Conflitto Russo Ucraino
Caro Padre Livio,
sto seguendo con interesse la discussione in corso sul blog relativa al conflitto russo-ucraino o forse sarebbe meglio dire relativa all’aggressione russa nei confronti dello stato libero e indipendente dell’Ucraina.
Purtroppo dal mio piccolo punto di osservazione mi sono accorto anch’io di una certa, chiamiamola così, inspiegabile indulgenza di diversi cattolici nei confronti di Putin. La cosa addolora e stupisce.
Tante cose interessanti lei ha già scritto e detto in proposito, arricchite dal contributo di tanti ascoltatori di Radio Maria.
Rimanendo a tempi recenti e senza ripercorrere la travagliatissima storia tra queste due distinte entità geo-politiche che ha visto la popolazione ucraina pagare più volte un prezzo salatissimo in termini di morti e miseria, vorrei in primis ricordare che con un solenne trattato bilaterale di “amicizia” siglato nel 31/05/1997, la Russia prendeva in consegna tutte le armi atomiche dislocate in territorio ucraino in cambio di un riconoscimento solenne dei confini della controparte.
Questo trattato fu clamorosamente disatteso da parte russa con la presa della Crimea nel 2014: là dove albergano bugia e violenza sappiamo a chi è dato di regnare.
Ma quello che mi preme fare in quesa sede è solo aggiungere qualche piccolo dettaglio sul nefasto abbraccio stato russo-chiesa ortodossa in merito a questa drammatica contingenza.
Noi cattolici, vista la tragica attualità, non possiamo non soffermarci a riflettere su quello straordinario filo rosso che dai segreti di Fatima si dipana sino a quelli di Medjugorje, anche se trattasi di rivelazioni private alcune pur sempre con riconoscimento ufficiale della Chiesa (Fatima), altre, in quanto in corso, seguite comunque con interesse e benevolenza dai pontefici (Medjugorje).
Come si sa, questo filo ha tra le altre cose un protagonista negativo: la Russia.
Come è possibile per alcuni non vedere e non ascoltare?
Storia, attualità, profezie già in parte realizzate, sembrano verosimilmente spingere in una sola drammatica direzione.
Entro questo quadro, credo che cosa molto dolorosa per noi cristiani, sia il ruolo della Chiesa ortodossa russa, totalmente asservita, almeno nelle alte gerarchie, alle logiche politiche e militari di Mosca, cosa che ha indotto il Santo Padre Francesco a rilevare con amarezza e parresia che un Patriarca non può diventare chierichietto di Putin.
Andando allora a memoria, viste le mie non poche primavere, il mio pensiero va all’amarezza di un altro papa: San Giovanni Paolo II.
Amarezza per il rifiuto dell’allora patriarca russo Alessio II ad un incontro che avrebbe certamente avuto una forte valenza ecumenica.
Tante furono le scuse accampate da Alessio, la più notevole delle quali era riferita a un supposto proselitismo cattolico in terra russa a favore di quelle minoranze di culto orientale ma in comunione con la Chiesa di Roma (Uniati).
Tra l’altro la diplomazia vaticana aveva allora consegnato per ben due volte agli omologhi della Chiesa russa una lettera di amicizia per Alessio finalizzata formalmente alla realizzazione di questo incontro ma lo stesso Alessio dichiarò sempre di non averle mai ricevute.
Ebbene, il latore di tali missive entrambe le volte pare fosse il giovane Kirill… come sempre la storia ci spiega molto del presente…
Così oggi il patriarca Kirill sovrappone a tale tremendo conflitto la sua personale guerra di religione, perchè a suo dire la chiesa che presiede è quella pura e autentica di Cristo mentre le altre chiese (Roma) sono corrotte come ormai corrotto è tutto l’occidente.
Quindi al Patriarca può andar bene che anche in nome di Dio, Putin giochi impunemente al tiro al bersaglio coi suoi missili, seminando atrocità indicibili tra l’inerme popolazione civile ucraina, vecchi e bambini compresi.
Ignobili queste autocrazie imbiancate, più o meno vistosamente e/o opportunisticamente, da velature teocratiche: in Iran in nome di Dio si sta sparando sugli occhi, sui seni e sui genitali delle ragazze che rivendicano la libertà di non mettere il velo…
Ecco allora la Chiesa russa (sempre nei suoi vertici) benedire di fatto e paradossalmente la collaborazione militare con l’Iran o l’amicizia “senza limiti” con la Cina, paese dove i cristiani sono visti come cittadini di infima serie, insani di mente e bisognosi di una forte tutela statuale.
E ancora. In nome della lotta per la purezza della fede cristiana, l’ortodossia russa accetta di buon grado che a seminare violenza e morte tra i cristiani ucraini siano anche quelle famigerate milizie di matrice islamica che sicuramente vedrebbero con soddisfazione sventolare i loro vessilli sulla cupola di San Pietro (!)…
Insomma, l’abbraccio Kirril-Putin pare aver prodotto un corto circuito gravido di conseguenze quanto meno inquietanti ancorchè non ben definite.
Intanto Kiev e la chiesa ortodossa ucraina ricevono pesanti ulteriori avvertimenti per aver osato, a motivo di tale contingenza bellica, essersi separati dal patriarcato di Mosca, minacce che giungono dal potere politico russo come da quello religioso…
Insomma i drammatici e irrazionali accadimenti attuali non possono non farci vedere questi decenni di apparizioni mariane sotto una nuova luce: pressante deve essere la nostra preghiera perchè Maria conceda a tutti noi occhi per vedere e orecchie per udire.
La Storia inesorabilmente inchioderà ciascuno alle proprie responsabilità: preghiera e conversione ci facciano trovare pronti e preparati a tutto, dalla parte giusta senza se e senza ma.
Però al di la delle nubi minacciose che si accavallano già all’orizzonte vorrei concludere con una nota di speranza.
Nel periodo di pace promesso che seguirà la realizzazione dei segreti ecco la profezia di qualcosa di inaudito. La Madonna ci svela che la Russia sarà il popolo che maggiormente onorerà il Signore.
Come sarà possibile? Come si potrà realizzare questa promessa?
Beh, in primis occorre dire ovviamente che a Dio nulla è impossibile e che le grandi conversioni nella storia del cristianesimo ci sono sempre state e sempe ci saranno.
Lo stesso Apostolo ci dice che dove è abbondato il peccato là è sovrabbondata la grazia.
Si potrebbe allora pensare (una volta realizzati i dieci segreti) a una nuova classe dirigente russa sinceramente democratica e cristiana, che per rimediare ai gravi errori del passato e per non permettere a futuri governanti russi altre azioni da bulli planetari, prenda una decisione veramente ma verante storica: una fortissima riduzione del proprio potenziale bellico con l’azzeramento totale in primo luogo dell’ arsenale nucleare.
Sarebbe una vera svolta epocale nella storia dell’umanità e del suo pianeta Terra.
Preghiamo anche perchè qualcosa di simile possa presto in ogni caso realizzarsi.
Scusandomi per la lunghezza del testo colgo l’occasione di ringraziarla, caro Padre Livio, per l’instancabile opera di apostolato attravero Radio Maria sulla quale imploro ogni celeste benedizione.
Pace.
Francesco, Catania.