Programma di Padre Livio – Martedì 27 Ottobre 2026
h. 8.50: Diretta su Radio Maria – Diretta video su blogdipadrelivio.it – su Facebook – su Digitale terrestre canale 789 delle Tv Smart – su YouTube (in differita)
h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE
I cinque minuti dello Spirito Santo
h. 8.55 – 9.10 ALMANACCO DELLA FEDE:
NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO
2. Come si chiama il Figliuolo di Dio fatto uomo?
Il Figliuolo di Dio fatto uomo si chiama Gesù Cristo
h. 9.10: RITAGLI DI PAGINE INEDITE
Tratta dal Libro: Medjugorje perché non ho dubbi (31)
9.20 – ATTUALITA’
Le elezioni in Israele
9.40: VIATICO QUOTIDIANO
Pensiero sulla grandezza dell’umiltà
h. 9.45 – 10.00: I MESSAGGI DELLA MADONNA A MIRJANA
36. “Che il vostro amore converta le anime che incontrate” (2 Luglio 2008)
“Cari figli, con amore materno vi voglio stimolare all’amore verso il prossimo.
Che mio Figlio sia la fonte di questo amore. Lui che poteva fare tutto con la forza ha scelto l’amore dando l’esempio a voi.
Anche oggi Dio attraverso me vi trasmette l’immensa bontà e voi, figli miei, avete il dovere di rispondere ad essa.
Con la stessa bontà e generosità comportatevi con le anime che incontrate.
Che il vostro amore le converta.
In questo modo mio Figlio e il suo amore risorgeranno in voi.
Vi ringrazio!”
La Madonna ha aggiunto: “I vostri pastori devono essere nei vostri cuori e nelle vostre preghiere”.
h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO
h. 10.05: CATECHESI DI PADRE LIVIO
Medjugorje perché non ho dubbi – La Madonna ha rivelato l’Apocalisse
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Ha votato il 77,7% degli israeliani, la partecipazione più alta dal 1999. La diretta di mercoledì 28 ottobre
Martedì 27 ottobre Israele è stato chiamato a eleggere la 26esima Knesset per la prima volta dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023
Le elezioni rappresentano un «referendum sulla» gestione della sicurezza dopo l’attacco e sul futuro di Netanyahu, il primo ministro più longevo nella storia del Paese, governando per circa 19 anni in tre periodi diversi
A spoglio ancora in corso, Netanyahu è in testa: il Likud è il primo partito, e la sua coalizione ha superato quella dell’opposizione. Ma al momento non c’è maggioranza
Chi è Benjamin Netanyahu? Il premier più longevo (e divisivo) di Israele: il soprannome, la laurea all’MIT, l’amicizia con Trump e Putin
Chi è Gadi Eisenkot? Le origini «mizrahi», il figlio morto a Gaza e la promessa: «Farò di tutto per essere degno del suo sacrificio»
7:25 | 28 Ottobre -Corriere della Sera –
Israele, la «rivoluzione» è rimandata: i possibili scenari
Una versione di questo articolo è stato pubblicato in Prima Ora, la rassegna stampa del Corriere della Sera
(di Gianluca Mercuri) Il mondo attendeva la fine dell’era Netanyahu in Israele. Probabilmente, dovrà aspettare ancora una volta. Con circa la metà delle schede ancora da scruitinare, il totale delle opposizioni supererebbe la coalizione governativa (65 a 55), ma un’alleanza tra il blocco di Eisenkot e gli arabi, già da lui esclusa in partenza, è a questo punto ancora più difficile. Prima del voto, uno scenario prevedeva che lo sfidante potesse guidare un governo di minoranza con l’appoggio esterno degli arabi, ma la condizione minima era che sopravanzasse il blocco di Netanyahu e gli mancassero pochi seggi per la maggioranza.
Invece, se queste proiezioni fossero confermate dal prosieguo dello scrutinio, quella di Eisenkot sarebbe una sconfitta se non una disfatta. Va notato che il conteggio potrebbe durare fino a domani, se non fino a venerdì, in modo da includere i voti per corrispondenza e quelli dei seggi speciali – basi militari, ospedali, carceri e ambasciate – che in passato si sono sempre orientati in gran parte verso Netanyahu. La rimonta del premier rappresenta comunque un esito clamoroso, che nella notte si è palesato a poco a poco.
Lo scenario delineato inizialmente dagli exit poll vedeva il blocco diEisenkot in vantaggio di un paio di seggi, con gli arabi proiettati verso un risultato storico, tra i 18 e i 20. Per Netanyahu, il cui partito restava comunque primo, si sarebbe trattato di una sconfitta notevole, con il totale delle opposizioni avviate a conquistare una settantina di seggi, contro la cinquantina dei partiti di governo. Ma la notte ha ribaltato gli scenari, e consegnato al premier più longevo della storia dello Stato ebraico – che ha governato per 19 degli ultimi 30 anni – l’ennesima rimonta.
Quando si profilava un testa a testa, Netanyahu aveva invitato settori dell’opposizione ad allearsi con lui in un «forte governo di destra», alla luce del fatto che la destra godeva di una «grande maggioranza» tra il «pubblico sionista», ovvero con l’esclusione degli arabi. Eisenkot, da parte sua, si era sbilanciato dopo i primi exit poll che, aveva detto, «indicano una totale sfiducia nei confronti di Netanyahu e del governo del 7 ottobre da parte della maggioranza sionista e della maggioranza dei cittadini israeliani».
Lo sfidante aveva promesso di fare «tutto il possibile per soddisfare la volontà del popolo» – frase che sembrava alludere a una possibile apertura verso gli arabi – affermando che indire nuove elezioni sarebbe «un errore» e intimando a Netanyahu di evitare di attaccare l’Iran in queste ore e giorni decisivi: «Non osi usare la sicurezza di Israele per il proprio tornaconto politico». Invece, la situazione si è rovesciata al punto da fare esultare Donald Trump, che com’è nel suo stile si è attribuito il merito della svolta: «Quando il presidente Trump ha espresso il proprio sostegno a Bibi Netanyahu, la situazione si è completamente ribaltata e ora, anziché una sconfitta decisiva per un grande primo ministro, sembra che si sia arrivati a un grande pareggio in rimonta, o addirittura a una VITTORIA per Netanyahu», ha scritto Trump sul suo social Truth. «Tutto ciò è avvenuto DOPO l’appoggio del presidente Trump, che vuole solo il bene del Medio Oriente, di Israele e degli Stati Uniti d’America!».
Ma al di là dei toni di Trump, con questi numeri, con ogni probabilità, sarà a Netanyahu che il presidente israeliano Herzog affiderà l’incarico di formare il nuovo governo. La legge assegna al leader designato 28 giorni di tempo, più un’eventuale proroga di due settimane. In questo lasso di tempo, Netanyahu resterà comunque al timone e proverà in ogni modo a staccare pezzi dell’opposizione e attrarli a sé. A questo proposito, poche ore prima della chiusura dei seggi il leader dei Democratici Yair Golan aveva espresso sfiducia negli alleati: «Siamo in una situazione di emergenza; stiamo perdendo voti. Siamo gli unici che sicuramente non si siederanno al tavolo con Netanyahu». Il tavolo di Netanyahu non è mai vuoto. «Re Bibi» non muore mai.
7:19 | 28 Ottobre
Lo spoglio in diretta: Netanyahu a quota 55 seggi
A scrutinio del 57,3% delle schede completato, i risultati parziali delle legislative israeliane pubblicati dalla Commissione elettorale centrale assegnano 55 seggi al blocco favorevole a Benjamin Netanyahu e 49 a quello a lui contrario. I partiti attualmente al di sotto della soglia di sbarramento del 3,25% sono: Riservisti (2,6%), Popolo d’Israele (1,7%) e Charedi Public (0,2%). I voti espressi tramite «doppia busta» – inclusi quelli dei militari – verranno conteggiati in una fase successiva. Lo riporta il Times of Israel.
7:17 | 28 Ottobre
Trump: “Con il mio sostegno Netanyahu passato dal ko alla vittoria”
«Quando il presidente Trump ha espresso il suo sostegno a Bibi Netanyahu, la situazione è completamente cambiata, e ora quella che sembrava una sconfitta per un Grande Primo Ministro, appare essere un’insperata rimonta che ha portato a una fase di stallo, se non una vittoria per Netanyahu». Lo scrive su Truth il presidente Usa, Donald Trump. «Tutto è successo dopo il sostegno del presidente Trump – conclude – che vuole solo il bene del Medio Oriente, di Israele e degli Stati Uniti d’America».
7:09 | 28 Ottobre
Il punto della situazione, ad ora
Prosegue in Israele lo spoglio dei voti dopo l’elezione per la ventiseiesima Knesset, tenutasi ieri, 27 ottobre. Con il 39,18 per cento delle schede scrutinate alle ore 05:58 di stamattina (le 04:58 ora italiana), i dati parziali ufficiali resi noti dalla Commissione elettorale centrale (Cec) delineano un quadro politico incerto, segnato da un precario equilibrio tra le forze politiche.
Il blocco di destra e religioso guidato dal primo ministro uscente Benjamin Netanyahu si attesta in questa fase a57 seggi su 120, trainato dal Likud (28 seggi) e sostenuto da Giudaismo Unito nella Torah (8), Otzma Yehudit (7), Shas (7) e dal Partito Sionista Religioso (7). Di fronte all’aggiornamento dei primi dati parziali a lui favorevoli, Netanyahu si è rivolto ai propri sostenitori festeggiando l’andamento del voto, pur astenendosi dal proclamare formalmente la vittoria.
Lo schieramento di opposizione al governo uscente sale provvisoriamente a 47 seggi, guidato dal partito Yashar dell’ex generale Gadi Eisenkot con 21 seggi. Seguono la coalizione Beyachad guidata da Yair Lapid e Naftali Bennett (11 seggi), i nazionalisti laici di Yisrael Beytenu con Avigdor Lieberman (8) e i socialdemocratici del partito I Democratici (7).
Restano separate le due principali formazioni della minoranza araba, che contano complessivamente su 16 seggi: la Lista Comune (Joint List) è accreditata di 12 seggi e la Lista Araba Unita (Ra’am) di quattro.
Restano attualmente al di sotto della soglia di sbarramento del 3,25% le formazioni The Reservists (2,70%) e Amcha Yisrael (1,76%).
La formalizzazione dei risultati definitivi è prevista per il 4 novembre.
Dallo scrutinio parziale emerge tuttavia una forte polarizzazione e una frammentazione del panorama parlamentare che preannuncia negoziati complessi e un percorso irto di ostacoli per la formazione di una maggioranza solida e di un esecutivo stabile.
sono appena tornata dal mio primo pellegrinaggio a Medugorje, ho ritrovato l’entusiasmo della preghiera e la vicinanza del Signore e il desiderio di portare agli altri la mia esperienza e la testimonianza.
Qualcuno ha accolto con gioia anche i piccoli pensieri che ho portato loro, ma la maggior parte dei parrocchiani che frequento, persone molto vicine alla chiesa, si sono dimostrati distanti e per nulla interessati a quello che io volevo comunicare, volevo solo farli partecipi del mio pellegrinaggio. Proprio mi sono sentita ignorata, da loro non mi aspettavo una cosa del genere.
Ho capito che il silenzio era l’unica risposta, ma sono ancora qua a chiedermi quale sia l’atteggiamento più adeguato da tenere con loro.
In fondo, per educazione, potevano anche accogliere quello che io volevo comunicare. La delusione. pervade il mio stato d’animo. Sarete perseguitati…ma proprio da loro!
Devo dire che alcuni non credenti Mi hanno invece interrogato su cosa ho trovato a Medjugorje e questo mi ha un po’ confortato.
Come mi devo porre con queste persone che rifiutano di credere a questo, (in fondo gli ho portato solo dei rosari) per le quali provo un po’ di risentimento
Grazie!
Cordiali saluti Stefania.
Cara Stefania,
capisco la tua amarezza che è anche la mia e quella di tanti fratelli nella fede. Questo ci aiuta comprendere il dispiacere della Madonna che, al riguardo, ha detto che un solo piccolo numero l’ha accolta, mentre “un numero enorme non l’ha neppure presa in considerazione”.
Noi dobbiamo fare la nostra parte e dare la nostra testimonianza a tutti quelli che la accolgono volentieri, senza avere risentimenti verso chi non ci ascolta o ci compatisce o ci irride.
Arriverà fra non molto il tempo dei Segreti, quando molti di quelli che hanno fatto i supponenti verranno a cercarci per avere un aiuto.
“Il 26 ottobre 1985 Mirjana diede l’intervista più chiara circa l’inizio dei 10 segreti. Il giorno prima la Vergine Maria le aveva mostrato le conseguenze visibili del primo segreto.
L’intervista del 1985 è un documento molto importante, perché la visione era fresca e chiara nella memoria di Mirjana, e perché l’intervistatore era P. Petar Ljubicic, a quel tempo già scelto come sacerdote per rivelare i segreti al mondo.
Disse Mirjana, il primo segreto “non sarà una cosa piacevole“. Sarà “qualcosa di cui la gente sentirà parlare a lungo“.
“Il primo segreto farà abbondantemente parlare di sé”
e quindi non avrà bisogno di tante spiegazioni a precederlo.
La gente di Medjugorje “saprà subito che è in connessione con i segreti“.
Sarà qualcosa, ha detto Mirjana a P. Petar Ljubicic, “che tutti, ovunque, ne sentiranno immediatamente parlare“.
Ma questo non significa che la gente si precipiterà sul luogo in cui il primo segreto si sarà appena verificato, ha anche previsto Mirjana:
”Certamente nessuno vuole vedere disastri, angoscia, e sfortuna. Non credo che questo genere di cose attiri affatto le persone. Perché la gente dovrebbe andare a vedere cose del genere? Una cosa è andare a vedere un segno, un’altra è andare a vedere la sofferenza o un disastro. Chi vorrebbe, per esempio, andare in Italia per vedere una diga crollare?“.
Il Primo Segreto farà fermare la gente a riflettere
Durante l’apparizione del 25 ottobre 1985 Mirjana vide il primo segreto come fossero immagini proiettate su diapositive:
“Mi ha scosso più di ogni altra cosa. Questo fu, naturalmente, a causa di vedere il primo segreto. Se la gente vedesse il primo segreto, come è stato dimostrato a me ieri, tutti sarebbero certamente scossi abbastanza da guardare a stessi e tutto ciò che li circonda in modo completamente nuovo. Ora so cose che non sono particolarmente piacevoli. Io credo che se tutti sapessero le stesse cose, ognuna di queste persone sarebbe scioccata e guarderebbe al nostro mondo in una luce completamente diversa“, disse Mirjana a P. Petar Ljubicic il giorno dopo la visione.
“Durerà per un po’. Sarà visibile, è necessario per scuotere un po’ il mondo. Farà sì che il mondo si fermi a pensare.“
Nel corso di un’intervista del 1985 P. Petar Ljubicic chiese anche a Mirjana se qualcuno direbbe che l’evento del primo segreto era semplicemente un fenomeno naturale. Nel rispondere Mirjana parlò anche del suo secondo segreto:
“Forse alcuni non credenti convinti potrebbero dire qualcosa di simile dopo il primo e il secondo“, rispose Mirjana.
Nonostante le sue descrizioni, i primi due segreti non saranno catastrofi nel senso letterale, ha anche rivelato la veggente:
“Non sarà nulla di così enorme come quello che verrà dopo. Questi primi due segreti non sono poi così gravi e duri. Quello che voglio dire è, sì, sono gravi, ma non tanto quanto i rimanenti. (…) Quello che segue sono i segreti che sono davvero sgradevoli. Sarei felice se tutti finalmente lo capissero. Non posso dire loro molto di più, ma una volta che cominciano a essere adempiuti, allora sarà troppo tardi“.
«Cari figli, io sono con voi per la grazia di Dio: per farvi diventare grandi, grandi nella fede e nell’amore, tutti voi. Voi il cui cuore, il peccato e la colpa ha fatto diventare duro come la pietra. Invece voi anime devote voglio illuminare con una nuova luce. Pregate che la mia preghiera possa trovare i cuori aperti per poterli illuminare con la forza della fede e aprire nuove vie d’amore e di speranza. Siate perseveranti. Io sarò con voi» (Messaggio del 2 giugno 2008).
Generalmente i Messaggi dati a Mirijana sono molto esigenti e non di rado sono molto duri. Nei Messaggi a Mirjana la Madonna forma gli Apostoli del suo amore il cui compito è quello di testimoniare la sua presenza ai non credenti. Da una parte ci sono gli Apostoli dell’amore di Maria che hanno un cuore aperto e devoto che lei stessa può illuminare, dall’altra parte ci sono i lontani che hanno i cuori impietriti dai peccati commessi.
In apertura di Messaggio la Madonna dice che è con noi per grazia di Dio, non perché ce lo meritiamo. Anche i veggenti sono perfettamente consapevoli che anche per loro l’apparizione è una grazia e non un merito; spesso loro stessi dicono che la Madonna avrebbe potuto scegliere fra ragazzi migliori di loro, più meritevoli di questa grazia. Ma la grazia, per sua natura, è un dono gratuito e Dio sceglie chi vuole. Anche noi che abbiamo risposto alla chiamata, anche se non abbiamo le apparizioni abbiamo comunque avuto la grazia di andare a Medjugorje, la grazia della conversione, la grazia di credere. Anche noi dobbiamo essere grati a Dio, non pensiamo di avere dei meriti particolari; magari li avremo, ma non esibiamoli perché alla fine, come dice Gesù, senza di lui non possiamo fare nulla.
La Regina della pace che è qui per farci diventare grandi, ma si tratta della grandezza dell’umiltà, è la grandezza di chi scopre di essere una creatura davanti al Creatore, scopre di essere un peccatore bisognoso di perdono e di essere fragile e piccolo davanti a Dio. Quando si parla di grandezza si intende la grandezza dell’umiltà; la vera grandezza è quella di chi si fa piccolo davanti a Dio. La vera grandezza davanti a Dio è quella dell’umiltà, proprio come Gesù mite e umile di cuore. La Madonna è qui per farci grandi nella santità, nella fede profonda e perseverante e per farci grandi nell’amore, cioè nel tendere la mano a chi ha bisogno. Anche la grazia della santità che Dio ci dà, quando è autentica non diventa una proprietà privata, si irradia sul prossimo. Le nostre grazie devono riflettersi su quelli che incontriamo, su quelli che abbiamo vicino.
La Madonna quando dava i Messaggi a Mirjana appariva sul Podbrdo e la veggente era circondata da una moltitudine di pellegrini. La Regina della pace, durante l’apparizione, guardava le persone che erano divise in due categorie: quelle il cui cuore è indurito come la pietra a causa del peccato e gli Apostoli del suo amore. La Madonna si rivolge anche a coloro che hanno il cuore indurito come la pietra a causa del peccato e a coloro che hanno il cuore aperto all’amore di Dio. La Regina della pace si rivolge a tutti, a coloro che sono nel peccato e a coloro che sono sul cammino di santità. Distingue fra chi apre il cuore perché è devoto e ha la fede, affinché sia luce per gli altri e quelli che hanno il cuore duro, affinché si convertano. La Madonna non esclude nessuno di quelli che rivolgono lo sguardo a lei.
La Regina della pace, poi, si rivolge a tutti coloro che prendono in considerazione le sue parole e dice di pregare affinché la sua preghiera possa trovare i cuori aperti per poterli illuminare con la forza della fede e per aprire nuove vie di amore e di speranza. La Madonna spesso nei Messaggi a Mirjana ha questa vena quasi di tristezza per tutti quei cuori duri che ascoltano (o leggono il Messaggio), ma rimangono indifferenti e induriti nel male. La Madonna è addolorata per il fatto che un numero enorme di persone nemmeno la prende in considerazione, è un’espressione addolorata rivolta a tutta la cristianità.
La Madonna si rivolge poi al piccolo numero di fervorosi e li invita a pregare in modo tale che lei possa trovare cuori aperti per poterli illuminare con la forza della fede e aprire nuove vie di amore e di speranza. Non la Madonna stessa ad aprire i cuori perché nell’Opera della Redenzione Dio vuole la nostra cooperazione. Noi dobbiamo presentare alla Madonna le nostre preghiere e i nostri sacrifici affinché possa trovare cuori aperti. Le preghiere e i sacrifici fanno sì che la grazia dello Spirito Santo inizi a lavorare nei cuori e li faccia aprire. Questo è un mistero che possiamo toccare con mano, pensiamo a quanti genitori pregano per i loro figli che sembrano inconvertibili, accade poi improvvisamente i cuori di questi figli cambiano inaspettatamente; è avvenuto che la grazia dello Spirito Santo ha ritenuto che era arrivato il momento di toccare quei cuori.
La conversione è veramente un miracolo, tutto è imponderabile ai nostri calcoli. Gesù sulla croce ha pregato per entrambi i ladroni, ma solamente uno si è rivolto a lui chiamandolo Signore mentre l’altro ha continuato a bestemmiarlo anche dopo che Gesù ha pregato per lui. Sono i misteri della grazia che solamente Dio conosce fino alla loro radice. Sappiamo, però, che la preghiera fa sì che Dio aumenti le grazie per cui poi certe porte murate nell’acciaio vengono sfondate. La nostra cooperazione all’Opera della Salvezza è molto importante e avviene con la preghiera, con i piccoli sacrifici e con la testimonianza quando è necessaria. Noi diamo il nostro apporto, Dio fa tutto il resto.
La Madonna ha detto a Fatima che molte anime vanno all’inferno e a Medjugorje ha detto che satana miete le anime; forse questo accade perché non c’è abbastanza preghiera, non ci sono abbastanza sacrifici e non c’è abbastanza testimonianza; tant’è vero che la Madonna è scesa dal Cielo sulla Terra a chiedere preghiere, sacrifici e testimonianza ai tre pastorelli di Fatima e ai sei ragazzi di Medjugorje per quelli il cui cuore il peccato e la colpa ha fatto diventare duro come la pietra.
Dio è uno e trino, è comunione eterna di amore fra il Padre che genera e il Figlio che è generato uniti dall’amore reciproco che è lo Spirito Santo. Delle tre Persone della Santissima Trinità si è incarnata e fatta uomo la seconda, cioè il Figliuolo. Il Verbo si è fatto uomo in una cornice meravigliosa che è quella dell’Annunciazione.
Nell’Annunciazione l’incarnazione del Verbo avviene attraverso una mediazione che è quella di Maria Santissima che, con la sua fede, crede alle parole dell’angelo quando le rivela che lo Spirito Santo sarebbe sceso su di lei, la potenza dell’altissimo l’avrebbe adombrata e quindi il bambino che avrebbe concepito sarebbe stato il Figlio di Dio. Il mistero dell’Incarnazione avviene per la fede di Maria, prima di tutto, perché lei nella fede crede e accoglie il Verbo nel suo grembo. Questa mediazione umana è molto importante perché Dio fa opere grandi in noi e attraverso di noi, chiedendo la nostra cooperazione. La Madonna ha cooperato all’Opera dell’Incarnazione in un modo sublime, mediante la sua fede.
Con il sì di Maria la seconda Persona della Santissima Trinità si è fatta carne, ha assunto una natura umana. Questo embrione umano era composto da un corpo e da un’anima creata. Non è vero che il Verbo ha assunto solamente un corpo, ma anche un’anima. Nel mistero di Gesù Cristo, secondo la Divina Rivelazione, contempliamo la seconda Persona della Santissima Trinità che ha uniti a sé un’anima creata (che ha volontà e intelligenza umane) e un corpo tratto dalle Vergine Maria. La Madonna ha concepito Gesù verginalmente e questa è un’indicazione della divinità di Gesù Cristo. Solamente un miracolo di Dio poteva far sì che ci fosse un concepimento senza concorso di un uomo. La verginità di Maria ha un grande significato non solo per lei che si è totalmente consacrata a Dio ma anche per il fatto che indica l’opera della Santissima Trinità nel momento dell’Incarnazione. Il Padre ha inviato il Verbo che si è fatto uomo nel grembo della Vergine Maria assumendo una natura umana completa.
Bisogna comprendere appieno la differenza radicale fra un bambino concepito e quel Bambino concepito nel grembo della Vergine Maria. La natura umana di Gesù, il suo corpo e la sua anima, non hanno un io umano, ma sono uniti direttamente al Verbo per cui l’io di quel Bambino è divino. In Gesù non ci sono un io divino e un io umano, c’è un solo io divino che ha assunto una natura umana. L’io di Gesù Cristo è un io divino. Questo è il grande mistero dell’Incarnazione che è stato messo a fuoco nei quattro Concili Ecumenici (Nicea, Costantinopoli, Efeso e Calcedonia); è proprio a Nicea che è stata proclamata questa grande verità e cioè che in Gesù Cristo c’è un solo io divino perché è il Figlio di Dio che si è fatto uomo.
La seconda Persona della Santissima Trinità si è incarnata, il Verbo ha assunto una natura umana ma il soggetto che agisce con l’anima e con il corpo uniti a sé è l’io divino di Gesù Cristo. Più volte nei Vangeli Gesù indica se stesso con l’io divino. Molti anche oggi negano la divinità di Gesù Cristo e affermano che il suo io è umano come il nostro. La divinità di Gesù Cristo è stata rivelata direttamente da lui ed è il cuore della fede cristiana. Chi vacilla su questo punto e non crede che Gesù Cristo è il Figlio di Dio perde la fede. Gesù lo ha detto chiaramente: «Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato».
Gesù stesso ha posto come condizione per la salvezza la fede in lui, Figlio di Dio e Redentore del mondo. Questo è il cuore della nostra fede che possiamo alimentare rivolgendoci a Gesù come Dio che si è fatto uomo e si è umiliato fino alla morte in croce per redimere il mondo. Gesù è l’unico e vero Redentore e Salvatore. Solamente Dio ci può salvare ed è per questo che si è fatto uomo, è morto in croce ed è risorto glorioso; solamente in Cristo possiamo essere figli nel Figlio, nel cuore della Santissima Trinità.