"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Marzo 2023 Pagina 3 di 18

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟    

Mirjana dice di non aver  bisogno della Pergamena

Carissimo Padre  Livio,

sto leggendo l’autobiografia di Mirjana, “Il  mio Cuore trionferà” e sono rimasto colpito dalla  sua affermazione riguardo alla necessità   pergamena.

 Lei dice di non averne bisogno perché ricorda perfettamente  tutti i segreti.  Poi soggiunge:

“ Se dimenticassi i particolari, Dio Onnipotente mi farebbe dono di ricordarli quando necessario. Ho una mia idea sulla pergamena: la sua esistenza implica che non devo essere necessariamente viva per rivelare i segreti”.

Mi chiedo come e perché  Mirjana sia arrivata a formulare  una idea così sorprendente.

Lei,  caro Padre, che  ne  pensa?

Su questo tema lei è sempre  scivolato via, Perché?

Matteo da Genova.

Caro  Matteo,

ti confesso che anch’io sono rimasto sconcertato da queste  parole di Mirjana,   perché nella nostra logica  troviamo  ragionevole   che  Mirjana  sia  presente  (insieme agli altri veggenti) fino alla fine dei  segreti.

Tuttavia,  per  come la conosco io, Mirjana è  una  persona  molto avveduta,  e se  ha messo lì quelle  parole è  perché  c’è una ragione che  a  noi sfugge.

Come  pure il fatto di aver  ipotizzato che  potrebbe essere  il  Papa a rivelare  i  segreti,  è  un’ipotesi che deve  pur  avere   qualche  fondamento.

A mio parere  questi due punti  sono da  tenere  presenti per  il  futuro che, per sua  natura,  trattandosi di un piano divino,  riserverà molte sorprese.

Nel  frattempo,  invece di romperci la testa  per  indovinare  il futuro, concentriamoci sul  presente, nel quale  gli eventi dei segreti stanno crescendo, spingendo il mondo verso  l’abisso.

Ave  Maria

Padre  Livio

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

LE INTERVISTE DI VICKA DI MEDJUGORJE SU RADIO MARIA (2,3)

Vicka di Medjugorje ha tenuto in diretta   su  Radio Maria cinque interviste che sono un importante documento  storico sulle  apparizioni di Medjugorje e una testimonianza di profonda spiritualità mariana. Le pubblichiamo suddividendole in puntate.

(Seconda  intervista- Medjugorje 4 Gennaio 2000)


Vicka racconta quando a Mirjana è apparso il demonio per tentarla

Padre Livio: Che cos’è che toglie la pace? Che cos’è che fa perdere la pace alla gente?

Vicka: Oggi la gente vive in un modo stressato, preoccupata per tante cose che non hanno vera importanza. Tutti hanno fretta e non hanno tempo gli uni per gli altri. Per esempio i genitori non hanno tempo per i figli e i figli per i genitori.  Ognuno vive la sua vita e così quando si rendono conto che hanno perso la pace è già troppo tardi. Uno che ha la vera pace, non la perde tanto facilmente. Ma uno che non ce l’ha, allora deve incominciare a trovare il tempo per la sua anima e per parlare un po’ con Dio a tu per tu. Bisogna presentare a Dio quelle cose che fanno male al cuore. Allora Dio ti libera da ciò che ti rende inquieto e ti dà la sua pace. Non puoi avere la pace fino a che non ti sei aperto a Dio.

Padre Livio: Il problema è che molti non credono in Dio e non hanno neppure la fede.

Vicka: E’ vero, ma noi siamo quelli che possono dare l’esempio. Ognuno di noi con la sua vita e con il suo esempio può trasmettere il messaggio di Dio. Sai, Padre Livio, quante persone arrivano qui senza sapere nulla di Dio. Ma per me è una grandissima gioia se quei fratelli possono conoscere l’amore di Dio, possono scoprire che Dio è Padre, che ci è vicino e che è in mezzo a noi.  Lui ti vuole aprire gli occhi del tuo cuore, affinché tu pian piano possa rinascere e possa incominciare da solo a cercare la sua presenza.

Padre Livio: Quindi a una persona che non crede, ma che vorrebbe credere, che cosa suggerisci?

Vicka: A questo riguardo la Madonna dice che la nostra fede è un grandissimo dono che Dio ci dà. Noi però dobbiamo pregare ogni giorno per quelle persone, perché Dio, con le nostre preghiere e il nostro esempio, possa condurle alla fede.

Padre Livio: Ci sono delle persone che dicono: “La fede è un dono, ma a me Dio non l’ha dato” e così continuano a restare nell’incredulità….

Vicka: Ma questa è soltanto una scusa. Dio bisogna cercarlo. Dio ti dà il dono , ma tu devi darti da fare per scoprirlo.

Padre Livio: C’è un famoso giornalista italiano che proprio in questi giorni ha scritto: “ Io non ho avuto il dono della fede. Quindi nel caso che un giorno dovessi incontrare Dio gli direi: perché non mi hai dato il dono della fede?”

Vicka: Si vede che questa persona non ha  chiesto il dono della fede. Accampa una scusa troppo facile e troppo comoda. Nel suo caso Dio gli risponderebbe: “Tu non l’hai cercato e io non ti ho forzato. Sei libero. Prendi dunque le tue decisioni”.

Padre Livio: Quindi, quando uno non vuole credere, va in cerca di scuse?

Vicka: Ma certo. Tutte le volte che qualcosa non va o che noi non riusciamo a spiegare, subito diciamo: “ Ma Dio perché?” e diamo la colpa a Dio invece di fare un esame di coscienza e vedere che cosa non va nei nostri cuori. Dio è un Padre pieno di misericordia e aspetta anche fino all’ultimo momento il nostro”sì” . E’ sempre pronto a darci la mano anche all’ultimo istante. Sappiamo quanto Gesù è buono e quanto grande sia il suo amore per noi.

Padre Livio: In effetti non crediamo al suo amore.

Vicka: Siamo molto lontani dal suo amore. Quando incominciamo a credere al suo amore, allora la vita cambia per davvero.

Padre Livio: Forse per comprendere più a fondo questa chiusura al dono della fede dobbiamo fare riferimento al mistero del male. Infatti non si spiega perché spesso le persone preferiscano le gioie passeggere, che  sono causa di infelicità, all’amore di Dio che ci ricolma di grande gioia.

Vicka. A questo riguardo vorrei raccontare un’esperienza di Mirjana, la nostra veggente. Un giorno aspettava l’apparizione della Madonna recitando il rosario, quando è arrivato un ragazzo molto bello, che però parlava contro la Madonna e diceva: “ Ma guarda, Mirjana, che cosa ti dà la Madonna? Ti dà dei messaggi da trasmettere, ma io ti do ben altre cose”. E alludeva a cose materiali. Mirjana, guardandolo, ha visto che i suoi occhi roteavano. E’ fuggita via e dopo qualche momento è apparsa la Madonna che le ha detto: “ Vedi, Mirjana, Satana non viene sempre come una persona brutta che fa paura, ma anche come una persona  attraente  e in questo modo cerca di ingannarvi”. Così avviene quando egli ci offre tutte le cose passeggere di questo mondo per allontanarci da Dio.

Padre Livio: E’ la sua tattica di seduzione.

Vicka:  Si vede come satana attacca laddove siamo più deboli. Oggi in modo speciale agisce contro i giovani e le famiglie. E’ un momento molto difficile.

Padre Livio: Molti vengono sedotti dall’inganno satanico. L’abilità di satana consiste nel presentare il male sotto forma di bene. Come si fa a non farsi ingannare?

Vicka: Certe persone che sono sotto l’influsso di satana sono facilmente riconoscibili. Anche qui a volte arrivano delle persone che incominciano a gridare e a urlare. Certamente alcune di loro sono semplicemente malate, ma ve ne sono altre che sono disturbate dal maligno. A volte è capitato che delle persone hanno incominciato a gridarmi contro, pronunciando parole contro la Madonna e contro i messaggi.  In questi casi abbiamo incominciato a pregare fino a che la persona si è calmata. Così col nostro silenzio, col nostro amore e con la nostra gioia possiamo in questo modo  aiutarle.

Padre Livio: Tuttavia il vero pericolo del demonio non è costituito da queste forme di ossessione, ma piuttosto dalle tentazioni con le quali ci vuole spingere sulla via del male.  Per esempio, come ha detto la Madonna in un suo messaggio, cerca di utilizzare a suo vantaggio i tempo libero dei giovani, attirandoli sulla via del peccato con le cose passeggere.

Vicka: Mi capita spesso di parlare con dei giovani che non sanno che cosa fare della loro vita.  A volte non hanno ancora vent’anni e si sono già stancati di vivere.  Dicono che la vita è senza senso e che sentono un grande vuoto.  Si chiedono:” Perché la vita? Che senso ha? “ e vogliono morire.

Padre Livio: Ma perché siamo arrivati a questo?

Vicka: Perché oggi hanno troppo, anzi hanno tutto di quelle cose che passano e invece hanno pochissimo per quanto riguarda le cose spirituali, quelle che aiutano ad andare avanti. Sono pieni di quelle cose che non contano, chi di droga, chi di altro.  Sono caduti in un precipizio e non cercano, non chiedono aiuto per uscirne fuori, ma restano lì a lamentarsi che la vita non vale niente. Io rispondo: “ Ma che cosa non va della vita? La vita è un grande dono di Dio e io personalmente sono contentissima di questo dono”.  Anche prima che la Madonna mi scegliesse, io ho sempre guardato alla vita come a un grande dono e ho voluto viverla nel modo giusto. Ora però devo trasmettere questa mia esperienza e aiutare gli altri a comprendere. Bisogna prendere per mano questi fratelli e dire: “ Coraggio”. Bisogna incominciare a pregare insieme a loro pian piano, chiedendo quella luce che Dio ci dona sempre, affinché entri nel cuore, dove c’è buio. In questo modo la tenebra diviene luce e scende nel cuore il suo perdono e la sua pace. Bisogna poi andare a confessarsi, aprirsi al sacerdote, chiedere qualche consiglio, così pian piano ritorna di nuovo la voglia di vivere.

Padre Livio: Certo che molte volte i giovani non trovano né i genitori né i sacerdoti che li possano aiutare.

Vicka: Sì, purtroppo oggi spesso i genitori non hanno tempo per i figli. Chi lavora, chi fa altre cose. I figli vanno fuori senza sapere dove e con chi. Non trovano tempo per pregare insieme e non trovano neppure tempo per parlare. Manca il dialogo e si perde il valore della famiglia.

(Continua)

🔴LIVE VIDEO🔴EDITORIALE: IL TEMPO DEI SEGRETI E’ GIA’ ADESSO

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🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟    

Il  tempo dei segreti per me  adesso

Carissimo P.Livio,

sono parecchie  in questi ultimi anni le cose per cui non mi stupisco più di tanto, e non mi stupisce che nell’ultimo messaggio la Vergine non abbia chiuso il messaggio con il canonico ringraziamento che, certamente, a livello soggettivo c’è sempre anche nella sua apparente assenza, ma evidentemente in quello oggettivamente generale sta mancando di risposte da parte nostra  adeguate.

Il mondo che tenta di guidarci nelle situazioni è un massiccio sonnifero fatto di concetti stordenti, una nebulosa “malia” ottenebrante piena di false salvezze peraltro abbastanza relative. Sono io che ogni giorno ringrazio Maria che ha la costanza di venire qui da Medjugorje a raccogliermi ( col cucchiaino) per la mia e la nostra salvezza. La Vergine non solo ci ha sempre ringraziato, ma si è spinta a dire ” Vi supplico”, espressione che ogni volta che la penso questa si che mi stupisce per la forza di umiltà che in essa vi aleggia.

 La mente si apre là dove il cuore aspira a tale umiltà, dovremmo essere coscienti della nostra estrema limitatezza di creature, poggiando fede alle cose del cielo. Le tempistiche dei segreti, devo dire, mi interessano sempre di meno, il tempo riguarda più le cose di questo tipo di mondo, io sento un altro tempo, diverso,  e mi sento di un altro mondo, per giunta riguardo alle medesime (tempistiche) il tempo dei segreti  per me è “”adesso, non  sto certo a misurare i giorni e i mesi o gli anni,  aspettando di “vedere” cose che sono già in atto nel loro evolversi, il vero tempo è ” ADESSO”.

Sono solo un povero peccatore, ma nelle mie “Ave Maria” nei miei rosari c’è un “ruggito” che vorrebbe scuotere con energia questo mondo immerso nel  sonno stanco delle anime, e che trovo pieno solo nell’Amore di Gesù… ho da sempre detestato “le abitudini” che rendono mediocre la vita,  le sopporto ma non le apprezzo, Dio è come un Sole pieno, e io ho bisogno di quel  po’ di ” fuoco luminoso”  che ve ne emana per accendere nel buio di questo mondo le scintille di Cristo.

Ti ringrazio Maria, e lo faccio non solo nel rosario, ma portando questo AMORE di tuo Figlio ai fratelli con varie occasioni quali il Signore mi concede, benché i miei limiti restino (a temprarmi)  io attraverso di loro accendo il mio combattimento, in questo senso le parole di Gesù sono la medicina quotidiana, quello che ha detto Gesù,  le cose che disse all’umanità fino alla sua PASSIONE, sono il mio Faro, il Faro del mondo e della storia, e sono le parole di un Dio fattosi uomo  che fanno di noi uomini e donne vincenti… Lui ha vinto il mondo.

Carissimo, sempre in gamba e Ave Maria. Giuseppe

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Il tempo che stiamo vivendo  è davvero drammatico

Carissimo Padre, il tempo che stiamo vivendo è davvero drammatico; si avverte anche inconsciamente che siamo immersi in un mondo cui manca qualcosa e questo qualcosa,  in realtà, è l’ unico Qualcuno che dà e può dare senso alla realtà tutta intera, che riscatta la vita da un vuoto che rasenta l’ assurdo.

Gesù è la Vita-Vite e noi siamo i tralci. L’ umanità deve ritornare a questa unica stupenda Verità. Il cristiano sa che il tempo dei segreti è necessario e lo accetta. Non le  nascondo che a volte provo una gioia intima al pensiero di poter essere soggetti attivi nella realizzazione del Trionfo del Cuore Immacolato e del Fiat divino nell’ intera umanità.

C’ è un solo pensiero che mi rattrista: chi ” resterà” soffrirà per il male caduto anche sui buoni, magari figli, genitori, fratelli , amici e solo il grande amore per la Volontà Divina potrà venire questo dolore. Continuo la mia preghiera per le intenzioni della Regina della Pace , per lei, caro Padre, e per tutta Radio Maria.

Benedizioni su tutti voi.         

Luisa da Napoli

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La Preghiera come rimedio contro lo scoraggiamento e la paura!

Ave Maria padre Livio,

In questo brano della serva di Dio Luisa Piccarreta, Gesù spiega come la sconfidenza rende le anime moribonde e Luisa afferma che con la sola paura porta le anime alla tomba…


(1) Trovandomi in uno stato pieno di scoraggiamento, specialmente per la privazione del mio sommo Bene, questa mattina, facendosi vedere appena, mi ha detto:

(2) “Lo scoraggiamento è un umore infettivo, che infetta i più bei fiori e i più graditi frutti e penetra fino al fondo della radice, in modo che quell’umore infettante, invadendo tutto l’albero, lo rende appassito, squallido, e se non vi si pone rimedio col innaffiarlo con l’umore contrario, siccome quell’umore cattivo si è introdotto fin nella radice, dissecca la radice e fa cadere l’albero per terra. Cosi succede all’anima che s’imbeve di quest’umore infettivo dello scoraggiamento”.

(3) Con tutto ciò io mi sentivo ancora scoraggiata, tutta rannicchiata in me stessa e mi scorgevo tanto cattiva che non ardivo slanciarmi verso il mio dolce Gesù. La mia mente era occupata che per me era inutile di più sperare come prima le continue visite di Lui, le sue grazie, i suoi carismi, tutto per me era finito. E Lui, quasi sgridandomi, ha soggiunto:

(4) “Che fai? Che fai? Non sai tu che la sconfidenza rende l’anima moribonda? Che pensando che deve morire, non pensa più a nulla, né ad acquistare, né a mettere a traffico, né ad abbellirsi di più, né a porre rimedio ai suoi malori, non pensa altro che per lei è finito. E non solo rende l’anima moribonda, ma tutte le virtù la sconfidenza le rende vicine a spirare”.

(5) Ah! Signore, m’immagino di vedere questo spettro della sconfidenza squallido, macilento, pauroso e tutto tremante, e tutta la sua maestria, non con altro ingegno, ma con la sola paura, conduce le anime alla tomba. Ma quel che è più, che questo spettro non si mostra nemico, ché l’anima può schernirsi della sua paura, ma si mostra amico, e s’infiltra tanto dolcemente nell’anima, che se l’anima non sta attenta, scorgendolo amico fedele che agonizza insieme e giunge a morire insieme, difficilmente si saprà liberare dalla sua artificiosa maestria.
(Libri du cielo, Febbraio 4, 1900)
Ave Maria padre FIAT
Massimo 

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

L’URGENZA DELLA CONVERSIONE

Cari amici,  la  Madonna  a  Medjugorje ci ha supplicato di convertirci perché,  se  aspettiamo il tempo dei segreti, per molti sarà  troppo tardi.  Con questa nuova iniziativa del  Blog offriamo la  possibilità di fare un cammino di conversione con delle riflessioni settimanali  da  meditare e da  vivere. (Le  troverai man mano nella  sezione:  Il Combattimento spirituale)

Vostro  Padre Livio


5. Chiediti se sei felice

Aprire gli occhi sulla propria condizione esistenziale è una grande grazia. E’ un momento di verità che può dare una svolta radicale alla tua vita. E’ fondamentale rendersi conto che la vita è un’occasione unica, che ti è dato di vivere una sola volta.

Non puoi interrogarti sul senso del vivere quando ormai è il tempo sta per  scadere. Ti sei messo in viaggio senza chiederti né chi sei, né da dove vieni, né dove sei diretto. Le questioni di fondo le hai messe ben presto da parte, occupato com’eri a risolvere il problema del vivere, del guadagnare, dell’affermarti. Esse però rispuntano e pretendono una risposta.

Il solo fatto di esistere è un rompicapo insolubile, a meno che non abbia la fede. Perché esisti, qui e ora, nella tua identità, senza che nessuno abbia potuto interpellarti? Come è avvenuto un fatto così straordinario? Sei stato tratto dal nulla dalla mano dell’Onnipotente, come hai appreso al catechismo, oppure il tuo numero è uscito fuori alla roulette del caso, la nuova divinità del pensiero dominante?

Non sono interrogativi da poco ed è ora che ti confronti con essi. Nella prima ipotesi, che è quella vera,  la tua vita avrebbe un valore straordinario, perché una mano forte la sostiene e la guida, Nella seconda che valore avrebbe? Non più di quello di un fiore o di una formica. Ti sembra giusto lasciare in sospeso un interrogativo così gravido di conseguenze?

Ora che hai deciso di rientrare in te stesso, sei in grado di valutare meglio la condizione umana. Guardala nella sua realtà, così come tu la stai vivendo. Incomincia col chiederti se sei felice. La felicità è ciò che il cuore dell’uomo desidera più di ogni altra cosa.

Anche tu ti sei buttato nell’avventura della vita alla ricerca della felicità. Che cosa hai raccolto? Non nego che sei riuscito a carpire alcuni momenti felici, ma quanto labili e fuggitivi! La felicità ha danzato davanti ai tuoi occhi come un fantasma, senza lasciarsi mai afferrare.

 E’ colpa tua? Forse non sei stato abbastanza determinato o fortunato? Allora ti chiedo se hai conosciuto persone veramente felici. Nel caso che le avessi incontrate, chi erano? Che cosa hanno fatto per esserlo? Non nego che la felicità sia possibile, ma non nella direzione verso la quale la moltitudine si orienta.

Se guardi a come sei, non puoi certo affermare che sei felice. Caro amico, permettimi di dirti che la condizione umana è per certi aspetti miserabile. Osservala con realismo.

Ogni uomo nasce condannato a morte. Non  conosciamo il giorno e l’ora, ma la sentenza è irrevocabile. Te lo ricorda il tempo che passa, il corpo che invecchia, le persone che ti lasciano. Siamo tutti in attesa del momento fatale. E poi? Basterebbero queste considerazioni per avvelenare i giorni della tua vita.

Ma questo non è tutto. Pensa alle ferite che portiamo di noi fin dalla nascita.  Dentro siamo lacerati, agitati dalle passioni, minacciati da forze che non riusciamo a controllare. Nonostante gli sforzi difficilmente arriviamo a trovare l’equilibrio, la serenità e la pace.

Non hai fatto anche tu l’esperienza drammatica descritta da S. Paolo? Non c’è uomo che non la possa sottoscrivere: Afferma l’apostolo:

“Non riesco a capire ciò che faccio: infatti io faccio non quello che voglio, ma quello che detesto. Ora, se faccio quello che non voglio, riconosco che la Legge è buona; quindi non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me: in me c’è il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio: Ora, se faccio quello che non voglio, non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me: Dunque io trovo in me questa legge: quando voglio fare il bene, il male è accanto a me. Infatti nel mio intimo acconsento alla legge di Dio, ma nelle mie membra vedo un’altra legge, che combatte contro la legge della mia ragione e mi rende schiavo della legge del peccato, che è nelle mie membra. Me infelice! Chi mi libererà da questo corpo di morte?” ( Rm 7, 15-24).

Questa, caro amico, è la condizione esistenziale con la quale abbiamo a che fare. Siamo afflitti nel corpo dalla sofferenza e dalla morte, ma sia feriti soprattutto nell’anima, offuscata e indebolita dal male che la tiene sotto il suo potere.

Tu non sfuggi a questa situazione di miseria che affligge tutti. Ti sei mai chiesto se vi sia una via di uscita? Se sia possibile una vita diversa nella luce e nella pace?

Ti rispondo che è possibile. Non perché l’uomo abbia la capacità di tirarsi fuori dalla palude in cui è immerso, ma perché Qualcuno, infinitamente più grande di lui, veglia sulla sua vita. Il Creatore non abbandona in potere della morte le sue creature, che ha plasmato a sua immagine e somiglianza.  Non le lascia affogare nelle acque torbide dell’angoscia e della disperazione.

Gli uomini vorrebbero salvarsi da soli. Ogni generazione ha coltivato le sue illusioni, che puntualmente si sono dissolte. I falsi messia apparsi sullo scenario della storia si rinnovano a ogni stagione, come le erbe infestanti. Nessuno di loro è immune dalla malattia che divora tutti e nessuno è guarito con i loro rimedi.

 Tuttavia è ragionevole che tu ti chieda se la vita abbia un senso, se esista una strada giusta, se il peccato e la morte siano l’ultima parola e, infine, se la felicità sia possibile. Il solo fatto che apra il cuore a questa possibilità, è da considerare una grazia straordinaria.

 Ti mette infatti nella condizione di avvertire sopra di te e dentro di te il mistero di una presenza amica. Colui che ci ha tratto dal nulla non ci ha abbandonato. Tu pensavi che la vita ti appartenesse e che non dovessi risponderne a qualcuno. Ti sei comportato come se fossi tu il padrone. Eri accecato e non vedevi la tua fragilità e le insidie disseminate lungo il cammino. Ora hai preso coscienza dei tuoi limiti, dei tuoi sbandamenti, delle tue sconfitte. Puoi finalmente guardare oltre te stesso.

“Siano rese grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore!” ( Rm 7, 25). S. Paolo ringrazia chi lo ha tirato fuori dalle tenebre della menzogna e della morte. Con lui infiniti altri hanno fatto l’esperienza di essere salvati.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla contemplazione della Passione di Gesù

Cari amici,

la Madonna ci ha detto – senza tanti giri di parole – che abbiamo rifiutato la fede e la Croce; inoltre, ci ha detto di prendere in mano la Croce e di inginocchiarci davanti a Essa.

Vorrei darvi un suggerimento, ispirato alla spiritualità del padre fondatore della Congregazione a cui appartengo, San Giuseppe Calasanzio. Nei giorni che ci separano dalla Pasqua vi suggerisco di leggere quotidianamente la Passione di Nostro Signore. Ci sono ben quattro versioni, ciascuna caratterizzata dalle sfumature della sensibilità di ogni evangelista ma certamente arricchenti dal punto di vista spirituale.

Questa lettura si può fare nel modo più tradizionale, ovvero aprendo la Bibbia, oppure in modo più moderno e tecnologico, ovvero dal cellulare: basta aprire un qualsiasi motore di ricerca per trovare una versione aggiornata e corretta del testo CEI.

Durante la giornata leggete dei brani della Passione, meditateli con il cuore, immedesimatevi con Gesù e contemplate la grandezza divina del Figlio di Dio nella sua umiliazione, nel suo amore, nel suo coraggio. Nella Passione sono raccolte tutte le virtù cristiane, sono state descritte dagli evangelisti proprio per essere contemplate.

La meditazione della Passione di Gesù è la più grande medicina di cui ha bisogno il genere umano.

Questa umanità ha bisogno di umiltà e nella Passione vediamo come il Figlio di Dio si è umiliato, si è fatto uomo, è diventato simile a noi. Già l’incarnazione nel grembo della Vergine Maria, già il fatto che il Figlio di Dio sia stato dapprima un embrione e poi è nato in una grotta, è stato deposto in una mangiatoia. San Luca descrive in modo mirabile la deposizione del Bambino nella greppia di legno, che preannuncia la Croce. La nascita di Gesù richiama la Sua Passione.

Tutto il percorso della vita di Gesù è un esempio di umiltà sublime: dalla casa di Nazaret nel silenzio e nel lavoro; gli anni della vita pubblica con tutte le umiliazioni che ha dovuto subire nella fatica dell’evangelizzazione, nel dolore per il rifiuto; le quaranta ore della Passione iniziate nel Getsemani, fino alla morte in Croce quando Gesù all’ora nona emette un grido «Elì, Elì lamma sabactàni?» che vuol dire: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?», è l’inizio del Salmo 22, ciò significa che Gesù è morto pregando. Prima ha perdonato dicendo: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno».

Gesù ha pregato quel Salmo che preannuncia la Sua Resurrezione. Il Salmo 22 infatti inizia con il grido di lamento per essere stato abbandonato e poi termina con la glorificazione del perseguitato. Non possiamo separare la Passione dalla Resurrezione del Signore, questa è la totalità del mistero pasquale.

Per arrivare preparati alla Santa Pasqua è importante leggere il testo della Passione e soffermarsi su alcuni passaggi particolarmente significativi. È edificante anche soffermarsi su tutti i personaggi descritti, sui loro gesti, le loro parole, i loro atteggiamento. L’attenzione maggiore, ovviamente, va fissata su Gesù e su Maria.

Maria, durante la Passione non ha parlato. La sua fortezza, la sua fedeltà al disegno di Dio e il suo immenso dolore sono racchiusi nell’assordante silenzio di quei momenti. Sicuramente lo sguardo di Maria su suo Figlio sofferente è molto più eloquente di qualsiasi parola. Maria ha accettato silenziosamente la Passione di Suo Figlio, lo ha offerto al mondo in sacrificio per noi e silenziosamente ha accettato di essere la Madre dell’umanità quando Gesù le ha donato come figlio Giovanni.

La presenza di Maria e i suoi gesti lungo la via del Calvario e ai piedi della Croce sono tutti silenziosi, segno dell’accettazione della volontà di Dio ma anche della certezza che a quei tremendi momenti di sofferenza si sarebbe susseguita la gioia immensa della Resurrezione.

Maria è sempre presente accanto a Gesù. Il suo amorevole sguardo non lo lascia mai. Maria è con Gesù sul Calvario, è con Gesù ai piedi della Croce, tiene tra le braccia Gesù quando viene tolto dalla Croce ed è con Lui nel momento della deposizione nel Sepolcro.         

Maria, però, non è con le donne che vanno al Sepolcro per ungere il corpo del Signore e trovano il masso spostato. Maria sapeva che Suo Figlio non era più lì. La Madonna ha vissuto la Passione di Suo Figlio come dono totale ma nella prospettiva della vittoria del Bene sul male, nella prospettiva della Redenzione che è avvenuta.

Meditiamo allora su come Cristo ci ha salvati, come è stato redento il genere umano.

Gesù è stato rigettato, disprezzato, umiliato e maltrattato. In silenzio, ma con grande dignità, ha accettato umilmente queste umiliazioni. Le poche parole che Gesù ha pronunciato durante la Passione e nel momento della morte erano parole sovrane, sapienti, assolute, eterne, umili.

Gesù ha vinto con l’umiltà, con la sopportazione, con il dolore silenzioso.

L’amore di Gesù per noi si manifesta nell’abbracciare la Croce, nel cooperare arrivando in cima al Calvario e nel farsi crocifiggere senza opporre resistenza,

L’umiltà di Gesù ha resistito al disprezzo, alla malvagità degradata, scellerata di quelli che lo colpiscono con i flagelli.

Tutti questi particolari si trovano nella descrizione della Passione, nei Vangeli. Vi invito, allora, a leggere ogni giorno questo brano così suggestivo che scaturisce molte riflessioni sulla nostra condizione umana, sulla grandezza di Gesù Cristo, sulla presenza silenziosa di Maria, sull’amore immenso di Dio, sulla malvagità umana…

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

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