Migliaia di persone riunite fuori Notre-Dame per la “Salve Regina” con Papa Leone davanti all’immagine di Nostra Signora e il Bambino Gesù🙏

〽️🕊️H.20.00: DA MEDJUGORJE MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE: COMMENTO DI P.LIVIO #medjugorje #radiomaria #padrelivio
Articolo in evidenzaMESSAGGIO DELLA MADONNA
25 settembre 2026
“Cari figli! Questo tempo sia per voi tempo di preghiera per la pace.
Vi invito a rinnovare nelle vostre famiglie la preghiera del rosario per le mie intenzioni,
affinché io possa moltiplicare le vostre preghiere ed intercedere per voi davanti all’Altissimo perché esaudisca le vostre preghiere e vi doni la pace.
Sono con voi e come mai prima prego per voi e con voi, figlioli miei.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”
(Con approvazione ecclesiastica).
“…la Madonna a Medjugorje appare come la Donna descritta nell’Apocalisse:….”

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“Il 26 ottobre 1985 Mirjana diede l’intervista più chiara circa l’inizio dei 10 segreti. Il giorno prima la Vergine Maria le aveva mostrato le conseguenze visibili del primo segreto.
L’intervista del 1985 è un documento molto importante, perché la visione era fresca e chiara nella memoria di Mirjana, e perché l’intervistatore era P. Petar Ljubicic, a quel tempo già scelto come sacerdote per rivelare i segreti al mondo.
Disse Mirjana, il primo segreto “non sarà una cosa piacevole“. Sarà “qualcosa di cui la gente sentirà parlare a lungo“.
“Il primo segreto farà abbondantemente parlare di sé”
e quindi non avrà bisogno di tante spiegazioni a precederlo.
La gente di Medjugorje “saprà subito che è in connessione con i segreti“.
Sarà qualcosa, ha detto Mirjana a P. Petar Ljubicic, “che tutti, ovunque, ne sentiranno immediatamente parlare“.
Ma questo non significa che la gente si precipiterà sul luogo in cui il primo segreto si sarà appena verificato, ha anche previsto Mirjana:
”Certamente nessuno vuole vedere disastri, angoscia, e sfortuna. Non credo che questo genere di cose attiri affatto le persone. Perché la gente dovrebbe andare a vedere cose del genere? Una cosa è andare a vedere un segno, un’altra è andare a vedere la sofferenza o un disastro. Chi vorrebbe, per esempio, andare in Italia per vedere una diga crollare?“.
Il Primo Segreto farà fermare la gente a riflettere
Durante l’apparizione del 25 ottobre 1985 Mirjana vide il primo segreto come fossero immagini proiettate su diapositive:
“Mi ha scosso più di ogni altra cosa. Questo fu, naturalmente, a causa di vedere il primo segreto. Se la gente vedesse il primo segreto, come è stato dimostrato a me ieri, tutti sarebbero certamente scossi abbastanza da guardare a stessi e tutto ciò che li circonda in modo completamente nuovo. Ora so cose che non sono particolarmente piacevoli. Io credo che se tutti sapessero le stesse cose, ognuna di queste persone sarebbe scioccata e guarderebbe al nostro mondo in una luce completamente diversa“, disse Mirjana a P. Petar Ljubicic il giorno dopo la visione.
“Durerà per un po’. Sarà visibile, è necessario per scuotere un po’ il mondo. Farà sì che il mondo si fermi a pensare.“
Nel corso di un’intervista del 1985 P. Petar Ljubicic chiese anche a Mirjana se qualcuno direbbe che l’evento del primo segreto era semplicemente un fenomeno naturale. Nel rispondere Mirjana parlò anche del suo secondo segreto:
“Forse alcuni non credenti convinti potrebbero dire qualcosa di simile dopo il primo e il secondo“, rispose Mirjana.
Nonostante le sue descrizioni, i primi due segreti non saranno catastrofi nel senso letterale, ha anche rivelato la veggente:
“Non sarà nulla di così enorme come quello che verrà dopo. Questi primi due segreti non sono poi così gravi e duri. Quello che voglio dire è, sì, sono gravi, ma non tanto quanto i rimanenti. (…) Quello che segue sono i segreti che sono davvero sgradevoli. Sarei felice se tutti finalmente lo capissero. Non posso dire loro molto di più, ma una volta che cominciano a essere adempiuti, allora sarà troppo tardi“.
Fonte: Medjugorje Italia
(blogdipadrelivio.it)
Di Veronica Giacometti
Parigi , sabato, 26. settembre, 2026 11:10 (ACI Stampa).
Dopo la visita al centro Maison Bakhita, il Papa continua la sua mattinata incontrando i membri dell’Assemblea sinodale provinciale, i Catecumeni e i Neofiti di Francia. Papa Leone XIV arriva in auto nel cortile dell’Institut Catholique de Paris dove viene accolto dall’Arcivescovo Metropolita di Parigi, Mons. Laurent Ulrich, dal Rettore dell’Istituto, Emmanuel Petit, dal Presidente del Consiglio di amministrazione e dal Parroco di Saint-Joseph-des-Carmes.
Un incontro atteso da tutta la comunità cattolica francese che negli ultimi anni sta registrando un boom forte e inatteso con l’aumento di adulti e adolescenti che chiedono il battesimo e compiono un percorso di fede. In soli dieci anni i battesimi degli adulti sono più che triplicati. Davvero straordinario per una società fortemente secolarizzata. Il Papa entra nella Chiesa, dove sono radunati studenti, professori e seminaristi per un breve momento di raccoglimento. Quindi, raggiunge l’Auditorium Georges Bernanos attraverso il percorso dei martiri del 2 settembre 1792.
Il Papa prima dell’incontro, nel giardino dell’Istituto, ha pregato davanti alla targa “Hic cedicerunt” che ricorda il massacro del convento dei Carmes, avvenuto appunto il 2 settembre 1792 durante la Rivoluzione Francese.
Per quanto riguarda i catecumeni il fenomeno coinvolge in gran parte giovani tra i 18 e i 25 anni. l’Institut Catholique de Paris (Icp) riunisce 6 facoltà, 6 istituti specializzati e un’unità di ricerca “Religione, Cultura e Società” in 3 campus: a Parigi, Reims e Rouen. Regolata da statuti universitari canonici e statuti civili, l’Icp è un’associazione senza scopo di lucro (ai sensi della legge francese del 1901), riconosciuta come ente di pubblica utilità. È governata da un’Assemblea generale composta dai 34 vescovi fondatori e amministrata da un Consiglio di amministrazione formato da personalità di spicco del mondo politico, economico e accademico. Sotto l’autorità della Santa Sede, ogni anno, l’Icp accoglie oltre 11.000 studenti, un quarto dei quali internazionali.
Il Papa nel suo discorso in lingua francese ringrazia i presenti per il lavoro svolto e “avverte anzitutto tanta gratitudine per l’imprevedibile opera di Dio”. “Come voi e insieme a voi sono stupito dal numero di persone che si riaffacciano sulle soglie della fede e da quanti adulti chiedono i sacramenti dell’iniziazione cristiana”, confessa il Pontefice.
Al Papa viene consegnato anche uno strumento di lavoro, l’Instrumentum Laboris dell’Assemblea ecclesiale provinciale. “Questo strumento di lavoro, frutto della consultazione del popolo di Dio, desideriamo illustrarlo, per lei, Santo Padre, con tre testimonianze.”, dice Padre Maximilien dell’Assemblea.
Come quella di Marielle. “Da bambina non ho ricevuto un’educazione religiosa, ma ho sempre creduto in Dio. Tuttavia, pur essendomi sempre sentita attratta dalla dimensione spirituale delle chiese, mi sentivo fuori posto, perché non ero battezzata. Non comprendendo il mistero della liturgia, mi sentivo esclusa durante le messe e allora recitavo il Padre Nostro a casa, al riparo dagli sguardi. Poi ho avuto una figlia. Entrata come capo negli scout, ha ricevuto un insegnamento cattolico. Si è fatta battezzare a vent’anni. A poco a poco, mi ha trasmesso i primi elementi per comprendere la Bibbia. Grazie a lei, la liturgia della messa mi è diventata più familiare. Nel Gruppo Alpha della mia parrocchia ho scoperto, quasi con sorpresa, di avere anch’io un posto in questa Chiesa che si rivelava più accogliente di quanto sembrasse all’inizio”, questa la testimonianza di Marielle battezzata nel 2025.
“Può sembrare paradossale che questo fenomeno, per cui così tante persone riscoprono il Vangelo e abbracciano la fede, si collochi nel contesto di una società come quella francese, segnata da una cultura fortemente secolarizzata. La vostra esperienza e la vostra testimonianza, cari catecumeni e neofiti, sono il segno tangibile dell’opera della grazia di Dio, che va oltre le analisi statistiche e sociologiche”, aggiunge ancora il Papa.
“Lo stupore di fronte a ciò che sta accadendo a tanti nostri fratelli e sorelle non deve chiuderci in una beata ingenuità; al contrario, dobbiamo impegnarci, cercare, porci delle domande e intraprendere azioni pastorali concrete. Questo è lo Spirito che anima la vostra Assemblea sinodale e, più in generale, il cammino della Chiesa in Francia: meravigliati dall’opera imprevedibile di Dio, che cosa dobbiamo fare e dove ci sospinge lo Spirito per accompagnare i catecumeni, i neofiti, i “ricomincianti”?”, chiede il Papa ai presenti.
“Anzitutto, mi piace richiamare un’espressione usata dall’Episcopato francese qualche anno fa, ed esortarvi a immaginare e incarnare una Chiesa in “stato di iniziazione”, che si prende cura del percorso dei catecumeni, dei neofiti e dei ricominciati, offrendo loro, nel tempo, un accompagnamento solido e costante. Cari fratelli e sorelle, essere “in stato di iniziazione” significa accogliere i nuovi cercatori di Dio scoprendovi un’opportunità e una missione: l’opportunità sta nel fatto che, grazie a loro, anche la comunità dei credenti rinnovi il proprio cammino di fede e sperimenti in modo nuovo la gioia del Vangelo. La missione, a tal proposito, consiste nel prendersi cura di loro e nel fungere da guida, anche dopo che hanno ricevuto i Sacramenti”, chiede il Papa.
Il Pontefice pone poi l’attenzione sull’importanza della Liturgia. “Si tratta di un ambito fondamentale della vita della Chiesa, che richiede un’attenzione pastorale radicata negli insegnamenti del Concilio Vaticano II. La liturgia, in effetti, non può essere intesa come una realtà “successiva” alla catechesi, nella quale applicare quanto è stato appreso lungo il percorso. Al contrario, essa manifesta e attualizza il Mistero della Pasqua di Cristo e, pertanto, è un evento capace di dischiudere il senso della Buona Notizia e la vita stessa di Dio. Con i suoi ritmi, i suoi linguaggi e i suoi riti, la liturgia è parte del cammino stesso di conversione e di preparazione ai Sacramenti”, continua Papa Leone XIV nel suo discorso.
di Daniele Zappalà, Saint-Denis
«Non siete soli nel cammino di santità» ricorda il Pontefice additando l’esempio di figure come Giovanna d’Arco, Teresa di Lisieux e Marcel Callo, morto in un lager nazista. «Questa società sembra indifferente a Dio. Ma il Signore non è indifferente verso di noi»
26 settembre 2026
«Cari amici, la prima cosa che vorrei dire è semplice: grazie a Dio! Grazie a voi! Grazie per il vostro coraggio, per la vostra presenza, per la vostra fede! Voi siete i santi della Francia». Allo Stade de France, “casa” delle emozioni sportive nazionali, Leone XIV prova «grande gioia», in mezzo agli ottantamila under 35 giunti per una veglia di preghiera che resterà scolpita nella memoria di tutti. A loro, rivolge parole nel segno della vicinanza: la «fonte della vera libertà» è a portata di tutti, ovvero nel «rapporto vivente con Gesù». Una prossimità dai doni inesauribili: «La compagnia del Signore, infatti, dà saggezza ai nostri progetti e bellezza ai desideri che portiamo nel cuore». In termini più “sportivi”, invece: «Sì, chi vive con Dio tende verso il meglio: è in allenamento costante». Ma la «dinamica» precisa in questione «si chiama cammino di santità». Come quello del beato Marcel Callo, «un giovane francese, scout e operaio che nell’oscurità del campo di concentramento non ha mai smesso di tendere al bene, rimanendo interiormente libero».
Un buon riassunto è dato da san Paolo, con «tre verbi che fanno appello alla nostra libertà: evita, tendi, combatti». Un programma per nulla opposto ai valori nazionali francesi: «I principi di uguaglianza e fratellanza che ispirano la vostra società trovano qui il loro fondamento: più che semplici prescrizioni legali, sono le scelte radicali e coraggiose di un cuore libero». Ma non si avanza senza lotta, come comprese «santa Giovanna d’Arco, una giovane che ha saputo combattere con audacia». Con un doveroso avvertimento: la lotta spirituale «è quella della fede». L’unica arma è l’«amore che si dona». In ogni caso, niente panico: «Non siamo soli in questo cammino di santità, perché lo percorriamo uniti a tutti i nostri fratelli e sorelle che ci circondano». Con i santi per «alleati», come Teresa del Bambino Gesù, un riflesso del modello universale: «Nel suo combattimento contro il peccato e la morte, la vittoria di Cristo ci libera tutti: da ogni male ci salva, a ogni bene ci invita».
Fra le altre figure citate, il curato d’Ars o la beata Pauline Jaricot. Poi, rispondendo a Chloé, studentessa 25enne, Leone XIV ha rilanciato: «È vero, come tu hai detto, che la società in cui viviamo sembra essere indifferente a Dio. Ma il Signore non è indifferente verso di noi!». Anche ogni «legame fraterno» con chi non crede o non è cristiano serve alla «costruzione della società», come un «esercizio di fede e di carità, perché è impossibile testimoniare Cristo senza amare coloro ai quali vogliamo annunciarlo». Nelle altre fedi, «la Chiesa non rifiuta nulla di quanto in esse si trova di vero e di santo».
Tanti gli occhi lucidi sugli spalti. «Sono molto emozionata di vivere tutto questo con i miei amici più cari», ci ha confessato Jeanne, 17 anni, appassionata di cucina, residente non lontano da Saint-Denis. Odon, 18 anni, è giunto con alcuni giovani insegnanti del suo liceo cattolico intitolato a santa Giovanna d’Arco, a Colombes, nella banlieue vicina: «Incontrare il Papa è grandioso. Ci mostra quanto la Chiesa sia legata ai fedeli. Spero che il suo messaggio possa aiutarmi a crescere nella fede. So che quanto ascoltiamo questa sera sarà riempito dall’amore dello Spirito». Animatrice all’oratorio parigino di Nostra Signora del Buon Consiglio, ai piedi di Montmartre, Andréa, 23 anni, studentessa in farmacia, ha osservato il Pontefice con attenzione: «Avverto in lui uno sguardo d’amore verso il prossimo ed è importante in questo mondo così sconquassato. Con piccoli gesti quotidiani d’amore, spetta a noi cambiare il mondo ed è importante avere una ricarica di motivazione». Per Igor, 22 anni, studente in matematica, è forte la speranza di vedere «tutti corroborati nella fede». Vibra pure la voce di Alix, studentessa 17enne all’Institut Notre-Dame, liceo cattolico a Meudon, a sud di Parigi: «Da qualche anno, la mia fede cresce e questa veglia è per me come un incontro personale con il Papa, anche se siamo tantissimi. Spero che la fede delle persone meno credenti possa schiudersi».

🟢LIVE🟢 PADRE LIVIO COMMENTA IL MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE DEL 25 SETTEMBRE 2026
Articolo in evidenzaDi Padre Livio Fanzaga
il 25 Settembre 2026
in COMMENTO AI MESSAGGI DELLA REGINA DELLA PACE