BLOG DI P.LIVIO DIRETTORE DI RADIO MARIA

"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

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DALLA〽️REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO a BUKAVU

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Abbiamo questo semplice studio mobile ma ci serve uno studio fisso 🙏🙏
Creiamo ponti di preghiera nelle varie comunità di Bukavu che è una regione in guerra.
abbiamo necessità di una Radio Maria con studio fisso.
Cinque ore di cammino a piedi per arrivare alla Chiesa capanna di paglia,l’area è montuosa
e non vi sono strade percorribili con veicoli. Un sacerdote visita queste zone una volta
all’anno per amministrare alcuni sacramenti.
Accompagnamo il segnale di Radio Maria Bukavu.
Alle 6:00 del mattino si riuniscono in una piccola chiesa di paglia, collegano un ricevitore
radio a un altoparlante e seguono la Messa trasmessa via radio.
Alcuni fedeli protestanti si uniscono a loro
per ascoltare l’omelia del sacerdote. Lo stesso insegnamento viene poi condiviso in una chiesa protestante dopo la Messa cattolica ascoltata alla radio. Durante le trasmissioni
in diretta poi rivolgono preghiere pensieri
e messaggi di ringraziamento per il bene di Radio Maria .
Questi siamo noi🙏🙏🇮🇹♥️

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🟢P. LIVIO🟢 LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA – 07/10/2026

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LE RIVELAZIONE DELLA VEGGENTE MIRIANA SUL PRIMO SEGRETO

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“Il 26 ottobre 1985 Mirjana diede l’intervista più chiara circa l’inizio dei 10 segreti. Il giorno prima la Vergine Maria le aveva mostrato le conseguenze visibili del primo segreto.

L’intervista del 1985 è un documento molto importante, perché la visione era fresca e chiara nella memoria di Mirjana, e perché l’intervistatore era P. Petar Ljubicic, a quel tempo già scelto come sacerdote per rivelare i segreti al mondo.

Disse Mirjana, il primo segreto “non sarà una cosa piacevole“. Sarà “qualcosa di cui la gente sentirà parlare a lungo“.

“Il primo segreto farà abbondantemente parlare di sé”

e quindi non avrà bisogno di tante spiegazioni a precederlo.

La gente di Medjugorje “saprà subito che è in connessione con i segreti“.

Sarà qualcosa, ha detto Mirjana a P. Petar Ljubicic, “che tutti, ovunque, ne sentiranno immediatamente parlare“.

Ma questo non significa che la gente si precipiterà sul luogo in cui il primo segreto si sarà appena verificato, ha anche previsto Mirjana:

”Certamente nessuno vuole vedere disastri, angoscia, e sfortuna. Non credo che questo genere di cose attiri affatto le persone. Perché la gente dovrebbe andare a vedere cose del genere? Una cosa è andare a vedere un segno, un’altra è andare a vedere la sofferenza o un disastro. Chi vorrebbe, per esempio, andare in Italia per vedere una diga crollare?“.

Il Primo Segreto farà fermare la gente a riflettere

Durante l’apparizione del 25 ottobre 1985 Mirjana vide il primo segreto come fossero immagini proiettate su diapositive:

“Mi ha scosso più di ogni altra cosa. Questo fu, naturalmente, a causa di vedere il primo segreto. Se la gente vedesse il primo segreto, come è stato dimostrato a me ieri, tutti sarebbero certamente scossi abbastanza da guardare a stessi e tutto ciò che li circonda in modo completamente nuovo. Ora so cose che non sono particolarmente piacevoli. Io credo che se tutti sapessero le stesse cose, ognuna di queste persone sarebbe scioccata e guarderebbe al nostro mondo in una luce completamente diversa“, disse Mirjana a P. Petar Ljubicic il giorno dopo la visione.

“Durerà per un po’. Sarà visibile, è necessario per scuotere un po’ il mondo. Farà sì che il mondo si fermi a pensare.“

Nel corso di un’intervista del 1985 P. Petar Ljubicic chiese anche a Mirjana se qualcuno direbbe che l’evento del primo segreto era semplicemente un fenomeno naturale. Nel rispondere Mirjana parlò anche del suo secondo segreto:

“Forse alcuni non credenti convinti potrebbero dire qualcosa di simile dopo il primo e il secondo“, rispose Mirjana.

Nonostante le sue descrizioni, i primi due segreti non saranno catastrofi nel senso letterale, ha anche rivelato la veggente:

“Non sarà nulla di così enorme come quello che verrà dopo. Questi primi due segreti non sono poi così gravi e duri. Quello che voglio dire è, sì, sono gravi, ma non tanto quanto i rimanenti. (…) Quello che segue sono i segreti che sono davvero sgradevoli. Sarei felice se tutti finalmente lo capissero. Non posso dire loro molto di più, ma una volta che cominciano a essere adempiuti, allora sarà troppo tardi“.

Fonte: Medjugorje Italia

(blogdipadrelivio.it)

🟢 PADRE LIVIO – SENZA PREGHIERA NON PUOI VIVERE – PUNTATA 11

⭐️🌞A POMERIGGIO INSIEME con la nostra ROBI: LA VITA DI DON ERNEST SIMONI oggi Cardinale⭐️ – Decima parte

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Chiesa cattolica | CR 1971

Carlo Acutis, devoto dell’Eucaristia e di FatimaFONTE IMMAGINE: Chiesa di Milano (https://www.chiesadimilano.it/)

7 Ottobre 2026 ore 14:28

di Roberto de Mattei

Il 12 ottobre la Chiesa celebra la festa liturgica di san Carlo Acutis, canonizzato in piazza San Pietro da Leone XIV il 7 settembre 2025.

Il film di Giacomo Campiotti a lui dedicato, Il mio nome è Carlo, trasmesso in televisione il 23 settembre 2026 su Canale 5, ha raccolto 4 milioni e 269.000 spettatori, sfiorando il 30 per cento di share; un successo straordinario che ha stupito gli stessi dirigenti di Mediaset, che lo hanno prodotto. 

Carlo Acutis, morto a 15 anni il 12 ottobre 2006, fu un adolescente che appartenne pienamente al nostro tempo, tanto da essere stato chiamato il «santo di Internet», per la sua capacità di utilizzare gli strumenti tecnologici. L’espressione rischia però di lasciare in ombra la luce che guidava la sua anima. «Essere sempre unito a Gesù, questo è il mio programma di vita», aveva scritto ancora bambino. A quel programma volle restare fedele fino alla malattia, una leucemia fulminante, che lo condusse alla morte in 10 giorni, a soli quindici anni.

Carlo nacque a Londra il 3 maggio 1991, da una famiglia benestante italiana, che vi si trovava per il lavoro del padre. Pochi mesi dopo la famiglia rientrò a Milano, dove egli frequentò la scuola delle Suore Marcelline e poi il liceo dell’istituto Leone XIII. Ricevette la Prima Comunione il 16 giugno 1998, a sette anni. Da allora l’Eucarestia divenne il centro delle sue giornate. Chiamava l’Eucaristia la sua «autostrada per il Cielo». Con un’immagine familiare a un adolescente, indicava nella presenza reale di Cristo la via su cui desiderava camminare. «Si va dritti in Paradiso – diceva – se ci si accosta tutti i giorni all’Eucarestia!».  Carlo affermava che il momento decisivo per chiedere al Signore delle grazie è quello della consacrazione e al termine di essa diceva al Signore: «Per il Sacro Cuore di Gesù e il Cuore Immacolato di Maria vi offro tutte le mie richieste e vi chiedo di esaudirmi» (Nicola Gori, Eucaristia. La mia autostrada per il cielo. Biografia di Carlo Acutis (1991-2006), San Paolo, 2024,p. 89).

Alla Comunione quotidiana accompagnava la preghiera del Rosario e, quando poteva, l’adorazione del Santissimo Sacramento. Dopo una visita alla Grotta di San Michele Arcangelo al Gargano, iniziò a recitare anche la Corona angelica dedicata ai nove cori degli Angeli.  

La sua fede comprendeva anche un vivo senso del peccato e della necessità della Confessione. Nella sua vita spirituale ebbe sempre presente i Novissimi: ovvero le realtà ultime della Morte, Giudizio, Inferno e Paradiso. Diceva ancora: «Se veramente le anime corrono il rischio di dannarsi, come in effetti molti Santi hanno testimoniato e anche le apparizioni di Fatima hanno confermato, mi chiedo il motivo per cui oggi non si parli quasi mai dell’Inferno, perché è una cosa talmente terribile e spaventosa che mi fa paura il solo pensarci» (N. Gori, op. cit., p. 81). 

Leone XIV, nell’omelia della canonizzazione, ha ricordato una sua frase: «L’unica cosa che dobbiamo temere veramente è il peccato». La santità, ai suoi occhi, non era un sentimento vago, ma una vita alimentata dai sacramenti e orientata alla salvezza eterna.  

La carità di Carlo aveva destinatari concreti. Convertì alla fede cattolica il suo domestico e fedele amico Rajesh, di religione induista, preparandolo, dopo il battesimo, a ricevere i sacramenti dell’Eucarestia e della Cresima. Insegnava catechismo ai bambini, aiutava chi incontrava nel suo quartiere e dedicava tempo ai poveri. Frequentava le mense e prestava attenzione ai senzatetto; utilizzava anche parte del denaro ricevuto dai genitori per soccorrere generosamente persone in difficoltà. Grazie alle sue capacità informatiche ideò una mostra internazionale sui miracoli eucaristici, raccogliendo fotografie, notizie storiche e documenti relativi a numerosi episodi. La scelta del tema rivela ciò che gli stava a cuore. Carlo si chiedeva come fosse possibile che tanti fossero disposti a lunghe attese per un concerto, mentre pochi sostavano davanti al tabernacolo. I racconti dei miracoli eucaristici erano, nel suo progetto, un invito a riscoprire il mistero che si celebra ogni giorno sull’altare. 

La devozione alla Vergine Maria, alla quale si consacrò, occupava un posto costante nella sua vita. Visitò Lourdes e Fatima. Fu devoto dei primi venerdì del mese e soprattutto dei primi sabati del mese richiesti dalla Madonna a Fatima. Suor Lucia morì nel monastero di Coimbra, a 97 anni, il 13 febbraio 2005. Pochi giorni dopo la sua morte, Carlo sognò la veggente di Fatima mentre gli diceva che con la pratica deiPrimi Cinque Sabati del mese, si potevano cambiare i destini del mondo.

Carlo fu a San Pietro in occasione del grande Giubileo del 2000, quando i vescovi di tutto il mondo insieme al papa Giovanni Paolo II fecero la consacrazione del millennio alla Vergine Maria e si commosse nel vedere che la statua della Madonna di Fatima era stata portata appositamente dal Portogallo.

Ammalatosi improvvisamente nell’ottobre del 2006, qualche giorno prima di esser ricoverato all’ospedale San Gerardo di Monza, disse ai suoi genitori: «Offro tutte le sofferenze che dovrò patire al Signore, per il Papa e per la Chiesa, per non fare il purgatorio e andare dritto in cielo». Il suo cuore smise di battere alle 6,45 del 12 ottobre, vigilia dell’ultima apparizione di Fatima.  

L’esistenza di Carlo si compì in quell’offerta, dopo anni nei quali aveva imparato a cercare il Signore nella preghiera e nell’adorazione. La Chiesa lo proclamò beato ad Assisi il 10 ottobre 2020 e, dopo aver riconosciuto due miracoli, lo canonizzò a Roma cinque anni dopo. Le sue spoglie riposano ora nella chiesa di Santa Maria Maggiore di Assisi. Durante la cerimonia di canonizzazione, Leone XIV richiamò una delle espressioni che meglio riassumono il cammino di san Carlo Acutis: «Non io, ma Dio».

In un’epoca che invita a mettere sé stessi al centro, dimenticando Dio e il prossimo, queste quattro parole indicano una diversa prospettiva, teocentrica e soprannaturale. Carlo non rinunciò alle possibilità offerte dal proprio tempo, ma imparò a ordinare ogni cosa all’amore di Dio. Per questo la sua figura parla ai ragazzi e agli adulti: ricorda a tutti che una vita può essere breve e tuttavia piena, quando trova nell’Eucaristia e nella devozione alla Vergine Maria il suo centro, vivendo in questo spirito l’amore per il prossimo e la testimonianza pubblica della propria fede

REGINA DEL SANTO ROSARIO

🌹<:::::::::::::>——+ Oh Regina del Rosario
Oh Vergine Immacolata
che spargi i tesori della Celeste Misericordia, difendici dal male, dall’orgoglio, e purifica i nostri affetti.
Col tuo materno aiuto e sotto la tua protezione, vogliamo vivere, o dolce Madre di misericordia,
Regina del Santo Rosario.
Amen🌹

I Messaggi della Madonna a Mirjana – P. Livio – 29 – «Come la madre lotta per i suoi figli, io prego e lotto per voi» (Messaggio del 2 gennaio 2008)

«Cari figli, con tutta la forza del mio cuore io vi amo e mi dono a voi. Come la madre lotta per i suoi figli, io prego e lotto per voi. A voi chiedo di non aver paura di aprirvi perché possiate amare e darvi agli altri col cuore. Quanto più farete questo col cuore, accoglierete di più e comprenderete meglio il mio Figlio e il suo dono a voi. Che tutti vi riconoscano attraverso l’amore di mio Figlio e il mio. Vi ringrazio». La Madonna ha benedetto tutti i presenti e gli oggetti sacri. Ha chiesto la preghiera e il digiuno per i nostri pastori. (Messaggio del 2 gennaio 2008)

Un fedele di Medjugorje ha chiesto a Mirjana quale fosse secondo lei i concetto più importante che la Madonna aveva espresso nei Messaggi, la veggente ha risposto che secondo lei è l’amore. Nei Messaggi a Mirjana, in effetti, è la parola chiave; si tratta dell’amore di Cristo e di Maria per noi, dell’amore che noi dobbiamo avere per Gesù e per Maria, dell’amore che dobbiamo avere per i fratelli. Si tratta di amare Dio sopra ogni cosa e dare ai fratelli l’amore che Dio dà a noi.

La Madonna ci ama con tutta la forza del suo cuore, oltre non potrebbe andare. Ci ama al massimo dell’amore possibile verso di noi. Non possiamo misurare la grandezza dell’amore di Maria. D’altra parte, chi ama Dio più della Madonna e chi ama i suoi figli più della Madre Celeste? La Madonna ci ama come madre. C’è una specificazione dell’amore della Madonna per noi, è un amore materno ed è quello delle mamme che sono pronte a dare anche la propria vita per i figli.

Sappiamo che la Madonna ha cooperato all’Opera della Redenzione proprio attraverso la crocifissione del suo cuore, ai piedi della croce; la Madonna si è offerta al Padre con Suo Figlio per la nostra salvezza. Abbiamo una Madre che ci ama infinitamente, questo è un dono immenso che Cristo ci ha fatto sulla croce, che noi dobbiamo riscoprire e di cui dobbiamo essere consapevoli. Comprendendo il suo amore per noi, cercando di imitare il suo amore verso il prossimo, riusciamo a scoprire l’amore di Cristo per noi che ha dato se stesso in sacrificio per la nostra salvezza. È la forza dell’amore che ha spinto Gesù ad accettare la croce ed è la forza dell’amore che ha spinto Maria ai suoi piedi per la nostra salvezza.

La Madonna si dona a noi, ci prende nel suo cuore, ci dona tutto ciò che è e che tutto ciò che ha. La Madonna dona a noi tutta la pienezza di grazia che è in lei. La Madonna dona tutta se stessa a noi. Nemmeno nella mariologia troviamo espressioni così forti, vanno al di là dell’umana comprensione, solamente la Madonna poteva dirle. Accogliendole ci rendiamo conto di quanto poco siamo consapevoli del dono che Gesù ci ha fatto di Maria come Madre. La Madonna ci ha veramente presi a cuore, ci custodisce nel suo cuore. Maria lotta per andare a cercarci quando siamo nelle mani del maligno, fa di tutto per salvarci fino all’ultimo istante della nostra vita e versa lacrime di sangue per ogni figlio che non riesce a salvare, che si perde nel peccato.

Sentendo queste parole noi guardiamo la Madonna con altri occhi. È una Madre che ci ama infinitamente, che farebbe di tutto per salvarci. Pensiamo che dono abbiamo avuto da Dio e che dono è accanto a noi, ma non lo apprezziamo abbastanza. Sapendo di avere una Madre che ci ama così tanto la nostra vita cambia in rapporto a lei ma anche guardando a tutte le difficoltà della vita che possiamo affrontare con più serenità e con più forza, nella certezza di essere protetti e sostenuti.

La Madonna ci chiede di non avere paura. Siamo così infinitamente amati da Colei che può ottenere qualsiasi grazia da Suo Figlio che questa consapevolezza dovrebbe dissipare ogni paura. Con accanto la Madonna non dobbiamo avere paura di nulla. La Madonna ci chiede poi di aprirci al suo amore e all’amore di Suo Figlio Gesù. Dio ci dona il suo amore attraverso i Cuori di Gesù e di Maria, noi sperimentiamo questo amore, siamo presi da questo amore che ci riempie e possiamo donarlo agli altri nello svolgimento della nostra vita. Facciamo tutto per amore, per Dio e per gli altri.

L’amore verso Dio alimenta l’amore verso il prossimo. Quanto più ameremo Dio con il cuore e il prossimo in forza di questo amore, più accoglieremo l’amore di Maria e quello di Suo Figlio Gesù. Il dono agli altri dell’amore ricevuto da Dio dilata sempre più il nostro cuore perché possa ricevere ancora più amore; l’amore per Dio continua ad alimentare l’amore per il prossimo. Più accogliamo l’amore di Gesù e di Maria come Madre e lo doniamo al prossimo, più comprendiamo l’amore di Suo Figlio e il suo dono per noi.

Dio ha tanto amato il mondo da dare Suo Figlio, il quale ha tanto amato il mondo da dare se stesso fino alla morte in croce. Per comprendere questo amore dobbiamo vivere noi stessi l’amore di Dio in noi, donandolo agli altri. Quanto più lo faremo e tanto più comprenderemo quanto siamo amati da Dio. Testimoniamo l’amore di Dio che ci ha tanto amato da inviare Suo Figlio che è morto in croce per noi, per amore ha accettato la croce, ha perdonato i suoi nemici, ci ha donato il suo amore, lo Spirito Santo in noi. Vivendo questa realtà della fede, cioè credendo in Dio che ci ama e amando il prossimo, gli altri riconoscono che siamo cristiani, riconoscono che l’amore di Cristo opera in noi e porta il mondo alla riconciliazione con Dio e fra di noi.

Dopo duemila anni di Cristianesimo possiamo dire che non abbiamo ancora scoperto abbastanza il cuore stesso della fede che è Dio Santissima Trinità, che è comunione d’amore. Questo amore ha fatto sì che Dio si facesse uomo, morisse in croce per noi e ci salvasse. Questo amore vuole entrare in tutti i cuori per far sì che anche qui sulla Terra la vita sia fraterna. Arriverà questo tempo di pace sulla Terra, di riconciliazione degli uomini con Dio e fra di loro. È quello che la Madonna ci ha promesso quando ci ha promesso il trionfo del Suo Cuore Immacolato. La Madonna ci promette che viene anticipato qui sulla Terra quell’amore che avremo poi per sempre nell’eternità.

Infine, la Madonna ha chiesto di pregare e digiunare per i Pastori della Chiesa. Preghiamo per il Papa, per i vescovi, per i sacerdoti; amiamoli, seguiamoli, esortiamoli, proteggiamoli con la nostra preghiera. Questo costruisce la Chiesa, le chiacchiere rendono sterili anche i cuori che le pronunciano. La Madonna ci mette su una strada molto diversa e molto più proficua; la preghiera per i Pastori è fondamentale perché il compito che hanno di guidare le anime non è di poco conto.

🟢LIVE P. LIVIO🟢 EDITORIALE: “LA BATTAGLIA DI LEPANTO 7 OTTOBRE 1571 – LA VITTORIA DELL’EUROPA CRISTIANA CONTRO L’IMPERO TURCO” – 07/10/2026

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