Pensiero Spirituale sulla sequela di Cristo
Cari amici,
nel messaggio del 25 febbraio 2023 la Madonna ci ha invitato a non farci sedurre da satana ma a guardare a Suo Figlio seguendolo verso il Calvario nella rinuncia e nel digiuno:
«In questo tempo di grazia Satana vuole sedurvi e voi, figlioli, guardate mio Figlio e seguitelo verso il Calvario, nella rinuncia e nel digiuno»
Questa espressione è tipica del tempo di Quaresima, così come quella del messaggio del 25 marzo, brevissimo ma denso di significato: «Questo tempo sia per voi il tempo della preghiera». Queste parole stanno a indicare l’atteggiamento del cristiano e della Chiesa tutta in questo tempo che è già in atto: i Segreti sono già presenti, dobbiamo allora già prepararci ed essere spiritualmente pronti.
Ogni cristiano, in questo tempo, deve guardare alla Passione del Signore.
La Passione del Signore e la Sua gloriosa Resurrezione sono il cuore del Cristianesimo. La Messa è la preghiera per eccellenza del cristiano perché nell’Ultima Cena, istituendo l’Eucarestia, Gesù ha pronunciato parole eterne perché il Suo Sacrificio fosse la preghiera della Chiesa. La Santa Messa, allora, è il cuore stesso del Cristianesimo perché il mondo è stato salvato attraverso la Sua Passione e la Sua gloriosa Resurrezione.
Con la Passione di Cristo il mondo è stato riconciliato con Dio. La salvezza cristiana viene dalla Croce, il sangue di Cristo ci lava dai nostri peccati, ci riconcilia con Dio, ci ottiene il Suo perdono, la vita eterna, il dono della divina figliolanza e dell’appartenenza alla Chiesa, che è il corpo mistico di Cristo.
La Passione e la gloriosa Resurrezione (che insieme sono l’opera della Redenzione) sono l’azione conclusiva della missione di Gesù sulla Terra. Cristo è morto per espiare i peccati di tutti gli uomini di tutti i tempi e lo ha fatto con amore, umiltà, pazienza, sacrificio.
Con la sua Resurrezione, Gesù ci ha dato la grazia di poter partecipare alla vita immortale dei Figli di Dio. Questo evento salvifico è al cuore della Chiesa la Chiesa stessa è chiamata a riviverlo nella Sua Storia.
Gesù ha voluto che la Sua Chiesa, nel corso della Storia e in particolare nei tempi della grande prova, rivivesse la Sua vita, soprattutto i tre anni di vita pubblica.
La Chiesa è chiamata a rivivere i tre giorni della Passione, Morte e Resurrezione di Gesù Cristo. La Madonna, infatti, ci ha detto che satana vuole sedurci, ma noi dobbiamo guardare a Gesù e seguirlo verso il Calvario nella rinuncia e nel digiuno,
Come membri della Chiesa, noi cristiani dobbiamo imitare il Maestro nella fatica dell’evangelizzazione, nella testimonianza della Verità, nella carità verso le anime e i corpi sofferenti. Nel tempo dell’Apocalisse la Chiesa è chiamata a rivivere la Passione di Cristo e quindi a salire sul Calvario:
Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti. La persecuzione che accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra svelerà il «mistero di iniquità» sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell’apostasia dalla verità. La massima impostura religiosa è quella dell’Anti-Cristo, cioè di uno pseudo-messianismo in cui l’uomo glorifica se stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne. (Catechismo della Chiesa Cattolica, 675)
La via che percorre la Chiesa non può essere differente dalla via che percorre Gesù, non c’è allora da meravigliarsi che la Madonna abbia detto che in questo tempo di grazia satana vuole sedurci. La seduzione che la Chiesa patisce è esattamente come quella che Cristo affrontò nel deserto: evitare la persecuzione per inchinarsi agli obbiettivi del mondo che sono quelli indicati dalle tentazioni (il pane, la gloria, il potere umano).
La Chiesa, allo stesso modo di Gesù nel deserto, deve dire di no al mondo, accettare la persecuzione, evitare tutte quelle comodità che il mondo può offrire. Satana ci uccide e ci distrugge con quello che ci offre. Dobbiamo impugnare le armi (la preghiera e il digiuno) e affrontare la battaglia spirituale testimoniando, vivendo e rafforzando la nostra fede. Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”