla vostra mensa piena. Aiutatelo! E anche Dio aiuterà voi […]. Voi, figli miei, avete dimenticato tutto questo. In ciò ha contribuito anche satana. Non cedete! […]. Non voglio rimproverarvi ulteriormente; voglio invece invitarvi ancora una volta alla preghiera, al digiuno, alla penitenza» (28.01.1987).
«Cari figli, vi invito tutti in modo speciale alla preghiera e alla rinuncia perché, adesso come mai prima, satana desidera sedurre più gente possibile sul cammino della morte e del peccato. Perciò, cari figli, aiutate il mio Cuore Immacolato affinché trionfi in un mondo di peccato» (25.09.1991).
«Non permettete che Satana vi trascini e faccia di voi quello che vuole. Io vi invito a diventare responsabili e decisi e a consacrare a Dio ogni giorno» (25.01.1998).
«Adesso, come mai prima, satana desidera soffocare con il suo vento contagioso dell’odio e dell’inquietudine l’uomo e la sua anima. In tanti cuori non c’è gioia perché non c’è Dio né la preghiera. L’odio e la guerra crescono di giorno in giorno. Vi invito, figlioli, iniziate di nuovo con entusiasmo il cammino della santità e dell’amore perché io sono venuta in mezzo a voi per questo. Siamo insieme amore e perdono per tutti coloro che sanno e vogliono amare soltanto con l’amore umano e non con quell’immenso amore di Dio» (25.01.2015).
17. La Madonna indica un’opportunità per porre fine alla guerra, ma questo richiede la cooperazione dei cristiani con il dono delle loro vite. Questo implica una forte chiamata alla responsabilità: «Voi parlate ma non vivete: è per quello, figliuoli, che questa guerra dura così a lungo. Vi invito ad aprirvi a Dio e a vivere con Dio nel vostro cuore […]. Cari figli, non posso aiutarvi se non vivete i comandamenti di Dio, se non vivete la Messa, se non rigettate il peccato» (25.10.1993). Ciononostante, quattro mesi dopo si esprime con gratitudine sottolineando di nuovo il valore della cooperazione dei credenti: «Voi tutti mi avete aiutata affinché questa guerra finisca il più presto possibile» (25.02.1994). L’importanza della collaborazione dei credenti appare anche in altri contesti: «Bisogna che voi collaboriate con la vostra vita e col vostro esempio all’opera della salvezza» (25.05.1996).
La preghiera
18. In questo cammino è fondamentale la preghiera. Nei messaggi l’esortazione a pregare è constante e insistente:
«Vi invito di nuovo a decidervi per la preghiera, perché nella preghiera potrete vivere la conversione. Ognuno di voi diventerà, nella semplicità, simile ad un bambino che è aperto all’amore del Padre» (25.07.1996).
«Vi invito a riempire la vostra giornata con brevi e ardenti preghiere. Quando pregate il vostro cuore è aperto e Dio vi ama con amore particolare e vi dona grazie particolari. Perciò utilizzate questo tempo di grazia e dedicatelo a Dio come mai prima d’ora» (25.07.2005).
19. Insieme alla preghiera, appare frequentemente l’invito al digiuno, ma è spiegato come un’offerta libera oltre ai sacrifici di tipo fisico: «Se siete in difficoltà o nel bisogno, venite a me. Se non avete la forza di digiunare a pane e acqua, potete rinunciare ad altre cose. Oltre che al cibo, sarebbe bene rinunciare alla televisione, perché – dopo aver guardato i programmi televisivi – siete distratti e non riuscite a pregare. Potreste rinunciare anche all’alcool, alle sigarette e ad altri piaceri. Sapete da voi stessi ciò che dovreste fare» (08.12.1981).
La centralità della Messa
20. La preghiera dei fedeli trova il suo apice nella celebrazione dell’Eucaristia:
«La Messa è la forma più alta di preghiera. Non riuscirete mai a capirne la grandezza» (13.01.1984). «Cari figli, anche oggi in modo particolare desidero invitarvi all’Eucaristia. La Messa sia il centro della vostra vita! In particolare, cari figli, l’Eucaristia sia nelle vostre famiglie: la famiglia deve andare alla Santa Messa e celebrare Gesù. Gesù deve essere il centro della vostra vita!» (15.06.2018). «La Santa Messa non sia per voi un’abitudine, ma vita; vivendo ogni giorno la santa Messa voi sentirete il bisogno della santità» (25.01.1998). «Non dimenticate che nell’Eucaristia, che è il cuore della fede, mio Figlio è sempre con voi. Egli viene a voi e con voi spezza il pane perché, figli miei, per voi è morto, è risorto e viene nuovamente» (02.05.2016).
21. Il messaggio che segue sottolinea bene il valore minore delle stesse apparizioni di fronte all’immenso tesoro spirituale che è l’Eucaristia:
«Io vi sono più vicina durante la Messa che durante l’apparizione. Molti pellegrini vorrebbero essere presenti nella stanzetta delle apparizioni e perciò si accalcano attorno alla canonica. Quando si spingeranno davanti al tabernacolo, come ora fanno davanti alla canonica, avranno capito tutto, avranno capito la presenza di Gesù, perché fare la Comunione è più che essere veggente» (12.11.1986).
La comunione fraterna
22. La spiritualità di Medjugorje non è individualistica. Da una parte è vissuta specialmente in eventi comunitari, come i pellegrinaggi e gli incontri di preghiera; dall’altra nei messaggi si fa presente, insieme alla preghiera, un costante invito all’amore fraterno concreto, che accompagna, dona, serve, perdona, è vicino ai poveri:
«Questa è l’unica verità ed è quella che mio Figlio vi ha lasciato. Non dovete esaminarla molto: vi è chiesto di amare e di dare» (02.01.2015).
«Vi invito, figlioli, a vedere chi ha bisogno del vostro aiuto spirituale o materiale. Attraverso il vostro esempio, figlioli, voi sarete le mani tese di Dio, che l’umanità cerca» (25.02.1997).
«Scegliete poi un giorno della settimana e dedicatelo ai poveri e agli ammalati: non dimenticateli» (23.01.1984).
«Cari figli, vi esorto all’amore verso il prossimo, e soprattutto all’amore verso chi vi procura del male. Così, con l’amore, potrete apprezzare le intenzioni del cuore. Pregate ed amate, cari figli: con l’amore potrete fare anche ciò che vi sembrava impossibile» (07.11.1985).
«Cari figli, oggi vi invito all’amore, che è gradito e caro a Dio. Figlioli, l’amore accetta tutto, tutto ciò che è duro e amaro, a motivo di Gesù che è amore. Perciò, cari figli, pregate Dio che venga in vostro aiuto […]. Così Dio potrà plasmare la vostra vita e voi crescerete nell’amore. Glorificate Dio, figlioli, con l’INNO ALLA CARITÀ (1Cor 13), perché l’amore di Dio possa crescere in voi di giorno in giorno fino alla sua pienezza» (25.06.1988).
«Voi chiedete a mio Figlio di essere clemente con voi, ma io invito voi alla misericordia. Gli chiedete di essere buono con voi e di perdonarvi, ma da quanto tempo io prego voi, miei figli, di perdonare ed amare tutti gli uomini che incontrate!» (02.03.2019).
L’aspetto comunitario di Medjugorje emerge pure nella costante sottolineatura dell’importanza fondamentale della famiglia nella vita cristiana: «Cari figli, vi prego, cominciate a cambiare vita in famiglia. Che la famiglia sia un fiore armonioso che io desidero dare a Gesù. Cari figli, ogni famiglia sia attiva nella preghiera. Io desidero che un giorno si vedano i frutti nella famiglia: solo così potrò donarli come petali a Gesù per la realizzazione del piano di Dio» (01.05.1986).
23. Questa spiritualità include, certamente, una dimensione ecclesiale, ovvero di comunione con tutta la Chiesa, con i Pastori e in particolare con il Santo Padre:
«Compite bene i vostri doveri e fate ciò che la Chiesa vi chiede di fare» (02.02.1983). «Io prego mio Figlio affinché attraverso l’amore vi doni l’unione per mezzo suo, l’unione tra di voi e l’unione tra voi e i vostri pastori. Mio Figlio sempre vi si dona nuovamente attraverso di loro e rinnova le vostre anime. Non dimenticate questo» (02.08.2014). «Come miei figli vi chiedo: pregate molto per la Chiesa e per i suoi ministri, i vostri pastori, affinché la Chiesa sia come mio Figlio la desidera: limpida come acqua di sorgente e piena d’amore» (02.03.2018). «Pregate per il mio amatissimo Santo Padre, pregate per la sua missione» (17.08.2014).
Gioia e gratitudine
24. La spiritualità di Medjugorje è gioiosa, festiva e include un invito a vivere la gioia di seguire Cristo, ringraziando anche per le piccole cose belle della vita:
«Cari figli, vi invito ad aprirvi a Dio. Vedete, figlioli, come la natura si apre e dona la vita e i frutti, così anch’io vi invito alla vita con Dio, e all’abbandono totale a Lui. Figlioli, io sono con voi e desidero continuamente introdurvi nella gioia della vita. Desidero che ciascuno di voi scopra la gioia e l’amore che si trovano soltanto in Dio e che soltanto Dio può dare» (25.05.1989).
«Cari figli, vi invito a ringraziare Dio per tutti i doni che avete scoperto durante la vostra vita, anche per il dono più piccolo che avete percepito. Io rendo grazie insieme a voi, e desidero che tutti sentiate la gioia dei doni e che Dio sia tutto per ognuno di voi» (25.09.1989).
«Pregate figlioli, affinché per voi la preghiera diventi vita. Cosi scoprirete nella vostra vita la pace e la gioia che Dio dà a quelli che sono col cuore aperto verso il Suo amore» (25.08.2007).
«Chi prega, figlioli, sente la libertà dei figli di Dio e con cuore gioioso serve per il bene dell’uomo fratello. Perché Dio è amore e libertà. Perciò, figlioli, quando vogliono mettervi delle catene e usarvi questo non viene da Dio perché Dio è amore e dona la Sua pace ad ogni creatura» (25.10.2021).
«Trovate la pace nella natura e scoprirete Dio il Creatore al quale potrete rendere grazie per tutte le creature» (25.07.2001).
«Desidero che ognuno di voi sia felice qui sulla terra»(25.05.1987).
«Cari figli! Pregate e rinnovate il vostro cuore perché il bene che avete seminato porti frutto di gioia» (25.02.2024).
«Ho bisogno della vostra unione con mio Figlio, perché desidero che siate felici» (02.05.2015).
La testimonianza dei fedeli
25. Nei messaggi si trovano pressanti inviti alla testimonianza personale. In genere, si tratta di inviti a testimoniare la fede e l’amore con la vita. In questo si può riassumere il messaggio missionario di Medjugorje. A tale riguardo, nei messaggi mensili alla parrocchia, la Gospa si rivolge spesso ai fedeli chiamandoli “apostoli del mio amore”:
«Cari figli, come Madre vi prego di perseverare come miei apostoli […]. Prego affinché testimoniate l’amore del Padre Celeste secondo mio Figlio. Figli miei, vi è data la grande grazia di essere testimoni dell’amore di Dio. Non prendete alla leggera la responsabilità a voi data. Non affliggete il mio Cuore materno. Come Madre desidero fidarmi dei miei figli, dei miei apostoli» (02.11.2012).
«Apostoli del mio amore, figli miei, voi siate come raggi di sole che, col calore dell’amore di mio Figlio, riscaldano tutti attorno a loro. Figli miei, al mondo servono apostoli d’amore» (02.10.2018).
Di particolare bellezza è un messaggio che esorta a dare meno importanza ai segni spettacolari e a manifestare quello che si crede con la propria vita: «Voi mi chiedete il segno perché si creda alla mia presenza. Il segno verrà. Ma voi non ne avete bisogno: voi stessi dovete essere un segno per gli altri» (08.02.1982).
La vita eterna
26. In tanti messaggi c’è un forte invito a risvegliare il desiderio del paradiso e dunque la ricerca del senso ultimo dell’esistenza nella vita eterna:
«Cari figli, oggi desidero invitarvi tutti a far sì che ognuno di voi si decida per il Paradiso» (25.10.1987). «Dio mi manda per aiutarvi e condurvi verso il paradiso che è la vostra meta» (25.09.1994). «Desidero fare di voi un bouquet molto bello preparato per l’eternità» (25.07.1995). «Senza Lui non c’è futuro né gioia, ma soprattutto non c’è salvezza eterna» (25.04.1997). «Decidetevi per la santità, figlioli, e pensate al paradiso» (25.05.2006). «Nel vostro cuore nascerà il desiderio del cielo. La gioia comincerà a regnare nel vostro cuore» (25.08.2006). «Voi siete cosi ciechi e legati alle cose della terra e pensate alla vita terrena. Dio mi ha mandato per guidarvi verso la vita eterna» (25.10.2006). «Non dimenticate che siete pellegrini sulla strada verso l’eternità» (25.11.2006). «Non dimenticate che siete passeggieri come un fiore in un campo» (25.01.2007). «Non dimenticate che siete pellegrini su questa terra» (25.12.2007). «Tutto passa, figlioli, solo Dio rimane» (25.03.2008). «Desidero, figlioli, che ognuno di voi si innamori della vita eterna che è il vostro futuro» (25.01.2009).
Necessari chiarimenti
27. L’insieme dei messaggi possiede un grande valore ed esprime con parole differenti i costanti insegnamenti del Vangelo. Alcuni pochi messaggi si allontanano da questi contenuti così positivi ed edificanti e sembra persino che arrivino a contraddirli. È conveniente stare attenti perché questi pochi elementi confusi non mettano in ombra la bellezza dell’insieme.
Per evitare che questo tesoro di Medjugorje sia compromesso, è necessario chiarire alcune possibili confusioni che possono condurre gruppi minoritari a distorcere la preziosa proposta di quest’esperienza spirituale, soprattutto se si leggono parzialmente i messaggi.
Questo ci porta a ricordare ancora un principio decisivo: quando si riconosce un’azione dello Spirito Santo in mezzo a un’esperienza spirituale, ciò non significa che tutto quello che appartenga a quell’esperienza sia esente da ogni imprecisione, imperfezione o possibile confusione. Va ricordato nuovamente che questi fenomeni «a volte appaiono connessi ad esperienze umane confuse, ad espressioni imprecise dal punto di vista teologico o ad interessi non del tutto legittimi» (Norme, n. 14). Questo non esclude la possibilità di «qualche errore d’ordine naturale non dovuto a una cattiva intenzione, ma alla percezione soggettiva del fenomeno» (Ivi, art. 15,2°).
I fedeli devono essere attenti e prudenti nell’interpretare e diffondere i presunti messaggi. Per fornire ora un orientamento, indichiamo alcuni messaggi che vanno presi in considerazione con speciale cura, sebbene molti di essi possano essere adeguatamente compresi alla luce dell’insieme di tutti i messaggi.
Rimproveri e minacce
28. In alcuni casi, la Madonna sembra mostrare una qualche irritazione perché non sono state seguite alcune sue indicazioni; avverte così su segni minacciosi e sulla possibilità di non apparire più, anche se dopo i messaggi continuano senza sosta:
«Sono venuta a chiamare il mondo alla conversione per l’ultima volta. In seguito non apparirò più sulla terra. Queste sono le mie ultime apparizioni» (02.05.1982).
«Affrettatevi a convertirvi. Quando si manifesterà sulla collina il segno promesso sarà troppo tardi» (02.09.1982).
«Oggi vi invito per l’ultima volta. Adesso è Quaresima, e voi – come parrocchia – potete aderire ora per amore verso la mia chiamata. Se non lo farete non desidero darvi altri messaggi» (21.02.1985).
Questi messaggi vanno accolti soltanto come una chiamata a non rinviare o ritardare la conversione, tenendo conto di ciò che dice san Paolo: «Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza» (2Cor 6,2).
In realtà uno dei messaggi dà la giusta luce per interpretare adeguatamente quelli che abbiamo citato:
«Quelli che fanno predizioni catastrofiche sono falsi profeti. Essi dicono: “In tale anno, in tale giorno, ci sarà una catastrofe”. Io ho sempre detto che il castigo verrà se il mondo non si converte. Perciò invito tutti alla conversione. Tutto dipende dalla vostra conversione» (15.12.1983).
I messaggi alla parrocchia
29. Ci sono altre espressioni che corrono il rischio di essere interpretate in un senso sbagliato, come accade nei messaggi per la parrocchia. In essi la Madonna sembra desiderare un controllo su dettagli del cammino spirituale e pastorale – richieste di giornate di digiuno o indicazioni di specifici impegni per i diversi tempi liturgici –, dando così l’impressione di volersi sostituire agli organismi ordinari di partecipazione. A volte, come vediamo nei messaggi che seguono, emerge la “particolare cura” che la Madonna vuole esercitare sulla parrocchia sino al punto da recriminare che non si obbedisca alle sue indicazioni pastorali:
«Cari figli; io ho scelto in modo speciale questa parrocchia ed è mio desiderio guidarla. Con amore la proteggo e desidero che tutti siano miei. Grazie per essere venuti qui questa sera. Desidero che vi troviate sempre più numerosi con me e con mio Figlio. Ogni (giovedì) darò un messaggio particolare per voi» (01.03.1984).
«Cari figli, domani sera (nella festa di Pentecoste) pregate per avere lo Spirito di verità. Particolarmente voi della parrocchia perché a voi è necessario lo Spirito di verità, in modo che possiate trasmettere i messaggi così come sono, non aggiungendo né togliendo alcunché: così come io li ho dati» (09.06.1984).
«Cari figli, in questi giorni (di Avvento) vi invito alla preghiera in famiglia. Io a più riprese vi ho dato dei messaggi in nome di Dio, ma voi non mi avete ascoltato. Il prossimo Natale sarà per voi indimenticabile, purché accogliate i messaggi che vi do» (06.12.1984).
«Cari figli, desidero continuare a darvi i miei messaggi, e perciò oggi vi invito a vivere e ad accogliere i miei messaggi. Figli, vi amo ed ho scelto in modo speciale questa parrocchia che mi è prediletta in modo particolare, dove sono rimasta volentieri quando l’Altissimo mi ha inviato ad essa. Pertanto vi invito: Accoglietemi, cari figli, perché anche voi siate felici. Ascoltate i miei messaggi! Ascoltatemi!» (21.03.1985).
«Oggi è il giorno in cui volevo cessare di darvi dei messaggi, perché alcuni non mi hanno accolto. La parrocchia comunque ha fatto progressi, e desidero darvi dei messaggi come mai è avvenuto in nessun luogo nella storia dall’inizio del mondo» (04.04.1985).
Tali ripetute esortazioni indirizzate ai parrocchiani sono una comprensibile espressione dell’intenso amore dei presunti veggenti nei confronti della loro comunità parrocchiale. I messaggi della Madonna, però, non possono sostituire ordinariamente il posto del parroco, del consiglio pastorale e del lavoro sinodale della comunità circa le decisioni che sono oggetto del discernimento comunitario, grazie al quale la parrocchia matura nella prudenza, l’ascolto fraterno, il rispetto degli altri, il dialogo.
L’incessante insistenza sull’ascolto dei messaggi
30. Al di là delle frequenti esortazioni ai fedeli della parrocchia, in generale la Madonna sembra promuovere così insistentemente l’ascolto dei suoi messaggi che a volte quest’invito emerge più che il contenuto dei messaggi stessi: «Cari figli, non vi rendete conto dei messaggi che Dio vi manda attraverso di me. Egli vi concede grazie, ma voi non capite» (08.11.1984). «Non siete coscienti di tutti i messaggi che vi do» (15.11.1984). Ciò rischia di creare nei fedeli una dipendenza e un’eccessiva aspettativa che alla fine oscurerebbe l’importanza centrale della Parola rivelata.
L’insistenza appare costantemente. Ad esempio: «Vivete i miei messaggi» (18.06.2010). «Diffondete i miei messaggi» (25.06.2010). «Vivete i messaggi che vi sto dando affinché possa darvi nuovi messaggi» (27.05.2011). «Seguite i miei messaggi […] rinnovate i miei messaggi» (17.06.2011). «Accogliete i miei messaggi e vivete i miei messaggi» (24.06.2011).
In certi messaggi, come quello che si riporta di seguito, l’insistenza diventa pressante: «Cari figli, anche oggi la Madre con gioia vi invita: siate i miei portatori, i portatori dei miei messaggi in questo mondo stanco. Vivete i miei messaggi, accogliete i miei messaggi con responsabilità. Cari figli, pregate insieme a me per i miei piani che desidero realizzare» (30.12.2011).
Probabilmente questa assai ripetuta esortazione proviene dall’amore e dal generoso fervore dei presunti veggenti che con buona volontà temevano che le chiamate della Madre alla conversione e alla pace fossero ignorate. Quest’insistenza diventa ancora più problematica quando i messaggi si riferiscono a richieste di improbabile origine soprannaturale, come quando la Madonna impartisce degli ordini circa date, posti, aspetti pratici, e prende decisioni su questioni ordinarie. Anche se i messaggi di questo tipo non sono frequenti in Medjugorje, ne troviamo alcuni che si spiegano unicamente a partire dai desideri personali dei presunti veggenti. Quello che segue è un chiaro esempio di questi messaggi fuorvianti:
«Il 5 agosto prossimo si celebri il secondo millennio della mia nascita […]. Vi chiedo di prepararvi intensamente con tre giorni […]. In questi giorni non lavorate» (01.08.1984).
È ragionevole che i fedeli, facendo uso della prudenza e del buon senso, non prendano sul serio o non diano retta a questi dettagli. Si deve ricordare sempre che in questa, come in altre esperienze spirituali e presunti fenomeni soprannaturali, si mescolano elementi positivi ed edificanti con altri da trascurare, ma che non devono portare a disprezzare la ricchezza e il bene della proposta di Medjugorje nel suo insieme.
La Madonna dà il giusto valore ai suoi messaggi
31. In realtà, è la stessa Gospa che invita a relativizzare i propri messaggi. Afferma chiaramente, infatti, che cosa dobbiamo ascoltare: il Vangelo. Spesso la Madonna chiede che i suoi messaggi siano ascoltati, ma nello stesso tempo li sottomette al valore ineguagliabile della Parola rivelata nelle Sacre Scritture. I seguenti ammonimenti sono molto incisivi su questo punto, e diventano un criterio centrale sull’atteggiamento da assumere di fronte ai messaggi:
«Non andate in cerca di cose straordinarie, ma piuttosto prendete il Vangelo, leggetelo e tutto vi sarà chiaro» (12.11.1982).
«Perché fate tante domande? Ogni risposta è nel Vangelo» (19.09.1981).
«Non credete alle voci menzognere che vi parlano di cose false, di una falsa luce. Voi, figli miei, tornate alla Scrittura!» (02.02.2018).
32. L’invito della Madonna a leggere le Sacre Scritture è una delle richieste più ripetute:
«Cari figli, oggi vi invito a leggere ogni giorno la Bibbia nelle vostre case: collocatela in un luogo ben visibile, in modo che sempre vi stimoli a leggerla e a pregare» (18.10.1984). «Mettete la Sacra Scrittura in un posto visibile nelle vostre famiglie, leggete e vivetela» (25.08.1996). «Mettete la Sacra Scrittura in un luogo visibile nelle vostre famiglie, leggetela, meditatela e imparate come Dio ama il suo popolo» (25.01.1999). «Vi invito a rinnovare la preghiera nelle vostre famiglie leggendo la Sacra Scrittura» (25.09.1999). «Non dimenticate, figlioli, di leggere la Sacra Scrittura. Mettetela in un luogo visibile e testimoniate con la vostra vita che credete e vivete la Parola di Dio» (25.01.2006). «Leggete, meditate la Sacra Scrittura e le parole scritte in essa siano per voi vita» (25.02.2012). «Mettete la Sacra Scrittura in un posto visibile nelle vostre famiglie e leggetela» (25.01.2014). «Figli miei, leggete il libro dei Vangeli: è sempre qualcosa di nuovo, è ciò che vi lega a mio Figlio, che è nato per portare parole di vita a tutti i miei figli» (02.11.2019).
33. D’altra parte, la stessa Gospa afferma che, più dei messaggi, è la testimonianza dei cristiani la vera luce per il mondo:
«Desidero che siate attivi nel vivere e nel comunicare i messaggi. In modo particolare, cari figli, desidero che tutti siate il riflesso di Gesù il quale illuminerà questo mondo infedele che cammina nel buio. Desidero che tutti siate luce a tutti e che testimoniate nella luce» (05.06.1986).
34. Si deve così riconoscere che i messaggi che ripetutamente la Madonna chiede di ascoltare sono infine i suoi insistenti inviti alla conversione, a tornare a Cristo, a meditare la sua Parola, a pregare, a cercare la pace. Niente di questo ci allontana o ci distrae dal Vangelo. Pertanto, non sono fedeli al vero spirito di Medjugorje, coloro che sono troppo attenti a fatti straordinari e a presunti messaggi della Gospa e non impiegano il loro tempo e le loro energie per pregare con la Parola di Dio, per adorare Cristo, per servire i fratelli e per costruire la pace dappertutto.
“Autoesaltazione” della Madonna
35. Mostrano pure una certa problematicità quei messaggi che attribuiscono alla Madonna le espressioni “il mio piano”, “il mio progetto”: «Ognuno di voi è importante nel mio piano di salvezza» (25.05.1993). «Figlioli, non dimenticate che siete importanti nel mio piano di salvezza dell’umanità» (25.06.2022). «Vi invito a pregare […] per i miei piani» (01.10.2004). «Anche stasera vi invito a pregare per i miei piani […] i miei progetti» (02.09.2005).
Queste espressioni potrebbero confondere. In realtà, tutto quanto Maria compie è sempre al servizio del progetto del Signore e del suo piano divino di salvezza. Maria non ha un piano tutto suo per il mondo e per la Chiesa. Di conseguenza, questi messaggi possono essere interpretati soltanto in questo senso: che la Madonna assume pienamente i piani di Dio fino al punto da esprimerli come propri.
36. Su questa linea, è richiesta un’attenzione speciale in merito al possibile uso improprio della parola “mediatrice” in riferimento a Maria. Se è vero che nell’insieme dei messaggi si vede che tutto si attribuisce a Gesù Cristo, mentre Maria coopera con la sua intercessione materna, appaiono certe espressioni che non sembrano coerenti con questo insieme: «Io sono la mediatrice tra voi e Dio» (17.07.1986). «Desidero essere il legame tra voi e il Padre celeste, la vostra mediatrice» (18.03.2012).
Utilizzata in questo modo, l’espressione “mediatrice” porterebbe erroneamente ad attribuire a Maria un posto che è unico ed esclusivo del Figlio di Dio fatto uomo; si porrebbe, infatti, in contraddizione con ciò che afferma la Sacra Scrittura quando dice che c’è un solo «mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù, che ha dato sé stesso in riscatto per tutti» (1Tm 2,5‒6). D’altra parte, questi presunti messaggi non riescono ad esprimere bene, come spiegava san Giovanni Paolo II, che la cooperazione di Maria è una “mediazione subordinata” a quella di Cristo (cfr. Redemptoris Mater 39), in modo che «nulla sia detratto o aggiunto alla dignità e alla efficacia di Cristo, unico Mediatore» (Lumen gentium 62).
Ciononostante, nello stesso messaggio del 18.03.2012, risulta chiaro che questa mediazione non oscura la mediazione unica di Cristo: si tratta unicamente di un’“intercessione materna” per noi: «Cari figli! Vengo tra di voi perché desidero essere la vostra madre, la vostra avvocata».
Con noi verso Cristo
37. Va ricordato che l’insieme dei messaggi possiede una forte accentuazione teocentrica e cristologica. Alcuni dei messaggi offrono un aiuto in questo senso, perché sottolineano l’intercessione materna di Maria quale chiave della sua funzione specifica e sempre subordinata. Sono specialmente chiari i seguenti messaggi nei quali Maria evidenzia che lei non può né vuole sostituire Gesù Cristo:
«Io non dispongo direttamente delle grazie divine, ma ottengo da Dio tutto ciò che chiedo con la mia preghiera» (31.08.1982).
«Pregate, e attraverso la preghiera incontratevi con mio Figlio, affinché Egli vi conceda la forza, affinché Egli vi conceda la grazia» (23.06.2017).
«Decidetevi per Gesù, decidetevi ed andate insieme a Lui nel futuro […]. Desidero guidare tutti voi a mio Figlio […]. Decidetevi per Lui, mettetelo al primo posto nella vostra vita» (22.06.2012).
«Vivendo i miei messaggi, desidero condurvi a mio Figlio. In tutti questi anni in cui sono insieme a voi, il mio dito è rivolto verso mio Figlio, verso Gesù, perché desidero condurvi tutti a Lui» (28.12.2012).
Il seguente messaggio può essere considerato come una sintesi della proposta del Vangelo attraverso Medjugorje:
«Desidero avvicinarvi sempre di più a Gesù e al suo cuore ferito affinché siate capaci di capire l’amore senza misura che si è dato per ognuno di voi. Per questo, cari figli, pregate affinché dai vostri cuori sgorghi una fonte di amore su ogni uomo e su quelli che vi odiano e vi disprezzano; così, con l’amore di Gesù, sarete capaci di vincere ogni miseria in quel mondo doloroso che è senza speranza per quelli che non conoscono Gesù» (25.11.1991).
Di conseguenza, l’elemento essenziale è l’essere attenti a quanto l’insieme delle manifestazioni di Medjugorje ci ricorda circa gli insegnamenti del Vangelo, concentrando lo sguardo non sui dettagli ma sulle grandi esortazioni che appaiono nei messaggi della Gospa. Alla loro luce alcuni testi meno importanti o poco chiari debbono essere letti con prudenza.
Conclusioni
38. Tramite il nihil obstat circa un evento spirituale, i fedeli «sono autorizzati a dare ad esso in forma prudente la loro adesione» (Norme, art. 22, § 1: cfr. Benedetto XVI, Verbum Domini 14). Sebbene questo non implichi una dichiarazione del carattere soprannaturale del fenomeno in parola (cfr. Norme, art. 22, § 2), e ricordando che i fedeli non sono obbligati a credervi, il nihil obstat indica che questi ultimi possono ricevere uno stimolo positivo per la loro vita cristiana attraverso questa proposta spirituale e autorizza il culto pubblico. Tale determinazione è possibile in quanto si è potuto registrare che in mezzo ad un’esperienza spirituale si sono verificati molti frutti positivi e non si sono diffusi nel Popolo di Dio effetti negativi o rischiosi.
La valutazione degli abbondanti e diffusi frutti tanto belli e positivi non implica dichiarare come autentici i presunti eventi soprannaturali, ma soltanto evidenziare che “in mezzo” a questo fenomeno spirituale di Medjugorje lo Spirito Santo agisce fruttuosamente per il bene dei fedeli. Pertanto si invita ad apprezzare e condividere il valore pastorale di questa proposta spirituale (cfr. Norme, n. 17).
Inoltre, la valutazione positiva della maggior parte dei messaggi di Medjugorje come testi edificanti non implica dichiarare che abbiano una diretta origine soprannaturale. Di conseguenza, quando ci si riferisce a “messaggi” della Madonna, si deve intendere sempre “presunti messaggi”.
39. Gli elementi raccolti in questa Nota permettono di riconoscere che sono presenti le condizioni per procedere alla determinazione di un nihil obstat. Il Vescovo di Mostar‒Duvno emetterà il corrispondente decreto. Il Visitatore Apostolico a carattere speciale per la parrocchia di Medjugorje, che continuerà a svolgere le funzioni a lui affidate, dovrà verificare che, in ogni pubblicazione che raccolga dei messaggi, venga inclusa la presente Nota come Introduzione. Egli stesso opererà poi il discernimento di eventuali messaggi futuri – o di messaggi passati che non siano ancora stati pubblicati – e dovrà autorizzarne l’eventuale pubblicazione, alla luce dei chiarimenti sopra offerti. Ugualmente, prenderà le misure da lui considerate necessarie e guiderà il discernimento pastorale di fronte a nuove situazioni che possano presentarsi, tenendo informato questo Dicastero.
40. Anche se possono sussistere diversi pareri circa l’autenticità di alcuni fatti o su alcuni aspetti di questa esperienza spirituale, le autorità ecclesiastiche dei luoghi dove essa sia presente sono invitate ad «apprezzare il valore pastorale e a promuovere pure la diffusione di questa proposta spirituale» (Norme, n. 17). Valutando prudenzialmente quanto accade nel proprio territorio, resta comunque ferma la potestà di ogni Vescovo diocesano di decidere al riguardo (cfr. Norme, art. 7, § 3). Pur essendo ampiamente diffusi in tutto il mondo i frutti positivi di questo fenomeno spirituale, ciò non nega che possano esserci dei gruppi o delle persone che, utilizzando inadeguatamente questo fenomeno spirituale, agiscano in un modo sbagliato. I Vescovi diocesani, ognuno nella propria diocesi, hanno la libertà e l’autorità per prendere le decisioni prudenziali ritenute necessarie per il bene del Popolo di Dio.
41. Ad ogni modo, le persone che si recano a Medjugorje siano fortemente orientate ad accettare che i pellegrinaggi non si fanno per incontrarsi con i presunti veggenti, ma per avere un incontro con Maria, Regina della Pace, e, fedeli all’amore che lei prova verso suo Figlio, per incontrare Cristo ed ascoltarlo nella meditazione della Parola, nella partecipazione all’Eucaristia e nell’adorazione eucaristica. Come accade in tanti Santuari diffusi in tutto il mondo, nei quali la Vergine Maria è venerata con i più variegati titoli.
42. Leggiamo un ultimo messaggio, che riassume il prezioso senso cristocentrico della proposta di Medjugorje e manifesta il suo più autentico spirito:
«Cari figli, le mie parole sono semplici […]. Io vi invito a mio Figlio. Solo Lui può trasformare la disperazione e la sofferenza in pace e serenità. Solo Lui può dare speranza nei dolori più profondi. Mio Figlio è la vita del mondo. Quanto meglio Lo conoscerete, quanto più vi avvicinerete a Lui, tanto più Lo amerete, perché mio Figlio è l’Amore. L’amore cambia ogni cosa, rende bellissimo anche ciò che, senza amore, vi pare insignificante» (02.09.2018).
Regina della Pace, prega perché coloro che accolgono liberamente la proposta spirituale di Medjugorje possano vivere sempre più uniti a Gesù Cristo e trovare in lui la vera pace del cuore.
A te affidiamo pure questo nostro mondo succube di una “terza guerra mondiale a pezzi”. Regina della Pace, ascolta la supplica che sale dal cuore dei bambini, dei giovani, dei poveri e di ogni donna e uomo di buona volontà.
«Grazie, Madre nostra! Guardando a te, che sei senza peccato, possiamo continuare a credere e sperare che sull’odio vinca l’amore, sulla menzogna vinca la verità, sull’offesa vinca il perdono, sulla guerra vinca la pace. Così sia!» (Francesco, Preghiera a Maria Immacolata, 8 dicembre 2022).
Il Sommo Pontefice Francesco, nell’Udienza concessa al sottoscritto Prefetto insieme al Segretario per la Sezione Dottrinale del Dicastero per la Dottrina della Fede, il giorno 28 agosto 2024, ha approvato la presente Nota e ne ha ordinato la pubblicazione.
Dato in Roma, presso la sede del Dicastero per la Dottrina della Fede, il 19 settembre 2024.
Víctor Manuel Card. Fernández Prefetto
Mons. Armando Matteo Segretario per la Sezione Dottrinale
Ex Audientia Die 28.08.2024 Franciscus
INDICE
Premessa I frutti Aspetti centrali dei messaggi
La Regina della Pace La pace che sgorga dalla carità Il Re della Pace Soltanto Dio Cristocentrismo L’azione dello Spirito Santo La chiamata alla conversione Il forte peso del male e del peccato La preghiera La centralità della Messa La comunione fraterna Gioia e gratitudine La testimonianza dei fedeli La vita eterna
Necessari chiarimenti
Rimproveri e minacce I messaggi alla parrocchia L’incessante insistenza sull’ascolto dei messaggi La Madonna dà il giusto valore ai suoi messaggi “Autoesaltazione” della Madonna Con noi verso Cristo
Per l’occasione si trovava nella Cattedrale di Vienna per una veglia di preghiera per la pace, presente anche il veggente Ivan che ha avuto l’apparizione della Madonna.