"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Marzo 2023 Pagina 2 di 18

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟    

“Persino a Medjugorje non si parla più  di messaggi  né tanto meno di segreti”

Carissimo Padre  Livio,

la  ringrazio per  la costanza con la  quale porta lei  avanti la  sua missione  al servizio della Regina della pace.  E’ però  una voce  nel  deserto…..Lei di certo sa  che persino a  Medjugorje  non si parla più di messaggi né tanto meno di segreti. A questo si aggiunge  il  silenzio calato sui veggenti.

 Ringraziamo la Madonna che abbiamo lei che ci apre gli occhi, ma nel nostro piccolo anche noi abbiamo i messaggi e sta a noi leggerli e rileggerli, raggrupparli secondo il tema e questo ci apre gli occhi. Noi non abbiamo nulla da temere, sarà Gesù stesso a difenderci perché nutrendoci ogni giorno di Lui diventiamo come Lui e cosi sarà Lui a difendere la carne della sua carne.

Con immensa gratitudine

Marinella da Torino

Cara Marinella,

la  presenza  dei segreti di  Medjugorje  ormai la  vediamo nella realtà  quotidiana e  la  leggiamo persino sui giornali.

Quando la  Madonna  dice che Satana  vuole  distruggere  le  nostre  vite  e  il pianeta sul quale viviamo, lo riscontriamo nella terza guerra  mondiale   che è  già incominciata,  con tanto  di  minaccia di  bombe atomiche.

Quando la Madonna  dice che l’uomo moderno non vuole Dio e per questo va verso la perdizione,  noi lo  vediamo  nelle Chiese vuote, nel dilagare  dell’iniquità,  nell’odio verso Cristo e  nella  persecuzione  alla Chiesa.

Siamo sull’orlo dell’abisso: non ci vuole molto per rendersene conto.

Quanto a  Medjugorje,  è  un luogo inestimabile di preghiera e di grazia ma, prima del segno sulla  collina,  avrà l’ammonimento dei primi due segreti.

Solo la  Madonna  può salvarci  dalla catastrofe mortale che incombe.

 Il popolo di Maria lo sa e correrà  sotto  il  manto della  Madre.

Ave  Maria

Padre Livio

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟    

La pergamena di Mirjana

Caro padre Livio, sono Antonio da Genova, un caro saluto a te e tutta la radio.

Ho ascoltato e letto sul blog stasera si  ciò che rispondevi alla lettera che ti ha inviato Matteo da Genova in merito alla riflessione sulla pergamena che Mirjana ha ricevuto direttamente da Maria.

Anche io ho letto questo libro e non una sola volta perché ci introduce in un mistero, quello della Nostra Madre, bello, istruttivo e trasmette una dolce pace interiore su tutto e anche su ciò che dovrà avvenire.

Vero è che ci sono davvero molti punti su cui riflettere…e il pensiero d riguardo al fatto che Mirjana potrebbe non esserci quando inizieranno a verificarsi i segreti non mi ha sbigottito più di tanto anche perché è cosa che potrebbe accadere, ma io penso che lei sarà ancora di questo povero mondo quando ciò accadrà e che lo scopo  della pergamena sarà quello di testimoniare a chiare lettere, ciò che dovrà accadere in verità senza dubbio alcuno, senza che ci possano essere fraintendimenti o inganni di sorta, ne da parte di noi cristiani, ne da parte di nessuno.

La “carta canta” significa appunto che ciò che sta scritto rimane…verba volant scripta

 Un caro saluto padre Livio.    

Antonio 

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟    

Ave Maria padre Livio,

In questo brano Gesù parla a Luisa Piccarreta della passione della chiesa…

La Chiesa è adesso come moribonda, ma quando s’innalzerà la Croce risorgerà coraggiosa e splendente, confondendo e mettendo in fuga i nemici:

Questa mattina il mio adorabile Gesù si faceva vedere unito col Santo Padre e pareva che gli dicesse: “Le cose fin qui sofferte non solo altro che tutto ciò che Io passai dal principio della mia Passione fino a quando fui condannato a morte. Figlio mio, non ti resta altro che portare la croce al Calvario”.

E mentre ciò diceva, pareva che Gesù benedetto prendesse la croce e la metteva sulle spalle del Santo Padre, aiutandolo Lui stesso a portarla.

Ora, mentre ciò faceva, ha soggiunto: “La mia Chiesa pare che stia come moribonda, specie riguardo alle condizioni sociali, e con ansia aspettano il grido di morte. Ma coraggio, figlio mio; dopo che sarai giunto sul monte, all’innalzarsi che si farà della croce, tutti si scuoteranno e la Chiesa deporrà l’aspetto di moribonda e riacquisterà il suo pieno vigore. La sola croce sarà il mezzo, e come solo la croce fu l’unico mezzo per riempire il vuoto che il peccato aveva fatto e per unire l’abisso di distanza infinita che c’era tra Dio e l’uomo, così in questi tempi la sola croce farà innalzare la fronte della mia Chiesa coraggiosa e risplendente, per confondere e mettere in fuga i nemici”.

Detto ciò è scomparso e poco dopo è ritornato il mio diletto Gesù, tutto afflitto, riprendendo il suo dire: “Figlia mia, quanto mi duole la società presente! Sono mie membra e non posso fare a meno di amarli. Succede a Me come a quel tale che avesse un braccio o una mano infetta e piagata; la odia egli forse? La aborrisce? Ah, no, anzi le prodiga tutte le cure, chissà quanto spende per vedersi guarito, e per lui è causa di far dolorare tutto il corpo, di tenerlo oppresso, afflitto, fino a tanto che non giunge ad ottenere l’intento di vedersi guarito. Tale è la mia condizione: vedo le mie membra infette, piagate, e vi sento dolore e pena, e per questo mi sento più tirato ad amarle. Oh, come è ben diverso l’amor mio da quello delle creature! Io sono costretto ad amarle perché cosa mia, ma loro non mi amano come cosa loro, e se mi amano, mi amano per il loro proprio bene”. (Libro di Cielo, Vol. 4°, 02.09.1901)

Ave Maria padre FIAT

Massimo 

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla sequela di Cristo

Cari amici,

nel messaggio del 25 febbraio 2023 la Madonna ci ha invitato a non farci sedurre da satana ma a guardare a Suo Figlio seguendolo verso il Calvario nella rinuncia e nel digiuno:

«In questo tempo di grazia Satana vuole sedurvi e voi, figlioli, guardate mio Figlio e seguitelo verso il Calvario, nella rinuncia e nel digiuno»

Questa espressione è tipica del tempo di Quaresima, così come quella del messaggio del 25 marzo, brevissimo ma denso di significato: «Questo tempo sia per voi il tempo della preghiera». Queste parole stanno a indicare l’atteggiamento del cristiano e della Chiesa tutta in questo tempo che è già in atto: i Segreti sono già presenti, dobbiamo allora già prepararci ed essere spiritualmente pronti.

Ogni cristiano, in questo tempo, deve guardare alla Passione del Signore.

La Passione del Signore e la Sua gloriosa Resurrezione sono il cuore del Cristianesimo. La Messa è la preghiera per eccellenza del cristiano perché nell’Ultima Cena, istituendo l’Eucarestia, Gesù ha pronunciato parole eterne perché il Suo Sacrificio fosse la preghiera della Chiesa. La Santa Messa, allora, è il cuore stesso del Cristianesimo perché il mondo è stato salvato attraverso la Sua Passione e la Sua gloriosa Resurrezione.

Con la Passione di Cristo il mondo è stato riconciliato con Dio. La salvezza cristiana viene dalla Croce, il sangue di Cristo ci lava dai nostri peccati, ci riconcilia con Dio, ci ottiene il Suo perdono, la vita eterna, il dono della divina figliolanza e dell’appartenenza alla Chiesa, che è il corpo mistico di Cristo.

La Passione e la gloriosa Resurrezione (che insieme sono l’opera della Redenzione) sono l’azione conclusiva della missione di Gesù sulla Terra. Cristo è morto per espiare i peccati di tutti gli uomini di tutti i tempi e lo ha fatto con amore, umiltà, pazienza, sacrificio.

Con la sua Resurrezione, Gesù ci ha dato la grazia di poter partecipare alla vita immortale dei Figli di Dio.  Questo evento salvifico è al cuore della Chiesa la Chiesa stessa è chiamata a riviverlo nella Sua Storia.

Gesù ha voluto che la Sua Chiesa, nel corso della Storia e in particolare nei tempi della grande prova, rivivesse la Sua vita, soprattutto i tre anni di vita pubblica.

La Chiesa è chiamata a rivivere i tre giorni della Passione, Morte e Resurrezione di Gesù Cristo. La Madonna, infatti, ci ha detto che satana vuole sedurci, ma noi dobbiamo guardare a Gesù e seguirlo verso il Calvario nella rinuncia e nel digiuno,

Come membri della Chiesa, noi cristiani dobbiamo imitare il Maestro nella fatica dell’evangelizzazione, nella testimonianza della Verità, nella carità verso le anime e i corpi sofferenti. Nel tempo dell’Apocalisse la Chiesa è chiamata a rivivere la Passione di Cristo e quindi a salire sul Calvario:  
Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti. La persecuzione che accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra svelerà il «mistero di iniquità» sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell’apostasia dalla verità. La massima impostura religiosa è quella dell’Anti-Cristo, cioè di uno pseudo-messianismo in cui l’uomo glorifica se stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne. (Catechismo della Chiesa Cattolica, 675)

La via che percorre la Chiesa non può essere differente dalla via che percorre Gesù, non c’è allora da meravigliarsi che la Madonna abbia detto che in questo tempo di grazia satana vuole sedurci. La seduzione che la Chiesa patisce è esattamente come quella che Cristo affrontò nel deserto: evitare la persecuzione per inchinarsi agli obbiettivi del mondo che sono quelli indicati dalle tentazioni (il pane, la gloria, il potere umano).

La Chiesa, allo stesso modo di Gesù nel deserto, deve dire di no al mondo, accettare la persecuzione, evitare tutte quelle comodità che il mondo può offrire.  Satana ci uccide e ci distrugge con quello che ci offre. Dobbiamo impugnare le armi (la preghiera e il digiuno) e affrontare la battaglia spirituale testimoniando, vivendo e rafforzando la nostra fede. Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”         

📖TESTI E DOCUMENTI 📑  

L’ARMAGEDDON

Questa guerra finisce con il fungo atomico?

Lo storico Timothy Snyder dice di no

PAOLA PEDUZZI  8 OTT 2022

Secondo lo storico americano questa battaglia probabilmente non finirà come temiamo per ragioni storiche e contingenti

Milano. Vladimir Putin “non scherza quando parla dell’utilizzo di armi nucleari tattiche o di armi biologiche e chimiche”, ha detto il presidente americano Joe Biden: “Non eravamo mai stati tanto vicini alla prospettiva di un Armageddon dalla crisi dei missili a Cuba con Kennedy”. Il presidente americano è sicuro che non ci sia la possibilità di un utilizzo chirurgico di armi nucleari, che una volta che vengono utilizzate ogni cosa va fuori controllo, “non vedo uno scenario in cui si usano con leggerezza le armi tattiche e non si finisce con un Armageddon”.

Volodymyr Zelensky, presidente ucraino, insiste sul pericolo nucleare (anche perché l’Ucraina viene minacciata da molto tempo) e aggiunge: “Cosa dovrebbe fare la Nato? Eliminare la possibilità che la Russia usi le armi nucleari. Mi rivolgo ancora una volta alla comunità internazionale, come facevo prima del 24 febbraio: servono degli attacchi preventivi in modo che i russi sappiano che cosa accadrà, non deve andare al contrario, cioè aspettare gli attacchi nucleari russi” e poi reagire. La reazione a entrambe le dichiarazioni è stata: Biden e Zelensky ci stanno portando alla guerra nucleare. 

E’ invero per tanti molto facile, in questa guerra, ribaltare il rapporto causa-effetto, così come quello tra aggressore e aggredito: è Putin che ha detto “non sto bluffando” quando ha parlato dell’utilizzo di armi nucleari ed è sempre Putin che impone la necessità di un piano di difesa. Ma ora che c’è il pericolo del passaggio da una guerra convenzionale a una nucleare è tornato forte il ritornello della “provocazione” – in sostanza: se Putin si sente provocato reagisce male – con in più il carico non secondario della paura del fungo atomico: la strategia del “non sto bluffando” e quella della deterrenza si alimentano, mischiandosi anche alla crisi energetica e all’inverno del grande scontento in arrivo. I commentatori e gli analisti si interrogano su quel che può succedere, esattamente come accadeva prima dell’inizio della guerra convenzionale (che doveva essere un blitz tra l’altro), ma con un pericolo enormemente più grande.     

imothy Snyder è uno storico americano specializzato nella storia dell’Europa centrale, autore di saggi imprescindibili come “On Tyranny”, appena aggiornato con venti lezioni sull’Ucraina, che qualche giorno fa ha pubblicato sul suo account Substack un’analisi dal titolo: “Come finisce la guerra russo-ucraina?”, la domanda suprema, alla quale dà una risposta complessa e articolata  riassumibile in: non finisce con il fungo atomico. Snyder parte da alcuni assunti comunemente dati per veri e li ribalta: è il suo modo di interpretare la storia e il presente, come mostra nel suo ciclo di lezioni sulla “Nascita dell’Ucraina moderna” a Yale, disponibile su YouTube e patrimonio inestimabile di conoscenza.  Snyder dice che abbiamo una certa difficoltà a vedere come l’Ucraina possa vincere, pure se è chiara la sua avanzata, perché “il nostro immaginario è intrappolato in un’unica ed eppure improbabile variante di come finiscono le guerre: con una detonazione nucleare. Siamo immersi in questo scenario perché ci sembra che manchino altre varianti e perché questa ha proprio l’aria di una fine”. 

Secondo Snyder questa guerra probabilmente non finirà come temiamo per ragioni storiche e contingenti. La ragione storica: “Nazioni con armi nucleari si combattono tra loro e perdono dal 1945, senza usarle. Potenze nucleari hanno perso guerre umilianti in posti come il Vietnam e l’Afghanistan e non hanno usato armi nucleari”. E allora perché questa accelerazione? Putin sta perdendo la guerra convenzionale che ha iniziato, spera che l’evocazione atomica rallenti le forniture d’armi degli alleati dell’Ucraina dandogli il tempo di far arrivare le sue truppe sul campo e rallentare l’avanzata ucraina: “Forse sbaglia nel pensare che questa strategia funzioni, ma l’escalation retorica è una delle poche cose che gli sono rimaste”, scrive Snyder. Ma, ed è questo il punto centrale secondo lo storico, assecondare il ricatto nucleare non porrà fine alla guerra convenzionale “e renderà l’opzione nucleare più probabile”: non soltanto il ricattatore penserà di poter insistere, “perché funziona”, ma alimenterà anche le ambizioni nucleari di altri dittatori e lo standard diventerà il conflitto nucleare, o quantomeno la proliferazione di armi nucleari.

Ci sono poi le ragioni contingenti. Snyder ne elenca alcune: quando il leader ceceno Kadyrov dice che bisogna passare al nucleare  intende l’utilizzo in Ucraina, che è il posto in cui sta mandando persino i propri figli a combattere: “Perché possano venire contaminati dalle armi nucleari?”, chiede Snyder. Allo stesso modo, la mobilitazione di Putin non sta andando bene ma gli uomini russi arrivano e arriveranno: non hanno l’equipaggiamento per una guerra convenzionale, figurarsi se ce l’hanno per le radiazioni atomiche: “Putin prende il rischio politico di una mobilitazione su larga scala per inviare truppe in Ucraina e poi lancia armi nucleari lì vicino?”. E ancora: Mosca annette dei territori ucraini, dice che saranno russi per sempre, e poi manda armi nucleari lì vicino? “Non è impossibile”, scrive Snyder, “ma è molto improbabile”. Pure se accadesse, “la guerra non finirebbe, non con una vittoria russa almeno”. C’è poi da considerare il fatto che l’esercito ucraino ha mostrato una grande abilità nell’individuare e colpire le posizioni e gli armamenti russi: è molto rischioso muovere le armi nucleari vicino a un campo di battaglia che non si controlla del tutto.

Secondo lo storico americano, è necessario uscire dalla trappola di: “Putin è con le spalle al muro, cosa farà?”, per due ragioni: il presidente russo ha già subìto molte umiliazioni in questo conflitto, se la sua reazione all’umiliazione fosse l’arma atomica probabilmente l’avrebbe già usata. E le truppe russe non sono contro un muro, sono al sicuro se si ritirano, il muro ce l’hanno semmai davanti a loro.

Il problema di Putin è la credibilità e la sua forza dentro al Cremlino e alla Russia e ancora di più la possibilità di controllare gli uomini armati. “La guerra è una forma della politica e il regime russo è alterato dalla possibilità della sconfitta”, scrive Snyder e quando la resa dei conti ci sarà, non avrà molto senso avere tutti i soldati russi a disposizione in Ucraina e non vicino a dove  lo scontro avviene. Ancor meno ha senso averli contaminati dalle radiazioni.

“TEMPO DI FORTEZZA” – Puntata 29

Messaggio della Regina della Pace a Marija di Medjugorje – 25 marzo 2023

“Cari figli! Questo tempo sia per voi il tempo della preghiera.”


Cari amici,

I Messaggi del giorno dell’Annunciazione sono particolarmente significativi. Anche questo lo è per la sua brevità e la sua serietà.

Infatti, la Madonna, ha dato un messaggio di poche parole, per sottolineare l’importanza di quello che Le sta a cuore.

Già in un’altra occasione, nei primi anni, aveva dato un messaggio con il triplice “Pregate, Pregate, pregate”.

La brevità può anche significare che la Madre non è soddisfatta di come abbiamo fatto la Quaresima e desidera che in queste ultime due settimane che ci separano dalla Pasqua recuperiamo il tempo perduto.

In qualche occasione la Madonna ci ha ammonito dicendo che parliamo molto di preghiera, ma preghiamo poco.

Affrettiamoci ad accogliere il suo invito, facendo un programma quotidiano, in modo che la giornata sia animata dalla preghiera.

Come sappiamo, la Madonna mette al primo posto la S. Messa, poi il Rosario, la preghiera personale e le preghiere del buon cristiano.

In questo itinerario verso la verso la Pasqua dobbiamo mettere anche il Sacramento della Penitenza, in modo tale da risorgere con Cristo a vita nuova nel giorno di Pasqua.

“Nulla è più importante della preghiera” ha detto la Madonna. Con questo breve messaggio lo ha fatto comprendere.

Il fatto che non ci abbia rivolto il consueto “Grazie per avere accolto la mia chiamata” dà al messaggio un tono di severità maggiore, nel caso che non avessimo compreso ciò che dispiace al suo Cuore.

Vostro Padre Livio

COMMENTO DI P. LIVIO AL MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE – 25/03/2023

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Loading the player...

Pagina 2 di 18

Radio Maria ETS - Via Milano 12, 22036 Erba (Co) - CF 94023530150

Privacy policy