BLOG DI P.LIVIO DIRETTORE DI RADIO MARIA

"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

🟢LIVE<:::::::::::::>——+ 👼PREGHIERE DEI BAMBINI ~ CATECHISMO IN PILLOLE〽️ #ROSARIO PER LA #PACE 🕊️COI GIOVANI DI RADIO MARIA 🙏

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La Parrocchia sottomarina

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CATECHESI GIOVANILE IN RIMA (1)

Le confessioni del pescecane e i consigli del pesce palla

Il Pesce palla è il parroco della parrocchia sottomarina, zelante per il progresso spirituale dei suoi parrocchiani e pieno di misericordia per le loro debolezze. Aspetta invano una promozione che tarda a venire…nonostante decenni di onorato servizio.

Il Pescecane è un parrocchiano molto particolare. Da una parte avverte il richiamo della religione, ma dall’altra sente gli stimoli prepotenti della sua natura. La sua conversione è sempre di là da venire….nonostante le frequenti confessioni.

(Le avventure del Pescecane e del Pescepalla, con il suo esercito di orate e di sardine, hanno rallegrate le serate del Venerdì di numerosi ascoltatori di Radio Maria, che spesso venivano ad ascoltare la Catechesi in diretta nella cappella della Sede da ogni parte d’Italia.

Ne è uscito un bel libro a futura memoria per tutti quelli che stati protagonisti di una esperienza straordinaria che si è prolungato per oltre due decenni

( La Parrocchia Sottomarina – Padre Livio – Sugarco Edizioni)

Da Radio Maria Repubblica Democratica del Congo – sottostazione di Bukavu – Padre Theodore Cimanuka, direttore

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RADIOGIORNALE – 20/10/2026

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🙏💙Da Radio Maria Kenya: sottostazione di Murang’a hanno bisogno di uno studio fisso!!!!🙏💙

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🟢LIVE P. LIVIO🟢 EDITORIALE: “SONO CON VOI E COME MAI PRIMA PREGO PER VOI E CON VOI” – 20/10/2026

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LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA – 20/10/2026

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🟢LIVE P. LIVIO🟢 EDITORIALE: “L’AGITATA VIGILIA DEI SEGRETI DI MEDJUGORJE” – 19/10/2026

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L’AGITATA VIGILIA DEI SEGRETI DI MEDJUGORJE

1. PIÙ IL TEMPO PASSA E PIÙ I SEGRETI SI AVVICINANO

2. I SEGRETI SONO CUSTODITI DAI VEGGENTI E MATURANO NELLA SOCIETÀ

3. “TUTTI I SEGRETI SI REALIZZERANNO” HA AFFERMATO LA MADONNA

4. “I SEGRETI SONO NECESSARI PER CAMBIARE IL MONDO” HA SCRITTO MIRJANA

5. IL COMPIMENTO DEI SEGRETI COINCIDE COL TRIONFO DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

6. PERCHÈ È POSSIBILE IPOTIZZARE LA FINE DEI SEGRETI NEL 2033

7. I SEGRETI RIGUARDANO IL MONDO E LA CHIESA DICONO I VEGGENTI

8. I SEGRETI DI MEDJUGORJE SONO LA REALIZZAZONE DI QUELLI DI FATIMA, RIVELA LA MADONNA

9. RIGUARDANO IL RUOLO DELLA RUSSIA NELL’ARCO DI TEMPO DAL 1917 AL 2033: “spargerà i suoi errori per il mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte. Finalmente, il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre Mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo un periodo di pace”. (2° Segreto di Fatima )

10. IN PARTICOLARE RIGUARDANO LA PERSECUZIONE ALLA CHIESA E L’UCCISIONE DEL PAPA :

“E vedemmo in una luce immensa, che è Dio, (“qualcosa di simile a come si vedono le persone in uno specchio quando vi passano davanti”) un vescovo vestito di bianco, (“abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre”) insieme a vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale c’era una grande Croce di tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia; il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo, con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce, venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni. Sotto i due bracci della Croce c’erano due Angeli ognuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio”.

11. RIGUARDO AI SEGRETI DI FATIMA PAPA BENEDETTO XVI NEL 2007 A FATIMA HA AFFERMATO CHE IN PARTE SI SONO REALIZZATI E IN PARTE SI DEVONO REALIZZARE

12. LA SITUAZIONE DEL MONDO IN QUESTO MOMENTO È QUELLA CHE CI HA DESCRITTO LA REGINA DELLA PACE NEI SEGRETI DI MEDJUGORJE:

+ Avete rifiutato la fede e la Croce

+ L’umanità ha scelto per la morte

+ L’uomo ha messo se stesso al posto di Dio

+ L’uomo moderno non vuole Dio e va verso la perdizione

+ Satana miete le anime

13. L’UMANITA’ SENZA DIO STA PREPARANDO LA SUA AUTODISTRUZIONE

14. PERCHÈ È RAGIONEVOLE IPOTIZZARE CHE IL LUOGO DEI SEGRETI SIA L’EUROPA

15. PERCHÈ È RAGIONEVOLE IPOTIZZARE CHE IL TERZO SEGRETO DI FATIMA SI REALIZZI A ROMA

16. IL SIGNIFICATO DELLA SVOLTA NEL PONTIFICATO DI PAPA LEONE

17. UN PONTIFICATO NEL CUORE DEL PIANO DI MARIA DA FATIMA A MEDJUGORJE

18. LA MADONNA STA PREPARANDO LA CHIESA AL TEMPO DEI SEGRETI

19. GIÀ IL PRIMO SEGRETO POLARIZZERÀ L’ATTENZIONE

20. IL TERZO SEGRETO METTERÀ MEDJUGORJE AL CENTRO DEL MONDO

21. COL QUARTO SEGRETO INCOMINCERÀ “LA GRANDE TRIBOLAZIONE” VERSO IL TRIONFO DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

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LE RIVELAZIONE DELLA VEGGENTE MIRIANA SUL PRIMO SEGRETO

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“Il 26 ottobre 1985 Mirjana diede l’intervista più chiara circa l’inizio dei 10 segreti. Il giorno prima la Vergine Maria le aveva mostrato le conseguenze visibili del primo segreto.

L’intervista del 1985 è un documento molto importante, perché la visione era fresca e chiara nella memoria di Mirjana, e perché l’intervistatore era P. Petar Ljubicic, a quel tempo già scelto come sacerdote per rivelare i segreti al mondo.

Disse Mirjana, il primo segreto “non sarà una cosa piacevole“. Sarà “qualcosa di cui la gente sentirà parlare a lungo“.

“Il primo segreto farà abbondantemente parlare di sé”

e quindi non avrà bisogno di tante spiegazioni a precederlo.

La gente di Medjugorje “saprà subito che è in connessione con i segreti“.

Sarà qualcosa, ha detto Mirjana a P. Petar Ljubicic, “che tutti, ovunque, ne sentiranno immediatamente parlare“.

Ma questo non significa che la gente si precipiterà sul luogo in cui il primo segreto si sarà appena verificato, ha anche previsto Mirjana:

”Certamente nessuno vuole vedere disastri, angoscia, e sfortuna. Non credo che questo genere di cose attiri affatto le persone. Perché la gente dovrebbe andare a vedere cose del genere? Una cosa è andare a vedere un segno, un’altra è andare a vedere la sofferenza o un disastro. Chi vorrebbe, per esempio, andare in Italia per vedere una diga crollare?“.

Il Primo Segreto farà fermare la gente a riflettere

Durante l’apparizione del 25 ottobre 1985 Mirjana vide il primo segreto come fossero immagini proiettate su diapositive:

“Mi ha scosso più di ogni altra cosa. Questo fu, naturalmente, a causa di vedere il primo segreto. Se la gente vedesse il primo segreto, come è stato dimostrato a me ieri, tutti sarebbero certamente scossi abbastanza da guardare a stessi e tutto ciò che li circonda in modo completamente nuovo. Ora so cose che non sono particolarmente piacevoli. Io credo che se tutti sapessero le stesse cose, ognuna di queste persone sarebbe scioccata e guarderebbe al nostro mondo in una luce completamente diversa“, disse Mirjana a P. Petar Ljubicic il giorno dopo la visione.

“Durerà per un po’. Sarà visibile, è necessario per scuotere un po’ il mondo. Farà sì che il mondo si fermi a pensare.“

Nel corso di un’intervista del 1985 P. Petar Ljubicic chiese anche a Mirjana se qualcuno direbbe che l’evento del primo segreto era semplicemente un fenomeno naturale. Nel rispondere Mirjana parlò anche del suo secondo segreto:

“Forse alcuni non credenti convinti potrebbero dire qualcosa di simile dopo il primo e il secondo“, rispose Mirjana.

Nonostante le sue descrizioni, i primi due segreti non saranno catastrofi nel senso letterale, ha anche rivelato la veggente:

“Non sarà nulla di così enorme come quello che verrà dopo. Questi primi due segreti non sono poi così gravi e duri. Quello che voglio dire è, sì, sono gravi, ma non tanto quanto i rimanenti. (…) Quello che segue sono i segreti che sono davvero sgradevoli. Sarei felice se tutti finalmente lo capissero. Non posso dire loro molto di più, ma una volta che cominciano a essere adempiuti, allora sarà troppo tardi“.

Fonte: Medjugorje Italia

(blogdipadrelivio.it)

🟢 PADRE LIVIO – SENZA PREGHIERA NON PUOI VIVERE – 24

Decreto sicurezza, via libera dal consiglio dei ministri: fermo per i minori di 24 ore. Dal Quirinale no ai poteri speciali ai militari

di Simone Canettieri e Monica – Corriere della Sera – 20 Ottobre 2026-

Durante il confronto tra gli uffici legislativi di palazzo Chigi e del Quirinale sono emerse perplessità su norme che potrebbero avere effetti eccessivamente repressivi

Il governo ha approvato il nuovo decreto Sicurezza, dopo gli scontri di Milano. «A Milano arrivano 500 militari in più fino alla fine dell’anno, al fianco di polizia e carabinieri e alla giustizia minorile diamo più magistrati e più posti negli istituti, perché la certezza della pena valga anche per chi ha 16 anni», annuncia la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel video sui social pubblicato dopo l’approvazione in Cdm del decreto legge dopo i disordini degli ultimi giorni in alcune città italiane. «Manifestare è un diritto, mettere a ferro e fuoco le nostre città non lo è. Lo abbiamo detto e lo dimostreremo con i fatti», ha sottolineato Meloni. 

La principale perplessità riguardava il conferimento dei poteri di polizia giudiziaria ai 500 militari che saranno inviati fino al 31 dicembre a Milano. Il presidente Sergio Mattarella sarebbe dunque contrario ad allargare i compiti dei militari, che non hanno una formazione specifica di polizia giudiziaria al contrario di polizia, carabinieri e guardia di finanza. Una fattispecie che rischierebbe di evocare scenari repressivi. Ma il ministro dell’Interno ha smentito diversità di vedute: «Nessuno stop dal Quirinale, come sempre quando ci sono provvedimenti del governo c’è stata una interlocuzione molto fluida, serena e produttiva». 

Nel decreto è prevista la punibilità dei minori: «Per arginare questo fenomeno che questi giorni ha colpito nelle nostre città è stato fatto questo schema che riguarda la procedura penale: primo, riguarda la presunzione di capacità di intendere e di volere, ovvero, l’imputabilità, del minore dai 14 e i 18». Già inserita nel disegno di legge ma «oggi viene inserita nel decreto legge e ha efficacia immediata», ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Non solo. Si estende ai minorenni la “flagranza differita” e, per i minori con più di 16 anni, si consente al giudice di disporre di misure cautelari anche se interrompono i processi educativi in atto. 

Il decreto legge prevede anche l’introduzione della «possibilità che qualora il minore anche non imputabile partecipi alla commissione di fatti costituenti uno o più reati in contesti come quello a cui abbiamo assistito in questi giorni, può essere irrogata una sanzione amministrativa all’esercente la potestà genitoriale; una sanzione amministrativa da parte dell’autorità amministrativa, cioè il prefetto, da 500 a 1000 euro raddoppiabili in caso di reiterazione», come ha annunciato Piantedosi, durante la conferenza stampa post Cdm. Il prefetto può, dunque, «ordinare al genitore il pagamento di una somma a titolo di risarcimento dei danni cagionati in conseguenza dei fatti compiuti, qualora questi sono danni cagionata a beni appartenenti allo Stato alla regione agli enti locali, quindi a enti pubblici danni di carattere pubblico». Quando invece sono commessi danni in danno di privati il soggetto interessato «il prefetto può ricorrere ad un procedimento semplificato per ottenere un riconoscimento veloce dei danni che gli sono stati cagionati dai fatti», ha ribadito. 

L’altra novità riguarda l’introduzione del nuovo reato di «partecipazione violenta a manifestazioni pubbliche», per sanzionare chi, partecipando a un gruppo di più di 5 persone, utilizza illegittimamente mezzi atti a offendere in modo da creare un pericolo concreto. Il ministero della Giustizia ha fatto inserire anche l’ ampliamento della «flagranza differita» (articolo382-bis del codice procedura penale) ai reati di devastazione e saccheggio, attentato a impianti di pubblica utilità, reato di partecipazione violenta a manifestazioni pubbliche, danneggiamento da parte di un gruppo. Non solo nel decreto si parla anche di procedibilità d’ufficio del reato di lesioni a agente o ufficiale di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza in tutti i casi (oggi la perseguibilità c’è solo nell’ipotesi aggravata). 

Per far funzionare meglio la macchina giudiziaria ci saranno misure per facilitare l’assegnazione provvisoria dei magistrati, con possibilità di assegnazione di un magistrato a più uffici del distretto. E ancora nella bozza del decreto Sicurezza, visionata dal Corriere, si prevede anche l’ ampliamento della misura prevenzione personale dell’avviso orale, che consente di imporre il divieto di radunarsi in luoghi pubblici anche limitato a determinate fasce orarie e maggiore responsabilizzazione dei genitori per i danni causati dai minori. È ancora in discussione, infine, il potenziamento degli strumenti informativi dell’intelligence, imponendo alle piattaforme digitali di fornire un numero più ampio di informazioni rispetto alle mobilitazioni che ormai passano dai social.

Crosetto: “I fatti di Milano sono frutto della guerra ibrida”

Il ministro della Difesa: “I ragazzi subiscono una controeducazione sui social e l’Occidente non reagisce”. I servizi stanno monitorando gli account che commentano i video degli scontri

20 OTT 26 -IL FOGLIO

Le violenze del fine settimana a Milano e in altre città italiane sono “profondamente diverse da quelle vissute in altre epoche” e sono “il frutto di quella che io chiamo guerra ibrida”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, intervenendo al Defense procurement forum in corso a Roma. Secondo il ministro, questa guerra viene condotta “nelle nostre Nazioni” con “strumenti non convenzionali che si chiamano TikTok, social, YouTube, senza che l’Occidente se ne renda conto e in qualche modo reagisca”.

Crosetto ha poi parlato dei giovani che hanno partecipato alle manifestazioni: “Se tre ragazzi su dieci hanno partecipato a quelle manifestazioni non parliamo di maranza, di italiani di seconda generazione. Se sei su dieci le condividono è perché in questi anni hanno subito una controeducazione da qualche parte, non dalla famiglia o dalla scuola”. Una controeducazione, ha aggiunto, “che gli ha dato valori, ambizioni, una visione del mondo e dei punti di riferimento” in conflitto “con la società in cui viviamo e con le regole democratiche”.

Le parole del ministro arrivano dopo due giornate di disordini nel centro di Milano, il 17 e il 18 ottobre, cominciati al termine di un corteo contro il carovita convocato sui social. Le persone fermate sono state oltre 270, in maggioranza minorenni. Il governo ha disposto l’invio in città di 500 militari in più, decisione presa da Crosetto insieme al sottosegretario Matteo Perego. Nel pomeriggio è convocato un Consiglio dei ministri su nuove misure di ordine pubblico.

Sul tema è intervenuto anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Secondo il capo dello Stato “occorre un’analisi intelligente e approfondita” e serve “un’attenta vigilanza in grado di contrastare violenze” che arrivano da “soggetti inediti”.

Come scrive oggi Carmelo Caruso sul Foglio, i servizi di intelligence stanno esaminando gli account che commentano i video degli scontri. Tra questi sono stati individuati profili automatici, come uno identificato dal nome .dima.1.3.1.2. e accompagnato da una bandiera russa. E il governo teme infiltrazioni di propaganda filorussa anche nei canali Telegram legati alle proteste. Non si tratta di prove ma di indizi. Però le parole di Crosetto confermano che dalle parti del ministero della Difesa c’è più di un sospetto. 

Intervista a Zelensky: «Anche l’Italia è vittima della guerra ibrida di Putin. Dagli Usa restrizioni reali su armi e intelligence. Ci chiedono di fermarci: è ingiusto»

di Marta Serafini _Corriere della Sera – 20 Ottobre 2026

Prima intervista a un media italiano dopo il «patto del diesel» tra i presidenti americano e russo. «Non è corretto che Mosca ci colpisca e noi non possiamo rispondere – dice il leader di Kiev. Ho detto a Trump: se per voi alleati è necessario e non riuscite a fermare Putin, dateci almeno gli intercettori». E sul vertice a tre Usa-Russia-Cina proposto dallo Zar: «Purtroppo la progressiva uscita di Putin dall’isolamento è già iniziata»

Volodymr Zelensky durante l’intervista col Corriere della Sera (Ufficio  presidenziale ucraino)

DALLA NOSTRA INVIATA 
KIEV – «Le limitazioni alla condivisione di informazioni di intelligence e la riduzione della velocità di Starlink non sono più semplici minacce ma una realtà. È ingiusto nei nostri confronti. Restiamo grati al popolo americano e alla squadra di Trump. Ma tra partner deve esserci onestà». 

È suonato da poco l’ennesimo allarme quando Volodymyr Zelensky entra in una sala del palazzo presidenziale. Il leader ucraino ha appena concluso una telefonata con Papa Leone XIV sulle evacuazioni dei civili rimasti intrappolati nei territori occupati dalla Russia, compresi gli abitanti di Oleshky rimasti senza cibo. In volto, la fatica di chi guida un Paese da più di quattro anni e mezzo in guerra. 

Eppure, l’umore è buono quando risponde alle domande del Corriere della Sera nella prima intervista a un media italiano da quando Donald Trump ha stretto con Vladimir Putin il patto sul diesel, mossa che Zelensky stesso ha definito «un tradimento». 

Ha detto di considerare ancora Trump un alleato, ma che le sue scelte spingono l’Ucraina verso la capitolazione. È ancora possibile collaborare con lui? 
«Il rapporto strategico con gli Stati Uniti è sempre stato importante, dall’inizio dell’occupazione e soprattutto durante la guerra su vasta scala. Il popolo americano, le amministrazioni e i due partiti ci hanno sostenuto: ne sono grato. Abbiamo sempre voluto un rapporto fondato su onestà, giustizia e trasparenza. Non voglio nascondere nulla al presidente americano. Possiamo avere opinioni e interessi diversi, ma i nostri popoli hanno molto più in comune di quanto ne abbiano America e Russia. La collaborazione esiste: riceviamo armi americane attraverso programmi finanziati dagli europei. Oggi quelle armi le paghiamo. Vogliamo continuare ad avere relazioni aperte, oneste e pragmatiche». 

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky alla fine dell’intervista col Corriere (ufficio presidenziale)

Che cosa ha proposto a Trump? 
«Gli sono andato incontro da partner: se i russi ci colpiscono e noi non possiamo rispondere, è ingiusto. Ho detto: se per voi alleati è necessario, e non riuscite a fermare Putin, dateci almeno gli intercettori per proteggere le infrastrutture energetiche. Subiremmo comunque perdite, ma sarebbe un comportamento da partner. Invece quei missili non ce li hanno dati: ci chiedono soltanto di fermarci. Poi arrivano le limitazioni dell’intelligence e la riduzione della velocità di Starlink. Non sono più semplici minacce: le restrizioni ci sono state. È ingiusto nei nostri confronti. Restiamo grati al popolo americano e alla squadra di Trump che vuole finire la guerra. Ci incontriamo e ci parliamo, ma tra partner deve esserci onestà». 

La trattativa con gli americani può ripartire, magari dopo le midterm? 
«Ieri abbiamo parlato con il gruppo negoziale di Trump. Ho detto che siamo pronti: se vogliono discutere di negoziati e di un accordo di pace con Putin, siamo sempre aperti. Nonostante tutto, perché la pace è la priorità. Le questioni personali restano personali. Sono pronto a incontrarli, forse già questa settimana». 

Putin propone un incontro con Trump e Xi senza l’Ucraina. Teme che decidano il vostro futuro senza di voi? 
«Vorrei capire, per evitare nuove sorprese. Il problema non è soltanto se si incontrino con noi o senza di noi: purtroppo la progressiva uscita di Putin dall’isolamento è già cominciata. Non sarebbe il primo passo. Se si parla dell’Ucraina, però vorremmo che fosse interpellata l’Ucraina. Sul resto non posso commentare: non so di che cosa discuteranno». 

Putin considera non negoziabile la sua «fascia di sicurezza» in territorio ucraino. Quali garanzie occidentali renderebbero sicuro un cessate il fuoco? 
«Il formato migliore comprende tre elementi: l’esercito ucraino, l’Unione europea e la Nato. Il nostro esercito è una garanzia concreta e può rafforzare quelli europei con la sua esperienza e la forza del suo personale. La Nato significa appartenere alla stessa alleanza di sicurezza, con diritti giuridici da alleati. L’ingresso nell’Ue dipende dall’Europa; quello nella Nato dall’Europa e dagli Stati Uniti. Se non sarà la Nato, quale alternativa ci viene offerta? Siamo pronti a discutere garanzie equivalenti, anche con un altro nome, ma devono avere la stessa forza giuridica. Non parliamo soltanto di ciò che desideriamo, ma di ciò che può funzionare. La Nato sarebbe un deterrente per entrambe le parti». 

A Bruxelles ha chiesto altri 70 miliardi per il 2027 e 300 intercettori Patriot per l’inverno. Se gli aiuti non arrivano in tempo? 
«L’Europa deve aiutare l’Ucraina e l’Ucraina aiuterà sempre l’Europa: siamo parte di un insieme. Abbiamo acquisito un’esperienza enorme da condividere sul piano tecnico, tecnologico e giuridico. Alcuni Paesi dispongono di missili Patriot: bisogna aiutarci a prepararci all’inverno. È interesse di tutti. Se il cielo sarà protetto, le persone resteranno il più possibile in Ucraina. Se avanzeremo verso la fine della guerra, torneranno». 

Che cosa chiede all’Italia e a Giorgia Meloni? 
«Ho un ottimo rapporto con Giorgia e la rispetto molto. Sono grato agli italiani e a chi ci sostiene fin dall’inizio. Ma non è un rapporto in cui l’Italia aiuta e l’Ucraina non dà nulla in cambio. Condividiamo l’esperienza sulle armi: quali funzionano, quali no, quali miglioramenti hanno introdotto i nostri ingegneri e militari. Abbiamo collaborazioni produttive nei due Paesi e un ottimo rapporto con Leonardo. Questo scambio fa crescere anche la tecnologia italiana. Negli stabilimenti in Italia lavorano italiani: sono posti di lavoro, non soltanto aiuti all’Ucraina. Dobbiamo proseguire così, anche per costruire la difesa aerea europea». 

Al Consiglio europeo ha avvertito che i rifugiati ucraini potrebbero aumentare. Teme che la propaganda russa sfrutti un tema così sensibile per dividere l’Europa? 
«La Russia conduce da tempo una guerra ibrida contro l’Europa, anche contro Italia, Francia, Gran Bretagna e Germania. Non è la guerra su vasta scala che conduce contro di noi, ma passa attraverso televisioni, mezzi d’informazione, Internet e social network. I cittadini hanno diritto di essere soddisfatti o insoddisfatti dei propri governi, non devono essere manipolati da campagne russe. Come vivere e chi eleggere devono deciderlo italiani, francesi, ucraini, spagnoli. Non i russi. Mosca sfrutta il tema migratorio e continuerà a farlo. Usa qualsiasi argomento che possa dividere: religione, lingua, questioni di genere. Lo vediamo in Europa, negli Stati Uniti e in Ucraina». 

In agosto definiva le elezioni in guerra uno «tsunami». Ora è disponibile a organizzarle con una tregua. Che cosa è cambiato? 
«Oggi non è questa la questione al centro della nostra società. Dobbiamo finire la guerra e tornare a una vita normale. Le elezioni si terranno e dovranno poter votare i militari al fronte, gli ucraini all’estero e quelli nel Paese. Ma sotto droni e missili come si organizzano elezioni aperte e democratiche, con osservatori occidentali? Non credo sia possibile. Quando i russi sollevano il problema, capiamo perché: pensano che sostituire il presidente renda tutto più facile per loro. Trovo strano che lo facciano i nostri partner americani. Gli europei comprendono che dividere il Paese rischia di provocare quello tsunami, travolgendo la nostra capacità di resistere». 

Non teme che rinviare il voto indebolisca la democrazia ucraina? 
«Nessuno si aggrappa alla poltrona. Dobbiamo difendere lo Stato, ciascuno nella propria posizione, secondo la legge e la Costituzione. I militari sono al fronte; gli altri devono lavorare e pagare le tasse, se non vogliamo consegnare il Paese e perdere l’indipendenza. Agli americani che chiedono di cambiare presidente rispondo: lasciate che siano gli ucraini a occuparsi delle proprie elezioni e a scegliere, nel rispetto della legge». 

Durante l’intervista  (Foto ufficio presidenziale)

Anche in Europa si avvicinano elezioni importanti. Teme che nuovi governi riducano il sostegno a Kiev? 
«Decidono i cittadini di ciascun Paese. Possiamo esprimere un’opinione, comunicare, costruire un dialogo, ma la scelta è loro. Dovremo costruire rapporti con nuovi leader? Certamente. Potrebbero essere più complicati? È possibile. Con Giorgia Meloni abbiamo un rapporto eccellente e le auguro di continuare a essere una guida stabile per l’Italia, ma scegliere è un vostro diritto. Costruire relazioni non è semplice; distruggerle è facilissimo. L’Unione europea non è perfetta. Come ha detto Churchill nemmeno la democrazia lo è. So che ad alcuni non piace neppure la parola Bruxelles. Ma quell’unione di democrazie esiste, è stata costruita e l’Ucraina vuole farne parte. Oggi quelle democrazie vanno anche difese: noi siamo tra i loro difensori. Anche i politici che dubitano di noi dovrebbero essere sicuri di voler proteggere la democrazia, la libertà, l’economia e i cittadini dei propri Paesi».

⭐️🌞A POMERIGGIO INSIEME con la nostra ROBI: LA VITA DI DON ERNEST SIMONI oggi Cardinale⭐️ – Diciassettesima parte

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