In questo momento, la guerra in Ucraina ci ha drammaticamente chiamato ad aprire gli occhi e il cuore verso tante popolazioni che soffrono a causa della guerra, memori delle parole del Concilio Vaticano II:
“Ogni atto di guerra, che mira indiscriminatamente alla distruzione di intere città o di vaste regioni e dei loro abitanti, è delitto contro Dio e contro la stessa umanità e va condannato con fermezza e senza esitazione”, sottolinea Papa Francesco rilanciando le parole della Gaudium et Spes.
Poco fa in un messaggio ai partecipanti al Simposio Ecumenico nell’Abbazia di Pannonhalma, Ungheria, a poche ore dalla sua partenza per Marsiglia
“Il mondo rischia di sprofondare se la guerra in Ucraina non verrà fermata….E’ innegabile che l’attacco russo all’Ucraina abbai messo a repentaglio l’intero ordine globale sorto dopo la seconda Guerra mondiale”
VATICAN NEWS – Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano
Contro chi si combatte la guerra in Ucraina? Perché a pagare il prezzo più alto di questo conflitto, in corso ormai da oltre un anno e mezzo sono solo “i civili, la gente semplice e, soprattutto, i bambini, i giovani e gli anziani”. Monsignor Paul Richard Gallagher interviene al dibattito aperto del Consiglio di Sicurezza di New York e pone davanti agli occhi del mondo un interrogativo cruciale circa questa guerra “crudele” e “insensata” che, afferma, se non viene frenata, rischia di scatenare una crisi ancora più profonda e, soprattutto globale.
“L’aggressività può solo generare nuova aggressività. Se questa guerra non verrà fermata e la pace non sarà cercata ad ogni passo, il mondo intero rischia di sprofondare in crisi ancora più profonde”, ha detto Gallagher. Come ha detto tante volte il Papa, tutto oggi è interconnesso; quindi “la soluzione alla guerra in Ucraina non è una questione che riguarda solo l’Ucraina stessa”.
Questo richiede un contributo da parte di tutti, a partire da un personale esame di coscienza: “Cosa sto facendo oggi per il popolo ucraino?”. Un popolo “che, con grande sacrificio, difende la propria sovranità e la inviolabilità dei suoi confini internazionalmente riconosciuti”, ha detto il delegato vaticano. “La guerra è un grande male – ha affermato nel suo intervento – e attualmente vediamo che si espande sempre più, oltre i confini ucraini, coprendo con la sua fitta ombra non solo l’Europa, ma anche altri continenti e, soprattutto, infiltrandosi nei cuori umani, rendendoli contenitori di una ‘logica di guerra’”.
Anche in questo ha ragione il Papa: siamo realmente davanti ad una “Terza Guerra Mondiale… combattuta frammentariamente”. “È innegabile – ha sottolineato l’arcivescovo Gallagher – che l’attacco russo all’Ucraina abbia messo a repentaglio l’intero ordine globale”, sorto dopo la Seconda Guerra mondiale. Le “conseguenze negative” si intravedono nei vari ambiti: “Umanitario, demografico, alimentare, socio-politico, legale, economico, ecologico, militare, nucleare, energia, salute, istruzione, religione, migrazione”. Tutti “elementi fondamentali dell’architettura della sicurezza mondiale”.
Una cosa è certa: “Il male è incapace di generare il bene”. Allora, “la comunità internazionale – è l’appello di monsignor Gallagher – più che mai, non può arrendersi e lasciare che tale questione passi sotto silenzio. Per avere un futuro pacifico e sicuro, tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite, e soprattutto quelli di questo Consiglio di Sicurezza, sono chiamati a unire gli sforzi nella ricerca di una soluzione giusta e pace duratura per l’Ucraina”. È un “elemento importante della pace globale di cui il mondo ha sete” ed “è meglio e più economico per tutti investire nella pace invece che nella guerra!”.
Il prelato, infine, esprime la piena vicinanza della Santa Sede all’Ucraina di cui “sostiene pienamente l’integrità territoriale”, continuando a impegnarsi “in iniziative umanitarie volte ad alleviare le sofferenze della popolazione ucraina, soprattutto quella parte più debole e vulnerabile”. Da qui, l’invito a governi e organizzazioni internazionali “a diventare creativi e coraggiosi artigiani di pace e tessitori di dialogo costruttivo”.
U disuguaglianze. Per Gallagher resta infatti “preoccupante il fatto che la percentuale di persone nei Paesi a basso reddito che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino contro il Covid-19 sia circa la metà del tasso nei Paesi ad alto reddito”. Anche in questo caso è necessario “mettere in pratica la solidarietà globale” e dunque “dare priorità all’accesso universale alle tecnologie sanitarie, in particolare per i più vulnerabili”.
Una risposta equa alle future pandemie
È un problema da risolvere anche “per le future pandemie”: serve pertanto “un approccio evolutivo, che rifletta i legami profondi tra povertà e cattiva salute”, ha detto Gallagher, così come è necessario “lo sviluppo di capacità nei Paesi in via di sviluppo per promuovere la ricerca, l’innovazione, la produzione e la distribuzione a livello locale”. Al di là di una “soluzione rapida”, è necessario garantire “una risposta equa alle future pandemie”, ha affermato il rappresentante della Santa Sede. “Non abbiamo tempo da perdere”, ha aggiunto, rimarcando che “tutte le risposte affidabili alle emergenze sanitarie devono rispettare i diritti umani e i principi fondamentali libertà, compresa la libertà di opinione e di espressione, la libertà di coscienza e la libertà di religione o credenza”. Quindi “devono includere meccanismi di solidarietà volti ad aiutare i Paesi a fornire medicinali e un’assistenza sanitaria adeguata alle loro popolazioni, nel rispetto della loro sensibilità culturale e sovranità”. Infine, dall’arcivescovo un appello a “incoraggiare e facilitare coordinamento e cooperazione” tra le organizzazioni internazionali nella condivisione di informazioni.
Cari amici, i Comandamenti sono quelle Parole di Dio che sono impresse nella nostra mente e nel nostro cuore e inoltre sono espresse nella Sacra Scrittura e perfezionate nei Vangeli.
Nella loro essenzialità i Comandamenti non cambiano mai perché sono la Legge di Dio. Essendo impressa nell’anima umana, e quindi nella coscienza umana, la Legge di Dio diventa una regola generale per tutti gli uomini. Nel cuore e nella mente delle persone sono impressi i criteri della moralità, cioè i criteri del bene e del male. La stessa voce di Dio, nella coscienza, ci comanda, è un imperativo etico a fare il bene e ci mette in guardia dal fare il male.
La Legge di Dio ci indica la via del bene con l’osservanza dei Comandamenti, la via del male è quella in cui i Comandamenti vengono trasgrediti. Bisogna mettere in evidenza che questi Comandamenti sono la Legge naturale di Dio elevata poi alla perfezione da Cristo con il Comandamento dell’amore e nella loro proposta non cambiano mai.
I Comandamenti, nella loro essenzialità, non possono e non potranno mai essere aboliti. Ad esempio, “non uccidere” è un Comandamento che davanti a Dio permane, permane ovunque anche se viene oscurato, disatteso. È un comando che risuona nella coscienza umana quando non è addomesticata. I Comandamenti indicano la via del bene, ne deriva che la loro violazione sta a indicare che stiamo percorrendo la via del male. Possiamo allora ben dire che i Comandamenti di Dio nella loro essenzialità valgono in tutti i luoghi, in tutti i tempi, per tutte le persone.
Ovviamente, poi, tocca alla Chiesa illuminata dallo Spirito Santo mettere in luce i Comandamenti nelle loro esigenze.
Ogni volta che c’è una decadenza morale, ogni volta che c’è un oscuramento della coscienza, occorre fare lo sforzo di riportare i Comandamenti nella loro luce originaria. Per questo motivo Dio suscita Santi, teologi, profeti che ripropongono la Legge di Dio nella sua bellezza; lo stesso Magistero della Chiesa è impegnato nel riportare nel suo splendore la Legge morale sepolta dall’ipocrisia umana.
L’uomo non può cambiare la Legge morale. C’è una pretesa da parte dell’uomo di darsi delle regole a prescindere dalla Legge di Dio e questa viene usata come giustificazione, ma se seguiamo questa corrente non siamo giustificati davanti a Dio. Se seguiamo le regole umane, che sono sempre molto permissive, non siamo giustificati davanti a Dio.
Non è possibile cambiare i Comandamenti. Ingannare se stessi in questo campo è molto pericoloso per quanto riguarda la salvezza della nostra anima.
Il nostro atteggiamento, allora, non deve essere quello di chi giustifica la propria mediocrità spirituale; il nostro atteggiamento deve essere quello di fare tutto il possibile, con la grazia dello Spirito Santo, per vivere i Comandamenti.
I Comandamento sono fonti di vita, non si tratta solamente di osservarli, ma di viverli, di attingere a essi perché ci costruiscono, fanno di noi delle persone care a Dio. L’osservanza dei Comandamenti restaura in noi l’immagine divina violata dal peccato e ci fa progredire nel cammino di santità.
I Comandamenti sono indicatori di strada sulla via della santità. Indicano la strada giusta per vivere nella perfezione divina, ovvero nella trasformazione della propria anima sempre più a immagine di Dio.
Ecco, allora, perché è importante innanzitutto conoscere i Comandamenti così come la Chiesa li propone nel suo Catechismo. Conoscerli è importante perché danno una panoramica su ciò che è bene e ciò che è male con l’autorità della Chiesa. Conta l’insegnamento ufficiale della Chiesa, qualsiasi dubbio può essere sciolto consultando il Catechismo della Chiesa Cattolica.
Se vogliamo salvarci dobbiamo seguire i Comandamenti di Dio e non farci sviare dalle regole umane che potremmo definire “comode”. Solamente i Comandamenti di Dio sono fonte di vita.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”
Mi è arrivato anche a me il suo libro “Apostoli di Maria” e lo trovo davvero illuminante e “pratico”(mi scusi il termine forse non proprio adeguato), trovandolo chiaro nelle spiegazioni e sopra tutto un bene inestimabile a parer mio proprio perché guida di tempi così difficili.
L’ho posto sul tavolino del salotto a vista , cosicché chi viene a casa mia anche se non lo leggerà, avrà la benedizione guardando Lei, Madre Santa e benevola che non vuole abbandonarci a noi stessi…
Ho letto sul suo blog la lettera di Donato da Milano e anch’io , come lui dice , sento dentro al mio cuore che si deve parlare, è da tempo che mi frulla in testa ma non so come. Ho cominciato già da tempo con i miei familiari e quanto ne parlo li vedo ammutoliti, con gli occhi fissi su di me e quello che mi arriva sono “ cosa vai dicendo” , perché parli così già il mondo è pieno di problemi” e via discorrendo.
I loro silenzi parlano più di ore di parole ed è la mia famiglia! Come posso cominciare a parlarne con gli amici (che poi ne ho pochi avendo un figlio disabile e condividendo tutto il mio tempo in casa con lui , tranne quelle sporadiche volte che vengono a trovarci). Mi creda , vorrei fare tanto per sentirmi un’apostola di Maria , ma tra la mia grande miseria e la vita che conduco non mi è facile.
Adesso si è avvinghiata a me anche una aridità nella preghiera mai avuta prima e faccio tanta fatica a concentrarmi su tante cose che prima mi riuscivano facili da vivere in preghiera. Sono tutto il giorno in “contemplazione” con Gesù, la Mamma Celeste il Padre Santo, i Santi con semplici pensieri che mi arrivano, o anche se rispondo a mio figlio penso di rispondere a a Gesù, o se lavo le stoviglie penso a come lavava Maria, eppure sento questo amaro dentro per non sapere fare altro…
Credo fermamente, come dice lei, di parlare e lasciare poi che ognuno faccia le proprie scelte ma, mi creda, è difficile anche cominciare perché la maggior parte delle persone vive racchiusa nel proprio bozzolo convinta che non ci sia niente da fare come singolo e che quello che oggi viviamo fa parte di scelte fatte da altri e noi siamo in balia del nulla.
È triste, lo so, appunto per questo vorrei fare, ma le mie mani sono vuote…
Continuerò a pregare anche con l’aridita’, farò finta di non sentire questo “freddo” perché sono convinta che non sta a me chiedere i perché!
A lei caro Padre Dio la benedica e la Madonnina la protegga, sempre.
a volte mi capita di dover prendere le sue difese quando sento parlar di lei come di una persona alla quale piace fare “strategia del terrore”.
E’ mai possibile che nessuno voglia sentir parlare di peccato, del serpente antico, dei segreti di Medjugorje, delle prove che ci attendono e chi più ne ha, più ne metta?
Sorrido e la incoraggio a continuare, perché personalmente vorrei avere gli strumenti per salvarmi invece di false illusioni di un cristianesimo all’acqua di rose!
Mi sono imbattuta in un bell’articolo del Beato Fulton J. Sheen (tratto da “Pensieri per la vita di ogni giorno”) e ho finalmente capito i motivi del disagio che provo in quanto corrispondono al pensiero di questo illustre sacerdote.
Il mio disagio, caro Padre, è non riconoscermi nel cristianesimo che mi viene propinato. D’accordo “spezzare” la Parola, ma NON DEVE essere riscritta! Se resiste da 2000 anni, un motivo ci sarà! Che noia quando alle omelie della domenica, il primo a non credere in quel che dice è il sacerdote celebrante! Mi perdoni la sincerità, ma queste cose accadono più di quanto si creda e poi, non ci si meravigli se in una parrocchia del nord Italia, si avvicendano quattro preti in sei mesi come riportato ieri da “un giornalone”. Se si costruiscono castelli sulla sabbia, è inevitabile che cadano!
Faccio appello alla sua intelligenza, caro Padre e le chiedo:
-possibile che a nessuno sia mai sorto il dubbio che ai fedeli non interessi un cristianesimo a “misura di società”?
-Possibile che nessuno comprenda che a forza di “annacquare” il cristianesimo per riempire le Chiese, si sia raggiunto come risultato l’effetto contrario?
Rivendico il mio diritto alle “verità di fede”, al sacrificio, alle rinunce, al portare la Croce con dignità, certa dell’aiuto del mio Signore e mio Dio!
Le invio l’articolo perché mi piacerebbe tanto – ma veramente tanto – sapere il suo parere in merito.
Non molli caro Padre!
Averne di Sacerdoti come lei!
Ave Maria,
Gianna
PERCHÉ L’UOMO MODERNO TRASCURA IL CRISTIANESIMO?
La gente, al giorno d’oggi, si distoglie dal Cristianesimo
– non già perché è troppo difficile, ma perché è troppo mite e facile;
– non già perché esige troppo, ma perché esige troppo poco.
L’uomo moderno ha bisogno di consegnarsi e di dedicarsi a una causa. Poiché non ode, dai pulpiti, squillanti appelli all’eroismo e alla santità, ma sermoni in favore della tolleranza e della benevolenza o moralismi da dozzina,
– si rimette alla mente di Lenin invece che a Cristo;
– reca prigioniera a Marx, invece che al Salvatore, la propria volontà;
– si lascia assorbire, nell’anelito alla dittatura, dalla mentalità di massa, invece di trovare la gloriosa libertà dei Figli di Dio attraverso la mortificazione della carne e della sua concupiscenza.
Nelle deluse anime moderne c’è un potenziale maggiore di quanto non credano e sappiano i “condottieri” cristiani.
Ma di codeste anime essi non avranno mai ragione fino a che non si rifaranno al Salvatore Crocifisso che invitava i suoi seguaci a prendere una croce e a seguirLo.
L’uomo moderno trascura il Cristianesimo perché è troppo facile.
Ma il Cristianesimo non è facile.
Chi crede che il Cristianesimo sia una scappatoia guardi al Crocifisso come alla condizione di una Risurrezione e di una unione assoluta col Padre Celeste.
Quando ci si accorgerà che il Cristianesimo è difficile, allora lo si tenterà.
Fulton J. Sheen, da “Pensieri per la vita di ogni giorno”
Carissimo Padre Livio, Quest’estate ho letto il suo libro “la gloria di Maria nell’annuncio dei segreti” e pochi giorni fa l’ho prestato a mio padre con il quale spesso scambio libri interessanti a carattere religioso. Ebbene, mio padre fin dall’inizio della guerra, ha sempre sostenuto Putin, secondo lui aveva diritto a combattere per riottenere il controllo delle “sue” terre, quindi mi aspettavo che il libro non gli sarebbe piaciuto, anzi che ne sarebbe stato contrariato, visto che Putin è descritto come aggressore. A nulla è mai valso ogni mio tentativo di fargli cambiare idea. Inaspettatamente ieri pomeriggio con entusiasmo mio padre mi ha detto che quel libro è bellissimo, di una Verità incredibile, che descrive perfettamente la situazione del mondo d’oggi e che Lei, caro padre, è veramente molto molto in gamba. Pensi che dopo meno di una settimana l’ha quasi finito di leggere. Beh, non posso che ringraziarla e ordinare presto anche l’ultimo libro del quale ho ascoltato qualche trasmissione radiofonica. Grazie di cuore, continui a scrivere che è molto illuminante!
Che Maria e Gesù la benedicano. Sonia
Cara Sonia,
ho riso di gusto leggendo la tua lettera. Sei veramente una ragazza speciale. Ce ne fossero tante come te.
Ma anche tu padre va elogiato, perché non si è trincerato dietro le sue idee, ma ha accettato un confronto con sua figlia.
Caro Padre Livio, come in molti già hanno fatto anche io mi sento di scriverle per esporre, brevemente, quale è stata la mia esperienza di Medjugorie. All’inizio ero assolutamente scettica e non “ascoltavo” pareri o commenti (come fa ora quell’ascoltatrice), ma mi basavo sui miei pensieri che si fondavano solo su preconcetti…sbagliati evidentemente.
Poi, proprio “ascoltando” lei i suoi commenti, le interviste ai veggenti, le storie degli altri abitanti di Medjugorie, testimoni credibilidi di tutto quello che, nei primi anni hanno visto e vissuto, come eventi straordinari, conversioni, le continue persecuzioni da parte delle autorità comuniste che hanno sopportato coraggiosamente con fede e speranza, ho finalmente capito e creduto.
E’ impensabile affermare che questi ragazzi sostengano da oltre 40 anni qualcosa di non vero; non ci sono mai state defezioni, cedimenti, abiure, contraddizioni… nulla li ha fatti desistere, nemmeno agli inizi, così duri, nemmeno uno di loro. Senza contare che se uno ha la buona volontà di “ascoltare” i veggenti, si accorgerà che parlano come i migliori teologi e religiosi pur senza aver compiuto studi in merito e le loro parole riempiono il cuore.
Ecco cosa mi ha fatto credere a Medjugorie: ho finalmente “ascoltato” non le mie idee, ma la storia delle apparizioni così come sono avvenute dalle voci dei protagonisti, in altre parole, la semplice Verità. Sono assolutamente convinta che se uno “chiude le orecchie” arroccandosi sulle sue convinzioni, chiude anche il cuore e ahimè, non gli è dato di “vedere”, di comprendere.
In conclusione vorrei dare umilmente un piccolo consiglio a quanti credono di sapere senza informarsi in maniera onesta sugli eventi e i fatti di Medjugorie: “ascoltate” notizie, informazioni, testimonianze solo così si diraderanno le nebbie del dubbio e della poca fede.
Sant’Agostino diceva che…”la verità si difende da sola”… ma bisogna aprire le orecchie. Radio Maria da tanti anni ci dà proprio questa opportunità, che è una vera grazia di Dio e della Madonna, dobbiamo approfittarne. La ringrazio e la saluto cordialmente.
stiamo avendo la grazia di vivere in tempi in cui credere e parlare dei segreti di Medjugorje scatena reazioni più avverse di una Croce di San Benedetto!
È chiaro che siamo una minoranza, proprio per questo dobbiamo farci coraggio.
Nessuno è profeta in patria e nella sua era, viene riconosciuto tale sempre a posteriori; non dimentichiamoci che Cristo rimarrà crocifisso fino alla fine dei tempi, perché il mondo ha imparato ben poco ed oggi, più che mai indurito, rifiuta i frutti di Medjugorje.
Nonostante ci considerino degli “spostati”, chiediamoci chi fa parlare così le persone che ci attaccano. Al vanaglorioso ribelle fa gola soltanto una fetta più ampia di anime e in questi tempi di permissione è così forte da poter stravolgere tutto ciò che ci circonda, perché sa di aver già perso con Medjugorje e non riesce ad accettarlo.
Nel delirio idolatra di sé, l’uomo non si sta solo facendo strumento affinché una moltitudine popoli le già fittissime schiere celesti?
Dobbiamo essere pronti a dare testimonianza a qualunque costo temporale, sicuramente con prudenza, ma anche con fortezza e temperanza, non potremo essere né tiepidi, né codardi, quando mancheranno 3 giorni al primo segreto.
Possiamo iniziare da ora, nel nostro piccolo, valorizzando ogni minuto come una prova per guadagnarci il Paradiso, che chi si ritrova sotto lo stesso Manto avrà sperimentato almeno una volta.
Per i consapevoli, la scelta non è tra Paradiso ed inferno, la scelta è tra Paradiso e peccato, il libero arbitrio è uno strumento di perfezione a prescindere dalla predestinazione.
La Madonna sta chiamando tanti giovani alla conversione, come testimoniano la lettera di Benedetta, le GMG, il Giubileo, esperienze personali, preparando la generazione che dovrà vivere nel tempo di pace.
Per quanto le tribolazioni possano accrescersi, così faranno in maniera direttamente proporzionale la Fede e la Speranza.
Rimaniamo con fiducia nell’Amore del Padre e della Madre ai piedi della Croce.