Mese: Luglio 2024 Pagina 12 di 23

Martedì 16 Luglio 2024 – Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)
CONSEGUENZE DEL PECCATO ORGINALE PER L’UMANITA’
Tutti gli uomini sono coinvolti del peccato dei Progenitori
La natura umana non è del tutto corrotta ma ferita
Nel medesimo tempo sono coinvolti nella Redenzione di Cristo
e possono guarire mediante la Grazia
IL NECESSARIO PASSO INDIETRO GLOBALE
Le parole più micidiali delle armi
La persone pubbliche influenzano i cittadini
Anche i mass-media sono corresponsabili
Una competizione elettorale costruttiva
IL VICE PRESIDENTE CHE TRUMP HA SCELTO
Giovane – cattolico convertito – critico verso Ucraina e Nato
(Articolo di Marco Bardazzi sul Foglio)
MESSIANISMI PERICOLOSI
Gruppi evangelici e non solo rilanciano Trump come nuovo Messia
Articolo di Massimo Gaggi sul Corriere della Sera – Martedi 16 Luglio 2024
BLOG :
Senza Dio nulla ha senso ( intervista all’ allenatore della Spagna Campione d’Europa)
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La notizia è già girata: la nazionale spagnola, guidata dall’allenatore Luis de la Fuente Castillo, ha vinto gli Europei 2024, salendo così per la quarta volta sul tetto d’Europa. Sopra a quel tetto e più su, oltre il cielo di Berlino, secondo il CT della squadra iberica c’è Qualcuno che dà senso a tutto, anche a una conquista sportiva tra le più prestigiose.
Nella conferenza stampa che ha preceduto la finale che ha visto trionfare la Spagna sull’Inghilterra per due reti a una, un giornalista della BBC lo ha interpellato sulla sua fede, come riporta Aciprensa:
«Quelli di noi che sono atei rispettano ma non comprendono appieno il rapporto di coloro che hanno fede in Dio. Dov’è Dio e la fede quando c’è una finale e ci vuole assolutamente tutto per vincere?».
La risposta di de la Fuente Castillo, che ha suscitato le risate dei presenti, ha mostrato come l’esperienza del credente nei confronti di chi non crede sia esattamente la stessa, uguale e contraria:
«Ti capisco perfettamente perché con gli atei mi succede la stessa cosa, esattamente la stessa cosa».
Non dice cosa c’entri la fede con il desiderio di vincere una finale, ma spiega come questa dimensione investa tutta la vita, quindi anche la professione, nel suo caso quella di allenatore:
«La fede è qualcosa di personale e trasferibile, in questo caso non è incedibile, è trasferibile, ma è personale. […] Siccome sono libero e posso scegliere quello che penso di dover fare, la mia intelligenza e le mie esperienze […] ebbene, mi invitano a credere in Dio e mi danno molta sicurezza e molta forza».
E non si tratta di superstizione, un insieme di riti o pensieri da rivolgere a un’entità misteriosa per estorcere benefici personali. La fede di cui parla è invece un atto umano integrale che si appoggia alla ragione, all’esperienza e alla volontà: come l’amore, la fede nasce anche da una decisione. Lo spiega chiaramente in un’altra intervista a El Mundo online dove racconta di essere tornato alla fede cattolica nella quale pure era stato educato per una sua libera decisione. Le ragioni per credere erano sempre state lì, ma per un lungo tratto della sua vita erano prevalsi i dubbi. Lo chiarisce rispondendo alla domanda del giornalista:
«Dammi una ragione per credere in Dio». «Altrimenti la vita non avrebbe senso. È qualcosa che devi vivere, che avrebbe dovuto esserti spiegata. Sono religioso perché ho deciso di esserlo. Vengo da una famiglia religiosa, ma per tutta la vita ho avuto molti dubbi e mi sono allontanato dalla religione. Ma a un certo punto della mia vita, ho deciso di rivolgermi di nuovo e di appoggiarmi a Dio per tutto ciò che faccio. Non esiste una, ma mille ragioni per credere in Dio. Senza Dio, nulla nella vita ha senso».
Per questo, una volta che la luce della fede ha iniziato a penetrare ogni aspetto della realtà, è difficile per chi crede comprendere la visione dell’ateo. Per il sessantatreenne allenatore delle furie rosse la fede cristiana non è solo visione e comprensione intellettuale, però, è il rapporto con Qualcuno che attraversa ogni altra relazione, con il prossimo, la carriera, i successi e i fallimenti.
Da come racconta sempre nell’intervista a El Mundo, la dimensione spirituale sembra rimettere in ordine tutto il resto, permettendogli di gioire dei successi, di chiedere perdono per gli errori, di proteggersi dall’invasività dei social media e di considerare un obiettivo di prim’ordine il suo valore come persona e non la lunghezza dell’elenco di titoli conquistati:
«A Del Bosque non piace molto che la gente anteponga la sua brava persona ai suoi meriti professionali. Ti succede qualcosa di simile?»
«No, no, per niente. Per me essere una brava persona è fondamentale, è un valore aggiunto. Datemi delle brave persone, innanzitutto, e poi dei bravi professionisti.»
«Ma preferisci che la gente dica: ‘è una brava persona, ma un pessimo allenatore’?»
«Professionalmente, i risultati ti mettono al tuo posto. La valutazione professionale è soggettiva. Ma quello che penso sia più importante è che ti dicano che sei una brava persona. È meglio vivere facendo il bene che facendo il male, il male non riposa».
Il male tormenta e annoia, anche se in era moderna ha riscosso più successo artistico e cinematografico. Il peccato fa male, non è così divertente come lo staff marketing che vi si dedica – instancabile- fa di tutto per farci credere. Si potrebbe ripartire da questo e dalla considerazione che una persona che serve questo ideale non è affatto il bonario e ottuso parrocchiano (anche questo, uno stereotipo che gradiremmo abbattere) che si accontenta di esercizi devozionali e buoni sentimenti, ma un allenatore che lavora sodo, apprezza i propri giocatori innanzitutto come persone e, per inciso, ha appena sollevato il trofeo più prestigioso d’Europa. Alla fine non è poi così da “nerd” invocare l’intercessione dei santi e della Vergine, come dice di fare abitualmente il tecnico spagnolo, no?
NEWS 15 Luglio 2024 di Paola Belletti –IL TIMONE

Thomas Matthew Crooks come altri giovani
Carissimo Padre Livio, ieri per me è stata una giornata molto dolorosa. Non potendo dormire a causa dei miei dolori alla colonna, possiamo dire che ho visto di notte, quasi in diretta, le scene dell’attentato che avrebbe dovuto far perdere la vita a Trump.
Ma cosa ci faceva quel ragazzo sopra i tetti? Avrebbe dovuto essere al mare con gli amici o a fare una passeggiata in bicicletta! Ed invece è finito ammazzato come un animale. E certo che “il lavaggio del cervello”, di qualsiasi tipo, può portare a compiere gesti estremi; il ragazzo aveva addirittura conseguito un diploma ed un premio in denaro.
Se i giovani riuscissero a capire che la violenza genera la morte degli altri ed alla fine anche di se stessi! Satana ha bisogno continuamente di vittime sacrificali! Dal canto suo Trump dovrebbe ringraziare Dio (lo ha già fatto), convertirsi come chiede la Madonna e fare un monumento all’uomo che ha perso la vita al posto suo.
Le mie sofferenze e le mie preghiere sono state offerte per le anime di Tommaso Matteo Crooks e per il vigile del fuoco Corey Comperatore che ha cercato di proteggere la vita di moglie e figlie. Il mio pensiero va alla mamma di Crooks per la perdita del figlio che è stato allo stesso tempo attentatore e vittima, (i genitori di Crooks sono entrambi consulenti comportamentali dello stato della Penssylvania) ed alla famiglia dell’innocente Comperatore.
Una santa giornata.
Ave Maria
Chiara da Montepulciano
Grazie cara Chiara,
hai saputo trovare le parole giuste per un evento doloroso che ha sconvolto gli animi.
In situazione come queste non abbiamo che della preghiera e della pietà per ritrovare serenità e pace.
Colpisce come nel momento in cui la tenebra incombe, ci siano sempre delle piccole luci che danno speranza.
Chiediamo la grazia di essere anche tutti noi una di quelle.
Ave Maria
Padre Livio

Pensiero spirituale sul primo peccato dell’uomo
Cari amici, la caduta originale è uno dei temi più importanti per capire la condizione umana qui sulla Terra. Come diceva Benedetto XVI: “Negato il peccato originale si nega anche la Redenzione”.
Gli angeli sono stati creati in grande dignità come purissimi spiriti, elevati in grazia ma non ammessi alla visione beatifica. Proprio nel secondo istante del momento della prova, alcuni seguirono Lucifero nella negazione della dipendenza da Dio e si sono pervertiti. La maggioranza degli angeli, tuttavia, si è sottomessa a Dio nell’amore, nel servizio e sono stati ammessi nella visione beatifica.
L’uomo, invece, è uno spirito incarnato nella materia. È un soffio divino intessuto con la terra. È legato all’universo, allo spazio e al tempo, quindi la caduta dallo stato di grazia è avvenuto in momenti successivi. Anche i progenitori sono stati elevati in grazia, nell’amicizia con Dio, ma non nella visione beatifica. Avendo peccato hanno perso tutti i doni di grazia di cui sono stati rivestiti, come il dono dell’immortalità, della sapienza, dell’integrità, della perfetta unione di anima e corpo, l’assenza della sofferenza.
Questa è la condizione nella quale siamo nati. Per grazia di Cristo – il nuovo Adamo, il Verbo che si è fatto carne nel grembo della Vergine Maria – attraverso la fede e la grazia dello Spirito Santo, ci sono ridati tutti i doni che avevamo perso. Perseverando in Cristo, la morte diventa un passaggio nella vita eterna, la sapienza ci viene data dalla fede, l’integrità la riacquistiamo attraverso il combattimento spirituale. La morte diventa un incontro con Cristo e il dolore è una purificazione. Questa è la salvezza che ci viene da Cristo ed è molto più di quanto aveva il primo Adamo.
La caduta dell’uomo è raccontata in termini poetici nella Sacra Scrittura. Satana il tentatore, raffigurato da un serpente, si rivolge ai progenitori cercando di deviarli dall’intima unione e dall’amicizia con Dio. Il dono principale era l’amicizia divina, cioè la partecipazione alla vita intima con Dio. Il serpente antico riuscì a fare deviare i progenitori dalla sottomissione e dall’obbedienza a Dio e in qualche modo li rese diffidenti, come se Dio limitasse la loro libertà per tenerli sottomessi; quindi, il serpente – Lucifero – ha trasmesso il veleno della superbia e della disobbedienza con le quali i progenitori sono caduti nel peccato.
Masaccio, pittore del 1500 del rinascimento religioso fiorentino, ci mostra la condizione esistenziale di miseria dei nostri progenitori quando escono dal Paradiso terrestre. Dio nella sua Misericordia li riveste con alcune pelli.
Il peccato originale nella sua formulazione esistenziale a livello della fede è la chiave di comprensione della miseria condizione umana, ma anche della sua Redenzione.
III. Il peccato originale
Il primo peccato dell’uomo
397 L’uomo, tentato dal diavolo, ha lasciato spegnere nel suo cuore la fiducia nei confronti del suo Creatore e, abusando della propria libertà, ha disobbedito al comandamento di Dio. In ciò è consistito il primo peccato dell’uomo. In seguito, ogni peccato sarà una disobbedienza a Dio e una mancanza di fiducia nella sua bontà.
L’uomo ha messo se stesso al posto di Dio, un peccato di superbia e disobbedienza. Il peccato originale è la madre – o il padre – di tutti i peccati.
398 Con questo peccato, l’uomo ha preferito se stesso a Dio, e, perciò, ha disprezzato Dio: ha fatto la scelta di se stesso contro Dio, contro le esigenze della propria condizione di creatura e conseguentemente contro il suo proprio bene. Costituito in uno stato di santità, l’uomo era destinato ad essere pienamente «divinizzato» da Dio nella gloria. Sedotto dal diavolo, ha voluto diventare «come Dio» (Gn 3,5), ma «senza Dio e anteponendosi a Dio, non secondo Dio».
399 La Scrittura mostra le conseguenze drammatiche di questa prima disobbedienza. Adamo ed Eva perdono immediatamente la grazia della santità originale. Hanno paura di quel Dio di cui si sono fatti una falsa immagine, quella cioè di un Dio geloso delle proprie prerogative.
Dopo il Battesimo anche noi perdiamo la grazia della santità, ma è possibile riacquistarla con il Sacramento della Confessione.
400 L’armonia nella quale essi erano posti, grazie alla giustizia originale, è distrutta; la padronanza delle facoltà spirituali dell’anima sul corpo è infranta; l’unione dell’uomo e della donna è sottoposta a tensioni; i loro rapporti saranno segnati dalla concupiscenza e dalla tendenza all’asservimento. L’armonia con la creazione è spezzata: la creazione visibile è diventata aliena e ostile all’uomo. A causa dell’uomo, la creazione è soggetta alla schiavitù della corruzione. Infine, la conseguenza esplicitamente annunziata nell’ipotesi della disobbedienza si realizzerà: l’uomo tornerà in polvere, quella polvere dalla quale è stato tratto. La morte entra nella storia dell’umanità.
Il Catechismo della Chiesa cattolica propone una sintesi meravigliosa di tutti quei passaggi biblici nei quali troviamo una rappresentazione poetica, della perdita dello stato di grazia, cioè la distruzione della giustizia originale nell’uomo. È tutto espresso dalla Sacra Scrittura, quindi direttamente dalla Parola di Dio. Si spiega la condizione di sofferenza nel quale si nasce. La rottura del rapporto con il Signore causa un’inondazione del peccato nella Storia dell’umanità, che arrivando fino a Noè, fa sì che Dio si penta di aver creato il mondo portandolo alla distruzione.
401 Dopo questo primo peccato, il mondo è inondato da una vera «invasione» del peccato: il fratricidio commesso da Caino contro Abele; la corruzione universale quale conseguenza del peccato; nella storia d’Israele, il peccato si manifesta frequentemente soprattutto come infedeltà al Dio dell’Alleanza e come trasgressione della Legge di Mosè; anche dopo la redenzione di Cristo, fra i cristiani, il peccato si manifesta in svariati modi. La Scrittura e la Tradizione della Chiesa richiamano continuamente la presenza e l’universalità del peccato nella storia dell’uomo:
«Quel che ci viene manifestato dalla rivelazione divina concorda con la stessa esperienza. Infatti, se l’uomo guarda dentro al suo cuore, si scopre anche inclinato al male e immerso in tante miserie che non possono certo derivare dal Creatore che è buono. Spesso, rifiutando di riconoscere Dio quale suo principio, l’uomo ha infranto il debito ordine in rapporto al suo ultimo fine, e al tempo stesso tutto il suo orientamento sia verso se stesso, sia verso gli altri uomini e verso tutte le cose create».
Dopo il peccato originale, nei versetti della Bibbia che riguardano i primi capitoli della Genesi, viene descritta la Storia dell’ umanità come un’inondazione globale del male. Il male dilaga e lo si può fermare soltanto ritornando a Dio.
Oggi, rotto il rapporto con Cristo, rinnegata la fede nella Croce, il male, l’odio, la guerra, l’iniquità dilagano e la medicina è il ritorno a Cristo, unico nostro Salvatore.
Il peccato originale è l’evento primordiale drammatico che spiega – per quanto Dio ci ha concesso di capire attraverso la Divina Rivelazione – il Mistero del male nel mondo.
Tutto questo va osservato in vista della Redenzione di Cristo. Ma nel medesimo tempo guardiamolo anche come un rifiuto della Redenzione di Cristo che è la caratteristica dell’attuale fase della Storia umana. L’umanità moderna vorrebbe sostituire il Cristianesimo con una religione umanitaria, che il Catechismo della Chiesa cattolica chiama: “la massima impostura anticristica”, nella quale l’uomo rinnega la salvezza che viene dalla Croce e immagina una salvezza che viene da se stesso.
Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

