Mese: Ottobre 2022 Pagina 5 di 17
DOMENICA 20.MA DEL TEMPO ORDINARIO

Cari amici di Radio Maria ,
rallegriamoci in questo giorno benedetto nel quale Gesù è risorto e ci ha liberato dal potere delle tenebre, del male e della morte che affligge la nostra vita.
Apriamo i nostri cuori ed eleviamo gli occhi al Cielo che è la meta del pellegrinaggio della nostra vita. Camminando con Cristo risorto tutto diventa sopportabile e ogni istante del tempo che passa ci fa presagire la gioia dell’eternità.
Gesù ci attende in Chiesa per celebrare il sacrificio della Redenzione, per nutrirci con la sua Parola e fortificarci con L’Eucaristia.
Facciamo della partecipazione alla S. Messa domenicale il punto focale della nostra settimana.
Gesù nel vangelo ci racconta la parabola della preghiera del Fariseo e del pubblicano. Il primo, accecato dalla presunzione, loda se stesso dinanzi a Dio e disprezza gli altri.
Il secondo invece si batte il petto con la bella invocazione: O Dio , abbi pietà di me peccatore”.
E’ il pubblicano ad essere perdonato, perché “chi si esalta sarà umiliato e chi si umili sarà esaltato”
Vostro Padre Livio


Il 2 aprile 2005 ero in macchina già da tre ore sulla strada per il New Hampshire, uno Stato vicino a Boston, quando mia moglie mi ha chiamato per dirmi che il Papa era morto. Abbiamo continuato a guidare e siamo arrivati ad una chiesa dove si erano raccolte più di mille persone.
Il Rosario è iniziato alle 18 e l’apparizione è stata alle 18.40. La Madonna è arrivata molto gioiosa e come sempre ha pregato per tutti e ha benedetto tutti quelli che erano nella chiesa.
Dopo che Le ebbi raccomandato i presenti, è apparso alla Sua sinistra il Santo Padre. Aveva l’aspetto di una persona di circa 60 anni ma sembrava più giovane; era rivolto verso la Madonna e sorrideva.
Nel momento in cui osservavo il Santo Padre, anche la Madonna Lo guardava. Dopo un po’ di tempo, la Madonna ha guardato di nuovo verso di me e mi ha detto queste parole:
“Caro figliolo! Guarda, figlio mio, lui è con me”.
Il momento in cui ho visto il Santo Padre è durato circa 45 secondi. Se dovessi descrivere il momento in cui ho visto il Santo Padre a fianco alla Madonna, direi che era come avvolto da un intimo abbraccio della Madre celeste.
Non ho mai avuto la possibilità di incontrare il Santo Padre quando era in vita, anche se gli altri veggenti l’hanno incontrato personalmente diverse volte. Per questo oggi sono particolarmente grato alla Madonna per aver avuto l’opportunità di vedere il Santo Padre con Lei in Paradiso.
MIRJANA DI MEDJUGORJE DESCRIVE L’INCONTRO CON SAN GIOVANNI PAOLO II

“ll 22 luglio 1987 mi trovai ad accompagnare in Vaticano un gruppo di giovani croati da Papa Giovanni Paolo II. Quel mattino, quando arrivammo, l’imponente cupola della Basilica di San Pietro era già illuminata dai primi raggi di sole.
Arrivando presto, potemmo sistemarci in prima fila all’udienza Papale che si sarebbe tenuta a Piazza San Pietro. Subito dopo arrivarono migliaia di altri pellegrini. Quando il Papa comparve, la folla era in delirio. Il pontefice camminò fra la gente, benedicendo. Passando davanti a noi, mi mise la mano sul capo e mi benedisse.
La benedizione finì prima che me ne rendessi conto. Rimasi ferma, sorridente, al settimo cielo dalla contentezza per aver ricevuto, per la prima volta, la benedizione da un Papa.
Ma mentre il pontefice seguitava a camminare, il sacerdote italiano che mi accompagnava disse ad alta voce: “Santo Padre, lei è Mirjana di Međugorje!”. Al che il Papa si fermò, tornò indietro e mi diede un’altra benedizione.
Ero raggelata. I suoi occhi di colore azzurro intenso sembravano attraversarmi l’anima. Non sapendo trovare le parole, inchinai il capo e sentii tutto il calore della sua benedizione.
Quando si allontanò, mi volsi verso il sacerdote italiano e scherzando, gli dissi: “Ha pensato che avevo bisogno di una doppia benedizione!”. Entrambi ci facemmo una risata.
Più tardi, quel pomeriggio, una volta tornata al mio albergo – ancora stordita da tutta l’esperienza – rimasi senza fiato nel ricevere un invito personale del Papa, che ci chiedeva di incontrarlo in privato l’indomani mattina a Castel Gandolfo.
Ero così eccitata che quella notte non riuscii a prendere sonno. Come sarebbe andato il nostro incontro? Cos’avrei detto? Avevo mille domande per la testa. Per un attimo mi calmai, ma subito dopo pensai ancora: domani incontrerò il Papa!
E andai avanti così, per tutta la notte. Il giorno seguente arrivai a Castel Gandolfo poco prima delle 8:00, l’ora stabilita per l’incontro. Questo paesino fortificato, a circa 25 chilometri da Roma, è da secoli la residenza estiva dei papi.
Il palazzo Papale, appollaiato su una collina esposta al vento e circondato da giardini e uliveti, si affaccia sul lago di Albano, le cui acque sono di un colore azzurro simile agli occhi di Giovanni Paolo II.
Un uomo in divisa mi scortò fino al giardino del palazzo. Quando vidi il Santo Padre là ad aspettarmi, mi venne subito da piangere. Lui mi guardò e sorrise. Il suo sguardo era pieno di calore e di amore.
Avevo la sensazione di essere in presenza di un Santo – un vero figlio della Beata Vergine Maria. Avevo imparato a riconoscere qualcosa di speciale negli occhi delle persone che amavano la Madonna, una tenerezza che solo la Madre Celeste poteva trasmettere.
E quest’aspetto, in Giovanni Paolo II era più forte che in chiunque altro. Il Papa mi fece cenno di sedermi con lui. Dovetti convincermi che non stavo sognando.
Avevo sempre pensato che incontrare il Papa fosse una cosa impossibile per una persona insignificante come me e adesso eccomi là, davanti a lui. Volevo salutarlo, ma ero troppo nervosa anche per esprimere una sola frase.
Il Santo Padre mi strinse delicatamente la mano dicendomi: “Dzień dobry”. Non riuscii a capirlo. Forse ero troppo emozionata e le orecchie mi stavano ingannando? O forse il mio cervello era andato in tilt? Ero mortificata.
Avevo avuto un’occasione unica di incontrare il Papa ma non avevo idea di cosa mi stesse dicendo. Le sue parole assomigliavano al croato ma non riuscivo a decifrarle.
Presto capii che stava parlando in polacco. Le lingue slave come il croato e il polacco hanno in comune molte parole, quindi il Papa voleva vedere se potevamo comunicare entrambi nelle nostre lingue madri.
Purtroppo la cosa non funzionò, ma mi ricordai che c’era una lingua che conoscevamo entrambi. “Santo Padre, possiamo parlare in italiano?”, chiesi. Sorrise e annuì. “Sì, bene, Mirjana, bene”.
Parlammo di molte cose – alcune posso rivelarle, altre no – e presto mi sentii completamente a mio agio in sua presenza. Mi parlò con un affetto tale che sarei rimasta a conversare lì con lui per ore.
“Per favore, chiedi ai pellegrini di Međugorje di pregare per le mie intenzioni”, disse. “Certo, santità”, lo rassicurai. “So tutto di Međugorje. Ho seguito i messaggi sin dall’inizio. Per favore, dimmi come ci si sente quando appare la Madonna”.
Il Papa mi ascoltò con grande attenzione mentre descrivevo quello che vivevo durante le apparizioni. Ogni tanto sorrideva e annuiva dolcemente con il capo. “E quando scompare”, conclusi, “provo tanto dolore, in quel momento l’unica cosa a cui penso è quando la rivedrò di nuovo”.
Si chinò verso di me e disse: “Abbi cura di Međugorje, Mirjana. Međugorje è la speranza per il mondo intero”. Le parole di Giovanni Paolo II sembrarono confermare l’importanza delle apparizioni e la grande responsabilità che avevo in quanto veggente.
Rimasi sorpresa dal tono convinto nella sua voce e dal bagliore emanato dai suoi occhi ogni volta che nominavo “Međugorje” – per non parlare della perfezione con cui pronunciava il nome di tale paese, sempre molto difficile da ripetere per gli stranieri.
“Santo Padre”, dissi, “vorrei che Lei vedesse tutta la gente che viene da noi e prega”. Il Papa si voltò fissando verso est, facendo un sospiro pensieroso. “Se non fossi Papa, sarei già andato da molto tempo a Međugorje”, disse.
Non dimenticherò mai l’amore irradiato dal Santo Padre. Con lui avevo sensazioni simili a quelle che avevo stando con la Madonna; anche guardare nei suoi occhi era come guardare in quelli di Maria.
In seguito un sacerdote mi confidò che il Papa si era interessato a Međugorje fin dagli inizi, poiché prima ancora che cominciassero le apparizioni aveva pregato la Madonna di apparire di nuovo sulla terra.
“Non posso farcela da solo, Madre”, pregava. “In Jugoslavia, Cecoslovacchia, Polonia e altri Paesi comunisti la gente non è libera di praticare la propria fede. Ho bisogno del tuo aiuto o Madre cara”.
Secondo quel sacerdote, il Papa, quando venne a sapere che la Madonna era apparsa in una piccola località di un Paese comunista, pensò immediatamente che Međugorje fosse stata una risposta alle sue preghiere.”
Tratto da “Il mio Cuore trionferà” di Mirjana Soldo
San Giovanni Paolo II
SANTO DEL GIORNO 22-10-2022
«Il dono più grande che il mio Cuore Immacolato abbia ottenuto dal Cuore di Gesù», disse la Madonna su san Giovanni Paolo II in una delle apparizioni di Civitavecchia. Quel messaggio è una sintesi mirabile della vita di Karol Wojtyla (1920-2005) e dei suoi 26 anni e mezzo di pontificato, segnati dal profondo legame con la Madre Celeste e dalla difesa delle verità di fede e di morale

«Il dono più grande che il mio Cuore Immacolato abbia ottenuto dal Cuore di Gesù», disse la Madonna su san Giovanni Paolo II in una delle apparizioni di Civitavecchia. Quel messaggio è una sintesi mirabile della vita di Karol Wojtyla (1920-2005) e dei suoi 26 anni e mezzo di pontificato, segnati dal profondo legame con la Madre celeste.
Dalla lettura di san Luigi Maria di Montfort trasse il motto Totus tuus e la consapevolezza che la devozione alla Beata Vergine è la via più diretta per trovare Gesù e appartenergli totalmente. Alla sua protezione attribuì la salvezza dall’attentato del 13 maggio 1981, anniversario della prima apparizione di Fatima. E il 25 marzo 1984 – deviando dal testo preparato – le chiese di illuminare «specialmente i popoli di cui tu aspetti la nostra consacrazione», riferendosi alla Russia che la Madonna aveva chiesto di consacrare al suo Cuore Immacolato per fermare la diffusione degli errori del comunismo. Nella stessa occasione aveva detto: «In modo speciale ti affidiamo e consacriamo quegli uomini e quelle nazioni, che di questo affidamento e di questa consacrazione hanno particolarmente bisogno».
Con al fianco il cardinale Ratzinger, che mise a capo della Congregazione per la Dottrina della Fede, il santo polacco ha lasciato in eredità un magistero ricchissimo, confermando tante verità di fede e di morale e respingendo le varie pretese moderniste che si trovò ad affrontare. Difese e motivò il celibato ecclesiastico, confermò l’impossibilità di conferire l’ordinazione sacerdotale alle donne, combatté la Teologia della Liberazione, ribadì l’immoralità della contraccezione, condannò l’aborto e l’eutanasia come prodotti della «cultura della morte» (lui stesso era venuto alla luce grazie alla fortezza della madre, che seppe resistere ai medici che le consigliavano di abortire), esortando ogni cristiano ad affermare pubblicamente l’inviolabilità della vita umana. Cosciente della gravità dell’attacco satanico alla natura umana, fondò l’Istituto pontificio di studi su Matrimonio e Famiglia (sciolto e rifondato su basi diverse a seguito del motu proprio Summa Familiae Cura di Francesco). Tenne splendide catechesi sulla «Teologia del corpo», incentrate sui significati della sessualità secondo il disegno divino.
Tra i grandi frutti del suo pontificato c’è il Catechismo, di cui promosse la pubblicazione e che definì «riferimento sicuro e autentico per l’insegnamento della dottrina cattolica». Oltre alle molte encicliche su temi specifici, rimane basilare la Veritatis Splendor. In essa fissò l’insegnamento di sempre della Chiesa sulla morale, chiarendo il rapporto tra verità e libertà e ricordando l’esistenza di norme morali assolute, alle quali la coscienza non può mai derogare. Tre dei cinque dubia presentati nel 2016 a papa Francesco sull’Amoris Laetitia sono fondati proprio su passaggi chiave di VS, che per i quattro cardinali autori della richiesta di chiarimento è necessario ribadire per evitare interpretazioni non cattoliche di AL, già diffuse in alcune diocesi.
Nel dialogo con le altre religioni compì passi significativi verso gli ebrei, che chiamò «fratelli maggiori». Ma mise in guardia dagli scivolamenti nell’indifferentismo religioso, consapevole che solo Cristo è il Salvatore. Riguardo all’Islam scrisse della necessità di «un corretto rapporto» e di «avere coscienza del notevole divario tra la cultura europea, che ha profonde radici cristiane, e il pensiero musulmano», esortando a «preparare adeguatamente i cristiani che vivono a quotidiano contatto con i musulmani a conoscere in modo obiettivo l’Islam». Invitò le istituzioni a promuovere la libertà religiosa in Europa e al contempo chiese di garantire la reciprocità nei Paesi in cui i cristiani sono una minoranza (cfr. Ecclesia in Europa, 57).
San Giovanni Paolo II comprese dunque le maggiori sfide per la Chiesa di oggi. Visse da vero innamorato di Cristo, come manifestò al mondo abbracciando la croce fino all’ultimo respiro terreno e com’era già chiaro dall’omelia per l’inizio del pontificato: «Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa “cosa è dentro l’uomo”. Solo Lui lo sa!».
Ermes Dovico – La Nuova Bussola
Può il Papa avocare a sé la rivelazione dei segreti?

Egregio e Carissimo Padre Livio
So che questa mia non verra’ tenuta in considerazione ma ci provo ugualmente visto che sono piu’ di 30 anni che l’ascolto per radio.
Una piccola presentazione:
Mi chiamo Emanuela abito a Milano dove sono nata, ho lavorato 42 anni all’Ufficio…. di Milano ora in pensione
Una volta in pensione ho ricevuto un regalo….. ho avuto problemi al seno bilaterali (dopo qualche anno problemi al colon),
Una volta operata ho dovuto fare la chemio e la radio terapia…mi permetto di raccontale un episodio.
Ogni mattina per un mese di seguito dovevo recarmi all’ospedale per fare la radio terapia, strada facendo ascoltavo la lettura che lei faceva a Radio Maria dei quotidiani e la catechesi.
Un giorno un medico si rivolse a noi pazienti che aspettavamo il nostro turno chiedendo che ci accompagnava all’ospedale….chi ha risposto il marito, chi la figlia, chi un parente….io ho risposto che mi accompagnava Padre Livio di Radio Maria (chiaramente virtualmente) , tutti hanno sorriso e in quei sorrisi ho capito che molti la conoscevano.
Ora le porgo la domanda motivo del perché mi sono permessa di scriverle :
Ho ascoltato la storia della Pergamena che la Madonna ha dato alla Veggente la quale l’ha conservata in un cassetto di casa sua, la casa viene bombardata, un militare la recupera tra le macerie e viene analizzata da un parete della veggente , un ingegnere che vive in Svizzera che dichiara che la Pergamena e’ fatta di un materiale non di questa terra quindi sconosciuto.
Ma quella pergamena era un angolo di cielo !!! un pezzetto di Paradiso una cosa preziosissima!!!!
Non doveva essere consegnata a Sua Santita’ il Papa?? Non doveva essere analizzata dai migliori professionisti del Vaticano??
Pensavo di aver capito male. Poi mi sono documentata e la versione scritta corrisponde a quella sentita in radio.
Solo lei che è a contatto con i Veggenti puo’ spiegare questo fatto a dir poco strano
Mi scuso perché il mio sostegno a Radio Maria è una gocciolina,
La saluto con tanto affetto nella speranza di poterla vedere di persona e se i miracoli esistono di essere confessata da lei.
Emanuela
Cara Emanuela
Ho letto davvero volentieri la sua missiva. Le prometto che pregherò per Lei.
Mi pare che tutti i veggenti, compresa Mirjana, siano stati interrogati dalla Commissione Ruini, ma alle domande sui segreti hanno risposto che prima dovevano chiedere alla Madonna. Credo le cose si siano fermate lì.
La Chiesa attende con vigile pazienza l’evolversi degli eventi. Mirjana ha scritto nella sua autobiografia che il Papa ha l’autorità di avocare a stesso la rivelazione dei segreti.
A mio avviso non è escluso che, se il momento lo richiede, sia Lui a prendere in mano la situazione.
Chi infatti più del Vicario di Cristo avrebbe la possibilità di farsi ascoltare in un mondo impaurito e allo sbando?
Dio ti benedica e la Madonna ti protegga col suo amore.
Ave Maria
P. Livio
LE RIVELAZIONI DI MIRJANA SUI SEGRETI IN DIRETTA RADIO MARIA

Padre Livio: Ecco Mirjana, passiamo al capitolo riguardante i dieci segreti. Ti dico con sincerità che non sono una persona curiosa, ma vorrei sapere tutto quello che è lecito sapere e che la Madonna vuole che si sappia. Essendo Direttore di Radio Maria sento al riguardo una precisa responsabilità.
Mirjana: Padre Livio, dimmi la verità, da quando abbiamo cominciato questo nostro colloquio, tu aspetti questo momento. Hai già detto dall’inizio che questa è la cosa che ti interessa di più.
Padre Livio: C’è un motivo personale che mi spinge ad avere al riguardo delle informazioni molto esatte. Da quanto ho letto, mi pare che questi segreti verranno resi noti al mondo mediante un sacerdote che tu hai scelto tre giorni prima che si realizzino. Allora io mi sono posto questo problema: se al tempo della rivelazione dei segreti io sarò ancora Direttore di Radio Maria, dovrò ogni volta informare la gente di quanto svelerà il sacerdote che tu hai scelto? Eccoti dunque messe con molta chiarezza le carte in tavola.
Mirjana: Anche a me piace mettere le carte in tavola e ti dico subito che potrai informare tutti gli ascoltatori di Radio Maria. Non ci sono problemi per questo.
Padre Livio: Va benissimo. Allora, Mirjana, tu hai avuto i dieci segreti già dal Natale 1982, quando sono terminate le apparizioni?).
Mirjana: Forse è meglio che ti dica subito tutto quello che posso dire.
Padre Livio: Dì pure tutto quello che puoi dire e poi io ti chiederò alcuni chiarimenti.
Mirjana: Ecco io ho dovuto scegliere un sacerdote a cui dire i dieci segreti e ho scelto il padre francescano Petar Ljubicich. Io devo dire a lui dieci giorni prima che cosa succede e dove. Dobbiamo trascorrere sette giorni nel digiuno e nella preghiera e tre giorni prima lui dovrà dirlo a tutti. Lui non ha il diritto di scegliere: dire o non dire. Lui ha accettato che dirà tutto a tutti tre giorni prima, così si vedrà che è una cosa del Signore. La Madonna dice sempre: “ Non parlate dei segreti, ma pregate e chi sente me come Madre e Dio come Padre, non abbia paura di niente”.
Noi, come persone umane, parliamo sempre di che cosa succederà nel futuro, ma chi di noi potrà dire se sarà vivo domani? Nessuno: Quello che la Madonna ci insegna è di non preoccuparci del futuro , ma di essere pronti in quel momento ad andare incontro al Signore e non invece perdere tempo a parlare dei segreti e di cose di questo genere.
Padre Petar, che adesso si trova in Germania, quando viene a Medjugorje, scherza con me e dice: “Vieni a confessarti e dimmi almeno un segreto adesso…
Perché tutti sono curiosi, ma si deve capire che cosa è veramente importante. L’importante è che noi in ogni momento siamo pronti ad andare dal Signore e tutto quello che succede, se succede, sarà la volontà del Signore, che noi non possiamo cambiare. Possiamo cambiare solo noi stessi.
Padre Livio: Anche la Madonna insiste sul fatto che chi prega non ha paura del futuro. Il vero problema è quando ci allontaniamo dal suo cuore e da quello di Gesù.
Mirjana: Certo, perché tuo padre e tua madre non ti possono fare nulla di male. Vicini a loro siamo al sicuro.
Padre Livio: Ho letto un articolo recente su una rivista cattolica italiana che irrideva i segreti dicendo che, assommando tutti quelli dei sei veggenti, sarebbero cinquantasette e la buttava nel ridicolo. Che cosa puoi rispondere?
Mirjana: Anche noi sappiamo la matematica, ma dei segreti non parliamo perché sono segreti.
Padre Livio: Nessuno sa i segreti degli altri veggenti?
Mirjana: Non parliamo di quello.
Padre Livio: Non ne avete parlato fra di voi?
Mirjana: Mai ne parliamo. Noi diffondiamo i messaggi della Madonna e quello che il Signore vuole che diciamo alla gente. Ma i segreti sono segreti e noi veggenti tra di noi non parliamo dei segreti.
Padre Livio: Quindi tu non sai quali sono i nove segreti di Vicka e Vicka non sa quali siano i tuoi dieci segreti?
Mirjana: Ecco non parliamo di questo. Questa è una cosa che è come se fosse dentro di me e io so di questa cosa non si parla.
Padre Livio: Vicka è qui presente. Tu Vicka puoi confermare che non conosci i dieci segreti di Mirjana?
Vicka: Io non ho mai avuto nessun bisogno di sapere quello che la Madonna ha detto a Mirjana. Io credo che lo stesso lo ha detto anche a me e che i segreti sono uguali
Padre Livio: Adesso vediamo che cosa si può dire quanto al contenuto almeno di alcuni segreti. Mi pare che si possa dire qualcosa del terzo e del settimo segreto. Del terzo segreto che cosa ci puoi dire?
Mirjana: Ci sarà un segno sulla collina delle apparizioni, come un dono per tutti noi, perché si veda che la Madonna è presente qui come nostra mamma.
Padre Livio: Come sarà questo segno?
Mirjana: Bellissimo!
Padre Livio: Senti Mirjana, non voglio apparirti curioso e tanto meno indurti a dire qualcosa che non vorresti. Però mi pare giusto che gli ascoltatori di Radio Maria possano sapere quello che la Madonna desidera o permette che si sappia. Per quanto riguarda il segno ti faccio una domanda precisa, però, se vuoi, lascia pure di rispondere. Sarà un segno che ha un significato spirituale?
Mirjana: Sarà un segno che si vede, che non si poteva fare con mani umane, che è una cosa del Signore e che rimane.
Padre Livio: E’ una cosa del Signore. Mi pare una affermazione piena di significato. Ma è una cosa che viene dal Signore, perché solo il Signore è onnipotente e la può fare, o perché il segno ha un significato spirituale e trascendente? Se il segno è una rosa, a me non dice niente. Se invece è una croce, allora mi dice molto.
Mirjana: Io non posso dire niente di più. Ho detto tutto quello che si poteva dire.
Padre Livio: Comunque hai detto tante belle cose.
Mirjana: Sarà un dono per tutti noi, che non si può fare con mani umane e che è una cosa del Signore.
Padre Livio: Ho chiesto a Vicka se io vedrò questo segno. Lei mi ha risposto che non sono così tanto vecchio. Allora voi sapete la data del segno?
Mirjana: Sì, so la data.
Padre Livio: Dunque sai esattamente la data e in che cosa consiste. Tu, Vicka, sai la data?
Vicka: Sì, anch’io so la data.
Padre Livio: Adesso passiamo al settimo segreto. Che cosa è lecito sapere del settimo segreto?
Mirjana: Io ho pregato la Madonna se fosse possibile che almeno una parte di quel segreto si cambiasse. Lei ha risposto che dovevamo pregare. Abbiamo pregato moltissimo e lei ha detto che è stata modificata una parte, ma che ora non si può più cambiare, perché è la volontà del Signore che si debba realizzare.
Mirjana: Allora, se il settimo segreto è stato mitigato, significa che è un castigo.
Mirjana: Io non posso dire nulla.
Padre Livio: Non potrà né essere ulteriormente mitigato e neppure abolito?
Miriana: No.
Padre Livio: Tu, Vicka, sei d’accordo?
Vicka: La Madonna ha detto che il settimo segreto, come ha già detto Mirjana, è stato in parte cancellato con le nostre preghiere. Ma siccome Mirjana sa più di me di queste cose, lei adesso risponde direttamente.
Padre Livio: Insisto su questo punto perché qualcuno dice in giro che, se si prega, si può…
Mirjana: Non è possibile che venga abolito del tutto. E’ stata tolta una parte e basta.
Padre Livio: Insomma è stato mitigato e ora si realizzerà necessariamente.
Mirjana: Questo è quello che la Madonna ha detto a me. Io non chiedo più queste cose perché non è possibile. Questa è la volontà del Signore e si deve fare.
Padre Livio: Di questi dieci segreti c’è qualcuno che riguarda te personalmente o riguardano tutto il mondo?
Mirjana: Io non ho segreti che riguardano me personalmente.
Padre Livio: Quindi riguardano…
Mirjana: Tutto il mondo.
Padre Livio: Il mondo o la Chiesa?
Mirjana: Io non voglio essere così precisa, perché i segreti sono segreti. Dico solo che i segreti riguardano il mondo.
Padre Livio: Ti faccio questa domanda per analogia col terzo segreto di Fatima. Esso riguardava certamente i disastri della guerra che sarebbe venuta, ma anche la persecuzione alla Chiesa e infine l’attentato al Santo Padre.
Mirjana: Io non voglio essere precisa. Quando la Madonna lo vuole, dirò tutto. Adesso sto zitta.
Padre Livio: Dobbiamo però dire che, nonostante i vent’anni che abbiamo alle spalle, il più deve ancora venire per quanto riguarda Medjugorje. Si direbbe che la Madonna ci ha preparato per momenti particolarmente impegnativi. Infatti i segreti riguardano il mondo in generale.
Mirjana. Sì.
Padre Livio: Tuttavia siamo certi che almeno il terzo è positivo.
Mirjana: Sì
Padre Livio: Tutti gli altri sono negativi?
Mirjana: Non posso dire nulla. Lei ha detto quello. Io sto zitta.
Padre Livio: D’accordo, l’ho detto io, non tu.
Mirjana: Come dice Gesù: “ Tu hai detto questo”. Lo dico anch’io: “Tu hai detto questo”. Quello che potevo dire dei segreti io l’ho detto.
Padre Livio: Sì, ma bisogna che abbiamo le idee chiare e ordinate su quelle cose che è lecito sapere. Abbi un po’ di pazienza se ti chiedo ancora qualche chiarimento. Tu di ogni segreto sai quando accadrà?
Mirjana: Sì, ma veramente non voglio parlare dei segreti perché è la volontà della Madonna di non parlare.
Padre Livio: Tu non dire quello che non si può, ma almeno dì qualcosa su quello che si può. Sai di ognuno quando accadrà. Sai anche dove?
Mirjana: Anche dove.
Padre Livio: Ho capito: sai dove e quando.
Mirjana: Sì
Padre Livio: Questo due parole, dove e quando, sono molto importanti. Adesso vediamo come avviene il procedimento attraverso il quale i segreti vengono resi noti. La Madonna ti dirà qualcosa al momento debito? I dieci segreti verranno rivelati secondo l’ordine progressivo, cioè il primo, il secondo, il terzo e così via?
Mirjana: Io non posso parlare più.
Padre Livio: Non insisto. Che cosa puoi dire su una diceria che circola, secondo la quale tu avresti scritto i dieci segreti?
Mirjana: Guarda, Padre, se noi vogliamo proseguire l’intervista su cose importanti, cioè sulla Madonna e i suoi messaggi, io rispondo volentieri, ma dei segreti non parlo, perché sono segreti. Ci hanno provato tutti, dai sacerdoti ai comunisti, soprattutto con Jakov che aveva solo nove anni e mezzo, ma non sono mai riusciti a capire o a sapere qualche cosa. Lasciamo perciò questo argomento. Se succederà, sarà la volontà del Signore e questo l’abbiamo chiarito. L’importante è che noi, che la nostra anima sua pronta e preparata per trovare il Signore e noi non dobbiamo preoccuparci per il futuro e per null’altro.
Padre Livio: Quindi dobbiamo rimanere su quelle informazioni che tu ci hai dato all’inizio?
Mirjana: Ecco, e basta.
Padre Livio: Sinceramente c’è quanto basta per meditare a lungo.
Mirjana: Quello è quanto la Madonna vuole che sappiamo.
Padre Livio: Per quanto mi riguarda, obbedisco più che volentieri. L’ultima cosa che non ho ancora chiarito e alla quale neppure Vicka ha saputo rispondermi, e che perciò devo chiedere a te, è questa: la rivelazione dei dieci segreti, per bocca di Padre Petar, avverrà rendendo noto un segreto per volta, o tutti insieme in una sola volta? Non è una cosa da poco, perché se avverrà per dieci volte successive, rischieremo un infarto. Neanche questo ci puoi dire?
Mirjana: Non posso.
Padre Livio: Però tu lo sai?
Mirjana: Sì.
Padre Livio: Benissimo. Ecco, lasciamo dunque questo argomento e chiudiamo la parentesi. Credo che sappiamo tutto quello che è necessario sapere.
Mirjana: Che possiamo sapere!
Padre Livio: Per quanto mi riguarda non voglio saperne di più, neanche mi fosse concesso. Preferisco aspettare con fiducia le sorprese di Dio. Non voglio neppure sapere se sarò vivo io. Mi basta sapere che lo sappia Dio. Ma ora vorrei cercare di capire il significato teologico e spirituale di tutto questo. Se colloco i dieci segreti nel contesto dei messaggi della Madonna, mi pare di poter dire che essi, anche se a prima vista possono costituire per noi un motivo di preoccupazione, in realtà sono una manifestazione della divina misericordia. Infatti la Madonna in molti messaggi dice di essere venuta per costruire con noi il nuovo mondo della pace. Quindi l’approdo finale, cioè il punto di arrivo di tutto il piano della Regina della pace, è un golfo di luce, cioè un mondo migliore, più fraterno e più vicino a Dio.
Mirjana: Sì, sì. Io sono sicura che alla fine vediamo questa luce. Vediamo il trionfo del cuore della Madonna e di Gesù.
(Medjugorje, 8 Agosto 2001)
Pensiero Spirituale sulle armi per il combattimento spirituale

Cari amici,
com’è noto, la situazione mondiale si sta aggravando. La guerra in Europa non solo riguarda le azioni militari circoscritte all’Ucraina ma influenza il clima generale politico, l’ambito energetico e il contesto economico. La guerra tende a inasprirsi sempre di più e il panorama generale è sempre più preoccupante.
Alla luce di tutto questo mi preme esortarvi ad aderire all’invito della Madonna a intensificare la preghiera e il digiuno per la pace. Anche nell’ultimo messaggi la Madonna ci ha detto di pregare per la pace che è minacciata, perché satana vuole l’odio e la guerra.
Diamo un segnale al Cielo della nostra volontà di combattere, di pregare, di usare quei mezzi spirituali che Dio ci ha dato per la grande battaglia del nostro tempo che è fatta dagli schieramenti umani, ma di fatto è un combattimento di carattere apocalittico e consiste nello scontro fra la Donna vestita di Sole e il principe delle tenebre.
Siamo nella fase finale del piano di Maria da Fatima a Medjugorje che culminerà col trionfo del Suo Cuore Immacolato, ovvero un tempo di pace per l’umanità e di splendore e di grazia per la Chiesa tutta unita a Maria.
Dobbiamo convincerci che le preghiere sono le armi più efficaci per far cessare la guerra e ottenere la pace.
Questa guerra, di fatto, vede contrapposti il Cielo e l’inferno. È proprio la battaglia fra la Madonna e satana libero dalle catene. Da Rue du Bac in poi si è fatto sempre più strenuo il tentativo di satana di distruggere il Cristianesimo, a partire dai Paesi di antica cristianità. Gli effetti sono gli occhi di tutti.
Satana mira a scardinare i cuori a uno a uno, a prenderne possesso, ad aizzarli uno contro l’altro. Il menzognero vuole che si diffonda sempre di più la falsa religione (l’idolatria in tutte le sue declinazioni), brama a disseminare l’odio, vuole armare gli uomini gli uni contro gli altri e a portare l’umanità all’autodistruzione.
Viviamo tempi altamente drammatici ma possiamo fare qualcosa. La Madonna ci ha assegnato un compito, dobbiamo impugnare le armi appropriate per indebolire l’impero delle tenebre, collaborando così al trionfo del Suo Cuore Immacolato.
La preghiera e il digiuno sono le stesse armi che Gesù ha utilizzato per affrontare satana nel deserto. Sia Gesù un esempio e la Madonna il nostro incoraggiamento a non farci distogliere dall’obiettivo più importante: con la preghiera e il digiuno possiamo salvare tante anime e strapparle dalle grinfie della bestia infernale.
Inoltre, più di una volta la Madonna ha detto che la preghiera e il digiuno possono fermare le guerre per quanto violente esse siano. La preghiera e il digiuno sono armi alla portata di tutti. Il digiuno può essere calibrato anche sull’età e lo stato di salute della persona, può essere anche una rinuncia.
La Regina della pace ci esorta continuamente con i suoi materni messaggi.
Che cosa stiamo aspettando? Se saremo suoi, vinceremo!
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”
