"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2022 Pagina 51 di 179

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Il Papa: Putin fermi la guerra. Zelensky sia aperto a serie proposte di pace

Francesco preoccupato per la minaccia nucleare e l’escalation militare del conflitto in Ucraina dedica l’intero Angelus a un forte appello per chiedere il cessate il fuoco. Deplora le annessioni, raccomanda il rispetto dell’integrità territoriale di ogni Paese e dei diritti delle minoranze. Il dolore per le migliaia di vittime, “in particolare tra i bambini”

Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano

La guerra in Ucraina è diventata una minaccia per il mondo intero e Papa Francesco, preoccupato per l’aumentare delle vittime, per l’escalation e il rischio nucleare, dedica il tempo normalmente usato per commentare il Vangelo del giorno al tema del conflitto, come già fece per la drammatica situazione in Siria durante l’Angelus del 1° settembre 2013. Rivolgendo un appello diretto al presidente russo Vladimir Putin affinché fermi questa spirale di violenza e morte, e al presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, perché sia aperto a “serie proposte di pace”. Francesco ha anche deplorato gli ultimi sviluppi, vale a dire l’annessione delle quattro regioni ucraine – Donetsk, Luhansk, Zaporizhzhia e Kherson – parzialmente occupate dopo l’invasione del 24 febbraio. Il Papa ha anche chiesto il rispetto della sovranità e integrità territoriale di ogni Paese, come pure dei diritti delle minoranze.

L’andamento della guerra in Ucraina è diventato talmente grave, devastante e minaccioso, da suscitare grande preoccupazione. Per questo oggi vorrei dedicarvi l’intera riflessione prima dell’Angelus. Infatti, questa terribile e inconcepibile ferita dell’umanità, anziché rimarginarsi, continua a sanguinare sempre di più, rischiando di allargarsi

“Mi affliggono – ha aggiunto il Pontefice – i fiumi di sangue e di lacrime versati in questi mesi. Mi addolorano le migliaia di vittime, in particolare tra i bambini, e le tante distruzioni, che hanno lasciato senza casa molte persone e famiglie e minacciano con il freddo e la fame vasti territori. Certe azioni non possono mai essere giustificate, mai!”

È angosciante che il mondo stia imparando la geografia dell’Ucraina attraverso nomi come Bucha, Irpin, Mariupol, Izium, Zaporizhzhia e altre località, che sono diventate luoghi di sofferenze e paure indescrivibili. E che dire del fatto che l’umanità si trova nuovamente davanti alla minaccia atomica? È assurdo…

Tacciano le armi 

“Che cosa deve ancora succedere? – si è chiesto Francesco – Quanto sangue deve ancora scorrere perché capiamo che la guerra non è mai una soluzione, ma solo una distruzione?”

In nome di Dio e in nome del senso di umanità che alberga in ogni cuore, rinnovo il mio appello affinché si giunga subito al cessate-il-fuoco. Tacciano le armi e si cerchino le condizioni per avviare negoziati capaci di condurre a soluzioni non imposte con la forza, ma concordate, giuste, stabili. E tali saranno se fondate sul rispetto del sacrosanto valore della vita umana, nonché della sovranità e dell’integrità territoriale di ogni Paese, come pure dei diritti delle minoranze e delle legittime preoccupazioni

Il rischio di un’escalation nucleare 

“Deploro vivamente – ha aggiunto il Papa – la grave situazione creatasi negli ultimi giorni, con ulteriori azioni contrarie ai principi del diritto internazionale. Essa, infatti, aumenta il rischio di un’escalation nucleare, fino a far temere conseguenze incontrollabili e catastrofiche a livello mondiale”.

Gli appelli a Putin e Zelensky

Poi Francesco ha rivolto appelli diretti: innanzitutto a Putin, ma anche a Zelensky e ai responsabili delle nazioni. “Il mio appello si rivolge innanzitutto al Presidente della Federazione Russa, supplicandolo di fermare, anche per amore del suo popolo, questa spirale di violenza e di morte. D’altra parte, addolorato per l’immane sofferenza della popolazione ucraina a seguito dell’aggressione subita, dirigo un altrettanto fiducioso appello al Presidente dell’Ucraina ad essere aperto a serie proposte di pace. A tutti i protagonisti della vita internazionale e ai responsabili politici delle nazioni chiedo con insistenza di fare tutto quello che è nelle loro possibilità per porre fine alla guerra in corso, senza lasciarsi coinvolgere in pericolose escalation, e per promuovere e sostenere iniziative di dialogo.

Per favore, facciamo respirare alle giovani generazioni l’aria sana della pace, non quella inquinata della guerra, che è una pazzia!

Fare ricorso agli strumenti diplomatici 

“Dopo sette mesi di ostilità – ha concluso il Papa –  si faccia ricorso a tutti gli strumenti diplomatici, anche quelli finora eventualmente non utilizzati, per far finire questa immane tragedia. La guerra in sé stessa è un errore e un orrore! Confidiamo nella misericordia di Dio, che può cambiare i cuori, e nell’intercessione materna della Regina della Pace, nel momento in cui si eleva la Supplica alla Madonna del Rosario di Pompei, spiritualmente uniti ai fedeli radunati presso il suo Santuario e in tante parti del mondo”.

BUONA DOMENICA

DOMENICA 27.MA DEL TEMPO ORDINARIO

Cari amici, Buona Domenica!

Oggi  è  ‘ultimo giorno della settimana e sta  a  significare che,  dopo  il cammino nei sei giorni nel tempo che  passa,   il cammino umano, nella disposizione di Dio, è una entrata nell’eternità. 

Per  questo motivo dobbiamo mettere Dio al  primo posto, alzare  gli occhi al Cielo, che è la  meta della  nostra vita, aprire  il Cuore, ascoltare  la sua  Parola e nutrirci dell’Eucaristia.

Gesù nel Vangelo  ci esorta ad  avere  fede,  grazie  alla quale  possiamo compiere i più  grandi miracoli. Si  tratta della fede  in Lui, che   è  il  Signore e il Salvatore  del  mondo.

Nel  medesimo tempo ci richiama all’umiltà  nel servizio del suo Regno, perché senza Di Lui non possiamo fare nulla.

In questo mese di Ottobre  prendiamo in mano il  Rosario e preghiamo con fervore per  la pace.  Questa guerra potrebbe  finire se pregassimo  di più. 

Vostro Padre  Livio

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PAPA  FRANCESCO  – Angelus 6 Ottobre 2019

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

L’odierna pagina evangelica (cfr Lc 17,5-10) presenta il tema della fede, introdotto dalla domanda dei discepoli: «Accresci in noi la fede!» (v. 5). Una bella preghiera, che noi dovremmo pregare tanto durante la giornata: “Signore, accresci in me la fede!”. Gesù risponde con due immagini: il granellino di senape e il servo disponibile. «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sradicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe» (v. 6). Il gelso è un albero robusto, ben radicato nella terra e resistente ai venti. Gesù, dunque, vuole far capire che la fede, anche se piccola, può avere la forza di sradicare persino un gelso. E poi di trapiantarlo nel mare, che è una cosa ancora più improbabile: ma nulla è impossibile a chi ha fede, perché non si affida alle proprie forze, ma a Dio, che può tutto.

La fede paragonabile al granello di senape è una fede che non è superba e sicura di sé; non fa finta di essere quella di un grande credente facendo a volte delle figuracce! È una fede che nella sua umiltà sente un grande bisogno di Dio e nella piccolezza si abbandona con piena fiducia a Lui. È la fede che ci dà la capacità di guardare con speranza le vicende alterne della vita, che ci aiuta ad accettare anche le sconfitte, le sofferenze, nella consapevolezza che il male non ha mai, non avrà mai, l’ultima parola.

Come possiamo capire se abbiamo veramente fede, cioè se la nostra fede, pur minuscola, è genuina, pura, schietta? Ce lo spiega Gesù indicando qual è la misura della fede: il servizio. E lo fa con una parabola che al primo impatto risulta un po’ sconcertante, perché presenta la figura di un padrone prepotente e indifferente. Ma proprio questo modo di fare del padrone fa risaltare quello che è il vero centro della parabola, cioè l’atteggiamento di disponibilità del servo. Gesù vuole dire che così è l’uomo di fede nei confronti di Dio: si rimette completamente alla sua volontà, senza calcoli o pretese.

Questo atteggiamento verso Dio si riflette anche nel modo di comportarsi in comunità: si riflette nella gioia di essere al servizio gli uni degli altri, trovando già in questo la propria ricompensa e non nei riconoscimenti e nei guadagni che ne possono derivare. È ciò che insegna Gesù alla fine di questo racconto: «Quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”» (v. 10).

Servi inutili, cioè senza pretese di essere ringraziati, senza rivendicazioni. “Siamo servi inutili” è un’espressione di umiltà, disponibilità che tanto fa bene alla Chiesa e richiama l’atteggiamento giusto per operare in essa: il servizio umile, di cui ci ha dato l’esempio Gesù, lavando i piedi ai discepoli (cfr Gv 13,3-17).

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

JAKOV  DI  MEDJUGORJE RACCONTA  LA  SUA ESPERIENZA  CON LA MADONNA (3)

“La  Madonna mentre  rivelava  il 10 segreto era  triste….ma io dei segreti non ho mai avuto paura”

Padre Livio: Fermiamoci un momento a quel messaggio che hai ricevuto il dodici settembre del  1998. Tu hai riferito che la Madonna, mentre ti affidava il decimo segreto, era triste. Per quale motivo?

Jakov: Io adesso del segreto non posso parlare…

Padre Livio: No, no, senz’altro. I chiedevo solo una conferma della sua tristezza.

Jakov: Del segreto non posso dire niente. Ho detto che la Madonna era triste. Lasciamo la cosa così come sta.

Padre Livio: D’accordo. Ma era davvero triste?

Jakov: Sì, in quel momento.

Padre Livio: In quel momento lei era triste e tu eri preoccupato.

Jakov: Io ero preoccupato, perché pensavo a che cosa sarebbe successo dopo.

Padre Livio. Ho capito, tu più che per il segreto che ti aveva rivelato, eri preoccupato….

Jakov: ero preoccupato di che cosa mi avrebbe detto dopo.

Padre Livio: Temevi che non ti apparisse più?

Jakov: Sì, perché dei segreti io non ho mai avuto paura, perché io penso che ciascuno di noi che veramente ha accettato Dio, che ha accolto i messaggi della Madonna, non dovrebbe aver paura di niente, neppure dei segreti.

Padre Livio: Sono d’accordo. D’altra parte che tu non abbia paura del futuro lo dimostra il fatto che, a soli 28 anni, hai una bella famiglia con tre bambini.

Jakov: Io penso che se portiamo la nostra famiglia a una santità come la chiede la Madonna, se

Padre Livio: Bene, dei segreti potremo parlare dopo. Vorrei fermarmi un momento sul messaggio che la Madonna ti ha dato il 12 dicembre, che è di una bellezza straordinaria.

( Nota : Ecco il resoconto ufficiale dell’ultima apparizione quotidiana avuta da Jakov: “Venerdì. 11 Settembre, durante l’apparizione, la Madonna mi ha detto di prepararmi in preghiera in modo particolare per l’apparizione del giorno successivo, perché mi avrebbe affidato il 10 segreto. Sabato 12 Settembre la Madonna è venuta alle 11.15 ( ora locale). Quando è venuta mi ha salutato come sempre col saluto: “Sia lodato Gesù Cristo”. Mentre mi affidava il 10 segreto era triste.

“ Dopo, con un dolce sorriso mi ha detto: “ Cari figlio! Io sono tua Madre e ti amo incondizionatamente. Da oggi non ti apparirò più ogni giorno, ma soltanto il giorno di Natale, il giorno della nascita di mio Figlio. Non essere triste, perché io sarò sempre con te come madre e, come ogni vera madre, non ti abbandonerò mai. Tu continua a seguire la via di mio Figlio, via di pace e di amore, e cerca di perseverare nella missione che ti ho affidato. Sii esempio di un uomo che ha conosciuto Dio e l’amore di Dio. Gli uomini vedano sempre in te un esempio di come Dio opera negli uomini e di come opera attraverso di loro. Io ti benedico con la mia benedizione materna e ti ringrazio di aver risposto alla mia chiamata”       L’apparizione è terminata alle h.11.45).

Padre  Livio:  In questo messaggio di commiato, la Madonna ti dice: “Io sono tua madre e ti amo incondizionatamente”. Ecco, Jakov, mi ha molto colpito questa parola” incondizionatamente”. Che cosa significa per te?

Jakov: Io penso che in quel momento la Madonna voleva darmi un po’ di forza…

Padre Livio: Ti rassicurava del suo amore.

Jakov: Sicuramente. Però Lei ci aveva già dimostrato a Medjugorje che il suo amore è immenso, apparendo per diciotto anni. Per chi? Ma per tutti noi. Lei ci dimostra il suo amore con le sue apparizioni.

Padre Livio: Non c’è dubbio!!

Jakov: Penso che qualsiasi madre che ripete dopo diciotto anni a suo figlio: “fai questa cosa”, ma lui però non la fa, alla fine ci rimarrebbe male. La Madonna però è ancora con noi e continua a invitarci col suo amore ad accettare i messaggi che è venuta a portare.

Padre Livio: Questa parola “incondizionatamente” vuol forse dire che, anche se noi non siamo sempre dei buoni figli, lei continua lo stesso ad amarci come una madre?

Jakov: Certo. La Madonna ci ama sempre. Lei è venuta proprio per portarci a Gesù e non vuole perderci. Anche se noi siamo lontani, Lei ci vuole recuperare.

Padre Livio: Poi nel messaggio la Madonna ti esorta a non essere triste, perché come una vera madre non ti avrebbe mai abbandonato.

Jakov: E’ proprio quello che ho detto prima. La Madonna è dentro il mio cuore e lei sempre rimarrà nel mio cuore e sarà sempre la mia madre.

(Continua)

Intervista a Jakov di Medjugorje  condotta da Padre Livio dai microfoni di Radio Maria (29 -09-1999)

📖TESTI E DOCUMENTI 📑  

Cari amici,

questi articoli sono  a titolo informativo per  rendersi conto di  come  purtroppo le minacce  dell’uso di ordini nucleari siano  sempre  più all’ordine del  giorno.

Tuttavia è   ragionevole pensare   che una  catastrofe   di  questo  genere potrebbe  concretizzarsi solo dopo il  terzo segreto, il  segno  divino sulla  collina delle apparizioni.

In questo  mese  di Ottobre  riprendiamo con fervore  la preghiera   del  S. Rosario, con  il quale si compiono miracoli nei cuori e nel  mondo.

Vostro Padre Livio

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Henry Kissinger: «La Russia ha perso, ma ora si deve evitare l’escalation nucleare»

diFederico Rampini.  1 Ottobre 2022

Il 99enne ex segretario di Stato parla al Council on Foreign Relations: «La diplomazia torni in azione. Potremmo battere Mosca anche in una guerra nucleare, ma la natura delle relazioni internazionali e l’intero sistema mondiale sarebbero sconvolti»

Kissinger è stato segretario di Stato degli Usa dal 1969 al 1977

«La Russia ha perso la guerra, ora dobbiamo impedire la sua escalation nucleare. Potremmo batterla anche in quello scenario ma la natura delle relazioni internazionali e l’intero sistema mondiale verrebbero sconvolti. La diplomazia deve tornare in azione».

Henry Kissinger parla al Council on Foreign Relations di New York, un luogo per lui denso di ricordi. In questo think tank di geopolitica nel 1957 lui pubblicò il saggio che divenne una pietra miliare del pensiero strategico americano: «Nuclear Weapons and Foreign Policy».

Teorizzava la nascita di armamenti nucleari tattici — destinati a essere usati solo sul campo di battaglia e contro un’aggressione di truppe nemiche — e ne soppesava tutte le conseguenze.

Quello studio fu premonitore di una nuova carriera, da professore universitario a capo della diplomazia americana sotto i presidenti Richard Nixon e Gerald Ford. A 99 anni, la sua saggezza e il suo acume sono interpellati per cercare una risposta alle minacce di Vladimir Putin, proprio sull’uso di armi nucleari tattiche in Ucraina.

Nuovo libro

Kissinger ha pubblicato un nuovo libro, «Leadership», galleria di ritratti di sei grandi statisti del Novecento. Non si tira indietro sull’escalation nucleare.

«Fin dall’inizio dell’aggressione all’Ucraina — dice — bisognava evitare una vittoria della Russia. A maggior ragione bisogna evitare che cerchi una rivincita nucleare
. Non possiamo permettere che l’uso di armi nucleari diventi convenzionale, si normalizzi. Non solo per quello che sarebbe il tremendo risultato immediato, ma per le conseguenze sull’interpretazione e la legittimazione del potere da parte di chi le usa. Non è ammissibile che la Russia raggiunga con le armi nucleari il risultato che non è stata capace di ottenere senza».

L’ex segretario di Stato spiega quale tipo di risposta dovrebbe dare la Nato, se Putin usasse davvero l’atomica in Ucraina. È un tema sul quale ci sono state di recente comunicazioni tra i vertici militari Usa e quelli di Mosca.

«La Nato — osserva — dovrebbe reagire il più a lungo possibile con armi convenzionali. Ma i dirigenti russi devono sapere che nel caso usino armi nucleari i termini per un accordo di pace diventeranno peggiori per loro
, la Russia ne uscirà come una nazione più debole di prima»

Il cinismo

Accusato talvolta di cinismo nella sua Realpolitik, Kissinger precisa che una via d’uscita non può passare sopra la testa del popolo ucraino. «L’Ucraina non va demoralizzata. Deve avere un ruolo primario nel processo di pace».

Redige un suo elenco di tutto ciò che Kiev ha già ottenuto nei fatti da quando ha saputo resistere contro l’invasore, e che dovrebbe essere sancito in qualsiasi accordo di pace.

«Le tutele della libertà ucraina includono la sua appartenenza all’Unione europea. In quanto al suo rapporto con la Nato, è già stato risolto dagli eventi. Per questo la Russia ha perso
. Nella Prima e nella Seconda guerra mondiale la Russia aveva dimostrato la sua capacità di minacciare l’Europa sul terreno degli armamenti convenzionali, ora questa sua forza è stata sovrastata».

La diplomazia

Tuttavia il più grande teorico vivente della diplomazia vuol tornare proprio a quello: la diplomazia.

«Un dialogo, anche solo esplorativo, è essenziale in quest’atmosfera nucleare. Non è rilevante se Putin ci piaccia o no. Una volta che l’arma nucleare dovesse entrare in azione, il sistema mondiale subirebbe uno stravolgimento di portata storica. Non dobbiamo legare l’azione diplomatica alla personalità di chi ci sta di fronte. Sta a noi concepire un dialogo che preservi la nostra sicurezza ma ci riporti allo spirito della coesistenza. Il rovesciamento del leader avversario non deve apparire come una pre-condizione».

Non è tenero con i suoi, non fa sconti sugli errori commessi in passato
. «Quando cadde il Muro di Berlino e cominciò la grande ristrutturazione dell’Est europeo, gli Stati Uniti cercarono di integrare tutta l’area in un ordine sotto la loro guida. Non fu saggio cercare di includere l’Ucraina nella Nato. Questa non è una scusa per l’aggressione di Putin. Ma il problema ora è se sia possibile una pace con lui. E questa va affrontata in un quadro più ampio: il futuro di lungo termine nelle relazioni fra la Russia e l’Europa, fra la Russia e l’Occidente. Una Russia che sia più consapevole dei propri limiti, vorrà essere parte dell’Europa oppure sceglierà l’Asia? Su questo dovremmo impostare il dialogo».

Il disgelo sulla Cina

Il suo posto negli annali del Novecento, lui se lo è conquistato come regista del disgelo Usa-Cina nel 1971-72. Quella relazione è rimasta al centro della sua attenzione. Rispetto al celebre summit Nixon-Mao, oggi i rapporti fra Washington e Pechino sono ai minimi storici . «La Cina — riflette Kissinger — è sempre stata una sfida speciale per l’America, a causa delle sue dimensioni, oggi più formidabili che mai sul piano economico tecnologico e militare. Non abbiamo mai avuto a che fare con un Paese così imponente e la cui filosofia è praticamente opposta alla nostra. I cinesi considerano la storia come un processo continuo che si dipana su migliaia di anni. I singoli problemi — che noi affrontiamo uno per uno — li vedono come espressioni di quel processo».

Oggi che i rapporti di forze sono quasi paritetici, la ricerca di un modus vivendi sembra difficile. Eppure è essenziale, ne va del futuro dell’umanità
.

«Durante le ultime due amministrazioni americane — osserva Kissinger che ha continuato ad essere consultato dai presidenti sia a Washington che a Pechino — è prevalso lo scontro. Occorre ristabilire un dialogo sul tema soverchiante: una guerra tra le superpotenze avrebbe conseguenze peggiori della Prima e Seconda guerra mondiale. Come minimo i dirigenti americani e cinesi riconoscano che questo pericolo esiste, che loro sono gli unici ad avere la possibilità di superarlo. Di conseguenza mettano a punto dei meccanismi preliminari per parlarsi nei primi stadi di una crisi. E poi ci sono i grandi temi su cui la cooperazione bilaterale è indispensabile: dal cambiamento climatico al futuro delle tecnologie».

Conclude con un richiamo a Winston Churchill, su quali fossero i tre requisiti fondamentali per fare politica estera: «Studiare la storia. Studiare la storia. Studiare la storia». E con una riflessione sul ruolo dell’America: «Le condizioni per una nostra leadership mondiale si sono deteriorate, in particolare per la diffusione delle armi nucleari. Più che mai, oggi occorre essere creativi».

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Il monito di Henry Kissinger: “Se Putin usa l’atomica la Russia verrà distrutta”

Il monito di Henry Kissinger: “Se Putin usa l’atomica la Russia verrà distrutta”
(afp)

dal nostro corrispondente Paolo Mastrolilli. La Repubblica 1 Ottobre 2022

È la questione su cui stanno ragionando in queste ore l’intera amministrazione americana, e il Pentagono: come reagire, se il presidente russo usasse le atomiche tattiche, per difendere quello che ormai considera territorio russo

NEW YORK – “Non possiamo permettere che la Russia raggiunga i suoi obiettivi, dopo l’uso delle bombe nucleari“. Sarebbe preferibile ottenere questo risultato “attraverso le armi convenzionali e il dialogo”, per consentire all’altra parte di sapere con chiarezza a cosa va incontro, e quindi tenerlo presente nelle proprie valutazioni strategiche. Però non è possibile escludere “altri mezzi”, perché “non possiamo consentire che le armi atomiche diventino come quelle convenzionali”. Ciò altererebbe in maniera inaccettabile “la natura stessa delle relazioni internazionali, perché aprirebbe la porta all’uso indiscriminato di tecnologie senza limiti, che chiunque potrebbe cercare di impiegare. E questo è troppo pericoloso”.

È raggelante la riflessione che Henry Kissinger ha fatto ieri, partecipando ad un seminario del Council on Foreign Relations, ma è la questione di fondo su cui stanno ragionando in queste ore l’intera amministrazione americana, e il Pentagono in particolare: come reagire, se Putin usasse le atomiche tattiche, per difendere quello che ormai considera territorio russo. Perché questo è l’elemento fondamentale dell’equazione che è cambiato ieri. Finora il Cremlino aveva invaso l’Ucraina usando armi convenzionali, e con lo stesso tipo di armi Kiev l’ha respinta, aiutata dalle forniture occidentali. Ora, anche se nessuno riconosce le annessioni formalizzate da Putin, la dottrina strategica russa gli consentirebbe di impiegare le atomiche per difendere quello che lui rivendica come territorio nazionale. È una posizione palesemente illegale, ma Washington non può ignorarne le potenziali conseguenze. Perciò, oltre ad annunciare nuove sanzioni economiche contro Mosca e altre forniture militari a Kiev, dietro le quinte deve preparare anche i piani per rispondere all’eventuale folle uso delle armi nucleari.

Secondo Kissinger, una volta varcata questa soglia non è più possibile tornare indietro: bisogna sconfiggere a tutti i costi la Russia, non solo nel teatro ucraino, perché altrimenti si aprirebbe il vaso di Pandora globale dello sdoganamento delle atomiche, compromettendo l’intero ordine mondiale. Lui spera che sia possibile raggiungere questo obiettivo aprendo un canale di comunicazione con il Cremlino, per spiegare chiaramente le conseguenze a cui andrebbe incontro. Pensa che l’eventuale risposta militare dovrebbe essere convenzionale, anche perché gli Usa sono superiori su questo terreno, ma non può escludere “altri mezzi”, perché a quel punto la partita diventerebbe troppo importante per accettare l’ipotesi di perderla

Il presidente del Council, Richard Haass, ha chiesto se “è ancora possibile trovare un modus vivendi con Putin, considerando che il suo sembra ormai un potere rivoluzionario che non vuole un ordine mondiale accettabile, ma punta solo a rovesciarlo”. Anche qui la risposta di Kissinger è poco incoraggiante: “Non lo so. Il vantaggio strategico storico della Russia è sempre stata la sua dimensione, che le ha consentito di sconfiggere gli invasori perché arrivavano stremati a Mosca. Tutto questo ora non esiste più. Di sicuro bisogna andare oltre le personalità, e dialogare con la Russia, perché qui è in discussione il suo ruolo come paese. Ossia se in futuro sarà la parte più orientale dell’Occidente, oppure l’avamposto dell’Oriente in Europa”. Essenziale sarebbe il contributo della Cina, che volendosi presentare come un membro responsabile della comunità internazionale, dovrebbe usare il suo peso per evitare l’escalation e preservare l’ordine.

Il problema è che lo spazio per il dialogo sembra inesistente. Quella che ora propone Putin è la capitolazione dell’Ucraina, non la trattativa diplomatica. Anche il segretario di Stato vaticano Parolin ha cercato di aprire uno spiraglio, incontrando il ministro degli Esteri russo Lavrov a margine dell’Assemblea generale dell’Onu, ma ha trovato davanti un muro. Nessuna proposta è stata presa in considerazione, pur venendo da un attore come la Santa Sede che più di altri sarebbe in grado di mediare, lasciando l’impressione che al momento solo la guerra sia nella mente di Mosca. Se così fosse però, e il capo del Cremlino decidesse di usare anche le armi nucleari per vincerla, Washington secondo Kissinger dovrebbe essere pronta a tutto per sconfiggerlo.

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟 

Nella  foto:  Maria

Buona sera Caro Padre Livio ,

Parto dicendoti che , io non sono una persona che viene impressionata da possibili segni e immagini.(sono sempre abbastanza razionale e mi piace analizzare e capire a fondo determinati fatti).

L’immagine che Lei ha portato alla nostra attenzione (foto con Lei , Vicka) , la conoscevo già da un po’  , anche se era da diverso tempo che non la vedevo.

Oltre alle analisi che son state fatte sulla foto (e per cui anche coloro che credono sia un foto montaggio non possono obbiettare), la cosa che di istinto mi viene da dire è : E’ LA MADONNA!

Quando la guardo , mi viene in mente quello che i veggenti ci hanno sempre raccontato :la Madonna è una giovane donna , quasi una ragazzina.

Ha un volto bellissimo ,dolce ,pieno di amore ma anche serio.(come citavi).

Questo mi colpisce molto perché , è lo stesso sentimento che provo nel cuore quando guardo questa immagine.

Quando la guardo , tutte le volte che la osservo da vicino (e magari in alcuni momenti per diversi minuti) , è come se la Madonna mi guardasse , guardasse proprio me.

Traspare da quegli occhi un’intensità che mi cattura.

Lo stesso , ho provato guardando l’immagine della Sindone!

Io penso che queste manifestazione , o questi segni che Dio ha permesso e permette che rimangano visibili ai nostri occhi , sono come un ponte che L’Altissimo ogni tanto ci concede di vedere e in minima parte di attraversare.

E’ come se (come in questa foto ) la Madonna ci dicesse : “Andrea , Padre Livio ecc ecc .., guarda che io ci sono! sono VIVA! e sono con voi! non dimenticarlo! non dimenticarti di ME!

Un grande abbraccio

Andrea

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Guardando l’immagine sembra più viva di Vicka

Caro padre Livio, dopo tanto tempo ho rivisto questa foto, le confesso che mi ha fatto lo stesso effetto d quando l’ho vista la prima volta tanti anni fa.

Non so spiegarlo ma sembra il volto di una persona cara, che senti dentro di amare fin da subito.

Ho sentito il cuore quasi brillare d’amore per questa immagine. 

Come le ho già detto, non so darmi spiegazione, ma a distanza di anni ricordo di sentire la stessa emozione.

Ciò che è strano, è che guardando l’immagine sembra più viva di Vicka, di una naturalezza sorprendente.

Grazie per averci donato questo regalo. 

Un saluto ed abbraccio 

Siano lodati Gesù e Maria

Stefano 

INTERVISTA STORICA A PADRE LIVIO

Questa intervista di Rai 2 del 1994 presenta una tappa fondamentale di Radio Maria nel suo straordinario sviluppo, quando la sede era al pianterreno di un condominio in via Turati 7 a Erba e la Cappella in uno scantinato.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sullo Spirito Santo 

Cari amici,

nel messaggio del 25 settembre la Regina della pace ci invita a pregare affinché lo Spirito Santo ci illumini.
È un’esortazione che la Madonna ha fatto altre volte, specialmente in occasioni particolari come la Pentecoste.

Il fatto che quest’espressione sia proprio all’inizio del messaggio in questo periodo dell’anno inizialmente mi ha un po’ stupito. Mi sarei aspettato invece un’esortazione a prendere in mano il Rosario, visto che siamo prossimi al mese di ottobre.

Pensandoci però, ho capito che è ovviamente molto pertinente l’esortazione della Madonna a pregare lo Spirito Santo che ci illumini. La Regina della pace ha una visione molto più ampia della realtà rispetto alla nostra, che è sempre ristretta e terrena. Siamo infatti all’inizio del nuovo anno pastorale, settembre è un mese di inizio per quanto riguarda le attività della Chiesa, ma anche per la vita sociale. È quindi molto importante questa esortazione della Regina della pace a pregare lo Spirito Santo che ci illumini sulle scelte da fare, ma soprattutto sulla direzione da prendere.

Perché invocare lo Spirito Santo? Innanzitutto, perché siamo entrati in una fase della Storia dove sono necessarie la luce e la grazia dello Spirito Santo. Questo è certamente un tempo di prove, di testimonianze e di martirio per la fede; è anche un tempo di grandi trasformazioni nell’ottica di Dio che ci prepareranno a entrare nel mondo nuovo della pace. Questa è la prospettiva per la quale dobbiamo invocare lo Spirito Santo.

Dobbiamo accogliere questa esortazione della Madonna perché sappiamo che nei suoi messaggi ci sono sempre gli indicatori per percorrere la strada giusta.

In generale, questo messaggio contiene altre diverse esortazioni, ma la prima è proprio questa: «Pregate perché lo Spirito Santo vi illumini».

Lo Spirito Santo venga su di noi attraverso Maria, com’è avvenuto nel Cenacolo a Pentecoste. Pensiamo alle bellissime iconografie realizzate dai pittori, in cui lo Spirito Santo discende sugli Apostoli alla presenza di Maria. Anche i testi mistici che descrivono la Pentecoste menzionano sempre la Madonna al centro della Pentecoste. Un racconto molto suggestivo e dettagliato della Pentecoste ci viene offerto dalle visioni di Maria Valtorta che descrive nei particolari come la Madonna sia al centro della tavola e come le fiamme dello Spirito Santo si soffermino dapprima su di Lei per poi scindersi sugli Apostoli.

“(…) Ci sono soltanto la presenza e le voci dei Dodici e di Maria Ss., raccolti nella sala della Cena. Sembra più ampia la stanza, perché le suppellettili, messe diversamente, lasciano libero tutto il centro della stanza e anche due delle pareti. Contro la terza è spinto il tavolone usato per la Cena, e fra esso e il muro, e anche ai due dei lati più stretti del tavolo, sono messi i sedili-lettucci usati nella Cena e lo sgabello usato da Gesù per la lavanda dei piedi. Però non sono, questi lettucci, messi verticalmente alla tavola, come per la Cena, ma parallelamente, di modo che gli apostoli possono stare seduti senza occuparli tutti, pur lasciando un sedile, l’unico messo verticale rispetto alla tavola, tutto per la Vergine benedetta, che è al centro della tavola, al posto che nella Cena occupava Gesù.

(…) E poi ecco la Luce, il Fuoco, lo Spirito Santo, entrare, con un ultimo fragore melodico, in forma di globo lucentissimo, ardentissimo, nella stanza chiusa. Senza che porta o finestra sia mossa, e rimanere librato per un attimo sul capo di Maria, a un tre palmi dalla sua testa, che ora è scoperta, perché Maria, vedendo il Fuoco Paraclito, ha alzato le braccia come per invocarlo e gettato indietro il capo con un grido di gioia, con un sorriso d’amore senza confini. E dopo quell’attimo in cui tutto il Fuoco dello Spirito Santo, tutto l’Amore è raccolto sulla sua Sposa, il Globo Ss. si scinde in tredici fiamme canore e lucentissime, di una luce che nessun paragone terreno può descrivere, e scende a baciare la fronte di ogni apostolo. (Da L’Evangelo come mi è stato rivelato, volume Dieci, 27 aprile 1947)

Chiediamo a Maria, Sposa dello Spirito Santo per opera del quale ha concepito il Verbo, di distribuire su di noi le grazie che Esso opera.

Facciamo nostre queste parole di esortazione che la Madonna ci ha rivolto nell’ultimo messaggio. ​
Inseriamole come una vera e propria invocazione per tutto il mese di ottobre.

Vieni Spirito Santo,
Vieni per Maria

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟 

La bellezza della foto del quadro

Carissimo Padre Livio,

 sono un giovane militare dell’esercito di 36 anni, sono sposato ho una figlia di 4 anni e un’altra piccola creatura in arrivo fra qualche mese. Sono stato anche due volte in Afghanistan dove ho ancora vivo i volti dei piccoli bambini che non avevano niente e noi davamo quelle piccole cose da mangiare che possedevamo in dotazione… 

L’ ascolto già da molti anni, sono stato anche a Medjugorje tre volte e mi piacerebbe ritornare per ritrovare quella pace del cuore che si percepisce molto …ho anche visto l’attività del diavolo che turbava l ‘ambiente e purtroppo anche me..

La lotta giornaliera è molto forte, anche al lavoro,  nella vita di tutti i giorni ma sono certo che con Maria siamo al sicuro da ogni avversità, ho visto che lo scudo della preghiera fa miracoli,  toglie vizi e comportamenti devianti insieme a sacramenti dell’eucarestia e riconciliazione…la strada mi risulta sempre tortuosa ma sono contento che con Maria e il Signore un giorno insieme ai miei cari saremmo tutti gioiosi nella loro Luce…

La ringrazio per la testimonianza di tutti i giorni e l’aiuto enorme che ci da insieme a radio Maria e per concludere volevo rendere un omaggio alla bellezza della foto del quadro che ritrae Vicka e la ragazza accanto, è la Bellezza, vitalità e realtà dei segni che il Signore ci lascia in continuazione, cui tante volte non riusciamo a raccogliere per la nostra superficialità e debolezza d’animo ma che una volta colti ci riempiono di gioia e contentezza nel sapere che siamo amati dall’alto nonostante tutte le nostre fragilità.  

Grazie Padre Livio. 

Ludovico.

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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