"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2023 Pagina 132 di 186

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

L’attacco alla  figura di S. Giovanni Paolo II è un segno allarmante

Caro padre Livio,

ho visto dal suo blog che lei ha riportato degli articoli riguardanti l’ignobile attacco alla figura di Giovanni Paolo II nella vicenda di Emanuela Orlandi.

 Screditare un Papa santo è già l’anticipo di quello che accadrà nei 10 segreti di Medjugorje. Vedremo se l’Italia e il suo sistema giuridico saprà difendere la memoria di Giovanni Paolo II per le parole dette dal suo segretario particolare Dzwisz e dai giornalisti, sperando che si sollevi un’indignazione generale, perché se questo non dovesse avvenire allora cominciano ad avverarsi anche le profezie della beata suor Elena Aiello riguardante la chiesa e il Vaticano.

Purtroppo caro padre quando si deve parlare male della chiesa, del Vaticano, dei Papi, anche i credenti concorrono a farlo.

 I cristiani che seguono la Madonna specialmente a Medjugorje devono saper difendere ciò che ci appartiene e a proposito di Giovanni Paolo II non si può pensare male perché il veggente Ivan l’ha visto accanto alla Madonna quando morì!! ( Posso pensare che ci si può sbagliare su questa terra nel valutare le varie situazioni, ma se una persona della caratura di Giovanni Paolo II è stato visto accanto alla Madonna non ci sono né dubbi, né ombre)

Con affetto Ave Maria!! Franca

Cara Franca,

ieri all’Angelus abbiamo applaudito di cuore alle  parole di Papa Francesco che ha stigmatizzato l’attacco alla figura di S. Giovanni  Paolo II con parole inequivocabili: “illazioni  offensive  e infondate”.

Tuttavia  non  si può  sottovalutare quanto è  accaduto, che  è gravissimo,  in particolare in un paese come  l’Italia.

In realtà  si  tratta di un attacco alla Chiesa cattolica e  al papato,  colpendone una delle figure più significative.

Questo ci porta  oltre  gli attori visibili, perché i  fili che  muovono le  marionette sono altrove.

Non  per nulla  in Polonia è  stato detto che chi, nel 1981, ha tentato di uccidere Papa Woityla, ci ha provato una seconda  volta.

Bisogna prendere atto che   la Chiesa cattolica  è sotto attacco di forze malvage, di  diversa  provenienza,  ma fra  loro coalizzate.

Non  è più possibile subire passivamente, ma bisogna dare vita una resistenza spirituale cattolica, attraverso una rete capillare  di gruppi di preghiera mariani.

Il  primo passo che suggerisco è  di spegnare la televisione, specialmente quelle che si segnalano per attacchi alla Chiesa e al Papa.

Per loro perdere  ascoltatori, anche  pochi,  è un segnale di morte che temono più  di ogni altra  cosa.

Dedichiamo la serata  alla  recita del  Rosario perché, senza la fede e  la preghiera, rischiamo di essere travolti da queste macchine di fango che abbiamo in  casa.

Ave  Maria

Padre  Livio

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

LA MIA VITA PER   LA  GOSPA

Cari amici,  per  due volte alla  settimana,  vi racconto sul Blog  la storia  delle apparizioni della Madonna   a  Medjugorje, così come io  l’ho  vissuta  dai primissimi anni fino ad  oggi.

Vostro  Padre  Livio


18. La gente  va a  Medjugorje perché si sente chiamata

Al termine dei messaggi dati alla parrocchia la Regina della pace ogni volta ringrazia per aver risposto alla chiamata. Quale chiamata? Alcuni interpretano queste parole come se la “Gospa” invitasse ad andare a Medjugorje.

Indubbiamente si tratta anche di questo, perché la Madonna ha assicurato che in quella “oasi di pace”  concede particolari grazie. Chi dei milioni dei pellegrini che si sono recati a Medjugorje non potrebbe confermarlo? Tuttavia il significato è più profondo e più vasto e si rivolge a tutte quelle persone che accolgono la presenza di Maria e i suoi messaggi, anche rimanendo a casa propria.

 Nell’attuale società mass-mediatica si può seguire lo svolgimento degli eventi in tempo reale. Inoltre i veggenti partecipano spesso agli incontri di preghiera che si tengono in ogni parte del mondo. La chiamata di Maria, prima rivolta agli abitanti del villaggio e a quelli dei dintorni, è divenuta col tempo una chiamata globale, rivolta all’intera umanità.

Tutti oggi la possono ascoltare e sentirsi coinvolti in prima persona. Si tratta di un appello alla conversione, rivolto in termini drammatici e ultimativi alla nostra generazione.” Sono venuta per chiamare il mondo alla conversione per l’ultima volta. In seguito non apparirò più sulla terra. Queste sono le mie ultime apparizioni ( 2 – 5 – 1982).

 Si tratta di un richiamo così forte e universale come mai prima era accaduto. E’ lo stesso appello di Gesù quando ammonisce: “Se non vi convertirete perirete tutti” ( Lc 13,3), con la differenza che ora risuona fino agli estremi confini del mondo e tutti gli uomini lo possono sentire.

La “Gospa” ha più volte accennato al numero di quelli che hanno accolto il suo invito, a quelli che, dopo aver risposto, non hanno perseverato e alla moltitudine enorme di coloro che sono rimasti indifferenti o, peggio ancora, irridenti e ostili.

Chi segue Gesù per amore è sempre stato un piccolo gregge. Le folle avanzano e si ritraggono come le maree. Ricorrono a Dio nell’indigenza e lo dimenticano nell’abbondanza. La Madonna non si è fatta certo delle illusioni, ben sapendo che insieme a lei sotto la croce, c’era un gruppetto sparuto e vacillante.

Tuttavia non ha taciuto la sua gioia per il flusso dei pellegrini che, a ondate sempre più grandi, si è rinnovato dai primi giorni fino ad oggi. Attualmente i pellegrini che giungono a Medjugorje da ogni parte del mondo trovano un’accoglienza ben organizzata, sia nelle pensioni gestite dalle famiglie, sia negli alberghi che si moltiplicano un po’ selvaggiamente.

Non mancano le critiche di chi grida alla speculazione edilizia e alla fame di arricchimento. In realtà fin dall’inizio si è posto il serio problema di offrire un tetto e un pasto alle moltitudini che accorrevano. Il fiume nel tempo si è andato sempre più ingrossando , mentre le esigenze delle persone, spesso anziane e malate, si sono andate moltiplicando.

 Il viaggio a Medjugorje è lungo e faticoso. Quando si arriva in quell’oasi di pace si desidera una sistemazione adeguata per riposare nel corpo e nello spirito. Ne sanno qualcosa i pellegrini della prima ora, quando dovevano cercare alloggio negli alberghi della costa e sottoporsi a un via vai estenuante.

Gesù stesso ha provveduto a sfamare le folle che lo seguivano, sia pure con un miracolo che lui solo poteva compiere. Tuttavia qualcosa di simile è accaduto nei primi mesi delle apparizioni, quando la gente del villaggio si è prodigata con una generosità incredibile per ristorare le migliaia di persone che accorrevano sul Podbrdo.

Già il terzo giorno le persone si contavano a centinaia, il quarto a migliaia. Il contesto era quello di un paese governato da un regime di polizia che mal tollerava le manifestazioni pubbliche che non fossero organizzate dallo stato. Nessuno, tanto meno i veggenti, avevano detto alla gente di venire. Il flusso cresceva di giorno in giorno e da allora non si è mai fermato, neppure in tempo di guerra.

Man mano che i giorni passavano le persone venivano da sempre più lontano, spesso a piedi o con mezzi di fortuna:

 “Prima passavano dalle nostre case. Era gente stanca, povera e affamata. Dovevi occuparti di loro. Come non farlo? …La cosa più difficile era trovare dove farli pernottare. Grazie a Dio eravamo in estate e poi all’inizio dell’autunno: perciò ci si è arrangiati…Nessuno può immaginare quali difficoltà abbiamo avuto con la gente… ..Già dopo il quarto giorno venivano a migliaia a Podbrdo fin dal mezzogiorno e anche prima. Si arrostivano al sole e tra i cespugli di spine; senza cibo, senz’acqua e con tante altre difficoltà…Poi tutti scendevano giù da noi : chiedevano acqua, pane qualunque altra cosa…Si distribuiva fin che ce n’era. Presto venne a mancare l’acqua anche per noi. Conosco un uomo che ha distribuito tutto: non solo l’acqua, ma anche il vino, la grappa , finché ne aveva.  Ha comprato 7-8 cisterne d’acqua e l’ha distribuita alla gente…Non ha voluto da nessuno neanche un soldo…Alcuni rimanevano anche due o tre giorni. Il peggio era che a noi veggenti non davano pace. Ognuno voleva parlare con noi. Chi chiedeva una cosa, chi un’altra. Chi avrebbe potuto rispondere a tutti, benché noi lo avessimo desiderato? Questi incontri si protraevano anche fin dopo la mezzanotte. Spesso volte non si ha il tempo neanche di mangiare.” (Vicka).

La disponibilità degli abitanti di Medjugorje nei confronti dei pellegrini ha assunto nel corso degli anni i tratti di un servizio che potesse assicurare loro il pane quotidiano. Tuttavia non si possono dimenticare le straordinarie manifestazioni di generosa accoglienza che hanno caratterizzato soprattutto i primi mesi, fino all’approssimarsi dell’inverno.

Viene spontaneo chiedersi: chi muoveva tutta quella gente, molto simile alle moltitudini evangeliche che seguivano Gesù? Medjugorje era un villaggio sperduto, le vie di comunicazione erano disagevoli, il contesto politico e sociale si mostrava  ostile.

Arrivare sul Podbrdo significava fatica e sacrificio. La serietà dei pellegrini è uno dei tratti caratteristici di Medjugorje. In tanti anni non ho mai visto eccessi. La gente è ordinata, prega e si confessa. Verso i veggenti si comporta con rispetto, senza fanatismo. Ognuno vive dentro il suo cuore la grazia della chiamata.

 Quelli che si mettono in viaggio hanno la percezione di rispondere a una voce interiore che li invita. I pellegrinaggi a Medjugorie sono viaggi dello spirito. Non hanno nulla che possa assomigliare al turismo religioso.

 La preghiera, la confessione e il cambiamento di vita sono i tratti fondamentali di questo straordinaria esperienza spirituale. La sua durata nel tempo non ha spiegazioni umane. I fenomeni di fanatismo sono polveroni passeggeri. 

E’ inutile tentare di spiegare Medjugorje come un fenomeno propagandistico. Il villaggio ha vissuto dieci anni di restrizioni e di persecuzioni  da parte del regime comunista, poi circa quattro anni di guerra feroce, che lo hanno isolato dal mondo.

Anche dopo non sono mancate opposizioni di ogni genere, che continuano tutt’ora. Satana ha compreso fin dall’inizio che la posta in gioco era molto alta e ha dispiegato la sua malefica potenza per fermare il piano della Madonna, senza però riuscirci. I servi presuntuosi e sciocchi che si sono messi al suo servizio  non hanno ottenuto nulla se non vergogna per se stessi. 

Tutto invece appare chiaro con la presenza della Madonna, che ha un potere irresistibile di attrazione sul cuore dei suoi figli. La gente va a Medjugorje, perché si sente chiamata. Non poche delle persone che vi giungono sono dei cani sciolti, lontani dalla Chiesa.

Arrivano a Medjugorje come all’estremo lembo di terra al quale aggrapparsi per non affondare. Il fatto che la Santa sede abbia autorizzato i pellegrinaggi privati, ma non quelli ufficiali della Chiesa, ha avuto come effetto che una parte significativa di pellegrini siano delle pecorelle fuori dal recinto dell’ovile. E’ giusto affermare che le moltitudini che vanno a Medjugorje rispondono a una chiamata?

La Madonna lo ha detto esplicitamente, precisando però che il suo invito è rivolto al mondo intero. “Sono venuta per chiamare il mondo alla conversione per l’ultima volta”  (2.5. 1982). La maggior parte dei pellegrini che si recano a Medjugorje iniziano un cammino di conversione.

Molti sentono il bisogno di ritornarvi, anche più volte all’anno, per rinnovare il fervore e per consolidare i propositi. Quasi la totalità di quelli che vi si recano tornano a casa pieni di gioia. Che cosa è avvenuto? Hanno sperimentato col cuore ciò che sapevano solo a parole:  che la Madonna è viva ed è presente nella nostra vita. Più ancora, scoprono di avere una Madre.   

Il Papa difende san Giovanni Paolo II “oggetto di illazioni offensive e infondate”

Dopo il Regina Caeli Francesco ha parlato del predecessore dicendosi “certo di interpretare i sentimenti dei fedeli di tutto il mondo” e rivolgendo “un pensiero grato” alla sua memoria

VATICAN NEWS-16 Aprile 2023

Dopo la recita del Regina Caeli, Papa Francesco ha difeso il predecessore san Giovanni Paolo II, la cui figura negli ultimi giorni è stata al centro di accuse infamanti legate al caso Orlandi, mosse sulla base di anonimi “si dice”, senza testimonianze o indizi. Accuse che il Pontefice ha definito “illazioni offensive e infondate”

Accuse assurde e infamanti

Ecco le parole di Francesco, che dopo aver salutato i gruppi della Divina Misericordia presenti in piazza San Pietro ha aggiunto: “Certo di interpretare i sentimenti dei fedeli di tutto il mondo, rivolgo un pensiero grato alla memoria di san Giovanni Paolo II, in questi giorni oggetto di illazioni offensive e infondate”.

⚪️🔴DALLA NOSTRA CAPPELLA P.LIVIO COMMENTA IL VANGELO FESTIVO DOMENICA DELLA DIVINA MISERICORDIA🔴⚪️

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Come ricevere le onde del Volere Divino – Formazione della vita divina

Ave Maria padre Livio,

Nel seguente brano degli scritti della serva di Dio Luisa Piccarreta, Gesù raccomanda a tutte le creature di prestare attenzione alle onde divine. La creatura viene assalita da tutti i lati dalla Divina Volontà, per averla a sé, e per formare la sua vita divina nella creatura cambiando la sua sorte. La formazione della vita divina nel profondo dell’anima.

(Libro di cielo, Settembre 17, 1933)

(1) Sono sotto le onde eterne del Voler Divino, e mi sembra che vuole che faccia attenzione a queste onde, le riconosca, le riceva in me, le ami, per dirmi: “Sono il Volere eterno che ti sto sopra, che ti circondo ovunque, investo il tuo moto, il tuo respiro, il tuo palpito, per farlo mio, per farmi il largo e così poter distendere la mia Vita in te, sono l’immenso che mi voglio restringere nella piccolezza umana, sono il potente che mi diletto di formare la mia Vita nella debolezza creata, sono il santo che voglio tutto santificare, fammi attenzione e vedrai che so fare, e che farò nell’anima tua”. Ma mentre la mia mente era tutta occupata del Voler Divino, il mio sempre amabile Gesù, ripetendo la sua breve visitina, mi ha detto:

(2)Figlia mia benedetta, la mia Volontà è la motrice che con costanza ferrea assale la creatura da tutti i lati, dentro e fuori, per averla a sé, e formare il gran prodigio di formare la sua Vita Divina nella creatura; Essa, si può dire che l’ha creato per formare e ripetere la sua Vita in essa, ed a qualunque costo ne vuole l’intento, ed in tutte le cose si gira intorno a lei, e sembra che le dica: “Guardami, son’Io, conoscimi, vengo per formare la mia Vita in te, e facendole da assalitrice, l’assale dentro e fuori, in modo che chi le fa attenzione sente la mia Divina Volontà rigurgitante dentro e fuori di sé, che sta formando il prodigio della sua Vita Divina, cui non li è dato di resistere alla sua potenza, e sai che cosa fa questa mia Volontà Divina? Dà Vita, richiama a vita tutto, fa sorgere in questa Vita tutto ciò che ha fatto e che è stato fatto di bene da tutte le creature, suscita il dolce ricordo delle sue opere, come presente e in atto, come se le ripetesse, niente sfugge da questa Vita, si sente la pienezza di tutto, ed oh! come la creatura si sente felice, ricca, potente, santa, sente il corredo di tutto gli atti buoni degli altri, e per tutto ama, glorifica il Fiat Divino come se fossero suoi, ed il mio Volere si sente ridare da essa le sue opere, quindi l’amore, la gloria delle sue opere divine, e ripetere col ricordo la gloria e l’amore delle altre creature. Oh! quante opere messe in oblio, quanti sacrifici, quanti atti eroici dimenticati, che sono stati fatti dalle umane generazioni, che non ci si pensano più, e quindi non vi è né la ripetizione continua della gloria, né chi rinnovi l’amore di quegli atti, e la mia Divina Volontà formando la sua Vita nella piccolezza umana, fa sorgere il ricordo di tutto, per dare e per ricevere tutto, accentra tutto in essa e forma il suo accampamento divino. Perciò sii attenta a ricevere queste onde del mio Volere, esse si riversano su di te per cambiare la tua sorte, e se tu le ricevi, sarai la sua fortunata creatura”.

(3) Dopo ciò continuavo a pensare alla Divina Volontà, e pensavo tra me: “Ma come si può formare questa Vita Divina nell’anima?” Ed il mio dolce Gesù ha soggiunto:

(4) “Figlia mia, la vita umana è composta di anima, di corpo, di membra distinte l’uno dall’altro, ma chi è il moto primario di questa vita? La volontà, sicché senza di essa non potrebbe fare le belle opere, né acquistare scienza, né essere capace d’insegnarle, perciò tutto il bello della vita scomparirebbe dalla creatura, e se bellezza, dote, valore, ingegno possiede, si deve attribuire al moto d’ordine che tiene la volontà sulla vita umana. Ora, se questo moto d’ordine lo prende la mia Divina Volontà sulla creatura, vi forma dentro di essa la Vita Divina, sicché, purché la creatura si sottopone a ricevere il moto d’ordine della mia Volontà, dentro e fuori di sé, come moto primo di tutti gli atti suoi, già viene formata questa mia Vita Divina, e prende il suo regio posto nel fondo dell’anima. Il moto dice vita, e se il moto ha principio da una volontà umana, si può chiamare vita umana, se invece il principio è della mia Volontà, si può chiamare Vita Divina. Vedi com’è facile formarla questa Vita, purché la creatura lo voglia; Io non voglio, né chiedo mai cose impossibili dalla creatura, anzi prima la facilito, la rendo adattabile, fattibile, e poi la chiedo; e mentre la chiedo, per essere più sicuro che possa fare ciò che voglio, mi offro Io stesso a fare insieme con essa ciò che voglio che faccia, posso dire che mi metto a sua disposizione affinché trovi forza, luce, grazia, santità non umana ma divina, Io non ci bado né a quello che do, né a quello che fo, quando la creatura fa ciò che voglio, l’abbondo tanto, da farle sentire non il peso, ma la felicità del sacrificio che sa dare la mia Divina Volontà.

(5) E come la vita umana tiene la sua vita, le sue membra distinte, le sue qualità, così il nostro Essere Supremo tiene le sue qualità purissime, non materiali, perché in Noi non esiste materia che formano la nostra Vita; unite insieme santità, potenza, amore, luce, bontà, sapienza, onniveggenza di tutto, immensità, eccetera, formano la nostra Vita Divina, ma chi costituisce il moto, chi regola, chi svolge con un moto incessante ed eterno tutte le nostre qualità divine? “La nostra Volontà, Essa è la motrice, la dirigente, che dà a ciascuna qualità nostra la vita operante, sicché se non fosse per la nostra Volontà, la nostra potenza sarebbe senza esercizio, il nostro amore senza amare, e così di tutto il resto. Vedi dunque come il tutto sta nella Volontà, e perciò col darla alla creatura diamo tutto, e siccome sono le nostre piccole immagini create da Noi, i nostri fiati, le piccole fiammelle d’amore sparso da Noi in tutto il creato, ecco perciò le demmo una volontà libera unita alla nostra, per formare i nostri facsimile da Noi voluti, non vi è cosa che più ci glorifica, che più ci ama, che ci rende contenti, che trovare la nostra Vita, la nostra immagine, la nostra Volontà nell’opera nostra da Noi creata, perciò il tutto affidiamo alla potenza del nostro Fiat, per ottenere l’intento.

(6) Figlia mia, tu devi sapere che tanto nella nostra Divinità nell’ordine soprannaturale, quanto nell’ordine naturale delle creature, vi è una virtù in natura, una prerogativa innata, di voler produrre vita, immagini che lo somigliano, e quindi una smania d’amore, un desiderio ardente di riversare sé stesso nella vita ed opera che si produce; in tutta la Creazione non vi è cosa che non ci somigli: Il cielo ci somiglia nella immensità; le stelle nella molteplicità delle nostre gioie e beatitudini infinite; nel sole c’è la somiglianza della nostra luce; nell’aria la somiglianza della nostra Vita che si dà a tutti, è di tutti, e nessuno le può sfuggire, ancorché il volessero; nel vento che mentre si fa sentire, ora con impeto, ora come carezzando dolcemente le creature e tutte le cose, ma non lo veggono, la nostra potenza ed onniveggenza che tutto vediamo, tutto sentiamo e come in pugno racchiudiamo tutto, pure non ci veggono; insomma non vi è cosa che non c’è una nostra similitudine, tutte le nostre opere danno di Noi, ci decantano, e ciascuna tiene l’ufficio di far conoscere ciascuna qualità del loro Creatore. Ora, nell’uomo non era solamente opera che facevamo, ma vita umana e Vita Divina che creammo in lui, perciò aneliamo, vogliamo, sospiriamo di riprodurre in lui la Vita e l’immagine nostra, giungiamo fino ad affogarlo d’amore, e quando non si fa affogare, perché è libero di sé stesso, giungiamo a perseguitarlo d’amore, non facendole trovare pace in tutto ciò che sfugge da Noi, non trovando Noi stessi in lui, le muoviamo guerra incessante, perché vogliamo la nostra immagine bella, la nostra Vita riprodotta in lui. E siccome tutte le cose sono fatte ed innestate da Noi, anche nell’ordine naturale c’è questa virtù di voler produrre cose e vita simile; vedi, una madre genera un bambino, tutte le sue ansie e desideri è che lo vuole simile a sé, e sospira di vederlo alla luce, simile ai suoi genitori, e se il bambino è simile a loro, oh! come ne sono contenti, se ne fanno un vanto, lo vogliono far vedere da tutti, lo crescono con le loro abitudini, a modo loro, insomma questo bambino diventa la loro preoccupazione e la loro gloria, ma se invece è dissimile dai genitori, brutto, deforme, oh! come ne restano amareggiati, tormentati, e giungono a dire con sommo dolore: “Pare che non sia figlio nostro, del nostro sangue”. Vorrebbero quasi nasconderlo per non farlo vedere a nessuno, sentendosi umiliati e confusi, e questo bimbo sarà la tortura dei loro genitori per tutta la vita. Tutte le cose posseggono la virtù di riprodurre cose simili, il seme produce l’altro seme, il fiore l’altro fiore, l’uccello l’altro uccellino, e così di tutto il resto, non produrre cose simili è andare contro natura divina ed umana. Perciò il non avere la creatura simile a Noi è uno dei nostri più grandi dolori, e solo chi viva di Volontà nostra potrà essere di gioia, e portatrice di gloria e di trionfo per la nostra opera creatrice”.


Ave Maria padre FIAT

Massimo

BUONA DOMENICA

SECONDA DOMENICA  DI PASQUA O DELLA DIVINA  MISERICORDIA

Cari amici,

dobbiamo a  S.  Giovanni Paolo II questa Domenica dedicata  alla  Divina Misericordia, secondo la  richiesta fatta da Gesù  attraverso S.  Faustina Kowalska.

E’ grazie sempre  a  questo grande Pontefice se  il messaggio della Misericordia, che Gesù ha depositato nel cuore di Santa Faustina,  si è diffuso in tutta  la Chiesa, divenendo uni delle fonti più  feconde della spiritualità cattolica contemporanea.

Ed è anche grazie  a Radio Maria,  che per   prima  ha dato una versione radiofonica del Diario di S. Faustina facendolo conoscere in tutto il mondo, insieme  alla Coroncina della Divina Misericordia recitata da tutte  le Radio Maria del mondo.

Il messaggio della Divina Misericordia è di pura ispirazione evangelica e aiuta a comprendere il paradosso della fede cristiana fondata sul  mistero della Croce:  

“Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui. “

Per quanti peccati una  persona abbia commesso e  per quanto gravi essi siano , la grazia del pentimento ottiene  il perdono e  la  vita eterna.

Non  esiste  nessun  peccato che si più  grande della Divina  Misericordia.


Dal Vangelo secondo Giovanni

Gv 20,19-31

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco.

 E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».

Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!».

 Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!».

Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».

Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

Medjugorje: Giovanni Paolo II e la Madonna apparvero insieme, ad Ivan, il giorno della morte del Papa

17 Maggio 2020 – Daniele Venturi

In una conversazione con Ivan Dragicevic, avvenuta il 26 giugno 2005, il veggente di Medjugorje, ha raccontato una vicenda che ha dell’incredibile!

Quel 25 giugno del 2005 a Medjugorje, durante l’apparizione  sono stati eseguiti degli esami medici sul veggente Ivan Dragicevic. Vediamo Ivan Dragicevic collegato a diverse apparecchiature mediche.

Ivan Dragicevic

– Ivan, sei tornato dall’America già da maggio per essere presente quì a Medjugorje per i pellegrini. Come è stato per te l’anniversario?

Ogni anniversario è un nuovo ricordo degli anni che sono dietro di noi. Non siamo solo noi a ricordare, ma la Madonna stessa ci riporta a quei primi giorni e agli anni che sono passati.

– Scegli alcuni momenti che sono stati particolarmente importanti.

Adesso sono ancora sotto l’effetto di tutto quello che è accaduto qui nei giorni passati. Le sensazioni che ho provato in quei giorni sono ancora molto vive in me.

Quando ripenso ai 24 anni trascorsi, vedo che ci sono state molte cose buone, ma anche cose cattive da parte del potere comunista. Ma se guardiamo le folle di persone che arrivano da tutto il mondo, oggi possiamo davvero essere grati alla Madonna per questo rinnovamento spirituale che Ella opera nella Chiesa e attraverso cui fa nascere un mondo nuovo.

Questo per me è il segno visibile più grande. Tutte queste persone diventano testimoni di un rinnovamento spirituale della Chiesa. Se ci guardiamo intorno nella chiesa di
Medjugorje, vediamo pellegrini che hanno sete di una fede viva, della confessione e dell’Eucarestia. Questo è ciò che la Madonna ha realizzato con la Sua umiltà-

La Gospa

-Nel giorno dell’anniversario hai assistito all’apparizione. Ci puoi descrivere la tua personale esperienza?

È un momento speciale, quando Lei viene ed è felice e serena. Questa volta, quando è venuta, ha visto gli strumenti che mi avevano applicato. Penso che l’anniversario non debba necessariamente essere il momento per effettuare esami scientifici, ma abbiamo acconsentito.

Per me l’anniversario significa gioia e naturalezza, che però questa volta non sono state complete perché dovevo stare attento ad inginocchiarmi per non staccare le apparecchiature che mi erano state applicate.

Personalmente penso che ormai potremmo smetterla con gli esami e i dubbi, e perciò dico che se si ha fede, non c’è bisogno continuamente di nuove prove scientifiche, poiché si può riconoscere dal di fuori, dai frutti, quello che realmente accade qui.

Giovanni Paolo II

-Ivan, durante l’apparizione hai visto il Santo Padre Giovanni Paolo Il. Ci puoi descrivere che cosa è successo?

Il 2 aprile 2005 ero in macchina già da tre ore sulla strada per il New Hampshire, uno Stato vicino a Boston, quando mia moglie mi ha chiamato per dirmi che il Papa era morto. Abbiamo continuato a guidare e siamo arrivati ad una chiesa dove si erano raccolte più di mille persone.

Il Rosario è iniziato alle 18 e l’apparizione è stata alle 18.40. La Madonna è arrivata molto gioiosa e come sempre ha pregato per tutti e ha benedetto tutti quelli che erano nella chiesa.

Dopo che Le ebbi raccomandato i presenti, è apparso alla Sua sinistra il Santo Padre. Aveva l’aspetto di una persona di circa 60 anni ma sembrava più giovane; era rivolto verso la Madonna e sorrideva.

Nel momento in cui osservavo il Santo Padre, anche la Madonna Lo guardava. Dopo un po’ di tempo, la Madonna ha guardato di nuovo verso di me e mi ha detto queste parole:

“Caro figliolo! Guarda, figlio mio, lui è con me”.

Il momento in cui ho visto il Santo Padre è durato circa 45 secondi. Se dovessi descrivere il momento in cui ho visto il Santo Padre a fianco alla Madonna, direi che era come avvolto da un intimo abbraccio della Madre celeste.

Non ho mai avuto la possibilità di incontrare il Santo Padre quando era in vita, anche se gli altri veggenti l’hanno incontrato personalmente diverse volte. Per questo oggi sono particolarmente grato alla Madonna per aver avuto l’opportunità di vedere il Santo Padre con Lei in Paradiso.

 – Che altro ci vuoi dire per concludere?

Quello che la Madonna ha cominciato qui a Medjugorje il 24 giugno 1981, quello che ha cominciato nel mondo, non si interrompe, ma continua. Vorrei veramente dire a tutti coloro che leggeranno queste parole, che tutti insieme dobbiamo accogliere quello che la Madonna desidera da noi così intensamente.

È bello descrivere la Madonna e tutte le altre cose esteriori che accadono, ma il fulcro sono i messaggi. Questi bisogna accogliere, vivere e testimoniare. Tutto quello che la Madonna ha progettato, lo realizzerà, anche senza di me, Ivan, o senza il parroco Padre Branko, anche senza il Vescovo Peric. Poiché tutto questo cammino è nei piani di Dio ed Egli è superiore a noi uomini.

Fonte:  “Medjugorje – Un invito alla preghiera

📖TESTI E DOCUMENTI 📑  

Accuse assurde e infamanti

A proposito delle presunte rivelazioni su Papa Wojtyla e il caso Orlandi

ANDREA TORNIELLI- Vatican  News  14 Aprile 2023

Pensate che cosa sarebbe accaduto se qualcuno fosse andato in televisione ad affermare, sulla base di un “sentito dire” proveniente da una fonte anonima e senza lo straccio di un riscontro o testimonianza anche soltanto di terza mano, che vostro padre o vostro nonno di notte usciva di casa e insieme a qualche “compagno di merende” andava in giro a molestare ragazze minorenni. E immaginate che cosa sarebbe successo se il vostro parente, ormai defunto, fosse universalmente conosciuto e da tutti stimato, a motivo di qualche importante ruolo ricoperto. Non avremmo forse letto commenti ed editoriali indignati per il modo inqualificabile con cui è stata lesa la buona fama di questo grande uomo, amato da tanti?

È accaduto davvero, purtroppo, con san Giovanni Paolo II, Pontefice della Chiesa cattolica dal 16 ottobre 1978 al 2 aprile 2005. L’accusa è stata lanciata da Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, la ragazza scomparsa nel centro di Roma in un pomeriggio di giugno del 1983. Pietro, in presenza del suo avvocato Laura Sgrò che annuiva, ha raccontato nel corso della trasmissione Di martedì condotta su La7 in prima serata da Giovanni Floris, che papa Wojtyla la notte usciva in compagnia di qualche monsignore per andare a cercare ragazzine. Il tutto è stato presentato come indiscrezione credibile, accompagnata da qualche sorrisino ammiccante, come si si parlasse di un segreto di Pulcinella. Prove? Nessuna. Indizi? Men che meno. Testimonianze almeno di seconda o terza mano? Neanche l’ombra. Solo anonime accuse infamanti.

Parole che Pietro Orlandi ha accompagnato all’audio attribuito ad un sedicente membro della Banda della Magliana il quale asserisce – anche lui senza prove, indizi, testimonianze, riscontri o circostanze – che Giovanni Paolo II “pure insieme se le portava in Vaticano quelle”, intendendo Emanuela e altre ragazze: per porre fine a questa “schifezza” il segretario di Stato di allora si sarebbe rivolto alla criminalità organizzata per risolvere il problema. Una follia. E non lo diciamo perché Karol Wojtyla è santo o perché è stato Papa.

Anche se questo massacro mediatico intristisce e sgomenta ferendo il cuore di milioni di credenti e non credenti, la diffamazione va denunciata perché è indegno di un Paese civile trattare in questo modo qualunque persona, viva o morta, che sia chierico o laico, Papa, metalmeccanico o giovane disoccupato. È giusto che tutti rispondano degli eventuali reati, se ne hanno commessi, senza impunità alcuna o privilegi.

È sacrosanto che si indaghi a 360 gradi per cercare la verità sulla scomparsa di Emanuela. Ma nessuno merita di essere diffamato in questo modo, senza neanche uno straccio di indizio, sulla base dei “si dice” di qualche sconosciuto personaggio del sottobosco criminale o di qualche squallido anonimo commento propalato in diretta Tv.

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Il cardinale Dziwisz: accuse ignobili e farneticanti su San Giovanni Paolo II

L’arcivescovo emerito di Cracovia, per quarant’anni segretario di Wojtyla, interviene sulle recenti dichiarazioni di Pietro Orlandi, fratello di Emanuela cittadina vaticana scomparsa nel 1983, circa presunti comportamenti inopportuni del Papa polacco. Il porporato auspica che l’“angosciante vicenda” si affranchi da “depistaggi, mitomanie e sciacallaggi” e che “l’Italia saprà con il suo sistema giuridico vigilare sul diritto alla buona fama di chi non c’è più”

Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano

“Ignobili insinuazioni”, “accuse farneticanti”, “irrealistiche” e “risibili”. Il cardinale Stanislaw Dziwisz interviene in difesa di San Giovanni Paolo II, il Papa che ha servito per oltre quarant’anni come segretario particolare, dopo le dichiarazioni del fratello di Emanuela Orlandi, la cittadina vaticana scomparsa nel 1983, su presunti comportamenti inopportuni da parte del Pontefice polacco.

Sul caso irrisolto della giovane Emanuela, sparita a 15 anni dopo una lezione di musica nel pieno centro di Roma, è stato riaperto nel gennaio di quest’anno un fascicolo dal promotore di Giustizia, Alessandro Diddi, anche sulla base delle richieste fatte dalla famiglia in varie sedi. Una decisione dell’Ufficio del Promotore che conferma la volontà della Santa Sede di fare chiarezza sulla vicenda, intraprendendo ogni azione possibile al fine di giungere ad una ricostruzione accurata degli eventi, per quanto di propria competenza.

Le dichiarazioni di Pietro Orlandi

Lo scorso martedì 11 aprile, subito dopo Pasqua, il fratello Pietro Orlandi, accompagnato dall’avvocato Laura Sgrò, è stato ricevuto da Diddi per rendere proprie dichiarazioni e offrire eventuali informazioni in suo possesso. Il colloquio con il promotore è durato quasi 8 ore, come reso noto dallo stesso Orlandi, il quale, tra le diverse interviste, ha partecipato la sera stessa ad una trasmissione televisiva italiana riportando le affermazioni di un membro della Banda della Magliana – organizzazione criminale da sempre citata nel caso Orlandi – su presunte uscite serali di Giovanni Paolo II e altri comportamenti inopportuni. Affermazioni, queste, riportate in un audio depositato all’Ufficio del Promotore di Giustizia, che non hanno alcun riscontro di prova e che hanno suscitato un’ondata di indignazione generale.

Depistaggi e mitomanie

In testa il cardinale Dziwisz che, in una nota diffusa in giornata, parla di “avventatissime affermazioni, ma sarebbe più esatto subito dire ignobili insinuazioni” da parte di Pietro Orlandi sul conto di Wojtyla “in connessione all’amara e penosa vicenda della sorella Emanuela”. Vicenda che il cardinale emerito di Cracovia giudica “angosciante” e che auspica possa affrancarsi “dal gorgo dei depistaggi, delle mitomanie e degli sciacallaggi” che l’hanno caratterizzata in questi quattro decenni.

Criminale lucrare sulla vicenda

“È appena il caso di dire che suddette insinuazioni, che si vorrebbero all’origine scaturite da inafferrabili ambienti della malavita romana, a cui viene ora assegnata una parvenza di pseudo-presentabilità sono in realtà accuse farneticanti, false dall’inizio alla fine, irrealistiche, risibili al limite della comicità se non fossero tragiche, anzi esse stesse criminali”, afferma Dziwisz.  Il cardinale riconosce che è “un crimine gigantesco” ciò che è stato fatto a Emanuela e alla sua famiglia, ma parimenti “criminale è lucrare su di esso con farneticazioni incontrollabili, volte a screditare preventivamente persone e ambienti fino a prova contraria degni della stima universale”.  

Vicini al dolore della famiglia

Ciò non toglie, scrive Dziwisz, che “il dolore incomprimibile di una famiglia che da 40 anni non ha notizie su una propria figlia meriti tutto il rispetto, tutta la premura, tutta la vicinanza”. A fronte di certe affermazioni che “hanno trovato eco sui social e in taluni media anzitutto italiani”, il cardinale si sente in dovere di testimoniare, come segretario particolare del Papa, “senza il timore di smentite”, che “fin dal primo momento il Santo Padre si è fatto carico della vicenda, ha agito e fatto agire perché essa avesse un felice esito, mai ha incoraggiato azioni di qualsiasi occultamento, sempre ha manifestato affetto, prossimità, aiuto nei modi più diversi alla famiglia di Emanuela”.

Auspicio del cardinale è la “correttezza da parte di tutti gli attori” e la speranza che “l’Italia, culla universale del diritto, saprà con il suo sistema giuridico vigilare sul diritto alla buona fama di chi oggi non c’è più ma che dall’alto veglia e intercede”.

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