"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Aprile 2024 Pagina 12 di 16

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

La Chiesa Cattolica e il Papa sono garanzia di pace e stabilità sociale

Caro Padre Livio, mi auguro che la lettera dell’anonimo filorusso sia solo una provocazione o uno scherzo…

Sottoscrivo e condivido pienamente la sua risposta, e mi permetto di aggiungere questo.

Storicamente la libertà, la pace e la prosperità materiale si sono realizzate solo in paesi cristiano-cattolici, e di questo benessere ne hanno goduto anche persone atee, agnostiche e di altre religioni.

Dove non vi è l’influenza e la presenza della Chiesa Cattolica (l’unica e vera Chiesa fondata da Gesù Cristo) si instaurano le dittature umane o quelle teocratiche.

Ci sono persone, anche in Italia, che tifano per le teocrazie e le dittature perché non le hanno mai vissute o conosciute veramente.  

Queste persone che tifano per il papa ortodosso russo e per il “benefattore” Putin dovrebbero andare in Ucraina a vedere con in propri occhi quello che sta subendo un popolo martire, che sta lottando non solo per la sua libertà e sopravvivenza ma anche per la nostra.

La saluto con affetto e prego per lei.

Antonio


Caro Antonio, concordo con quello che dici e che è ampiamente dimostrato dalla storia. Purtroppo, come ha affermato la Regina della pace all’inizio delle apparizioni, “L’Occidente ha incrementato il progresso, ma senza Dio, come se non fosse lui il Creatore”. (30 Ottobre 1982).

Il progresso senza Dio ha generato le rivoluzioni anticristiane e le ideologie del male, come le stigmatizza Giovanni Paolo II, che hanno provocato due guerre mondiali e la devastazione materiale e spirituale in particolare dell’Europa.

Ora il nostro continente, con il rifiuto della Fede e della Croce e l’illusione anticristica di un mondo senza Dio, rischia una rovina senza speranza.

Di qui la necessità che un numero sempre maggiore di persone accolga il messaggio di pace e di conversione della Madonna, che si sta prodigando come mai è avvenuto nella storia della cristianità.

Eppure, mi duole dirlo, un numero  enorme di persone non La prende  neppure in considerazione, senza calcolare quelli che, invece di ascoltarla e venerarla come dovrebbero, la irridono, la negano e la offendono.

Anche recentemente la Regina della pace ha richiamato all’inganno di satana col “modernismo” che nega le apparizioni e la “zizzania” che le scredita.

Non ci resta che pregare, fare  penitenza e rimanere saldi nella fede, perché non c’è dubbio che nell’ora della prova il buon grano e la pula avranno una sorte diversa.

Ave Maria

Padre Livio

“MEDJUGORJE: I TRE GIORNI DELLA SALVEZZA” – Puntata 1

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UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulle parole della Madonna “Pregate con me affinché il bene prevalga” (25 marzo 2024)

Cari amici, la Regina della pace nel Messaggio del 25 marzo 2024 ha esortato invitandoci a pregare con Lei: «In questo tempo di grazia pregate con me affinché il bene prevalga in voi e intorno a voi». Questo è un invito che la Madonna ci fa spesso specialmente in momenti in cui ha particolarmente bisogno di noi e della nostra preghiera.

Questo ci aiuta a capire che cos’è la preghiera. È prima di tutto Maria stessa, è preghiera fatta carne. Unirci alla Madonna significa pregare veramente. Dobbiamo avere una visione spirituale, teologica della preghiera che è un rapporto diretto con Dio e coloro che costituiscono il regno di Dio, quindi gli angeli, i santi, la Vergine Maria in modo particolare. Poi, collochiamo la preghiera nel Mistero dell’Incarnazione, quindi nella mediazione di Cristo attraverso il quale noi abbiamo accesso al Padre per mezzo della grazia dello Spirito Santo.

La preghiera è un “io” che si apre a un “tu” che ci trascende. Non è una recitazione di parole che impariamo a memoria. Questo porta ad uscire dalla preghiera come prima, perché durante non abbiamo incontrato nessuno. Vediamo che nella nostra giornata, quando incontriamo delle persone, ci rendiamo conto che siamo costretti ad uscire dal nostro guscio. Siamo chiamati a guardare negli occhi e aprire il cuore, quindi la preghiera diventa un rapporto. A imitazione di quel rapporto che Dio stesso ha nella Santissima Trinità, un rapporto di amore eterno fra il Padre e il Figlio. La preghiera è sempre un’uscita da se stessi per incontrare Dio. Questo è vero soprattutto per la preghiera liturgica, per la Santa Messa, dove ci si rivolge al Padre per mezzo di Gesù Cristo nella comunione dello Spirito Santo. La Chiesa chiama accanto a sé l’intercessione della Vergine Maria, degli angeli e i Santi perché anche loro con noi si uniscano all’adorazione, alla lode e al ringraziamento della Santissima Trinità.

Questa è la struttura trinitaria della preghiera cristiana. Ci rivolgiamo al Padre per mezzo di Gesù Cristo, nella comunione dello Spirito Santo, insieme a tutta la Corte celeste con a capo Maria. Dobbiamo sperimentare interiormente – quando partecipiamo alla preghiera liturgica – questa comunione a Cristo. Tutta la Chiesa è con gli occhi rivolti al Padre, per il ringraziamento, la lode, l’intercessione, le richieste di grazie.

Nella preghiera personale e liturgica, è permesso rivolgersi al Padre o al Figlio o allo Spirito Santo. Possiamo avere un rapporto personale con ognuna delle tre Persone, anche se la preghiera è sempre trinitaria. Quando ci rivolgiamo al Padre lo possiamo fare per mezzo di Gesù Cristo. Quando ci rivolgiamo a Cristo lo facciamo a Colui che è eternamente generato dal Padre. Quando ci rivolgiamo allo Spirito Santo lo facciamo direttamente, ma è una relazione d’amore tra il Padre e il Figlio. Abbiamo una grande grazia. La preghiera cristiana è un’elevazione in grazia, entriamo nel cuore della Santissima Trinità partecipando alla loro inter-comunione.

Abbiamo la possibilità di rivolgerci direttamente alla Vergine Maria, la quale ha una mediazione particolare fra noi e Cristo. San Giovanni Paolo II ha sottolineato tante volte che la Madonna è Colei che ci dona Cristo e ci porta a Lui. È nella possibilità della preghiera quella di unirci a Maria, nella Sua intercessione. Ecco perché la Madonna più di una volta, nei momenti critici ci ha chiesto di pregare con Lei perché il bene prevalga. Pregare con Maria è possibile e auspicabile, perché significa pregare con la Sua fede, i Suoi sentimenti, la totale apertura del cuore, con la Sua fiducia e nella profondità della Sua umiltà. Anche San Paolo, quando parla di Gesù e della Sua mediazione, ci invita ad avere i Suoi stessi sentimenti. Sono sentimenti di intercessione, di amore, di cura materna di tutte le creature, lo zelo per la salvezza delle anime.

Sappiamo come la Madonna sia sintonizzata perfettamente con Suo Figlio, all’opera della Creazione e della Redenzione. Lei è la collaboratrice e corredentrice nell’intesa di essere il polo verso il quale è attratta la Chiesa. La Chiesa con Maria si unisce a Cristo per la salvezza del mondo.

È una ricchezza della nostra spiritualità popolare. La preghiera di intercessione degli angeli, arcangeli, santi non è un culto. I nostri santi – quelli a cui siamo affezionati, nelle città, nei paesi, negli ordini religiosi – sono quelle persone alle quali chiediamo di intercedere per noi. Questa è la vastità della preghiera cristiana.

La Madonna ci ha chiesto di pregare per le intenzioni dandoci quelle per la pace nel mondo, che il male non prevalga, per la conversione dei popoli. A volte invece non dà intenzioni, ma dice di pregare per le Sue e facendolo Le doniamo gioia. Durante la giornata possiamo fare un fioretto o un sacrificio perché la Madonna ha bisogno. Siamo abituati a chiedere al cuore di Gesù e Maria, ma dobbiamo donare anche noi gioia alla Madonna. Arricchiamo la nostra giornata con queste piccole gioie, un Rosario, qualche fioretto, qualche fatica, le opere buone per le Sue intenzioni. Non possiamo immaginare quanto cari diventiamo nel Suo cuore.

Non rimaniamo indifferenti alla richiesta che ci fa nei Messaggi la Regina della pace. Perché il bene prevalga, per quello che Lei ci indica seguiamo le parole di Gesù, citate da san Paolo “C’è molta più gioia nel dare che nel ricevere”. C’è molta più gioia nel donare alla Madonna, che chiederle una grazia.

“Pregate con me affinché il bene prevalga”.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

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☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

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🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

“Il nemico” sparge zizzania a piene mani e conquista molti cuori

Caro padre Livio

io sono uno di quelli che la sentono quotidianamente, ma che non condividono le sue idee. Lei ci sta mettendo in guardia dalla Russia perché, invadendo l’Europa e persino l’Italia, imporrebbe a tutti la religione ortodossa,  o comunque farebbe molte pressioni in questo senso.

Io mi chiedo dove stia il male. Non ha forse la Chiesa Ortodossa conservato il Dogma della  fede, senza i cedimenti al modernismo ? Non sarebbe ora di costruire insieme, Cattolici e  Ortodossi, una barriera morale ed ideale contro l’ondata di anticristianesimo che dilaga dalle nostre parti? 

A mio parere non c’è altro modo  per salvare l’Europa dalla scristianizzazione, anzi dal “demonismo”, come ha ammonito il Patriarca di Mosca.

Per quanto poi riguarda la Cattedra di Pietro, perché mai dovrebbe dispiacerci un papa russo?  A guardare bene Mosca è collocata al posto giusto fra L’Occidente e l’Oriente e potrebbe davvero svolgere un ruolo straordinario di mediazione mondiale.

Sa che cosa le dico? Vengano pure i Russi! Sarebbe meglio trattare con loro che fare una guerra che potrebbe significare la distruzione del nostro continente.

Che ne dice? La pubblicherà la mia lettera sul suo Blog?

Anonimo


Caro anonimo,

la tua missiva, per quanto concisa, esprime con molta chiarezza quello che pensano molti cattolici non solo in Italia.

Mi rendo conto che siamo davanti a una seduzione sopraffina del principe di questo mondo. Quando si apriranno gli occhi sarà troppo tardi.

La Chiesa cattolica, fondata sul Collegio apostolico e sul Papa, è l’unica vera Chiesa, insostituibile e indistruttibile che, con l’aiuto di Maria Regina della pace, arriverà fino in cima al Calvario, dove riceverà  la corona della vittoria.

Il piano di satana è quello di una guerra distruttrice fra cristiani, dove tutti perderanno. Quello di Maria è invece è di chiamare alla conversione e alla pratica del vangelo, affinché i cuori cambino e ci sia per il mondo un tempo di pace.

Non c’è dubbio che sarà la Madonna a trionfare come ha promesso a Fatima e ha confermato a Medjugorje. Dobbiamo però essere saldi nella fede e pregare giorno e notte, perché “il nemico” sparge “zizzania” a piene mani e conquista “molti cuori”.

Ave Maria

Padre Livio

«Dignitas infinita», il Vaticano: «La maternità surrogata sia proibita a livello universale. Teoria del gender pericolosissima»

Di Gian Guido Vecchi- Corriere della Sera – 8 Aprile 2024

La Santa Sede ha pubblicato la dichiarazione firmata dal cardinale Victor Manuel Fernández,  responsabile dell’ex Sant’Uffizio, temi bioetici e sociali. «Indegno che in alcuni paesi gli omosessuali siano perseguitati. Cambio di sesso solo in caso di anomalie»

L’essenziale è nel titolo: la «dignità infinita» di ogni persona umana, e questo «al di là di ogni circostanza e in qualunque stato o situazione si trovi». La congregazione per la Dottrina della Fede pubblica oggi la Dichiarazione «Dignitas infinita», firmata dal cardinale Victor Manuel Fernández, prefetto dell’ex Sant’Uffizio, e approvata dal Papa, un testo che fa sintesi del magistero di Francesco e ha richiesto cinque anni di lavoro

«Violazioni della dignità umana»

Dai principi fondamentali si passa ad «alcune gravi violazioni della dignità umana» del nostro tempo, sollecitate in particolare dal Papa. E qui si vede come Francesco affianchi ai classici temi bioetici quelli sociali: la condanna senza appello dell’aborto accanto a quella della guerra; le povertà crescenti, il dolore dei migranti e la «violenza digitale».

La denuncia del fenomeno del «femminicidio» che «non si condannerà mai abbastanza» e della maternità surrogata che «lede gravemente la dignità della donna e del figlio» ridotto a «mero oggetto».

La critica della teoria del gender «che è pericolosissima perché cancella le differenze nella pretesa di rendere tutti uguali» e il dolore dei migranti, la tratta delle persone, gli abusi sessuali.

Lo «scarto dei diversamente abili» e il «no» a ad ogni eutanasia suicidio assistito perché «non esistono condizioni mancando le quali la vita umana smette di essere degnamente tale e perciò può essere soppressa». 

Il denunciare come «contrario alla dignità umana» e l’oppressione degli omosessuali, «il fatto che in alcuni luoghi non poche persone vengano incarcerate, torturate e perfino private del bene della vita unicamente per il proprio orientamento sessuale».

Il no «di norma» al cambio di sesso perché «il corpo partecipa alla dignità di immagine di Dio» e insieme il riconoscimento di eccezioni: «Questo non significa escludere la possibilità che una persona affetta da anomalie dei genitali già evidenti alla nascita o che si sviluppino successivamente, possa scegliere di ricevere assistenza medica allo scopo di risolvere tali anomalie». 

Un testo che, su impulso di Francesco, supera la frattura che esiste tra i «difensori della vita» che si stracciano le vesti per l’aborto ma si mostrano indifferenti a chi affoga in mare e viceversa.

Principi

Anzitutto, «alla luce della Rivelazione», la Chiesa «ribadisce e conferma in modo assoluto» la «dignità ontologica della persona umana, creata ad immagine somiglianza di Dio e redenta in Cristo Gesù», una «dignità inalienabile» che corrisponde «alla natura umana, al di là di qualsiasi cambiamento culturale», è «un dono ricevuto» ed è quindi presente anche «in un bambino non ancora nato, in una persona priva di sensi, in un anziano in agonia». Gli esseri umani hanno pari dignità, tutti, «indipendentemente dalla loro condizione di vita o dalle loro qualità». Senza riconoscere questo, è impossibile una «autentica fraternità». La «dignità ontologica» non significa libertà di fare qualsiasi cosa, la storia insegna che «l’esercizio della libertà contro la legge dell’amore rivelata dal Vangelo può raggiungere vette incalcolabili di male inferto agli altri». Il documento cita l’Antico Testamento e i Vangeli, i pensatori cristiani e il magistero dei predecessori di Francesco da Paolo VI a Giovanni Paolo II a Benedetto XVI, ma anche la visione di filosofi come Cartesio e Kant, l’imperativo categorico per cui l’essere umano è sempre anche un fine e non può essere mai ridotto a un mezzo.

Dignità incondizionata

Un passaggio importante riguarda i «numerosi fraintendimenti del concetto di dignità che ne distorcono il significato». Alcuni «propongono che sia meglio usare l’espressione “dignità personale” (e diritti “della persona”) invece di “dignità umana” (e diritti dell’uomo), perché intendono come persona solo “un essere capace di ragionare”». Di conseguenza, «non avrebbe dignità personale il bambino non ancora nato e neppure l’anziano non autosufficiente, come neanche chi è portatore di disabilità mentale». La Chiesa, al contrario, «insiste sul fatto che la dignità di ogni persona umana, proprio perché intrinseca, rimane “al di là di ogni circostanza”, ed il suo riconoscimento non può assolutamente dipendere dal giudizio sulla capacità di intendere e di agire liberamente delle persone». Inoltre, si legge, «il concetto di dignità umana, a volte, viene usato in modo abusivo anche per giustificare una moltiplicazione arbitraria di nuovi diritti… come se si dovesse garantire la capacità di esprimere e di realizzare ogni preferenza individuale o desiderio soggettivo».

Povertà, guerra, migranti, tratta, abusi

La dignità è «fondamento dei diritti e dei doveri umani». L’elenco delle «gravi violazioni» della dignità umana comincia dal «dramma della povertà, una delle più grandi ingiustizie del mondo contemporaneo», dai migranti che «sono dalle prime vittime delle molteplici forme di povertà» e dalla guerra: «Papa Francesco sottolinea che non possiamo più pensare alla guerra come soluzione. Davanti a tale realtà, oggi è molto difficile sostenere i criteri razionali maturati in altri secoli per parlare di una possibile “guerra giusta”. Mai più la guerra!». Il documento si sofferma poi sulla “tratta delle persone” che sta assumendo «dimensioni tragiche» e viene definita «un’attività ignobile, una vergogna per le nostre società che si dicono civilizzate», e esorta «sfruttatori e clienti» a fare un serio esame di coscienza. Lo stesso vale per «il commercio di organi e tessuti umani, lo sfruttamento sessuale di bambini bambinelavoro schiavizzato, compresa la prostituzionetraffico di droghe e di armiterrorismo crimine internazionale organizzato». E ancora, gli abusi sessuali, «sofferenze che possono durare tutta la vita e a cui nessun pentimento può porre rimedio».

Violenza contro le donne

Un capitolo a parte è dedicato alla violenza sulle donne, dalle disuguaglianze alla «costrizione all’aborto, che colpisce sia la madre che il figlio, così spesso per soddisfare l’egoismo dei maschi», fino a concludere: «In questo orizzonte di violenza contro le donne, non si condannerà mai a sufficienza il fenomeno del femminicidio».

Aborto, eutanasia e maternità surrogata

Si conferma la condanna netta dell’aborto: «Fra tutti i delitti che l’uomo può compiere contro la vita, l’aborto procurato presenta caratteristiche che lo rendono particolarmente grave deprecabile», fino a citare la parole del profeta Isaia: «Guai a coloro che fanno decreti iniqui e scrivono in fretta sentenze oppressive, per negare la giustizia ai miseri». Sono poi citati eutanasia suicidio assistito: «Si designano a volte come “leggi di morte degna”. È assai diffusa l’idea che l’eutanasia o il suicidio assistito siano coerenti con il rispetto della dignità della persona umana. Davanti a questo fatto, si deve ribadire con forza che la sofferenza non fa perdere al malato quella dignità che gli è propria in modo intrinseco inalienabile, ma può diventare occasione per rinsaldare vincoli di una mutua appartenenza e per prendere maggiore coscienza della preziosità di ogni persona per l’umanità intera».

Gender e cambio di sesso

Il documento ribadisce che nei confronti delle persone omosessuali va evitato «ogni marchio di ingiusta discriminazione e particolarmente ogni forma di aggressione e violenza» e denuncia «come
contrario alla dignità umana» il fatto che in alcuni luoghi persone «vengano incarcerate, torturate e perfino private del bene della vita unicamente per il proprio orientamento sessuale». Si conferma una dura critica alla teoria del gender, più volte condannata da Francesco, «pericolosissima perché cancella le differenze nella pretesa di rendere tutti uguali… Voler disporre di sé, così come prescrive la teoria del gender… non significa altro che cedere all’antichissima tentazione dell’essere umano che si fa Dio». La teoria del gender «vuole negare la più grande possibile tra le differenze esistenti tra gli esseri viventiquella sessuale». Si citano le parole di Francesco: «Auspico, pertanto, un impegno della Comunità internazionale per proibire a livello universale tale pratica». Quanto al cambio di sesso, «di norma, rischia di minacciare la dignità unica che la persona ha ricevuto fin dal momento del concepimento», anche se «questo non significa escludere la possibilità che una persona affetta da anomalie dei genitali già evidenti alla nascita o che si sviluppino successivamente, possa scegliere di ricevere assistenza medica allo scopo di risolvere tali anomalie». 

Violenza digitale

L’ultima violazione segnalata è la «violenza digitale», le «nuove forme di violenza si diffondono attraverso i social media, ad esempio il cyberbullismo» e la «diffusione della pornografia e di sfruttamento delle persone a scopo sessuale o tramite il gioco d’azzardo» in Rete. Conclusione: «Anche oggi, davanti a tante violazioni della dignità umana che minacciano seriamente il futuro dell’umanità, la Chiesa incoraggia la promozione della dignità di ogni persona umana quali che siano le sue qualità fisiche, psichiche, culturali, sociali e religiose».

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sul “Sì” di Maria nell’Annunciazione

Cari amici, il “” che arriva dal cuore di Maria abbraccia la Storia della salvezza. L’Annunciazione è la chiave nella Storia della salvezza ed è il momento in cui il Verbo si è fatto carne. In quell’annuncio all’angelo, nella Rivelazione divina, in quella richiesta a Maria della sua disponibilità, si è deciso quello che è diventato il cardine della salvezza del mondo. In pochi istanti si è stabilito il cardine dell’opera della Creazione e della Redenzione, che è il Verbo che si è fatto carne.

Dio dalla sua infinita Misericordia ha inviato il Figlio – che ha detto alla volontà del Padre – nel grembo della Vergine Maria. Per opera dello Spirito Santo – nel momento dell’Annunciazione – vediamo l’Epifania del mistero della Santissima Trinità che è stato rivelato per primo alla mente, all’anima e al cuore della Vergine. Prima nessuno aveva conosciuto il mistero di Dio. Dio nel suo intimo – come comunione delle tre Persone Divine – si manifesta nel momento dell’Annunciazione. Questo è l’atto della grande Misericordia di Dio, della Santissima Trinità e nel medesimo tempo è il momento della risposta della creatura.

La Madonna è stata preparata – a sua insaputa dallo Spirito Santo – a questo momento dell’Annunciazione. Avrà scoperto proprio in quel momento di essere una creatura privilegiata, immune da ogni macchia di peccato, ha compreso la sua eccezione radicale nella Storia della salvezza. Dio l’ha preparata fin dal momento in cui è stata concepita. La Vergine Maria è nata da due genitori già anziani – Sant’Anna e San Gioacchino – però è stata concepita rimanendo preservata dalla macchia del peccato originale. È un disegno divino che si realizza, è una profezia della Genesi che si adempie: “Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno” (Genesi 3: 15).

Questa è una profezia che si realizza fin dai primordi della Storia della salvezza. Maria fin dal momento del suo concepimento, è coltivata come un fiore purissimo, al riparo dei venti del male del mondo. È stata raccolta nel tempio già all’età di tre anni per avere una formazione particolare nella legge del Signore. Successivamente, c’è stata la chiamata meravigliosa nell’Annunciazione. Nel momento più grande della Storia dell’umanità, la Madonna era sola, forse non sapeva e non poteva conoscere quello che Dio aveva in serbo, però era stata lavorata interiormente dallo Spirito Santo ad accogliere questa rivelazione. Vediamo che alle parole dell’angelo Maria risponde già consapevole dell’impegno della sua verginità.

La Madonna chiede come può avvenire una cosa del genere – il Verbo che si fa carne – in quanto non conosce uomo, ma Dio le rivela questo grande miracolo di grazia. La natura umana di Cristo si unisce alla persona divina del Verbo per opera dello Spirito Santo. In Maria, Madre di Dio – cioè quel Bambino che nascerà da Lei per opera dello Spirito Santo – vediamo la preparazione alla comprensione di questi Misteri che si aprono al Suo cuore.

Il di Maria è pieno di consapevolezza. È consapevole del miracolo sovraumano – che va al di là di ogni immaginazione, di ogni concezione – del Verbo di Dio che di fa carne e cresce nel suo grembo per nove mesi. San Giovanni Paolo II sottolinea il fatto che anche Maria ha avuto un cammino di cresciuta nella fede. Ha sviluppato la fede come grazia che le è stata donata ed è entrata sempre più profondamente nella comprensione della vita vissuta dei Misteri di Dio.

Il “Sì” di Maria è prezioso, prima di tutto, perché è stato consapevole delle conseguenze. Un tale “sì” l’ha detto a nome di tutta l’umanità, l’ha detto ad una decisione divina da cui dipendeva la realizzazione del piano di Dio. La Madonna è cresciuta nella comprensione della realtà nella quale è stata chiamata, una realtà divina, soprannaturale del Suo compito nella Storia della salvezza. Maria è il crocevia di tutti i Misteri principali della fede, della Santissima Trinità, dell’Incarnazione, della Redenzione. Un compito da corredentrice e cooperatrice all’opera della Redenzione.

Un di Maria umile. Non comprenderemo mai abbastanza l’umiltà di Maria, che è un mistero di grazia infinito. La Madonna è nella consapevolezza della pienezza di grazia che poi viene rivelata dall’angelo: “Ave, o piena di grazia”. È consapevole di essere il luogo esistenziale in cui si adempie la Redenzione stabilita da Dio con l’Incarnazione. Ma rimane, anche, nella consapevolezza della Sua creaturalità. Sa che tutto ciò che Dio ha fatto in Lei è un’opera di grande grazia e Lei si conserva nell’umiltà più assoluta. In questo Maria già vince contro il serpente antico, perché è rimasta povera creatura. Lucifero – creato già luminoso, elevato in grazia, il più spendente tra gli angeli – invece di restare nell’umiltà, nella consapevolezza della sua grandezza si è inorgoglito, ha voluto essere al posto di Dio. Al contrario la Vergine riamane aperta nella luce della consapevolezza e dell’umiltà.

Maria ha fatto la decisione netta, profonda, irreversibile del Suo : «Ecco l’ancella del Signore, avvenga di me quello che hai detto». Quindi, prima la mente di Maria, la Sua consapevolezza, la Sua luminosità, la Sua comprensione del Mistero, la Sua umiltà e poi la decisione della volontà. Un totale, radicale, assoluto a Dio che controbilancia il no di lucifero e di tutti quelli che hanno attraversato e attraversano la Storia umana con satana. Un Sì che con quello di Gesù redime il mondo al quale si uniscono anche i nostri poveri meriti. Dio apprezza i nostri Sì volontari all’opera della Creazione e della Redenzione.

Una volta avuta la certezza che avrebbe conservato la Sua verginità, in quanto era un voto fatto a Dio, il suo Sì è stato incondizionato, radicale, totale, irreversibile, pieno, che genera vita eternamente. Un Sì nel quale e con il quale Dio si compiace e opera la Redenzione.

Infine, un perseverante. Maria l’ha portato avanti per tutta la vita. Sappiamo che si può parlare di una duplice Annunciazione della Madonna. La prima è quella dell’angelo Gabriele che è un’annunciazione di gioia; la seconda che è quella di Simeone quando la Vergine Maria con Giuseppe portò il Bambino al tempio. Simeone predice che il Bambino è per la salvezza, l’inciampo di molti e una spada trapasserà il cuore di Maria, quindi un’annunciazione di dolore. L’opera della Redenzione passa attraverso il Sì di Maria, dall’Incarnazione fino alla Croce.

Il di Maria è perseverante anche nei momenti più duri. Con l’inizio della vita pubblica di Gesù, quando le potenze dell’inferno incominciano a sputare fuoco e veleno, a scardinare i cuori, ad aizzare i cuori contro Suo Figlio. Questa scoperta della Sua maternità nel dolore – nella volontà del Padre che vuole che beva il calice del dolore fino all’ultima goccia – non fa tremare il suo , lo tiene fermo anche davanti alla Croce. Nel momento in cui Gesù muore, Maria tiene fermo il suo , la sua totale adesione, la sua fede in Dio e in suo Figlio. Attende il momento della Redenzione che la porta a diventare Madre della Chiesa fino ad oggi e per l’eternità

Il Mistero nella sua radicale formulazione è cristologico, cioè il Verbo che si fa carne e il del Figlio radicale, totale e assoluto sul quale possiamo sperare. Vediamo come traguardo del nostro sì quello di Maria che è quello di una creatura piena di grazia, consapevoli di essere strumenti nell’opera della Creazione e Redenzione. Siamo chiamati a partecipare nell’umiltà più totale e nella decisione da rinnovare ogni giorno. Siamo chiamati alla perseveranza anche nei momenti in cui si vacilla, si sbanda, nelle correnti di odio e di ribellione a Dio che attraversano il mondo. I nostri uniti a quello di Maria e a quello di Gesù devono essere una roccaforte che non trema, non vacilla e che esce vittoriosa, nonostante gli assalti delle potenze del male.

Chiediamo alla Madonna questa immensa grazia: di renderci partecipi di questo . Il Suo risuoni nel nostro cuore, sia uno squillo nella nostra anima, sia inciso a fuoco nel nostro intimo perché possiamo farci trovare nel momento della chiamata ultima in grazia di Dio.

Rinnoviamo il nostro alla Madonna con la quale vogliamo cooperare nella grande battaglia. Rassicuriamo Maria con la nostra affidabilità, con la nostra generosità e con la nostra fedeltà.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

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