BLOG DI P.LIVIO DIRETTORE DI RADIO MARIA

"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

La Croce di Ground Zero: è emersa dalle macerie delle Torri Gemelle e continua a infondere speranza

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🙏✨NEW YORK La Croce del World Trade Center, Croce di Ground Zero, è formata da due travi d’acciaio ritrovate tra le macerie dopo gli attentati terroristici dell’11 settembre 2001 a New York.

Alta circa 5 metri, fu ritrovata intatta : molti cristiani trasformarono il luogo del ritrovamento in una sorta di santuario improvvisato.

Durante le operazioni di recupero e sgombero delle macerie, ogni domenica veniva celebrata una Messa proprio attorno alla croce.

Il 5 ottobre 2006 fu trasferita nella chiesa di San Pietro, a Manhattan, di fronte al World Trade Center, dove divenne meta di pellegrinaggi.

Il 23 luglio 2011, la croce fu benedetta dal sacerdote francescano Brian Jordan durante una breve cerimonia e fu riportata a Ground Zero.

Da allora è conservata nel National September 11 Memorial & Museum

E’ un simbolo cristiano che continua a offrire conforto, ancora oggi 🙏

( ewtn)

Santissimo Nome di Maria

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autore: Ilian Rachov anno: 2003 titolo: Madonna col Bambino luogo: Collezione privata

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Nome: Santissimo Nome di Maria

Titolo: L’amore di Maria verso il Figlio

Ricorrenza: 12 settembre

Martirologio: edizione 2004

Tipologia: Memoria facoltativa

Patrona di:
QuartoPoggio RuscoVerzuoloButiBusallaPeveragnoCapriva del FriuliCallianoOsigliaCecima

Dopo il nome di Gesù non v’è nome più dolce, più potente, più consolante che quello di Maria; nome dinanzi a cui s’inchinano riverenti gli Angeli, la terra si allieta, l’inferno trema.

Tre sono i principali significati di questo nome:

Mare: dall’ebraico Maryam, nome adatto ad esprimere la sovrabbondanza delle grazie sparse sopra di lei. Come invero tutti i fiumi sboccano nell’oceano, così tutti i tesori delle grazie celesti, tutte le eccelse prerogative e carismi furono versati sopra l’anima della Vergine, la quale è chiamata: « Madre di grazie ».

Amarezza: anche questo conviene moltissimo alla Vergine il cui cuore nuotò in un mare di angoscia, precisamente come aveva predetto il Profeta: « Immenso come il mare è il tuo cordoglio ». Come la Vergine era stata colmata più di tutti i Santi di grazia, così più di tutti loro doveva bere il calice amaro della passione del suo Figliuolo Gesù.


Stella: con questo appellativo la Chiesa invoca la Vergine nel bellissimo inno « Ave, Maris Stella ». S. Bernardo intreccia sapientemente a questo significato le più belle pagine di eloquenza e le più consolanti considerazioni:

« Ella è la pura e gloriosa stella che sorge da Giacobbe ed illumina tutto il mondo; la sua luce brilla nei cieli e penetra negli abissi, percorre la terra, infiamma d’amor divino ogni cuore, suscita le virtù e distrugge il vizio. Ella è la candida e dolce stella dalla Provvidenza innalzata sopra il profondo mare dell’universo, per illuminarlo con lo splendore del suo esempio ».

Maria è ancora giubilo al cuore, melodia soave all’orecchio, balsamo salutare ad ogni sorta di miserie; come l’arcobaleno indica la fine della tempesta ed annunzia il ritorno della calma, così il nome di Maria entrato in un’anima ne allontana il peccato e la dispone alla pace col Signore.

Il culto del Santissimo Nome della beata Vergine Maria che il Martirologio Romano ricorda in questo giorno, rievoca l’ amore della Madre di Dio verso il suo Figlio santissimo ed è proposta ai fedeli la figura della Madre del Redentore, perché sia invocata con profonda devozione. E’ un culto che si diffuse nel corso dei secoli in tutta la Chiesa, ed i Pontefici arricchirono d’indulgenze l’invocazione dei nomi di Gesù e di Maria.

Nel 1513 il Papa Giulio II da Roma concesse alla Spagna una festa in onore del nome di Maria. San Pio V la sopprese, Sisto V la ripristinò e si estese poi nel 1671 al Regno di Napoli fino a raggiungere Milano. Dopo la vittoria riportata nel nome di Maria contro i Turchi da Giovanni Sobieski, re di Polonia, il Beato Pontefice Innocenzo XI il 12 settembre 1683, in memoria e grato del prodigio, estese questa festa a tutta la Chiesa, fissandola alla domenica fra l’Ottava della Natività. Fu infine san Pio X a riportarla al 12 settembre.

PRATICA. S. Bernardo ci raccomanda: «Nei pericoli, nelle angustie, nelle perplessità, invoca Maria. Un sì bel nome non si parta dalla tua bocca, non si parta dal tuo cuore ».

PREGHIERA. Deh! concedi, Dio onnipotente, che tuoi fedeli, i quali si rallegrano del nome e della protezione della SS. Vergine Maria, siano liberati, per la sua amorevole intercessione, da tutti i mali in terra, e meritino di giungere ai gaudi eterni nel cielo.

Così La videro i due pastorelli di La Salette🙏

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Maximin Giraud (Massimino) e Mélanie Calvat (Melania)il 19 settembre 1846 sulle montagne francesi.
~Maximin Giraud
Aveva 11 anni al momento dell’apparizione, era originario di Corps, vivace e analfabeta.
~Mélanie Calvat
Aveva quasi 15 anni, proveniente da una famiglia molto povera e anch’ella analfabeta.

🟢LIVE P. LIVIO🟢EDITORIALE: “LA MADONNA CI HA SVELATO L’AZIONE DI SATANA NEL MONDO” – 11/09/2026

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MEDJUGORIE: PERCHE’ NON HO DUBBI

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LA MADONNA HA RIVELATO L’APOCALISSE

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UN SALUTO DA RADIO MARIA GABON

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L’arcivescovo di Libreville, capitale del Gabon, Sua Ecc.za Mons. Jean-Patrick IBA-BA, rivolge un pensiero a Padre Livio. Una giovanissima e piccola Radio Maria è’ presente in questa diocesi del Gabon da pochi 8/9/2026 !!!!

LE RIVELAZIONE DELLA VEGGENTE MIRIANA SUL PRIMO SEGRETO

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“Il 26 ottobre 1985 Mirjana diede l’intervista più chiara circa l’inizio dei 10 segreti. Il giorno prima la Vergine Maria le aveva mostrato le conseguenze visibili del primo segreto.

L’intervista del 1985 è un documento molto importante, perché la visione era fresca e chiara nella memoria di Mirjana, e perché l’intervistatore era P. Petar Ljubicic, a quel tempo già scelto come sacerdote per rivelare i segreti al mondo.

Disse Mirjana, il primo segreto “non sarà una cosa piacevole“. Sarà “qualcosa di cui la gente sentirà parlare a lungo“.

“Il primo segreto farà abbondantemente parlare di sé”

e quindi non avrà bisogno di tante spiegazioni a precederlo.

La gente di Medjugorje “saprà subito che è in connessione con i segreti“.

Sarà qualcosa, ha detto Mirjana a P. Petar Ljubicic, “che tutti, ovunque, ne sentiranno immediatamente parlare“.

Ma questo non significa che la gente si precipiterà sul luogo in cui il primo segreto si sarà appena verificato, ha anche previsto Mirjana:

”Certamente nessuno vuole vedere disastri, angoscia, e sfortuna. Non credo che questo genere di cose attiri affatto le persone. Perché la gente dovrebbe andare a vedere cose del genere? Una cosa è andare a vedere un segno, un’altra è andare a vedere la sofferenza o un disastro. Chi vorrebbe, per esempio, andare in Italia per vedere una diga crollare?“.

Il Primo Segreto farà fermare la gente a riflettere

Durante l’apparizione del 25 ottobre 1985 Mirjana vide il primo segreto come fossero immagini proiettate su diapositive:

“Mi ha scosso più di ogni altra cosa. Questo fu, naturalmente, a causa di vedere il primo segreto. Se la gente vedesse il primo segreto, come è stato dimostrato a me ieri, tutti sarebbero certamente scossi abbastanza da guardare a stessi e tutto ciò che li circonda in modo completamente nuovo. Ora so cose che non sono particolarmente piacevoli. Io credo che se tutti sapessero le stesse cose, ognuna di queste persone sarebbe scioccata e guarderebbe al nostro mondo in una luce completamente diversa“, disse Mirjana a P. Petar Ljubicic il giorno dopo la visione.

“Durerà per un po’. Sarà visibile, è necessario per scuotere un po’ il mondo. Farà sì che il mondo si fermi a pensare.“

Nel corso di un’intervista del 1985 P. Petar Ljubicic chiese anche a Mirjana se qualcuno direbbe che l’evento del primo segreto era semplicemente un fenomeno naturale. Nel rispondere Mirjana parlò anche del suo secondo segreto:

“Forse alcuni non credenti convinti potrebbero dire qualcosa di simile dopo il primo e il secondo“, rispose Mirjana.

Nonostante le sue descrizioni, i primi due segreti non saranno catastrofi nel senso letterale, ha anche rivelato la veggente:

“Non sarà nulla di così enorme come quello che verrà dopo. Questi primi due segreti non sono poi così gravi e duri. Quello che voglio dire è, sì, sono gravi, ma non tanto quanto i rimanenti. (…) Quello che segue sono i segreti che sono davvero sgradevoli. Sarei felice se tutti finalmente lo capissero. Non posso dire loro molto di più, ma una volta che cominciano a essere adempiuti, allora sarà troppo tardi“.

Fonte: Medjugorje Italia

(blogdipadrelivio.it)

🟢 PADRE LIVIO – GESU’ CI INSEGNA A VIVERE – Puntata 21


🟢LIVE:🙏⭐️CATECHESI GIOVANILE⭐️P.LIVIO: SIATE LE MIE MANI DI PACE – Puntata 05🙏

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🟢LIVE🟢PELLEGRINO A QUATTRORUOTE – itinerari con Padre Livio – puntata 56 – SARAGOZZA

🟢P. LIVIO🟢 SIATE LE MIE MANI DI PACE – Catechesi di P. Livio – Puntata 5

I Messaggi della Madonna a Mirjana – P. Livio – 23 – “La via della mitezza e dell’umiltà” – Messaggio del 2 luglio 2007 – 11/09/2026

23. «La via della mitezza e dell’umiltà» (Messaggio del 2 luglio 2007)

«Cari Figli! Nel grande amore di Dio, oggi vengo a voi per condurvi sulla via dell’umiltà e della mitezza. Prima stazione su questa via figli miei, è la Confessione; rinunciate al vostro orgoglio e inginocchiatevi davanti a mio Figlio. Comprendete figli miei che non avete niente e non potete niente, l’unica cosa vostra e quello che possedete è il peccato. Purificatevi e accettate la mitezza e l’umiltà. Mio Figlio avrebbe potuto vincere con la forza ma ha scelto la mitezza, l’umiltà e l’amore. Seguite mio Figlio e datemi le vostre mani affinché insieme saliamo sul monte e vinciamo. Vi ringrazio!”» (Messaggio del 2 luglio 2007).

I Messaggi della Regina della pace sono una fonte di acqua viva a cui attingere, perché con essi Maria ha inaugurato la sua evangelizzazione. Ogni frase contiene insegnamenti meravigliosi, ma è l’umiltà il termine che emerge in modo particolare. Quello che fa l’uomo moderno è tutto il contrario dell’umiltà, si crede dio al posto di Dio. Nella Parabola del fariseo e del pubblicano, vediamo come il fariseo parlava a Dio come fosse un suo dipendente.

La Madonna ci spiega cosa siamo. Noi non abbiamo niente, non siamo nemmeno di noi stessi: «non avete niente e non potete niente». «L’unica cosa vostra e quello che possedete è il peccato» questa è la nostra condizione esistenziale, è terribile e molto vera. L’esistenza non ce la siamo dati noi, possiamo essere spogliati del nostro essere in qualsiasi momento. La morte non è la nostra ancella, ma è nostra padrona. Anche i più grandi e potenti di questo mondo non possono nulla. Il non avete niente e non potete niente lo possiamo vedere quando si ha una grave malattia o c’è una disgrazia. Di fronte alle intemperie e alle tempeste della vita non possiamo fare nulla. L’unica cosa che possediamo in abbondanza sono i nostri peccati.

La Madonna vuole portarci a guardare con occhi limpidi e la vista spirituale e la nostra condizione esistenziale, in modo tale che con la luce della fede e la grazia di Dio possiamo umilmente chiedere perdono a Dio. Così possiamo abbracciare la via dell’umiltà che ha seguito Gesù Cristo non per espiare i suoi peccati, ma i nostri. Lui è l’Agnello di Dio che porta i peccati del mondo. Non dobbiamo seguire la via dell’orgoglio, della supponenza, della prepotenza. Ricordiamoci che un giorno la morte arriverà anche per noi. Cerchiamo di avere una realistica percezione della nostra condizione umana e mitighiamo la nostra presunzione, indossiamo le vesti penitenziali per prendere consapevolezza della miseria nella quale viviamo. Anche gli uomini più “grandi” sono senza niente, coloro che credono di avere il potere non sono niente. Poveretti quelli che si credono e non sono. Beati quelli che sanno di non essere e che si aggrappano a Colui che è. Senza Dio, siamo esseri umani condannati alla morte e non decidiamo per noi stessi, siamo nulla, siamo poveri peccatori.

La Madonna dice che la prima stazione sulla via dell’umiltà e della mitezza è la Confessione: «Oggi vengo a voi per condurvi sulla via dell’umiltà e della mitezza. Prima stazione su questa via figli miei, è la Confessione». Con la Confessione rinunciamo all’orgoglio e ci comportiamo come il pubblicano, inginocchiandoci a Gesù: «rinunciate al vostro orgoglio e inginocchiatevi davanti a mio Figlio. […] Purificatevi e accettate la mitezza e l’umiltà». Gesù ha usato le medesime parole, dicendo di essere mite e umile di cuore. Come sue creature e suoi seguaci dobbiamo essere umili, dobbiamo riconoscere  di essere peccatori, guardare agli altri come fratelli con cui condividere la nostra fragilità universale, insita nell’umanità peccatrice. Proprio perché siamo tutti malati dobbiamo avere compassione gli uni degli altri con mitezza.

Nel Getsemani il capo delle guardie chiede chi è Gesù di Nazareth ed egli rispose: “Io Sono”, ha attribuito a sé il nome di Jhwh. Gesù non ha vinto con la forza la sua divinità, ma ha scelto la via della Croce, della mitezza, dell’umiltà e dell’amore. Dobbiamo seguire Gesù non da soli, ma insieme alla Madonna: «datemi le vostre mani affinché insieme saliamo sul monte e vinciamo».

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