Mese: Maggio 2024 Pagina 7 di 19
“Lei è un inguaribile ottimista”

Carissimo Padre Livio,
Ancora una volta abbiamo riconosciuto (in occasione del Documento sulle apparizioni) che lei è un inguaribile ottimista e noi le vogliamo bene anche per questo.
Con affetto
Anna Rita
Cara Anna Rita,
Se guardiamo la realtà nella luce della fede è impossibile non essere ottimisti, perché alla fine l’amore di Dio vince sempre.
Nella fattispecie il mio ottimismo è dato dalla presenza della Madonna che ha in mano tutto e che, col nostro aiuto, porta a compimento il suo piano di misericordia e di salvezza per la Chiesa e per il mondo.
Io ho avuto la grazia di frequentare Medjugorje quasi fin dalle origini e ho potuto accumulare conoscenze ed esperienze che mi hanno molto fortificato nelle mie convinzioni.
Soprattutto ho imparato, dai messaggi stessi della Madonna, a conoscere le insidie di satana e i modi con i quali Lei, con l’aiuto della nostra preghiera, è sempre riuscita a metterlo a perdere.
Noi non abbiamo l’idea di quanto il demonio si sia accanito contro Medjugorje e fino a dove la sua potenza di inganno sia arrivata, eppure la Madonna ha sempre trionfato.
Medjugorje è stato ed è un luogo di grande battaglie, dove le porte dell’inferno hanno cercato di prevalere, ma non sono mai riuscite e mai ci riusciranno.
Io ho avuto la grazia di vivere in prima persona alcune di queste situazioni, dalle quali sembrava non ci fosse una via di uscita, ma la Madonna l’ha sempre trovata.
Devo dire che qualcosa di simile l’ho sperimentato a Radio Maria, dove sono qui da quando era una piccola emittente parrocchiale e che satana ha perseguitato senza posa, senza però riuscire a impedirne la diffusione nel mondo a tutto vantaggio della Chiesa.
Questa lunga esperienza sul campo di battaglia mi ha insegnato ad avere sempre fiducia nella Madonna perché, se noi siamo fedeli, realizza sempre i suoi piani.
Questo riguarda soprattutto il tempo dei segreti che bussa alla porta e che irromperà come una burrasca improvvisa, rovesciando tutto ciò che sembra intoccabile.
La storia corre veloce e nessuno la può fermare. Basti pensare come era il mondo prima del Covid e com’ è adesso. L’Apocalisse avanza, anche se gli uomini accecati non la vedono.
La Madonna c’è, è presente e ci ama. E’ qui in nome di suo Figlio per preparare al mondo un tempo di pace. Tutto ciò che ha promesso lo realizzerà e nessuno potrà fermarla.
E’ l’unica nostra speranza e la teniamo ben stretta. Dispiace che molti non credano, ma non si può costringere nessuno a credere. Alla fine ognuno raccoglierà quello che ha seminato.
Ave Maria
Padre Livio

Pensiero spirituale sul conoscere Dio nella luce dell’umiltà
Cari amici, nella luce dell’umiltà conosciamo la verità che riguarda Dio e noi stessi. L’umiltà è la chiave di tutte le virtù, grazie alla quale prendiamo consapevolezza della nostra creaturalità. Su questo terreno fioriscono tutte le virtù naturali e soprannaturali. Per capire cos’è l’umiltà bisogna risalire all’origine stessa della Creazione, nell’istante in cui le creature angeliche furono tratte dal nulla, come lo è anche la nostra anima immortale. Le creature angeliche furono elevate in grazia e, nell’istante successivo secondo San Tommasi d’Aquino, una parte ha deciso l’orientamento a Dio, mentre un altra si è chiusa nel proprio io.
Questo è quello che è avvenuto alle origini della creazione delle creature angeliche ed è la stessa cosa che succede a noi – seppur in modo diverso – perché siamo creature incarnate nella materia e operiamo nel tempo. Avviene che nella nostra vita – specialmente all’inizio quando comincia la formazione e consapevolezza di noi stessi – nel profondo si evidenziano due orientamenti che ci condizionano e configurano.
Il primo orientamento è quello delle schiere angeliche di Michele, cioè la consapevolezza di noi stessi nella luce di Dio, nella luce vera dell’intelligenza e coscienza che illumina ogni uomo che viene in questo mondo. In questa luce di verità abbiamo una consapevolezza di noi stessi come creature.
Comprendiamo la nostra miseria, il nostro limite, che non siamo causa di noi stessi, che siamo dipendenti. C’è questo orientamento dell’io al di là dell’io, alla ricerca della causa di noi stessi e di chi ci ha creato. La consapevolezza di questa luce ci apre al riconoscimento del Creatore, cioè colui che ci ha creato e delle sue perfezioni.
Se siamo entrati in questo orientamento, concepiamo la vita come ricerca di questa fonte dalla quale siamo nati, che ci illumina, che ci infonde la grazia, dalla quale dipendiamo e riceviamo la grazia del perdono. La vita diventa un itinerario di ricerca di questa luce vera che ci fa conoscere la nostra miseria e nel medesimo tempo la nostra grandezza.
Ci rendiamo conto che nella nostra miseria, abbiamo la consapevolezza di conoscere Dio, di parlare con Lui, di entrarci in comunione, di arrivare per grazia alla Sua amicizia. Questo orientamento che costruiamo dentro di noi, fin dai primi anni della nostra vita, lo si vede nelle persone che credono in Dio, che coltivano Dio, che sono aperte a Lui. In questa luce vivono, progettano, costruiscono la loro vita nella luce di Dio, nel compito che scoprono come itinerario verso di Lui. È una scelta originaria che facciamo nella luce vera dell’umiltà, che ci fa fare una scelta nella verità, ci fa scoprire chi siamo: creature create da Dio.
Ci mette davanti alla nostra situazione esistenziale come esseri causati mentre ci apriamo alla situazione esistenziale di Dio come causa di se stesso e causa nostra. Allora ci scopriamo suoi figli e scopriamo Dio come Padre, nella vera luce che illumina ogni uomo che viene in questo mondo nella luce della grazia.
Tuttavia, come è avvenuto a Lucifero – il più luminoso e grande di tutti gli angeli che nel primo istante non ha tenuto gli occhi fissi oltre se stesso, non è stato cercatore di Dio, non ha accettato se stesso nel suo limite, non si è orientato nella proiezione, nel desiderio, nel pellegrinaggio verso di Lui – anche noi possiamo cadere nella luce falsa che è quella dell’io che si richiude su se stesso.
Per cui incomincia quell’orientamento della vita che è una proiezione, un prolungamento e un’affermazione di se stessi al di fuori di Dio. Questo avviene perché non si tollera che ci sia qualcuno al di sopra di noi che ci possa condizionare. Si dà sfogo a ciò che è contrario all’umiltà, ovvero l’appetitus excellens, l’appetito di eccellere.
Questa è la malattia mortale che ha fatto diventare gli angeli demoni e che abbiamo innescato nel nostro essere ripiegandoci su noi stessi. Abbiamo la decisione di distogliere gli occhi da Dio, di eliminarlo dalla nostra prospettiva, di concepire la vita come autoaffermazione. La “libertà” che gridano le moltitudini non è altro che la fame dell’io che non sa più di che cosa nutrirsi, è il desiderio smodato di dominare.
Questa è una forma di autodistruzione, ci stacchiamo dalla sorgente del nostro essere. Dio creatore infonde in ogni istante del tempo che viviamo il nostro essere, Amor Dei est infundens et creans bonitatem in rebus (Tommaso d’Aquino), ovvero Dio continuamente infonde l’essere e la bontà nelle creature, ma noi creature possiamo chiudere le finestre, essere nel buio e accendere le false luci per adorare noi stessi.
Questo distacco da Dio crea l’accecamento dell’intelletto, e la durezza del cuore. È un odio contro Dio perché è un limite e una dipendenza al nostro io, un odio contro noi stessi perché i nostri desideri smodati non possono essere esauditi, ed è un odio contro il mondo.
La prima decisione che ci apre a Dio come fiori al sole genera le virtù, la bontà, un’eterna primavera nella luce dell’amore di Dio; mentre la decisione di chiudere noi stessi nel buco nero del nostro regno fasullo annienta noi stessi, è la morte eterna. Questa decisione è provocata dalla superbia, dall’io smodato che vuole dominare.
Se vogliamo conoscere Dio e noi stessi, è necessario mettersi in ginocchio, professare la nostra miseria, la nostra grandezza, la Sua bontà e perdono, elevare il nostro grazie e la nostra lode: questa è la vita vera che si realizza. La vita che va alla perdizione, l’uomo che si alza fieramente su se stesso, che si mette sul piedistallo al posto di Dio, è la vita a cui sta andando incontro il mondo.
Nella luce dell’umiltà prendiamo coscienza di noi stessi, di essere figli. Il Cristianesimo è una bellissima religione, è filiale, della dipendenza del Padre ed è la religione dell’amore. Non c’è altra religione che può essere paragonata ad essa. Il Cristo stesso, Figlio di Dio, è venuto su questa Terra e ci ha rivelato nella sua figliolanza che anche noi siamo chiamati ad essere figli nel Figlio, nella lode, nell’obbedienza, nel ringraziamento, realizzando i disegni di amore del Padre.
Abbiamo in Maria l’esempio di questa scelta originaria meravigliosa che ci eleva ad altezze inconcepibili, perché più siamo piccoli, più Dio ci fa grandi.
Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

TRASCRIZIONE DEL VIDEO ( Indicare la fonte)
Il documento sulle apparizioni conferma Medjugorje
Nel nuovo documento del Dicastero per la Dottrina della Fede, pubblicato venerdì 17 maggio 2024 ed entrato in vigore domenica 19 festa di Pentecoste, vengono aggiornate le norme per il discernimento dei presunti fenomeni soprannaturali. A mio parere questo documento (Reperibile sul Sito della Santa Sede) è molto vantaggioso per i pellegrini che vanno a Medjugorje, ed è bene farne una sintesi oggettiva e ragionata, perché purtroppo i mass-media tendono a manipolare questo tipo di notizie, soprattutto perché il diavolo è un nemico di Medjugorje. Dobbiamo essere didattici e corretti, leggere il documento seriamente senza inquinarlo con false affermazioni, come purtroppo sta accadendo.
Questo documento sarà molto utile in vista del tempo dei Segreti quando assisteremo a numerose false apparizioni; la Regina della pace ha già detto che quelle di Medjugorje sono le sue ultime apparizioni sulla Terra e da questo documento possiamo evincere dei punti che fortificano la nostra fede nella Gospa.
Per renderne più semplice la comprensione, ho redatto sei punti chiave di questo documento.
1 .Si ritorna alla prassi dei secoli passati: se ci sono tutte le condizioni previste dal documento la Chiesa lascia la libertà di credere e promuove la devozione, il culto e i pellegrinaggi.
La prassi per cui c’è il riconoscimento da parte della Chiesa è recente, è dell’ultimo secolo e mezzo. Le apparizioni che hanno usufruito di questa procedura del riconoscimento ufficiale di soprannaturalità da parte della Chiesa sono meno di dieci. Le moltissime apparizioni del passato che hanno popolato di migliaia di santuari il mondo non hanno mai avuto quella procedura che è stata introdotta, appunto, nell’ultimo secolo e mezzo e che termina con una dichiarazione di “evento soprannaturale” da parte della Chiesa. Con questo documento è stato deciso che si ritorna al passato quando la Chiesa, di fronte agli eventi soprannaturali faceva un discernimento, vedendo se erano conformi alla Verità, considerando la vita dei veggenti e constatandone i frutti spirituali; successivamente la Chiesa stessa, non solo permetteva il culto, la devozione e i pellegrinaggi, ma li promuoveva. Questo vale per innumerevoli Santuari che ci sono in Italia e nel mondo. Tale documento, allora, ritorna alla prassi del passato. Adesso non c’è più il riconoscimento di soprannaturalità ma, se ci sono tutte le condizioni previste dal documento stesso, la Chiesa lascia liberi di credere e di promuovere la devozione, il culto e i pellegrinaggi. È quanto avviene già per Medjugorje.
2. L’Autorità Ecclesiastica non si impegna più in dichiarazioni ufficiali di soprannaturalità salvo il Papa in via eccezionale.
La Chiesa, né quella locale né quella centrale, né il vescovo né il Sant’Ufficio, non si impegna più in dichiarazioni di soprannaturalità, salvo che il Papa decida diversamente per una eccezione. A mio parere, questo punto del documento è un “suggerimento” della Regina della pace.
3. Questo significa che i fedeli possono credere alle apparizioni di Medjugorje seguire i messaggi della Madonna, andare in pellegrinaggio.
4. Significa soprattutto che nessuno può dire che per credere bisogna aspettare il riconoscimento di soprannaturalità della Santa Sede perché non lo dà più.
Questo punto è importantissimo. Molti, anche a Medjugorje recentemente, pensano che siccome la Chiesa non ha ancora riconosciuto la soprannaturalità della apparizioni non si possa credere. Questo non si può più dire, il documento parla chiarissimo. La Santa Sede non darà più il riconoscimento di soprannaturalità. La Santa Sede lascia liberi di credere.
5. Il Papa, in occasione del terzo Segreto di Medjugorje, il segno sulla collina del Podbrdo, potrebbe, data la eccezionalità dell’evento, aprire la causa di soprannaturalità.
Il Santo Padre potrà eccezionalmente pronunciarsi sulle apparizioni di Medjugorje, per esempio in occasione del terzo Segreto. Il segno sulla montagna – bellissimo, indistruttibile, durevole e che viene da Dio – è l’appuntamento che la Madonna ha dato alla Chiesa dicendo che serve a dimostrare che Lei è stata lì e che le apparizioni sono vere. Di fronte a un segno di questo genere il Santo Padre potrebbe aprire una causa di riconoscimento di soprannaturalità delle apparizioni di Medjugorje e quindi schierare la Chiesa dalla parte della Regina della pace. Non ho dubbi sul fatto che la Madonna stessa abbia messo la mano su alcuni punti di questo documento.
6. In sostanza per i fedeli della Gospa il nuovo documento rappresenta un chiarimento e un vantaggio rispetto alla situazione precedente.
Per quanto riguarda Medjugorje la Chiesa ha già fatto un lungo percorso: ha permesso il culto, la devozione, la pubblicazione dei Messaggi e i pellegrinaggi stessi. A Medjugorje la Chiesa ha già dato di fatto il Nihil Obstat e lascia i fedeli liberi di credere. La Regina della pace ha detto: «Dite a quei sacerdoti che non credono alle mie apparizioni che io da sempre trasmetto al mondo messaggi da parte di Dio. Mi dispiace che non credono, ma non si può obbligare nessuno a credere» (Messaggio del 31 dicembre 1981).
In sostanza, a mio parere, il documento rappresenta un miglioramento e un chiarimento per quanto riguarda le apparizioni di Medjugorje. Bando alle chiacchiere infondate allora; i mass-media vogliono sistematicamente denigrare le apparizioni di Medjugorje ma il documento parla chiaro.
Come sempre la Chiesa è molto saggia nelle decisioni in cui è impegnata la massima Autorità Ecclesiastica. Si vede chiaramente che c’è un aiuto speciale di Dio
Nel tempo dei segreti Satana vuole impadronirsi del “Papato”
Carissimo Padre Livio,
Non mi dilungo a ringraziarla per l’enorme lavoro che sta facendo per il bene delle nostre anime in questi tempi in cui molti si perdono nella confusione generale.
C’è una domanda che da tempo desidero farle, se non sono indiscreto. Lei parla come se avesse la certezza che sarà presente anche nel tempo dei segreti. Questo sembra infatti ciò che la fatto capire la veggente Vicka nell’intervista del 2006, pubblicata sul vostro sito.
Però il tempo passa inesorabilmente. E’ sempre dello stesso parere, oppure le sue prospettive sono cambiate?
Con grande stima
Antonio da Palermo
Caro Antonio,
Ovviamente il tempo passa per tutti, anche per i veggenti e per la persona che Mirjana avrebbe scelto per rivelare i segreti. Tuttavia i veggenti conoscono la data di ogni segreto, quindi l’inizio e la fine.
Per quanto mi riguarda seguo il consiglio evangelico di vivere giorno per giorno, nella consapevolezza che sarebbe troppo pesante aggiungere quella futura alla fatica del presente.
Nel frattempo ho maturato la convinzione che l’Italia avrà una collocazione centrale nel tempo dei segreti, che riguardano più la Chiesa che il mondo.
La nostra nazione, in particolare Roma, sarà l’epicentro della lotta scatenata da Satana per distruggere la Chiesa cattolica, i cui effetti si faranno sentire in tutto il mondo.
Gli strumenti di questo attacco saranno la Russia e l’Islam, come aveva ben chiaro San Giovanni Paolo II.
In questo contesto mi pare provvidenziale il compito di Radio Maria, non solo nel tempo dei segreti ma anche nel momento attuale.
Satana in particolare vuole impadronirsi del “Papato” e noi, vivi o morti, dobbiamo impedirglielo. A ben vedere il terzo segreto di Fatima è molto eloquente al riguardo.
Ave Maria
Padre Livio

