



La «lampada che arde e risplende», come Gesù chiamò Giovanni Battista, offrì la sua vita per mettere gli uomini in guardia fino alla fine sulla realtà del peccato e testimoniare la Verità che si era fatta carne.
Santo del giorno 29_08_2026- Emes Dovico – La Nuova Bussola

San Giovanni Battista preannunciò con l’esempio del suo martirio le terribili sofferenze di Gesù, suggellando così la sua missione di Precursore. La data del 29 agosto si può rintracciare nella dedicazione di una piccola basilica (risalente all’inizio del V secolo) in onore del Battista, edificata sul luogo del suo sepolcro, a Sebaste, in Samaria. La stessa data compare inoltre nei sacramentari romani in cui la festa liturgica del suo giorno di nascita al Cielo (che si aggiunge alla celebrazione della sua Natività al 24 giugno) era chiamata Passio o Decollatio; il Martirologio Romano riferiva che in tale giorno era avvenuto il secondo ritrovamento della testa di san Giovanni Battista, che papa Innocenzo II (1130-1143) fece poi traslare nella chiesa di San Silvestro in Capite, a Roma.
Dai Vangeli e dalla tradizione sappiamo che Giovanni Battista era stato arrestato e messo in catene per ordine di Erode Antipa, figlio di Erode il Grande (responsabile della strage dei Santi Innocenti), a causa della concubina Erodiade, moglie di suo fratello Filippo. Il santo, infatti, aveva detto chiaramente al tetrarca: «Non ti è lecito tenere la moglie di tuo fratello» (cfr. Mc 6, 17-29). Mentre la peccaminosa convivenza e l’adulterio continuavano, arrivò il giorno del compleanno di Erode, che rimase ammaliato al vedere danzare la figlia di Erodiade, Salomè, tanto da giurarle davanti a tutti i commensali: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». E Salomè, consultatasi con la madre, chiese che le venisse subito portata su un vassoio la testa di Giovanni Battista.
Finì così la vita terrena dell’ultimo e più grande dei profeti, decapitato da una guardia di Erode. Appena saputa la notizia, i discepoli di Giovanni «andarono a prendere il cadavere, lo seppellirono e andarono a informarne Gesù» (Mt 14, 12). Grazie alle Antichità Giudaiche di Flavio Giuseppe (Gerusalemme, 37 – Roma, 100) si sa che la prigionia e il martirio del Battista avvennero nella fortezza di Macheronte, sulla riva orientale del Mar Morto.
La «lampada che arde e risplende», come Gesù chiamò Giovanni Battista, offrì quindi la sua vita per mettere gli uomini in guardia fino alla fine sulla realtà del peccato e testimoniare la Verità che si era fatta carne. Disse san Beda il Venerabile: «San Giovanni subì il carcere e le catene a testimonianza per il nostro Redentore, perché doveva prepararne la strada. Per Lui diede la sua vita, anche se non gli fu ingiunto di rinnegare Gesù Cristo, ma solo di tacere la verità. Tuttavia morì per Cristo. Cristo ha detto: Io sono la Verità (Gv 14, 6), perciò proprio per Cristo versò il sangue, perché lo versò per la verità. E siccome col nascere, col predicare, col battezzare doveva dare testimonianza a Colui che sarebbe nato, avrebbe predicato e battezzato, così soffrendo segnalò anche che il Cristo avrebbe sofferto. […] Ma a persone come lui non doveva riuscire gravoso, anzi facile e bello sopportare per la verità tormenti transitori ripagabili con le gioie eterne».


Cattedrale di Chisinau capitale della Moldavia
Grazie alla sua posizione la Moldavia è un ponte ideale tra l’Ovest e l’Est, tra Romania ad ovest, Ucraina al nord e al sud.
Nel periodo sovietico, tutte le Chiese vennero chiuse e trasformate in sale per distrazioni profane: soppresse le parrocchie, i sacerdoti sono costretti a lasciare il paese.
Soltanto un sacerdote ebbe il permesso di rimanere a Chisinau e cercò di servire in segreto i cristiani. Dopo l’era Gorbaciov inizia la rinascita delle comunità, sei di queste sono legalizzate, arriva un altro sacerdote per aiutare, iniziano così la costruzione o ricostruzione delle chiese o cappelle.
Dal 1990 quando inizia il cambio politico, la dichiarazione dell’indipendenza dell’ex repubblica sovietica, ci sono degli importanti cambiamenti anche nella organizzazione delle Chiese locali, come la riammissione dei vecchi vescovi soppressi, e nuovi Amministratori Apostolici.
Il 28 ottobre 1993 è stata fondata l’Amministratura Apostolica della Chiesa Cattolica nell’attuale territorio della R. Moldava ed è stato nominato amministratore apostolico, il parroco della chiesa “Provvidenza Divina” di Chisinau, P. Anton Cosa, che più tardi, il 6 gennaio 2000, sarà consacrato vescovo da S.S. Giovanni Paolo II.
La Diocesi della Chiesa Romano-Cattolica in Moldavia comprende 11 parrocchie, 6 filiali, 20.000 credenti, 20 sacerdoti, 2 congregazioni maschili e 6 femminili.
In una zona geopolitica molto delicata in questi anni, e’ richiesta una Radio Maria per aiutare la popolazione moldava nel suo cammino di fede in Cristo sotto lo sguardo di Maria.
Si sta lavorando per creare una sede radiofonica a Chisinau in collaborazione con la Diocesi locale. Si partirà con una webradio cercando allo stesso tempo di ottenere frequenze per coprire tutto il territorio nazionale. L’obiettivo sarà un palinsesto che attraverso la Santa Messa quotidiana, la preghiera, i contenuti di promozione umana possa far sentire le comunità cattoliche vicine e unite, in comunione tra loro e con i tanti moldavi all’estero.
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“Il 26 ottobre 1985 Mirjana diede l’intervista più chiara circa l’inizio dei 10 segreti. Il giorno prima la Vergine Maria le aveva mostrato le conseguenze visibili del primo segreto.
L’intervista del 1985 è un documento molto importante, perché la visione era fresca e chiara nella memoria di Mirjana, e perché l’intervistatore era P. Petar Ljubicic, a quel tempo già scelto come sacerdote per rivelare i segreti al mondo.
Disse Mirjana, il primo segreto “non sarà una cosa piacevole“. Sarà “qualcosa di cui la gente sentirà parlare a lungo“.
“Il primo segreto farà abbondantemente parlare di sé”
e quindi non avrà bisogno di tante spiegazioni a precederlo.
La gente di Medjugorje “saprà subito che è in connessione con i segreti“.
Sarà qualcosa, ha detto Mirjana a P. Petar Ljubicic, “che tutti, ovunque, ne sentiranno immediatamente parlare“.
Ma questo non significa che la gente si precipiterà sul luogo in cui il primo segreto si sarà appena verificato, ha anche previsto Mirjana:
”Certamente nessuno vuole vedere disastri, angoscia, e sfortuna. Non credo che questo genere di cose attiri affatto le persone. Perché la gente dovrebbe andare a vedere cose del genere? Una cosa è andare a vedere un segno, un’altra è andare a vedere la sofferenza o un disastro. Chi vorrebbe, per esempio, andare in Italia per vedere una diga crollare?“.
Il Primo Segreto farà fermare la gente a riflettere
Durante l’apparizione del 25 ottobre 1985 Mirjana vide il primo segreto come fossero immagini proiettate su diapositive:
“Mi ha scosso più di ogni altra cosa. Questo fu, naturalmente, a causa di vedere il primo segreto. Se la gente vedesse il primo segreto, come è stato dimostrato a me ieri, tutti sarebbero certamente scossi abbastanza da guardare a stessi e tutto ciò che li circonda in modo completamente nuovo. Ora so cose che non sono particolarmente piacevoli. Io credo che se tutti sapessero le stesse cose, ognuna di queste persone sarebbe scioccata e guarderebbe al nostro mondo in una luce completamente diversa“, disse Mirjana a P. Petar Ljubicic il giorno dopo la visione.
“Durerà per un po’. Sarà visibile, è necessario per scuotere un po’ il mondo. Farà sì che il mondo si fermi a pensare.“
Nel corso di un’intervista del 1985 P. Petar Ljubicic chiese anche a Mirjana se qualcuno direbbe che l’evento del primo segreto era semplicemente un fenomeno naturale. Nel rispondere Mirjana parlò anche del suo secondo segreto:
“Forse alcuni non credenti convinti potrebbero dire qualcosa di simile dopo il primo e il secondo“, rispose Mirjana.
Nonostante le sue descrizioni, i primi due segreti non saranno catastrofi nel senso letterale, ha anche rivelato la veggente:
“Non sarà nulla di così enorme come quello che verrà dopo. Questi primi due segreti non sono poi così gravi e duri. Quello che voglio dire è, sì, sono gravi, ma non tanto quanto i rimanenti. (…) Quello che segue sono i segreti che sono davvero sgradevoli. Sarei felice se tutti finalmente lo capissero. Non posso dire loro molto di più, ma una volta che cominciano a essere adempiuti, allora sarà troppo tardi“.
Fonte: Medjugorje Italia
(blogdipadrelivio.it)
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