
Pensiero Spirituale sui Comandamenti
Cari amici, i Comandamenti sono quelle Parole di Dio che sono impresse nella nostra mente e nel nostro cuore e inoltre sono espresse nella Sacra Scrittura e perfezionate nei Vangeli.
Nella loro essenzialità i Comandamenti non cambiano mai perché sono la Legge di Dio. Essendo impressa nell’anima umana, e quindi nella coscienza umana, la Legge di Dio diventa una regola generale per tutti gli uomini. Nel cuore e nella mente delle persone sono impressi i criteri della moralità, cioè i criteri del bene e del male. La stessa voce di Dio, nella coscienza, ci comanda, è un imperativo etico a fare il bene e ci mette in guardia dal fare il male.
La Legge di Dio ci indica la via del bene con l’osservanza dei Comandamenti, la via del male è quella in cui i Comandamenti vengono trasgrediti. Bisogna mettere in evidenza che questi Comandamenti sono la Legge naturale di Dio elevata poi alla perfezione da Cristo con il Comandamento dell’amore e nella loro proposta non cambiano mai.
I Comandamenti, nella loro essenzialità, non possono e non potranno mai essere aboliti. Ad esempio, “non uccidere” è un Comandamento che davanti a Dio permane, permane ovunque anche se viene oscurato, disatteso. È un comando che risuona nella coscienza umana quando non è addomesticata. I Comandamenti indicano la via del bene, ne deriva che la loro violazione sta a indicare che stiamo percorrendo la via del male. Possiamo allora ben dire che i Comandamenti di Dio nella loro essenzialità valgono in tutti i luoghi, in tutti i tempi, per tutte le persone.
Ovviamente, poi, tocca alla Chiesa illuminata dallo Spirito Santo mettere in luce i Comandamenti nelle loro esigenze.
Ogni volta che c’è una decadenza morale, ogni volta che c’è un oscuramento della coscienza, occorre fare lo sforzo di riportare i Comandamenti nella loro luce originaria. Per questo motivo Dio suscita Santi, teologi, profeti che ripropongono la Legge di Dio nella sua bellezza; lo stesso Magistero della Chiesa è impegnato nel riportare nel suo splendore la Legge morale sepolta dall’ipocrisia umana.
L’uomo non può cambiare la Legge morale. C’è una pretesa da parte dell’uomo di darsi delle regole a prescindere dalla Legge di Dio e questa viene usata come giustificazione, ma se seguiamo questa corrente non siamo giustificati davanti a Dio. Se seguiamo le regole umane, che sono sempre molto permissive, non siamo giustificati davanti a Dio.
Non è possibile cambiare i Comandamenti. Ingannare se stessi in questo campo è molto pericoloso per quanto riguarda la salvezza della nostra anima.
Il nostro atteggiamento, allora, non deve essere quello di chi giustifica la propria mediocrità spirituale; il nostro atteggiamento deve essere quello di fare tutto il possibile, con la grazia dello Spirito Santo, per vivere i Comandamenti.
I Comandamento sono fonti di vita, non si tratta solamente di osservarli, ma di viverli, di attingere a essi perché ci costruiscono, fanno di noi delle persone care a Dio. L’osservanza dei Comandamenti restaura in noi l’immagine divina violata dal peccato e ci fa progredire nel cammino di santità.
I Comandamenti sono indicatori di strada sulla via della santità. Indicano la strada giusta per vivere nella perfezione divina, ovvero nella trasformazione della propria anima sempre più a immagine di Dio.
Ecco, allora, perché è importante innanzitutto conoscere i Comandamenti così come la Chiesa li propone nel suo Catechismo. Conoscerli è importante perché danno una panoramica su ciò che è bene e ciò che è male con l’autorità della Chiesa. Conta l’insegnamento ufficiale della Chiesa, qualsiasi dubbio può essere sciolto consultando il Catechismo della Chiesa Cattolica.
Se vogliamo salvarci dobbiamo seguire i Comandamenti di Dio e non farci sviare dalle regole umane che potremmo definire “comode”. Solamente i Comandamenti di Dio sono fonte di vita.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”