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“Il 26 ottobre 1985 Mirjana diede l’intervista più chiara circa l’inizio dei 10 segreti. Il giorno prima la Vergine Maria le aveva mostrato le conseguenze visibili del primo segreto.
L’intervista del 1985 è un documento molto importante, perché la visione era fresca e chiara nella memoria di Mirjana, e perché l’intervistatore era P. Petar Ljubicic, a quel tempo già scelto come sacerdote per rivelare i segreti al mondo.
Disse Mirjana, il primo segreto “non sarà una cosa piacevole“. Sarà “qualcosa di cui la gente sentirà parlare a lungo“.
“Il primo segreto farà abbondantemente parlare di sé”
e quindi non avrà bisogno di tante spiegazioni a precederlo.
La gente di Medjugorje “saprà subito che è in connessione con i segreti“.
Sarà qualcosa, ha detto Mirjana a P. Petar Ljubicic, “che tutti, ovunque, ne sentiranno immediatamente parlare“.
Ma questo non significa che la gente si precipiterà sul luogo in cui il primo segreto si sarà appena verificato, ha anche previsto Mirjana:
”Certamente nessuno vuole vedere disastri, angoscia, e sfortuna. Non credo che questo genere di cose attiri affatto le persone. Perché la gente dovrebbe andare a vedere cose del genere? Una cosa è andare a vedere un segno, un’altra è andare a vedere la sofferenza o un disastro. Chi vorrebbe, per esempio, andare in Italia per vedere una diga crollare?“.
Il Primo Segreto farà fermare la gente a riflettere
Durante l’apparizione del 25 ottobre 1985 Mirjana vide il primo segreto come fossero immagini proiettate su diapositive:
“Mi ha scosso più di ogni altra cosa. Questo fu, naturalmente, a causa di vedere il primo segreto. Se la gente vedesse il primo segreto, come è stato dimostrato a me ieri, tutti sarebbero certamente scossi abbastanza da guardare a stessi e tutto ciò che li circonda in modo completamente nuovo. Ora so cose che non sono particolarmente piacevoli. Io credo che se tutti sapessero le stesse cose, ognuna di queste persone sarebbe scioccata e guarderebbe al nostro mondo in una luce completamente diversa“, disse Mirjana a P. Petar Ljubicic il giorno dopo la visione.
“Durerà per un po’. Sarà visibile, è necessario per scuotere un po’ il mondo. Farà sì che il mondo si fermi a pensare.“
Nel corso di un’intervista del 1985 P. Petar Ljubicic chiese anche a Mirjana se qualcuno direbbe che l’evento del primo segreto era semplicemente un fenomeno naturale. Nel rispondere Mirjana parlò anche del suo secondo segreto:
“Forse alcuni non credenti convinti potrebbero dire qualcosa di simile dopo il primo e il secondo“, rispose Mirjana.
Nonostante le sue descrizioni, i primi due segreti non saranno catastrofi nel senso letterale, ha anche rivelato la veggente:
“Non sarà nulla di così enorme come quello che verrà dopo. Questi primi due segreti non sono poi così gravi e duri. Quello che voglio dire è, sì, sono gravi, ma non tanto quanto i rimanenti. (…) Quello che segue sono i segreti che sono davvero sgradevoli. Sarei felice se tutti finalmente lo capissero. Non posso dire loro molto di più, ma una volta che cominciano a essere adempiuti, allora sarà troppo tardi“.
Fonte: Medjugorje Italia
(blogdipadrelivio.it)
“Cercando col cupido sguardo,
Tra il vel della nebbia terrena,
Quel sol che in sua limpida piena
V’avvolge or beati lassù;
Il secol vi sdegna, e superbo
Domanda qual merto agli altari
V’addusse; che giovin gli avari
Tesor di solinghe virtù.”
~ Alessandro Manzoni

LA TESTIMONIANZA DI VICKA
Padre Livio: Dimmi dove eravate e che ore erano.
Vicka: Eravamo nella piccola casa di Jakov, quando la Madonna è venuta. Era un pomeriggio, verso le 15,20. Sì, erano le 15,20.
Padre Livio: Non aspettavate l’apparizione della Madonna?
Vicka: No. Io e Jakov di ritorno da Citluk siamo andati a casa sua dove c’era sua mamma (Nota: La mamma di Jakov ora è morta). Nella casa di Jakov c’è una camera e una cucina. Sua mamma era andata a prendere qualcosa per prepararci da mangiare, perché un po’ più tardi avremmo dovuto andare in chiesa. Mentre aspettavamo, io e Jakov ci siamo messi a guardare un album di fotografie. Improvvisamente Jakov è andato giù dal divano prima ancora di me e ho capito che la Madonna era già arrivata. Subito ci ha detto: “Tu, Vicka, e tu, Jakov, venite con me a vedere il Paradiso, il Purgatorio e l’Inferno”. Io mi sono detta: “Va bene, se così vuole la Madonna”. Jakov invece ha detto alla Madonna: “Tu porta Vicka, perché loro sono in tanti fratelli. Non portare me che sono figlio unico”. Diceva così perché non voleva andare.
Padre Livio: Evidentemente lui pensava che non sareste più tornati! (Nota: la riluttanza di Jakov è stata provvidenziale, perché rende ancora più credibile e reale il racconto).
Vicka: Sì, lui pensava che non saremmo più tornati e che saremmo andati per sempre. Io intanto pensavo quante ore o quanti giorni sarebbero stati necessari e mi chiedevo se saremmo andati in alto o in basso. Ma in un attimo la Madonna ha preso me per la mano destra e Jakov per la mano sinistra e il tetto si è aperto per lasciarci passare.
Padre Livio: Si è aperto tutto?
Vicka: No, non si è aperto tutto, ma solo quella parte che era necessaria per farci passare. In pochi istanti siamo arrivati in Paradiso. Mentre salivamo, vedevamo giù in basso le case piccole, più piccole di quando si vedono dall’aereo.
Padre Livio: Ma tu guardavi giù sulla terra, mentre venivate portati in alto?
Vicka: Mentre venivamo portati in alto, guardavamo giù.
Padre Livio: E che cosa vedevate?
Vicka: Tutto molto piccolo, più piccolo di quando si va in aereo. Intanto pensavo: “Chissà quante ore o quanti giorni ci vogliono!” . Invece in un momento siamo arrivati. Ho visto un grande spazio….
Padre Livio: Senti, ho letto in qualche parte, non so se è vero, che c’è un porta, con una persona piuttosto anziana accanto.
Vicka: Sì, sì. C’è una porta di legno.
Padre Livio: Grande o piccola?
Vicka: Grande. Sì, grande.
Padre Livio: E’ importante. Significa che vi entra tanta gente. La porta era aperta o chiusa?
Vicka: Era chiusa, ma la Madonna l’ha aperta e noi vi siamo entrati.
Padre Livio: Ah, come l’ha aperta? Si è aperta da sola?
Vicka: Da sola. Siamo andati verso la porta che si è aperta da sola.
Padre Livio: Mi pare di capire che la Madonna è davvero la porta del cielo!
Vicka: A destra della porta c’era S. Pietro.
Padre Livio: Come hai fatto a sapere che era S. Pietro?
Vicka: Ho capito subito che era lui. Con una chiave, piuttosto piccolo, con la barba, un po’ tarchiato, con i capelli. E’ rimasto uguale.
Padre Livio: Era in piedi o seduto?
Vicka: In piedi, in piedi, vicino alla porta. Appena entrati, siamo andati avanti, camminando, forse tre, quattro metri. Non abbiamo visitato tutto il Paradiso, ma la Madonna ce lo ha spiegato. Abbiamo visto un grande spazio avvolto da una luce che non esiste qui sulla terra. Abbiamo visto le persone che sono né grasse, né magre, ma tutte uguali e hanno vesti di tre colori: il grigio, il giallo e il rosso. Le persone camminano, cantano, pregano. Ci sono anche dei piccoli Angeli che volano. La Madonna ci ha detto: “Guardate quanto sono felici e contente le persone che si trovano qui in Paradiso” . E’ una gioia che non si può descrivere e che qui sulla terra non esiste.
Padre Livio: La Madonna vi ha fatto capire l’essenza del Paradiso che è la felicità che non finisce mai. “In cielo c‘è la gioia” , ha detto in un suo messaggio. Vi ha fatto poi vedere le persone perfette e senza alcun difetto fisico, per farci comprendere che, quando ci sarà la resurrezione dei morti, avremo un corpo di gloria come quello di Gesù Risorto. Vorrei, però, sapere che tipo di vestito indossavano. Delle tuniche?
Vicka: Sì, delle tuniche.
Padre Livio: Arrivavano fino in fondo ai piedi o erano corte?
Vicka: Erano lunghe e arrivavano fino in fondo.
Padre Livio: Di che colore erano le tuniche?
Vicka: Grigio, giallo e rosso.
Padre Livio: Secondo te, hanno un significato questi colori?
Vicka: La Madonna non ce lo ha spiegato. Quando Lei vuole, la Madonna spiega, ma in quel momento non ci ha spiegato perché hanno le tuniche di tre diversi colori.
Padre Livio: Come sono gli Angeli?
Vicka: Gli angeli sono come dei piccoli bambini.
Padre Livio: Hanno il corpo completo o solo la testa come nell’arte barocca?
Vicka: Hanno tutto il corpo.
Padre Livio: Indossano anche loro delle tuniche?
Vicka: Sì, ma sono corte.
Padre Livio: Si vedono le gambine allora?
Vicka: Sì, perché loro non hanno le tuniche lunghe.
Padre Livio: Hanno delle piccole ali?
Vicka: Sì, hanno le ali e volano al di sopra delle persone che sono in Paradiso.
Padre Livio: Una volta la Madonna ha parlato dell’aborto. Ha detto che si tratta di un grave peccato e ne dovranno rispondere coloro che lo procurano. I bambini invece non hanno colpa di ciò e sono come dei piccoli Angeli in cielo. Secondo te, gli Angioletti del Paradiso sono quei bambini abortiti?
Vicka: La Madonna non ha detto che i piccoli Angeli in Cielo sono i bambini dell’aborto. Ha detto che l’aborto è un grande peccato e che ne rispondono quelle persone che lo hanno fatto, e non i bambini.
LA TESTIMONANZA DI JAKOV

La vecchia casa di Jakov ( foto 1983)
PADRE LIVIO: Quello che abbiamo sentito da Vicka, vorremmo ascoltarlo ora anche dalla tua viva voce. Credo che le due testimonianze insieme diventeranno non solo più credibili, ma anche più complete.
Vorrei però prima osservare che mai era successo, in due millenni di cristianesimo, che due persone fossero state portate nell’aldilà col loro corpo e poi riportate fra di noi, affinché ci riferissero quanto avevano visto. Indubbiamente la Madonna ha voluto dare un forte richiamo all’uomo moderno, che spesso pensa che con la vita finisce tutto. Questa testimonianza sull’aldilà è indubbiamente una delle più forti che Dio ci abbia mai rivolto, ed è da ritenere a mio giudizio un atto di grande misericordia nei confronti della nostra generazione.
Vorrei sottolineare il fatto che qui ci troviamo di fronte a una grazia straordinaria che avete ricevuto e che a noi credenti non è lecito sottovalutare. Infatti, lo stesso apostolo Paolo, quando vuole ricordare ai suoi denigratori i carismi che ha ricevuto da Dio, menziona proprio il fatto di essere stato trasportato in Paradiso; non sa dire però se col corpo o senza corpo. Si tratta indubbiamente di un dono rarissimo e straordinario, dato da Dio a voi, ma soprattutto a noi. Ora chiediamo a Jakov di raccontarci questa incredibile esperienza nel modo più completo possibile. Quando è avvenuto? Quanti anni avevi allora?
JAKOV: Avevo undici anni.
PADRE LIVIO: Ti ricordi che anno era?
JAKOV: Era il 1982.
PADRE LIVIO: Non ti ricordi in che mese?
JAKOV: Non mi ricordo.
PADRE LIVIO: Neanche Vicka si ricorda il mese. Forse era Novembre?
JAKOV: Non posso dirlo.
PADRE LIVIO: Comunque eravamo nel 1982?
JAKOV: Sì.
PADRE LIVIO: Il secondo anno delle apparizioni, dunque.
JAKOV: Io e Vicka eravamo nella mia casa vecchia.
PADRE LIVIO: Sì, mi ricordo di averla vista. Ma c’è ancora adesso?
JAKOV: No, non c’è più adesso. C’era mia mamma dentro. La mamma è uscita fuori un attimo, mentre io e Vicka abbiamo parlato e scherzato.
PADRE LIVIO: Dove eravate stati prima? Ho sentito dire che eravate andati a Citluk.
JAKOV: Sì.. Penso che gli altri erano rimasti là, mentre noi siamo tornati a casa. Non mi ricordo bene adesso.
PADRE LIVIO: Dunque voi due eravate nella casa vecchia, mentre tua mamma era uscita un momento.
JAKOV: Vicka ed io abbiamo parlato e scherzato.
PADRE LIVIO: Che ore erano più o meno?
JAKOV: Era pomeriggio. Ci giriamo e vediamo in mezzo alla casa la Madonna e subito ci inginocchiamo. Lei ci saluta come sempre e dice…
PADRE LIVIO: Come saluta la Madonna?
JAKOV: Saluta dicendo “Sia lodato Gesù Cristo Poi subito ci ha detto: “Adesso vi porto con me “. Ma immediatamente ho risposto di no.
PADRE LIVIO: “Vi porto con me” … Dove?
JAKOV: A farci vedere il Paradiso, l’inferno e il Purgatorio.
PADRE LIVIO: Vi ha detto: “Adesso vi porto con me a farvi vedere il Paradiso, l’inferno e il Purgatorio”, e tu ti sei spaventato?
JAKOV: Le ho detto: “No, io non vado”. Ho pensato, infatti, che avevo già accettato la Madonna, le sue apparizioni e i suoi messaggi. Ma adesso che dice: “Ti porto a vedere il Paradiso, il Purgatorio e l’inferno”, per me è già un’altra cosa…
PADRE LIVIO: Un’esperienza troppo grande?
JAKOV: Si e le ho detto: “No, Madonna, no. Tu portati Vicka. Loro sono otto, mentre io sono figlio unico. Anche se di loro ne rimane uno in meno …
PADRE LIVIO: Tu pensavi che…
JAKOV: Che non sarei tornato più giù. Ma la Madonna ha detto: “Non dovete avere paura di niente. Io sono con voi”
PADRE LIVIO: Certo che la presenza della Madonna dà grande sicurezza e serenità.
“Ti porto a vedere il Paradiso…”
JAKOV: Ci ha preso per mano.. è durato proprio…
PADRE LIVIO: Senti Jakov; vorrei una precisazione. Ti ha preso per la mano destra o per quella sinistra?
JAKOV: Non mi ricordo.
PADRE LIVIO: Sai perché te lo chiedo? Vicka dice sempre che la Madonna ha preso lei per la mano destra.
JAKOV: E allora ha preso me per la mano sinistra.
PADRE LIVIO: E poi che cosa è successo?
JAKOV: Dopo è proprio durato pochissimo… Abbiamo visto subito il cielo…
PADRE LIVIO: Senti, ma come avete fatto ad uscire di casa?
JAKOV: La Madonna ci ha preso e si è aperto tutto.
PADRE LIVIO: Si è aperto il tetto?
JAKOV: Sì, tutto. Poi siamo subito arrivati in Paradiso.
PADRE LIVIO: In un istante?
JAKOV: In un istante.
PADRE LIVIO: Mentre andavate su in Paradiso, guardavate giù?
JAKOV: No.
PADRE LIVIO: Tu non hai guardato giù?
JAKOV: No.
PADRE LIVIO: Non hai visto niente mentre salivate in alto?
JAKOV: No, no, no. Entriamo in questo spazio immenso…
PADRE LIVIO: Un momento. Ho sentito dire che prima siete passati da una porta. C’era una porta o non c’era?
JAKOV: Sì, c’era. Vicka dice che lei ha visto anche…, come si dice…
PADRE LIVIO: San Pietro.
JAKOV: Si, San Pietro.
PADRE LIVIO: Tu, l’hai visto?
JAKOV: No, non ho guardato. Ero così spaventato in quel momento che nella mia testa non so cosa…
PADRE LIVIO: Vicka invece guardava tutto. Per la verità lei vede sempre tutto, anche su questa .terra.
JAKOV: Lei era più coraggiosa.
PADRE LIVIO: Lei dice di aver guardato giù e di aver visto la terra piccola, e dice anche che, prima di entrare in Paradiso, c’era una porta chiusa. Era chiusa?
JAKOV: Sì, e dopo man mano si è aperta e siamo entrati.
PADRE LIVIO: Ma chi l’ha aperta?
JAKOV: Non so. Da sola…
PADRE LIVIO: Si è aperta da sola?
JAKOV: Sì, sì.
PADRE LIVIO: Sì è aperta davanti alla Madonna?
JAKOV: Sì, si, proprio così. Entriamo in questo spazio…
PADRE LIVIO: Senti, camminavate su qualcosa di solido?
JAKOV: Cosa? No, non sentivo niente.
PADRE LIVIO: Eri proprio preso da una grande paura.
JAKOV: Eh, non sentivo proprio né i miei piedi, né le mie mani, niente in quel momento.
PADRE LIVIO: Vi ha tenuto per mano la Madonna?
JAKOV: No, dopo non mi ha più tenuto per mano.
PADRE LIVIO: Lei vi precedeva e voi la seguivate.
JAKOV: Sì.
PADRE LIVIO: È ovvio che fosse lei a precedervi in quel regno misterioso.
JAKOV: Entriamo in questo spazio…
PADRE LIVIO: Anche se c’era la Madonna, avevi lo stesso paura?
JAKOV: Oh!
PADRE LIVIO: Incredibile, avevi paura!
JAKOV: Perché, come ho detto prima, pensi…
PADRE LIVIO: Si trattava di un’esperienza tutta nuova.
JAKOV: Tutta nuova, perché non avevo mai pensato… Lo sapevo, perché ce lo hanno insegnato fin da bambini, che c’è il Paradiso, come pure l’inferno. Ma sai, quando a un bambino parlano di queste cose, ha una paura grandissima.
PADRE LIVIO: Non dobbiamo dimenticarci che Vicka aveva sedici anni e Jakov soltanto undici. Una diversità di età importante.
JAKOV: Eh, infatti.
PADRE LIVIO: Certo, è perfettamente comprensibile.
JAKOV: E quando dici a un bambino: “Adesso ti porto a vedere quelle cose là”, penso si spaventi.
PADRE LIVIO: (rivolto ai presenti): “C’è un bambino qui di dieci anni? Eccolo. Guardate com’è piccolo. Portatelo nell’aldilà e vedrete se non si spaventa”.
JAKOV: (rivolto al bambino): Non te lo auguro.
PADRE LIVIO: Hai provato, dunque, un’ emozione grandissima?
JAKOV: Sicuramente.
La gioia del Paradiso
PADRE LIVIO: Che cosa hai visto in Paradiso?
JAKOV: Entriamo in questo spazio immenso.
PADRE LIVIO: Uno spazio immenso?
JAKOV: Sì, una luce bellissima nella quale si può vedere dentro… Gente, tanta gente.
PADRE LIVIO: È affollato il Paradiso?
JAKOV: Si, c’è tanta gente.
PADRE LIVIO: Per fortuna sì.
JAKOV: Gente che era vestita con vesti lunghe.
PADRE LIVIO: Vesti, nel senso di tuniche lunghe?
JAKOV: Si La gente cantava.
PADRE LIVIO: Cosa cantava?
JAKOV: Cantava delle canzoni, ma non abbiamo capito che cosa.
PADRE LIVIO: Immagino che cantassero bene.
JAKOV: Si, si. Le voci erano bellissime.
PADRE LIVIO: Voci bellissime?
JAKOV: Sì, voci bellissime. Però la cosa che più mi ha colpito è stata proprio quella gioia che vedevi sul viso di quella gente.
PADRE LIVIO: Si vedeva la gioia sul volto delle persone?
JAKOV: Si, sul viso della gente. Ed è quella gioia che senti dentro, perché finora abbiamo parlato della paura, ma quando siamo entrati in Paradiso, in quel momento si sentiva solo la gioia e la pace che si possono sentire nel Paradiso.
PADRE LIVIO: Anche tu nel tuo cuore la sentivi?
JAKOV: Anch’io nel mio cuore.
PADRE LIVIO: E quindi hai in un certo senso gustato un po’ di Paradiso.
JAKOV: Ho gustato quella gioia e quella pace che si sentono in Paradiso. Per questo tutte le volte che mi chiedono com’è il Paradiso, non mi piace molto parlarne.
PADRE LIVIO: Non è esprimibile.
JAKOV: Perché ritengo che il Paradiso non è quello che noi vediamo veramente con i nostri occhi.
PADRE LIVIO: Interessante quello che stai dicendo..
JAKOV: Il Paradiso è quello che vediamo e che sentiamo nel nostro cuore.
PADRE LIVIO: Questa testimonianza mi pare eccezionale e molto profonda. Infatti Dio deve adattarsi alla debolezza dei nostri occhi di carne, mentre è nel cuore che può comunicarci le realtà più sublimi del mondo soprannaturale.
JAKOV: È quello che si sente dentro la cosa più importante. Per questo, anche se volessi descrivere quello che ho sentito in Paradiso, non potrei mai, perché non è esprimibile ciò che ha sentito il mio cuore.
PADRE LIVIO: Il Paradiso quindi non era tanto quello che hai visto quanto quello che per grazia hai sentito dentro dite.
JAKOV: Quello che ho sentito, sicuramente.
PADRE LIVIO: E che cosa hai sentito?
JAKOV: Una gioia immensa, una pace, una voglia di rimanere, di stare sempre lì. E uno stato in cui non pensi a niente e a nessun altro. Ti senti rilassato in tutti i modi, una esperienza incredibile.
PADRE LIVIO: Eppure eri un bambino.
JAKOV: Ero un bambino, sì.
PADRE LIVIO: Ma sentivi tutto questo?
JAKOV: Sì, sì.
PADRE LIVIO: E che cosa ha detto la Madonna?
JAKOV: La Madonna ha detto che in Paradiso va la gente che è rimasta fedele a Dio. È per questo che, quando parliamo del Paradiso, ora possiamo richiamare questo messaggio della Madonna che dice: “Io sono venuta qui per salvarvi tutti e portarvi tutti un giorno da mio Figlio”. Così tutti potremo conoscere quella gioia e quella pace che si sentono dentro. Quella pace e tutto ciò che Dio ci può dare si sperimentano in Paradiso.
PADRE LIVIO: Senti
JAKOV: in Paradiso avete forse visto Dio?
JAKOV: No, no, no.
PADRE LIVIO: Avete solo gustato la sua gioia e la sua pace?
JAKOV: Sicuramente.
PADRE LIVIO: La gioia e la pace che Dio dà in Paradiso?
JAKOV: Sicuramente. E dopo questo…
PADRE LIVIO: C’erano anche gli angeli?
JAKOV: Io non li ho visti.
PADRE LIVIO: Tu non li hai visti, ma Vicka dice che in alto c’erano dei piccoli angeli che volavano. Osservazione assolutamente giusta, visto che in Paradiso ci sono anche gli angeli. Solo che tu non guardi troppo ai particolari e vai sempre all’essenziale. Sei più attento alle esperienze interiori che alle realtà esteriori. Quando hai descritto la Madonna, non hai fatto tanto riferimento ai tratti esterni, ma hai subito colto il suo atteggiamento di madre. Allo stesso modo per quanto riguarda il Paradiso, la tua testimonianza riguarda in primo luogo la grande pace, l’immensa gioia e il desiderio di restare li che si provano.
JAKOV: Sicuramente.
PADRE LIVIO: Ecco, che altro puoi dire del Paradiso, Jakov?
JAKOV: Nient’altro del Paradiso.
PADRE LIVIO: Senti, Jakov; quando tu vedi la Madonna non senti già un po’ di Paradiso nel cuore?
JAKOV: Sì, ma è diverso.
PADRE LIVIO: Ah sì? E qual è la diversità?
JAKOV: Come abbiamo detto prima, la Madonna è Madre. Nel Paradiso non senti quel tipo di gioia, ma un’altra.
PADRE LIVIO: Vuoi dire una gioia diversa?
JAKOV: Si sente un’altra gioia, diversa da quella che si prova quando si vede la Madonna.
PADRE LIVIO: Quando si vede la Madonna che gioia si prova?
JAKOV: Una gioia di madre.
PADRE LIVIO: Invece in Paradiso com’è la gioia: e maggiore, minore o uguale?
JAKOV: Per me è una gioia più grande.
PADRE LIVIO: Quella del Paradiso è più grande?
JAKOV: Più grande. Perché penso che il Paradiso è il massimo che si possa avere. Però anche la Madonna ti dà tantissima gioia. Sono due gioie diverse.
PADRE LIVIO: Si tratta di due gioie diverse, ma quella del Paradiso è proprio una gioia divina, che nasce dalla contemplazione di Dio faccia a faccia. A voi ne è stato dato un anticipo, nella misura in cui potevate sostenerlo. Personalmente posso dire che, nei molteplici testi mistici che ho letto durante la mia vita, non ho mai sentito descrivere il Paradiso in termini cosi sublimi e coinvolgenti, anche se improntati alla più grande semplicità e veramente comprensibili da tutti.
PADRE LIVIO: Bravo, Jakov! Adesso andiamo a vedere il Purgatorio. Dunque siete usciti dal Paradiso… Come è avvenuto? La Madonna vi ha condotto fuori?
JAKOV: Si, si. E ci siamo trovati…
PADRE LIVIO: Scusami, ma ho ancora una domanda: il Paradiso secondo te è un luogo?
JAKOV: Sì, è un luogo.
PADRE LIVIO: Un luogo, ma non come ce ne sono sulla terra.
JAKOV: No, no, un luogo senza fine, ma non è come un nostro luogo qui. È un’altra cosa. Tutta un’altra cosa.

Il Papa ha accettato la rinuncia del nunzio Cavalli e ha nominato il vescovo emerito di Carpi nuovo visitatore apostolico a carattere speciale per la Parrocchia di Medjugorje a tempo indeterminato
Vatican News
È monsignor Francesco Cavina, vescovo emerito di Carpi, il nuovo visitatore apostolico a carattere speciale per la Parrocchia di Medjugorje. Papa Leone XIV lo ha nominato oggi “a tempo indeterminato e ad nutum Sanctae Sedis”, come riporta il bollettino della Sala Stampa della Santa Sede, accettando la rinuncia del nunzio Aldo Cavalli.
Cavalli, che ha compiuto 80 anni lo scorso 18 ottobre, molti dei quali trascorsi nelle Nunziature di tutto il mondo, era stato scelto da Papa Francesco nel novembre del 2021 a svolgere l’incarico di visitatore apostolico nel piccolo paese della Bosnia ed Erzegovina, divenuto negli ultimi quarant’anni uno dei centri mariani più visitati del mondo. Cavalli aveva raccolto il testimone dell’arcivescovo polacco monsignor Henryk Hoser, primo visitatore di Medjugorje, scomparso nell’agosto di quell’anno.
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🙏🙏Mons Francesco Cavina da anni,fino a Giugno 2026 è stato conduttore di Radio Maria con l’apprezzato programma : “Le Mie pecore ascoltano la Mia voce e Io le conosco”
Preghiamo per il suo nuovo incarico !
🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏
#papa #monscavina #vescovo #medjugorje #radiomaria

31 Ottobre 2026|
Presentazione: Da più parti ci è stata richiesta una serie di riflessioni da utilizzare durante una veglia di preghiera e di riparazione nella notte di Halloween. Proponiamo pertanto il seguente testo, che potrà offrire un utile sussidio per lo svolgimento della veglia. Al termine di ciascuna riflessione e della relativa preghiera, suggeriamo di prevedere circa cinque minuti di silenzio adorante, seguiti da un canto eucaristico.
L’INGANNO DI HALLOWEEN, LA BELLEZZA DEI SANTI
RIFLESSIONI PER LA VEGLIA DI PREGHIERA NELLA SERA E NELLA NOTTE TRA IL 31 OTTOBRE E IL 1° NOVEMBRE.
Associazione Internazionale Esorcisti
Prima riflessione
Questa sera ci siamo riuniti per adorare Gesù Sacramentato e per riparare quello che sta accadendo in queste ore. Siamo qui davanti a Gesù per consolarlo, e nel medesimo tempo per pregarlo di aprire le menti e i cuori anzitutto dei genitori, perché comprendano come la cosiddetta festa di Halloween sia una celebrazione deleteria per i loro figli.
Questi genitori non sanno che dal 22 settembre di ogni anno i gruppi e movimenti della neo-stregoneria Wicca e del satanismo iniziano una “quaresima” blasfema che va avanti per quaranta giorni, caratterizzata da azioni e rituali sempre più turpi per giungere al loro culmine nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre.
A differenza della Festa di Tutti i Santi, Halloween propone temi oscuri quali la violenza omicida, l’irrisione della morte o la sua esaltazione disperante, il macabro, l’orrore, l’occulto, la stregoneria, il demoniaco. I personaggi di Halloween, che ispirano il travestimento di minori e adulti, sono mostri, vampiri, fantasmi, scheletri, licantropi, zombie, streghe, diavoli.
L’attrattiva e il fascino di adulti e bambini per questi costumi e per questi temi è il segno evidente di una grave forma di malessere interiore diffuso nella società odierna. Halloween esalta la bruttezza e celebra il raccapricciante e l’oscurità, instillando l’orrido nella mente dei più piccoli e dei giovani, per poi esporli a incubi e terrori notturni.
Questa festa collettiva, consumistica e allo stesso tempo irrazionale, da un lato conferma le profonde trasformazioni culturali causate dalla secolarizzazione con il suo contraddittorio recupero della mentalità magica culminante in un revival neopagano; dall’altro, ci mostra la macchina commerciale che l’alimenta e che si impone nei contesti geografici e culturali più disparati, Africa inclusa, non rispettando tradizioni e sensibilità religiose locali.
Da alcuni anni, in Italia e all’estero, circoli occultistici e satanici mascherati sotto l’etichetta di associazioni culturali, organizzano per l’occasione, già nelle settimane che precedono il 31 ottobre, spettacoli che fanno parte di una precisa strategia che non è per nulla casuale. Si arriva persino a organizzare scuole di magia e stregoneria con intenti giocosi, apparentemente innocui… si tratta di un inganno per le famiglie e di una trappola per ragazzini e giovani.
Halloween orienta le nuove generazioni al brutto e all’oscuro, indica loro una direzione opposta a ciò che è buono e vero, e quindi a Dio che è la fonte del vero, del buono e del bello.
Mentre vivremo insieme queste ore di adorazione riparatrice, vogliamo pertanto non solo consolare Gesù e la Vergine Maria, ma vogliamo anche chiedere loro la grazia di liberare i cuori dei genitori, dei piccoli, degli adolescenti e degli adulti dal fascino malefico di questa festa che il demonio ha subdolamente posto in antitesi alla Festa di Tutti i Santi.
Preghiamo.
Gesù Eucaristia, illumina le menti e riscalda i cuori di quanti si sono lasciati sedurre dalle tenebre, perché riscoprano la bellezza della Tua luce e del Tuo amore.
Per intercessione della Vergine Maria, libera i bambini, i giovani e le famiglie da ogni inganno del maligno e riconduci tutti sulla via della verità e del bene.
Fa’ che il nostro amore riparatore consoli il Tuo Cuore e contribuisca a far risplendere nel mondo la vittoria della Tua luce sulle tenebre. Amen.
Seconda riflessione
Halloween, considerata da tante famiglie come occasione di gioco e divertimento per i propri figli, affonda le sue radici in una celebrazione religiosa pagana: la festa di Samhain (si pronuncia “Sàu-in”) che ebbe origine tra i Celti, una popolazione che si stabilì in antico in molte aree del continente, dalle isole britanniche sino all’Italia settentrionale.
Perciò Halloween non è affatto una ricorrenza laica, un’innocua festa globale di massa, perché in realtà ci troviamo davanti a una vera e propria ripresentazione e al rilancio di una festa religiosa pagana durante la quale venivano eseguiti rituali magici con sacrifici animali e persino umani.
La neo-stregoneria dei nostri tempi, che si è organizzata in movimento con il nome di Wicca, nelle sue feste principali dell’anno celebra, come facevano i Celti, la ricorrenza di Samhain. Questa celebrazione, secondo il calendario della Wicca, dà il via al nuovo anno della stregoneria, la notte appunto fra il 31 ottobre e il 1° novembre.
Anche per i cultori del demonio, i satanisti, la principale festa delle loro immonde celebrazioni – l’inizio dell’anno satanico – è proprio questa notte.
Il fatto che tale ricorrenza, che negli ultimi cinquant’anni ha sempre più esaltato la morte, la violenza, il macabro, l’orrore e il demoniaco, e ha inglobato in sé la rappresentazione occulta della stregoneria e il satanismo, venga persino inserita nella programmazione scolastica, è un ulteriore fatto di una gravità inaudita. Festeggiare Halloween sul piano sociale con una pericolosa superficialità invece di promuovere i valori della non violenza, della pace, della bellezza e dell’armonia, è un segno di grave oscuramento delle coscienze. Siamo davanti a una deriva drammatica della quale Halloween rappresenta una manifestazione preoccupante.
Chi festeggia Halloween, pertanto, anche se non ha l’intenzione di aggregarsi alla stregoneria e non ha intenzione di celebrare il demonio, di fatto si mette in comunione con queste realtà tenebrose.
Dal pomeriggio di oggi siamo già nella vera festa, la festa di Tutti i Santi!
Ai bambini, agli adolescenti, ai giovani, vanno fatti conoscere i nostri Santi, persone che hanno vissuto la loro fede in Gesù in modo bello, eroico: persone che hanno lasciato un solco profondissimo, una testimonianza meravigliosa di vita salvando tante persone dal male e portandole al bene, intervenendo anche nei vari momenti storici per combattere situazioni drammatiche, dando nuovo impulso alla vita sociale dei loro tempi, persone esemplari e amate. Nella festa di Tutti i Santi, l’autentica festa di stasera e domani, noi veniamo in chiesa per ringraziare Dio per i Santi che ci ha donato e per tutto il bene e le cose belle che attraverso di essi ha fatto all’umanità. La solennità odierna è anche un momento di particolare ringraziamento ai nostri Santi per la luce, la vita, la speranza e la gioia che hanno portato nell’esistenza di tante persone cambiando la loro vita in meglio.
Preghiamo.
Signore Dio, Padre di ogni bellezza e sorgente di ogni santità, ti ringraziamo per il dono dei Santi, che con la loro vita hanno testimoniato la potenza del tuo amore e la vittoria della luce sulle tenebre.
Per loro intercessione, illumina le menti e i cuori delle famiglie, custodisci i bambini e i giovani da ogni inganno del male e fa’ che riscoprano la bellezza di una vita vissuta nella fede, nella bontà e nella verità.
Fa’ che la solennità di Tutti i Santi ravvivi in noi il desiderio della santità e ci renda testimoni coraggiosi della luce di Cristo nel mondo. Amen.
Terza riflessione
Nella pagina di Vangelo che la Chiesa propone nella Solennità di Tutti i Santi, ascoltiamo Gesù che predica dicendo:
«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati gli afflitti, perché saranno consolati. Beati i miti, perché erediteranno la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli» (Mt 5,3-10).
San Francesco, ispirandosi a queste beatitudini di cui parla Gesù, aveva composto una bellissima preghiera in cui si rivolge così a Dio:
«O Signore, fa’ di me uno strumento della tua Pace: dove c’è odio, fa’ ch’io porti l’Amore. Dove c’è offesa, ch’io porti il Perdono. Dove c’è discordia, ch’io porti l’Unione. Dove c’è dubbio, ch’io porti la Fede. Dove c’è errore, ch’io porti la Verità. Dove c’è disperazione, ch’io porti la Speranza. Dove c’è tristezza, ch’io porti la Gioia. Dove ci sono le tenebre, ch’io porti la Luce. O Maestro, fa’ ch’io non cerchi tanto: essere consolato, quanto consolare. Essere compreso, quanto comprendere. Essere amato, quanto amare. Poiché è dando, che si riceve; dimenticando se stessi, che si trova; perdonando, che si è perdonati; morendo, che si risuscita a Vita Eterna».
In questa preghiera san Francesco riassume tutto quello che ci rende luminosi, belli, buoni, quello che ci rende Santi, quello che distrugge il regno del demonio. È di questo che hanno bisogno i nostri bambini, i nostri adolescenti, i nostri giovani per avere un futuro pieno di speranza, per avere un mondo rinnovato. È fare loro del male dare messaggi che istigano all’orrore, alla violenza, alla disperazione, al sangue, al tetro, al lugubre, alla paura come quelli di Halloween. Nella vita dei Santi essi invece imparano come si fa il bene e dalla loro intercessione fraterna ricevono aiuto e amicizia. Sentiamo vicini i nostri Santi, parliamo con loro, rivolgiamoci a loro. Leggiamo le storie dei nostri Santi. Ci fa bene conoscere le loro vite e lasciarci muovere dai loro esempi. E ci fa tanto bene rivolgerci a loro. Ecco quello dobbiamo portare nei cuori dei bambini, dei ragazzi, dei giovani se vogliamo aiutarli a costruire un mondo migliore. Che la Madonna, Regina dei Santi, ci aiuti a liberare le nuove generazioni dal fascino oscuro di Halloween e a sostituirlo nel loro cuore con il fascino radioso del soprannaturale, il fascino di Dio e dei suoi meravigliosi Santi.
Preghiamo.
Signore Gesù, fa’ che, sull’esempio dei tuoi Santi, impariamo a vivere le Beatitudini e a essere nel mondo strumenti del tuo amore, della tua pace e della tua luce. Custodisci i bambini, gli adolescenti e i giovani, perché i loro cuori siano attratti dalla bellezza del bene, dalla gioia della santità e dalla speranza che viene da Te. Per intercessione di Maria Santissima, Regina di tutti i Santi e Madre nostra, allontana da loro ogni fascino delle tenebre e guidali sulla via luminosa che conduce a Te. Amen.
Quarta riflessione
Davanti all’innegabile scenario tenebroso di Halloween, come si può ancora sostenere che sia una festa innocua e innocente? Sotto la forma del gioco e del divertimento, essa introduce e abitua i bambini e i giovani al «buio», sia fisico sia morale, perché fa diventare per loro normale la «cultura di morte». Tutto questo fenomeno ha come conseguenza lo spegnimento della speranza nelle nuove generazioni e l’esaltazione della disperazione e della violenza.
Non possiamo ignorare, infatti, il valore educativo dei simboli, delle immagini e dei messaggi ai quali esponiamo i più piccoli, perché ciò che viene presentato ripetutamente come divertente e accattivante finisce spesso per diventare familiare e normale. Si rischia così di attenuare progressivamente la sensibilità nei confronti del male, della violenza e della sofferenza, facendo perdere il senso della bellezza e della sacralità della vita. I bambini e i giovani hanno bisogno di essere educati ad amare la luce, non ad abituarsi alle tenebre; ad apprezzare ciò che è bello, buono e vero, non a trovare divertimento in ciò che evoca il macabro e l’orrore. Non è questa la strada che può aiutarli a crescere serenamente e a costruire un futuro migliore. Abbiamo il dovere di offrire loro modelli positivi, capaci di suscitare ammirazione, desiderio di bene e fiducia nella vita. E quali modelli più luminosi possiamo proporre loro se non Gesù Cristo e i suoi Santi, autentici testimoni della vittoria dell’amore, della vita e della speranza sulle tenebre del male?
Preghiamo.
Signore Gesù, qui prostrati davanti a Te, ti chiediamo di aprire le menti e i cuori dei genitori perché comprendano che i bambini, gli adolescenti, i giovani, hanno bisogno di bellezza, non di bruttezza; hanno bisogno di bontà, non di cattiveria; hanno bisogno di verità, non di menzogna; hanno bisogno del bene, non del male, hanno bisogno della bellezza soprannaturale, quella che splende in Te, nella Vergine Maria, negli Angeli e nei Santi e che ci permette di distinguere ciò che è vero da ciò che è falso, ciò che è buono da ciò che è cattivo.
Signore Gesù, prostrati qui davanti a Te, ti supplichiamo di concederci la grazia di saper trasmettere alle nuove generazioni il fascino della tua Persona e del mondo divino, nel quale si contempla quella bellezza meravigliosa alla quale siamo chiamati e nella quale la nostra esistenza trova il suo pieno compimento.
Signore Gesù, aiutaci a essere testimoni e portatori della tua verità e della tua bontà, affinché attraverso la nostra vita possiamo far conoscere Te, Dio infinitamente vero, infinitamente buono e infinitamente bello!
Quinta riflessione
Dopo aver contemplato la bellezza della santità e aver riconosciuto quanto sia urgente trasmetterla alle nuove generazioni, sentiamo anche il bisogno di esaminare la nostra coscienza e di chiedere perdono al Signore. Forse non sempre siamo stati capaci, con le nostre parole e soprattutto con la testimonianza della nostra vita, di rendere attraente la bellezza di Cristo e la gioia di appartenere a Lui. Forse non abbiamo saputo essere quella luce che avrebbe potuto aiutare tante persone a riconoscere e a respingere le seduzioni del male.
Questa sera, mentre tante persone, spesso inconsapevolmente, si lasciano coinvolgere in celebrazioni che esaltano il macabro, l’orrore e il mondo dell’occulto, vogliamo pregare anche per loro, chiedendo al Signore di aprire i loro occhi e di liberare i loro cuori da ogni inganno. Vogliamo inoltre affidargli le chiese profanate, i luoghi sacri oltraggiati e tutte le comunità ferite da questi atti sacrileghi.
Non vogliamo però fermarci alla denuncia delle tenebre: vogliamo soprattutto invocare e testimoniare la luce di Cristo, l’unica capace di vincere ogni forma di male. E in questa battaglia spirituale ci rivolgiamo con particolare fiducia alla Vergine Santissima, Colei che Dio ha voluto associata in modo singolare alla vittoria del Figlio suo sul demonio. A Lei affidiamo i bambini, gli adolescenti, i giovani, le famiglie e tutti coloro che sono esposti alle seduzioni del male. Le chiediamo di aiutarci a far conoscere alle nuove generazioni la bellezza incomparabile di Gesù e degli splendidi volti dei suoi Santi, perché imparino a desiderare la santità e a scegliere sempre la luce, la vita e la speranza.
Eleviamo dunque al Signore e alla sua Santissima Madre la nostra preghiera.
Preghiamo.
Signore Gesù, ti chiediamo perdono se non abbiamo saputo mostrare agli altri la tua santità nella nostra vita. Ti chiediamo perdono per coloro che stanno festeggiando in questo momento il male senza rendersene conto. Ti chiediamo perdono per tutte le profanazioni e i gesti sacrileghi noti o nascosti che sono stati fatti contro di te o ce vengono fatti in questo momento nel Santissimo Sacramento dell’Eucarestia. Fa che questo buio spirituale e morale sia sconfitto dalla Luce del tuo Amore Misericordioso. Fa che le nuove generazioni cerchino gli splendidi volti dei Santi invece delle orride maschere di Halloween.
O dolcissima Madre di Dio, Maria, Regina del Cielo e nostra Madre amatissima, ricorriamo a Te con fiducia.
Tu che hai schiacciato la testa dell’antico serpente, proteggi, con la tua materna intercessione, i tuoi figli dalle tenebre che si celano sotto le apparenze di una festa.
Ricolma le anime dei bambini e dei giovani della luce del Tuo Figlio Gesù, affinché trovino in Lui la vera gioia e non si si lascino attrarre dal fascino dell’oscurità, dalle maschere del male e dalle false gioie di Halloween.
Rendici testimoni della bellezza della santità, dell’amore, della purezza e della speranza.
Maria, Madre della Chiesa e Regina di tutti i Santi, intercedi per noi, perché le nostre case siano dimora di fede e di amore, e non trovino posto le ombre del male.
Coprici con il tuo manto, difendici da ogni seduzione dell’avversario, e guidaci sempre verso il Cuore del Tuo Figlio Gesù, unico Signore e Salvatore del mondo.
AmenASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE ESORCISTI
di Eugenio Spagnuolo -Corriere della Sera – 31 Ottobre 2026
La senatrice Elizabeth Warren si dice «profondamente turbata» dai pericoli elencati da Anthropic stessa e chiede chiarimenti prima del debutto in Borsa, previsto già a metà novembre

Chi porta un’azienda in Borsa di solito disegna il futuro con colori tenui. Anthropic, la società che sviluppa Claude, nel prospetto depositato lunedì alla Sec, l’autorità che vigila sui mercati statunitensi, ha affiancato alle promesse un lungo catalogo di pericoli. Da una parte la sua (potente) tecnologia potrebbe cambiare il modo di programmare e di fare ricerca, automatizzare lavori ripetitivi e, finanche, aiutare a curare malattie gravi. Dall’altra, riporta il Wall Street Journal, la stessa AI potrebbe portare allo sviluppo di nuove armi biologiche e destabilizzare l’ordine geopolitico. Quelle pagine sono ora finite sul tavolo della senatrice Elizabeth Warren, storica esponente della sinistra dem, che chiede risposte prima del debutto in Borsa.
Fattori di rischio
La sezione dedicata ai fattori di rischio occupa oltre novanta pagine, quanto un piccolo saggio sui pericoli dell’AI. Al centro c’è la formula «rischi esistenziali», che, come abbiamo scritto poche settimane fa, è «una locuzione minacciosa ma garbata che, tradotta in maniera più brutale, equivale a una minaccia globale capace di provocare l’estinzione della specie umana o di danneggiare in modo irreversibile il futuro prospero della civiltà». L’azienda ammette che i suoi modelli potrebbero comportarsi in modi non voluti o autonomi, e che sistemi «disallineati», cioè che inseguono obiettivi diversi da quelli previsti da chi li ha costruiti, potrebbero condizionare le decisioni delle istituzioni o provocare danni su larga scala agendo da soli. Fra gli usi malevoli, quelli legati alla biologia potrebbero causare danni ancora maggiori di quelli informatici. C’è poi il timore che un’AI diffusa ovunque concentri potere e ricchezza, dentro i singoli paesi e tra un paese e l’altro.
Il passaggio più curioso, per chi sta per comprare azioni, riguarda proprio i soldi. Anthropic è una società benefit, una forma prevista dalla legge del Delaware che obbliga gli amministratori a bilanciare il guadagno dei soci con una missione di interesse pubblico. Nel prospetto l’azienda avverte che questo equilibrio potrebbe entrare in conflitto con gli interessi finanziari e pesare sul valore delle azioni. Non solo. Aggiunge che potrebbe dover rispondere in tribunale dei danni legati ai suoi modelli, e che le tutele contrattuali e le assicurazioni potrebbero non bastare. In pratica, un’azienda che chiede capitali spiega agli investitori che la sua missione potrebbe costare loro qualcosa.
C’è posta per Claude
La lettera di Warren è stata inviata martedì all’amministratore delegato Dario Amodei e il Wall Street Journal ha potuto leggerne una copia. Secondo il quotidiano, la senatrice del Massachusetts si dice «profondamente turbata» dai rischi elencati e scrive che questi «richiedono un esame più attento prima di intrecciarsi con i mercati finanziari, cosa che potrebbe aggravare ulteriormente sia i rischi per la sicurezza pubblica sia quelli finanziari sistemici». Il ragionamento è che, una volta collocate le azioni, le sorti dell’azienda entrano nei portafogli di fondi e risparmiatori e un eventuale problema smette di riguardare soltanto Anthropic. Le domande occupano ben quattro pagine e Warren pretende risposte esaurienti entro il 3 novembre. Vuole sapere anzitutto come Anthropic possa garantire che la sua tecnologia non diventi una minaccia esistenziale per l’umanità. Chiede poi conto dei rapporti con partner come Amazon e Broadcom e di una valutazione che potrebbe avvicinarsi ai 2.000 miliardi di dollari
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Papa Leone: «L’intelligenza artificiale deve essere disarmata. E ricordiamoci che questi sistemi non hanno coscienza»
di Gian Guido Vecchi-Corriere della Sera- 30 Ottobre 2026
Il Pontefice riceve ricercatori ed esperti internazionali riuniti in Vaticano dalla pontificia Accademia per la Vita e dal «Future of Life Institute» e ricorda: «La sfida più urgente è quella di una governance condivisa»

CITTÀ DEL VATICANO – «L’intelligenza artificiale deve essere disarmata, e incoraggio gli Stati che si riuniranno a Ginevra in novembre a compiere passi concreti verso la messa al bando delle armi autonome letali».
Leone XIV riceve in udienza ricercatori ed esperti internazionali, riuniti in Vaticano dalla pontificia Accademia per la Vita e dal «Future of Life Institute», e riprende il filo delle riflessioni sviluppate nella sua prima enciclica, Magnifica humanitas. A cominciare dal fatto che «il futuro dell’intelligenza artificiale non è predeterminato», considera Prevost: «Trattandosi di una tecnologia sviluppata dagli esseri umani, il suo futuro dipende dalle scelte che compiamo. Abbiamo dunque la responsabilità di orientarne, modificarne e, quando necessario, rifiutarne le applicazioni». Per questo «la questione decisiva non è semplicemente “cosa può fare l’IA?”, bensì “a quale scopo deve servire?”».
Occorre sapersi porre di limiti, definire delle regole: «Chi considera il suo sviluppo soltanto come una gara da vincere rischia di concentrarsi esclusivamente sul traguardo, dimenticandosi di chi rimane indietro. Un sistema affidabile, al servizio della persona umana, ha un valore maggiore di uno straordinariamente potente, le cui conseguenze non possono però essere adeguatamente previste o controllate».
La Santa Sede ha impostato quello che lo stesso pontefice definisce un «approccio transdisciplinare», la commissione vaticana sulla IA voluta dal Papa a maggio lavora a contatto con studiosi e imprenditori e il cardinale Michael Czerny, che la guida, ha spiegato durante il convegno: «Intendiamo ascoltare tutti coloro che operano in questo campo – nella ricerca, nel mondo imprenditoriale, nella politica – e riflettere insieme su come la Chiesa possa adempiere al meglio alla propria missione pastorale e profetica, rendendo testimonianza alla dignità della persona umana e promuovendo il bene comune, assicurandosi che le persone e le comunità vulnerabili non vengano lasciate indietro».
Come nota l’arcivescovo Renzo Pegoraro, presidente della pontificia Accademia per la Vita, «il valore di questo incontro risiede proprio nel mettere in dialogo prospettive diverse».
Del resto «le macchine sono strumenti, non persone», ha ricordato il Papa richiamando l’enciclica: «Le cosiddette intelligenze artificiali non fanno esperienze, non hanno un corpo, non provano gioia o dolore, non maturano attraverso le relazioni e non conoscono dall’interno cosa significhino amore, lavoro, amicizia o responsabilità. Oggi, alcuni propongono di riconoscere a tali sistemi dei diritti, o addirittura una personalità giuridica. Un simile approccio rischia di oscurare la responsabilità umana e di lasciare chi subisce un danno di fronte a un’entità senza volto».
Di conseguenza, ed è il terzo punto affrontato da Prevost, «alcune decisioni non devono mai essere delegate», avverte: «Quando una persona viene inserita in una lista di obiettivi o in un database per il controllo delle frontiere, corre il rischio di essere ridotta a un semplice dato. Le decisioni che riguardano la vita umana, la libertà e l’uso della forza devono sempre rimanere soggette a una supervisione umana efficace, consapevole e responsabile».
Di qui la necessità di «disarmare» l’intelligenza artificiale e l’appello in vista della conferenza di Ginevra. Perché «le tecnologie intelligenti devono essere orientate al bene comune», prosegue Leone XIV: «La giustizia richiede l’accesso ai benefici dell’innovazione, tra cui cure, conoscenze, strumenti e opportunità. Esse, infatti, non devono mai diventare fini a sé stesse né servire esclusivamente gli interessi di pochi privilegiati. Al contrario, il loro sviluppo dovrebbe favorire la solidarietà e la partecipazione a vari livelli della comunità globale, garantendo che i frutti del progresso siano condivisi equamente, specialmente con i più bisognosi».
Da ultimo, il Papa parla della «sfida forse più urgente», la governance della IA: «Conosciamo già molti dei principi etici che dovrebbero guidare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Ciò di cui abbiamo bisogno oggi sono istituzioni capaci di tradurre tali principi in pratica; in particolare, istituzioni internazionali efficaci, in grado di tutelare il bene comune globale. Ciò richiede standard condivisi, una supervisione indipendente e chiari meccanismi di responsabilità, affinché le decisioni riguardanti lo sviluppo e l’uso dell’IA possano essere esaminate, contestate quando necessario e accompagnate da adeguati rimedi per eventuali danni causati».
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