Pensiero Spirituale sull’essenziale riferimento a Dio nella nostra vita

Cari amici,

la preoccupazione degli ultimi due anni, tra qualche settimana verrà declassata a uno dei tanti problemi che abbiamo. Ma non è il problema principale.

Mi chiedo se dovremmo essere più felici riprendendo un certo tipo di normalità, dopo un lungo periodo di preoccupazione per la nostra salute legata al Covid-19 e in relazione a esso le tante preoccupazioni di carattere economico.

Mi sono dato una risposta problematica. La verità è che c’è stato un allontanamento da Dio e non ci siamo accorti che pian piano abbiamo perso l’essenziale della vita. Questo è successo ben prima del tempo della pandemia.

La vita deve avere un orientamento, deve essere un progetto, una missione, deve avere un punto di riferimento tale da sprigionare in noi tutte le energie. Un punto di riferimento per il quale lavorare, patire, soffrire. In questi decenni in cui le tenebre si sono abbattute sul mondo e si è perso il senso della trascendenza questo punto di riferimento è andato perduto perché abbiamo perso Dio.

L’essenziale della vita è il nostro orientamento a Dio. Qualcosa che è dentro di noi, nasce nel nostro profondo e deve orientare tutte le nostre energie verso l’incontro con Dio, l’apertura del cuore a Lui, l’esperienza del Suo amore, la finalizzazione della nostra vita verso di Lui.

L’ orientamento a Dio finalizza la vita verso qualcosa di più grande, di più alto, di trascendente.

L’ orientamento a Dio è essenziale e se manca, la vita non spicca il volo, non esce dalla trita quotidianità, dalla selva oscura in cui siamo nati e ci troviamo a vivere.

Senza orientamento a Dio rimaniamo intrappolati nel pantano quotidiano nel quale viviamo, fatto di cattiverie, ingiustizie, restrizioni, fatiche.

«La vostra vita è passeggera e non ha senso senza Dio»
(dal messaggio del 25 giugno 2020)

Senza il riferimento a Dio la vita diventa insignificante.

La vera tragedia esistenziale è questa, perché avendo noi perso il riferimento all’assoluto e avendo optato per l’effimero, per il relativo, per questo mondo che vediamo ed è mutevole e instabile, è evidente che nulla ha più significato. Regna il nichilismo, il non senso. Il sentimento che prevale nei cuori è allora quello della paura, dell’ansia, dell’angoscia, della disperazione, della resa al nulla. Questo è quanto vive la gente oggi.

Il demonio ha ottenuto la grande vittoria di scristianizzarci diffondendo l’apostasia della fede e rubandoci Dio, eclissandolo. Ha portato le cose materiali ed effimere all’attenzione primaria delle nostre menti.

Chiediamoci allora: Dio è al primo posto nella nostra vita? Dio illumina la nostra anima? Dio è il compagno con il quale camminiamo ogni giorno? Dio è il nostro Signore, il nostro Salvatore, la nostra pace? Facciamo un esame di coscienza e da lì ripartiamo prendendo la decisione di aprirci totalmente a Dio.

Facciamo di lui il Signore della nostra vita e il mondo si illuminerà, le tenebre si dissiperanno e l’amore entrerà nei cuori!

Da: “La lettura cristiana della cronaca e della storia”