La protezione della Madonna contro l’atomica secondo fatti realmente avvenuti
Buongiorno Padre Livio,
seguo con interesse il suo blog sin dagli inizi e vorrei condividere con Lei due punti basati su accadimenti storici che potrebbero essere interessanti in questo periodo storico.
Primo punto
La Madonna in Messico a Guadalupe ci ha lasciato in eredità una bellissima opera (segno) realizzata sul manto di un contadino fatto di tela di agave che non può tuttora essere prodotta da mano o tecnologia umana. La temperatura della tela rappresenta quella delle donne in dolce attesa, cosi come i battiti del cuore sono tipici del feto. Da questa apparizione e segno moltissime sono state le conversioni in America del Sud. Più volte hanno tentato di distruggerlo ma è indelebile, resistente ad incendi ed acidi nonché al tempo (dal 1531).
Secondo punto
Durante la seconda guerra mondiale la Madonna ci ha già mostrato come può difenderci dalle armi più distruttive, persino dalla bomba atomica. La parrocchia dell’Assunzione di Maria, a Hiroshima si trovava vicino al punto di deflagrazione della bomba ma miracolosamente è rimasta integra. I quattro gesuiti che si trovavano all’interno sono sobbalzati dall’esplosione ma hanno vissuto una lunga vita senza alcun segno delle radiazione. Molti medici e scienziati hanno analizzato i dati e visitato i gesuiti senza alcuna risposta terrena. La risposta dei gesuiti invece è stata semplice: “Come missionari abbiamo voluto vivere nel nostro paese il messaggio della Madonna di Fatima e perciò abbiamo pregato tutti i giorni il Rosario.”
Credo che la Madonna insista con la preghiera perché oltre ad intercedere per noi e placare la guerra ed i castighi possa essere la nostra più potente difesa. Per poterla utilizzare però dobbiamo avere dimestichezza ed “allenarci” ciò pregare molto per essere preparati a pregare il Santo Rosario come la nostra Madre ci ha insegnato, cioè non solo meccanicamente ma con il cuore. La Madonna vuole aiutare tutti ma dobbiamo permetterle di aiutarci.
La ringrazio Padre Livio per la sua costante opera di divulgazione ed evangelizzazione attraverso la catechesi e la lettura degli avvenimenti odierni.
Che Dio la benedica e la Madonna protegga Lei e tutti gli ascoltatori di Radio Maria.
Ave Maria piena di grazia il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno Gesù. Santa Maria, madre di Dio prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen
(Padre Livio il suo blog è così efficace che i lettori semplicemente leggendo questo commento avranno recitato circa mezzo milione di Ave Maria).
Con affetto
Alessandro da Pandino (vicino al Santuario della B.V. di Caravaggio).
Caro Padre Livio, grazie di cuore per l’amore che Radio Maria mette tutti i giorni nel compito di formazione degli apostoli dell’amore della Regina della Pace. Ho ascoltato la sua recente Lettura Cristiana della cronaca e della storia con il commento dei segreti di Fatima alla luce dei messaggi di Medjugorje.
Questi sembrano indicare nell’attuale sistema di potere politico religioso russo lo strumento satanico tendente a distruggere la nostra vita umana, la natura e il pianeta su cui viviamo, portando distruzione in molte nazioni e persecuzioni alla Chiesa cattolica romana.
Putin, incolpando l’occidente di escogitare occasioni di conflitto e di opporsi alla “Russia forte e sovrana “, minaccia l’uso di armi nucleari che portano “alla distruzione della civiltà”.
Lei, Padre, ha accennato anche alla situazione geo-politica, con la possibilità che la penetrazione russa verso l’occidente (considerato eretico) avvenga a partire dall’Ucraina verso la Transnistria e la Moldavia.
La “strada” più diretta verso il mare Adriatico e, quindi, verso Roma, passa forse per i Balcani, la Bosnia e l’Erzegovina? Non dice forse Putin che l’Italia “ci è sempre stata vicina” e li si sente “a suo agio”?
Ma seguendo questa “via” di penetrazione non si incontra forse il baluardo Mariano di Medjugorje? Cosa ne pensa padre Livio, di queste suggestioni geo-politiche legate a Medjugorje? Grazie e un abbraccio fraterno a Lei e a tutta Radio Maria.
Giovanni Gelli
Comacchio (Ferrara)
Caro Giovanni,
il timore di una guerra che coinvolga l’intera Europa è ormai all’ordine del giorno e molto dipenderà dalla disponibilità degli USA ad aiutare l’Europa come hanno fatto il secolo scorso, visto che il confronto con la Cina potrebbe distrarli.
Infatti il programma di Putin è quello di restaurare l’impero russo a partire dall’Ucraina per poi estenderlo a tutto l’Europa orientale, riservandosi un protettorato su quella occidentale.
Tuttavia perché l’impero acquisti una configurazione di universalità e, in prospettiva, una egemonia mondiale, è necessaria l’annessione dell’Italia e l’incoronazione a Roma come Pontefice del Patriarca di Mosca.
In questo caso la supremazia della Russia al centro mondo sarebbe assicurata, in quanto Usa e Cina rimarrebbero ai margini.
Ovviamente siamo di fronte a prospettive folli che stanno già ora portando l’umanità sull’orlo di un abisso senza ritorno.
Non c’è dubbio che il segno sulla collina di Medjugorje e la rivelazione degli eventi tre giorni scompaginerà i piani dei potenti e manifesterà la signoria di Maria dinanzi agli occhi del mondo intero, con una progressione crescente fino al suo trionfo completo.
Il popolo russo infatti ha radici cristiane ed è in grado di capire il significato dell’intervento della Regina della pace per impedire “la guerra distruttrice” con la quale satana vuole distruggere il mondo e impadronirsi delle anime.
Il segno di Medjugorje sarà un ammonimento ma anche un segno di speranza per fermare, prima della catastrofe, l’ennesima guerra fra cristiani in Europa.
Caro Padre Livio, le scrivo in confidenza sentendomi in famiglia, a casa, con tutti i fratelli del blog. Come per Medjugorje anche per Radio Maria è evidente la firma della Madonna: non si scrivono tanti anni di storia per caso.
Il silenzio dei veggenti lo comprendo così: è tempo di fare i primi passi e l’attenzione dev’essere tutta focalizzata sulle parole della Regina!
Grazie di cuore Padre Livio ad aiutarci nella loro comprensione facendo continua preziosa memoria di tanti fatti sotto la lente della Parola di Dio.
E grazie per metterci in guardia dai lupi rapaci: tagliando molte voci ho riacquistato serenità e ora prego la vera Chiesa e il suo Pietro con rinnovata grinta.
Per il numero 18 mi pare un modo velato per indicare qualcosa del maligno: nell’ Apocalisse e la somma del suo numero. Dio la benedica e ci benedica tutti. Grazie Mamma, con amore, GRAZIE
Il primo è un video del 1984. I veggenti cadono in ginocchio tutti insieme quando vedono la Madonna. Non si sente la loro voce quando palano con la Madonna. Si risente la loro voce quando pregano il Padre nostro e il Gloria al Padre con la Madonna. il secondo video riguarda una giovane Mirjana mentre il terzo una Mirjana più recente.
Pensiero spirituale sulla preparazione dell’anima all’incontro con Dio
Cari amici, la preparazione dell’anima all’incontro con Dio è un’esortazione ascetica e mistica cristiana, che non riguarda solo la parte finale della nostra esistenza. Dobbiamo impostare la nostra vita in modo tale da preparare il nostro incontro con Dio, che avviene nel momento della morte, un passaggio dal tempo all’eternità, dalla Terra al Cielo.
La vita va intesa non come una navigazione senza meta – per venire assorbiti dall’abisso – ma un pellegrinaggio nel tempo, verso il traguardo della vita eterna. È una traversata molto pericolosa e faticosa ma che ha un porto di luce, verso il quale dobbiamo dirigere la barca della nostra vita.
L’ultimo tratto di strada della vita, quando la nostra clessidra sarà svuotata, deve essere il primo nell’intenzione. Cioè quello che è l’ultimo nell’esecuzione deve essere il primo nell’intenzione. Significa che il passaggio dal tempo all’eternità, quindi il nostro incontro con Gesù Cristo che sarà anche un giudizio (“Venite, benedetti del Padre mio […] Via, lontano da me, maledetti” Matteo 25, 31-46), deve essere stato preparato durante il corso della nostra vita. Dobbiamo fare in modo che Gesù possa dirci “Venite, benedetti del Padre mio”.
La vita qui sulla Terra deve avere questo orientamento, che è dato dalla fede in Cristo, Colui che è l’origine della nostra fede, che ha alloggiato nella nostra fede, che è l’incontro della nostra fede alla fine della nostra vita. La vita deve essere orientata in senso cristologico in un cammino con Lui, verso di Lui, per essere con Lui in tutta la vita eterna.
Una volta, nella generazione dei miei nonni, era molto sentita questa impostazione della vita come cammino verso l’eternità. Ma la guerra, la società dei consumi, il benessere qui sulla Terra, l’allungamento della vita, ha fatto sì che il traguardo dell’eternità si offuscasse. Gli obiettivi erano traguardi da conseguire nel tempo, cioè il benessere, una promozione sociale, personale, un’affermazione nel mondo, le motivazioni che prima erano molto chiare (la vita eterna, il Paradiso, l’inferno, il purgatorio, il giudizio di Dio) si sono sbiadite. Gli obiettivi della vita sono diventati umani, nei quali abbiamo messo tutto noi stessi; obiettivi che riguardano il problema del vivere, il problema dello star bene, il problema dell’affermarsi nella società. Tutto questo non è un male, ma lo diventa se gli obiettivi umani si trasformano in idoli, in qualcosa di assoluto che ci faccia dimenticare la meta eterna della nostra vita.
Dato che siamo arrivati in questa fase della secolarizzazione – nella quale perfino quelli che dicono di credere in Dio non lo fanno entrare nella prospettiva della giornata e del cammino della vita – si rimane sempre nell’orizzonte del tempo, delle cose umane e non si esce dallo stagno o dal guscio nel quale ci siamo installati. Questo è un regresso della fede e della visione cristiana della vita.
Quando una persona incomincia il cammino della vita, deve sapere dove vuole andare. Abbiamo la grazia della fede, incommensurabile, che dice che veniamo da Dio, che ci ha creati, abbiamo la grazia di avere avuto nel Battesimo il dono della Redenzione, e con essa la riposta ai problemi esistenziali ineliminabili (chi, sono, da dove vengo, dove vado, perché il dolore, il male, la morte). Abbiamo il sole di Cristo che ci illumina, le Sue parole sono parole di vita eterna, abbiamo la grazia di essere equipaggiati, per questo cammino verso l’eternità; quindi, se ci viene a mancare tutto questo diveniamo barche senza meta e senza bussola, come dice la Madonna.
Uno degli obiettivi essenziali che dobbiamo mettere a fuoco in questo tempo di Quaresima, è la vita come cammino verso Gesù Cristo, è vivere la vita in modo tale che l’incontro con Gesù sia un abbraccio, un ingresso nel regno di Dio. Questa è una decisione radicale con la quale si diventa cristiani, diversamente si ha un’infarinatura esterna di cristianesimo che non incide nel modo di pensare, di sentire, di concepire e di vivere la vita. L’obiettivo è spogliarci da una visione della vita intramondana che si ferma all’orizzonte degli obiettivi terreni, più si va avanti nel tempo questi obiettivi si sfarinano nelle mani, diventano poco significativi. La società di oggi è in una trasformazione continua, per cui tutto quello che produce diventa polvere.
Ecco l’invito in questo tempo di Quaresima: mettere per primo, nella nostra intenzione e nel nostro progetto di vita, l’incontro di Cristo nell’eternità; e invece di accumulare e raccogliere dalle cose terrene, arricchirsi dei tesori del Cielo, come dice Gesù. Cerchiamo nella fatica e nel tempo – con i doni che Dio ci ha dato – di riempire il forziere dell’eternità delle buone opere, di carità, di amore, tutto quello che costruisce che ritorna a bene nostro e degli altri. Per quanto riguarda le cose materiali, accontentiamo dello stretto necessario, perché ciò che è superfluo non serve e può essere una tentazione.
Dobbiamo vivere con questa prospettiva: arricchirci davanti a Dio e avere sempre alcuni punti di intransigenza nel nostro programma. Il primo punto è non accettare mai di vivere più di un giorno o un’ora in peccato mortale. Rimettersi in grazia di Dio con la Confessione in modo tale da vivere il tempo della vita come se fosse l’ultimo giorno, saper dire “Io sono pronto” in qualsiasi momento perché si ha il cuore libero, pulito, l’anima aperta, piena di luce e grazia. Dobbiamo riuscire ad assimilare questo atteggiamento che ha bisogno della grazia dello Spirito Santo, dato che siamo mondani, per avere il desiderio di vita eterna, del regno dei Cieli, la nostalgia di Dio, dell’eternità, deve diventare la forza che ci aiuta a superare le difficoltà, a portare le croci, ad affrontare il combattimento spirituale, a seguire i comandamenti.
Siamo in tempi in cui nessuno può scommettere uno scellino sulla sua vita oggi. Soffiano i venti dell’odio, dell’inquietudine, e come ha detto la Madonna nel messaggio del 25 ottobre 2023: «I venti del male, dell’odio e dell’inquietudine soffiano sulla terra per distruggere le vite», descrive molto bene la situazione del nostro tempo. Essere pronti per l’eternità è la cosa più saggia che possiamo fare, metterci a posto, pronti a entrare davanti al Signore che – con bontà e giustizia – ci chiederà cosa abbiamo fatto nella nostra vita e qual è il premio e il castigo secondo i meriti.
Vi invito a preparare le vostre persone malate e anziane all’eternità e al Paradiso con la Confessione e le preghiere. In questo modo farete un’opera di carità incommensurabile, di cui vi saranno eternamente grati. Lo possiamo tutti, perché l’eternità non fa paura, è un raggio di sole che illumina la persona e la vita, illumina il suo sguardo verso il futuro. Preparate voi stessi e i vostri familiari a vivere la vita come attesa del giorno in cui il Signore ci dirà: “Venite, benedetti nel regno del Padre mio”.
Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”