Pensiero Spirituale sull’esercizio spirituale di opporsi al male

Cari amici,

il male deve essere contrastato fin dall’inizio, quando è allo stato germinale. Se gli si lascia spazio inizia a crescere e poi, una volta che ha messo le radici, è difficile estirparlo. Questo è un principio di vita spirituale importantissimo che è stato sviluppato dalla spiritualità cristiana innanzitutto per quanto riguarda la tentazione, come ci ha spiegato bene papa Francesco in diverse occasioni.

La tentazione è un messaggio da parte del diavolo. Anche se lui si nasconde dietro alla tentazione, guai a noi se parliamo con lui. Dobbiamo assolutamente guardare da un’altra parte, tappare occhi e orecchie. Non bisogna dare spazio al diavolo che cerca di catturarci attraverso la tentazione. 

La tentazione non deve essere considerata, non bisogna pensarci. Molto semplicemente va scoperta e identificata come tale. La tentazione è un pensiero, è una freccia avvelenata tirata proprio dal diavolo che fa presa alla nostra mente e ce la fa prendere in considerazione. Più la si considera e più si ingrossa. Più la consideriamo e più ci conquista e ci fa cadere. 

La tentazione dev’essere quindi estirpata sul nascere. In questo modo – riconoscendola, evitandola, scacciandola – il diavolo fa come quel pescatore che vedendo che i pesci non abboccano alla sua esca, si sposta da un’altra parte.

Questo discorso vale per la tentazione ma anche per tutte le proliferazioni del male che incontriamo nella nostra vita personale e che ci inducono al peccato. Dobbiamo essere subito pronti ad estirparle. Solitamente satana ci tenta con i peccati veniali, cerca di attrarci a sé a partire da piccoli fori da cui cerca di entrare nella fortezza dell’anima. 

«A Satana è sufficiente un vostro piccolo vuoto interiore per poter operare dentro di voi» 
(dal messaggio del 5 settembre 1988)

Nel corso della giornata, dobbiamo quindi essere spiritualmente pronti a riconoscere ciò che il male suscita in noi, venendo a galla, prendendo possesso di noi stessi. Si tratta dello schieramento dei sette vizi capitali: lussuria, gola, avarizia, accidia, ira, invidia,superbia. Il male è dentro di noi ma finché rimane allo stato latente non inquina, ma nella misura in cui manca la vigilanza e viene sollecitato, è chiaro che rompe le barriere e inizia a crescere.

Se fin dall’inizio tappiamo il piccolo foro da cui entra l’acqua, sicuramente evitiamo l’allagamento!

Nella nostra vita spirituale non dobbiamo permettere al male di crescere altrimenti arriva il momento in cui non abbiamo più la forza di fermarlo. Il male deve essere contrastato fin dall’inizio, non lo si deve far crescere altrimenti ci conquista. 

“Chiunque commette il peccato è schiavo del peccato” dice Gesù.

Quando il male diventa troppo forte e non abbiamo la capacità di respingerlo succede che ci arrendiamo a esso e diventiamo schiavi del diavolo.

Opporsi al male è un esercizio spirituale quotidiano che richiede un impegno. ​
Allo stesso tempo dobbiamo impegnarci a far crescere il bene collettivo, è quello che la Madonna ci chiede quando dice:

«Dio solo è pace. Per questo avvicinatevi a Lui tramite la vostra preghiera personale e dopo vivete la pace nei vostri cuori. Così la pace dai vostri cuori potrà correre come un fiume in tutto il mondo. 
Non parlate di pace, ma praticatela» 
(dal messaggio del 25 febbraio 1991)

Da: “La lettura cristiana della cronaca e della storia”