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Perché gli angeli ribelli non sono stati perdonati?

Caro padre Livio,
sono un ascoltatore fedele di Radio Maria e in questo periodo seguo con attenzione le catechesi legate al libro “L’invidia il morso del diavolo”.
Queste catechesi mi hanno però fatto sorgere un dubbio, che desidero esporre alla Sua attenzione.
Lei ha detto, giustamente, che il peccato di invidia è più antico dell’uomo, perché fu commesso da Lucifero e dagli angeli ribelli prima della creazione di Adamo e di Eva.
Ed anche che “Lucifero si era stancato” di essere inferiore a Dio, con quel che ne è seguito.
Il dubbio è questo: poiché anche Lucifero e i suoi angeli erano creature del Signore, quindi creature come siamo noi benché molto più perfette e nobili (all’inizio), io mi chiedo: perché a loro non è stata data alcuna possibilità di pentimento e quindi di redenzione ?
La legge dell’Amore e della misericordia non vale per tutto il creato e quindi, almeno in teoria, anche per gli angeli ribelli ?
Forse che Dio ha amato di meno gli angeli del Cielo dell’uomo, ultimo nato nell’universo ? A me questo non pare possibile.
Mi aiuti, padre Livio, a risolvere questo dubbio, e grazie di cuore !
Giorgio
Caro Giorgio.
La decisione per Dio o contro Dio che noi prendiamo nel tempo dell’intera vita fino all’ultimo istante, gli angeli, essendo puri spiriti, l’hanno presa in modo irrevocabile in un istante solo.
Irrevocabile significa che, se anche fosse stato dato il perdono, l’avrebbero rifiutato. Così avviene anche per le anime dannate.
Per questo dobbiamo ogni giorno fortificarci nel nostro amore per Dio
Ave Maria
Padre Livio
APOSTOLI DI MARIA

19. Sconfitto da Cristo satana vuole distruggere la Chiesa
Il tempo dei segreti è visto generalmente nella prospettiva di eventi catastrofici dovuti alla guerra o a eventi della natura, attraverso i quali l’impero del male tenta di distruggere le nostre vite e il pianeta sul quale viviamo.
In realtà l’attacco di satana mira in primo luogo alle anime da conquistare attraverso l’apostasia e la distruzione della Chiesa, in modo tale riprendere il dominio del mondo dopo la sconfitta della Croce.
Che l’obbiettivo di satana sia quella di distruggere l’opera di Dio è innanzi tutto una verità rivelata. Vediamo la velenosa serpe protesa nel suo intento fin dalle origini, quando riesce a sedurre la prima coppia umana e divenendo così il principe di questo mondo.
La profezia secondo al quale un altro più forte di lui l’avrebbe cacciato dalla casa abusivamente occupata, non l’ha certo lasciato tranquillo. Per questo ha cercato di consolidare la sua conquista, trascinando sempre più l’umanità verso gli abissi del peccato.
La storia dell’umanità, privata del paradiso terrestre, è descritta dalla Sacra Scrittura come un dilagare inarrestabile del male.
L’impero di menzogna e di morte del maligno non lasciava spazio a nessuna possibilità di liberazione da parte dell’uomo, se Dio non fosse intervenuto in un modo che è andata al di là di ogni possibile previsione.
La venuta di Gesù ha fatto tremare le porte dell’inferno, perché l’angelo ribelle si è trovato dinanzi a colui che è ben più di un uomo, com’ era invece il primo Adamo.
. Il piano dell’inferno di eliminare il Cristo e di cancellarne la memoria con l’ignominia della croce è stato il mezzo con il quale il Redentore ha salvato il mondo, purificandolo dal peccato col suo sangue.
L’umanità è stata perdonata, riabilitata nella sua dignità, elevata alla divina figliolanza, resa degna di partecipare alla vita eterna.
Tuttavia l’esercito del male non si arrende. Per una misteriosa permissione divina “il mistero di iniquità” ( Cfr 2 Ts 2,7) ha la possibilità di agire ancora fino alla fine del mondo, sia pure nell’abito stabilito dall’Onnipotente.
Nel disegno della divina Sapienza infatti l’umanità è chiamata a cooperare all’opera della redenzione e quelli che hanno riposto alla chiamata della fede, entrando a far parte della Chiesa, dovranno anch’essi patire ogni tipo di tentazione e di persecuzione da parte del maligno.
In questo modo hanno la grazia di partecipare alla sua battaglia contro l’impero delle tenebre e, uscendone vittoriosi, di essere circonfusi della sua gloria.
In particolare satana vuole a tutti i cosi prendersi la rivincita sul Cristo, cercando di distruggere la Chiesa, usando qualsiasi mezzo. Infatti, se il Figlio di Dio si è mostrato invincibile, la Chiesa, fatta da uomini, è infinitamente più vulnerabile.
L’astuta serpe sa come sedurre gli uomini, anche quelli che hanno avuto la grazia delle fede. Sa come ingannarli e attirarli dalla sua parte, come già fece con i progenitori.
Non è forse riuscito, nei giorni di tenebre della Passione, a scompaginare il collegio apostolico e indurre al rinnegamento il capo designato della Chiesa?
L’impero delle tenebre ha dinanzi a se tutto il tempo di grazia della redenzione per realizzare la sua rivincita e riprendersi il dominio sul mondo.
Non lo turba la promessa di Cristo secondo la quale le porte dell’inferno non prevarranno. Nel suo accecamento non si avvede che nella Chiesa vive Cristo e opera la sua onnipotenza.
Non si è ancora reso conto che alla Chiesa è stata data una Madre, la Vergine potente contro il male, che ha ricevuto il missione di proteggerla e di sventare gli attacchi sferrati per distruggerla.
La presenza di Maria nella storia bimillenaria della Chiesa si è andata sempre più estendendo, come la luce del sole che si affaccia timida l’orizzonte, per poi salire sempre più nella volta celeste, fino a colmarla del suo splendore.
Qualcuno si è stoltamente lamentato che negli ultimi secoli la devozione mariana si è troppo estesa, come se ciò fosse un pericolo per la Chiesa.
In realtà ciò corrisponde a un disegno divino che, al dilagare dell’impero del male, contrappone la presenza della Vergine Immacolata, sulla quale il maligno non può vantare nessuna forma di influsso, fin dal primo istante del suo concepimento.
Per riuscire nel suo intento di distruggere la Chiesa satana, con tutti i suoi seguaci, dovrebbero spegnere la fede in ogni cuore e avvolgere la terra nella tenebra assoluta.
La bestia accecata non si avvede che la Regina sta preparando le umili schiere dei suoi apostoli, che gli infliggeranno una disfatta che rimarrà memorabile negli annali dell’eternità
L’attacco del principe di questo mondo alla Chiesa è una costante della storia cristiana, ma negli ultimi secoli è cresciuto di intensità e ha ottenuto successi innegabili, spingendo le moltitudini dell’Occidente verso l’apostasia.
I mezzi del serpente antico sono sempre i medesimi, adattati alla novità delle circostanze. Il primo e più insidioso è l’inganno, col quale offusca gli occhi e indurisce il cuore.
La Gospa è instancabile nel mettere in guarda dalla tenebra di menzogna e di morte con cui satana ha avvolto il mondo. Gli accenti drammatici con cui La Regina della pace descrive l’apostasia dell’Occidente non lasciano spazio a facili ottimismi.
Lei vede la cecità degli uomini del nostro tempo che non sanno né chi sono, né da dove vengono né dove vanno. Erano figli della luce, ma poi sono divenuti i figli delle tenebre.
Sono persone che, nella maggior parte dei casi, hanno ricevuto il battesimo ed hanno imparato a conoscere Gesù Cristo, ma poi hanno chiuso il cuore fine a rifiutarlo.
La menzogna che acceca è lo strumento con cui il maligno conquista le anime e le trascina all’inferno senza che si avvedano della rovina eterna.
Laddove la seduzione non ottiene risultati, il diavolo scatena la persecuzione, facendo uso della prepotenza, dell’odio e dell’intolleranza degli uomini.
Nel tempo dei segreti il serpente antico metterà in campo tutte le armi che ha pazientemente accumulato nel corso dei secoli pe portare l’umanità alla perdizione.
Vostro Padre Livio
Pensiero Spirituale sul messaggio del 25 settembre

Cari amici,
l’inverno dell’ateismo sta passando. La vita materialistica e intramondana vissuta nel buio della caverna, senza apertura a Dio, sta mostrando i frutti nefasti di tristezza, angoscia e paura. Addirittura sta rivelando il mondo che scricchiola sotto il peso delle sue iniquità. Questa realtà è ben tangibile anche nella vita di tutti i giorni di coloro che non hanno la grazia di conoscere e amare Dio.
Questa crisi era stata preannunciata dalla Madonna quando ha detto che per il mondo senza Dio non c’è futuro.
La Regina della pace insiste sull’apertura dei cuori a Dio, ci ha chiesto di invocare lo Spirito Santo che è il Signore e dà la vita. In questo messaggio, inoltre, la Madonna ha fatto delle esortazioni bellissime che sono proposte di vita spirituale molto costruttive, vorrei soffermarmi su una in particolare.
Siate gioiosi in Dio. La parola “gioiosi” viene ripetuta due volte in questo messaggio. La Madonna dopo averci detto che ci vede persi, probabilmente ora vede che chi si è aperto a Dio è gioioso. La tristezza, il timore, la paura, l’angoscia e la disperazione sono state sostituite dalla gioia, in chi si è aperto a Dio. Maria ci vuole gioiosi.
È possibile essere gioiosi nel contesto del periodo storico che stiamo vivendo? È un dato di fatto che ci sono persone realmente gioiose, nonostante i tempi che stiamo vivendo. La Madonna ci ha esortato a testimoniare quello che Dio fa in noi e attraverso di noi. Uno dei miracoli che Dio fa in noi – con la nostra cooperazione, ovvero con l’apertura del cuore – è il passaggio dalla tristezza alla gioia. È questo miracolo della grazia l’esperienza che moltissimi fanno. Dire che si può essere gioiosi in Dio stabilmente è un’affermazione fin troppo ottimistica, difatti la Madonna declina il verbo con accezione esortativa: siate gioiosi in Dio. Questo significa che la gioia in Dio è una possibilità, è una vocazione, una chiamata, un dono e nel medesimo tempo è una conquista quotidiana che può sfuggire continuamente perché la vita è un viaggio in un mare non sempre calmo. La gioia in Dio è minacciata ma è una conquista possibile che certamente molti di noi hanno sperimentato. Chissà quanti potrebbero testimoniare di averla provata, penso a chi si è accostato al Sacramento della Confessione dopo tanti anni. Questo tipo di gioia talvolta sfocia anche in un pianto mai sperimentato. La gioia in Dio, in questo caso, è aver chiesto perdono dei peccati commessi e aver ricevuto il perdono misericordioso del Signore che ci abbraccia come figli e ci trasmette la sua gioia per essere tornati a Lui.
La gioia deve essere protetta vivendo fedeli a Dio e al suo amore, camminando sulla via dei Comandamenti, attingendo alla grazia dei Sacramenti. In questo modo la gioia in Dio diventa una fonte stabile di grazia.
Questa gioia è un anticipo di Paradiso sulla Terra.
Cerchiamo questa gioia, proteggiamola, custodiamola e testimoniamola agli altri, affinché più cuori possibili possano sperimentarla.
Rispondiamo sempre alla chiamata della Regina della pace accogliendo i suoi messaggi con umiltà di figli e con cuore aperto.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”
