"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Marzo 2024 Pagina 16 di 17

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Mirjana: il 18 Marzo è un data che ricorda le aggressioni della Russia all’Europa

Buongiorno Padre Livio, La ascolto e La  seguo da anni sempre con tanto interesse. Si approssima la data del 18 Marzo.  Data a me cara da sempre perché il mio papà defunto nel 2015 in quella data compiva gli anni.

Lei ci ha spiegato molto bene in questi anni  come nel  momento dei segreti il 18 marzo sarà al centro della dinamica che ci porterà a capire il perché la Madonna ha scelto quella data.

Ora, sono stato recentemente a Berlino per lavoro, città che non  avevo mai visitato, e che mi ha fatto comprendere quanto l’Europa abbia sofferto, e con mia sorpresa ho notato la che la piazza antistante la porta di Brademburgo è intitolata al 18 marzo. 

La Platz 18 März (piazza 18 marzo) commemora con questo nome l’insurrezione del 1848 per la democrazia. E nel  1848-49 Nicola I di Russia intervenne in aiuto degli Asburgo e collaborò nella repressione della rivolta in Ungheria, e spronò anche la Prussia a non accettare una costituzione di tipo liberale. Forse è solo una mia speculazione ma la data del 18 marzo appare proprio la dove la Russia divise il mondo occidentale da quello orientale in Europa.

 Proprio nella porta simbolo della divisione est- ovest.  Durante la guerra sovietico-polacca i sovietici si annettono Ucraina e Bielorussia. Il governo ucraino emigra in Francia  Era il 18 marzo 1921.

Questa strana coincidenza vede ancora una volta la Russia protagonista nella data del  18 marzo 2014 quando si annette la Crimea. Celebrando in quella data l’annessione “democratica“ della Crimea.

E quest’anno il 18 marzo 2024 in Russia si terranno le elezioni. 

Non so quale linea invisibile colleghi questi eventi in questa data, eventi che sono distanti nella storia e nel tempo. Quello che noto però è che la Russia in questi eventi che le ho citato è stata presente. E’ come se il 18 Marzo si celebri la ”democrazia” secondo Mosca! Ripeto forse sono solo coincidenze.  Ma mi premeva condividerle con Lei. 

Un abbraccio forte in Cristo e Maria.

Marcello


Caro Marcello,

Mirjana, come sappiamo, ha affermato che la Madonna ha scelto la data del 18 Marzo per la sua apparizione annuale non perché è il suo compleanno, ma per una ragione che avremmo capito in futuro.

Possiamo supporre che questo lo capiremo quando i segreti incominceranno a concretizzarsi, in particolare  quelli dal quarto al decimo.

Ora, quello che tu scrivi sul 18 Marzo, riguarda  tre atti di forza della Russia su dei paesi Europei, tutti effettuati il 18 Marzo e celebrati diversamente dalla Russia, dalla Germania e dall’Ucraina.

Mi viene da pensare che la data delle prossime elezioni presidenziali Russe, con la proclamazione del vincitore il 18 Marzo, sia stata scelta proprio  per ricordare le conquiste russe del passato, in particolare della Crimea.

Quindi che cosa possiamo concludere? A mio avviso  il 18 Marzo potrebbe essere  la data di un evento fra i più decisivi del segreti, ad esempio l’invasione dell’Europa da parte della Russia.

In ogni caso non ci resta che pregare e offrire rinunce per la pace.

Ave Maria

Padre Livio

DALLA NOSTRA CAPPELLA : P.LIVIO MEDITA IL VANGELO DOMENICALE

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Garabandal e la Russia: una conferma  del pericolo dell’invasione dell’Europa

Caro Padre Livio, rileggendo ancora articoli sulla vicenda di Garabandal ho trovato che anche lì veniva menzionata le Russia come protagonista in tempi finali. Riporto solo alcune righe e cito la fonte:

“…Tra poco vedremo alcuni indicatori che indicano che il compimento di queste profezie è imminente. Una delle più sinistre è una dichiarazione della veggente Mari-Loli, che ha affermato che la Madonna aveva rivelato che l’Avvertimento sarebbe avvenuto in un momento in cui “la Russia invaderà improvvisamente e inaspettatamente gran parte del mondo libero ” . Dopo la caduta dell’URSS nel 1991, molte persone pensavano che una tale previsione fosse diventata inverosimile. Eppure, mentre guardiamo, la Russia ha lanciato un’invasione non provocata di uno dei più grandi paesi d’Europa, quasi precipitando un disastro globale con il suo sconsiderato bombardamento di un enorme reattore nucleare la notte del 3 marzo (a Zaporizhzhia)…”

La fonte qui:

Originale spagnolo:

Sempre grazie e cari saluti

Piero


Caro Piero,

Ti ringrazio per la tua preziosa informazione. Personalmente credo che Garabandal sia un intervento della Madonna  che, purtroppo, per motivi che non conosciamo non è andato a buon fine, come è avvenuto per Ghiaie di Bonate.

Anni fa ho saputo che Conchita, la veggente principale, era ascoltatrice a New York della nostra Radio Maria Italia.  

La Madonna comunque porta a termine i suoi piani e nessuno potrà fermare l’intervento di salvezza  che ha iniziato a Fatima e che sta portando alla conclusione vittoriosa a Medjugorje.

Ave Maria

Padre Livio

La Russia e il mondo degli illusi

di Stefano Caprio- Asia News 3 Marzo 2024

Medveded vorrebbe mandare gli žduny alla rieducazione nei lager siberiani. In Russia  gli strali contro i “traditori” non sono solo tentativi di incutere terrore nella popolazione, già da tempo assuefatta al consenso passivo. Sono appelli a “farsi avanti”, per la necessità spasmodica di individuare un nemico interno, chiunque esso sia. Perché senza nemici non esiste l’identità del potere.

Ha prodotto un certo effetto in Russia la frase dell’ex-presidente Dmitrij Medvedev, pronunciata come suo solito con l’enfasi esasperata dal carattere instabile e dal largo consumo di liquidi eccitanti: “bisogna mandare gli žduny delle nuove regioni alla rieducazione nei lager siberiani”, utilizzando un termine molto in voga attualmente in Russia. Žduny deriva dal verbo ždat, “aspettare”, e la minaccia si rivolge a “quelli che aspettano” senza ulteriori precisazioni, gli illusi di ogni categoria. Possono essere gli abitanti delle regioni occupate che aspettano la liberazione dall’invasione, o i relokanty che sperano di poter tornare a casa, o le donne che attendono con ansia il ritorno di padri e mariti mobilitati alla guerra, o anche quelli che sognano l’inizio di una nuova fase di proteste dopo il clamoroso assassinio e il tanto contrastato funerale di Aleksej Naval’nyj: sono i moltissimi illusi della Russia, dell’Ucraina e di altri Paesi in tutto il mondo, che non aspettano altro che il ritorno a una vita pacifica.

Come ricordano i redattori della rubrica Signal del sito di Meduza, il termine è diventato popolare in Russia grazie alla scultura apparsa nel 2016 per opera dell’artista olandese Margriet van Breevort, Homunculus loxodontus, realizzata per il Centro medico universitario di Leida, per rappresentare le emozioni delle persone che aspettano nell’anticamera dello studio del dottore. In tutta l’Europa orientale l’immagine è diventata virale sui meme di internet, trasformata in vari dipinti, fotografie, video e altri media visivi, chiamata in russo appunto ždunpočekun in ucraino o pačakun in bielorusso, sempre col senso della fremente e illusoria attesa di un esito positivo delle proprie sofferenze.

Gli žduny russi, secondo varie interpretazioni, ricordano le “mogli dei decabristi”, i rivoltosi inviati in Siberia dallo zar Nicola I dopo il tentativo di insurrezione del dicembre (dekabr) 1825, che iniziò la fase più repressiva della Russia imperiale, e quindi tutti coloro che dai tempi sovietici fino a quelli putiniani attendono la fine delle condanne, intrattenendo con i propri cari perseguitati una corrispondenza dettata dalla disperazione. Immagini degli žduny sono esposte nel parlamento, negli uffici postali, nelle stazioni della metro di Mosca e San Pietroburgo e altre città, considerate simboli ironici, ma non troppo offensivi, della pazienza da esercitare di fronte alle difficoltà della vita. Ora il proclama di Medvedev attribuisce ad esse un ben più sinistro significato.

Gli illusi sono oggi comparati ai dissidenti, o in generale a tutti coloro che sono “restii a collaborare” con le necessità delle operazioni speciali militari e “morali”, per la salvaguardia dei valori tradizionali. Dalla primavera del 2021 i principali žduny sono diventati gli ucraini, che vedevano ammassarsi le armate russe ai propri confini, sperando che fosse soltanto una scenata intimidatoria, e poi dal febbraio 2022 hanno dovuto imparare a vivere la frustrante attesa come principale esperienza della propria vita. La repressione del dissenso diventa quindi repressione della passività, condizione che accomuna anche la maggioranza dei russi, la “politica dello struzzo” (politika štraussa) che si sottomette alla volontà del potere, come nella buia galleria di una notte senza fine, dove non appare mai la luce di un nuovo giorno.

La minaccia di condanna degli illusi risuona anche nei proclami della propaganda pre-elettorale, come ha spiegato la presidente del Comitato elettorale Ella Pamfilova, mettendo in rilievo i pericoli che derivano dalla žduščaja oppozitsija, la “opposizione in attesa”, che aspetta soltanto il momento adatto per “gettare discredito sulle elezioni presidenziali del 2024”, magari usando “argomenti pretestuosi” come l’eliminazione di Naval’nyj per evitare un rischioso scambio di prigionieri. Lo speaker della Duma di Mosca, Vjačeslav Volodin, ha definito žduny e traditori quelli che “si mangiano i biscottini dello Stato”, sfruttando vari sussidi senza muovere un dito in sostegno delle necessità belliche e politiche, proponendo di privarli della cittadinanza russa (comunque meglio della Siberia di Medvedev). Il deputato Andrej Gurulev aveva invece proposto di eliminarli fisicamente, “farli fuori in qualche modo”, parlando del 20% di russi che secondo le statistiche non hanno fiducia nel presidente Vladimir Putin.

In tutte le versioni, gli žduny sono la nuova versione della “quinta colonna” dei tempi sovietici, quando si sospettava di qualunque cittadino che non partecipasse attivamente alla edificazione del paradiso comunista, oggi sostituito da quello del mondo russo putiniano. Come dicevano allora i propagandisti di partito, si tratta di coloro che “cercano di debilitare il Paese, facendolo diventare debole e dipendente dall’estero”, attentando alla sua integrità territoriale e magari cercando di smembrarlo e disintegrarlo. Il timore che “tra di noi ci siano dei collaboratori del nemico” è all’origine delle leggi contro gli “agenti stranieri”, sul discredito delle forze armate, fino alle accuse di estremismo anche solo per le preghiere private nelle case dei pentecostali o dei testimoni di Geova, o addirittura per alto tradimento e “propaganda del nazismo”, tutte accuse che procurano condanne a decenni di lager, riducibili solo con trombi improvvisi di origine misteriosa. Se il corpo di Naval’nyj è stato restituito alla madre, soddisfacendo almeno una delle illusioni dei suoi sostenitori, sono sempre più numerose le morti inattese dei detenuti nei lager russi, non importa per quale articolo fosse condannati, sepolti come cani dietro le mura.

Durante l’occupazione delle zone invase dell’Ucraina in questi due anni, non sono pochi i cittadini ucraini che hanno partecipato alle azioni partigiane, “in attesa” della controffensiva ucraina poi fallita. Sono questi, in senso più stretto, gli žduny di Medvedev, rimasti intrappolati dalle nuove offensive russe degli ultimi mesi nel Donbass, come gli abitanti di Avdeevka a cui è stata immediatamente concessa la cittadinanza russa, “con tutti i diritti e i doveri connessi”. La fase deludente della guerra, passato il secondo anniversario dell’invasione, si estende comunque a tutti, ucraini e russi, occidentali e orientali, nell’attesa di una fine che non si riesce a vedere.

Il fondatore del canale televisivo super-patriottico Tsargrad, Konstantin Malofeev, spiega che gli illusi sono “coloro che cercano di inculcarci il pensiero che siamo tutti stanchi, che non vale la pena di continuare a combattere”, anche se non si capisce a chi o a che cosa esattamente si riferisca. Lo “sterminatore” Gurulev insiste sul fatto che “gli žduny sono i cittadini cosiddetti scontenti, esseri sazi e abituati ad abbuffarsi, educati dalla cultura occidentale ad odiare in modo lussurioso tutto quanto è veramente russo”. Questa spiegazione è condivisa dal blogger putiniano Jurij Turkul, per cui “l’unica cosa che conta per queste persone sono i soldi, meglio se sono sempre di più; se ne fregano altamente dei loro avi, del loro Paese e della sua storia, amano soltanto i Paesi occidentali”.

In tutte queste dichiarazioni c’è qualcosa di comune: non si riesce a capire quanti siano effettivamente gli žduny della Russia, come valutare la “carenza di patriottismo” e che cosa sia necessario fare in concreto per eliminare questo pericolo. Le minacce volano senza riuscire ad eliminare il “nemico” sotterraneo, una dimensione dell’anima, più che una categoria di attivisti o combattenti segreti. In Russia gli strali contro i “traditori” non sono semplicemente dei tentativi di incutere terrore nella popolazione, già da tempo assuefatta al consenso passivo, ma in un certo senso sono appelli a “farsi avanti”, per la necessità spasmodica di individuare un nemico interno, chiunque esso sia: senza nemici non esiste l’identità del potere, la “ortodossia” politica e religiosa che si definisce solo grazie ai “diversamente pensanti”. La sparizione di Naval’nyj oggi crea un nuovo problema al Cremlino: chi è il vero nemico da combattere?

Ecco quindi l’assalto ai passivi e agli illusi, a quelli che non si esprimono e non prendono posizione, una categoria che oggi appare come la stragrande maggioranza non solo dei russi, ma dei cittadini di quasi tutti i Paesi del mondo. Le elezioni non si valutano più per le percentuali dei consensi, ma per quelle dei votanti: lo zar ha bisogno dell’80% dei consensi, purché si dichiari una percentuale analoga di partecipanti al voto, altrimenti si pensa che gran parte del popolo sia incline al tradimento.

La partecipazione alla vita politica, e in generale a quella della società in Russia e in qualunque Paese, è stimolata da un fattore che le dittature non possono sopportare: l’attesa del cambiamento. L’unità del popolo non deriva dall’amore al sovrano, ma dalla ricerca comune di un mondo migliore, anche quando sembra che questo non sia possibile, anzi proprio quando tutto sembra impossibile. E proprio la storia della Russia, con le sue frequenti cadute e rinascite, testimonia questa insopprimibile attesa di un mondo nuovo. Del resto, i più famosi žduny della storia erano Maria e Giovanni sotto la croce di Cristo, insieme a Maria Maddalena e agli apostoli che si recavano al sepolcro, o ai discepoli di Emmaus, i più grandi illusi del Vangelo: “Noi speravamo che fosse Lui a liberare Israele”.

BUONA DOMENICA

TERZA DOMENICA DI QUARESIMA (B)

Cari amici di Radio Maria buona Domenica!

Il tempo di Quaresima corre veloce e per noi è importante fare una verifica per renderci conto se i buoni proposti che abbiamo seminato all’inizio di questo tempo di grazia  hanno attecchito e hanno incominciato a germogliare.

La vita cristiana è un cammino di santità a cui tutti siamo chiamati e i tempi forti sono un invito ad uscire dal sonno stanco delle nostre anime e a riaccendere il fervore nel servizio del Signore.

In questo ci è di grande aiuto il brano di vangelo di oggi, nel quale Gesù, mosso dalle zelo per la casa del Padre, scaccia  con gesti decisi  e parole severe i mercanti dal Tempio, rovesciando i banchi dei venditori e agitando una frusta di cordicelle.

Basta questo gesto, cari amici, per comprendere che la bontà di Gesù non è il nostro buonismo indulgente col peccato. Anzi, proprio perché Gesù ci ama, a volte usa le maniere forti per scuoterci il fango di dosso.

Quando non siamo in grado di sentite l’invito dell’amore, usa il mezzo del dolore, toccando la salute e i nostri interessi mondani per salvare le nostre anime.

Il gesto profetico di Gesù ha un valore innanzi tutto interiore.  La purificazione del Tempio dagli speculatori, dai mercanti e dai ladri,  vuole essere un segno di quella pulizia  che riguarda il nostro cuore.

Infatti è il cuore il tempo del Dio vivente, che si è scelto per dimorarvi stabilmente. Come potrebbe la Santissima Trinità abitare in un cuore inquinato dal peccato che lo deturpa e lo rende inospitale?

Gesù al riguardo ci ha specificato ciò che inquina il nostro tempio interiore: “Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dal di dentro e contaminano l’uomo” (Marco 7, 14.23),

Sono qui elencati molti di quegli idoli che dobbiamo cacciare dal cuore in questo tempo quaresimale, preparando per tempo una bella confessione.

Potremo così festeggiare una Pasqua di resurrezione e di gioia e sperimentare una vita radicalmente diversa da quella nel peccato, nella pace con noi stessi, con il prossimo e soprattutto con Dio, che dimora in noi e noi in Lui.

Vostro Padre Livio


TERZA DOMENICA D QUARESIMA (B)

Cari amici d Radio Maria buona Domenica!

Il tempo di Quaresima corre veloce e per noi è importante fare una verifica per renderci conto se i buoni proposti che abbiamo seminato all’inizio di questo tempo di grazia  hanno attecchito e hanno incominciato a germogliare.

La vita cristiana è un cammino di santità a cui tutti siamo chiamati e i tempi forti sono un invito ad uscire dal sonno stanco delle nostre anime e a riaccendere il fervore nel servizio del Signore.

In questo ci è di grande aiuto il brano di vangelo di oggi, nel quale Gesù, mosso dalle zelo per la casa del Padre, scaccia  con gesti decisi  e parole severe i mercanti dal Tempio, rovesciando i banchi dei venditori e agitando una frusta di cordicelle.

Basta questo gesto, cari amici, per comprendere che la bontà di Gesù non è il nostro buonismo indulgente col peccato. Anzi, proprio perché Gesù ci ama, a volte usa le maniere forti per scuoterci il fango di dosso.

Quando non siamo in grado di sentite l’invito dell’amore, usa il mezzo del dolore, toccando la salute e i nostri interessi mondani per salvare le nostre anime.

Il gesto profetico di Gesù ha un valore innanzi tutto interiore.  La purificazione del Tempio dagli speculatori, dai mercanti e dai ladri,  vuole essere un segno di quella pulizia  che riguarda il nostro cuore.

Infatti è il cuore il tempo del Dio vivente, che si è scelto per dimorarvi stabilmente. Come potrebbe la Santissima Trinità abitare in un cuore inquinato dal peccato che lo deturpa e lo rende inospitale?

Gesù al riguardo ci ha specificato ciò che inquina il nostro tempio interiore: “Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dal di dentro e contaminano l’uomo” (Marco 7, 14.23),

Sono qui elencati molti di quegli idoli che dobbiamo cacciare dal cuore in questo tempo quaresimale, preparando per tempo una bella confessione.

Potremo così festeggiare una Pasqua di resurrezione e di gioia e sperimentare una vita radicalmente diversa da quella nel peccato, nella pace con noi stessi, con il prossimo e soprattutto con Dio, che dimora in noi e noi in Lui.

Vostro Padre Livio


Vangelo

Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 2,13-25

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà». Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù. Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull’uomo. Egli infatti conosceva quello che c’è nell’uomo.

Parola del Signore

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Le profezie della beata Elena Aiello e la Russia

Buonasera Padre Livio, ho riletto alcune pagine che parlano della Beata Elena Aiello. Quello che lei dice sulla Russia qui sarebbe confermato e addirittura dettagliato

……………………………………………………..

“La Russia è pronta a scatenare tutte le forze del male e sfogherà tutto il suo furore. Sarà una bufera infernale. La guerra sarà prossima. La Russia si abbatterà su diverse nazioni. Il fuoco comincerà da est a ovest.

Anche nel Nord-Africa e poi nel Medio Oriente vi saranno molte rivoluzioni. Il sangue scorrerà a rivi. Il tempo non è lontano. I sacerdoti saranno perseguitati; le chiese saranno profanate, specie nella città santa. Pregate perché il Papa non cada in mano ai russi.” 

(8 maggio 1960, messaggio della Madonna alla Beata Elena Aiello, Calabria) “La Russia sorgerà su tutte le nazioni, specie sull’Italia, e pianterà la bandiera sulla cupola di san Pietro: sarà circondata da leoni tanto feroci!” 

“…Quando nel cielo apparirà un segno straordinario, sappiano gli uomini che prossima sarà la punizione del mondo…” (7 Gennaio 1950, messaggio della Madonna alla Beata Elena Aiello, Calabria)

 Grazie sempre e cordiali saluti 

Piero


Caro Piero

ti ringrazio per aver richiamato le Profezie della beata Elena Aiello che, inserite nell’attuale momento storico, manifestano una sorprendente attualità.

Non si tratta di profezie isolate, in quanto si collocano nel filone che va da Fatima fino al compimento dei dieci segreti di Medjugorje.

D’altra parte sappiamo che le profezie, in quanto anticipazioni degli eventi futuri, ne accorciano i tempi della manifestazione.

Il  fatto che questa profezia riguardi in modo particolare il pericolo che corre il Santo Padre, induce  a collocare il terzo segreto  nella città di Roma.

Non ci resta che pregare per la pace, per la Chiesa e per il Papa. Sappiamo che la preghiera compie miracoli nei cuori e nella storia.

Ave Maria

Padre Livio

“LA CHIESA E’ INDISTRUTTIBILE” – Puntata 15″

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla virtù della perseveranza

Cari amici, senza la perseveranza non si arriva alla meta. È uno dei temi molto ricorrenti nel Nuovo Testamento, tra cui Paolo che ha un brano bellissimo nelle sue Lettere, nel quale dice che dopo aver tanto corso non arrivano al traguardo. Anche Gesù richiama il tema della perseveranza in molte occasioni, la più celebre è quella dove fa riferimento all’agricoltore che mette mano all’aratro, ma dopo aver arato un pezzo di terreno, si volta indietro e inizia a considerare di non portare a termine il suo lavoro. Queste immagini riguardano la vita di ogni giorno, vale per tutte le cose della vita le cui realizzazioni hanno bisogno di tempo. Questo riguarda proprio nella sua totalità, il tempo della vita che ci viene dato e in cui dobbiamo raggiungere la meta, che è la salvezza eterna della nostra anima.

La perseveranza è una virtù diversa dalla pazienza, anche se molte volte vengono messe insieme. La pazienza è quella virtù grazie alla quale sopportiamo i pesi, il male, la sofferenza, le tribolazioni, le tentazioni, le persecuzioni. Non c’è dubbio che la pazienza – cioè la capacità di sopportare, il non arrendersi alla potenza del male e anche alle fatiche della vita – sia una virtù fondamentale per poter uscire vittoriosi dalla grande battaglia della vita.

L’altra virtù, diversa da questa ma ugualmente necessaria, è quella della perseveranza. Nella prospettiva cristiana, la vita è come un cammino, un pellegrinaggio, un viaggio (temi frequenti per illustrare il mistero della vita), dal tempo all’eternità che riceviamo fin dal Battesimo. Questo lungo viaggio nel tempo lo decide Dio e ognuno ha il suo. È un tempo che può avere delle accelerazioni, delle stagnazioni, delle pause, ci si volta indietro, e alla fine vince chi arriva meta. Arrivare alla meta – che è la salvezza dell’anima – è il traguardo al quale bisogna tendere con tutte le proprie forze, subordinando tutto il resto.

All’interno di questa impostazione, possiamo introdurre il nostro cammino di santità che va percorso in tutte le sue tappe, che sono la conversione, la purificazione, l’unione con Dio. Nella nostra vita abbiamo anche i nostri impegni che sono molte volte di carattere etico e morale, e in tutte queste cose dobbiamo tendere a completarle, arrivare alla fine. Questo è il concetto: le tappe della vita le devo completare, non lasciarle a metà.

Quello che è vero nelle piccole cose quotidiane, che hanno un inizio e una fine, è ancora più vero nelle cose spirituali. A tale proposito, vorrei soffermarmi su una riflessione che ci ha invitato a fare la Regina della pace. Come sappiamo la Madonna in tutti questi anni, ha chiamato tante persone da ogni parte del mondo, Lei stessa ha detto di andare a Medjugorje. È una chiamata, è l’inizio di un cammino di conversione anche per coloro che sono già avanti, perché la conversione finisce con la morte.

La Gospa si è lamentata più volte che molti hanno incominciato questo cammino di conversione per poi abbandonarlo. Non solo i pellegrini dal mondo, ma anche coloro che vivono a Medjugorje e che hanno avuto questa grazia iniziale come popolo eletto, nel quale la Madonna potesse deporre la sua fiducia e avere la corrispondenza di cui ha bisogno per vincere le battaglie. Anche a Medjugorje dopo quarantadue anni, la perseveranza non è ancora terminata dopo tutti questi anni, dove c’è stata una fedeltà straordinaria, con alti e bassi. Mi ha colpito molto quello che ha detto il 25 gennaio 1991 quando si è rivolta alla Parrocchia dicendo: «Cari figli, oggi, come mai prima, vi invito alla preghiera. Che la vostra preghiera sia preghiera per la pace. Satana è forte e desidera distruggere non soltanto la vostra vita umana, ma anche la natura e il pianeta sul quale vivete. Perciò, cari figli, pregate per poter essere protetti attraverso la preghiera con la benedizione della pace di Dio. Dio mi ha mandato tra voi per aiutarvi. Se volete, afferrate il Rosario; già il solo Rosario può fare miracoli nel mondo e nella vostra vita. Io vi benedico e rimango con voi finché Dio lo vuole. Grazie perché voi non tradirete la mia presenza qui. Grazie perché la vostra risposta serve al bene e alla pace. Grazie per aver risposto alla mia chiamata»

È una chiamata fiduciaria, alla collaborazione, all’amicizia, alla condivisione di un piano divino. In tutti coloro che hanno risposto alla chiamata – fuori e dentro Medjugorje, creando questa Parrocchia ideale – è fondamentale che ci sia la fiducia che non viene mai tradita.

Per quanto riguarda la prospettiva della vita è fondamentale una perseveranza tale da poter arrivare al termine della nostra vita e sentire le parole di Gesù: “Vieni, servo buono e fedele”, una benedizione che ci invita nel Regno di Dio.

All’interno di questo, vorrei collocare la nostra chiamata ad essere servi della Madonna, essere parte delle sue schiere. È importante la risposta alla chiamata, perseverare nella risposta e stare attenti ai nemici potenti che dobbiamo affrontare che sono: prima di tutto la nostra carne, le nostre stanchezze, la nostra fame di mondo, le nostre debolezze i nostri vizi, che poi alla fine, ci attorcigliano e ci fermano; l’altra remora che può frenarci nel cammino è il mondo stesso, tale per cui per perseverare nel servizio alla Madonna bisogna andare controcorrente e esser pronti a sopportare prese in giro, vari tipi di persecuzioni, di ostilità.

Ultimamente la Madonna è preoccupata nei nostri confronti, oltre che per il mondo. Nel marzo 2023 non ha concluso dicendo: “Grazie per aver risposto alla mia chiamata” ed era il giorno dell’Annunciazione. Specialmente nei messaggi del 25 febbraio 2024 e del 25 settembre 2023 la Regina della pace esprime una preoccupazione verso coloro che hanno risposto alla chiamata e che si fanno deviare, sia fanno prendere dalla stanchezza, si fanno prendere dal demonio e dal mondo, si fanno indebolire, per cui abbandonano l’aratro. Questa è un punto su cui meditare.

In più messaggi degli ultimi tempi la Madonna ha manifestato la sua inquietudine, non dicendo “Grazie per aver risposto alla mia chiamata” oppure con affermazioni molto gravi come: “Il modernismo vuole entrare nei vostri pensieri e rubarvi la gioia della preghiera e dell’incontro con Gesù.” (23 settembre 2023), oppure: “La zizzania ha preso molti cuori e sono diventati sterili” (25 febbraio 2024), è come se le schiere che la Gospa ha formato in tanti anni si stiano assottigliando, stiamo sbandando, stiano disperdendosi.

Nei messaggi appare una preoccupazione della Madonna che è chiarissima. Quindi, se non perseveriamo fino alla fine, nel servizio alla Regina della pace, abbiamo perso tutto. Stiamo attenti, facciamo un esame di coscienza e prendiamo le nostre decisioni.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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